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Appunti di Cybercrime, Cybersecurity e Intelligence, Prof. Manno e Natarelli, UNINT LM-52, 2025
Tipologia: Appunti
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Innanzitutto occorre precisare che l’intelligence ha sia una funzione istituzionale sia una funzione extra-istituzionale. Non esiste una definizione di intelligence universalmente riconosciuta, perciò, occorre rifarsi alla prassi e al common sense dei Servizi internazionali che a più riprese si sono interrogati sulla materia. Con questa premessa si può affermare che l’intelligence è: la raccolta e l’analisi (1) di informazioni non altrimenti disponibili (2), utili al (3) processo decisionale dell’Esecutivo in materia di sicurezza nazionale e utili alla tutela dell’interesse nazionale globalmente inteso. Dopo aver enunciato la definizione, è opportuno metterne in risalto alcuni tratti salienti, specificandone i contenuti. Tali sono:
La prima fase della raccolta delle informazioni deve essere pianificata in maniera teorica: in pratica, occorre esaminare lo scenario obiettivo. Quando si parla della fase della “ raccolta ” informativa, si può far riferimento a due distinti settori, l’intelligence istituzionale e l’intelligence extra-istituzionale. Nello specifico:
Le metodologie e i processi utilizzati per il ciclo informativo variano in base alla categoria di notizie che si stanno ricercando e al campo a cui esse appartengono. A motivo della tipologia di fonte informativa, si possono trovare rispettivamente fonti di tipo:
matrimonio, cioè, prende avvio l’operazione in sè. Va specificato che il termine agente non indica un qualsiasi funzionario dei Servizi, che altrimenti viene denominato officer.
L’analisi è quel processo che porta alla formazione di un edificio in grado di fornire una valutazione attendibile del problema che si sta analizzando, e va scomposta in quattro particolari categorie:
contestualizzate. Inizia, così, a delinearsi un quadro che consente di affrontare l’ultimo passaggio;
I nostri Servizi hanno proceduto a una categorizzazione dei fenomeni. Tali specificazioni, che verranno di seguito indicate, sono essenziali perché l’azione di contrasto per essere intelligente deve essere adeguata, ed è fondamentale che chi deve decidere conosca l’avversario.
Innanzitutto, bisogna partire dalla spiegazione della grande madre di tutti i fenomeni di destabilizzazione, ovvero l’eversione. L’ eversione si definisce come un insieme di azioni politicamente motivate, illegali e violente, tese ad alterare gli equilibri costituzionali di un Paese. E’, difatti, il tentativo di abbattere l’assetto istituzionale al di fuori dei confini stabiliti dalla Costituzione. Si definisce grande madre perché è all’interno di essa che si collocano delle sottocategorie che sono: la violenza politica , la guerriglia e il terrorismo. È molto importante inquadrare e definire correttamente un problema, in primo luogo perché ci consente di capire i fenomeni con i quali ci possiamo confrontare e, in secondo luogo, perché ci consente di adottare le contromisure adeguate. La violenza politica è un insieme di azioni politicamente motivate, illegali e violente, portate avanti da persone che agiscono a volto scoperto. Tendenzialmente, la violenza politica si origina dalla convinzione che il percorso politico legittimo, cioè guidato dalla legge, non riesca a condurre ai cambiamenti auspicati. A causa di questa percezione, la via legale viene esclusa e14 il mezzo della violenza si presenta come un’alternativa valida e indispensabile per il raggiungimento del fine politico in questione. La guerriglia è un insieme di azioni politicamente motivate, illegali e violente, condotte con strumenti e logiche paramilitari. L’obiettivo della guerriglia, essendo paramilitare, non è quello di colpire una sola persona per terrorizzarne altre, ma di colpire quante più persone possibili. Il terrorismo indica un insieme di azioni politicamente motivate, illegali e violente, attuate da persone che operano mimetizzate all’interno della società che vogliono colpire. La finalità dell’azione terroristica è colpire emotivamente un uditorio-bersaglio molto più ampio rispetto alle vittime individuate. Lo scopo del terrorismo è quello di usare la violenza contro individui o gruppi a
