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Confucianesimo: Storia, Principi e Credenze, Appunti di Religione

Il confucianesimo è una delle principali religioni tradizionali cinesi, fondata da confucio e caratterizzata da insegnamenti morali e sociali. Una panoramica storica, i principi fondamentali e le credenze di questa filosofia. Confucio, nato in cina durante un periodo di lotte tra stati, insegnò la saggezza degli avi attraverso lo studio e la trasmissione di testi antichi. I principi confuciani si basano sulla rettitudine, l'umanità e la pietà filiale, e il culto tributato agli antenati fu causa di accese polemiche in occidente. Il concetto di yin yang, presente in taoismo e confucianesimo, è alla base di molte branche della scienza classica cinese e della medicina tradizionale.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/06/2020

liviana-de-simone
liviana-de-simone 🇮🇹

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Il confucianesimo
Il Confucianesimo è uno dei tre credi della Cina (gli altri due sono il Taoismo e il Buddhismo).
Fuori dalla Cina, la principale comunità confuciana si trova nella Corea del Sud.
Cenni storici
Confucio,discendente di una nobile famiglia decaduta, nacque nello stato di Lu, in quella che è
l'attuale provincia dello Shandong. Attento studioso delle antiche tradizioni, Confucio visse in un
periodo di aspre lotte (vari stati si combattevano, cercando con ogni mezzo di prevalere l'uno
sull'altro). Rendendosi conto che gli antichi valori stavano ormai decadendo, Confucio decise di
insegnare ai giovani la saggezza degli avi. Come egli stesso dichiarava, il suo era il compito di un
maestro che trasmetteva, non creava. Confucio raccolse e riordinò quindi i testi antichi, ma non
scrisse niente di quanto insegnava. I suoi insegnamenti ci sono giunti solo attraverso i discepoli che
trasmisero ai posteri le sue parole, e da quanti in seguito ampliarono ed integrarono (in varie
maniere) gli insegnamenti del maestro. Tra questi, Mencio (Mengzi, 372-289 a.e.v.) sosteneva che
l'animo umano era fondamentalmente buono, e Xunzi (312-238 a.e.v.) cattivo ma si poteva
correggere con lo studio. Zhu Xi (1130 - 1200) introdusse concetti filosofici nella originaria dottrina
confuciana, dando luogo al così detto Neoconfucianesimo, che dagli ultimi decenni del XVI secolo
finì col soppiantare il Confucianesimo stesso.
Principi fondamentali
Gli insegnamenti confuciani vertono più che altro sulle norme morali di comportamento che ogni
individuo deve seguire, non perché gli siano imposte, ma perché, dopo averle apprese tramite uno
studio rigoroso, egli sa esattamente come deve agire nella società. Colui che segue queste norme è
consapevole che la famiglia e lo stato si basano su rapporti gerarchici, che implicano il
riconoscimento dell'autorità e di determinati doveri reciproci: i doveri che legano principe e
ministro, padre e figlio, marito e moglie, fratello maggiore e fratello minore, amico maggiore e
amico minore. L'uomo deve praticare nei confronti dei suoi simili la rettitudine (yi), l'umanità (ren)
e la pietà filiale (xiao), e adempiere ai riti (li) che scandiscono rigidamente i rapporti tra gli uomini
e i rapporti tra l'uomo ed il cielo. Non esiste la concezione del bene e del male fini a se stessi, ma è
riprovevole un cattivo comportamento. Non esiste il concetto del peccato, o la concezione di un
essere trascendente o di mondo ultraterreno. Esiste la società, nella quale si vive: il confuciano
impara attraverso lo studio a comprendere razionalmente la realtà che lo circonda e, di
conseguenza, a comportarsi nella maniera appropriata in ogni occasione, non contrastando con il
suo agire l'armonia che deve esistere in ogni ambito, umano e naturale. Confucio diceva di non
essere contrario che al Cielo (Tian), inteso come essere immateriale, venisse indirizzato il culto. I
riti religiosi facevano parte della vita sociale e in quanto tali andavano compiuti: il Cielo è in
qualche modo il garante dell'armonia universale che, con i suoi segni di approvazione e
disapprovazione, fa capire all'uomo e al sovrano qual è il giusto comportamento. Pur avendo posto
particolare attenzione alla morale e al comportamento sociale, sin dalla metà del I secolo e.v. il
Confucianesimo si arricchì di risvolti religiosi. Per un breve periodo lo stesso Confucio fu
considerato una divinità, e nei templi in cui era eretta la sua statua, fu onorato con sacrifici, ma le
cerimonie a lui tributate ben presto acquistarono carattere più laico che religioso. Anche sotto
l'aspetto religioso il Confucianesimo si oppose a ogni forma di culto popolare in cui si credesse agli
spiriti, agli esorcismi, a forme di divinazione, presentandosi come un vero e proprio culto civile di
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Il confucianesimo Il Confucianesimo è uno dei tre credi della Cina (gli altri due sono il Taoismo e il Buddhismo). Fuori dalla Cina, la principale comunità confuciana si trova nella Corea del Sud. Cenni storici Confucio,discendente di una nobile famiglia decaduta, nacque nello stato di Lu, in quella che è l'attuale provincia dello Shandong. Attento studioso delle antiche tradizioni, Confucio visse in un periodo di aspre lotte (vari stati si combattevano, cercando con ogni mezzo di prevalere l'uno sull'altro). Rendendosi conto che gli antichi valori stavano ormai decadendo, Confucio decise di insegnare ai giovani la saggezza degli avi. Come egli stesso dichiarava, il suo era il compito di un maestro che trasmetteva, non creava. Confucio raccolse e riordinò quindi i testi antichi, ma non scrisse niente di quanto insegnava. I suoi insegnamenti ci sono giunti solo attraverso i discepoli che trasmisero ai posteri le sue parole, e da quanti in seguito ampliarono ed integrarono (in varie maniere) gli insegnamenti del maestro. Tra questi, Mencio (Mengzi, 372-289 a.e.v.) sosteneva che l'animo umano era fondamentalmente buono, e Xunzi (312-238 a.e.v.) cattivo ma si poteva correggere con lo studio. Zhu Xi (1130 - 1200) introdusse concetti filosofici nella originaria dottrina confuciana, dando luogo al così detto Neoconfucianesimo, che dagli ultimi decenni del XVI secolo finì col soppiantare il Confucianesimo stesso. Principi fondamentali Gli insegnamenti confuciani vertono più che altro sulle norme morali di comportamento che ogni individuo deve seguire, non perché gli siano imposte, ma perché, dopo averle apprese tramite uno studio rigoroso, egli sa esattamente come deve agire nella società. Colui che segue queste norme è consapevole che la famiglia e lo stato si basano su rapporti gerarchici, che implicano il riconoscimento dell'autorità e di determinati doveri reciproci: i doveri che legano principe e ministro, padre e figlio, marito e moglie, fratello maggiore e fratello minore, amico maggiore e amico minore. L'uomo deve praticare nei confronti dei suoi simili la rettitudine (yi), l'umanità (ren) e la pietà filiale (xiao), e adempiere ai riti (li) che scandiscono rigidamente i rapporti tra gli uomini e i rapporti tra l'uomo ed il cielo. Non esiste la concezione del bene e del male fini a se stessi, ma è riprovevole un cattivo comportamento. Non esiste il concetto del peccato, o la concezione di un essere trascendente o di mondo ultraterreno. Esiste la società, nella quale si vive: il confuciano impara attraverso lo studio a comprendere razionalmente la realtà che lo circonda e, di conseguenza, a comportarsi nella maniera appropriata in ogni occasione, non contrastando con il suo agire l'armonia che deve esistere in ogni ambito, umano e naturale. Confucio diceva di non essere contrario che al Cielo (Tian), inteso come essere immateriale, venisse indirizzato il culto. I riti religiosi facevano parte della vita sociale e in quanto tali andavano compiuti: il Cielo è in qualche modo il garante dell'armonia universale che, con i suoi segni di approvazione e disapprovazione, fa capire all'uomo e al sovrano qual è il giusto comportamento. Pur avendo posto particolare attenzione alla morale e al comportamento sociale, sin dalla metà del I secolo e.v. il Confucianesimo si arricchì di risvolti religiosi. Per un breve periodo lo stesso Confucio fu considerato una divinità, e nei templi in cui era eretta la sua statua, fu onorato con sacrifici, ma le cerimonie a lui tributate ben presto acquistarono carattere più laico che religioso. Anche sotto l'aspetto religioso il Confucianesimo si oppose a ogni forma di culto popolare in cui si credesse agli spiriti, agli esorcismi, a forme di divinazione, presentandosi come un vero e proprio culto civile di

