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Deficit del linguaggio, Sbobinature di Neurologia

Descrizione delle principali Afasie, basi anatomiche, eziopatologia e valutazione

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

Caricato il 23/01/2023

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Francesca-30- 🇮🇹

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NEUROPSICOLOGIA
LEZIONE 8 – CHIPI
Linguaggio orale: fisiologia e disturbi acquisiti
Ci concentriamo sulla parte clinica, il resto è da vedere sul libro. Iniziamo con la definizione di linguaggio:
Il linguaggio è una funzione corticale superiore, quindi è una funzione cognitiva, o meglio, rappresenta la
funzione cognitiva umana per eccellenza perchè ci permette di comunicare, esprimere concetti, le
conoscenze le finalità e ci consente di comunicare con le altre persone. Quando parliamo di comunicazione,
di linguaggio quello che noi intendiamo è che ci deve sempre essere un individuo che produce e un
destinatario che comprende il significato del messaggio che ci è arrivato. Il linguaggio è la capacità di usare
un codice di comunicazione in produzione e comprensione fatto di messaggi verbali (orali e scritti). Sia il
linguaggio orale che scritto sono costituiti da una serie di unità organizzate in maniera gerarchica che
vedremo velocemente ma perché servono poi quando parleremo sia di valutazione che di alcuni disturbi
specifici. Le principali unità sono per quanto riguarda il linguaggio orale i fonemi, le parole e la frase, per il
linguaggio scritto sono i grafemi, le parole e la frase.
La parte di lateralizzazione da vedere sul libro. Però possiamo dire che le aree corticali deputate al
linguaggio sono maggiormente rappresentate nell’emisfero sinistro e soprattutto gli studi che ci hanno
portato a questo sono tutti quelli sull’afasia per lesioni unilaterali dell’emisfero sx.
Disturbi del linguaggio: AFASIE
Le afasie sono un disturbo del linguaggio che è conseguente a una lesione acquisita del SNC che può
interessare una o più componenti del processo di comprensione e produzione di messaggi verbali. Alcune
caratteristiche fondamentali della definizione: è una lesione acquisita e può insorgere in maniera improvvisa
(lesione focale a carico delle regioni perisilviane di sinistra) o lenta e progressiva (parliamo di afasie
primarie progressive che sono l’effetto di malattie neurodegenerative). Altro aspetto importante è che
l’afasia interessa i processi centrali di elaborazione linguistica, mentre lascia intatti tutti i processi periferici
(articolatori, fonatori e percettivi). Esistono diversi tipi di afasia a seconda della sede e dell'estensione della
lesione e il deficit afasico può coinvolgere diverse unità del linguaggio e diverse modalità. Quando parliamo
di unità intendiamo tutti i deficit che possono esserci a livello fonologico, lessicale, semantico o morfo-
sintattico, quando invece diciamo che può coinvolgere diverse modalità intendiamo la produzione o la
comprensione. Importante è considerare che l’afasia non è un disturbo dovuto a un ritardo nello sviluppo
delle abilità linguistiche e non è un deficit a carico di sistemi motori e percettivi. Tra le cause principali
abbiamo un’eziologia vascolare (ictus) (esordio improvviso) che va ad intaccare quella determinata area
deputata al linguaggio, e questa diciamo è la causa più frequente. Possiamo avere una causa traumatica
(traumi cranici) (esordio improvviso) oppure alcune forme di afasia possono rappresentare l’esordio di
alcune patologie neurodegenerative (esordio lento e progressivo), in questo caso parliamo di afasie primarie
progressive.
