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*Cap 5 seconda parte Utilizzo dei costi standard Programmazione : la misurazione degli standard consente di determinare analiticamente le risorse da acquisire ed impiegare Controllo: gli standard sono un parametro di riferimento (benchmark) che rappresenta aspettative di performance con cui confrontare le performance effettive Motivazioni : attraverso la definizione di parametri-obiettivo si orienta il comportamento degli operatori aziendali, favorendo il raggiungimento di livelli di efficienza più elevati Contabilità: la misurazione degli standard permette la valutazione delle rimanenze e la semplificazione del sistema delle registrazioni di contabilità industriale Scostamento dei costi fissi I costi indiretti fissi , essendo correlati alla struttura produttiva , sono costanti entro determinati intervalli di attività. Lo scostamento globale dei costi indiretti fissi, dato dalla differenza tra costi fissi assorbiti e costi fissi effettivi, e da interpretarsi alla luce di due cause primarie , la prima dalle variazioni nei volumi di attività e il secondo le variazioni nei livelli complessivi di costo. quindi :
- scostamento globale = costi fissi assorbiti - costi fissi effettivi
- costi fissi assorbiti = ( Ps x Qs) x Ve(volume effettivo) = Cs x Ve
- costi fissi effettivi = ( Pe x Qe) x Ve = Ce x Ve
- Ps (coefficiente di allocazione predeterminato) = costi indiretti fissi preventivi / unità totali previste dalla base di allocazione
- Pe ( cda effettivo) = costi indiretti fissi effettivi - unità tot. effettive della base di allocazione I costi fissi assorbiti, indicano l’ammontare dei costi fissi addebitati alla produzione realizzata in un determinato periodo di riferimento, sulla base di valori preventivati.
Lo scostamento globale positivo, indica che i costi fissi attribuiti alla produzione effettiva ( costi assorbiti) sono superiori ai costi fissi effettivamente sostenuti per la sua realizzazione. Lo scostamento globale può essere ricondotto a due cause :
- variazione nel livello di spesa ( o errore di previsione sull’ammontare dei costi fissi)
- variazione nel volume ( che inducono fenomeni di sovra o sotto assorbimento dei costi indiretti fissi) I valori di costo a cui far riferimento per la determinazione degli scostamenti elementari sono :
- costi fissi assorbiti : Ps x Qs x Ve
- costi fissi di budget : Ps x Qs x Vp(preventivo)
- costi fissi effettivi : Pe x Qe x Ve I vari scostamenti elementari sono :
- di volume : costi fissi assorbiti - costi fissi di budget → Cs x ( Ve - Vp) questo scostamento dipende dalle variazioni del grado di sfruttamento della capacità produttiva
- di spesa : costi fissi di budget - costi fissi effettivi Cap. 7 Sistemi di misurazione a costi diretti e variabili e rischio operativo Per costi diretti si intende costi riferiti all’unità di prodotto mediante procedimento diretto, vale a dire valorizzando i consumi; Nel direct costing , il costo unitario di prodotto è costituito da soli costi diretti, la cui attribuzione non necessita di alcuna base di ripartizione. Le materie prime, i componenti , la mod sono esempi di fattori produttivo i quali sono riferiti all’unità di prodotto in base alla quantità necessaria. Si tratta di una misurazione oggettiva, in quanto la relazione tra fattore produttivo e unità di prodotto è osservabile e misurabile; altri costi relativi ai fattori produttivi di tipo strutturale sempre diretti, sono