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corso-completo-gnoseologia, Sbobinature di Filosofia

sbobinature intero corso gnoseologia - prof. cimmino

Tipologia: Sbobinature

2015/2016

In vendita dal 19/03/2016

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GNOSEOLOGIA DELLE SCIENZE UMANE
Prof. Luigi Cimmino
05-11-2015 (1 lez)
La gnoseologia o epistemologia è quella branca della filosofia che riflette sulla natura del
conoscere:
1. se si può conoscere;
2. quale siano le caratteristiche della conoscenza;
3. quali sono i criteri (se ci sono);
4. se esista un problema della conoscenza.
Le teorie della conoscenza sono tante.
Una volta capito cos'è la gnoseologia, cosa sarà la gnoseologia delle scienze umane?
La gnoseologia delle scienze umane, una volta posto il problema gnoseologico,
si domanda se, nello studio del comportamento umano, ci siano metodi
differenti da quelli dello studio delle scienze naturali; si pone il problema di
quale sia il metodo per indagare il comportamento umano una volta accennato
al problema della conoscenza e presa posizione rispetto alle tante teorie, si domanda: qual
è il metodo attraverso il quale noi conosciamo? Esiste un metodo specifico? Il metodo è
solo uno o sono molti metodi?
( il metodo è la via attraverso la quale si arriva alla conoscenza).
Esistono due grandi scuole di fondo:
concezione del monismo metodologico (le scienze naturali) esiste un
unico metodo attraverso il quale si affronta la conoscenza della realtà, attraverso il
quale noi spieghiamo le cose del mondo e tra queste ci sono anche gli esseri
umani; ritiene che le scienze umane o non sono scienze, non sono forme di sapere
o non sono altro che un discorso generico su un'entità di una complessità quasi
infinita che è l'essere umano e non portano a nessuna conoscenza e se lo fanno è
perché in esse è implicito una parte del metodo delle scienze naturali; le scienze
naturali sono la chimica, la biologia, ma la vera scienza, alla base di tutte le altre, è
la fisica;
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GNOSEOLOGIA DELLE SCIENZE UMANE

Prof. Luigi Cimmino

05-11-2015 (1 lez)

La gnoseologia o epistemologia è quella branca della filosofia che riflette sulla natura del conoscere:

  1. se si può conoscere;
  2. quale siano le caratteristiche della conoscenza;
  3. quali sono i criteri (se ci sono);
  4. se esista un problema della conoscenza. Le teorie della conoscenza sono tante.

Una volta capito cos'è la gnoseologia, cosa sarà la gnoseologia delle scienze umane? La gnoseologia delle scienze umane, una volta posto il problema gnoseologico, si domanda se, nello studio del comportamento umano, ci siano metodi differenti da quelli dello studio delle scienze naturali; si pone il problema di quale sia il metodo per indagare il comportamento umano → una volta accennato al problema della conoscenza e presa posizione rispetto alle tante teorie, si domanda: qual è il metodo attraverso il quale noi conosciamo? Esiste un metodo specifico? Il metodo è solo uno o sono molti metodi? ( → il metodo è la via attraverso la quale si arriva alla conoscenza). Esistono due grandi scuole di fondo:

  • concezione del monismo metodologico ( le scienze naturali) → esiste un unico metodo attraverso il quale si affronta la conoscenza della realtà, attraverso il quale noi spieghiamo le cose del mondo e tra queste ci sono anche gli esseri umani; ritiene che le scienze umane o non sono scienze, non sono forme di sapere o non sono altro che un discorso generico su un'entità di una complessità quasi infinita che è l'essere umano e non portano a nessuna conoscenza e se lo fanno è perché in esse è implicito una parte del metodo delle scienze naturali; le scienze naturali sono la chimica, la biologia, ma la vera scienza, alla base di tutte le altre, è la fisica;
  • concezione del pluralismo metodologico → il metodo attraverso il quale si arriva alla conoscenza delle entità reali muta a seconda dell'oggetto (una cosa è studiare matematica che ha un suo metodo, una cosa è studiare fisica o psicologia). La gnoseologia delle scienze umane tratta fondamentalmente questo problema: presenta le varie concezioni riguardo al metodo, presenta le due concezioni di fondo, le discute e le approfondisce. La strada per arrivare a spiegare i due metodi è lunga perché: bisogna dare un minimo di nozione di gnoseologia; occorre dare un minimo di nozione di ontologia; poi si comincia a discutere il metodo per vedere gli argomenti a favore dell'uno o dell'altro: per farlo bisogna capire cos'è il metodo scientifico (delle scienze naturali) e se esiste un metodo alternativo e che caratteristiche ha. Il tutto non è facile perché, ad esempio, ci sono 5 concezione di cosa sia il metodo scientifico (nel libro sono ridotte a 2). Il tema alla base di tutto: problema MENTE-CORPO → se si ritiene che l'attività mentale sia identica a stati fisici ovviamente il tipo di spiegazione che occorre intraprendere per spiegare il comportamento umano è una spiegazione di carattere scientifico-naturalistico e si sposerà una forma di monismo metodologico; se invece si pensa che l'attività mentale non sia riducibile e fondamentalmente identica all'attività del cervello, all'attività fisica, a questo punto il comportamento umano ha bisogno di un metodo alternativo. La cosa però non è semplice perché c'è chi pensa che la mente sia identica a stati fisici però c'è bisogno di un metodo alternativo: si chiamano MISTERIANI.

La conclusione (per il prof): la mente non è riducibile a stati fisici, la mente dunque ha una caratteristica peculiare → l'intenzionalità; le spiegazioni delle scienze umani sono sostanzialmente spiegazioni intenzionali; la mente ha a che fare, sostanzialmente e strutturalmente, con il tempo. Bisogna capire però:

  • qual è la natura del tempo;
  • perché la mente è fondamentalmente temporale;
  • quali sono le caratteristiche autonome della mente.

Per spiegare le caratteristiche di questa mente intenzionale è necessario dire qualcosa sul tempo. La natura della mente ha uno stretto rapporto con la temporalità; bisogna quindi

06-11-2015 (2 lez)

L'epistemologia o gnoseologia delle scienze umane si interessa del problema della conoscenza, del metodo che caratterizza le scienze dell'uomo. All'interno della materia si affronta la diatriba, il contrasto tra:

  • la concezione di tipo naturalista → i naturalisti sono coloro che pensano che esista soltanto la natura spiegata dalle scienze naturali fondamentalmente la fisica; la concezione naturalista quindi sostiene che l'unico metodo per studiare l'essere umano anche nella sua enorme complessità è il metodo delle scienze naturali e anche se si usano altri metodi questi sono pseudo metodi;
  • la concezione secondo la quale esistono metodi alternativi → un conto è studiare la scienza , un conto l'essere umano e un conto è studiare la matematica, sono metodi di volta in volta differenti tra loro. Metodo da metòdos: strada che porta alla conoscenza. L'epistemologia delle scienze umane presenta le varie questioni e i vari argomenti a riguardo. Qual è il tema a partire dal quale a seconda di come lo prendo sposo una condizione monista o pluralista? Il tema è la problematica MENTE-CORPO. Quest'anno si prenderà in esame il risultato di quanto sopra riportato ed esso è la concezione della mente che è strettamente connessa con il problema del tempo. La proposta è quella di prendere un contesto che in realtà è sulla percezione del tempo cercando di acquisire una minima competenza:
  • sulla proposta riguardo la natura della mente;
  • il senso in cui la mente è strettamente connessa alla temporalità;
  • avere qualche nozione su cosa sia il tempo, la natura del tempo.

