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Un'analisi dettagliata dei fattori di rischio e dei fattori di protezione che influenzano la devianza giovanile, con particolare attenzione alla figura dell'individuo, della famiglia, dei coetanei e della scuola. Vengono inoltre presentati alcuni interventi riabilitativi utili per contrastare la condotta deviante. Il documento si sofferma inoltre sulla teoria dell'apprendimento della condotta deviante e sulla General Strain Theory.
Tipologia: Appunti
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Giustizia penale minorile diversa da quella degli adulti, ss si attiva e il campo d'azione connette più risorse presenti sul territorio Problema che insorge è collegare al meglio storie, situazioni, condizioni che stanno dietro a manifestazioni di comportamento dannose, azioni e decisioni della magistratura che rispondono a quesiti normativi, operatività del ss che soddisfa criteri di mandato professionale con connotazioni istituzionali e connotazioni sociali. Dodici casi, sei minori e sei maggiorenni--> tutti hanno commesso reati, nella fattispecie dei delitti Th criminologiche aiutano ad interpretare in modo articolato e cogente il perché certi fattori abbiano peso determinante nell'orientare il COMPORTAMENTO DEVIANTE--> quale relazione tra individuo, ambiente e società sia maggiormente correlata a risposte devianti. Quale teoria o quali teorie spiegano meglio? approcci di che tipo? Riferimento a fattori di rischio… Esito del procedimento penale produce un provvedimento che (se non assoluzione o archiviazione del caso) genera forme di limitazione o privazione della libertà Esecuzione penale--> diverse misure che possono essere percorsi sanzionatori o percorsi rieducativi--> dipendono da gravità del fatto, da situazione e condizione soggetto o precedente comportamento deviante Misure penali ( se non pecuniarie) (^) Clemenziali (no pena) (^) Probationali ( connesse a percorsi progettuali-riabilitativi in ambiente libero) (^) Detentive (privative della libertà) Ordinamento italiano per la pena: 4 principi cardine: (^) Individualizzazione (^) Discontinuità (^) Flessibilità--> passare da misure detentive a misure alternative della pena. (^) Territorializzazione della pena Misure penitenziarie sono solo una parte di quelle che vengono erogate, vi sono anche misure di comunità che vengono attuate con la collaborazione e coinvolgimento di pluralità di attori (ss specifici, ss territoriali…) SS che viene chiamato ad intervenire: (^) SS specifico , statale dipendente da magistratura, sia per adulti che minori (^) Minori è USSM collocati presso le sedi dei tribunali per i minorenni (^) Adulti è UEPE (uffici per l'esecuzione penale esterna)--> collocati presso sedi degli uffici di sorveglianza AS che lavorano in questi uffici svolgono ruolo importante, soprattutto per quanto riguarda i detenuti sottoposti a misure alternative alla detenzione--> svolgimento di inchieste, predisposizione progetti, programmi…. AS è chiamato ad accompagnare soggetto entrato nel circuito penale durante il percorso di riabilitazione sociale, AS deve essere professionista che ha presente rete complessiva di risorse formali e informali che possono essere messe in campo. Il professionista deve aver chiaro le misure del circuito penale, i vincoli e quando si può parlare di reinserimento sociale. Quali servizi si potrà fare affidamento o riferimento, programmi di reinserimento sociale ma anche sostegno e tutela della/e vittima/e.
