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Riassunto del secondo capitolo di Storia dell'Antico Egitto di Grimal
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Capitolo 2- Religione e storia
Sì è pensato a un'origine totemica della religione egiziana, l'ipotesi è basata sull'esistenza di emblemi, questi si perpetueranno dall'epoca predinastica per tutta la durata della civiltà faraonica, per rappresentare le varie province in cui il paese era composto, questi potrebbero essere il risultato della federazione di un insieme geografico o tribale, incentrata su una figura divina di cui l'emblema riproduce il simbolo. Quindi il gruppo si identificava nel proprio totem che rappresentava la potenza divina predominante localmente. Questo presuppone l'esistenza di una cosmologia, ovvero di una scienza che studi la formazione, la struttura e l'evoluzione dell’universo.
Questi emblemi si perpetueranno dall'epoca predinastica per tutta la durata della civiltà faraonica.
Ogni Dio si vede attribuito, a capo della propria famiglia (vi erano delle famiglie divine venerate in tutte le capitali delle province) il ruolo che il Creatore universale(demiurgo) ricopre alla testa del Pantheon nazionale. Ciò comporta una grande somiglianza nell'organizzazione materiale del culto e dei luoghi sacri anche di divinità differenti.
Però l’interpretazione totemica non soddisfa appieno, in quanto il sistema egiziano non ne comprende tutti gli elementi.
Le cosmologie sono 3, in realtà sono variazioni politiche su un unico tema: la creazione ad opera del sole partendo dall'elemento liquido.
● Cosmologia di Heliopolis: Heliopolis è l'antica città santa dove i faraoni venivano un tempo a far riconoscere ufficialmente il loro potere (oggi è un quartiere del Cairo). Questa cosmologia è la più antica. Al principio, vi era Nun, l'elemento liquido incontrollato, il caos. Non è da considerare un elemento negativo, ma massa increata, non organizzata, contenente i germi della vita. Dopo la creazione rimane relegato ai margini del mondo organizzato, che minaccia di invadere periodicamente se l'equilibrio dell'universo venisse spezzato. È la sede Delle forze negative e di tutto ciò che sfugge alle categorie dell’universo. Vi galleggiano le anime in pena che sono state private della sepoltura e i bambini nati morti. Dal caos è uscito il Sole, è venuto all'esistenza da sé. La sua prima apparizione avviene su un monticello di terra ricoperto di sabbia vergine, che emerge dall'acqua e si materializza mediante la presenza di una pietra, il benben, oggetto di culto nel tempio di Heliopolis, considerato il sito in cui avvenne la creazione. Il benben è il raggio del sole primordiale pietrificato, viene adorato sotto forma di un obelisco tronco poggiato su una piattaforma. Il Sole è Ra, ovvero Atum, l'essere compiuto per eccellenza, e Khepri, che veniva raffigurato come uno scarabeo e il cui nome significa trasformazione. Ra è il demiurgo, ovvero l'artefice dell’universo, masturbandosi egli mette al mondo una coppia: il dio Shu, il Secco, e la dea Tefnut, l'Umida. Dall'unione di quest'ultimi, nascono: il Cielo, Nut, e la Terra, Geb (una donna e un uomo). A loro volta essi hanno 4 figli: Iside e Osiride, Seth e Nefti. Quest’ultime due generazioni producono il regno degli umani. La coppia formata da Seth e Nefti è sterile, mentre la prima, fertile, è il prototipo della famiglia reale. Osiride, re d'Egitto, è assassinato dal fratello Seth. Osiride rappresenta la forza organizzatrice mentre Seth la controparte negativa e violenta. Seth s'impadronisce del trono di Osiride, Iside (modello della sposa e della vedova) ricompone il corpo smembrato di Osiride con la sorella Nefti. Anubi, lo sciacallo, nato dal rapporto clandestino di Nefti e Osiride, aiuta Iside ad imbalsamarlo. Iside partorisce un figlio postumo, Horo (incarnato in un falco), e lo nasconde nelle paludi del Delta,