sinistra mettono in serio pericolo e in discussione la tenuta delle istituzioni italiane. Il terrorismo italiano nasce all’interno, e come prodotto, del movimento di ribellione studentesca del ’68 e del movimento operaio (“autunno caldo”) del ’69: da questa gramigna sociale sono venuti fuori tutti i gruppi terroristici. Il ‘68 nasce da un punto di vista micro - sociologico da una nucleo di gioventù che era stanca di comportarsi come la vecchia generazione, ed è stato un enorme movimento, nato senza una matrice politica precisa. Poi all’interno di questo movimento è subentrata una ventata di politicizzazione. Praticamente, si creano dei micro movimenti nel portato del ’68, che sono piccoli a sinistra e piccolissimi a destra. Il 12 dicembre 1969 avviene la strage di Piazza Fontana. Si scelgono due banche, la Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano e la Banca Nazionale del Lavoro a Roma, e si sceglie poi un edificio simbolo che è l’Altare della Patria a Piazza Venezia. Durante il pomeriggio, scoppiano tre bombe in questi tre luoghi simbolo. Quello che accadrà a Milano è un eccidio. Soprattutto, è l’inizio di una lunga stagione terroristica. Piazza Fontana, per le giovani menti estremiste, è l’innesco ideologico di tutto il terrorismo degli anni Settanta, di destra e di sinistra. A destra diventa un esempio da ripetere (vedi strage della Loggia a Brescia), a sinistra diventa la dimostrazione che la borghesia italiana era una borghesia reazionaria pronta con qualsiasi mezzo per stabilizzarsi al potere, e che quindi andava abbattuta con le armi. Piazza Fontana è l’evento che determina la scelta nell’area di destra di proseguire idealmente in una serie di iniziative terroristiche simboliche, e nell’area di sinistra di costruire dei nuclei di azione, necessariamente clandestini, che colpiscano i centri del potere che hanno causato Piazza Fontana. A destra nascono Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, a sinistra le Brigate Rosse. Le BR nascono battendo il tasto del messaggio del tradimento del partito comunista (PCI). Nascono con una impronta marxista-leninista : piccoli nuclei che colpiscono, spiegano, fanno propaganda, si occupano di scuotere la situazione, sperando che la reazione dell’establishment sia così forte da scontentare le masse. Inizialmente, nessuno legge la messaggistica dei brigatisti, nessuno la interpreta, anzi, era considerata delirante. In realtà, le BR hanno sempre dichiarato ciò che avrebbero fatto e, di fronte al cauto atteggiamento assunto (fortunatamente) dalla DC, decidono di “ innalzare il livello di scontro ”. Piano piano iniziano a fare piccoli attentati sempre più sofisticati, cominciano i rapimenti lampo ai danni dei manager di spicco del mondo industriale e, nel 1974, decidono di fare quello che loro stessi hanno definito “il salto di qualità”, ovvero, rapire il magistrato Mario Sossi, un magistrato particolarmente attivo nelle indagini anti-terrorismo. Le BR cominciano a strutturarsi, si danno una organizzazione e, soprattutto, si dotano di una prassi teorica che risulta perfettamente coerente con lo sviluppo operativo: è ciò che viene chiamata “ sinergia tra teoria e prassi ”. A questo punto, iniziano tutta una serie di attentati e uccisioni, inizia un’attività che viene sistematicamente riassunta in documenti denominati “ Risoluzioni della direzione strategica ”. Non solo, durante i rapimenti di spicco, vengono rilasciati ulteriori documenti, fondamentali per la lettura delle loro mosse, come accade durante la prigionia del Presidente della DC Aldo Moro, quando iniziano a essere divulgati dei “comunicati”.