Basi neurali delle afasie
Le aree maggiormente interessate quanto riguarda i processi linguistici come come abbiamo accennato sono
le aree perisilviane di sinistra in particolare abbiamo: l’area di Broca, l’area di Wernike, il fascicolo arcuato
che è un fascio di fibre che connette l’area di Wernike con l’area di Broca, abbiamo la corteccia uditiva
primaria fondamentale perchè ci consente di acquisire il suono che poi grazie all’area di Wernike
trasformiamo da solo suono a unità linguistica, ancora abbiamo la corteccia motrice supplementare e l’area
motoria primaria in stretta connessione con l’area di Broca e infine abbiamo il giro sovramarginale e il giro
angolare aspetto fondamentale per tutta la componente semantica. Inoltre, dobbiamo dire che per il
linguaggio esistono due sistemi: uno posteriore e uno anteriore. Quando parliamo di sistema posteriore
abbiamo tutte quelle aree che ci assicurano la ricezione del messaggio uditivo, quindi, l’area chiave è
sicuramente quella di Wernike ma abbiamo anche la corteccia uditiva primaria. Quando invece parliamo di
sistema anteriore abbiamo tutte quelle aree deputate alla produzione linguistica e quindi come area chiave
abbiamo quella di Broca ma ovviamente abbiamo anche l’area motrice supplementare (ci serve per
pianificare gli schemi motori) e l’area motoria primaria (ci serve per articolare proprio la parola). Questi due
sistemi, posteriore e anteriore, comunicano tra di loro mediante il fascicolo arcuato. In questi ultimi anni si è
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NEUROPSICOLOGIA LEZIONE 8 – CHIPI Linguaggio orale: fisiologia e disturbi acquisiti Ci concentriamo sulla parte clinica, il resto è da vedere sul libro. Iniziamo con la definizione di linguaggio : Il linguaggio è una funzione corticale superiore, quindi è una funzione cognitiva, o meglio, rappresenta la funzione cognitiva umana per eccellenza perchè ci permette di comunicare, esprimere concetti, le conoscenze le finalità e ci consente di comunicare con le altre persone. Quando parliamo di comunicazione, di linguaggio quello che noi intendiamo è che ci deve sempre essere un individuo che produce e un destinatario che comprende il significato del messaggio che ci è arrivato. Il linguaggio è la capacità di usare un codice di comunicazione in produzione e comprensione fatto di messaggi verbali (orali e scritti). Sia il linguaggio orale che scritto sono costituiti da una serie di unità organizzate in maniera gerarchica che vedremo velocemente ma perché servono poi quando parleremo sia di valutazione che di alcuni disturbi specifici. Le principali unità sono per quanto riguarda il linguaggio orale i fonemi, le parole e la frase, per il linguaggio scritto sono i grafemi, le parole e la frase. La parte di lateralizzazione da vedere sul libro. Però possiamo dire che le aree corticali deputate al linguaggio sono maggiormente rappresentate nell’emisfero sinistro e soprattutto gli studi che ci hanno portato a questo sono tutti quelli sull’afasia per lesioni unilaterali dell’emisfero sx. Disturbi del linguaggio: AFASIE Le afasie sono un disturbo del linguaggio che è conseguente a una lesione acquisita del SNC che può interessare una o più componenti del processo di comprensione e produzione di messaggi verbali. Alcune caratteristiche fondamentali della definizione: è una lesione acquisita e può insorgere in maniera improvvisa (lesione focale a carico delle regioni perisilviane di sinistra) o lenta e progressiva (parliamo di afasie primarie progressive che sono l’effetto di malattie neurodegenerative). Altro aspetto importante è che l’afasia interessa i processi centrali di elaborazione linguistica, mentre lascia intatti tutti i processi periferici (articolatori, fonatori e percettivi). Esistono diversi tipi di afasia a seconda della sede e dell'estensione della lesione e il deficit afasico può coinvolgere