i costi fissi specifici, i quali si dividono in costi del personale, quote di ammortamento, spese di manutenzione, costi di struttura, i quali sono riferibili nella loro totalità e in maniera diretta alla produzione oggetto di misurazione economica. Per questa caratteristica di totalità, questi costi fissi specifici vengono inseriti solo nel direct costing evoluto , dato che nel direct costing semplice vengono inseriti solo costi diretti unitari. Nel variable costing , il costo unitario di prodotto comprende, oltre ai costi diretti anche i costi indiretti variabili ; quindi esso valorizza tutti i fattori produttivi , il cui consumo complessivo varia al variare dei volumi prodotti/venduti. È possibile configurare differenti livelli di costo variabile: ● il costo variabile di trasformazione, che include i costi di manodopera diretta e i costi indiretti variabili di produzione;
Condizioni di rischio operativo Il rischio operativo è il rischio che l’impresa corre di generare delle perdite, a livello di reddito operativo, per effetto di variazioni nei livelli di attività connessi alla gestione caratteristica. CONDIZIONI DI APPREZZAMENTO → Per apprezzare le condizioni di rischio operativo cui un’azienda si espone in presenza di variazioni nei livelli di attività è importante conoscere le relazioni che si instaurano tra i costi, i ricavi, i volumi e i risultati economici ALGORITMI DI VALUTAZIONE → I più noti algoritmi di valutazione del rischio operativo sono la break even analysis, il margine di sicurezza, la leva operativa Il punto di pareggio (BEP= Break Even Point) rappresenta il livello di attività in corrispondenza del quale i costi totali aziendali coincidono con i ricavi totali di vendita. Il livello di attività, nel punto di pareggio, può essere espresso in quantità(volumi di produzione/vendita) o in valore(ricavi di vendita). Per determinare il punto di pareggio occorre mettere in relazione tra loro i costi, i ricavi, i volumi di attività e i risultati economici che ne scaturiscono. L’analisi del punto di pareggio è nota con il termine di analisi costi-volumi-risultati.
- RISULTATO ECONOMICO = RICAVI TOTALI - COSTI TOTALI
- Limitando la valutazione economica ai soli valori della gestione caratteristica la medesima equazione è → RISULTATO OPERATIVO = RICAVI TOTALI G.C. - COSTI TOTALI G.C.
- RICAVI TOTALI G.C. = COSTI TOTALI G.C il che vale a dire → prezzo unitario di vendita x quantità di vendita = (costi variabili unitari x quantità di produzione) + COSTI FISSI TOTALI)], o più sinteticamente: pu x Q = ( cvu x Q) + CFT
- Ne consegue che BEP (Q) = CFT / pu - cvu mentre BEP ( fatturato) = CFT / ( pu - cvu / pu); il rapporto al denominatore è l’indice di contribuzione, calcolato rapportando il margine di contribuzione unitario ( pu - cvu) al prezzo di vendita (pu). Nel caso avessimo solo i valori complessivi di costi e ricavi : BEP ( fatturato) = CFT / (RT - CVT / RT)
Il punto di pareggio trova significativa applicazione in realtà aziendali monoprodotto o comunque simili; in presenza invece di aziende multiprodotto è necessario:
- in presenza di strutture dedicate, determinare il bep a livello di singolo prodotto o singola area di business, utilizzando al numeratore del rapporto i costi fissi specifici degli stessi
