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Da Mendel ai modelli ereditari, Appunti di Biologia

Gregor Mendel e la genetica dell'Ottocento + prima, seconda e terza lede di Mendel

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 22/03/2019

-Rebecca_99
-Rebecca_99 🇮🇹

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Capitolo B1
Da Mendel ai Modelli di Ereditarietà!
Mendel, il padre della genetica
Gregor Mendel (1822-1894), monaco e naturalista, condusse esperimenti di genetica in un orto
del monastero di Brno, nell’odierna Repubblica Ceca.!
!
La genetica dell’Ottocento
Gli studi sull’ereditarietà del periodo avevano portato alla teoria della mescolanza, basata su due
principi:!
i due genitori danno un uguale contributo alle caratteristiche della prole;!
nella prole i fattori ereditari si mescolano. Grazie a numerosi esperimenti, Mendel confermò!
il primo presupposto e smentì il secondo.!
I metodi di Mendel
Mendel utilizzò piante di pisello odoroso (Pisum sativum).!
La sua ricerca si basava su:!
il controllo dell’impollinazione;!
la scelta dei caratteri;!
la scelta della generazione parentale; !
l’approccio matematico.!
!
La prima legge di Mendel: la dominanza !
“Gli individui ibridi della prima generazione filiale (F1) manifestano solo uno dei tratti presenti nella generazione parentale (P).”
Se incrociamo due linee pure, il tratto che compare in F1 è il tratto dominante, mentre il tratto
recessivo non appare nella prima generazione filiale.!
La seconda legge di Mendel: la segregazione!
“Quando un individuo produce gameti, le due copie di un gene (gli alleli) si separano, e ciascun gamete riceve solo una copia.”
Nella seconda generazione filiale (F2), ottenuta per autoimpollinazione di F1, si manifestano sia il
tratto dominante sia quello recessivo in rapporto 3:1.!
La meiosi spiega la segregazione
Gli elementi unitari dell’ereditarietà oggi sono chiamati geni e le diverse forme di uno stesso gene
sono gli alleli.!
Gli alleli possono essere uguali o diversi
Un individuo si dice omozigote per un gene se ha due alleli uguali.!
Se invece i due alleli presenti sono diversi l’individuo è eterozigote per quel gene.!
Differenze tra genotipo e fenotipo
L’insieme degli alleli che determinano un certo carattere è definito genotipo (per esempio, ll).!
La caratteristica fisica che essi determinano viene detta fenotipo (per esempio, seme rugoso).!
Il quadrato di Punnett
È un modo per prevedere le combinazioni alleliche!
risultanti da un incrocio.!
Se su un lato si riportano i gameti femminili (aploidi) e sull’altro quelli maschili (aploidi), all’interno
si otterranno tutti i possibili genotipi (diploidi).!
Il testcross
Il testcross determina se un organismo con fenotipo dominante è omozigote o eterozigote.!
L’individuo in esame viene incrociato con un omozigote recessivo e si osserva il fenotipo della
progenie.!
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Da Mendel ai Modelli di Ereditarietà

Mendel, il padre della genetica Gregor Mendel (1822-1894), monaco e naturalista, condusse esperimenti di genetica in un orto del monastero di Brno, nell’odierna Repubblica Ceca. La genetica dell’Ottocento Gli studi sull’ereditarietà del periodo avevano portato alla teoria della mescolanza, basata su due principi:

  • i due genitori danno un uguale contributo alle caratteristiche della prole;
  • nella prole i fattori ereditari si mescolano. Grazie a numerosi esperimenti, Mendel confermò il primo presupposto e smentì il secondo. I metodi di Mendel Mendel utilizzò piante di pisello odoroso (Pisum sativum). La sua ricerca si basava su:
  • il controllo dell’impollinazione;
  • la scelta dei caratteri;
  • la scelta della generazione parentale;
  • l’approccio matematico. La prima legge di Mendel: la dominanza “Gli individui ibridi della prima generazione filiale (F1) manifestano solo uno dei tratti presenti nella generazione parentale (P).” Se incrociamo due linee pure, il tratto che compare in F1 è il tratto dominante, mentre il tratto recessivo non appare nella prima generazione filiale. La seconda legge di Mendel: la segregazione “Quando un individuo produce gameti, le due copie di un gene (gli alleli) si separano, e ciascun gamete riceve solo una copia.” Nella seconda generazione filiale (F2), ottenuta per autoimpollinazione di F1, si manifestano sia il tratto dominante sia quello recessivo in rapporto 3:1. La meiosi spiega la segregazione Gli elementi unitari dell’ereditarietà oggi sono chiamati geni e le diverse forme di uno stesso gene sono gli alleli. Gli alleli possono essere uguali o diversi Un individuo si dice omozigote per un gene se ha due alleli uguali. Se invece i due alleli presenti sono diversi l’individuo è eterozigote per quel gene. Differenze tra genotipo e fenotipo L’insieme degli alleli che determinano un certo carattere è definito genotipo (per esempio, ll). La caratteristica fisica che essi determinano viene detta fenotipo (per esempio, seme rugoso). Il quadrato di Punnett È un modo per prevedere le combinazioni alleliche risultanti da un incrocio. Se su un lato si riportano i gameti femminili (aploidi) e sull’altro quelli maschili (aploidi), all’interno si otterranno tutti i possibili genotipi (diploidi). Il testcross Il testcross determina se un organismo con fenotipo dominante è omozigote o eterozigote. L’individuo in esame viene incrociato con un omozigote recessivo e si osserva il fenotipo della progenie.

La terza legge di Mendel: l’assortimento indipendente “Durante la formazione dei gameti, geni diversi si distribuiscono l’uno indipendentemente dall’altro.” La meiosi spiega l’assortimento indipendente Gli alleli di geni diversi segregano in modo indipendente gli uni dagli altri durante la metafase I della meiosi. Le malattie genetiche Le malattie genetiche sono dovute ad alleli dominati o recessivi. Interazioni fra alleli Esistono diversi alleli perché i geni sono soggetti a mutazioni. L’allele selvatico (wild-type) è quello presente nella maggior parte degli individui. Se l’allele selvatico è presente in meno del 99% dei casi viene detto polimorfico. La poliallelia Molti geni presentano più di due alleli; questa condizione prende il nome di poliallelia. La dominanza incompleta Gli eterozigoti mostrano un fenotipo intermedio a quello dei genitori. I geni coinvolti presentano alleli che non sono né dominanti né recessivi. La codominanza Nella codominanza due alleli di uno stesso locus portano a due diversi fenotipi, entrambi espressi negli eterozigoti (per esempio, nei gruppi sanguigni). Il fenomeno della pleiotropia Si parla di pleiotropia quando un singolo allele controlla più di un fenotipo. Un esempio è l’allele che determina il colore del pelo e degli occhi nei gatti siamesi. I geni interagiscono tra loro Alcuni caratteri sono determinati da più geni (caratteri poligenetici). Nell’epistasi un gene influenza l’espressione di un altro gene (per esempio, nei Labrador il gene E/e determina l’espressione del gene B/b). Alleli soppressori e vigore degli ibridi

  • Allele soppressore: cancella l’espressione di un allele mutante e comporta l’espressione del fenotipo selvatico.
  • Vigore degli ibridi: indica la dominanza o la sovradominanza degli alleli in un organismo frutto di un incrocio tra linee pure; spiega i vantaggi qualitativi di una progenie ibrida. Caratteri semplici e complessi
  • Caratteri semplici: determinano differenze fenotipiche di tipo qualitativo (per esempio, i semi a buccia liscia o rugosa negli esperimenti di Mendel).
  • Caratteri complessi: determinano differenze quantitative e dipendono dall’interazione fra geni e ambiente (per esempio, l’altezza nelle persone). I caratteri poligenici A determinare un carattere sono tre situazioni estreme:
  • la trasmissione monogenetica;
  • l’eredità poligenica;
  • fattori ambientali. Si definisce carattere non mendeliano o multifattoriale un carattere che dipende da due o più loci, con contributo variabile di fattori ambientali.