diverse unità del linguaggio e diverse modalità. Quando parliamo di unità intendiamo tutti i deficit che possono esserci a livello fonologico, lessicale, semantico o morfo- sintattico, quando invece diciamo che può coinvolgere diverse modalità intendiamo la produzione o la comprensione. Importante è considerare che l’afasia non è un disturbo dovuto a un ritardo nello sviluppo delle abilità linguistiche e non è un deficit a carico di sistemi motori e percettivi. Tra le cause principali abbiamo un’eziologia vascolare (ictus) (esordio improvviso) che va ad intaccare quella determinata area deputata al linguaggio, e questa diciamo è la causa più frequente. Possiamo avere una causa traumatica (traumi cranici) (esordio improvviso) oppure alcune forme di afasia possono rappresentare l’esordio di alcune patologie neurodegenerative (esordio lento e progressivo), in questo caso parliamo di afasie primarie progressive. Basi neurali delle afasie Le aree maggiormente interessate quanto riguarda i processi linguistici come come abbiamo accennato sono le aree perisilviane di sinistra in particolare abbiamo: l’area di Broca, l’area di Wernike, il fascicolo arcuato che è un fascio di fibre che connette l’area di Wernike con l’area di Broca, abbiamo la corteccia uditiva primaria fondamentale perchè ci consente di acquisire il suono che poi grazie all’area di Wernike trasformiamo da solo suono a unità linguistica, ancora abbiamo la corteccia motrice supplementare e l’area motoria primaria in stretta connessione con l’area di Broca e infine abbiamo il giro sovramarginale e il giro angolare aspetto fondamentale per tutta la componente semantica. Inoltre, dobbiamo dire che per il linguaggio esistono due sistemi: uno posteriore e uno anteriore. Quando parliamo di sistema posteriore abbiamo tutte quelle aree che ci assicurano la ricezione del messaggio uditivo, quindi, l’area chiave è sicuramente quella di Wernike ma abbiamo anche la corteccia uditiva primaria. Quando invece parliamo di sistema anteriore abbiamo tutte quelle aree deputate alla produzione linguistica e quindi come area chiave abbiamo quella di Broca ma ovviamente abbiamo anche l’area motrice supplementare (ci serve per pianificare gli schemi motori) e l’area motoria primaria (ci serve per articolare proprio la parola). Questi due sistemi, posteriore e anteriore, comunicano tra di loro mediante il fascicolo arcuato. In questi ultimi anni si è

arrivati a modelli complessi delle afasie che non si basano più sulla dicotomia produzione/comprensione ma su quella fluente/non fluente il livello di produzione per poi arrivare a delle classificazioni più peculiari per la comprensione e produzione. Disturbi comuni nel linguaggio orale Abbiamo disturbi che possono toccare più livelli dell’organizzazione strutturale del linguaggio e sono: il livello fonologico, quello morfosintattico, quello lessicale e quello semantico. A seconda di cosa colpisce uno di questi livelli noi abbiamo disturbi differenti. Sono tutti disturbi che si possono presentare nelle varie afasie. I disturbi fonologici che possiamo riscontrare in pazienti con afasia sono rappresentati da omissioni, sostituzioni, ripetizioni o aggiunte di fonemi all’interno delle parole (ombrello e dice ombello, matita ma dice mafita), queste sono le parafasie fonemiche e se più parafrasie si combinano insieme parliamo di neologismo (omissione, aggiunta, … di più fonemi così che la parola cambia completamente). Quando un discorso è composto da più neologismi a loro volta composti da più parafasie fonemiche abbiamo: il gergo neologistico (non comprensibile l’eloquio del paziente). I Conduites d’approche sono i tentativi di correzione a catena (tavolo ma dice mavolo, savolo, tavolo). I disturbi morfosintattici sono tutti quei disturbi che si manifestano come una semplificazione della frase e possono comparire o come omissioni di funtori