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Leggi di Mendel: trasmissione dei caratteri ereditari, Sintesi del corso di Biologia

Schemi riassuntivi dettagliati su: - aspetti innovativi della ricerca di Mendel - prima legge di Mendel - seconda legge di Mendel - verifica delle leggi di Mendel - terza legge di Mendel - Conseguenze delle leggi di Mendel, interazioni fra gli alleli

Tipologia: Sintesi del corso

2015/2016

In vendita dal 22/06/2016

Emanuele35
Emanuele35 🇮🇹

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Gregor Mendel e le sue leggi
Aspetti innovativi della sua ricerca
1. Il controllo dell’impollinazione: nel suo studio Mendel ricorse
all’impollinazione incrociata (oltre all’autoimpollinazione), trasportando
manualmente il polline da una pianta all’altra in modo tale da stabilire
quali fossero i genitori delle generazioni successive
2. I caratteri: cercò caratteri (caratteristiche siche osservabili) con tratti
(forma assunta da un carattere)alternativi deniti (seme giallo/seme
verde, ore viola/ore bianco, etc.)
3. La generazione parentale: scelse come generazione di partenza, che
chiamiamo generazione parentale, i caratteri dovevano essere allo stato
puro: ciò signica che il tratto prescelto dev’essere costante per molte
generazioni.
4. L’approccio matematico: è il suo contributo più importante, poiché
introdusse per la prima volta le leggi matematiche nell’ambito della
biologia molecolare. Egli ricorse alla statistica e al calcolo delle
probabilità nello studio sugli incroci
Prima legge di Mendel
Per ciascun carattere scelse piante di linea pura per forme opposte del
medesimo carattere ( ad esempio ore viola/ore bianco) ed eettuò una
fecondazione incrociata. Queste piante costituivano la generazione parentale.
Le nuove piante prodotte costituivano la prima generazione liale o F1, in cui
veniva mostrato solo uno dei caratteri, quello dominante.
I risultati ottenuti furono alla base della prima legge di Mendel o legge della
dominanza:
Gli individui della generazione F1 manifestano solo uno dei tratti
presenti nella generazione parentale
Seconda legge di Mendel
In seguito, Mendel procedette con le piante della generazione F 1 che
produssero una seconda generazione liale o F2.
Egli notò come:
1. Il tratto che non si era espresso nella generazione F 1 ricompariva nella
generazione F2
2. In F2 il rapporto numerico fra i due tratti era sempre lo stesso per
ciascuno dei sette caratteri studiati, ed era all’incirca 3:1. Quindi tre
quarti della generazione F2 mostrava il tratto dominante e un quarto il
tratto recessivo
I dati ottenuti da Mendel smentivano la prima legge. Propose quindi una
teoria:
1. Le unità responsabili dell’ereditarietà di un carattere si presentano
come particelle distinte che in ciascun individuo si trovano in coppia;
2. Durante la formazione dei gameti tali particelle si separano e ogni
gamete ne eredita una soltanto.
La sua conclusione fu che ogni gamete contiene una sola unità di queste
particelle, ma lo zigote ne contiene due, perché è il prodotto della fusione di
due gameti.
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Scarica Leggi di Mendel: trasmissione dei caratteri ereditari e più Sintesi del corso in PDF di Biologia solo su Docsity!

Gregor Mendel e le sue leggi

  • Aspetti innovativi della sua ricerca
  1. Il controllo dell’impollinazione : nel suo studio Mendel ricorse all’impollinazione incrociata (oltre all’autoimpollinazione), trasportando manualmente il polline da una pianta all’altra in modo tale da stabilire quali fossero i genitori delle generazioni successive
  2. I caratteri : cercò caratteri (caratteristiche fisiche osservabili) con tratti (forma assunta da un carattere)alternativi definiti (seme giallo/seme verde, fiore viola/fiore bianco, etc.)
  3. La generazione parentale : scelse come generazione di partenza, che chiamiamo generazione parentale, i caratteri dovevano essere allo stato puro: ciò significa che il tratto prescelto dev’essere costante per molte generazioni.
  4. L’approccio matematico : è il suo contributo più importante, poiché introdusse per la prima volta le leggi matematiche nell’ambito della biologia molecolare. Egli ricorse alla statistica e al calcolo delle probabilità nello studio sugli incroci
  • Prima legge di Mendel Per ciascun carattere scelse piante di linea pura per forme opposte del medesimo carattere ( ad esempio fiore viola/fiore bianco) ed effettuò una fecondazione incrociata. Queste piante costituivano la generazione parentale. Le nuove piante prodotte costituivano la prima generazione filiale o F 1 , in cui veniva mostrato solo uno dei caratteri, quello dominante. I risultati ottenuti furono alla base della prima legge di Mendel o legge della dominanza :
  • Gli individui della generazione F1 manifestano solo uno dei tratti presenti nella generazione parentale
  • Seconda legge di Mendel In seguito, Mendel procedette con le piante della generazione F 1 che produssero una seconda generazione filiale o F 2. Egli notò come:
  1. Il tratto che non si era espresso nella generazione F 1 ricompariva nella generazione F (^2)
  2. In F 2 il rapporto numerico fra i due tratti era sempre lo stesso per ciascuno dei sette caratteri studiati, ed era all’incirca 3:1. Quindi tre quarti della generazione F 2 mostrava il tratto dominante e un quarto il tratto recessivo