Le concezioni del tempo attualmente discusse sono tante e la concezione del tempo è uno dei campi manicomio che esistono all'interno della filosofia. Il problema del tempo viene discusso dagli inizi della storia della filosofia in tutte le culture. La cosa è cambiata completamente quando è apparso fondamentalmente un grande scienziato che ha proposto una rivoluzione all'interno della concezione della natura

del tempo che sembra ribaltare la concezione del tempo nel senso comune e questo scienziato è Einstein e la teoria che riguarda questa rivoluzione è la TEORIA RISTRETTA DELLA RELATIVITÀ. Insieme ad Einstein c'è un altro autore che fa parte della corrente dell'idealismo inglese → l'idealismo inglese cercava di intendere le verità tradizionali in particolare quelle religiose contro l'avvento delle nuove scienze. Poi i grandi idealisti di questa corrente finiscono per affermare un misticismo che con la biologia cristiana non ha più niente a che fare. Ci sono due autori Bradley e McTaggart , quest'ultimo è il grande filosofo inglese che è stato maestro di Russell (grande logico, matematico e filosofo). McTaggart scrive un'opera lunghissima e quasi incomprensibile che all'inizio ha poco successo però poi all'interno di quest'opera ripone un suo articolo facendone un capitolo dove cerca di mostrare l'irrealtà del tempo, di dimostrare che il tempo è incoerente. McTaggart dà, rispetto agli altri filosofi che si sono occupati del tempo, degli strumenti concettuali così potenti per riflettere sul tempo che prima non erano stati nemmeno individuati ed a cui nessuno aveva riflettuto; nessuno pensa che la prova di McTaggart funzioni ed, in effetti, non funziona.

Il primo capitolo del libro inizia con un paragrafo dedicato ad Immanuel Kant che affronta il problema del tempo. I termini che si trovano costantemente quando si affronta Kant sono " trascendentale" ed "a priori".

TRASCENDENTALE : è un termine medioevale che significa, non in Kant, coestensivo alla realtà : se un termine è trascendentale significa che abbraccia tutta la realtà. A PRIORI: un concetto è a priori quando non deriva dall'esperienza. Molti pensano che esistono i concetti innati che è a priori in quanto non derivano dall'esperienza.

Per Kant i concetti sono a priori ma non innati, ma trascendentali.

Un concetto è trascendentale quando non deriva dall'esperienza ma senza di esso non potrei fare esperienza.

perché di uno spazio puro non abbiamo nessuna esperienza, abbiamo esperienza degli oggetti che stanno all'interno dello spazio.

In sintesi: Kant utilizza due termini fondamentali che occorre comprendere: "a priori" e "trascendentale" → “a priori” significa che non deriva dall'esperienza, dunque un concetto innato (ad esempio se avessi il concetto di essere umano prima di incontrare qualunque essere umano sarebbe un concetto a priori innato); secondo Kant la mente umana possiede una serie di concetti che non sono solo a priori ma sono anche trascendentali che vuol dire che sono concetti che non hanno contenuto ma che danno forma alla realtà, sono formelle concettuali che danno forma alla realtà. Uno di questi concetti che sono intuizioni pure sono lo spazio e il tempo e e l'argomento trascendentale con cui Kant cerca di dimostrare che il concetto di spazio non deriva dall'esperienza: di qualunque spazio abbia esperienza penso sempre che esista uno spazio ulteriore di cui non ho esperienza e quindi il concetto di spazio non può derivare dall'esperienza, di qualunque spazio abbia esperienza c'è sempre un ulteriorità di questa ulteriorità di cui non ho esperienza, quindi il concetto di spazio è un concetto trascendentale.

L'argomento dello spazio è un argomento abbastanza forte;' quello del tempo è molto più importante, molto più forte e convincente.

Kant ci introduce McTagger; quest'ultimo ci introduce nuove concezioni del tempo sostenibili.