grammaticali (il paziente non usa più articoli) oppure fa delle inversioni tra maschile/femminile o singolare/plurale. L’agrammatismo è un disturbo morfosintattico comune in molte afasie ed è caratterizzato da una semplificazione della struttura sintattica, abbiamo un linguaggio telegrafico. Il paragrammatismo è simile all’agrammatismo ma c’è un linguaggio meno telegrafico ma ci sono solo errori di concordanza tra singolare e plurale ad esempio. I disturbi semantico-lessicali abbiamo i disturbi di denominazione, il soggetto è incapace di produrre il nome giusto per quell’oggetto o quella situazione. L’anomia è proprio una caratteristica comune in cui c’è una latenza per il recupero delle parole, denominare quell’oggetto fino all’incapacità di accesso al vocabolario. Presentiamo al soggetto una bottiglia gli chiediamo il nome ma lui non riesce a denominarlo. Un altro disturbo è la circonlocuzione, cioè un giro di parole per arrivare a un determinato concetto. Il soggetto vuole dirci forchetta e inizia a descrivere l’utilizzo (quella cosa che serve per mangiare) per farci capire cosa vuole dire. Abbiamo anche le parafrasie verbali, il soggetto pronuncia un'altra parola invece di quella target (tavolo ma dice cappello) mentre la parafrasia semantica è quando la parola pronunciata è affine a quella target (tavolo ma dice sedia). Abbiamo anche le parole passe-partout utilizzo di termini fissi in maniera stereotipata (sostituzione con coso o affare per qualsiasi cosa). Dissociazione automatico-volontaria altro disturbo che si può riscontrare nelle afasie in cui il paziente non riesce a recuperare un certo elemento lessicale in condizione volontaria può essere in grado di generare questo stesso elemento in modo automatico (denomina la bottiglia, il paziente in un contesto volontario non sa farlo e fa una circonlocuzione ma poi arriva a casa e denomina tranquillamente la bottiglia). E’ molto comune incontrare questo disturbo. CLASSIFICAZIONE DELLE AFASIE L’afasia in generale è una sindrome, quindi la sindrome afasica nasce dall’osservazione clinica di più pazienti che ha individuato dei quadri caratteristici ed è una classificazione clinica che si basa su alcuni criteri caratteristici che sono la produzione, la comprensione e la ripetizione (altro aspetto fondamentale da considerare). Le afasie si basano su produzione, comprensione e ripetizione ma possiamo considerare due macrocategorie che le dividono in afasie fluenti e afasie non fluenti, quindi quello che guida nella classificazione è la fluenza cioè la produzione e una volta stabilito se la fluenza è preservata o meno si va a classificare in base alla comprensione e alla ripetizione. AFASIE FLUENTI Sono fluenti le sindromi afasiche caratterizzate da normale o abbondante produzione qualitativa dell’eloquio (eloquio molto ricco) ma non comprensibile (alle domande del clinico risponde in modo non chiaro e non comprensibile). Non sono presenti deficit fono-articolatori (non vi sono alterazioni articolatorie).

4 AFASIA GLOBALE : è la conseguenza di una lesione molto estesa che generalmente è conseguente a un danno dell’arteria cerebrale media, colpisce sia aree anteriori che posteriori. Tutti gli aspetti sono compromessi, sia comprensione che produzione che ripetizione. ALTRE FORME DEL DISTURBO DEL LINGUAGGIO SORDITA’ VERBALE PURA : è un deficit selettivo dell’elaborazione dei suoni verbali in ingresso e consegue a lesioni bilaterali delle aree uditive secondarie ma è generalmente è più conseguente a una disconnessione tra le aree uditive e l’area di Wernike che è intatta. E’ un esempio di sindrome da disconnessione. Il paziente non riesce ad elaborare i suoni verbali in ingresso, sente ma non codifica in messaggio verbale quello che ha sentito. ANARTRIA PURA O APRASSIA ARTICOLATORIA : è un disturbo isolato della programmazione articolatoria motoria causata da una lesione all’area