- in assenza di strutture dedicate di costi fissi specifici, calcolare bep ricorrendo a valori medi di costo e di ricavo ponderati sulla base delle percentuali di composizione del livelli di attività espressi a quantità o valore (fatturato) Bep multiprodotto (3 prodotti) su Mix di volumi : CFT / ((pu - cvu) x %sui volumi) + ((pu - cvu) x %sui volumi) + ((pu - cvu) x %sui volumi) Bep su mix dei ricavi (3 prodotti) : CFT / (((pu - cvu)/ pu) x %sul fatturato) + (((pu - cvu)/ pu) x %sul fatturato) + (((pu - cvu)/ pu) x %sul fatturato) Bep reddito obiettivo : ROob = RT - CT → ROob = Q x ( pu - cvu) - CFT , Qob formula inversa Qob = ROob + CFT / pu - cvu Bep reddito obiettivo al netto delle imposte : Qtg = CFT + ( RNob / ( 1 - alq)) / idc Il margine di sicurezza La distanza che separa un determinato livello di attività (effettivo o previsto,espresso in quantità o valore) e il punto di break even è chiamata margine di sicurezza. Tale distanza, espressa in termini relativi, misura la variazione percentuale che i livelli di attività di un’impresa possono subire prima che la stessa maturi delle perdite. MG sicurezza a qtà = ((Q eff.- Q b.e.p.) / Qeff. ) x 100 La leva operativa L’effetto di leva operativa è la variazione percentuale che subisce il reddito operativo, in un intervallo di tempo definito, come conseguenza di una variazione percentuale nei volumi (Q) o nei valori di vendita ( R), riferiti al medesimo periodo. Esso è rappresentato dalla seguente relazione: (∆𝑅𝑜 / 𝑅𝑜) / (∆𝑅(𝑜 𝑄) / 𝑅 (𝑜 𝑄)) I costi fissi non si modificano per effetto delle variazioni dei volumi, e possono quindi non essere considerati nel calcolo del ∆𝑅𝑜del numeratore del rapporto per cui : (∆𝑄 𝑥 𝑚𝑑𝑐 / (𝑄 𝑥 𝑚𝑑𝑐) − 𝐶𝐹) / (∆𝑄/𝑄)
Cap. 8 - INFO ECONOMICHE A SUPPORTO DEI PROCESSI DECISIONALI NEL BREVE
PERÍODO
Decisioni operative e decisioni strategiche: Prendere decisioni rappresenta una delle funzioni primarie del management. Prendere decisioni si articola normalmente nelle seguenti fasi:
- Definire l’ambito decisionale, cioè il problema da affrontare
- Identificare le diverse alternative di azione
L’analisi differenziale richiede di impiegare, a supporto dei processi decisionali di breve periodo, solamente le informazioni relative a componenti di reddito positive (ricavi) e negative (costi) rilevanti, vale a dire informazioni:
- Relative ad accadimenti che si manifestano nel futuro
- Specifiche delle alternative in esame , cioè che si riferiscono solamente a una precisa alternativa decisionale
- Differenziali , cioè che variano nelle diverse alternative decisionali
- Incrementali o eliminabili , se riferite a una specifica decisione Non sono mai rilevanti le informazioni “passate” o storiche, ad es. i costi “affondati o sommersi” (sunk costs). Tali costi e ricavi, infatti, possono rappresentare una guida per la previsione degli eventi futuri, ma, in quanto già sostenuti, non influenzano la convenienza dei corsi alternativi futuri. Quindi gli elementi del reddito rilevanti sono:
- Ricavi → futuri e differenziati
- Costi variabili → futuri e differenziati
- Costi fissi da sostenere → Eliminabili o incrementali Il Processo decisionale può avvenire in condizioni di:
- certezza : ambiente deterministico, caratterizzato da una situazione di informazione perfetta
- incertezza : assenza o insufficienza di informazioni rispetto a una situazione futura, che non consente di determinare delle probabilità, poiché non si conoscono risultati ed eventi
- rischio : a supporto dei processi decisionali, possono essere impiegate informazioni rappresentate attraverso distribuzioni di probabilità, dato che non si conoscono con certezza i valori esatti.
Le decisioni in condizione di certezza:
Un processo decisionale avviene in condizioni di certezza in presenza di un ambiente deterministico, caratterizzato da una situazione di informazione perfetta, in quanto:
- Le informazioni sono disponibili e hanno un costo sostenibile
- È possibile individuare un paniere completo di alternative di azione
- È possibile ipotizzare tutti gli stati di natura e la loro probabilità di manifestarsi
- Sono disponibili algoritmi di calcolo dei risultati attesi di ogni alternativa In un ambiente certo è possibile per il decisore attuare decisioni razionali in senso assoluto, basate sulla conoscenza perfetta delle relazioni di causa-effetto. Le decisioni in condizioni di certezza: i tipi →
- Convenienza economica a eliminare o aggiungere un segmento
- Convenienza ad accettare un ordine speciale
- Convenienza tra produzione interna (make) e acquisto da un fornitore esterno (buy)
- Convenienza a effettuare lavorazioni successive
- Decisioni in merito all’impiego di risorse scarse Eliminare o aggiungere un segmento:
Introduzione di un nuovo segmento: Questa decisione risulta conveniente, dal punto di vista economico, se tale segmento genera un risultato economico positivo, in termini di margine a copertura dei costi variabili e fissi specifici incrementali , e contribuisce, di conseguenza, all’incremento del risultato operativo aziendale. Eliminazione di un segmento: In questo caso bisogna confrontare il margine di contribuzione che verrà perso con l’eliminazione del segmento coi costi che potranno essere risparmiati ( eliminabili ). Accettare un ordine speciale: La decisione relativa alla convenienza ad evadere un ordine speciale si riferisce solitamente alla vendita di un prodotto a un cliente, a condizioni particolari in termini di tempi di evasione, qualità, personalizzazione richiesta e prezzo da applicare. Essa richiede, in primo luogo, di valutare la fattibilità tecnica dell’accettazione dell’ordine, cioè di verificare se esiste capacità produttiva inutilizzata impiegabile per evadere l’ordine, oppure se la capacità produttiva è già utilizzata per la produzione normale e si rende, quindi, necessario valutare la convenienza all’allocazione della capacità scarsa all’ordine speciale, invece che alla produzione normale. In secondo luogo, bisogna valutare la convenienza economica ad accettare l’ordine, considerando i ricavi e costi incrementali. La valutazione di convenienza economica, tuttavia, cambia a seconda che si sia in presenza di capacità produttiva abbondante o scarsa. Analisi make or buy: Si tratta di decisioni relative alla produzione interna di un componente o semilavorato, piuttosto che al suo acquisto all’esterno, che non comportano investimenti e, quindi, cambiamenti nella struttura del capitale investito. Le considerazioni di tipo quantitativo richiedono di considerare i costi incrementali o eliminabili, la disponibilità di capacità produttiva per la produzione dei componenti, i costi o benefici opportunità derivanti dall’uso della capacità e delle risorse per scopi alternativi. La valutazione di convenienza richiede di comparare i costi eliminabili dell’alternativa make , in caso di esternalizzazione della produzione, rispetto ai costi incrementali dell’alternativa buy. Convenienza per lavorazioni successive: Tali decisioni, tipiche di un’azienda con processi produttivi integrati, si riferiscono alla convenienza tra la vendita immediata di un semilavorato, che ha raggiunto una fase intermedia di lavorazione, dove esiste un mercato esterno di riferimento, oppure la continuazione della sua lavorazione all’interno per trasformarlo in un altro prodotto. La convenienza relativa dei due tipi di decisioni va valutata considerando i ricavi e i costi incrementali della fase di lavorazione successiva. Le decisioni relative alla convenienza ad effettuare lavorazioni successive si pongono tipicamente in presenza di produzioni congiunte , quando si deve valutare se vendere al punto di separazione (punto di split-off) i prodotti realizzati nella fase di produzione congiunta o procedere ad ulteriori lavorazioni.
Cap 9 - IL BUDGET
Controllare un’impresa significa indirizzarla verso le finalità che le sono proprie. Questa attività si esplica attraverso fasi logiche distinte:
- l’identificazione degli obiettivi (strategici e operativi);
- la misurazione dei risultati ottenuti in seguito alle azioni;
- la valutazione del grado di raggiungimento degli obiettivi;
- la risposta e inizio del successivo ciclo di controllo. Il processo di controllo direzionale , componente essenziale del sistema di controllo direzionale ripercorre le fasi logiche della più generale attività di controllo:
- Pianificazione strategica: definizione obiettivi strategici e dei programmi intesi alla realizzazione di tali obiettivi
- Programmazione operativa e budgeting: redazione dei piani e dei budget con le strutture organizzative e delle responsabilità economiche
- Misurazione dei risultati e il reporting: confronto tra obiettivi e risultati economico-finanziari; analisi delle varianze
- Valutazione delle performance manageriali: azioni correttive feedback La pianificazione strategica è il processo attraverso il quale si decidono gli obiettivi strategici, le politiche aziendali , e la configurazione degli assetti sui quali si baserà, in futuro, l’attività d’impresa. Le finalità principali della pianificazione strategica sono:
- Elaborare piani ed obiettivi per il medio-lungo periodo
- Decidere l’assegnazione delle risorse strategiche
- Predisporre le condiz/ioni organizzative per implementare i piani strategici Il piano strategic o è il documento in cui si declina la strategia aziendale in azioni da intraprendere per raggiungere gli obiettivi. La struttura del budget:
I budget operativi, finanziari e degli investimenti: I Budget operativi:
- il budget delle vendite
- il piano di produzione e il budget dei costi di produzione (a sua volta comprensivo di: budget della manodopera diretta, budget dei consumi delle materie prime, budget dei costi indiretti di fabbricazione, budget delle rimanenze finali di materie prime, semilavorati e prodotti finiti)
- il budget degli acquisti di materie prime
- il budget dei costi operativi (per esempio in budget dei costi di vendita e marketing, budget dei costi di ricerca e sviluppo, budget delle spese generali ed amministrative)
- il conto economico preventivo. I Budget degli investimenti → Sono finalizzati a definire i nuovi impieghi di risorse finanziarie in beni materiali ed immateriali ad utilità ripetuta nel tempo, ai quali dare seguito nel corso del periodo coperto dal budget. Il budget degli investimenti rappresenta, nel periodo di riferimento, l’impatto economico finanziario delle decisioni di investimento per tipologia di investimento, area di destinazione, momento temporale di impegno, momento temporale di effettuazione. I Budget finanziari → Utilizzati per simulare e valutare gli impatti sulla dinamica finanziaria (entrate/uscite di cassa, debiti e crediti) dei programmi di azione relativi alla gestione operativa e delle politiche extra gestione caratteristica.
- il budget di cassa
- lo stato patrimoniale preventivo
- il rendiconto finanziario preventivo Il processo razionale di preparazione del budget:
- Calendario di budget
- Revisioni a. Budget flessibile b. Revised budget c. Budget scorrevole
- Comitato di budget
- Ruolo del controller
Usare il bilancio per comunicare → Nel corso degli anni si è assistito a un lento e generale arricchimento dei contenuti dei bilanci; oggi si ha la presenza di nuovi elementi quali la formulazione della mission, l’esplicitazione dell’indirizzo strategico, l’indicazione dei tratti caratteristici della corporate governance, le strategie a livello di area di affari. ll Bilancio Consolidato è un documento che consente di ovviare alle carenze informative dei bilanci delle aziende che detengono partecipazioni significative e in particolare delle holding. Il bilancio consolidato è l'unico strumento che riesce a fornire una rappresentazione veritiera e corretta delle consistenze patrimoniali e dei risultati di un gruppo di imprese. Il bilancio consolidato è la “somma” di tutti i bilanci delle singole società del gruppo. Inoltre il bilancio è utile ai fini del controllo di gestione, in quanto il conto economico permette la ricostruzione progressiva del risultato di esercizio: ci fa capire quali aree gestionali hanno contribuito a generare reddito; lo stato patrimoniale ci permette di capire se c’è equilibrio tra fonti di finanziamento ed impieghi e può anche darci un’indicazione sulla solvibilità dell'impresa PROBLEMA: le voci/aggregati previsti dal C.C. non sono omogenei → fonti ed impieghi vanno riorganizzati/riclassificati in base ad un criterio finanziario e i costi e ricavi devono essere riclassificati. Lo Stato Patrimoniale è una FOTOGRAFIA della situazione patrimoniale ad una certa data mentre il Conto Economico riassume il FLUSSO delle operazioni aziendali che hanno contribuito a determinare il risultato economico finale di un determinato esercizio. Lo Stato Patrimoniale fornisce informazioni sulla solidità dell’impresa, sul suo indebitamento, sull’investimento, ecc. E’ una “doppia fotografia” (fonti e impieghi) della composizione del capitale investito nell’azienda alla data di fine esercizio. Il Passivo indica come e dove la proprietà reperisce i soldi necessari alla gestione (FONTI), l’Attivo come questi soldi sono impiegati (IMPIEGHI). Il Totale dello Stato Patrimoniale (attivo o passivo) indica l’entità monetaria dell’investimento complessivo (CAPITALE INVESTITO). ll Conto Economico del bilancio fornisce un rendiconto annuale dei Ricavi e dei Costi sostenuti dall’azienda. Attraverso l’analisi del Conto Economico è possibile valutare se e come l’azienda produce ricchezza e come questa ricchezza viene distribuita tra i vari fattori che permettono all’impresa di operare. Le aree del Conto Economico:
- Area caratteristica: comprende le voci di entrata e di spesa relative all’attività di produzione specifica o tipica dell’azienda (es. mobili per ufficio).
- Area finanziaria: comprende entrate ed uscite di origine finanziaria
- Area straordinaria: comprende entrate e uscite di tipo non ricorrente (tra cui le alienazioni di fattori produttivi). La Nota Integrativa contiene:
- Dettagli delle voci di CE e SP
- Spiegazione di certi comportamenti contabili
- Spiegazione dei criteri di valutazione adottati
- Informazioni aggiuntive non incluse in CE e SP
- Dettagli delle variazioni dello SP La Relazione sulla Gestione E’ un documento allegato al bilancio che descrive:
- Andamento della gestione trascorsa
- Situazione della Società
- Evoluzione prevedibile della gestione E’ il documento di cui si avvalgono gli amministratori per interpretare il sistema dei valori del bilancio alla luce della strategia aziendale. Collegio sindacale e revisori Il Collegio sindacale:
- Verifica l’osservanza della legge e dello statuto;
- Verifica il rispetto dei principi di corretta amministrazione;
- Verifica l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. L’organo incaricato del controllo contabile:
- Verifica la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione nelle scritture contabili dei fatti di gestione;
- Verifica la corrispondenza del bilancio di esercizio (e ove redatto del bilancio consolidato) alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e la loro conformità alle norme che li disciplinano;
- Esprime un giudizio sul bilancio di esercizio (e sul bilancio consolidato ove redatto). Riclassificazione del conto economico Esaminiamo quattro forme di riclassificazione del CE:
- Schema classico (art 2424 cc)
- Valore aggiunto
- Costo del Venduto
- Margine di Contribuzione Valore aggiunto I costi sono riclassificati secondo la loro natura e vengono suddivisi tra costi interni ed esterni all'azienda. L’obiettivo è misurare quanto valore l’impresa ha aggiunto ai beni che ha lavorato nel corso del periodo (quanto valore l’impresa aggiunge a esse tramite il suo operato?); il VALORE AGGIUNTO è un primo risultato che segnala l’ammontare residuo a disposizione dell’azienda per remunerare i fattori produttivi interni. E’ il tipico schema di riclassificazione utilizzato quando si dispone esclusivamente di dati di bilancio (civilistico) e proprio dal bilancio mantiene la struttura scalare che partendo dai Ricavi giunge alla determinazione del risultato d’esercizio passando attraverso risultati reddituali
Configurazione a margine di contribuzione ● I costi sono riclassificati facendo una distinzione tra quelli variabili -rispetto ai volumi di vendita - e quelli fissi, mettendo appunto in evidenza il margine di contribuzione. ● E’ uno schema utilizzato per valutare o verificare scelte di esternalizzazione (outsourcing), ovvero scegliere se produrre (Do) o comprare da altri (Buy), infatti evidenzia l’apporto dei prodotti venduti alla copertura dei costi di struttura (costi fissi). ● Il MARGINE DI CONTRIBUZIONE ci aiuta a calcolare il grado di leva operativa (= Margine di contribuzione/Risultato Operativo). Più elevato è tale indicatore più è rigida l’impresa (maggiori costi fissi) e maggiore deve essere il volume di vendite per raggiungere il pareggio tra ricavi e costi a livello di gestione caratteristica Riclassificazione dello stato patrimoniale Esaminiamo tre forme di riclassificazione dello SP:
- Schema classico (art 2424 cc)
- Criterio finanziario
- Criterio funzionale
- Criterio Finanziario: → Si utilizza questo criterio, quando si stanno cercando informazioni riguardo la solvibilità dell’impresa (capacità di onorare i propri obblighi/debiti nel breve periodo) perché organizza l’attivo in base alla sua rapidità nel trasformarsi in liquidità (liquidità crescente), mentre per il passivo si considera la velocità di estinzione dei debiti (esigibilità crescente)
- Criterio Funzionale o della pertinenza gestionale: → Si utilizza per comprendere la composizione del patrimonio aziendale, cioè capire quali voci sono legate alla produzione (e quindi alla gestione caratteristica/operativa) o quali no. Un soggetto esterno (es. banca) può applicare il criterio finanziario (con alcune approssimazioni) mentre il criterio funzionale può essere applicato solo dal management interno.