Come funziona l'argomento di Kant? Poniamo di stare di fronte ad un semaforo che prima è verde e poi rosso tralasciando il giallo: Kant dice che il tempo è successione → il semaforo prima è verde poi è rosso e il tempo è un succedersi, un seguire di un prima e di un poi. Quando abbiamo percepito il passaggio dal rosso al verde abbiamo percepito, avuto esperienza di una successione temporale e il tempo è essenzialmente successione. Quando percepisco il rosso sto percependo il verde e viceversa? La risposta è NO, dunque non posso percepire la successione cioè il tempo: il tempo non

può essere un concetto ricavato dall'esperienza, quindi è trascendentale. Percezione → atto attraverso il quale ho la percezione di entità del mondo e si presta al punto di partenza di qualunque conoscenza. Per la percezione vista e udito sono fondamentali.

PERCEZIONE

ROSSO poi VERDE

Io non posso percepire il tempo perche' la percezione cade nel tempo, cioe' io non posso percepire due elementi in successione perche' la percezione stessa e' in successione, quindi se la percezione cade nel tempo non posso percepire il tempo e il tempo e' la realta' piu' concreta ed immediata di cui si ha esperienza; nel tempo le cose ce le mettiamo noi. Il tempo e' un concetto a priori e trascendentale nello spazio. Il tempo e' fatto di relazioni in successione, per esempio se A viene prima B, B viene dopo A. Quando si parla di relazioni bisogna precisare di che tipo di relazione si tratta. Ci sono tanti tipi di relazione:

  • SIMMETRICA → se intendo un termine in relazione ad un altro termine, il secondo ha la stessa relazione con il primo; ad esempio: se a è sorella di B, B è sorella di A? si!; se A è 5 cm da B, B è 5 cm da A!;
  • ASIMMETRICA → ad esempio: se Maria è mamma di Lucia, Lucia non è mamma di Maria. Se A è causa di B, B non è causa di A. Ci sono relazioni che sono simmetriche o asimmetriche logicamente: se A è prima di B, B può essere prima di A? NO! Quindi "prima di" e "maggiore di" è logicamente asimmetrica.
  • TRANSITIVA → se A è maggiore di B e C è maggiore di A, C è maggiore di A? Quindi "maggiore di" o "minore di" è una relazione asimmetrica e transitiva. Se le relazioni sono simmetriche diventano anche transitive mentre se sono transitive non

il divenire dell'esistenza.

McTaggart ha fatto qualcosa di semplicissimo → quando io penso al tempo lo penso in due modi differenti non conciliabili tra loro; questo non lo aveva mai detto nessuno prima! O tempo come relazione o tempo come presente, passato e futuro.

Il tempo come relazione ha bisogno di due termini: quando dico A viene prima di B ho bisogno sia di A che di B; quindi il tempo come successione è una relazione asimmetrica, transitiva, non riflessiva mentre il tempo come passato, presente e futuro sembra che gli eventi abbiano delle proprietà che si succedono. Il primo a non capirci niente fu Kant:“La critica della ragion pura” è organizzata in capitoli distinti; questo argomento della non percepibilità del tempo e la trascendentalità del tempo nella prima sezione della “Critica della ragion pura” si chiama estetica trascendentale → in essa si parla del tema dello spazio e in essa il tempo è una relazione a priori e ciò significa che quando viene applicata al mondo non abbiamo il divenire dell'esistenza. Kant ad un certo punto comincia a parlare di presente, passato e futuro, di esisteva e non esisteva. Se il tempo è una relazione trascendentale il mondo che appare quando applico questa relazione è questa sorta di verme eterno dove ogni evento occupa una posizione temporale e specifica: tutto esiste in successione! Il tempo come passato, presente e futuro non è adatto alla realtà. Se è vero che la mente è strutturalmente temporale dobbiamo capire che senso ha il tempo.

