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Psicopedagogia - Bettelheim, Skinner, Bruner, Piaget, Freud,
Tipologia: Appunti
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Fabian Avram - 20 giugno 2016
La psicopedagogia è quella corrente di pensiero secondo la quale partendo da studi di
psicologia si pensano degli interventi educativi.
AUTISMO -> risultato di una relazione sbagliata del bambino con la madre, nel senso che
la madre non dà l'affetto di cui ha bisogno il bambino -> attaccamento affettivo negativo ,
una madre carente sul piano affettivo può evidenziare e scatenare una patologia secondo
lo psicologo (di autismo).
-> madre frigorifero (dal suo saggio)
ipotesi secondo la quale l'autismo sia da ricercare nella relazione con la madre
La soluzione secondo Bettelheim è allontanare il bambino dai parenti , in particolare dalla
madre ( parentectomia ) = eliminazione del rapporto con i parenti, con la madre, poiché si
ritiene che quest'ultima sia la causa della patologia.
Bettelheim scrive " La fortezza vuota " (1976) in cui paragona i bambini che presentano
questo disturbo alle vittime dei lager nazisti poiché anche i bambini come le vittime dei
lager si chiudono in se stessi, non presentano relazioni con gli altri, non comunicano -> vi
sono vari livelli di autismo , a livelli più seri i bambini non comunicano minimamente.
Dal punto di vista pedagogico lascia indicazioni abbastanza precise sul rapporto genitore-
figlio , si occupa della relazione, spiegando le cause del disturbo. Oltre a studiare il
rapporto genitore-figlio, si occupa anche del rapporto educatore-educando. Il metodo
educativo basato sull'amore non è sufficiente. Gli adulti devono essere capaci di cogliere
ciò di cui ha veramente bisogno il bambino nella sua autenticità. Un'altra volta si parte dai
bisogni , dall'andare oltre, discorso dell' empatia.
In quest'ottica il discorso sull'importanza della FIABA nel rapporto educativo.
Bettelheim analizza il significato della fiaba-> strumento per liberare dalle ansie , valore
liberatorio attraverso una riflessione sui comportamenti dei vari personaggi in una
situazione.
Il linguaggio comprensivo per il bambino nella fiaba e nel gioco aiutano ad esorcizzare le
paure (temi delle fiabe: abbandono, cattiveria, morte).
Esorcizzazione delle paure dei bambini nei confronti dei grandi
Cosa dimostra la fiaba? Soltanto superando determinate prove che i bambini affrontano
nella vita reale si arriva ad affermare la propria autonomia, autorealizzazione.
es: il principe, protagonista, che ottiene il regno, la principessa, la felicità dopo aver
superato varie prove e situazioni. La fiaba aiuta a stimolare lo sviluppo emotivo del
bambino. Attraverso la fiaba si insegna a contenere le emozioni.
Strumento utilizzato come esercizio della vita, partendo dall'analisi psicologica ottenere
una ricaduta in campo educativo.
I suoi studi si incentrano sulla psicoanalisi applicata all'età evolutiva.
Da un paio di decenni alcuni studiosi hanno messo in dubbio le diagnosi di autismo di
Bettelheim. Secondo tali studiosi l'autismo è (almeno prevalentemente) una patologia su
base organica e se i casi riscontrati da Bettelheim fossero stati casi clinici di autismo vero,
egli non avrebbe potuto accertare guarigioni con la terapia della parola (psicoterapia) e
con un setting ambientale adeguato.
Partendo dalla teoria comportamentista -> stimolo - risposta (= ogni stimolo corrisponde
ad una determinata risposta).
Skinner applica i risultati degli studi all'istruzione.
I tre principi della teoria dell'istruzione programmata:
quantità di informazioni su un dato argomento
caratteristico delle sue capacità.
Chi impara procede da solo, segue il proprio ritmo, processo di autoistruzione. E'
fondamentale costruire programmi in cui le conoscenze siano suddivise in piccole parti
messe in sequenza, il progredire di un successo porta al livello successivo; suddiviso in
piccoli segmenti.
Apprendimento rafforzato per prove ed errori : si basa sul feed-back (ritorno immediato)
per rafforzare il processo cognitivo.
Bruner riflette sul sistema dell'istruzione negli Stati Uniti e considera il fallimento, pensa a
come organizzare un ambiente idoneo che permetta l'apprendimento efficace.
Teoria dell'istruzione -> da lì ad arrivare ad elaborare una teoria dell'istruzione
problema principale: realizzare un apprendimento costruttivo dalle varie discipline. E'
necessaria una ristruttura, dare la priorità alle strutture (fondamentali per un
apprendimento migliorato).
opera -> " Sfida pedagogica americana "; descrive i fondamenti su cui si basano le
principali materie di studio.