Fonti informali --> in una società dove immagine e comunicazione hanno posto crescente assumono maggiore rilievo condizionale circa la percezione, le idee, le convinzioni che ciascuno si fa di fatti,
responsabilità e funzionamento della giustizia. --> sono fonti mass mediatiche (stampa, radio…) e riportano eventi e fatti reato. Sono mezzi che hanno FUNZIONE INFORMATIVA verso opinione pubblica e NON assolvono compito di fornire notizie di reato agli organi dell'investigazione penale. (^) Sono caotiche e poco sistematiche (^) Di solito il lavoro svolto dall'Autorità giudiziaria è slegato dal lavoro dei mass media (^) Nei mass media prevale DATO EMOTIVO su quello razionale (^) Spettatore fa parte di uno "spettacolo" senza continuità (^) Processo mediatico e processo penale ordinario hanno regole profondamente diverse (^) Processo ordinario ha un tempo, finisce in giudicato e con un giudicato (^) Processo mediatico non finisce mai (^) Processo ordinario SELEZIONA I DATI, mentre processo mediatico raccoglie qualunque conoscenza arrivi nel margine della percezione di un giornalista. (^) Processo ordinario è chiuso, mentre quello mediatico è sistema aperto. (^) P.o. è presidiato dalla logica, diversamente quello mediatico è predominato dall'emotività. Fonti istituzionali --> sono documenti che gli organi facenti parte del sistema della giustizia sono tenuti ad elaborare secondo quanto previsto dalle disposizioni di legge e dalle procedure regolamentari. Possono essere denuncia, querela… a seconda dell'organo che li redige a seconda della fase procedurale in cui ci troviamo. Percorso giudiziario penale in 5 parti: (^) Prima processo (^) Durante il processo (^) Dopo la condanna (^) Durante l'esecuzione della pena (^) Dopo l'esecuzione della pena Dentro queste 5 fasi troviamo specifiche fonti informative. Fonti mass mediatiche si possono incontrare in ogni fase, le fonti istituzionali invece si incontrano in tutte le fasi MA assumono contenuti e caratterizzazioni diversi a seconda degli organi istituzionali da cui promanano. Distinzione tra Giustizia ordinaria e giustizia minorile Giustizia minorile --> ss è informato ed interviene eventualmente sin dal primo momento in cui il minore entra nel circuito penale. Minori arrestati entrano nel CPA e sono subito sentiti a colloquio da educatore e AS del USSM del ministero collegato alla magistratura minorile ed esso accompagna il minore in tutto l'iter processuale e nel percorso responsabilizzante--> nel processo minorile avremo fin dalle prime fasi una fonte formale importante quale la RELAZIONE DEL SS O EDUCATORE. Questa relazione coglie aspetti importanti quali la personalità, la situazione famigliare, quella ambientale e la storia e il vissuto del minore. C'è ulteriore fonte, quella degli organi di polizia o magistratura che hanno effettuato l'arresto. Qua troviamo informazioni descrittive riguardanti i fatti e le circostanze del relativo inquadramento giuridico- penale.--> i verbali hanno carattere DESCRITTIVO dei fatti e delle persone. --> SONO I PRIMI DATI FORMALI CHE DANNO INIZIO AL PROCEDIMENTO PENALE. La SENTENZA: permette di cogliere l'intera vicenda, sia processuale e la valutazione giuridica+ contorni della vicenda umana, sociale e razionale che ruota attorno ad autori e vittime. Giustizia ordinaria--> c'è divieto di perizie criminologiche, personalogiche o psicologiche (nella giustizia minorile si possono fare accertamenti sulla personalità di h) Come fonti istituzionali troviamo di grande importanza: RELAZIONI DI SS--> sotto forma o di inchiesta socio- famigliare o di progetto o programma per la messa in prova.