09-11-2015 (3 lez)

Ci sono delle relazioni che vengono fuori da proprietà che le cose hanno di per sé (es: Marco è alto 1.75 e Giuseppe è alto 1.70; 1.75 è una proprietà che Marco ha indipendentemente da Giuseppe e l'essere alto 1.75 non è una relazione ma una proprietà). Ci sono proprietà che non sono relazioni e ci sono proprietà che sono relazioni; essere umano donna sono tutte proprietà che non sono relazioni ma sono

qualità; mentre invece ci sono proprietà che sono relazioni (es: essere madre di, ecc.). Ci sono relazioni che nascono, che sopravvengono in virtù di proprietà intrinseche dei termini → Marco è alto 1.75 indipendentemente da Giuseppe che è alto 1.70: quando esistono tutte e due si può dire che Marco è più alto (→ questa proprietà nasce nel momento in cui esistono i due termini) di Giuseppe perché 1.75 è maggiore di 1.70; secondo alcuni queste proprietà sono proprietà interne , cioè nascono da proprietà che gli enti hanno; non sono relazioni che prescindono dalle proprietà che le persone hanno. Alcuni filosofi pensano che queste relazioni non siano esistenti ma siano puramente concettuali, puramente formali, si dice che non hanno aggiunta d'essere, non sono relazioni esistenti in realtà → per questo vengono definite relazioni interne: nascono da proprietà che gli individui hanno. La relazione di causa , invece, è una relazione che unisce due enti; è una relazione che non sopravviene sulle proprietà → questa è una relazione reale. Ci sono relazioni cosiddette esterne che non dipendono dalla proprietà, dalla caratteristica dei termini, ma li uniscono, come quelle di causalità. Quindi abbiamo:

  • una relazione interna → è' una relazione che nasce a partire da proprietà intrinseche dell'identità. Ad esempio: Franca è alta 1.75 mentre Paola 1.70 quindi Franca è più alta di Paola ed è alta 1.75 a prescindere da Paola. La relazione interna deriva da proprietà non relazionabili di ciascuna cosa. Tale relazione non costituisce un aggiunta ad essere. Qui esiste proprietà.
  • una relazione esterna : la relazione causale è esterna per definizione. esempio: Gianna viene prima di suo figlio ma non perché Gianna ha una proprietà che indipendentemente la rende prima di suo figlio. La relazione causale è esterna. Di primo acchito la relazione esterna costituisce un aggiunta ad essere.

Ripetendo KANT... Kant si pone il problema della possibilità o meno di percepire tempo: percepire il tempo vuol dire che io ricavo il concetto di tempo dall'esperienza che ho. Kant osserva che il tempo è essenzialmente SUCCESSIONE di eventi; dunque per avere esperienza del tempo si dovrebbe avere esperienza della successione (es: semaforo). A questo punto Kant osserva che non è all'interno di un'unica percezione che si ha

allora la successione non crea l'esistenza perché quest'ultima dipende solo dalle sensazionila relazione “prima di”, “dopo di”, si impone sul mondo e mi dà degli eventi che sono in successione ma non ha nulla a che fare non l'esistenza di questi eventi perché l'esistenza non dipende dalle forme del soggetto ma dipende dalle sensazioni. Io do forma al mondo ma non lo creodunque l'attività conoscitiva del soggetto, l'attività per cui il soggetto proietta i suoi concetti sul mondo e dà forma al mondo, non ha nulla a che fare con l'esistenza.

Kant non si rende conto che esistono 2 tipi di tempo e li confonda, li mescola:

  1. il tempo del senso comune, del divenire (le cose esistono al presente, quelle passate non esistono più e quelle future non esistono ancora);
  2. tempo come successione: è una relazione. Kant nello spiegare il mutamento passa da “il tempo come successione” al “tempo come divenire dell'esistenza”: confonde i due piani. Dimostrato, nell'Estetica trascendentale, che il tempo è a-priori, Kant si domanda del mutamento → non è il tempo che passa altrimenti ci dovrebbe essere un ulteriore tempo in cui passa, quindi per Kant il tempo non passa ma siamo noi ad imporlo alla realtà e, d'altra parte, le cose passano nella realtà → allora bisogna capire come mutano. Kant fa l'esempio della mela: abbiamo una mela acerba che dopo un po' diventa matura: la mela è mutata dalla stessa identica cosa a un'altra → questo per Kant è il mutamento: per avere il mutamento bisogna avere il concetto di SOSTANZA cioè di una cosa che permane nel tempo e che muta le sue proprietà. Allora il tempo come successione non basta: per avere il mutamento bisogna aggiungere il concetto di sostanza (anche questo concetto lo mettiamo noi) → è questo concetto che ci permette di dire che una cosa, in un tempo è in un certo modo e in un altro tempo è in un altro modo. È soltanto con la sostanza che abbiamo il mutamento. Se non avessimo il concetto di sostanza avremmo un blocco fermo, non avremmo la cosa che muta. Kant, mentre parla della sostanza, se prima parlava del tempo parlando di “prima di”, “dopo di”, “simultaneo a”, poi parla di presente, passato e futuro, perché intuitivamente gli viene normale che quando la mela è matura, la mela acerba non esiste più → questo però non può venir naturale perché se il tempo è qualcosa che imponiamo alla realtà, il tempo

