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Psicopedagogia - Bettelheim, Skinner, Bruner, Freud, Spielren, Piaget, , Appunti di Scienze Umane

Psicopedagogia - Bettelheim, Skinner, Bruner, Piaget, Freud,

Tipologia: Appunti

2016/2017

In vendita dal 05/01/2017

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fabian_avram 🇮🇹

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Psicopedagogia
Fabian Avram - 20 giugno 2016
La psicopedagogia è quella corrente di pensiero secondo la quale partendo da studi di
psicologia si pensano degli interventi educativi.
Bruno Bettelheim!
AUTISMO -> risultato di una relazione sbagliata del bambino con la madre, nel senso che
la madre non dà l'affetto di cui ha bisogno il bambino -> attaccamento affettivo negativo,
una madre carente sul piano affettivo può evidenziare e scatenare una patologia secondo
lo psicologo (di autismo).!
-> madre frigorifero (dal suo saggio)!
ipotesi secondo la quale l'autismo sia da ricercare nella relazione con la madre!
La soluzione secondo Bettelheim è allontanare il bambino dai parenti, in particolare dalla
madre (parentectomia) = eliminazione del rapporto con i parenti, con la madre, poiché si
ritiene che quest'ultima sia la causa della patologia.!
Bettelheim scrive "La fortezza vuota" (1976) in cui paragona i bambini che presentano
questo disturbo alle vittime dei lager nazisti poiché anche i bambini come le vittime dei
lager si chiudono in se stessi, non presentano relazioni con gli altri, non comunicano -> vi
sono vari livelli di autismo, a livelli più seri i bambini non comunicano minimamente.!
Dal punto di vista pedagogico lascia indicazioni abbastanza precise sul rapporto genitore-
figlio, si occupa della relazione, spiegando le cause del disturbo. Oltre a studiare il
rapporto genitore-figlio, si occupa anche del rapporto educatore-educando. Il metodo
educativo basato sull'amore non è sufficiente. Gli adulti devono essere capaci di cogliere
ciò di cui ha veramente bisogno il bambino nella sua autenticità. Un'altra volta si parte dai
bisogni, dall'andare oltre, discorso dell'empatia.
In quest'ottica il discorso sull'importanza della FIABA nel rapporto educativo.!
Bettelheim analizza il significato della fiaba-> strumento per liberare dalle ansie, valore
liberatorio attraverso una riflessione sui comportamenti dei vari personaggi in una
situazione. !
Il linguaggio comprensivo per il bambino nella fiaba e nel gioco aiutano ad esorcizzare le
paure (temi delle fiabe: abbandono, cattiveria, morte).!
Esorcizzazione delle paure dei bambini nei confronti dei grandi!
SCIENZE UMANE - LA PSICOPEDAGOGIA
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Psicopedagogia

Fabian Avram - 20 giugno 2016

La psicopedagogia è quella corrente di pensiero secondo la quale partendo da studi di

psicologia si pensano degli interventi educativi.

Bruno Bettelheim

AUTISMO -> risultato di una relazione sbagliata del bambino con la madre, nel senso che

la madre non dà l'affetto di cui ha bisogno il bambino -> attaccamento affettivo negativo ,

una madre carente sul piano affettivo può evidenziare e scatenare una patologia secondo

lo psicologo (di autismo).

-> madre frigorifero (dal suo saggio)

ipotesi secondo la quale l'autismo sia da ricercare nella relazione con la madre

La soluzione secondo Bettelheim è allontanare il bambino dai parenti , in particolare dalla

madre ( parentectomia ) = eliminazione del rapporto con i parenti, con la madre, poiché si

ritiene che quest'ultima sia la causa della patologia.

Bettelheim scrive " La fortezza vuota " (1976) in cui paragona i bambini che presentano

questo disturbo alle vittime dei lager nazisti poiché anche i bambini come le vittime dei

lager si chiudono in se stessi, non presentano relazioni con gli altri, non comunicano -> vi

sono vari livelli di autismo , a livelli più seri i bambini non comunicano minimamente.

Dal punto di vista pedagogico lascia indicazioni abbastanza precise sul rapporto genitore-

figlio , si occupa della relazione, spiegando le cause del disturbo. Oltre a studiare il

rapporto genitore-figlio, si occupa anche del rapporto educatore-educando. Il metodo

educativo basato sull'amore non è sufficiente. Gli adulti devono essere capaci di cogliere

ciò di cui ha veramente bisogno il bambino nella sua autenticità. Un'altra volta si parte dai

bisogni , dall'andare oltre, discorso dell' empatia.

In quest'ottica il discorso sull'importanza della FIABA nel rapporto educativo.

Bettelheim analizza il significato della fiaba-> strumento per liberare dalle ansie , valore

liberatorio attraverso una riflessione sui comportamenti dei vari personaggi in una

situazione.