(^) Deficit neurologici e intellettivi (^) Credenze o atteggiamenti di tipo psicosociale (^) Precoce comportamento deviante, tratti psicopatici che denotano scarsa empatia e insensibilità emotiva (^) FAMIGLIA--> è agenzia di socializzazione primaria e ha ruolo fondamentale per interiorizzazione di valori e norme. Le relazioni che si sviluppano tra i membri sono di dipendenza materiale, relazionale e cognitivo-morale, di conseguenza su queste relazioni si sviluppano la personalità e autonomia del soggetto. I fattori di rischio per quanto riguarda la sfera famigliare sono collegati : (^) Storia famigliare deviante e genitori favorevoli a comportamenti ad alto rischio (consumatori di droga o alcool) (^) Conflitti famigliari, abusi o maltrattamenti (^) Problemi di educazione famigliare, incoerenza educativa, mancanze di aspettative di comportamento (^) Conflitti famigliari di tipo distruttivo - continuati, violenti e discriminatori--> bambini nati in questa famiglia sono i più propensi a sviluppare forme di devianza. I bambini con genitori separati hanno tassi più alti di devianza e abuso di sostanze in adolescenza e in gioventù. La separazione di tipo emotivo, vissuta dal figlio come abbandono o separazione di tipo genitore- figlio risultanti da rotture o interruzione legami famigliari. Anche basso status socioeconomico familiare è fattore di rischio e può essere connesso con altri fattori di rischio. (^) SCUOLA--> è altra agenzia di socializzazione, la formazione scolastica inizia precocemente, sin dalla prima infanzia e si affianca alla famiglia per quanto riguarda la socializzazione primaria. È campo relazionale, in cui si apprendono le prime norme, regole e la convivenza. Ci sono elementi diversi che possono influire in modo decisivo nel porre in atto comportamenti devianti di disaffezione e abbandono del percorso scolastico o di messa in discussione di regole e autorità. Fra fattori di rischio più influenti: (^) Sospensioni ed espulsioni scolastiche, portano a isolamento o ritiro da scuola (^) Insuccesso scolastico e scarso impegno nello studio a partire dalle scuole elementari. In tal caso è l'esperienza del fallimento in sé ad aumentare il rischio di comportamenti problematici. (^) PARI--> influenza dei pari soprattutto nel periodo adolescenziale, gli amici diventano un punto di riferimento fondamentale per affrontare il mondo esterno e costruirsi una propria identità. Adolescenza è periodo di forte trasformazione, passaggio dall'infanzia alla giovinezza, è un tempo che necessita autonomia e ricerca di sicurezza. Amici e famiglia sono i due poli principali che influenzano il comportamento adolescenziale. Se la famiglia c'è rimane una risorsa di sfondo, i problemi iniziano quando la famiglia non c'è o non è supportiva. Infanzia e adolescenza è un momento vitale, le influenze degli amici possono essere gravide di conseguenze negative, ma occorre ricordare che la famiglia sta sempre dietro alle spalle. I fattori di rischio che maggiormente incidono: (^) Associazione con coetanei coinvolti in comportamenti problematici e trasgressivi (^) Inizio precoce del comportamento problematico fuori casa ( irregolare frequenza scolastica, uso di droghe, commissioni di reato)--> se comportamenti attuati prima dei 14-15 anni--> sviluppo comportamenti trasgressivi devianti rispetto ad altri. (^) Rifiuto o rigetto subito dai pari. Può influire sull'immagine che si ha di sé, ma soprattutto può isolarsi dai pari.
(^) COMUNITA'--> ambiente di vita, città, quartiere, borgo, dove si abita. Per comunità può essere inteso anche un quadro sociale più ampio (es. sottoculture). Fattori che possono influenzare: (^) Disponibilità di droghe e armi, se esse sono disponibili nella comunità, maggiore è rischio di uso e abuso (^) Elevata mobilità, basso attaccamento alla zona manifesta disorganizzazione socio- comunitaria. (^) La deprivazione economica e sociale, i bambini che vivono in quartieri caratterizzati da estrema povertà, cattive condizioni di vita e alta disoccupazione hanno più probabilità di sviluppare problema di devianza. Anche i passaggi di scuola possono associarsi all'aumento di comportamenti problematici, passaggio da scuola elementare, a scuola media o scuola superiore so possono verificare aumenti significativi del tasso del consumo di droga. Maggiore è numero di fattori di rischio presenti nella storia e nella quotidianità del soggetto, maggiore