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Controllo del Traffico Aereo
Roberto Seu
Controllo del traffico aereo: storia
- All’epoca del debutto dell’aeronautica alla fine del diciannovesimo secolo,
non si sentiva l’esigenza di organizzare e controllare il traffico Aereo
- Si volava esclusivamente con il bel tempo e le velocità erano molto ridotte:
si volava seguendo le regole «see and be seen»
- Il pilota poteva assicurare la propria ed altrui sicurezza seguendo semplici
regole di «buon senso» gestendo diritti e precedenze: regole dell’aria
- Nel 1910, dopo che ci fu a Vienna la prima collisione in volo tra 2 aerei, 19
stati europei si impegnarono a firmare un accordo sulle regole
dell’aviazione, ma non vi riuscirono.
- Nel 1919 fu creata l’ ICAN (International Commission for Air Navigation)
che aveva come fine, tra le altre cose, di standardizzare le regole
dell’aviazione. Gli USA non erano membri dell’ ICAN.
- Agli inizi degli anni trenta il volo strumentale (Pilotaggio Senza Visibilità,
PSV) si faceva attraverso il radiogoniometro ad onde medie, in morse.
Controllo del traffico aereo: storia
• La seconda guerra mondiale permise all’aviazione di
compiere un importante balzo in avanti. Decine di
migliaia di aerei traversarono l’Atlantico equipaggiati
con radiotelefoni e capaci di volare anche con cattiva
visibilità.
• Alla fine della seconda guerra mondiale, su iniziativa
dell’ONU venne costituita nel 1947 l’International Civil
Aviation Organization (ICAO)
• L’evoluzione del controllo del traffico aereo si è dunque
accresciuta in modo vertiginoso sotto la pressione delle
realtà di tutti i giorni che hanno portato e portano ad
un suo continuo aumento
PRINCIPI E METODI DEL CONTROLLO DEL TRAFFICO
AEREO
- REGIME DI VOLO Parallelamente alle condizioni meteorologiche che
condizionano la possibilità o la impossibilità di volare a vista esistono delle regole distinte per il volo a Vista (VFR Visual Fly Rules) e per il volo strumentale (IFR Instrumental Fly Rules)
Se un aereo non si trova in condizioni di buona visibilità, deve volare secondo le regole IFR
Anche in condizioni VFR potrebbe essere richiesto ad un aereo di volare in condizioni IFR
Esempio in Italia il volo a vista è comunque vietato al di sopra del livello di volo 195 (circa 6000 metri) e comunque qualsiasi tipo di trasporto pubblico è obbligato a volare in modo IFR a prescindere dal livello di volo anche in perfette condizioni di visibilità
Controllo del traffico aereo: volo
controllato
- In questo caso il comandante del volo deve rispondere ad obblighi
molto più stringenti
- Il rilascio del brevetto di volo è subordinato al superamento di
esami molto rigorosi e severi
- Deve essere preparato un piano di volo da depositarsi presso gli
organismi di controllo responsabili della sua approvazione
- Il piano di volo deve precisare l’itinerario seguito e contenere
precisazioni sull’orario stimato per il passaggio su ogni punto significativo
- Se si vola in uno spazio controllato il comandante del volo deve
essere in permanente contatto radiotelefonico, su specifiche frequenze opportunamente selezionate, con gli organismi di controllo al suolo che autorizzano la progressione del piano di volo e lo controllano assicurando così la sicurezza di quel volo e di quelli contemporaneamente in essere nello stesso spazio aereo
Controllo del traffico aereo: aerovie
Un aereo in generale segue una rotta aerea che, seguendo delle «autostrade virtuali» (aerovie) passa in modo preciso sopra dei punti particolari corrispondenti a dei raccordi e in generale questi sono collegati ad altri punti della medesima rotta. Spesso in corrispondenza di tali raccordi vengono installati a terra dei radiofari omnidirezionali (VOR). La progressione in volo si effettua di radiofaro in radiofaro.
Controllo del traffico aereo:
atterraggio
Il controllore radar regione (ACC)
consegna il volo al controllore di
APP a circa 40-50 NM
dall’aeroporto
Il controllore di APP consegna il
volo al controllore di torre tra le
10 e le 3 NM dall’aeroporto
Controllo del traffico aereo: controllo
di avvicinamento
- S u ogni aeroporto, dove esiste un traffico IFR importante, il controllo non avviene direttamente dal centro di controllo in rotta verso la torre di controllo responsabile del controllo dell’aeroporto ma passa per una fase intermedia, il controllo d’avvicinamento. Questa si effettua in uno spazio aereo di qualche decina di miglia nautiche intorno all’aeroporto e per una altitudine fino a circa 10.000 ft.
- L’avvicinamento finale è la fase del volo durante la quale l’aereo viene allineato all’asse della pista d’atterraggio.
- Oltre a mantenere la sicurezza nello scorrimento del traffico, il controllo d’avvicinamento ha anche come fine la messa in ordine precisa del traffico stesso - Per utilizzare una pista in modo efficace vicina alla sua portata massima occorre che la separazione tra gli aerei in avvicinamento sia estremamente precisa. - Essa dipende in particolare dall’importanza delle turbolenze che sono generate dall’aereo che è davanti e dalla sensibilità di coloro che si trovano nell’aereo dietro. - Da questo punto di vista gli aerei sono classificati in tre categorie: Pesanti (circa 136 tonnellate), Medi e Leggeri (circa 7 tonnellate)
- La separazione tra un aereo e il seguente, varia dalle tre alle sei miglia nautiche a seconda che si tratti di un aereo pesante dietro un leggero o viceversa
Controllo del traffico aereo: controllo
aeroporto
Controllo del traffico aereo: spazio
aereo
- Ai fini del controllo del traffico aereo, lo spazio
aereo è suddiviso in varie regioni
- All'interno di ogni regione viene garantito un servizio
per il traffico (ATS: Air Traffic Services), le cui modalità
variano da regione a regione in relazione alle varie
necessità
- Un aeromobile può volare secondo due tipi di
regole:
- regole VFR (Visual Flight Rules)
- regole IFR (Instrumental Flight Rules)
Controllo del traffico aereo: volo IFR
- Si opera sotto controllo da terra
- L'ente che fornisce il servizio ATC
- Ha la responsabilità di evitare collisioni tra due
aeromobili o tra aeromobili ed ostacoli fissi
- Deve garantire la speditezza del traffico
- Deve fornire assistenza al fine di evitare pericoli
- Deve fornire le informazioni utili alla condotta del
volo
Controllo del traffico aereo:
separazioni orizzontali
- Nel volo IFR le separazioni orizzontali sotto
copertura radar variano in funzione
- della distanza dell'aeromobile dal radar
- della eventuale ridondanza di copertura (ad es. copertura simultanea da parte del radar primario e di quello secondario)
- delle norme nazionali
- Di regola le norme indicano valori compresi tra 3
NM (NM=Nautical Mile =1.852 m ), valore minimo
possibile con copertura radar multipla, e 5 o, in
alcuni casi, fino a 10 NM
Controllo del traffico aereo:
separazioni verticali
Controllo del traffico aereo: FIR
- In Italia, come in altre Nazioni, lo spazio aereo è suddiviso in più regioni dette FIR (Flight Information Region) - FIR di Milano - Milano ACC - Padova ACC - FIR di Roma - FIR di Brindisi
- All'interno della singola FIR possono esistere spazi aerei controllati e spazi aerei in cui si fornisce soltanto un servizio di assistenza al volo
- Negli spazi controllati il centro di controllo all'interno della FIR garantisce le separazioni tra i vari aeromobili