La creatività è un termine che genericamente si potrebbe definire come la capacità della mente di
creare, cambiare e uscire fuori dagli schemi. La ricerca ha dimostrato che la creatività si può anche
stimolare e sviluppare attraverso l'educazione, e quindi anche in questo caso la scuola ha un ruolo
molto importante.
A partire dal Novecento sono stati condotti diversi studi sulla creatività e sotto diversi punti di vista,
come ad esempio quello della psicanalisi; a tal proposito Freud sostiene che il talento e l'abilità
siano intimamente legati al processo di sublimazione, tutto il processo creativo cioè farebbe da
ponte tra la vita <<fantasmatica>> del bambino e la realtà.
Lo scrittore Edward De Bono elabora la teoria del pensiero laterale, definendo quest'ultimo come
una forma di creatività che si utilizza principalmente per cercare di risolvere problemi
apparentemente illogici. Il pensiero laterale, che si definisce quindi generativo ed esplorativo, si
distingue dal pensiero verticale che invece è logico e selettivo.
Edward De Bono ha elaborato anche una tecnica metacognitiva definita <<6 cappelli del pensare>>,
che permette di concentrarsi su determinati aspetti del nostro pensiero in base al cappello che
supponiamo di indossare. Con il cappello bianco analizziamo i dati, con il cappello rosso diamo
spazio all'emotività, con il cappello giallo riusciamo a cogliere le opportunità, con il cappello nero
riconosciamo gli aspetti negativi, con il cappello verde diamo sfogo alla creatività e con il cappello
blu stabiliamo metodi.
La creatività è stata studiata anche dallo psicologo J.P. Guilford, che fa una distinzione fra
<<pensiero convergente>> e <<pensiero divergente>>. Il pensiero convergente è il ragionamento
logico e razionale che si adatta a problemi chiusi che prevedono un'unica soluzione; esso consiste:
in un procedimento sequenziale e deduttivo, nell'applicazione meccanica di regole apprese e
nell'analisi metodica di informazioni. Il pensiero divergente invece è strettamente legato all'atto
creativo e consiste nella capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni alternative per un
problema che non prevede un'unica soluzione; le sue caratteristiche principali sono: la fluidità, la
flessibilità e l'originalità.
L'alternanza tra pensiero divergente e pensiero convergente, detta del doppio imbuto, è stata studiata
anche da Hubert Jaoui che ha elaborato il metodo P.A.P.S.A per la risoluzione di situazioni
problematiche. Il metodo si sviluppa attraverso cinque tappe, che sono le seguenti: percezione delle
opportunità, analisi della situazione, produzione delle soluzioni, selezione tra le idee e applicazione
della soluzione/idea scelta.
Gli insegnanti hanno il compito di educare alla creatività; Jerome Bruner sostiene che nell'abito
dell'educazione si tende spesso a ricompensare le risposte esatte e a liquidare quelle sbagliate, ma
l'insegnante dovrebbe anche premiare gli alunni che hanno dato una risposta non convenzionale,
perché hanno compiuto uno sforzo creativo e quindi la loro idea merita di essere valutata. Anche
Ken Robinson sostiene che tutti nasciamo con dei grandissimi talenti naturali, ma che purtroppo
rischiamo di perdere a causa di una scuola che non da ad essi il giusto valore o addirittura li soffoca.
Quindi è davvero importante mettere in atto una pedagogia della creatività, e vorrei ad esempio
citare due metodologie didattiche molto utili: brainstorming e concassage. Il brainstorming, ideato
da Alex Osborn, consiste nel porre un problema ad un gruppo e cercare di trovare delle soluzioni
accumulando tutte le idee che nascono spontaneamente dai vari componenti del gruppo. La tecnica
del concassage invece consiste nell'esaminare il problema da diversi punti di vista, anche quelli più
insoliti.