è probabilità di esito deviante. La somma di uno o più fattori di rischio nelle aree famiglia, scuola, individuo eleva di molto probabilità di c. deviante. PUNTI FERMI PER FATTORI DI RISCHIO IN GENERALE: (^) Quasi sempre sono presenti più fattori di rischio alla condotta deviante, solo per singoli casi isolati non si riscontrano alcun fattore (^) Stessi fattori di rischio accomunano più forme di manifestazione deviante (^) Effetti tendono ad essere cumulativi. Effetti impattano uno sull'altro e si accumulano nel tempo. (^) Influenza di un fattore rischio sil comportamento può essere parzialmente o interamente mediata da altri fattori. Non tutti i soggetti esposti allo stesso fattore di rischio sviluppano devianza, lo stesso fattore di rischio può portare a esiti diversi (^) I fattori di rischio della prima infanzia producono effetti dannosi che possono avere ripercussioni sull'intera durata della vita. La prevenzione deve iniziare il più presto possibile e che i programmi efficaci riducono effetti negativi. (^) Non tutti i soggetti esposti a fattori di rischio producono effetti diversi. 3.2.2 Fattori protettivi In diversi casi alcune variabili funzionano sia come fattori protettivi che fattori di rischio. Le variabili che sono associate con una bassa probabilità di condotte antisociali, anche in assenza di rischio, sono chiamate fattori di promozione. I fattori di promozione sono molto rilevanti, soprattutto nella fase dell'infanzia poiché promuovono le abilità personali nel bambino necessarie ad affrontare e superare i diversi compiti di sviluppo. I principali fattori protettivi coinvolgono i cinque ambiti fondamentali dei fattori di rischio: (^) Individuo: temperamento resiliente e orientamento sociale positivo si rivelano fattori individuali significativi per contrastare condotte devianti (^) Famiglia: legami stabili e principi sani (^) Coetanei: la frequenza di amicizie con modelli comportamentali non trasgressivi o oppositivi e che trova un accordo anche con la famiglia (^) Scuola: se la scuola promuove principi sani definisce norme chiare di comportamento, coerentemente applicate e vissute. (^) Comunità: ambiente sociale di vita risulta protettivo verso il propagarsi di condotte devianti (se esso fornisce opportunità e riconoscimenti), fornisce quadro di norme comunitarie chiare per il comportamento. 3.2.3 fattori di rischio e prevenzione
(^) Circostanze devianti a scuola e/o sul luogo di lavoro- favorire relazioni interpersonali a lavoro/scuola (^) Mancanza di coinvolgimento in attività ricreative conformi- incoraggiare la partecipazione ad attività come sport, hobbies… Modello RNR--> aiuta ad aumentare autostima trasgressore, concentrandosi su cambiamento--> TROVARE I PUNTI DI FORZA, modello che utilizza assessment. 3.3 interpretazioni teoriche e riscontri di ricerca Analisi si concentrerà su: aggressività e tensione, socializzazione e self control, etichettamento e identità deviante, apprendimento e associazioni differenziali, anomia sottocultura e conflitto. 3.3.1 sull'individuo: impulsività, aggressività, tensione, frustrazione. Cesare Lombroso: chi commette un reato è per forza una persona diversa e patologica--> scienza criminologica è impegnata a scoprire le anomalie che sul piano biologico, bio-antropologico e bio- psicologico determinano la condotta deviante e criminosa. Non sono più i segni osservabili e misurabili la manifestazione di una possibile patologia morale, ma LA CHIMICA E LA STRUTTURA FUNZIONALE DEL CORPO UMANO, IN RELAZIONE CON AMBIENTE A CONDIZIONARE LE RISPOSTE COMPORTAMENTALI DEL SOGGETTO. --> tratti e caratteristiche e condotta individuo sono frutto dell'interazione fra fattori biologici e fattori ambientali, gli uni e gli altri si modificano e influenzano reciprocamente. Ricerche su aggressività--> concentrate su lvl elevati di testosterone e sul funzionamento di neurotrasmettitori ( sostanze che trasmettono messaggi fra cellule neuronali del cervello e regolano una serie ampia di funzioni tra cui stati emotivi w condotta). Rimangono comunque molti punti interrogativi circa relazione tra lvl neurotrasmettitori e comportamento, è dimostrato che condizioni ambientali esterne all'individuo influenzano il suo stato d'animo. Ricerche anche su funzionamento del cervello in relazione alla condotta deviante: AROUSAL THEORY--> ellis, 1996 - i soggetti con un basso grado di eccitazione della