Il linguaggio comprensivo per il bambino nella fiaba e nel gioco aiutano ad esorcizzare le

paure (temi delle fiabe: abbandono, cattiveria, morte).

Esorcizzazione delle paure dei bambini nei confronti dei grandi

Cosa dimostra la fiaba? Soltanto superando determinate prove che i bambini affrontano

nella vita reale si arriva ad affermare la propria autonomia, autorealizzazione.

es: il principe, protagonista, che ottiene il regno, la principessa, la felicità dopo aver

superato varie prove e situazioni. La fiaba aiuta a stimolare lo sviluppo emotivo del

bambino. Attraverso la fiaba si insegna a contenere le emozioni.

Strumento utilizzato come esercizio della vita, partendo dall'analisi psicologica ottenere

una ricaduta in campo educativo.

I suoi studi si incentrano sulla psicoanalisi applicata all'età evolutiva.

Da un paio di decenni alcuni studiosi hanno messo in dubbio le diagnosi di autismo di

Bettelheim. Secondo tali studiosi l'autismo è (almeno prevalentemente) una patologia su

base organica e se i casi riscontrati da Bettelheim fossero stati casi clinici di autismo vero,

egli non avrebbe potuto accertare guarigioni con la terapia della parola (psicoterapia) e

con un setting ambientale adeguato.

Burrhus Skinner - Istruzione programmata

Partendo dalla teoria comportamentista -> stimolo - risposta (= ogni stimolo corrisponde

ad una determinata risposta).

Skinner applica i risultati degli studi all'istruzione.

I tre principi della teoria dell'istruzione programmata:

  1. informazione su un dato argomento -> nel senso che vengono fornite una certa

quantità di informazioni su un dato argomento

  1. retroazione , il risultato deve essere immediato
  2. ritmo individuale , il bambino è incoraggiato a procedere attraverso il ritmo

caratteristico delle sue capacità.

Chi impara procede da solo, segue il proprio ritmo, processo di autoistruzione. E'

fondamentale costruire programmi in cui le conoscenze siano suddivise in piccole parti

messe in sequenza, il progredire di un successo porta al livello successivo; suddiviso in

piccoli segmenti.

Apprendimento rafforzato per prove ed errori : si basa sul feed-back (ritorno immediato)

per rafforzare il processo cognitivo.

Bruner riflette sul sistema dell'istruzione negli Stati Uniti e considera il fallimento, pensa a

come organizzare un ambiente idoneo che permetta l'apprendimento efficace.

Teoria dell'istruzione -> da lì ad arrivare ad elaborare una teoria dell'istruzione

problema principale: realizzare un apprendimento costruttivo dalle varie discipline. E'

necessaria una ristruttura, dare la priorità alle strutture (fondamentali per un

apprendimento migliorato).

DARE ASSOLUTA PRIORITA' ALLE STRUTTURE.

opera -> " Sfida pedagogica americana "; descrive i fondamenti su cui si basano le

principali materie di studio.

Apprendimento delle strutture per superare il divario tra scuola primaria e scuola

secondaria. Insegnamento a spirale -> le stesse materie sono insegnate a prescindere

dall'età.

Bruner: teoria dell’istruzione/apprendimento -> bisogna rispettare questa teoria

e rispettare i tempi di sviluppo cognitivo del bambini (in ogni fase dello sviluppo

il bambino apprende in modo diverso).

  • Lo sviluppo cognitivo avviene in fasi: manipolazione , immaginazione , attività

simbolica.

  • Programmi didattici adattati a seconda dell’età del bambino per evidenziare gli

aspetti delle varie fasi e favorire l’apprendimento.

  • L’istruzione non si esaurisce in un programma concernente le materie di studio;

istruzione = senso della scoperta che dà un valore aggiunto all’individuo

valorizzando lui e il suo impegno futuro nella società.

  • L’istruzione deve dare delle conoscenze che servano nel futuro oltre che nozioni

sterili, è utile capire le strategie chiamate euristica (= apprendere le strutture

portanti di ogni disciplina).

  • Tramite l’euristica lo studente impara a capire le connessioni tra la disciplina e le

strutture della disciplina ovvero applicare alla conoscenza delle strutture le

nozioni per diventare autonomi.

  • Istruzione tradizionale si basava sul pensiero analitico ovvero nozioni separate,

contenuti delle discipline separate, nessuna intuizione o senso della scoperta

considerati caotici o imprecisi. Bruner invece pensa che sia nella scuola sia nella

scienza è necessario scoprire le proprie conoscenze perché lo scopo

dell’istruzione deve rendere il bambino capace di procedere a seconda dei casi con

intuito e analisi. Il bambino deve arrivare a conclusioni servendosi della

conoscenza delle strutture di base riconoscendo ciò che ha a disposizione per

risolvere i vari problemi.

