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Una dettagliata descrizione della depressione, dalla sua definizione a quelle differenze tra il DSM4 e DSM5. Vengono trattati i vari tipi di depressione, come la depressione maggiore, persistente, disforica premestruale e indotta da sostanze/farmaci. Inoltre, vengono discusse le cause, i sintomi e i fattori di rischio associati a questa patologia. Il documento conclude con una discussione sulla terapia farmacologica e psicoterapia.
Tipologia: Appunti
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Quando si parla di depressione non si intende una brutta giornata, la reazione ad una perdita minore, di breve durata o la parte di una perdita più grave, o il processo di un lutto ad esso associato. La depressione non è un lutto, anche se presenta sintomi simili.
Esiste una depressione normale ed una patologica.
Tra il DSM4 e il DSM5 vi sono delle differenze, in quanto prima i disturbi unipolari e bipolari dell’umore erano insieme, mentre adesso sono separati. Nella depressione ci sono momenti in cui il paziente ha momenti di riduzione, abbassamento del tono dell'umore o momenti in cui l’umore alterna tra basso e alto.
Disturbo depressivo maggiore; Disturbo depressivo persistente (distimia); Disturbo disforico premestruale; Disturbo da disregolazione dell’umore dirompente; Disturbo depressivo indotto da sostanze/farmaci; Disturbo depressivo dovuto ad un’altra condizione medica; Disturbo depressivo con altra specificazione; Disturbo depressivo senza specificazione; Specifica tori per i disturbi depressivi;
La depressione o i disturbi depressivi sono abbastanza frequenti. La depressione è particolarmente femminile, circa due terzi e si sviluppa tra i 30-35 anni. La depressione può inoltre ripresentarsi ed ha un’elevata comorbidità nel senso che chi soffre di depressione può sviluppare anche una sintomatologia fisica, e viceversa. Normalmente una persona depressa tende ad abbandonarsi. Si ha un’elevata mortalità, e non solo inteso come il suicidio, ma proprio come anni di vita. Le persone depresse tendono a vivere meno rispetto alle persone felici. Allo stesso tempo, è una patologia che può presentare una prognosi buona e può rispondere in modo positivo alla terapia farmacologica o psicoterapia.
Hanno maggiore rischio di sviluppare una depressione gli anziani, i single, vedovi, divorziati, chi non lavora, chi ha problemi economici, difficoltà familiari o un lutto. Spesso la depressione si sviluppa anche in seguito ad un cambiamento, ad esempio quando si cambia casa, lavoro o la propria vita.
Molto spesso la depressione si verifica nei mesi invernali o particolari periodi, quali ad esempio le feste in famiglia in cui manca sempre qualcuno.
Ha importanza anche l’alimentazione. Si ha una correlazione positiva tra depressione e decifit di folati e omega3, mentre si ha una correlazione negativa tra introito di derivati del triptofano e tasso di suicidi.
A. Cinque o più sintomi che devono durare almeno 2 settimane. Almeno uno dei sintomi deve essere o l’ umore depresso o la marcata perdita di interesse o piacere in qualsiasi attività quotidiana, detta anedonia.
Umore depresso per la maggior parte della giornata, quasi tutti i giorni. Si ha un’oscillazione del tono dell’umore. Solitamente si sta peggio al mattino perché l’individuo pensa a tutta la giornata che deve affrontare, mentre si sta meglio durante la sera.
Marcata modificazione dell’appetito, sovralimentazione o forte desiderio di cibo specifici. Insonnia o ipersonnia. Senso di sopraffazione o di essere fuori controllo. Sintomi fisici legati ai cambiamenti ormonali, come indolenzimento o tensione del seno, dolore articolare o muscolare, sensazione di gonfiore oppure aumento di peso.
Questi sintomi devono essere presenti almeno in 5-6 cicli in 13 mesi. Per fare una diagnosi i sintomi devono essere sufficientemente forti, come creare un disagio clinicamente significativo, interferire con lavoro, scuola o attività sociali. Non devono essere causa di droghe o malattie.
Ci sono diversi tipi di depressione, esempio con ansia, con caratteristiche miste, melanconico, atipico, ecc. Attualmente il DSM sta facendo una classificazione che riguarda anche l'esordio, il quale può essere nel peripartum, ovvero pochissimi giorni dopo la nascita del figlio, o di tipo stagionale.