tipo comunitario, caratterizzato da riti e da preghiere, da feste e da fiere che si svolgevano periodicamente. Oggetto di un culto particolare erano gli antenati, i cui nomi venivano incisi su tavolette di legno, conservate in casa. Proprio il culto tributato agli antenati fu causa di accese polemiche in Occidente nel corso del XVII secolo: nel 1705 fu condannato dal Papato che lo giudicò idolatrico, e solo nel 1939 fu infine considerato lecito, in quanto ritenuto non di tipo religioso. In epoca contemporanea, negli anni 70 del secolo XX, vi è stata una dura critica e un duro attacco da parte dei dirigenti della Repubblica Popolare contro Confucio, ma ancor oggi il Neoconfucianesimo continua a sopravvivere in vari strati del popolo cinese. Credenze Confucio pensava che per vivere una vita migliore occorresse rispettare gli altri e onorare la memoria dei propri avi. A questo fine si dovevano possedere cinque virtù: gentilezza, rettitudine, sobrietà, saggezza e credibilità. La virtù è una qualità che ognuno può acquistare, poiché l'uomo, di per sé, non è né buono né cattivo, ma ha la possibilità di diventarlo. I confuciani credono nello ]en, che è il principio della cortesia e della lealtà verso il prossimo. Infatti per Confucio il benessere di ognuno dipende direttamente dal benessere degli altri. La sua influenza sulla società cinese fu tale che fino all'inizio del XX secolo gli esami di idoneità per essere assunti dalla pubblica amministrazione cinese si basavano ancora sui suoi insegnamenti. Yin Yang Il concetto di yin (nero) e yang (bianco)) ha origine dall'antica filosofica-cinese, molto probabilmente dall'osservazione del giorno che si tramuta in notte e della notte che si tramuta in giorno o dalle osservazioni e riflessioni che Lao-Tsu faceva nei confronti del fuoco, notandone il colore, il calore, la luce e la propensione della fiamma di svilupparsi verso l'alto. Da qui tutta la classificazione in "yin" e "yang" anche di ogni fenomeno naturale. Questa è una concezione presente nelle due religioni propriamente cinesi: Taoismo e Confucianesimo. Questo concetto è anche alla base di molte branche della scienza classica cinese, della sua a ed è pure una delle linee guida della medicina tradizionale cinese. Esso è pure un punto centrale di molte arti marziali cinesi o esercizi e della divinazione I Ching.