allora non può avere a che fare con l'esistenza; l'esistenza è qualcosa su cui non influiamo, è qualcosa che ci è data.

Allora: il tempo è successione, la successione è imposta al mondo cioè alle sensazioni che ci vengono date dal mondo, le sensazioni testimoniano l'esistenza, dunque l'esistenza non è prodotta dal nostro intervento concettuale sul mondo dei concetti trascendentali, ma è qualcosa che ci è dato. Kant poi aggiunge che se non avessimo il mutamento non potremmo parlare di tempo, dunque oltre alla successione bisogna aggiungere il concetto di sostanza perché il mutare della sostanza è il mutare del tempo. Il tempo non muta perché non c'è un tempo in cui muti; è la sostanza che muta nel tempo. Quando una sostanza muta, se il mutamento è presente, ciò rispetto a cui si è modificata è passato e non esiste più → Kant unisce due concetti differenti di tempo.

T1 T MELA ACERBA MELA MATURA

La concezione che Kant mette in campo : quando la mela è matura quella acerba non esiste più, è passata, la sostanza è mutata → nel mutamento del tempo si ha il mutare dell'esistenza. Altra concezione: la mela muta perché nel momento T1 è acerba, nel momento T2 matura → CONCEZIONE AT-AT (RUSSELL) → mutare significa avere proprietà differenti in tempi differenti → non c'è bisogno del mutamento dell'esistenza, basta dire che a T la mela è acerba e a T2 è matura.

Abbiamo quindi due tipi di mutamento:

  • mutamento AT AT
  • mutamento esistenziale. Del mutamento AT AT Russell, 150 anni dopo Kant, dirà che non c'è bisogno che qualcosa nel mutamento cessi di essere e un'altra cominci ad essere, perché dire che una cosa è nuova significa dire che ha proprietà differenti in tempi differenti. I tempi sono dati dalla posizione: noi abbiamo “prima di”, “dopo di” etc.; abbiamo questa serie e diciamo la mela T1 è acerba mentre T2 è matura → questo è il mutamento.