  • La disciplina euristica è una scelta di base che prepara i bambini alla risoluzione

di problemi.

  • Momento personale e sociale devono essere fusi nel processo di istruzione.
  • La cultura di un gruppo è una realtà dinamica che si crea e si rigenera attraverso

la partecipazione, la comunicazione e la condivisione da parte dei membri della

stessa esperienza. L’educazione se vuole preparare i giovani alla vita non può

essere solo trasmissione di conoscenze da insegnante ad alunno ma deve avere

come obiettivo il sollecitare il passaggio delle informazioni da una generazione

all’altra, cioè l’istruzione ha un duplice significato: uno riguarda la persona stessa

che viene gratificata dalle conoscenze acquisite, e l’altro sociale perché il fine

ultimo della conoscenza è l’impegno nella società.

  • Momento sociale e personale devono fondersi -> novità di Bruner
  • Euristica = ha un riferimento a Kant
  • Educazione come preparazione alla vita. -> euristica

Sigmund Freud

parliamo della psicoanalisi. La psicoanalisi sostiene che la soddisfazione delle pulsioni si

presenti in ciascuna parte dello sviluppo - determina l'equilibrio dell'individuo. Se questo

soddisfacimento non è raggiunto il comportamento diventa deviante. La psicoanalisi ha al

suo interno una dimensione pedagogica: l'obiettivo della psicoanalisi è quello di dare

equilibrio all'individuo, metterlo in condizioni di soddisfare i propri bisogni. Freud ritiene

che un educatore deve conoscere a fondo la psiche del bambino perché " solo chi riesce

ad immedesimarsi nella vita psichica del bambino può essere educatore ". Se conosci la

psiche del bambino puoi capire il suo comportamento, evitare quelle forme depressive che

possono danneggiare lo sviluppo della personalità.

Freud ha suscitato uno scandalo parlando della sessualità del bambino. L'educatore,

conoscendo l'aspetto della sessualità infantile, alla luce della psicoanalisi non dovrà

reprimere certe manifestazioni ma dovrà cercare di assecondare il bambino. Bisogna

evitare una rimozione (fenomeno per cui inconsapevolmente io nascondo nell'inconscio

qualcosa che è troppo forte per essere rielaborata consciamente). Questa rimozione nel

attraverso questi stadi. Il compito dell'educatore: il bambino deve rispettare le fasi di

sviluppo, deve essere protagonista della sua conoscenza, non ci dev'essere un

passaggio passivo di informazioni. L'insegnante deve mettere il bambino nelle

condizioni di capire la realtà attraverso una ricostruzione personale.

Vygotskij : lo sviluppo del bambino è condizionato dal contesto culturale e

storico. (Egli era sovietico e vive nel primo '800 - contemporaneo a Piaget). E'

l'ambiente culturale che consente lo sviluppo cognitivo (teoria contro Piaget:

intelligenza è l'adattamento all'ambiente e quindi l'azione dell'individuo sulla realtà.

Per Piaget il linguaggio è importante perché è necessario per rappresentare la realtà

attraverso i simboli ma è necessaria anche per lo sviluppo delle funzioni superiori).

Vygotskij invece dice che il linguaggio si sviluppa dall'interazione sociale. Inizialmente

il bambino lo usa per comunicare, poi lo interiorizza e il linguaggio diventa suo,

diventa pensiero. E' il contrario rispetto a Piaget. B. dice, poi, che attraverso il contatto

con gli altri e con un determinato ambiente, il bambino interiorizza. Approfondisce il

concetto che anche l'educazione ha un valore fondamentale nello sviluppo del

bambino. Lui parla di zona di sviluppo prossimale: lo spazio tra lo sviluppo attuale

raggiunto dal bambino e quello che potrebbe ottenere grazie all'aiuto di un educatore.

Quindi l'educatore deve saper riconoscere questa zona per intervenire in ambito

educativo e rendersi conto quali sono le conoscenze attuali del bambino e di dove

potrà arrivare. Deve proporre degli apprendimenti più complessi ma assicurando al

bambino gli strumenti adatti e un supporto. B. anticipa il concetto della pianificazione

degli interventi educativi (psicopedagogia moderna). Quand'è che il bambino arriva ai

suoi processi cognitivi? Quando interagisce con gli altri (regalo il suo comportamento).

Bloom -> psicologo dell’educazione, psicopedagogista che ha pensato programmi

applicati nelle scuole: tassonomia degli obiettivi educativi (metà degli anni ’50). Egli

propone di costruire piani di studio basati su uno studio scientifico della progressione

degli apprendimenti nell’ambiente -> metodologia del Mastery Learning (apprendimenti

per la padronanza) con obiettivi:

  1. Organizzare l’istruzione con obiettivo di ottenere una competenza nelle conoscenze

(differenza tra conoscenza e competenza: la competenza è l’applicazione delle

conoscenze);

  1. essere attenti nelle diversità individuali nei tempi e modi di apprendimento.