motoria supplementare e premotoria e a una disconnessione tra l’area motoria supplementare e l’area di Broca con il coinvolgimento di aree circostanti come l’insula. E’ importante differenziarla dalla Disartria: nell’anartria noi abbiamo la disprosodia quindi non c’è la musicalità e c’è una sindrome della disintegrazione fonetica, difficoltà dell’integrazione temporale delle sequenze di suoni verbali. Quindi è di difficile il paziente perchè non riesce ad articolare insieme singoli fonemi in una stessa unità linguistica. Quello che noi possiamo ascoltare è anche la sindrome dell'accento straniero (ha un accento non del paese di origine). E’ importante fare una diagnosi differenziale con la disartria che è un disturbo del linguaggio di tipo motorio, non centrale a livello delle aree cerebrali corticali ma consegue lesioni più profonde tanto che si accompagna ad alterazioni come la malattia di Alzheimer, l'eloquio è impastato, abbiamo ipofonia, ipernasalità. Inizio lezione 9 Valutazione neuropsicologica del linguaggio orale E’ opportuno che si concentri su tre aspetti fondamentali che sono: la produzione, la comprensione e la ripetizione. Per la produzione quello che dobbiamo valutare è l’eloquio spontaneo e poi possiamo somministrare delle prove di fluenza per lettera iniziale o categoria o denominazione di oggetti o su definizione verbale o ancora prove come la descrizione di figure. Per la comprensione i test più utilizzati sono quelli di parole e frasi, si chiede di comprendere parole o frasi di difficoltà sintattica maggiore. Per la ripetizione invece, si valuta chiedendo la ripetizione sia di singole parole che di frasi soprattutto di lunghezza e complessità sintattica differente. Produzione : aspetto fondamentale è l’eloquio spontaneo che ci permette di acquisire tante informazioni anche per poi impostare la valutazione formale con magari dei test standardizzati. La prima cosa che valutiamo è il contenuto informativo, quello che ci dice il soggetto che ci fornisce già molte informazioni sulla costruzione della frase o anche sulla fluenza o non fluenza. Importante è considerare anche le regole pragmatiche di conversazione per fare una valutazione più estesa possibile e poi banalmente valutiamo la comprensione e la produzione che ci permettono di orientarci già verso il tipo di afasia. La modalità con cui possiamo osservare tutto ciò è la conversazione libera che la descrizione di figure complesse. Nella conversazione possiamo osservare il tipo di osservazione se è fluente o non fluente. La descrizione di figura complessa di solito viene mostrata come valutazione di secondo livello, quando sospettiamo che c’è un disturbo del linguaggio complesso, si presenta una figura complessa (standardizzata) e si chiede di descrivere quello che osserva. Possiamo raccogliere informazioni come errori, come costruisce il discorso (semplici frasi o contestualizza la scena) e la fluenza. Un altro test è: il test di fluenza verbale fonologica utilizzato come test nella prima batteria somministrata al paziente, è un test in cui lo psicologo chiede al paziente di dire il maggior numero di parole che iniziano con una certa lettera senza però dire i nomi di città e di persona. Valuta il numero di parole e se il paziente sa inibire lo stimolo di produrre nomi propri o di città e quello che è stato visto è che pazienti con difficoltà tendono a non inibire questo stimolo. Il test è standardizzato e si usano di solito le lettere F, A, S. Un test simile è: il test di fluenza verbale semantica costruito ugualmente ma in questo caso si chiede al soggetto di indicare tutta la frutta che conosce, gli animali e le marche d’auto. Non interessa più la lettera iniziale ma la categoria, si dà 1 minuto di tempo per ogni categoria e il punteggio è dato dalle parole che il soggetto dice. E’ un test di linguaggio e si valuta anche la capace di classificazione.