Ma la successione è quella dell'atensionale? Si dovrebbe capire che la successione di presente, passato e futuro è ben diversa dalla successione dei tempi atensionali: sono due concetti diversi di successione. McTaggart li metterà insieme e farà vedere che il tempo è incoerente. Di questo ci fornisce le prove McTaggart. McTaggart dice e capisce che ci sono due tempi e cerca di portare a contraddizione tutto; la prova di McTaggart non funziona ma ci dà strumenti concettuali eccezionali per poter riflettere sul tempo. Ci sono due concetti di tempo cioè tensionale e atensionale e uno dei due è più adatto alla scienza soprattutto alla scienza contemporanea ma cade in contraddizione (TEMPO ATENSIONALE cioè tempo come successione) mentre l'altro è meno adatto alla scienza ma più coerente (TEMPO TENSIONALE cioè tempo come presente, passato e futuro). McTaggart scrive un articolo nel 1908 che si chiama“Dell'irrealtà del tempo” e lo pubblica su una famosa rivista “Mind” che ha poco successo, poi lo reinserisce in una opera che si chiama“La natura dell'esistenza” di 800 pagine, molto complessa e barocca cioè piena di concetti incomprensibili ed altri comprensibili e tale opera è del 1927. McTaggart non viene considerato un gran filosofo al contrario di un suo contemporaneo Brandley appunto perché la sua opera per la maggior parte è incomprensibile. Solo che all'interno dell'opera del 1927 McTaggart reinserisce il suo articolo sempre sulla prova dell'irrealtà del tempo modificandolo, avendo questa volta un successo clamoroso perchè tutti gli interpreti che lo leggono pensano che tale articolo non funzioni cioè che non è vero che il tempo sia irreale però McTaggart fornisce degli strumenti concettuali che prima non erano a disposizione cioè permette di riflettere sul tempo come prima non era possibile. Russell cominciò a rendere noto McTaggart non condividendo le sue teorie. Tanti interpreti diedero la loro interpretazione riguardo la teoria di McTaggart perché egli si esprimeva male, usava termini incomprensibili; quindi è importante sapere che ci sono due dizioni di questo argomento uno nell'articolo, che poi viene riscritto, e l'altra nel libro, e che questa differenza qualcosa deve contare; infatti, i mutamenti apportati nell'articolo del '27 ci svelano delle caratteristiche della prova di McTaggart che non si capirebbero se ci si fermasse solo a quelle del 1908.

"McTaggart individua due modi di concepire il tempo, reciprocamente irriducibili. <<Le

posizioni del tempo – scrive -, per come il tempo ci appare prima facie (primo acchito), sono distinte in due modi. Ciascuna posizione è Prima di qualcuna e Dopo qualcuna delle altre posizioni...Possiamo qui assumere o la relazione "prima di" o la relazione "dopo di", entrambe, ovviamente, transitive e asimmetriche (McTaggart poi assumerà anche la relazione "simultanea a" che è simmetrica e transitiva) McTaggart chiama tale serie temporale "serie B" >>. (p. 27)

11-11-2015 (4 lez) I due grandi interventi sulla teoria del tempo sono stati quello:

  • scientifico della relatività ristretta
  • filosofico di McTaggart (il quale dà strumenti concettuali prima non a disposizione);

La prova di McTaggart NON FUNZIONA ma gli strumenti concettuali che dà e le alternative che offre sono importantissime nella filosofia del tempo.

Quando McTaggart dice che “la serie B indica relazioni permanenti” c'è qualcosa che non funziona e avrebbe dovuto dire che indica relazioni e, in quanto relazioni permanenti, nessun momento potrebbe cessare di essere, né potrebbe diventare un altro momento. Esempio: Luigi è nato prima di Andrea, se si pone che le posizioni cambiano, il cambiamento avviene nel tempo ma il tempo è dato da queste relazioni per cui non ci può essere un tempo in cui avviene questo cambiamento. Altro esempio: il 2013 viene prima del 2014 e rimarrà sempre così, ma indipendentemente da questo, nel caso ci sia un cambiamento all'interno degli eventi del mondo questo cambiamento avviene nel tempo ma qui il tempo è dato dalle relazioni di precedenza e successione dunque non ci può essere nessun cambiamento altrimenti il tempo sarebbe nel tempo.

Ciò venne detto anche da Kant che disse che il tempo dell'Estetica Trascendentale e il tempo a priori non cambia, non muta perché il mutamento è per definizione qualcosa che avviene nel tempo quindi qui ci vorrebbe il tempo in cui questo mutasse. Esempio: Anna è mutata parecchio da quando era piccola ma è mutata perché mutata nel tempo; ma se il tempo è dato da relazioni in queste relazioni non muta nulla. Intuitivamente non è che il 2013 diventerà prima o poi successivo o contemporaneo al

Secondo McTaggart nella SERIE B nulla muta.