Con questi obiettivi, Bloom parte dal presupposto che gli insegnanti devono organizzare

le condizioni migliori per l’apprendimento individuando i bisogni educativi degli alunni

-> individualizzare l’apprendimento e programmare l’azione educativa partendo da ciò.

La difficoltà è mettere in pratica questa strategia poiché spesso nessuno nei consigli di

professori considera gli aspetti di questa metodologia sperimentale.

  • Conoscenze suddivise in unità di apprendimento e ordinate secondo una regola di

propedeuticità ovvero prima di imparare una cosa devo sapere quella precedente

  • Monitorare il processo di apprendimento, suddividere gli apprendimenti perché

l’apprendimento sia più facile -> tassonomia degli obiettivi educativi in sei

livelli di capacità e ad ognuno associa abilità cognitive.

A. Conoscenza: capacità di memorizzare nozioni su un argomento

B. Comprensione: capacità di tirare fuori elementi fondamentali che permettano di fare

collegamenti

C. Applicazione: capacità di far corrispondere le informazioni alle idee e applicare ciò che

ho imparato nel concreto

D. Analisi: scindere i vari elementi di ciò che ho appreso

E. Sintesi: riunire ciò che ho imparato

F. Valutazione: esprimere opinioni personali e critiche sul valore di ciò che si apprende

  • Bloom propone una didattica basata sullo sviluppo delle capacità degli studenti e

sulla attenzione alle loro caratteristiche individuali con obiettivo da raggiungere

che è il mastery learning cioè un apprendimento che richiede una padronanza e

una didattica fondata sulla individualizzazione

  • La metodologia di Bloom aiuta a risolvere le difficoltà di apprendimento poiché

riesco a individuarlo e risolverlo

  • Riassunto dei principi di Bloom: individualizzazione, maturazione delle

competenze, tassonomia degli obiettivi didattici

  • LETTURA: Bloom sperimenta l’uso del mastery learning su un gruppo per

dimostrare che consente di raggiungere una maggiore padronanza

nell’apprendimento -> confronto tra gruppo di controllo e sperimentale:

o Gli studenti possono raggiungere un alto livello se si affronta

l’insegnamento con sensibilità e sistematicità , se si aiutano gli allievi nelle

difficoltà di apprendimento, se si dà tempo sufficiente per conseguire la

padronanza e si stabilisce un criterio per definire cosa sia la padronanza;

rappresentazione degli oggetti), musicale (analisi dei brani musicali), cinestetica

(coordinazione, abilità nel controllare i movimenti del corpo), interpersonale

(comprendere l’altro e le sue emozioni) e intrapersonale (capire le proprie

emozioni e indirizzare verso comportamenti accettabili)

-> 7 intelligenze poi ne aggiungerà altre 2: Intelligenza naturalistica (analisi della realtà

che ci sta di fronte) ed esistenziale (capacità di un individuo di rielaborare i problemi

esistenziali dell’uomo e di riflettervi)

  • Ogni uomo possiede queste intelligenze, ma alcune più spiccate di altre.
  • La teoria delle intelligenze multiple giustifica la diversità , ovvero non è

anormalità ma è una capacità alternativa che va individuata e valorizzata.

Teoria di Guilford , corrente della Gestalt -> altra teoria sull’intelligenza:

pensiero divergente (capacità creativa di risolvere un problema attraverso

soluzioni originali e personali rispetto agli altri) e convergente (soluzione

necessaria e normale di un problema verso alla quale tutti tendono).

Quando si misura l’intelligenza va tenuto conto delle capacità e abilità del

pensiero divergente che è indipendente da quello convergente. Per esempio chi ha

un quoziente intellettivo più basso magari ha un pensiero divergente molto

sviluppato.

  • Chi ha un pensiero divergente ha una mente pronta, creativa e flessibile, cioè si sa

adattare e aprire a nuove soluzioni, originale -> utilizza il proprio sapere e le

proprie risorse rielaborandole per i diversi problemi; mentre chi ha un pensiero

convergente davanti a un problema da un’unica risposta che rientra negli schemi.

Possiamo individuare i due pensieri nei bambini facendo domande: es. cotton fioc:

si usano per pulirsi le orecchie (pensiero convergente), si usano per giocare a

Shangai (pensiero divergente).

  • Il pensiero divergente non c’entra con le persone geniali o degli artisti ma è in tutti

gli uomini e quindi va stimolato e tirato fuori. La teoria di Guilford è usata anche

nella pedagogia = educazione che solleciti la libera espressione degli alunni per

far emergere questo tipo di pensiero.