Occorre precisare che anche l’analisi dei documenti è fondamentale. In particolare, l’analisi documentale è uno strumento di previsione che concede grandissime opportunità e che possiede, dal punto di vista della metodologia, un profilo operativo fisso. L’analisi deve essere:
Il cyberspazio è un dominio concernente l'ambiente informativo (Information Environment - IE) costituito da:
Al Qaeda, è l'organizzazione che inizia a sfruttare intelligentemente i media del cyberspace. La strategia comunicativa di Al Qaeda svolge varie funzioni e, per questa ragione, si sviluppa attraverso diversi canali:
parte. Dal 1948 l’Italia precipita nella logica dell guerra fredda fino al 1989. La posizione geografica dell’Italia è uno dei principali elementi che ha fatto si che il paese fosse un paese di frontiere nella guerra fredda; il SIFAR aveva un contato diretto con un’agenzia della CIA e ciò va letto nell’ottica della guerra fredda. Nel 1965 il SIFAR si trasforma nel SID (Servizio Informazioni Difesa) che diventa pienamente operativo nel 1966. Federico Umberto d’Amato (vicedirettore dell’ufficio affari riservati del ministero dell’interno italiani), nel 1974 ha un’importante intuizione: di fronte allo sviluppo del terrorismo nazionale e internazionale decide di costituire un club formato dai direttori dei servizi di sicurezza europei e in aggiunta ad essi presero parte al “club di Berna” anche il direttore del servizio segreto svizzero e i direttori dei servizi norvegese e svedese (in quella fase storica non appartenevano all’UE). La particolarità del club di Berna è quello di svolgere un ruolo che mettesse in comunicazione costante i diversi membri dei servizi europei. Oggi, quando si sente parlare di difesa europea e della necessità di maggiore condivisione di informazione bisogna tenere a mente che ciò nel 1974, per intuizione del vicedirettore dell’ufficio affari riservati è stata creata questa struttura che ha svolto un ruolo importante a livello informativo per l’europa. Arriviamo alla riforma del 1977 (legge n.801). Facciamo un’ulteriore premessa: siamo nel contesto delle brigate rosse e degli anni di piombo. La riforma dei servizi di quest’anno arriva in un momento in cui la tensione in Italia è ai massimi livelli. Il 1977 è un anno di forte scontro: ci sono una serie di eventi che tendono a drammatizzare ulteriormente lo scenario italiano. Il 17 febbraio 1977 a Roma c’è un comizio alla Sapienza da parte del segretario della CGL Luciano Lama: da settimane la Sapienza era occupata in seguito a delle decisioni su una riforma del governo Andreotti e l’alta dirigenza del PCI, insieme alla dirigenza sindacale decidono di fare l’Intervento di Lama per riportare l’università a una condizione di normalità. Si decide allora di fare questo comizio in Piazzale della Minerva ma esplode il caos; Lama è costretto a interrompere il comizio e abbandonare la manifestazione. Quello che succede a Roma sarà un anticipo di quello che succederà a marzo a Bologna. Nel marzo dello stesso anno, durante un’assemblea indetta per problemi studenteschi (sovraffollamento, affitti troppo cari, …) si determina un incontro violento in cui i militanti dell’extra sinistra si scontrano con poliziotti e carabinieri. Rimane ucciso uno studente (Pierfrancesco Lo Russo) e la città rimarrà in stato di assedio finché il ministro dell’interno non manda in città i carri armati. L’eco degli eventi di Bologna arriva in tutte le principali città e in quel weekend si salda la lotta armata al movimento di contestazione. Ad aprile, il ministro dell’interno è obbligato a vietare ogni tipo di manifestazione pubblica. Nel 1977 gli episodi di violenza politica accrebbero rispetto all’anno precedente del 340%. I servizi si erano dimostrati non pronti