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Una panoramica sui virus informatici, un tipo di malware dannoso che si propaga e danifica le risorse del computer, e su bitcoin, una moneta virtuale creata e scambiata in maniera completamente digitale. Il testo illustra l'origine, le caratteristiche e i modi di diffusione dei virus informatici, e descrive la natura, l'invenzione e le tecnologie dietro bitcoin.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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Tra le minacce informatiche più consolidate, i virus sono esempi di malware dannoso che corrompono le risorse del computer per replicarsi, diffondersi e causare seccature di ogni genere. Non tutti i software che attaccano il tuo PC possono essere considerati virus. I virus informatici sono solo un tipo di malware, contrazione di malicious software, che letteralmente significa "software maligno" e in genere viene tradotto come "software dannoso". A differenza dei virus esistenti in natura, i virus informatici non sono "cose che capitano", bensì vengono realizzati, spesso con estrema cura, per colpire intenzionalmente computer, sistemi e reti. I primissimi virus informatici furono creati da programmatori che stavano sostanzialmente giocando. Come il primo virus, noto con il nome di Creeper, che risale al 1971 e che visualizzava il messaggio "I'm the creeper, catch me if you can "(Sono Creeper, acchiappami se ci riesci). Purtroppo, non tutti i virus sono così innocui e divertenti. Per citare il maggiordomo di Batman, "Certi uomini vogliono solo veder bruciare il mondo" e i virus informatici sono un metodo molto efficace per diffondere il caos. Ad esempio il virus ILOVEYOU, che ha distrutto i file di oltre 50 milioni di utenti Internet in tutto il mondo, reso impossibile l'avvio di moltissimi PC, copiato e inviate al suo autore le password degli utenti... il tutto causando danni per qualcosa come 9 miliardi di dollari nel 2000. Ebbene sì, esiste un piccolo sottogruppo di virus informatici "buoni", che comprimono ogni file che infettano cercando teoricamente di dare una mano, in quanto così facendo fanno risparmiare spazio prezioso sul disco rigido. Ad esempio, esiste un virus chiamato Linux. Wifatch che sembra limitarsi a impedire ad altri virus di accedere al tuo router. Ecco alcuni dei modi più comuni in cui è possibile contrarre un virus informatico:
Il Bitcoin è una moneta virtuale, ovvero che non viene stampata come la normale cartamoneta, ma che viene creata, distribuita e scambiata in maniera completamente virtuale, attraverso i computer, e con una tecnologia peer to peer. Bitcoin nasce dall’invenzione di Satoshi Nakamoto, pseudonimo utilizzato appunto dall’inventore di questa moneta elettronica. Satoshi pubblica i primi whitepaper sul bitcoin e sulla tecnologia che sta alla base, la blockchain, nel 2008-2009. Prende però spunto per la sua creazione da Wei Dai, che già tempo prima aveva iniziato a lavorare su una tecnologia per la generazione di una valuta virtuale. Il bitcoin è quindi la prima criptovaluta creata e commercializzata. Il suo simbolo è ฿, e nei mercati viene utilizzato anche BTC o XBT. La tecnologia che fa funzionare bitcoin, ovvero la blockchain funziona in modo tale da avere una gestione digitalizzata della valuta. Questo significa che la moneta bitcoin non viene creata da una banca centrale, che procude e immette nel mercato nuova moneta; al contrario nel caso dei bitcoin le monete vengono conservate all’interno di giganteschi database condivisi (ovvero fisicamente installati su più computer collegati tra loro alla rete internet), e attraverso sistemi avanzati di crittografia rendono possibile tracciare le transazioni, generare nuove monete, distriburile ai proprietari e effettuare transazioni. Il bitcoin si basa su una tecnologia basata sul peer to peer, il sistema utilizzato oggi per scaricare film e musica per intendersi, dove i file sono conservati su più computer connessi alla rete e tra loro, dai quali è possibile scaricare “pezzi di file”. grazie a questo sistema il bitcoin non svaluta a fronte dell’immissione sul mercato di nuova moneta, anche perché il sistema complesso rende sempre più difficile risolvere gli algoritmi per verificare ed accettare le transazioni, assicurando così un valore del bitcoin il meno possibile influenzato da svalutazioni date dall’inflazione. Queste monete bitcoin vengono poi conservate all’interno di un portafoglio virtuale anch’esso, salvate all’interno di un indirizzo bitcoin specifico (wallet, o portafoglio) formato da chiave privata e chiave pubblica: la chiave pubblica serve per condividerla con tutti e fare in modo che un utente sappia dove versare bitcoin; la chiave privata invece serve per rendere possibile l’accesso a quello specifico portafoglio, e la gestione di transazioni al suo intetrno.