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Una panoramica approfondita sulla comunicazione, considerandola non solo come uno strumento o un mezzo, ma come una dimensione costitutiva dell'essere umano. Vengono esplorati gli aspetti sociali, culturali e convenzionali della comunicazione, il ruolo della relazione tra i comunicanti e l'importanza della meta-comunicazione. Inoltre, vengono analizzati i diversi tipi di comunicazione verbale e non verbale, come lo sguardo, il sorriso e i processi di gruppo. Infine, il documento introduce il tema della negoziazione e dei suoi diversi tipi. Questo documento potrebbe essere utile per studenti universitari che studiano discipline come psicologia, sociologia, comunicazione o management, fornendo loro una solida base teorica e pratica sulla comunicazione e il lavoro di gruppo.
Tipologia: Appunti
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Comunicazione
comportamento è un gesto automatico e riflesso, allora non può essere considerato comunicazione —> la comunicazione non è una notizia
dalle competenze e capacità di A ( es. capacità di trovare un’informazione) —> la comunicazione implica invece un’intenzione di cercare un’informazione o notizia —> la comunicazione non può essere ridotta a un’interazione
consapevole e riconosciuto quindi la comunicazione implica l’interazione, ma l’interazione non sempre è comunicazione (può non avere un intenzionalità reciproca) Definizione di comunicazione La comunicazione può essere definita come scambio interattivo osservabile fra due o più partecipanti, dotato di un certo grado di consapevolezza e di intenzionalità reciproca , in grado di partecipare e di far condividere un certo percorso di significati sulla base di sistemi convenzionali secondo la cultura di riferimento
Modelli di comunicazione —> Elementi costitutivi della comunicazione:
Gli assiomi della comunicazione —> i contributi più rilevanti sono dati dalla scuola di Palo Alto —> Mental research Institute di Palo Alto Pragmatica (non sintassi o semantica): analisi della relazione dei segni dotati di significati con gli attori. Si occupa dell'uso della comunicazione come azione (osserva come e per quali scopi la comunicazione viene utilizzata) —> oggetto di studio della pragmatica sono gli effetti della comunicazione sul comportamento e sulle relazioni Secondo la Scuola di Palo Alto è possibile indicare alcuni assiomi della comunicazione umana.
—> il linguaggio (verbale) non è indipendente, ma è supportato da qualche dispositivo non verbale. Ogni livello è però autonomo, con proprie regole, e procede in maniera distinta a creare il significato. Interdipendenza tra verbale e non verbale e loro sintonia semantica determinano l’efficacia comunicativa. Il messaggio prodotto dal comunicatore è interpretato dal destinatario attraverso una molteplicità di sistemi ulteriori al codice linguistico (quindi interdipendenza dei sistemi che sono autonomi) —> i sistemi principali sono:
—> Le sue caratteristiche possono rimandare per esempio a messaggi di apertura/chiusura, dominio/collaborazione. L’invasione del proprio spazio da parte di un’altra persona genera senso di intrusione/minaccia. Ciascuno sperimenta continue oscillazioni tra avvicinamenti-distanziamenti che rimandano a ricerca di vicinanza/riservatezza. Lo studioso che dall'osservazione dell'uso sociale dello spazio ha tratto conclusioni di maggior rilievo è Edward T. Hall (1966), fondatore della Prossemica che studia le relazioni spaziali come modalità della comunicazione. In sintesi egli ha individuato una scala delle distanze interpersonali :
Le reti di comunicazione Leavitt evidenziò correlazioni tra indice di centralità e alcune modalità di lavoro di gruppo: più la rete è centralizzata (comunicazioni meno numerose), più rapido è lo svolgimento del compito. —> Ma ciò (cfr. Shaw 1954, Heise e Miller 1951, Flament 1965) vale solo per compiti semplici; per i compiti complessi le reti decentralizzate (circolari) sono più performanti e forniscono prove più efficaci. Quindi la natura del compito è variabile fondamentale : nei compiti complessi i gruppi decentralizzati distribuiscono l’informazione per affrontare il compito e così hanno più probabilità di affrontare il compito adeguatamente rispetto ai gruppi centralizzati —> Per Leavitt la natura della rete ha implicazioni anche sul versante della soddisfazione provata dai partecipanti la rete stessa. Il morale del gruppo è più elevato nelle reti decentralizzate che in quelle centralizzate (il morale dunque diminuisce all’aumentare della centralità). Anche gli studi successivi hanno confermato che in una rete centralizzata colui che sta in centro si sente più soddisfatto perché sente di poter influenzare il comportamento altrui. Conclusione: il dibattito attorno studi sperimentali sulle reti di comunicazione si concentra sul tema dell’esportabilità dei risultati di laboratorio a gruppi «in natura» sui cui impatta un numero di variabili maggiore. Tuttavia si ribadisce che tali studi mostrano una strategia conoscitiva con cui esplorare fenomeni presenti nei gruppi naturali (gerarchia, efficienza, morale). Livelli di fiducia/collaborazione = livelli di comunicazione Comunicazione e negoziazione I diversi tipi di negoziazione La negoziazione può essere classificata in base alla natura degli interessi in gioco tra le parti. In una negoziazione i soggetti coinvolti hanno interessi convergenti (hanno entrambi convenienza ad accordarsi) ma diversi
Esempio classico: la vendita di una casa. Esiste un vantaggio reciproco nello scambio di beni. Conflitto: il venditore vuole massimizzare; l’acquirente minimizzare. In un gioco alla fune ognuno tira a partire dal proprio punto si resistenza per conquistare margini di spazio negoziale (la zona negoziale è 130.000-150.000 €). Entro questo range sono possibili diverse soluzioni accettabili da entrambi ma con utilità diversamente distribuite.
Team working Cos’è un team Una squadra è un gruppo di persone con un elevato grado di interdipendenza , che tengono conto gli uni degli altri e collaborano, con la guida di un leader , apportando le loro competenze e le loro conoscenze, per il raggiungimento di un obiettivo comune.
Quando serve un team? —> team si —> serve quando:
Il leader La funzione più importante di un leader di un gruppo —> aiutare il gruppo a muoversi attraverso gli stadi di sviluppo —> In caso di dubbio, sia che si tratti di un gruppo nuovo che di uno stabilizzato, partire con uno stile più direttivo —> Se hai sbagliato la diagnosi ed il gruppo è più avanti è facile diventare più flessibile. Il contrario è più difficile: i membri ne soffrono anche se ciò è coerente. Le persone soffrono di una riduzione di partecipazione e di leadership. Perché i gruppi passano allo stadio di insoddisfazione se la leadership è passata al coaching al momento giusto? Uno stile di leadership appropriato può ridurre il livello di insoddisfazione ma non può evitarlo. —> Nel momento in cui le persone incominciano ad esprimere le proprie opinioni e ad evidenziare i propri bisogni emergono le differenze. RISULTATO : alcuni entrano in competizione ed altri si estraniano o, ancora, si sentono scoraggiati e frustati a causa della difficoltà del compito. Il gruppo combatte per guadagnare indipendenza e ragion d'essere della propria azione. Ma è anche uno stadio dinamico e creativo. Sfortunatamente molti gruppi si fermano in questo stadio… Comportamento del leader: