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Riassunto delle correnti antropologiche più rilevanti e spiegazioni ad esse relative.
Tipologia: Appunti
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Corrente evoluzionista. Prima corrente dell’antropologia. La disciplina nasce nel 1871 con la pubblicazione del testo “Cultura primitiva” di Taylor. Altri evoluzionisti sono Spencer, Morgan, Frazer. L’evoluzionismo consiste in una convinzione radicata dell’esistenza di un processo di crescita di una società da uno stadio primitivo a uno sviluppo completo. Ogni società si trova a un determinato stadio e il suo scopo è di arrivare al culmine del suo sviluppo. Ciò preclude l’esistenza di elementi culturali differenti nei popoli e quindi dell’esistenza di più culture. Allora esisteva la cultura , al singolare, alla quale i popoli “primitivi” dovevano aspirare. Metodo di studio: comparativo. L’antropologo era arm-chaired , non scendeva sul campo. Per formulare teorie, esso creava una lista degli elementi principali della cultura occidentale e le consegnava a chi viaggiava di mestiere. Essi dovevano segnare quali elementi comparivano nella società in cui andavano e quali no. Non esisteva il culturalmente connotato (ovvero dare valore a un elemento in quanto facente parte di una cultura, il che lo rende importante e non paragonabile ad altri elementi di altre culture), perché la cultura era una ed era quella occidentale. Inoltre, la trasmissione della cultura avveniva, secondo loro, biologicamente , non socialmente e a seconda dell’ambiente in cui si cresce. L’Altro rispetto all’Europeo era considerato bambino, barbaro e primitivo. Il compito della cultura europea era quello di aiutare i “barbari” a diventare acculturati. Corrente del Particolarismo Storico Boas non concorda con gli Evoluzionisti nel ritenere che una cultura si sviluppi in modo uguale in qualsiasi parte del mondo, né ritiene utile il metodo comparativo. Delinea il metodo storico , per cui lo scopo dell’antropologia deve essere la conoscenza, attraverso una ricerca etnografica accurata, delle specifiche cause storiche di un fenomeno culturale presso una data popolazione. È necessario cogliere il punto di vista del nativo di una determinata cultura, tenere conto degli elementi storici/politici/geografici che hanno portato alla nascita di un determinato costume. Kroeber è un altro particolarista e ritiene che i fenomeni culturali non siano biologici ma “superorganici”, ovvero derivanti da altri fenomeni culturali ancora. Relativismo culturale
Le allieve di Boas, Ruth Benedict e Margaret Mead, sostengono il relativismo culturale , ovvero l’impossibilità di paragonare dando giudizi di valore delle culture. Non possono esistere valori universali, se non categorie formali come la bellezza, la verità, etc. che però hanno contenuti diversi a seconda del luogo in cui si è. Funzionalismo È il pensiero di Malinowski, secondo cui la società è una totalità integra cui ogni elemento esiste per far funzionare l’insieme. Ogni elemento non può essere estratto dal contesto in cui si trova senza essere messo in paragone con esso. I bisogni sono culturali, non più biologici, e quindi vengono risolti in modi differenti a seconda del luogo in cui ci si trova. Rinnova la disciplina con il metodo della osservazione partecipante, che egli mette in atto nelle isole Trobriand in Nuova Guinea. La cultura è un insieme di elementi, concreti, ideologici e spirituali con i quali gli esseri umani risolvono i problemi. Sono elementi in correlazione tra loro e il sistema culturale è chiuso nel luogo in cui esso nasce. Funzionalismo strutturale Radcliffe-Brown teorizza il funzionalismo strutturale, che intende creare una scienza biologica della società. Ha influenze sociologiche. Evidenzia l’interdipendenza tra struttura sociale e la funzione sociale. La struttura sociale è la trama dei rapporti e le relazioni in una società. La funzione sociale è il ruolo che le istituzioni hanno nella vita sociale intesa come totalità, e il modo che esse attuano per sussistere. La società è paragonata a un corpo umano, che sussiste solo grazie alla sua interezza e alle sue connessioni interne. Strutturalismo Levi-Strauss si sofferma sugli aspetti formali di una società e la cultura è la rappresentazione della struttura della mente umana (e racchiude ogni elemento culturalmente connotato). La tendenza dell’essere umano è quella di porre modelli prefissati a i contenuti culturali. L’antropologo deve svelare gli schemi culturali inconsci che l’uomo pone sugli elementi culturali che lo caratterizzano. Interpretativismo Clifford Geerz ritiene che la ricerca antropologica debba mirare all’interpretazione dei fenomeni nel contesto in cui essi nascono , invece che elaborare leggi universali. Il testo etnografico rappresenta l’incontro tra l’antropologo e i nativi e tramite esso è necessario svelare i significati nascosti dalle pratiche sociali che si intrecciano tra loro. Paragona questo atto all’analisi di un testo che deve essere de-stratificato per essere compreso.