Cassa Ratei e risconti Ratei e risconti totale attivo totale passivo Analisi per indici ● Esprimono l’andamento dell’azienda in un dato momento ● Devono essere analizzati nel tempo per essere attendibili ● Non esistono valore “giusti” per definizione: gli indici vanno valutati in relazione al settore e alla storia dell’azienda stessa Si possono classificare in 3 categorie:
- 1 Analisi della struttura, Si pone l’obiettivo di valutare le potenzialità a garanzia della liquidità e di quantificare la capacità di reddito di un’impresa. Nell’analisi vanno fatte le seguenti considerazioni → La struttura patrimoniale come è rappresentata nelle posizioni dell’attivo di bilancio; → La struttura del capitale, come è rappresentato nelle posizioni del passivo di bilancio. Esempi di indicatori: indici di composizione dello Stato Patrimoniale → Attività Fisse (non correnti)/Attività Totali , il quale permette di verificare la crescita delle attività fisse sul totale e più è basso il coefficiente, più è alta la solvibilità; Attività Correnti/Attività Totali il quale permette di verificare la crescita delle attività correnti sul totale e più è alto il coefficiente, più è alta la solvibilità. Un altro indicatore è il Coefficiente di indebitamento → Capitale di terzi/Capitale Proprio (Passività totali / Patrimonio Netto) , esso fornisce la misura della capacità dell’azienda di far fronte ai debiti e necessario che sia <2 o comunque più basso possibile (Tanto più basso è l’indicatore, tanto maggiori saranno le possibilità che l’azienda avrà di rispettare i propri impegni ).
- 2 Analisi della redditività, la redditività, in una sua definizione molto ampia, è espressa da un quoziente, il rapporto è formato da una grandezza rappresentante il reddito ed una grandezza giudicata tra le più importanti di quest’ultimo (es. fatturato e capitale investito); Esempi di Indicatori: ROI, ROS, ROE : ROI = Risultato Operativo (margine operativo) / Capitale Investito (totale attivo) → La redditività del capitale investito è data dal rapporto tra Risultato Operativo e il capitale complessivamente investito nel periodo di riferimento (capitale proprio e di terzi) deve essere il più alto possibile; ROS = Risultato Operativo / Vendite (fatturato netto) → Il ROS è l’indice che identifica la redditività delle vendite, ossia quanta parte del risultato della gestione caratteristica scaturisce dal volume delle vendite effettuate, per essere ottimale deve essere più alto possibile; ROE = Risultato Netto / Patrimonio Netto → L’indice esprime quanto rende, in percentuale, il capitale investito nella gestione a titolo di rischio, risultato deve essere il più alto possibile.
- 3 Analisi della liquidità, la liquidità di un’impresa è da intendersi quale capacità di soddisfare gli obblighi finanziari assunti per un certo giorno senza influenzare la normale gestione. La solvibilità ha la precedenza assoluta in quanto da essa dipende l’esistenza dell’azienda; Esempi di Indicatori: Quick ratio = Liquidità immediata (cassa + crediti clienti ) / Passività correnti → Mostra quante volte la liquidità immediata è in grado di pagare le passività correnti; risultare >=1 e il Current Ratio = Attività correnti / Passività correnti →
Misura la capacità di un’azienda di far fronte a impegni a breve termine; dovrebbe risultare
=