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Il prodotto centrale nel turismo è l’esperienza che avviene nella destinazione. Nell’attuale mercato turistico non competono più le singole imprese, quanto le destinazioni. La competizione tra imprese si pone solo in un secondo momento. Le Destinazioni sono concepite come “business unit” che definiscono il posizionamento di mercato. Una destinazione è un “luogo meta del viaggio” che un turista desidera o sceglie di visitare in ragione delle attrazioni che esso offre. Tale luogo deve possedere:
Ulteriore aspetto importante riguarda l’aiuto agli attori coinvolti per lavorare insieme, questione attualmente complessa. LA GENESI DI UNA DESTINAZIONE Una destinazione può nascere: Processo spontaneo guidato dai turisti : i turisti che scoprono la destinazione e lo sviluppo dell’offerta turistica costituisce una risposta del territorio alle esigenze dei visitatori. Tale risposta è legata allo spirito imprenditoriale degli operatori locali e diviene professionale quando il turismo rappresenta una alternativa alle attività lavorativa tradizionali locali. Spesso queste destinazioni rappresentano attrattive naturali straordinarie. I flussi turistici all’inizio sono piuttosto contenuti e crescono molto lentamente permettendo agli operatori di avviare iniziative senza rischi. Un esempio di questo processo si realizza con il Grand Tour che porta alla scoperta delle principali città italiane, favorisce la scoperta delle località balneari del Mediterraneo e lo sviluppo del turismo sulle Alpi. Strategia deliberata : le destinazioni nascono come azione pianificata grazie a una collaborazione tra l’amministrazione pubblica e le imprese private interessate ad investire nella destinazione. Le caratteristiche del territorio sono meno spettacolari e non uniche. L’investimenti iniziale richiesto è consistente, quindi l’impatto sul turismo è significativo. Ne sono un esempio le località termali delle Alpi austriache, nate per frutto della volontà della monarchia asburgica di creare luoghi in cui trascorrere le vacanze, e le località balneari nel II dopoguerra che costituisce il primo caso di applicazione del master plan come strumento del governo nazionale per sostenere lo sviluppo turistico DESTINAZIONI CORPORATE E COMMUNITY Le Destinazioni corporate sono destinazioni in cui l’offerta è progettata e promossa con una logica orientata al marketing da parte di un soggetto che possiede o controlla direttamente le attrazioni, le strutture e le infrastrutture turistiche. Es. Disneyworld, Orlando. La nascita di queste destinazioni è dovuta dall’iniziativa di imprese immobiliari, tour operator internazionali; divisioni di grandi gruppi internazionali diversificati che decidono di investire nel turismo per motivi finanziari. Le destinazioni corporate sono caratterizzate da unità di controllo/comando e un coordinamento gerarchico di tipo top-down: questo porta alla gestione integrata dei diversi componenti dell’offerta e alla capacità di modificare il prodotto in funzione dei cambiamenti del mercato. I prodotti sono gestiti come “business unit”, coordinati da piani strategici, operativi e finanziari a livello corporate con politiche di prezzo aggressive. Esse si concentrano sulla redditività complessiva. Le destinazioni corporate presentano delle politiche commerciali e di marketing integrate e possiedono un forte potere negoziale verso la distribuzione. Un limite è rappresentato dalle ricadute limitate del turismo sugli attori locali:
Tra questi due elementi vi deve essere una coerenza strategica. Quali sono i CONTENUTI del destination management? 1 Capacità di carico, ovvero una capacità di gestione dei flussi. Per essere equilibrata bisogna considerare cinque dimensioni: il volume: numero di presenze e arrivi che la destinazione è in grado di accogliere; la densità: concentrazione dei flussi durante alcuni periodi dell’anno (stagionalità); - relazione turisti/residenti, capacità di carico sociale e la capacità di carico economica 2 Ciclo di vita della destinazione: il cui modello descrive l’evoluzione di un territorio dal punto di vista dell’offerta, della notorietà della destinazione, consumo di territorio e impatto del turismo. Essa si articola in:
4. destination managment : l’attenzione si sposta sul modello di interazione con l’ambiente competitivo ricercato dal distretto turistico. La strategia del distretto non può essere delegata alle imprese distrettuali, soprattutto per evitare i conflitti di interessi. All’interno di questo disegno strategico si situano anche la capacità di carico, gestione del ciclo di vita. COMPITI DESTINATION
Vi deve essere una sinergia costante tra la strategia della destinazione e la strategia attuata dalle singole imprese presenti sul territorio. Ogni impresa, che lavora a stretto contatto con turisti, deve avere alle spalle una destinazione che funziona bene e che esprime delle strategie efficaci al fine di ottenere risultati redditurali e competitivi.. Ogni impresa del turismo ha una sua strategia a livello di area strategica di affari ed esprime un sistema di offerta che possa soddisfare al meglio un segmento di clientela e di conseguenza acquisisce un suo posizionamento all’interno del sistema competitivo rispetto ad altri concorrenti. Fondamentale è il legame che questa azienda ha con il network di offerta più ampio: l’offerta della singola impresa deve legare il sistema di prodotto ad una offerta di destinazione, per cui entra in gioco il network cioè l’insieme di attori che costruiscono l’esperienza di visita che il cliente fa. Es. il visitatore che si reca a Milano per la Fiera del Mobile.