Siccome il tempo è dato da relazioni non c'è un tempo in cui vengano meno i termini di questa relazione. Questo è un cambiamento epocale perché non si capisce più che una cosa venga meno, muoia. “La serie B indica relazioni permanenti e in quanto relazioni permanenti, nessun momento potrebbe cessare di essere, né potrebbe diventare un altro momento”. Cosa vuol dire cessare di essere o diventare un altro momento? Qui McTaggart e tutti quelli che l'hanno seguito si sbagliano.

  • cessare di essere → la cosa che ha la proprietà viene meno; la cosa stessa viene meno;
  • diventare un altro momento → significa che acquisisco proprietà che prima non avevo; mutare → cambiano le proprietà

C'è qualcosa che non funziona perché c'è sempre un cessare di essere in entrambi in casi, solo che nel caso di cessare di essere c'è un MUTAMENTO ESISTENZIALE vero e proprio mentre nel diventare un altro momento c'è MUTAMENTO DI PROPRIETA'. Sono entrambi un mutamento dell'esistenza perché la proprietà viene meno quindi qualcosa ha finito di essere. Le proprietà sono quelle che vengono chiamate universali e cioè la proprietà avere i capelli rimane sempre identica a se stessa connettendosi o separandosi dalle cose; per esempio la proprietà avere i capelli si è connessa a Luigi 10 anni fa e adesso che non ce l 'ho più si è sconnessa e si connette con altre cose. Qui viene meno la relazione tra la proprietà e la cosa: se esistono le proprietà che sono universali queste si connettono e sconnettono e se si connettono vuol dire che formano una cosa nuova, quando si sconnettono vuol dire che c'è sempre qualcosa che muore ovvero la loro connessione. Il mutamento comporta sempre cessare d'essere : o cessa di essere la persona o la proprietà o il rapporto tra la proprietà e la cosa.

Oltre la SERIE B McTaggart parla anche di SERIE A che sono ben distinte tra di loro. McTaggart farà vedere che il tempo senza la SERIE A non è tempo perché il tempo implica necessariamente mutamento e la SERIE A è contraddittoria secondo McTaggart quindi non esiste il tempo. Dopo questa prova McTaggart diventa mistico.

“La serie B è analoga, strutturalmente, a quella kantiana dell'Estetica e, come Kant, McTaggart la dichiara permanete, indiveniente. Soffermiamoci ancora brevemente su tale permanenza. La serie B è costituita da relazioni, in tal caso a due termini, e una relazione non esiste se non esistono i termini che la costituiscono: se il tempo è costituito da relazioni è tanto insensato affermare che qualcosa viene “prima di” un'altra che ancora non esiste, quando sostenere che “a è accanto a b” anche se b non c'è! Di primo acchito sembra naturale pensare che i termini possa comunque mutare relazione: a 5 anni Giovani è più alto di Piero, il quale ultimo però, a 15 anni, diventa più alto del suo amico. Con il passare degli anni la relazione “più alto di” si rovescia, e anziché andare da Giovanni a Piero va da Piero a Giovanni. In tal caso, sempre di primo acchito, si può supporre che la prima relazione sia venuta meno, sostituita dalla seconda” (p. 27-28).

L'unico modo per cercare di capire in che senso la cosa muti è nuovamente quello dell'at- at ed a questo punto mutare significa che in un certa posizione della SERIE B una cosa possiede una certa proprietà mentre in un'altra posizione ne possiede un'altra, ma non che quando possiede l'altra la prima è venuta meno; allora posso dire che Giovanni è più alto di Piero at nel 1990, poi nel at 2010 è più alto Giovanni.

MUTAMENTO per McTaggart non significa possedere proprietà differenti in tempi differenti perché mutare non significa quanto appena detto altrimenti non muta nulla, per mutare qualcosa deve venir meno e sostituirsi altrimenti non si muta. Se il mutamento è essenziale al tempo non è possibile che ci sia il tempo solo con la SERIE B. La SERIE B nel tempo è essenziale perché le cose sono “prima di”, “dopo di”, “simultanee a” e finché si usano relazioni di SERIE B la realtà non può venir meno. La SERIE B ce la si immagina come una sorta di spazio temporale dove ogni cosa ha la sua posizione.