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Una introduzione alla rappresentazione e codifica di diverse forme di informazione, tra cui dati numerici, immagini e suoni. Come le informazioni possono essere rappresentate esternamente e internamente, e come vengano codificate per essere trasmesse e memorizzate. Vengono inoltre introdotti concetti come bit, codifica binaria e compressione di dati.
Tipologia: Appunti
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(^) L’informazione è “portata da”, o “trasmessa su”, o “contenuta in qualcosa”; questo qualcosa non è l’informazione stessa, ma il supporto. (^) Ogni supporto ha le sue caratteristiche in quanto mezzo su cui può essere “scritta” dell’informazione. (^) Alcuni supporti sono adatti alla trasmissione ma non alla memorizzazione dell’informazione (aria, cavi,..) e viceversa (CD, hard disc,..). cinque 0 2 3 4 5 6 1 8 7
(^) A ogni configurazione del supporto deve essere associata una entità di informazione. (^) Per interpretare le differenti configurazioni del supporto in termini di informazione è necessario stabilire una “regola” (codifica, codice, rappresentazione) che ad ogni configurazione (ammessa) del supporto associ una entità di informazione. (^) La definizione di un codice comporta che sia identificato in modo non ambiguo l’insieme delle possibili configurazioni del supporto e delle possibili entità di informazione cui ci si vuole riferire. (^) Ad uno stesso supporto fisico possono essere associati più codici.
(^) Cifre decimali (^) Caratteri alfanumerici (^) Grafici (^) Immagini rese a video (^) Suoni
(^) Utilizza due stati: spento/acceso 0/ (^) Chiamati anche bit ( bi nary digi t )
(^) Si possono codificare informazioni distinte combinando in tutti i modi possibili i valori 0 e 1 (^) Con 2 bit si codificano 4 informazioni (2^2 ) (^) Con 3 bit si codificano 8 informazioni (2^3 ) … (^) Con N bit si codificano 2N^ informazioni (^) Esempio (^) Volendo rappresentare le seguenti condizioni atmosferiche: pioggia, nuvoloso, variabile, sereno (^) Servono 2 bit. Esempio di codifica: (^) 00 pioggia (^) 01 nuvoloso (^) 10 variabile (^) 11 sereno (^) Cosa succede se voglio aggiungere la codifica di neve?
(^) 3 bit non bastano (^) una possibile codifica che usa 4 bit è quella in tabella
(^) Aritmetica binaria 0 0000 1 0001 2 0010 3 0011 4 0100 5 0101 6 0110 7 0111 8 1000 9 1001
(^) Oltre ai numeri, molte applicazioni informatiche elaborano caratteri (simboli) (^) Gli elaboratori elettronici trattano numeri (^) Si codificano i caratteri e i simboli per mezzo dei numeri (^) Per poter scambiare dati (testi) in modo corretto, occorre definire uno standard di codifica (^) La codifica deve prevedere le lettere dell’alfabeto, le cifre numeriche, i simboli, la punteggiatura, i caratteri speciali per certe lingue (æ, ã, ë, è, …) (^) Il più diffuso è il codice ASCII (acronimo per American Standard Code for Information Interchange)
(^) Esempio: il carattere parentesi graffa “ { “ ha codice ASCII decimale 123, equivalente alla parola ASCII binaria : 01111011
(^) Con l’avvento di Internet e la globalizzazione delle informazioni, la codifica ASCII si è rivelata insufficiente a rappresentare gli insiemi di simboli provenienti da lingue diverse (arabo, greco, cirillico, cinese, ecc.) (^) Sono state introdotte codifiche alternative (che solitamente coincidono con l’ASCII per il sottoinsieme di caratteri dell’alfabeto occidentale)
(^) Nel tempo la codifica ASCII si è rivelata insufficiente a rappresentare gli insiemi di simboli provenienti da lingue diverse (arabo, greco, cirillico, cinese, ecc.) (^) Sono state introdotte codifiche alternative (che solitamente coincidono con l’ASCII per il sottinsieme di caratteri dell’alfabeto occidentale) (^) UNICODE è lo standard emergente per la codifica dei caratteri nei testi (^) Vuole fornire un unico codice per ogni carattere di ogni lingua scritta, indipendentemente dalla piattaforma, dal linguaggio o dal programma (^) Lo standard iniziale prevedeva di codificare i caratteri con 16 bit, per un totale di oltre 65000 caratteri rappresentabili
(^) Il segnale continuo viene campionato ad intervalli di tempo regolari t (t = intervallo di campionamento) (^) Il segnale risultante è un insieme finito di punti equidistanti nel tempo. Tuttavia le ampiezze devono essere ancora approssimate ad intervalli discreti, ovvero quantizzate (^) Si noti che campionamento e quantizzazione comportano una perdita di informazione. t tempo ampiezza tempo (discreto) segnale continuo ampiezza segnale campionato
(^) La quantizzazione suddivide l’ampiezza in n intervalli uguali che vengono poi codificati in binario. Ogni valore di ampiezza del segnale campionato viene approssimato al più vicino valore discreto di ampiezza (^) Più valori (e quindi più bit) si utilizzano per suddividere le ampiezze, più il segnale risultante sarà preciso. segnale quantizzato Tempo (discreto) Ampiezza (discreta e codificata) Codifica a 3 bit 000 001 010 011 100 101 110 111
(^) Le immagini vengono scomposte in griglie (^) Le caselle di una griglia vengono chiamate pixel (^) La risoluzione indica il numero di pixel in cui è suddivisa un’immagine (^) Risoluzioni tipiche di uno schermo video: 800 x 600, 1024 x 768, 1280 x 1024, 1600 x 900, 1920 x 1080
(^) Se si assegna un solo bit a ogni pixel si rappresentano immagini in bianco e nero (^) 0 = bianco 1 = nero (^) Per poter rappresentare immagini più complesse (^) si codificano i toni di grigio (^) si associa una codifica di un tono di grigio ad ogni pixel