I dati ottenuti da Mendel smentivano la prima legge. Propose quindi una teoria:

  1. Le unità responsabili dell’ereditarietà di un carattere si presentano come particelle distinte che in ciascun individuo si trovano in coppia;
  2. Durante la formazione dei gameti tali particelle si separano e ogni gamete ne eredita una soltanto. La sua conclusione fu che ogni gamete contiene una sola unità di queste particelle, ma lo zigote ne contiene due, perché è il prodotto della fusione di due gameti.

“L’unità” ideata da Mendel oggi è chiamata gene e le forme diverse di uno stesso gene sono chiamate alleli. Questa nuova teoria costituisce la seconda legge di Mendel o legge della segregazione :

  • Quando un individuo produce gameti, le due copie di un gene (cioè gli alleli) si separano, cosicché ciascun gamete riceve soltanto una copia. Conseguenze della seconda legge di Mendel Grazie a questa legge è possibile descrivere i meccanismi di trasmissione dei geni. Gli alleli vengono rappresentati con una lettera:
  1. Una lettera maiuscola se è dominante
  2. La stessa lettera minuscola se è invece recessivo.

In base a ciò si distinguono: Genotipo : insieme degli alleli che determinano un carattere Fenotipo : caratteristica osservabile determinata dagli alleli. Omozigote : i due alleli del genotipo sono uguali. Eterozigote : i due alleli sono diversi

Per prevedere le combinazioni alleliche risultanti da un incrocio è possibile usare il quadrato di Punnett, un metodo ideato nel 1905 da un genetista inglese omonimo. Questo sistema permette di considerare tutte le possibili combinazioni gametiche.

  • Verifica delle leggi di Mendel Per verificare l’ipotesi che nella generazione F1 esistessero due possibili combinazioni alleliche, Mendel eseguì un testcross , ovvero un incrocio di controllo che permette di scoprire se un individuo che mostra un carattere dominante è omozigote o eterozigote. In un testcross l’individuo sotto analisi viene incrociato con un individuo omozigote per il carattere recessivo. Ad esempio nel caso del seme liscio(L)/rugoso(l), si otterrà che:
  1. Se l’individuo sotto analisi è un omozigote dominante (LL), tutta la prole dell’incrocio di controllo sarà Ll e mostrerà il carattere dominante
  2. Se l’individuo sotto analisi è un eterozigote (Ll), allora circa metà della prole sarà eterozigote (Ll) e mostrerà il carattere dominante, ma l’altra metà sarà omozigote (ll) e mostrerà il carattere recessivo.
  • La terza legge di Mendel In questo caso incrociò due diverse coppie di geni. Si può considerare un individuo eterozigote per due geni (LlGg, ossia seme liscio/rugoso e giallo/verde). Un ceppo parentale puro produceva soltanto semi lisci e gialli (LLGG), mentre l’altro produceva soltanto semi rugosi e verdi (llgg). Dall’incrocio fra questi due ceppi si otteneva una generazione F nella quale le piante avevano tutte genotipo LlGg. Poiché gli alleli L e G sono dominanti, i semi erano tutti lisci e gialli.

Negli incroci successivi per la generazione F 2 comparvero quattro fenotipi differenti in un rapporto di 9:3:3:1, dove: 9 piante con entrambi gli alleli dominanti 1 pianta con entrambi alleli recessivi 3, 3 piante con gli alleli sia recessivi sia dominanti