corteccia cerebrale hanno bisogno di molta stimolazione neurologica per raggiungere una sensazione di equilibrio emozionale. Altri studi--> possibile effetto che una prolungata esposizione a situazioni e condizioni stressanti ( abusi e violenze) può avere sulla funzionalità cerebrale. Ricerche sullo sviluppo dell'aggressività (Tremblay) come forma di comportamento deviante. Aggressività è innata nell'essere umano, è modo di rispondere a situazione di disagio -->l'individuo impara a controllare quest'impulso. Il comportamento deviante generato da carica aggressiva è conseguenza di un'inadeguata capacità di autocontrollo --> cause sono: fattori fisiologici, ereditari e psicologici- collegati anche all'ambiente sociale in cui soggetto cresce. Comportamento aggressivo è misurabile fino dai primi mesi di vita, il suo persistere nel tempo è indicatore importante per sviluppo di carriera deviante. Diversi studi ( Tremblay, Nagin) hanno mostrato che atteggiamenti aggressivi sono visibili dai primi nove mesi di vita e raggiungono la massima frequenza fra i 17 e i 20 mesi, per poi stabilizzarsi e diminuire con il tempo. Differenza sul piano sessuale riguardo all'aggressività ( Wong) --> bambine imparano prima a controllare l'aggressività rispetto ai maschi. FATTORI CASUALI nel determinare potenziale aggressivo: Condizioni interne al soggetto (^) Condizionamenti dell'ambiente esterno … (sono tanti)
Aspetti considerati maggiormente incidenti nel rapporto sviluppo-controllo aggressività sono: Fattori di rischio riconducibili al caregiver (^) Fattori ambientali che incidono sullo sviluppo delle capacità intellettuali e sul funzionamento del cervello Modelli teorici per spiegare comportamento aggressivo: (^) General strain Theory ( Robert Agnew) individua tre importanti fonti di frustrazione e tensione sul piano psicologico e relazionarsi che si possono associare a risposte comportamentali devianti. (^) Il fallimento nel conseguire mete positivamente valutate (^) Perdita di stimoli importanti per il soggetto (^) Esperire stimoli negativi Per Agnew le tensioni che possono condurre a risposte devianti sono quelle di forte intensità percepite come ingiuste e associate ad un debole controllo sociale e incentivanti di reazioni devianti. TENSIONI o condizioni stressanti: (^) Rifiuto dei genitori- sentimento percepito da figlio (^) Disciplina dura, eccessiva e percepita come ingiusta- frustrazione derivante da educazione dura (^) Abuso e abbandono di minore (^) Vittimizzazione criminale- stimola reazione di vendetta o di fuga (^) Mancanza di fissa dimora (^) Esperienze scolastiche negative (^) Relazioni distorte con i pari (^) Lavoro pesante e insoddisfacente (^) Disoccupazione (^) Conflitti coniugali gravi, discriminazione etnica, religiosa o sessuale --> sono tutte tensioni che aumentano probabilità crimine--> portano ad emozioni negative (rabbia, frustrazione, depressione…) Per la General strain theory soggetto che ha più probabilità di risposte devianti e criminali è chi: (^) Non è in grado di impegnarsi di fronte a tensioni in modo legale (^) Chi ha poco da perdere nell'affrontare tensioni in modo illegale (^) È disposto a dare risposte illegale per altri soggetti con cui si associa o condivide valori (^) Vede interessanti opportunità nell'agire criminoso (^) Albert Bandura condotta aggressiva associata a modelli. Il comportamento aggressivo scaturisce e si rinforza grazie a modelli da seguire. Molti soggetti che commettono reati ed entrano nel circuito della giustizia penale hanno alle spalle storie di violenza, abusi e deprivazioni. Infanzia vissuta entro contesti familiari conflittuali o contesti devianti è condizione che favorisce elevata probabilità di carriera deviante. 3.2.2 infanzia: problematiche familiari e carenze di socializzazione Famiglia--> luogo di socializzazione primaria ma anche luogo di relazioni affettive espressive ed intense, è nucleo caldo, dove si consolidano gli equilibri o disequilibri, sul piano della personalità. TEORIA DELLA CARENZA MATERNA (bowlby) --> la prolungata privazione( almeno tre mesi nei primi 4 anni di vita) della figura materna, un'istituzionalizzazione precoce o ripetuti cambiamenti entro i primi anni di vita, possono essere considerati tutti eventi che portano ad effetti dannosi sul piano della personalità, possono provocare instabilità nel creare legami affettivi, aggressività e sentimenti di abbandono.