a rispondere a queste azioni (erano anche impegnati alla soluzione dei casi delle stragi). Cossiga capisce che è necessario creare due altre nuove strutture di sicurezza nazionale. La legge n.801 del 1977 istituisce: SISMI (alle dipendenze del ministero della difesa) e SISDE (alle dipendenze del ministero dell’interno). Con questa riforma viene marcato il carattere binario dei servizi italiani. Viene inoltre concepito il CESIS attraverso il quale il presidente del consiglio dei ministro coordinava il SISMI e il SISDE. Questa muova riforma, in pratica, attribuiva
al presidente del consiglio la competenza per esercitare la direzione, la responsabilità politica e il coordinamento della politica informativa e di sicurezza dei servizi. La vecchia impostazione non rispondeva più alle nuove esigenze di sicurezza: se prima avevamo due impianti che fungevano da servizio militare e servizio di sicurezza democratica, a questo punto si sente l’esigenza di rinnovare i servizi perché il contesto era cambiato e le vecchie agenzie dovevano presentare una nuova formazione che fosse in grado di rispedondere alle nuove esigenze di sicurezza. Tra il 1977 e il 2007 il panorama è infatti cambiato. La legge n.124/2007 rivoluzione nuovamente l’intelligence attraverso l’istituzione di due agenzie: AISI (agenzia informazioni di sicurezza interna) e AISE (agenzia di sicurezza esterna). La prima svolge attività di informazione su minacce relative al contesto interno; la seconda svolge attività di informazione sui rischi provenienti dal contesto esterno. Il SISMI e il SISDE erano posti sotto le dipendenze del ministro della difesa e dell’interno mentre l’AISI e l’AISE spazzano via queste due dipendenze e la responsabilità generale viene affidata al presidente del consiglio dei ministri. Accanto al presidente si affianca un servizio di coordinamento da parte del DIS, sovraordinato rispetto alle due agenzie. Il direttore generale del DIS è Elisabetta Belloni.
sono i rischi dello scenario attuale (pagina 83-87 relazione). Un aspetto messo in evidenza è lo strumento cibernetico come strumento principale da utilizzare contro le minacce. I nostri obiettivi nazionali hanno avuto come oggetto quello di sfruttare le risorse per causare un’interruzione dei servizi nonché a renderne inaccessibili i dati sottostanti. Le infrastrutture dei soggetti pubblici, con particolare riferimento alle amministrazioni centrali dello stato, agli istituti e alle agenzie nazionali. Per quello che riguarda le modalità, c’è stata una prevalenza di campagne cibernetiche orientate al conseguimento di un vantaggio economico, esfiltrando dati che poi venivano venduti sui black market. È importante mettere in evidenza che ci sono state anche azioni cibernetiche di matrice spionistica da gruppi statuali o sponsorizzati da stati. Il capitolo sulla minaccia ibrida introduce poi l’argomento delle campagne di disinformazione, …. È utile mettere in evidenza come, nella relazione, vegano nominati la Russia e la Cina ma questi due attori si muovono solitamente per obiettivi differenti: la Russia è interessata a fare avanzare le campagne di disinformazione (aspetto culturale dei suoi servizi), mentre la Cina spesso sfrutta lo strumento cibernetico per spionaggio di informazioni di tipo economico-finanziario. Le azioni di questi stati sono state avanzati in diversi paesi occidentale ma le ragioni che li spingono ad operare sono diverse relativamente alla minaccia cibernetica. Si regge nella relazione come la Russia sia stato un attore particolarmente attivo nei confronti degli stati occidentali dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina e la Repubblica Popolare Cinese continua invece a perseguire una strategia orientata all’acquisizione di know how.