presso la città santa di Buto, con la complicità della dea Hathor (vacca nutrice). Una volta cresciuto, dopo un'aspra lotta con Seth, ottiene dal tribunale degli dei (presieduto da Geb) l'eredità del padre, mentre a questo viene affidato il regno dei morti. Leggenda dell’occhio di Ra: Ra ha perso il proprio occhio e invia i figli Shu e Tefnut alla sua ricerca, per via del mancato ritorno di quest’ultimi, decide di sostituirlo. Intanto l'occhio ritorna e si accorge di essere stato sostituito, dalla rabbia piange e dalle sue lacrime (remut) nascono gli uomini (remet). Ra lo trasforma allora in cobra e se lo pone sulla fronte:diventa così l’Ureo, che fulmina i nemico del dio. Si può supporre che questa origine sia dovuta al gioco di parole. La Luna è il secondo occhio di Ra affidato a Thot, il dio scriba dalla testa di ibis, ma anche occhio sano di Horo. Perché secondo un mito costui perse un occhio nel combattimento contro Seth. Thot glielo restituì risanato e ne fece il prototipo dell’integrità fisica. Esso figura nei sarcofagi per garantire al morto l'uso completo del suo corpo nell'aldilà. Ra, ogni notte, quando percorre in barca l’aldilà, deve lottare per mantenere il potere che alcuni nemici capeggiati da Apopis(personificazione delle forze negative del Cosmo). Horo aiuta Ra a vincere i nemici. Anche Iside, la grande maga, tenta di acquistare potere su Ra impadronendosi dei suoi nomi segreti. Lo fa mordere da un serpente modellato nell’argilla bagnata dalla saliva che il dio, divenuto vecchio e debole, lascia scorrere dalla bocca, quando al mattino va ad illuminare l'universo. Ra per essere salvato deve rivelarle il segreto dell’energia vitale che lo anima, ossia il nome celato dei suoi ka. Il testo s'interrompe e non conosciamo la fine della storia. Mito della ribellione degli uomini: gli uomini si ribellano al loro creatore, che decide di distruggerli. Egli invia sulla terra il suo Occhio, sotto l'aspetto della dea Hathor, messaggera del corruccio divino. Questa divora in un giorno parte dell'umanità e poi si addormenta. Ritenendo che gli uomini sono stati abbastanza puniti, spande sulla terra nella notte una gran quantità di birra colorata che dà al Nilo, l'aspetto del sangue. La dea, che ha preso forma di leonessa, beve dalle acque nilotiche e cade ubriaca. Nonostante l'umanità sia salva, Ra decide di ritirarsi nel cielo, sul dorso della vacca celeste, che sarà sorretta dal dio Shu. Affida l'amministrazione della terra a Thot ed i serpenti, simbolo della regalità, a Geb. ● Comologia di Hermopolis:Hermopolis era a 300 km a sud del Cairo, era la capitale del XV nomo dell'Alto Egitto. Il Sole, qui, non è il primo anello della formazione, ma l'ultimo. Nel caos liquido increato, si agitano quattro coppie di rane e di serpenti, riuniscono le forze per creare un uovo e deporlo su un monticello emergente dalle acque. Le coppie sono formate da un elemento e la sua paredra(ovvero chi siede accanto): Nun e Nunet, l’oceano primordiale; Heh e Hehet, l'acqua che cerca la propria via; Keku e Keket, l'oscurità, e Amon, il dio celato e la sua paredra Amaunet. Amon diventerà la principale divinità dinastica (il clero tebano immaginerà per lui una famiglia di genere più umano). ● Terza cosmologia: è la più completa dal punto di vista teologico. La conosciamo attraverso un documento datato al regno del sovrano kushits Shabaka(VII-VI sec.a.C.), è una grande lastra in granito proveniente dal tempio di Ptah a Menfi e conservata al British. Combina gli elementi delle altre due cosmologie, riservando però al dio locale Ptah il ruolo di demiurgo. Il ruolo di Ptah è simile a quello di Khnum, il vasaio che ha creato l'umanità sul suo tornio. Gli succede Ra: Sole che crea la vita dissipando le tenebre, è il prototipo della regalità, gli succede Shu, l'aria, separatore del cielo e della terra.
Alla V dinastia risale il primo documento conosciuto di un altro genere di testi, gli annali, giunti a noi in numero abbondante sotto forma di liste regali. Questo documento è la Pietra di Palermo, lastra in pietra nera frammentaria, che reca la lista dei re d'Egitto a partire da Aha, primo sovrano della prima dinastia sino a Neferirkara, terzo re della V dinastia. Il documento è incompleto e il fine è quello di manifestare la