(^) Attaccamento: forza del legame verso altri significativi ( genitori, amici…) e verso istituzioni. È dimensione affettiva del legame (^) Coinvolgimento: tempo ed energia che vengono impiegati nelle attività sociali, è dimensione temporale del legame sociale (^) Impegno: investimento nelle attività conformi, dimensione legata al fare, adoperarsi per il raggiungimento di obiettivi socialmente apprezzati, dimensione materiale del legame sociale Convinzione : riconoscimento della validità e bontà della legge e dell'autorità che governano la vita sociale, dimensione morale del legame sociale. Hirshi--> sostiene che l'elemento principale sia l'attaccamento in quanto base fondante della conformità, senza di esso la probabilità di liberare gli impulsi egoistici è molto elevata.--> teoria che viene ripresa dopo nella collaborazione con Gottfredson con la teoria della carenza del self control. Autocontrollo è qualità soggettiva che dipende dall'educazione avuta in età precoce, non è innata, si acquisisce durante il processo di socializzazione posto in essere dalla famiglia. Diverse dimensioni dell'autocontrollo: le più significative: Orientamento temporale verso il presente e verso il futuro- imparare a riconoscere la dimensione progettuale della vita, oggi è collegato a ieri e si proietta nel domani. Costanza nelle azioni- impegno e coinvolgimento nelle attività conformi quale esercizio che rafforza il controllo e la padronanza del sé (^) Importanza dell'attività intellettuale e fisica- autocontrollo è anche bilanciamento fra benessere fisico e sviluppo del pensiero (^) Sensibilità ai bisogni degli altri- dimensione che richiama l'empatia, capacità di immedesimarsi negli altri, condividere emozioni, situazioni… (^) Capacità di tollerare le frustrazioni- vita non è sempre costellata da successi, ma anche da esperienze negative (^) Atteggiamento nei confronti dei rischi- si tratta di rischi che possono mettere a repentaglio l'incolumità propria e degli altri, per assenza o inadeguatezza del ragionamento circa le conseguenze dannose. Tutte le dimensioni sono correlate, una carenza o assenza di una o più dimensioni possono correlarsi a comportamenti trasgressivi di varia natura, anche in relazione ad altri fattori quali il temperamento, l'intelligenza e il carattere del soggetto. Condizioni per far si che autocontrollo sia acquisito: (^) Affetto, tempo ed energie dei genitori nella crescita e nell'uguaglianza dei figli Controllo affettivo dei genitori sul comportamento dei figli (^) Intervento tempestivo dei genitori suille trasgressioni dei figli Effetto salutare della punizione per far capire che la trasgressione ha un costo Il crimine per i due autori è frutto di un problema di debolezza dell'autocontrollo, le due vie maggiormente accreditate per contenere gli effetti devianti generati dalla debolezza del self control sono: Potenziamento delle istituzioni deputate alla socializzazione primaria (^) Politiche di prevenzione situazionale in grado di rendere meno attraenti contesti e situazioni in cui è possibile commettere un crimine. 3.3.4 Reputazione etichettamento e ruolo deviante Quando si ha a che fare con comportamenti ripetuti entro contesto relazionale che può essere inteso come comunità può scattare processo di stimolazione, suggestione ed evocazione, --> si sviluppa e si struttura da parte di pluralità di attori un concetto di REPUTAZIONE nei confronti di devianti diventa specie di definizione pubblica.
