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Confronto montale leopardi, Appunti di Italiano

Confronto montale leopardi

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 18/09/2015

giulio_pedrazzi
giulio_pedrazzi 🇮🇹

4.6

(5)

3 documenti

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Montale in “Meriggiare pallido e assorto” e in “Non chiederci parola”
ripercorre il significato del muro. Nella seconda poesia lo chiama
scalcinato muro mentre nella prima rovente muro d’orto. Come per
Leopardi la siepe allo stesso modo per Montale il muro rappresenta un
limite umano. Non è un limite esistente ma del tutto astratto che l’uomo
si prefigura per immaginarsi la realtà. Realtà però che rimane preclusa
all’uomo proprio per la sua impossibilità di scavalcare il muro o la siepe
nel caso leopardiano.
Per Montale oltre il muro si ha la pienezza vitale nonché la certezza di
comprensione della realtà. Si è poi visto come l’unico mezzo per tentare
di scavalcare questo muro è la donna che in sé ha il compito di elevare
l’uomo dove egli non potrebbe recarsi in solitudine.
Per Leopardi l’immaginazione è invece il vero e unico mezzo di
raggiungimento dell’infinito; lì, in quel piccolo spazio sopra l’ermo colle
egli si immagina l’infinito e tutte le sue caratteristiche non visibile o
percepibili in altro modo.

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Montale in “Meriggiare pallido e assorto” e in “Non chiederci parola” ripercorre il significato del muro. Nella seconda poesia lo chiama scalcinato muro mentre nella prima rovente muro d’orto. Come per Leopardi la siepe allo stesso modo per Montale il muro rappresenta un limite umano. Non è un limite esistente ma del tutto astratto che l’uomo si prefigura per immaginarsi la realtà. Realtà però che rimane preclusa all’uomo proprio per la sua impossibilità di scavalcare il muro o la siepe nel caso leopardiano. Per Montale oltre il muro si ha la pienezza vitale nonché la certezza di comprensione della realtà. Si è poi visto come l’unico mezzo per tentare di scavalcare questo muro è la donna che in sé ha il compito di elevare l’uomo dove egli non potrebbe recarsi in solitudine. Per Leopardi l’immaginazione è invece il vero e unico mezzo di raggiungimento dell’infinito; lì, in quel piccolo spazio sopra l’ermo colle egli si immagina l’infinito e tutte le sue caratteristiche non visibile o percepibili in altro modo.