Apprendimento delle strutture per superare il divario tra scuola primaria e scuola
secondaria. Insegnamento a spirale -> le stesse materie sono insegnate a prescindere
dall'età.
e rispettare i tempi di sviluppo cognitivo del bambini (in ogni fase dello sviluppo
il bambino apprende in modo diverso).
simbolica.
aspetti delle varie fasi e favorire l’apprendimento.
istruzione = senso della scoperta che dà un valore aggiunto all’individuo
valorizzando lui e il suo impegno futuro nella società.
sterili, è utile capire le strategie chiamate euristica (= apprendere le strutture
portanti di ogni disciplina).
strutture della disciplina ovvero applicare alla conoscenza delle strutture le
nozioni per diventare autonomi.
contenuti delle discipline separate, nessuna intuizione o senso della scoperta
considerati caotici o imprecisi. Bruner invece pensa che sia nella scuola sia nella
scienza è necessario scoprire le proprie conoscenze perché lo scopo
dell’istruzione deve rendere il bambino capace di procedere a seconda dei casi con
intuito e analisi. Il bambino deve arrivare a conclusioni servendosi della
conoscenza delle strutture di base riconoscendo ciò che ha a disposizione per
risolvere i vari problemi.
di problemi.
la partecipazione, la comunicazione e la condivisione da parte dei membri della
stessa esperienza. L’educazione se vuole preparare i giovani alla vita non può
essere solo trasmissione di conoscenze da insegnante ad alunno ma deve avere
come obiettivo il sollecitare il passaggio delle informazioni da una generazione
all’altra, cioè l’istruzione ha un duplice significato: uno riguarda la persona stessa
che viene gratificata dalle conoscenze acquisite, e l’altro sociale perché il fine
ultimo della conoscenza è l’impegno nella società.
parliamo della psicoanalisi. La psicoanalisi sostiene che la soddisfazione delle pulsioni si
presenti in ciascuna parte dello sviluppo - determina l'equilibrio dell'individuo. Se questo
soddisfacimento non è raggiunto il comportamento diventa deviante. La psicoanalisi ha al
suo interno una dimensione pedagogica: l'obiettivo della psicoanalisi è quello di dare
equilibrio all'individuo, metterlo in condizioni di soddisfare i propri bisogni. Freud ritiene
che un educatore deve conoscere a fondo la psiche del bambino perché " solo chi riesce
ad immedesimarsi nella vita psichica del bambino può essere educatore ". Se conosci la
psiche del bambino puoi capire il suo comportamento, evitare quelle forme depressive che
possono danneggiare lo sviluppo della personalità.
Freud ha suscitato uno scandalo parlando della sessualità del bambino. L'educatore,
conoscendo l'aspetto della sessualità infantile, alla luce della psicoanalisi non dovrà
reprimere certe manifestazioni ma dovrà cercare di assecondare il bambino. Bisogna
evitare una rimozione (fenomeno per cui inconsapevolmente io nascondo nell'inconscio
qualcosa che è troppo forte per essere rielaborata consciamente). Questa rimozione nel
attraverso questi stadi. Il compito dell'educatore: il bambino deve rispettare le fasi di
sviluppo, deve essere protagonista della sua conoscenza, non ci dev'essere un
passaggio passivo di informazioni. L'insegnante deve mettere il bambino nelle
condizioni di capire la realtà attraverso una ricostruzione personale.
storico. (Egli era sovietico e vive nel primo '800 - contemporaneo a Piaget). E'
l'ambiente culturale che consente lo sviluppo cognitivo (teoria contro Piaget:
intelligenza è l'adattamento all'ambiente e quindi l'azione dell'individuo sulla realtà.
Per Piaget il linguaggio è importante perché è necessario per rappresentare la realtà
attraverso i simboli ma è necessaria anche per lo sviluppo delle funzioni superiori).
Vygotskij invece dice che il linguaggio si sviluppa dall'interazione sociale. Inizialmente
il bambino lo usa per comunicare, poi lo interiorizza e il linguaggio diventa suo,
diventa pensiero. E' il contrario rispetto a Piaget. B. dice, poi, che attraverso il contatto
con gli altri e con un determinato ambiente, il bambino interiorizza. Approfondisce il
concetto che anche l'educazione ha un valore fondamentale nello sviluppo del
bambino. Lui parla di zona di sviluppo prossimale: lo spazio tra lo sviluppo attuale
raggiunto dal bambino e quello che potrebbe ottenere grazie all'aiuto di un educatore.