Processi di definizione, stigmatizzazione ed etichettamento nel contesto di strutturazione dell'identità e sviluppo di ruolo deviante sono stati studiati in particolare da EDWIN LEMERT: 2 concetti di fondo: Devianza primaria--> si riferisce ad un fatto occasionale e diffuso in larga varietà di contesti sociali. Tutti possono sperimentare impulsi devianti e a tutti capita di infrangere le norme senza percepirsi in un ruolo deviante. La devianza secondaria--> comportamento strutturato, si tratta di condotta deviante posta in essere come mezzo di difesa, di attacco o adattamento a problemi dovuto a processo di relazione della società innescato a partire dalla devianza primaria--> conseguenza: strutturazione del sé attorno a vero e proprio ruolo sociale deviante, con conseguente sviluppo di una carriera delinquenziale. Etichettamento e stigmatizzazione possono essere considerati un rischio, inizio di una deriva--> può esserci percorso alternativo, nuove strade non sono precluse. 3.3.5 influenza del gruppo dei pari e i modelli di apprendimento della devianza Influente sul comportamento del soggetto il ruolo dei pari --> soprattutto in fase adolescenziale Influenza letta nella prospettiva di apprendimento della condotta deviante--> vede nell'interazione con gli altri l'acquisizione di orientamenti valoriali e normativi, nonché motivi per disattendere o violare le leggi. EDWIN SUTHERLAND--> teoria dell'associazione differenziale--> aspetto interattivo dell'apprendimento del comportamento deviante. 9 principi principali per la sua th (^) La condotta deviante è appresa (^) C.d. è appresa nell'interazione con altre persone in un processo di comunicazione verbale o non (face to face) (^) L'apprendimento della condotta deviante è avviene entro gruppi di riferimento dove è possibile intimità personale (^) Apprendimento include sia tecniche per commettere il crimine sia la specifica direzione dei motivi (^) Direzione dell'apprendimento dipende da come vengono definiti i codici legali in termini favorevoli o sfavorevoli (^) Comportamento deviante è incentivato da eccesso di definizioni favorevoli alla violazione della legge rispetto a definizioni sfavorevoli alla vuolazione della legge (^) Associazioni differenziali ( gruppi di riferimento) possono variare in termini di frequenza, durata, priorità ed intensità--> non tutte hanno lo stesso peso, è dalla combinazione di criteri relativi alla frequenza, durata, priorità ed intensità che si può cogliere il tipo e il grado di influenza che un singolo gruppo può esercitare su comportamento del singolo. (^) Processo di apprendimento del c. d. attraverso associazione con modelli criminosi coinvolge tutti i meccanismi che sono implicati in ogni altro processo di apprendimento (^) La c.d. è espressione di bisogni e valori generali. Bisogni che soggetto ha possono essere soddisfatti sia entro modelli comportamentali conformi sia entro modelli devianti. RONALD AKERS--> riprende assunti di th associazione differenziale - differenza sta nella direzione e nel bilanciamento delle influenze sul comportamento. Fattori che fanno propendere verso assunzione di un comportamento sono: (^) Associazione con altri che commettono c.d.--> gruppi dove prevalgono definizioni favorevoli a violare la legge (^) Esposizione all'influenza di modelli criminali attivi (^) La valutazione positiva verso modelli devianti o criminali definiti come desiderabili o giustificabili in una situazione discriminante per il comportamento