Esistono una serie di patologie fisiche o farmaci che possono indurre una sintomatologia simile alla depressione. Farmaci ad esempio: Antiipertensivi. Antiblastici. Antistaminici. Antipsicotici tradizionali. Antiulcera. Benzodiazepine. Beta-bloccanti. Cortisonici. Contraccettivi orali. Interferone.
O malattie, che posso essere del sistema nervoso centrale, quali il morbo di Parkinson, demenze, ictus, epilessia temporale, malattia di Huntington, traumi cranici, emorragia subaracnoidea. O malattie endocrine, quali l’ipotiroidismo, diabete, malattia di Addinson, iperparatiroidismo, malattia di Cushing. O neoplasia, quali cerebrali,polmonari, renali. Altre malattie quali il lupus eritematoso, fibromi algia, artrite reumatoide, infezioni virali. Il 60-70% dei pazienti con disturbi depressivi presenta comorbidità anche con sintomi ansiosi o disturbi d’ansia, disturbo da attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, ansia generalizzata.
La depressione si sviluppa per fattori genetici e ambientali. Ciascuno di noi ha ereditato una serie di geni che aumentano la suscettibilità a sviluppare una depressione. Si ha una predisposizione che si sviluppa del tutto davanti ad un fattore ambientale. Quindi i fattori ambientali influiscono sui fattori genetici.
Ci sono una serie di geni per la depressione. I soggetti che hanno ereditato un certo polimorfismo per il gene trasportatore della serotonina hanno un maggiore rischio a
sviluppare la depressione e hanno, inoltre, un maggiore rischio di rispondere in modo negativo alla terapia antidepressiva.
In una persona normale una molecola di neurotrasmettitore si collega al secondo neurone, poi si stacca e viene ripreso dal primo neurone che viene distrutto. Esiste però un'alterazione delle persone con SS,LL,LS del trasportatore della serotonina, la quale non si trasmette e di conseguenza non manda segnali.
Nella depressione la quantità di serotonina, noradrenalina o dopamina è veramente poca. Proprio per questo si ritiene che la depressione sia causata da una carenza di neurotrasmettitori a livello sinaptico. Allo stesso tempo aggiungendo serotonina, noradrenalina o dopamina, aumenta la trasmissione di questi neurotrasmettitori nello spazio intersinaptico, quindi il paziente guarirà presto. Secondo questa visione, quindi, i sintomi della depressione possono essere migliorati da un recupero della funzionalità simpatica attraverso l'impiego di farmaci antidepressivi, AD. I farmaci antidepressivi non danno più serotonina, noradrenalina o dopamina ma inibisce, riduce il catabolismo del paziente.
Così si vedeva che c'era più serotonina a livello sinaptico ma i sintomi non miglioravano. Di conseguenza si abbandona questa ipotesi e si passa all'ipotesi recettoriale, la quale si basa su un'alterazione dei recettori nel primo e secondo neurone. Nel cervello del paziente depresso si vede meno serotonina nello spazio intersinaptico ma è presente un'enorme quantità di recettori nel secondo neurone. Questo perché se c'è poca serotonina in circolo di conseguenza si mettono in atto più recettori in modo tale tutta la serotonina che c'è in circolo si riesce a riattivare. Ma dopo alcune settimane il numero dei recettori presenti a livello presinaptico si riduceva e tornava alla normalità e in quel momento il paziente iniziava a migliorare.
Quando la serotonina arriva al secondo neurone attiva una proteina, ovvero un recettore legato alla proteina G,questo provoca una cascata di eventi inviando le informazioni al nucleo del secondo neurone,il quale inizia a lavorare, cioè creare BDNF (brain derived neurotrophic factor) che ricostruisce i danni neurologici del cervello. Il cervello è in grado di auto rigenerarsi e l'antidepressivo non fa altro che creare questa sostanza. L’antidepressivo manda a questo recettore che si attiva, arriva il segnale fino al nucleo del secondo neurone e così si arriva a dare un segnale di riparazione.
I soggetti che hanno ereditato un polimorfismo del gene SS hanno un maggiore rischio di avere una depressione. I soggetti che hanno ereditato il gene LL hanno una maggiore possibilità di rispondere in maniera adeguata ai farmaci. I soggetti che hanno ereditato il gene LS riescono a cavarsela.