Quindi l'educatore deve saper riconoscere questa zona per intervenire in ambito
educativo e rendersi conto quali sono le conoscenze attuali del bambino e di dove
potrà arrivare. Deve proporre degli apprendimenti più complessi ma assicurando al
bambino gli strumenti adatti e un supporto. B. anticipa il concetto della pianificazione
degli interventi educativi (psicopedagogia moderna). Quand'è che il bambino arriva ai
suoi processi cognitivi? Quando interagisce con gli altri (regalo il suo comportamento).
applicati nelle scuole: tassonomia degli obiettivi educativi (metà degli anni ’50). Egli
propone di costruire piani di studio basati su uno studio scientifico della progressione
degli apprendimenti nell’ambiente -> metodologia del Mastery Learning (apprendimenti
per la padronanza) con obiettivi:
(differenza tra conoscenza e competenza: la competenza è l’applicazione delle
conoscenze);
Con questi obiettivi, Bloom parte dal presupposto che gli insegnanti devono organizzare
le condizioni migliori per l’apprendimento individuando i bisogni educativi degli alunni
-> individualizzare l’apprendimento e programmare l’azione educativa partendo da ciò.
La difficoltà è mettere in pratica questa strategia poiché spesso nessuno nei consigli di
professori considera gli aspetti di questa metodologia sperimentale.
propedeuticità ovvero prima di imparare una cosa devo sapere quella precedente
l’apprendimento sia più facile -> tassonomia degli obiettivi educativi in sei
livelli di capacità e ad ognuno associa abilità cognitive.
A. Conoscenza: capacità di memorizzare nozioni su un argomento
B. Comprensione: capacità di tirare fuori elementi fondamentali che permettano di fare
collegamenti
C. Applicazione: capacità di far corrispondere le informazioni alle idee e applicare ciò che
ho imparato nel concreto
D. Analisi: scindere i vari elementi di ciò che ho appreso
E. Sintesi: riunire ciò che ho imparato
F. Valutazione: esprimere opinioni personali e critiche sul valore di ciò che si apprende
sulla attenzione alle loro caratteristiche individuali con obiettivo da raggiungere
che è il mastery learning cioè un apprendimento che richiede una padronanza e
una didattica fondata sulla individualizzazione
riesco a individuarlo e risolverlo
competenze, tassonomia degli obiettivi didattici
dimostrare che consente di raggiungere una maggiore padronanza
nell’apprendimento -> confronto tra gruppo di controllo e sperimentale:
o Gli studenti possono raggiungere un alto livello se si affronta
l’insegnamento con sensibilità e sistematicità , se si aiutano gli allievi nelle
difficoltà di apprendimento, se si dà tempo sufficiente per conseguire la
padronanza e si stabilisce un criterio per definire cosa sia la padronanza;
rappresentazione degli oggetti), musicale (analisi dei brani musicali), cinestetica
(coordinazione, abilità nel controllare i movimenti del corpo), interpersonale
(comprendere l’altro e le sue emozioni) e intrapersonale (capire le proprie
emozioni e indirizzare verso comportamenti accettabili)
-> 7 intelligenze poi ne aggiungerà altre 2: Intelligenza naturalistica (analisi della realtà
che ci sta di fronte) ed esistenziale (capacità di un individuo di rielaborare i problemi
esistenziali dell’uomo e di riflettervi)
anormalità ma è una capacità alternativa che va individuata e valorizzata.
pensiero divergente (capacità creativa di risolvere un problema attraverso
soluzioni originali e personali rispetto agli altri) e convergente (soluzione
necessaria e normale di un problema verso alla quale tutti tendono).
Quando si misura l’intelligenza va tenuto conto delle capacità e abilità del
pensiero divergente che è indipendente da quello convergente. Per esempio chi ha
un quoziente intellettivo più basso magari ha un pensiero divergente molto
sviluppato.
adattare e aprire a nuove soluzioni, originale -> utilizza il proprio sapere e le
proprie risorse rielaborandole per i diversi problemi; mentre chi ha un pensiero
convergente davanti a un problema da un’unica risposta che rientra negli schemi.
Possiamo individuare i due pensieri nei bambini facendo domande: es. cotton fioc:
si usano per pulirsi le orecchie (pensiero convergente), si usano per giocare a
Shangai (pensiero divergente).
gli uomini e quindi va stimolato e tirato fuori. La teoria di Guilford è usata anche
nella pedagogia = educazione che solleciti la libera espressione degli alunni per
far emergere questo tipo di pensiero.