Incontriamo valori differenti propugnati dalla scuola a seconda di dove sono collocati--> partenza da standard culturali diversi e il continuo confronto--> stato di frustrazione che li porta a dar vita a sottocultura deviante. Formazione retroattiva--> meccanismo psicologico che conduce i ragazzi a risolvere i loro problemi di status. La soluzione sottoculturale è solo una delle possibili risposte dei ragazzi che provengono dagli stati subalterni della società. Cohen parla di discontinuità dell'origine della devianza che non consegue come causa effetto dell'anomia e della tensione, ma da una sequenza di tentativi, di ripensamenti dentro un processo d'interazione che vede diversi protagonisti: famiglia, insegnanti, adulti significativi… La probabilità di devianza per questi ragazzi dipende anche dal tipo di relazioni che si stabiliscono entro il gruppo che assume i connotati di una gang--> fattori che allontanano dalla società o preludio di una carriera delinquenziale ( stabilità legami con comportamenti della gang, stile di vita trasgressivo…). SCUOLA ECOLOGICA DI CHICAGO--> contributo dato sa CLOWARD E OHLIN--> individuano tre sottoculture devianti individuate: (^) Sottocultura criminale--> tende a svilupparti laddove esiste struttura di opportunità illegittima fortemente organizzata. È accentuata attività illecita razionale, disciplinata da guadagno economico. Sottocultura retta da criminali di grande peso ed importanza. In questo tipo di sottocultura le reclute che entrano a far parte di organizzazione criminale vengono cooptate dai capi mafia sulla base delle loro abilità, sangue freddo e incondizionata fiducia verso capi e organizzazione. (^) Sottocultura conflittuale--> evidenzia un certo grado di autonomia nei confronti del consenso valoriale perché più proiettata a perseguire scopi espressivi che finalità di successo economico, sottocultura a forte componente giovanile. È presente nei quartieri degradati rientranti nella cosiddetta zona di transizione caratterizzata da povertà, eterogeneità etnica e forte mobilità residenziale. È presente carenza di controllo sociale sia informale che istituzionale, in particolare quello esercitato da agenzie di socializzazione crea condizioni favorevoli a forme di aggregazione di tipo giovanile e violento. (^) Sottocultura rinunciataria--> astensione dai valori e norme della società, può essere frutto di una scelta deliberata di porsi fuori gioco o tramite processo di emarginazione. (es. drogati, vagabondi… coloro che decidono di vivere ai margini della società). SELLIN--> attenzione posta sulle dinamiche culturali conflittuali che scaturiscono da incontro-scontro di popolazioni coinvolte in fenomeni migratori--> fa riferimento a relativismo culturale e teoria dell'associazione differenziale che afferma che norme di condotta sono trasmesse nello stesso modo degli altri tratti culturali. Norme di condotta sono relative, ma è necessario comprendere come viene definito dal sistema culturale e normativo di riferimento di quella specifica persona. Conflitto culturale si genera quando comportamento di un soggetto che appare conforme alle norme della propria cultura di appartenenza è in contrasto con norme di condotta della cultura dominante. In ambiente sociale e multietnico è sempre più frequente trovarsi in presenza di sottoculture che si differenziano per vari gradi di cultura dominante. Si genera un conflitto sulle norme di condotta quando alcuni membri definiscono normale un comportamento che gli altri considerano deviante. Conflitto è molto evidente quando si è di fronte a sottoculture criminose. --> molto importante è la differenza tra prima e seconda generazione per quanto riguarda il conflitto culturale.
Prima generazione--> legata agli usi e tradizioni e alle norme di condotta del paese d'origine, compie meno reati o reati che nel paese d'origine sottostanno a norme di condotta diverse Seconda generazione--> figli di immigrati, tende a compiere numero di reati maggiori e tipici degli autoctoni. Figli di immigrati faticano ad integrarsi poiché combattuti tra norme e valori di condotta trasmessi sia dalla famiglia di origine che dalla società in cui vivono. Molto difficile la fase adolescenziale e puberale dove si trovano costretti tra la loro identità personale e sociale dentro il conflitto tra norme e valori dettati da famiglia e quelle dettate dalla società.