La comunità di intelligence statunitense è tra le più sviluppate e avanzate a livello tecnologico. Gli attentati dell’11 settembre hanno mostrato una crisi strutturale interna che ha determinato importanti ripercussioni tragiche. La principale responsabilità è stata attribuita anche al ruolo della CIA, che ha rivelato dei problemi anche di tipo culturale a livello delle strutture di intelligence. La USIC ( United States Intelligence Community ) è un’entità che comprende 18 agenzie e organizzazioni che rappresentano gli stati. Possono lavorare congiuntamente o separatamente e svolgono compiti per garantire la sicurezza nazionale. Questi soggetti rappresentano il corpo del stati uniti a cui la IC può fornire le proprie informazioni. Ci sono due agenzie indipendenti:
Siamo nella seconda guerra mondiale e gli inglesi si impossessano di un cadavere non reclamato all’obitorio di Londra. Lo ripuliscono, lo vestono con la divisa di un colonnello inglese e lo fanno affiorare sulle coste spagnole (sapevano che la Spagna era in contatto con la Germania nazista). Questo cadavere viene fatto ritrovare con una lettera che risultava scritta da un generale che diceva “ ho saputo che o sbarco in Sicilia è una finzione, lo sbarco reale avverrò in Grecia e nei Balcani ”. Risultava un’informazione importante. Gli spagnoli fanno presente all’ambasciata inglese che erano entrati in possesso di questo colonnello ma prima di riconsegnarlo fotografano la lettera e trasmettono tutti ai tedeschi. Una cosa rubata vale più di qualsiasi altra cosa vista. A luglio gli alleati sbarcano in Sicilia ma Hitler, fino a dicembre, mantiene le migliori forze corazzate in Grecia e nei Balcani. Questa è chiamata intelligence offensiva, che disorienta l’avversario.
Con il regio decreto del 1977 nasce il Centro Superior de Informacion de la Defensa (CESID) e questa struttura viene mantenuta inalterata fino alla riforma del 2002 che istituisce il Centro Nacional de Intelligencia , più moderno ed efficace in grado di affrontare le nuove minacce sullo scenario nazionale e internazionale. Il CNI è collegato al mistero della difesa e collabora con diversi organi amministrativi. Il direttore del centro ha un mandato della durata di 5 anni, è nominato mediante regio decreto dal consiglio dei ministri (ma la proposta avviene da parte del ministro della difesa). La particolarità dei servizi spagnoli è quella del controllo nei confronti dei servizi stessi. Oltre ad un controllo politico (esercitato da una commissione speciale da parte del congresso) vi è anche un controllo giudiziario che va a tutelare i diritti fondamentali della persona. Si parla di garanzia, del segreto sulle comunicazioni, in specie di quelle telefoniche e telegrafiche e postali. Importante è anche il CIFAS, intelligente militare responsabile delle informazioni militari necessarie a garantire la difesa nazionale. Presta anche consulenza in materia di controspionaggio militare e sicurezza.
Presentano una struttura definita come Communaute francaise de rendeignement. È formato da 6 strutture e diviso in due gruppi: il primo cerchio comprende le seguenti 6 strutture (2 a competenza generale e 4 in settori specifici); il secondo cerchio presenta a suo interno dei “partner” che svolgono azioni limitate come ad esempio l’intelligence carceraria all’interno del sistema penitenziario. Vediamo il primo cerchio:
attentati nel suo territorio. Essendo state sciolte le precendeti strutture ed essendo il personale giovane, pur essendo preparato, la struttura interna manca dell’incisività di cui avrebbe avuto bisogno.
Il servizio di intelligence tedesco ruota attorno a tre strutture:
L’apparato di intelligence israeliano è uno degli apparati più efficienti e composto da una struttura tripartita. Agisce al servizio dl governo di Tel Aviv e promuove le operazioni che sono strettamente supervisionate da una serie di contropoteri che permettono anche al parlamento di avere voce in capitolo. La pervasività di azione degli apparti politici segnala quanto il rapporto con gli apparato securitari sa fondamentale per l’intera strategia nazionale del paese.
