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Consulenza a seduta singola, Sintesi del corso di Psicologia Clinica

La Terapia a Seduta Singola (TSS) può essere appresa da tutti gli operatori della salute mentale, sia come forma di psicoterapia che come integrazione del lavoro d’équipe. Oltre che nella libera professione, la TSS è ampiamente utilizzata all’interno di diverse strutture e organizzazioni sanitarie. Praticata da metà anni ’80 al Kaiser Permanente, la più grande organizzazione sanitaria degli Stati Uniti, oggi è un servizio proposto da strutture pubbliche e private di tutto il mondo.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 28/06/2021

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Le tecniche di consulenza a seduta singola
La Terapia a Seduta Singola (TSS) può essere appresa da tutti gli operatori della salute mentale, sia
come forma di psicoterapia che come integrazione del lavoro d’équipe.
Oltre che nella libera professione, la TSS è ampiamente utilizzata all’interno di diverse strutture e
organizzazioni sanitarie. Praticata da metà anni ’80 al Kaiser Permanente, la più grande
organizzazione sanitaria degli Stati Uniti, oggi è un servizio proposto da strutture pubbliche e private
di tutto il mondo.
Viene proposta come servizio aggiuntivo o integrata nei servizi esistenti per aumentarne l’efficacia.
Infatti, è dimostrato che la TSS e i suoi principi incrementano l’efficacia dei trattamenti, diminuiscono
i tempi di cura, riducono costi e liste di attesa, e aumentano l’accesso dei pazienti.
Oltre ai terapeuti, molte figure che si occupano del benessere della persona (come infermieri,
fisioterapisti, assistenti sociali ecc.) vengono formati nei principi della TSS per migliorare i risultati e la
soddisfazione pazienti.
Dalla pubblicazione del libro di Talmon “Terapia a seduta singola”, nel 1990, in tutto il mondo, sono
stati pubblicati studi sull’efficacia di questo metodo innovativo, la cui divulgazione in Italia si deve al
lavoro dell’Italian Center for Single Session Therapy, fondato da Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli.
A loro si deve anche l’adattamento del metodo di terapia a seduta singola al contesto italiano.
Le ricerche muovono da 3 evidenze di base:
1. UNO è il numero più frequente di sedute che le persone fanno con uno psicologo,
indipendentemente dalla diagnosi, dalla complessità o dalla gravità del loro problema;
2. tra il 20 e il 50% delle persone ritiene che una singola seduta sia ciò di cui ha bisogno;
3. fino all’80%delle persone riferisce di aver risolto il proprio problema o di stare meglio grazie a
quell’unica seduta.
Inoltre, diverse ricerche hanno dimostrato come nella psicoterapia le prime sedute siano quelle che
permettono di ottenere la maggior parte dei risultati (Feaster et al., 2003; Baldwin et al., 2009;
Harnett et al., 2010). Questi risultati hanno dunque determinato l’interesse per lo studio dei fattori
che fanno funzionare al meglio ogni singola seduta, indagandone le potenzialità.
Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli (2018), nel loro libro “Terapia a Seduta Singola – principi e
pratiche” offrono una revisione esaustiva degli studi sull’efficacia della consulenza psicologica a
seduta singola. I risultati più significativi sono i seguenti:
La Terapia a Seduta Singola è efficace. L’efficacia è superiore all’assenza di trattamento e non
è inferiore rispetto a quella di interventi articolati in più sedute.
È difficile individuare una relazione tra la durata dell’intervento e la tipologia e la gravità dei
problemi per cui viene richiesto: non sembra possibile prevedere a priori quali diagnosi o quale livello
di gravità possano trarre buoni risultati da una singola seduta. Circa il 50% dei clienti riterrà
sufficiente una singola seduta, l’altro 50% avrà bisogno di più incontri.
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Le tecniche di consulenza a seduta singola La Terapia a Seduta Singola (TSS) può essere appresa da tutti gli operatori della salute mentale, sia come forma di psicoterapia che come integrazione del lavoro d’équipe. Oltre che nella libera professione, la TSS è ampiamente utilizzata all’interno di diverse strutture e organizzazioni sanitarie. Praticata da metà anni ’80 al Kaiser Permanente, la più grande organizzazione sanitaria degli Stati Uniti, oggi è un servizio proposto da strutture pubbliche e private di tutto il mondo. Viene proposta come servizio aggiuntivo o integrata nei servizi esistenti per aumentarne l’efficacia. Infatti, è dimostrato che la TSS e i suoi principi incrementano l’efficacia dei trattamenti, diminuiscono i tempi di cura, riducono costi e liste di attesa, e aumentano l’accesso dei pazienti. Oltre ai terapeuti, molte figure che si occupano del benessere della persona (come infermieri, fisioterapisti, assistenti sociali ecc.) vengono formati nei principi della TSS per migliorare i risultati e la soddisfazione pazienti. Dalla pubblicazione del libro di Talmon “Terapia a seduta singola”, nel 1990, in tutto il mondo, sono stati pubblicati studi sull’efficacia di questo metodo innovativo, la cui divulgazione in Italia si deve al lavoro dell’Italian Center for Single Session Therapy, fondato da Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli. A loro si deve anche l’adattamento del metodo di terapia a seduta singola al contesto italiano. Le ricerche muovono da 3 evidenze di base:

  1. UNO è il numero più frequente di sedute che le persone fanno con uno psicologo, indipendentemente dalla diagnosi, dalla complessità o dalla gravità del loro problema;
  2. tra il 20 e il 50% delle persone ritiene che una singola seduta sia ciò di cui ha bisogno;
  3. fino all’80%delle persone riferisce di aver risolto il proprio problema o di stare meglio grazie a quell’unica seduta. Inoltre, diverse ricerche hanno dimostrato come nella psicoterapia le prime sedute siano quelle che permettono di ottenere la maggior parte dei risultati (Feaster et al., 2003; Baldwin et al., 2009; Harnett et al., 2010). Questi risultati hanno dunque determinato l’interesse per lo studio dei fattori che fanno funzionare al meglio ogni singola seduta, indagandone le potenzialità. Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli (2018), nel loro libro “Terapia a Seduta Singola – principi e pratiche” offrono una revisione esaustiva degli studi sull’efficacia della consulenza psicologica a seduta singola. I risultati più significativi sono i seguenti:
  • La Terapia a Seduta Singola è efficace. L’efficacia è superiore all’assenza di trattamento e non è inferiore rispetto a quella di interventi articolati in più sedute.
  • È difficile individuare una relazione tra la durata dell’intervento e la tipologia e la gravità dei problemi per cui viene richiesto: non sembra possibile prevedere a priori quali diagnosi o quale livello di gravità possano trarre buoni risultati da una singola seduta. Circa il 50% dei clienti riterrà sufficiente una singola seduta, l’altro 50% avrà bisogno di più incontri.
  • La possibilità di scegliere un singolo incontro può essere la chiave per aumentare l’accesso delle persone ai servizi psicologici. Funzionamento del metodo:
  • Innanzitutto, si definisce insieme il problema in modo da poter lavorare su un tema specifico e ben focalizzato. Si cerca di capire qual è il funzionamento del problema e come si manifesta concretamente in termini di sensazioni, pensieri, atteggiamenti e comportamenti, in quali ambiti di vita e in quali momenti.
  • Una volta definito il problema si passa all’individuazione dell’obiettivo: quali sono le aspettative rispetto alla seduta? Quale risultato si vorrebbe raggiungere alla fine dell’incontro? Ci si pone un obiettivo “SMART”: Specifico, Misurabile, Attribuibile, Realistico e Time-related (scadenzato), così da renderlo il più operativo possibile.
  • Il consulente aiuta la persona a stabilire quali sono le sue priorità, ciò che è più importante o che ritiene di dover affrontare con maggiore urgenza.
  • Il consulente chiede all'utente dei riscontri costanti: per sapere come la pensa, cosa crede possa essere più funzionale, cosa ha funzionato o non ha funzionato nelle soluzioni che ha già sperimentato, in quale direzione vorrebbe orientare il cambiamento.
  • Ci si concentra molto sulle risorse che il cliente ha a disposizione, su quegli elementi che fanno parte di sé e della realtà in cui si vive, che possono aiutare a risolvere il problema.
  • Il consulente offre dei feedback: osservazioni, suggerimenti, punti di vista alternativi.
  • Si valutano insieme le possibili soluzioni e si individua la strategia migliore per il singolo.
  • Molto spesso, al termine della seduta, si chiede di eseguire alcuni compiti, in modo da trasferire l’effetto del nostro incontro alla vita quotidiana, sperimentando l’efficacia delle strategie individuate nel corso del colloquio. Alla fine del colloquio, sarà la persona a valutare se sente il bisogno di altri incontri o se ritieni che la seduta sia stata sufficiente. In ogni caso ci si risente dopo alcune settimane per un follow-up telefonico in cui la persona aggiornerà il consulente sui suoi miglioramenti e, se necessario, potrà