Le attività sono svolte in sinergia con i soggetti istituzionali e privati del territorio.
~ consolidare la crescita degli aeroporti di Milano e aprire nuove rotte per connettere sempre più la città con il mondo, specialmente con l’Asia e le Americhe; ~ rafforzare la visibilità del brand Milano e Lombardia a livello internazionale; ~ presentare al top management del settore aviation la destinazione e i servizi del SISTEMA LOMBARDIA grazie alla partecipazione congiunta di tutti gli attori del territorio. CASO VAL DI SOLE : tramite questo caso, vediamo i risultati a livello di sviluppo territoriale e competitività dei territori in gioco. Nel corso dei 4 anni la DMO ha cercato di ridisegnare il senso e il ruolo della APT nel territorio della Val di Sole perché si avvertiva la necessità degli stakeholder di riaggiornare e rivedere il ruolo della DMO sul territorio. Prima era intesa come un soggetto che sviluppa attività commerciale a favore degli operatori, mentre successivamente prende in considerazione una visione olistica del senso e del ruolo della DMO per il territorio in cui si trova. È necessario mettersi nei panni dell’ospite per pensare a una DMO efficace per il territorio in cui si trova. L’ingresso in questa azienda ha lo scopo di rilanciare in termini strategici questa organizzazione attuando arrività di gestione, come la qualità, il contenuto e la mobilità sostenibile. Analisi dei flussi: metodo San Gallo , metodo messo a punto dall’Università di San Gallo (Svizzera) che permette di progettare lo sviluppo di una destinazione turistica e di riorganizzare la governance turistica in modo più efficace. Si tratta di un metodo: ▪ scientifico → basato su una solida tradizione e ricerca applicata ▪ partecipato → coinvolge nell’analisi e nella progettazione operatori e stakeholder territoriali ▪ concreto → parte dall’analisi dei flussi e comportamenti turistici, non dall’ideale di destinazione ▪ rapido → sono sufficienti pochi incontri per ottenere un quadro esaustivo su cui impostare l’assetto di governance. Attraverso 5 incontri che coinvolgono più di 100 operatori turistici si è arrivato a creare una mappatura sulle cartine dei flussi, delle risorse, dei punti di interesse; fare un analisi dei flussi turistici dell’ambito e definire uno schema di responsabilità strategiche. Obiettivo : dare un quadro completo e attendibile del turismo territoriale per trarre indicazioni operative e strategiche e guidare gli interventi in modo preciso e mirato. Si è capito così che
Equilibrio istituzionale = riguarda il tenere in equilibrio e far collaborare i diversi attori che in una destinazione community gestiscono le risorse e i servizi. Ogni destinazione presenta due tipi di vantaggi: ▪ vantaggio comparativo, che riguarda la disponibilità di risorse e attrattori. Esso è legato quindi alla dotazione di risorse di partenza, che derivano dalle caratteristiche del contesto naturale, storico, artistico e all’evoluzione/sviluppo economico della destinazione ▪ vantaggio competitivo, che ha a che fare con le azioni intraprese dal management della destinazione o dai suoi attori per valorizzare risorse e attrattori. Possono essere classificati in due grandi insiemi: 1 investimenti e sviluppo delle offerte A.Gestione delle strutture e delle infrastrutture turistiche Finalità: ▪ gestione delle risorse e dei servizi che permettono ai visitatori di raggiungere la destinazione, alloggiarvi e fruire di tutti i servizi; ▪ gestione dei servizi informativi in grado di supportare i visitatori prima, durante e dopo la visita; ▪ gestione punti informativi sul territorio; ▪ realizzazione di database per la raccolta e l’analisi di informazioni sui visitatori. Possono avere una natura pubblica (risorse o infrastrutture controllate e gestite dagli enti pubblici territoriali) o privata (se l’organo di metamanagement agisce come facilitatore o coordinatore di infrastrutture/strutture possedute e gestite da attori privati). A. Sviluppo di prodotti di destinazione Finalità: ▪ integrare risorse e competenze disperse tra una pluralità di soggetti indipendenti per ottenere prodotti e servizi coerenti con le esigenze di specifici segmenti di mercato; ▪ favorire l’attrazione di flussi turistici adeguati dal punto di vista qualitativo/quantitativo; ▪ valorizzare risorse, competenze e servizi di diversi attori della destinazione determinando un’equa distribuzione del valore creato sul territorio. Caso della Regione Toscana: L.R. 86/2016: 28 Ambiti Turistici: aggregazioni di Comuni (es. Versilia) con budget dedicato per definizione piano territoriale di sviluppo locale. PTO – Piani Turistici Omogenei → insiemi di beni e di servizi di un territorio che compongono un’offerta in grado di rispondere alle esigenze di specifici segmenti della domanda turistica. Es. Sud Africa → territorio che funziona benissimo dal punto di vista delle azioni di metamanagement. South Africa Tourism è la DMO del Sud Africa che lavora con le DMO di diverse regioni del territorio sud-africano con lo scopo di creare offerte esperienziali basate su motivazioni e passioni. B. Gestione strategica degli eventi Finalità: ▪ destagionalizzare i flussi turistici ▪ allungare la permanenza media e incrementare la spesa turistica ▪ bilanciare del mix commerciale a favore di segmenti di clientela più interessanti ▪ sostenere le tradizioni e le comunità locali ▪ stimolare la crescita di diversi settore dell’industria e dei servizi Es. Nord Irlanda → destinazione che fino a 20-25 anni fa non era assolutamente considerata una destiazione piuttosto modesta dal punto di vista dei flussi attratti. Questa destinazione si è rilanciata attraverso un piano di sviluppo degli eventi. Esiste una strategia di gestione degli eventi pluriennale, articolata in diversi tipi di eventi concatenati: dai grandi eventi globali con visibilità internazionale a tutto il tema degli eventi internazionali,i eventi di natura nazionale e piccoli eventi locali, che però dentro questa strategia, acquistano una certa rilevanza.
2.Marketing e comunicazione esterna D. Gestione dei canali distributivi Finalità → realizzare un mix ottimale tra canali diretti/indiretti e tra canali online/offline al fine di: ▪ massimizzare il livello dei prezzi e dell’occupazione; ▪ aumentare la % di valore trattenuto sul territorio → tramite un equilibrio tra le OLTA e le iniziative di promozione diretta della DMO. Criticità: ▪ crescente potere negoziale delle piattaforme di prenotazione online e delle OLTA → importantissime piattaforme per dare visibilità alla destinazione e per creare flussi all’interno di essa; ▪ ruolo centrale dei DMS e dei portali di destinazione. D.Selezione dei segmenti di mercato che devono essere attrattivi e coerenti con il posizionamento della destinazione. Qualsiasi luogo può affermarsi come meta interessante di un viaggio proponendo esperienze innovative e focalizzate su specifici bisogni, a prescindere dall’unicità delle risorse e attrattive presenti nel territorio. Es. Sud Africa con la sua segmentazione esperienziale usata per identificare i mercati chiave da attrarre. F. Gestione della relazione diretta con il cliente: La DMO realizza relazioni personalizzate e dialogo mirato con i visitatori attuali e potenziali attraverso la produzione di informazioni sui clienti in grado di orientare la comunicazione e personalizzare delle offerte; - creazione di sistemi di CRM e customer engagement attraverso un impiego efficace dei social media. G. Gestione dell’immagine e del brand al fine di costruire e diffondere un’immagine forte e attrattiva della destinazione e dei suoi prodotti per alimentare consensi “commerciali” all’esterno e, all’interno favorendo la collaborazione tra stakeholder per raggiungere obiettivi comuni; sostenere i processi di commercializzazione delle offerte sui diversi mercati e la creazione di una reputazione positiva che sostiene l’attrazione di investimenti e consensi nella destinazione. H. Promozione della destinazione: attraverso attività di web marketing e co-marketing o pubblicità sui media o pubblicazioni e brochure cartacee, fiere, mostre ed eventi. Questo può essere fatto sia attraverso canali tradizionali offline o online , il portale di destinazione come strumenti di promozione e coordinamento PROCESSI DI SUPPORTO con l’obiettivo di realizzare e mantenere l’equilibrio istituzionale. I. Pianificazione strategica, ossia la definizione del posizionamento desiderato e controllo. Esso consiste nella rilevazione dei risultati della destinazione e realizzazione di ricerche di mercato per valutare l’efficacia delle strategie e azioni correttive. J. Comunicazione interna e coordinamento Gli attori locali controllano le risorse necessarie per realizzare le offerte di destinazione, svolgono attività di sviluppano offerte e comunicazione orientate alla massimizzazione dei loro risultati individuali. questi attori operano in concorrenza con altri attori della destinazione. Vi sono pero dei Rischi:
previsto nel Piano nazionale strategico per il turismo in coerenza con il documento del TDLab; è stato il primo risultato concreto dei lavori del GDL ECOSISTEMI DIGITALI – Gruppi di lavoro paritetico Stato- Regioni. dicembre 2017 → presentazione dello stato di avanzamento dell’accordo e presentazione dei primi risultati del programma attuato dalla definizione delle linee strategiche individuate con gli stakeholders; dicembre 2018 → presentazione della Carta comune sul Digitale Turistico. Esiti dell’evento : esigenza di adottare regole editoriali e standard di interoperabilità comuni su specifici oggetti, come banche dati strategiche, e definire regole e strategie comuni su open data e big data e co- creazione di contenuti digitali. Azioni strategiche conseguenti Azioni Piani attuativi PST per il 2017/ Azioni prioritarie attraverso strumenti di analisi Big Data → definire l’insieme dei dati che consenta l’analisi affidabile in tempo reale dei dati sul turismo e la cultura, che saranno raccolti attraverso il sistema Business intelligence e predictive analitycs associato alla rete federata Wi-Fi, che il Mise sta realizzando in collaborazione con il Mibact e dagli analytics dei Musei.
Esso risponde a nuove sfide e richieste in un settore in rapida evoluzione, compresa l'evoluzione di strumenti, prodotti e servizi digitali; pari opportunità e accesso per tutti i visitatori; sviluppo sostenibile dell'area locale; e supporto alle industrie creative, ai talenti e al patrimonio locali. Tutta questa situazione può essere vissura come un fenomeno da contrastare, da cui “disintossicarsi”, rischiando di non avere più presenti i vantaggi e le vere finalità delle macchine. Il “momento della verità”, durante il quale è offerto un servizio turistico, vede sempre una interazione indissolubile tra chi lo offre e chi lo riceve, in una unicità nel tempo e nello spazio che genera l’irripetibilità di quell’incontro che resta solo e sempre tra due persone. Being human in the iperconnected area → lo sviluppo delle tecnologie ICT influenzano radicalmente la condizione umana, modificando le nostre relazioni con noi stessi, con gli altri e con il mondo che ci circonda. La sfida è saper coniugare innovazione dei processi organizzativi, la semplificazione dei sistemi digitali (frictionless) la generazione di esperienze in linea con i desideri dei visitatori, la costruzione di relazioni in grado di coinvolgere tutti gli attori della filiera GOVERNO DELLA DESTINAZIONE La governance di una destinazione è necessaria affinché gli attori locali agiscano in maniera sinergica, combinando proficuamente la dialettica fra cooperazione e competizione. L’azione di governance:
L’azione della DMO ha l’obiettivo di:
Il DMS è un sistema informativo, infrastruttura ICT, utilizzato per la raccolta, l’archiviazione, la gestione e la distribuzione di informazioni turistiche. Nella logica del Destination Management è uno strumento operativo utile per l’applicazione delle sue strategie ossia per promuovere la politica turistica di destinazione, coordinare le funzioni operative, aumentare le spese dei turisti, aumentare gli effetti moltiplicatori del turismo e supportare una gestione sostenibile delle destinazioni. È anche considerato come un Network che collega tutti gli stakeholder del turismo in uno. È visto come canale distributivo, per gestire e commercializzare la destinazione come entità olistica. Collega i turisti online con le imprese turistiche locali e in particolare con le piccole e medie imprese turistiche della destinazione. Il DMS viene considerato sistema