Fluenza fonologica: giro frontale inferiore sx, talamo dorso-mediale e pulvinar Fluenza categoriale: aree retro-spleniali e cortecce temporali laterali Sempre per la produzione possiamo somministrare i test di denominazione su stimolo , si fanno vedere al soggetto immagini (oggetti, animali, frutta ecc.) e gli chiedi il nome semplicemente. Questo ci permette di rilevare le anomie, le circonlocuzioni la parafasia semantica o quella fonemica o dei neologismi. Sono tutti test costruiti con delle figure che alternano immagini di uso comune (tavolo, sedia, forchetta) con immagini con bassa frequenza d’uso (abaco, pellicano, arpa). Boston Naming Test (fascicolo di 60 disegni) è il più conosciuto e il più utilizzato in clinica ed è fatto la prima volta per rendersi conto delle difficoltà. Viene presentato il disegno, ad esempio, l’arpa se il paziente risponde si da 1 punto se non risponde per più di 20 secondi possiamo dirgli che il disegno inizia con la A e a quel punto può denominarlo e si da comunque 1 punto oppure continua a non nominarlo. E’ importante che il test sia corretto per età e scolarità. Comprensione : oltre all’eloquio spontaneo per vedere se il soggetto comprende le nostre domande ci sono altri tipi di prove che possiamo fare come: la comprensione di singole parole cioè si presentano al soggetto 4 animali, ad esempio, e si chiede quali di questo è la tartaruga. Guardiamo oltre alla comprensione anche aspetti semantici o difficoltà visuo-percettive. Un altro test è quello per la comprensione di frasi ovvero si presentano due scene e si legge una frase tipo quale scena di questa rappresenta “il cane gioca con i bambini”, le frasi e le scene possono essere sempre più complesse per vedere se la comprensione è conservata anche per frasi sintatticamente più complesse. Quello che possiamo valutare è la presenza di difficoltà a livello grammaticale o morfo-sintattico o se ha difficoltà tra maschile/femminile, singolare/plurale. Come test più utilizzato c’è il token test (test dei gettoni), si presentano al soggetto 20 gettoni di forma, colore e grandezza differente e si chiede di fare alcune azioni con questi gettoni ad esempio ci sono 36 comandi orali tipo “tocchi un gettone giallo”, arrivando a compiti più complessi tipo “se c’è un cerchio blu prendi il quadrato bianco”, oppure “insieme al cerchio giallo prendi il cerchio nero” Si valuta se il soggetto mantiene una buona comprensione per tutti i vari comandi o se magari ha una buona comprensione per i primi comandi ma poi questa svanisce per quelli più complessi. E’ un test di comprensione sintattica e possiamo andare a valutare anche la MBT verbale, ovviamente se la frase è lunga un paziente con difficoltà di MBT verbale può andare a perdere traccia del comando e magari svolgere solo la prima parte del compito dimenticandosi dell’ultima. Ripetizione: è un aspetto fondamentale che molto spesso viene snobbato nelle valutazioni iniziali. Si valuta banalmente andando a chiedere al paziente di ripetere stimoli di lunghezza crescente di parole (e non parole) e di frasi (di senso compiuto o meno). Possiamo riscontrare molti errori come una difficoltà nella ripetizione o va a invertire o sostituire delle parole, può fare errori fonemici oppure l’errore più comune è che omette alcune parti (ripete il soggetto ma perde il contenuto di tutta la frase). Non esiste una prova standardizzata i test che possiamo fare o sono parti di batterie quindi si sceglie una batteria e si sceglie il test di selezione o possiamo anche inventare noi parole o frasi. BATTERIE NEUROPSICOLOGICHE PER I DISTURBI DEL LINGUAGGIO Quelli visti fino ad ora erano i test che noi possiamo somministrare, esistono poi delle batterie da poter somministrare, tre quelle più conosciute abbiamo: - Esame del linguaggio; - Aachen Aphasie Test (AAT); Batteria per l’analisi dei Deficit Afasici (BADA); Screening for Aphasia in Neurodegeneration (SAND). SAND: è una batteria “nuova” costruita da un gruppo italiano ed è molto utilizzata in clinica perché permette di valutare aspetti fondamentali come la denominazione, la comprensione, la ripetizione, la lettura, aspetti del linguaggio scritto, tutto in poco tempo. Quindi a differenza, per esempio, del BADA che dura anche 4 ore questa in circa 30 minuti permette di avere una panoramica generale di tutto il linguaggio.