Fino ad ora ci siamo concentrati sull’intelligence istituzionale ma, come sappiamo, esiste anche un’intelligence extraistituzionale. Abbiamo visto che c’è stata una precisa evoluzione all’interno dell’attività dei servizi che risulta influenzata dalle nuove minacce che non hanno rimodellato solo la realtà di tutti i giorni ma anche le esigenze di sicurezza all’interno di un paese. Succede quindi che sia ferma anche un casamento in seno alle istituzioni, le organizzazioni deputate alla protezione del paese. Vediamo ora quindi l’intelligence extraistituionale. All’inizio la minaccia era solo di tipo territorio, poi si è capito che proteggere uno stato significa tenere i considerazione altri fattori: quello he succede a Chernobyl è un esempio di tutto ciò. C’è stata una sorta di cambio di paradigma che ha portato ad adottare delle misure di sicurezza sempre più integrate dal punto di vista istituzionale: lo stato si accorge che da solo non può mettere in essere delle misure di protezione in grado di tutelarlo a 360 gradi. C’è invece la necessità che la sua azione sia rafforzata dall’azione concertata con gli altri attori internazionali. L’11 settembre del 2001 è il momento in cui inizia in modo più incisivo la lotta al terrorismo globale. Questo significa che i servizi di intelligence si sono dovuti confrontare con nuovi nemici e contrastare nuove tipologie di minacce. Una su tutte la minaccia concernente le abilità tecnologiche. Questo lo abbiamo visto con il caso della comunicazione terroristica, abbiamo visto come è cambiata. Il secondo punto che dobbiamo mettere in evidenza, relativo a questo cambiamento nelle attività di intelligence è il fatto che c’è stato un particolare contatto con nuovi attori e nuove pratiche. Viene messo alla luce, nel 2013, una sorta di spionaggio da parted elle agenzie statunitensi su normali cittadini ed è stato proprio questo caso che portò l’UE a sviluppare ulteriormente il diritto alla privacy per esempio. Questo contato con nuovi attori e nuove pratiche ci mostra come l’intelligence si sia confrontato con internet ad esempio ma anche con il settore privato. C’è infine un terzo aspetto che va messo a fuoco: la raccolta delle informazioni deve avvenire anche tenendo conto dei nuovi potenziali bacini informativi. Ciò significa che bisogna prestare maggiore attenzione alle necessità di sicurezza delle organizzazioni statali ma anche delle aziende strategiche di uno stato. Organizzazioni statali e aziende
strategiche possiedono infatti un importante patrimonio informativo che potrebbe ledere la sicurezza della nazione.
L’intelligence extra-istituzionale non dispende delle stesse leve di quello istituzionale. Ci si può scontrare con enormi vincoli operativi che possono essere superati dilatando l’intelligenza nell’attività di analisi. L’intelligente istituzionale può appoggiarsi a strutture esterne per indagare; molto spesso all’interno di un’azienda bisogna assumere die comportanti prudenti e una serie di disposizioni interne che devono tutelare l’azienda stessa da possibili rischi. Anche all’interno dell’azienda si può verificare quindi un evento che potrebbe ledere l’azienda stessa e, dilatare l’intelligenza dell’attività di analisi, significa che un’azienda, per tutelarsi da un rischio e non avendo tutele legislative, deve sfruttare in maniera intelligente i mezzi di cui dispone (uno di questi è proprio l’analisi, che però non può sempre essere svolta come in ambito istituzionale). Perchè ad un’azienda serve l’analisi geopolitica? Perché deve tutelarsi. La sicurezza è fondamentale ma viene percepito quando viene a mancare. In ambito di intelligence extra-istituzionale sono importanti due tipi di valutazioni:
Il D.l. 81/2008 ci fa capire la differenza tra safety (rischia. Cui va incontro il lavoratore nello svolgimento del proprio lavoro. Es. se sono in visita in un cantiere devo indossare un casco) e security (rischi che provengono dall’esterno. Es. invio un lavoratore all’estero e il gestore dell’azienda ne è responsabile e deve proteggerlo da una possibile rapina o rapimento). Il decreto