informativo interoperabile, per inserire una sola volta i contenuti in un unico sistema e favorire la distribuzione e l’integrazione di contenuti accreditati ed aggiornati verso portali tematici, territoriali o di diverso livello, applicazioni web e info-totem. Perché si parla di Destination Management System? Destination = va a individuare l’ambito di pertinenza della località turistica, riferendosi ad uno spazio geografico ben definito, ad una specifica offerta, fatta di prodotti che mettono a sistema le risorse locali, e ad una specifica domanda, fatta di segmenti di mercato orientati a quella destinazione e alla sua offerta. Management = indica un contesto che sovrintende le sole attività di promozione e commercializzazione, ma che riguarda l’intero sistema di gestione e di coordinamento generale in capo ai soggetti gestori della destinazione, che operano affinché ci sia una coerenza con la vision che la destinazione. System = fa riferimento a un software gestionale che risponde in maniera innovativa alle diverse esigenze di utilizzo ma indica anche il sistema, il network di stakeholder che sottende questo strumento. Nello specifico, il DMS aiuta le DMO locali a favorire la governance, in quanto, per essere efficace, obbliga la destinazione a darsi una struttura organizzata attraverso la creazione di una rete di utenti: pre-condizione del funzionamento di un DMS è infatti che sia ricco di una gamma di prodotti e di servizi più stakeholder della destinazione parteciperanno al sistema più questo rappresenterà un’offerta variegata. Una volta caricata l’offerta, per essere attraente dovrà essere aggregata, promossa e commercializzata. Il DMS può aiutare le DMO a favorire la disintermediazione e le politiche di prezzo, in quanto il sistema ti permette di commercializzare l’offerta come qualsiasi altro intermediario. Il successo della commercializzazione di quest’ultima dipenderà solamente dalle funzionalità tecniche del sistema e soprattutto dalla capacità delle DMO e dei singoli utenti di proporre prodotti attraenti anche da un punto di vista commerciale.
all’interno di un percorso coerente con i temi proposti dal portale, riferendosi a specifici target interessati in specifiche forme di turismo (es. Ciclo turismo) PROPOSTE DI VIAGGIO = sono itinerari al cui centro c’è una specifica durata temporale. Sono pensati per andare incontro all’esigenza di quei visitatori curiosi di esplorare una zona/città/ambito ma non la conoscono abbastanza per costruire esperienze ben strutturata dal punto di vista della durata. Forniscono indicazioni sulle attività da fare o sulle attrazioni da vedere per ogni tappa giornaliera o nei vari momenti della giornata. Offrono informazioni sul mezzo di trasporto consigliato, i km da percorrere e la durata complessiva del viaggio. Così come per gli itinerari, si consiglia di costruire le proposte legandole a uno o due temi, in modo da catturare l’attenzione su interessi limitrofi, compatibili e rilevanti per il territorio di riferimento. ATTRAZIONI = sono i principali luoghi da visitare in una località. Attraverso un linguaggio semplice e immediato queste schede introducono gli aspetti più rilevanti di ogni luogo, mentre per le informazioni specifiche come ad esempio gli orari di apertura, i costi del biglietto e i tour guidati si rimanda alle risorse ufficiali online. EVENTI = sezione che raccoglie tutti gli eventi che si svolgono nel territorio regionale: festival, mostre, concerti, sagre, fiere e mercati, cinema e spettacoli, rievocazioni storiche e folcloristiche ecc. Un evento deve riportare una descrizione semplice e il programma, le date, gli orari, i riferimenti di chi lo organizza e le informazioni pratiche su come partecipare. OFFERTE = all’interno di questo spazio, i vari soggetti possono promuovere pacchetti, tour o esperienze seguendo le linee guida. La scheda offerta prevede un titolo dal forte impatto, una breve descrizione con foto, le informazioni sul prezzo, la durata, le modalità di fruizione dell’offerta oltre al link per approfondimenti. STRUTTURE RICETTIVE = catalogo delle strutture ricettive ufficiali della Regione Toscana, ovvero di tutte le strutture ricettive in possesso del codice regionale, come previsto dal Regolamento area operatori. Il sistema consente la personalizzazione della scheda promozionale contenente la descrizione della struttura, le foto, i servizi e i contatti; qualora fosse compatibile è possibile integrare il proprio Channel Manager. Cos’è make? Make.visittuscany.com è la piattaforma collaborativa di visittuscany.com, il sito creato da Fondazione Sistema Tosca (FST), fondazione in house providing della Regione Toscana, quale strumento di attuazione di finalità istituzionali regionali quali ▪ sviluppo delle tecnologie digitali per la valorizzazione dei beni, la promozione delle attività culturali della Toscana e della società dell’informazione e della conoscenza; ▪ promozione dell’integrazione fra offerta culturale e turistica, ▪ promozione e valorizzazione dell’identità toscana. Attraverso Make gli utenti e gli operatori che hanno interesse a contribuire al perseguimento delle finalità indicate, avranno la possibilità di utilizzare gratuitamente uno strumento comune per agire coerentemente e all’unisono per la promozione del territorio. La piattaforma può essere utilizzata da: Enti istituzionali: comuni, unioni di comuni, enti o associazioni culturali, enti o associazioni turistiche. Operatori turistici/economici: agenzie di viaggio/TO, guide turistiche e ambientali, terme, strutture ricettive, ristoranti aderenti a Vetrina toscana, associazioni di categoria.
Le reti nel turismo sono un fenomeno internazionale in crescita. In Italia le reti aziendali, soprattutto quelle che riuniscono imprese operanti in settori differenti, sono un modo per superare i limiti derivanti dalla frammentazione degli attori del turismo, la natura del sistema del prodotto turistico, funzionale complementarità, interdipendenze territoriali e condivisione di risorse locali comuni. Superare questi limiti è importante soprattuto perché il sistema turistico è attualmente caratterizzato da intense dinamiche evolutive indotte dalla diffusione di ICT e dei suoi effetti sulla domanda e sull’offerta dei servizi turistici; lo sviluppo delle capacità manageriali nel settore; il turismo professionale che richiede maggiore personalizzazione del prodotto poiché si rivolge a clienti qualificati ed esigenti. Non esiste una definizione univoca di reti in letteratura, ma l’idea di base è che la rete è un insieme di nodi collegati da un insieme di relazioni. Il concetto di network nasce da studi focalizzati sulle relazioni interorganizzative che hanno permessso di scoprire gli antecedenti e i meccanismi alla base della formazione della rete a sui benefici economici. Gli studi basati sull’analisi dei social network analizzano le caratteristiche morfologiche e strutturali delle reti attraverso lo studio della densità e centralità dei collegamenti relazionali. Invece, gli studi basati su un approccio manageriale sono incentrati sulle strategie competitive e cooperative messe in atto tra gli attori, l’istituzionalizzazione e i ruoli della rete, relazioni di potere e le variazioni di queste variabili col tempo. In questo caso il concetto di rete può essere definito come una forma di organizzazione delle attività economiche tra aziende. Esso coincide con il concetto di “cluster” (Porter), concentrazioni geografiche di società interconnesse e istituzioni in un determinato settore, i cluster comprendono una serie di settori collegati e altre entità importanti per la concorrenza. VANTAGGI DI RETE Secondo Porter, attraverso la rete ogni membro gode degli stessi benefici che avrebbe se fosse di dimensioni maggiori ma senza perdere la sua flessibilità. Le reti possono influire sulla competitività dei loro membri in vari modi: migliorando i loro processi operativi o aumentandone la produttività e migliorando il loro accesso all’offerta, ai mercati del lavoro e a informazioni specializzate. Inoltre, i servizi complementari forniti dai membri aumentano la ricchezza di ogni prodotto. Infine, le reti migliorano l’innovazione e stimolano nuove imprese. Un ulteriore vantaggio delle reti è la dimensione relazionale che aumentano il capitale sociale delle imprese partecipanti. Vantaggi per i membri della rete