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Devianza, Criminalità e Controllo Sociale: Un'Introduzione Sociologica, Appunti di Sociologia

Devianza, criminalità e controllo sociale

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 02/12/2023

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elisa-zaccarelli-1 🇮🇹

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Devianza
criminalità e controllo sociale!
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STATEWAYS MORES FOLKWAYS!
Norme giuridiche Norme senza valore giuridico, Consuetudini!
ma di forte valore !
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Devianza fenomeno in continuo cambiamento perché cambiano le leggi, le abitudini e i modi di
pensare. Con i cambiamenti tecnologici nuove forme di devianza ad es. i reati connessi al web, frodi
informatiche e cyberbullismo.!
Ogni periodo storico e ogni contesto geofisico ha la propria normalità, essa risente della cultura e di
variabili come reddito e istruzione, e i loro devianti. Quando la devianza diventa estrema è punibile
con le norme penali e si parla di crimine. !
DEVIANZA!
– comportamento che si discosta dalle norme di un gruppo e che, oltre al discredito per l’individuo
che lo compie, suscita reazioni personali o collettive che servono a isolare, curare, correggere o
punire l’autore della violazione (Smelser, 1984).!
Dal punto di vista sociologico la devianza va considerata un fenomeno “normale” perché è sempre
presente nella società, anche se in forme diverse.!
CRIMINALITÀ!
– Forma di devianza, costituita da quei comportamenti che violano le norme giuridiche!
La sociologia studia i processi di costruzione dell’identità deviante, mentre la criminologia si
focalizza sui comportamenti lesivi che infrangono le leggi.!
L’origine delle riflessioni sulle pene da infliggere ai devianti risalgono alla scuola classica, che
esprimeva una concezione umanistica del sistema della giustizia penale, opponendosi ai monarchi.
Fondamento di base è l’uguaglianza di fronte alla legge; per questo tutti devono essere soggetti alle
prescrizioni penali secondo i principi di legalità formale. Le sanzioni devono avere funzione
deterrente, retributiva. Cesare Beccaria uno dei massimi esponenti d questa concezione. IN
opposizione alla scuola classica la prospettiva positivista nega che il soggetto che delinque sia
libero e sostiene che la condotta umana sia la la conseguenza necessaria di fattori biologici,
psicologici e sociali. !
Spiegazioni biologiche furono in voga fino agli anni 20 del ‘900, esse enfatizzarono le differenze
biologiche tra persone “normali” e devianti. Oggi queste vengono considerate prive di fondamento
scientifico perché riducono un fenomeno complesso come la criminalità ad un problema di
tendenze innate, trascurando completamente fattori psicologici e socio-culturali. A questo proposito
Cesare Lombroso spiegò il sistema delle evidenze sociali e fisiche dei comportamenti anormali.
Secondo lui il comportamento individuale dipende da fattori biologici, per cui individui che hanno
particolari caratteristiche fisiche tenderebbero a commettere atti criminali. Nel suo testo L’uomo
delinquente 1878, descrive la fisionomia del delinquente nato, soggetto con una anormalità fisica e
multipla, di altura atavica(primitiva) o degenerativa, il occasionale, quello abituale e il folle. !
W. Sheldon anni 40 del ‘900 !
Teoria secondo la quale le persone in cui predomina un certo tipo fisico presentano più
probabilmente determinati tratti di personalità. !
Esistono tre tipi di costituzione fisica a cui corrispondono tre tipologie differenti di personalità:!
Indica l'infrazione di una norma scritta o sociale Norme sociali: regole di comportamento in un certo
ambito, che possono essere implicite o esplicite; variano a seconda delle società, del momento storico
e del gruppo di riferimento.
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Devianza

criminalità e controllo sociale STATEWAYS MORES FOLKWAYS Norme giuridiche Norme senza valore giuridico, Consuetudini ma di forte valore Devianza fenomeno in continuo cambiamento perché cambiano le leggi, le abitudini e i modi di pensare. Con i cambiamenti tecnologici nuove forme di devianza ad es. i reati connessi al web, frodi informatiche e cyberbullismo. Ogni periodo storico e ogni contesto geofisico ha la propria normalità, essa risente della cultura e di variabili come reddito e istruzione, e i loro devianti. Quando la devianza diventa estrema è punibile con le norme penali e si parla di crimine. DEVIANZA

  • comportamento che si discosta dalle norme di un gruppo e che, oltre al discredito per l’individuo che lo compie, suscita reazioni personali o collettive che servono a isolare, curare, correggere o punire l’autore della violazione (Smelser, 1984). Dal punto di vista sociologico la devianza va considerata un fenomeno “normale” perché è sempre presente nella società, anche se in forme diverse. CRIMINALITÀ
  • Forma di devianza, costituita da quei comportamenti che violano le norme giuridiche La sociologia studia i processi di costruzione dell’identità deviante, mentre la criminologia si focalizza sui comportamenti lesivi che infrangono le leggi. L’origine delle riflessioni sulle pene da infliggere ai devianti risalgono alla scuola classica , che esprimeva una concezione umanistica del sistema della giustizia penale, opponendosi ai monarchi. Fondamento di base è l’uguaglianza di fronte alla legge; per questo tutti devono essere soggetti alle prescrizioni penali secondo i principi di legalità formale. Le sanzioni devono avere funzione deterrente, retributiva. Cesare Beccaria uno dei massimi esponenti d questa concezione. IN opposizione alla scuola classica→ la prospettiva positivista nega che il soggetto che delinque sia libero e sostiene che la condotta umana sia la la conseguenza necessaria di fattori biologici, psicologici e sociali. Spiegazioni biologiche →furono in voga fino agli anni 20 del ‘900, esse enfatizzarono le differenze biologiche tra persone “normali” e devianti. Oggi queste vengono considerate prive di fondamento scientifico perché riducono un fenomeno complesso come la criminalità ad un problema di tendenze innate, trascurando completamente fattori psicologici e socio-culturali. A questo proposito Cesare Lombroso spiegò il sistema delle evidenze sociali e fisiche dei comportamenti anormali. Secondo lui il comportamento individuale dipende da fattori biologici, per cui individui che hanno particolari caratteristiche fisiche tenderebbero a commettere atti criminali. Nel suo testo L’uomo delinquente 1878, descrive la fisionomia del delinquente nato, soggetto con una anormalità fisica e multipla, di altura atavica(primitiva) o degenerativa, il occasionale , quello abituale e il folle. W. Sheldon → anni 40 del ‘ Teoria secondo la quale le persone in cui predomina un certo tipo fisico presentano più probabilmente determinati tratti di personalità. Esistono tre tipi di costituzione fisica a cui corrispondono tre tipologie differenti di personalità: Indica l'infrazione di una norma scritta o sociale → Norme sociali: regole di comportamento in un certo ambito, che possono essere implicite o esplicite; variano a seconda delle società, del momento storico e del gruppo di riferimento.

I mesomorfi pur non essendo sempre delinquenti, sono con maggiore probabilità individui devianti La costituzione fisica non è però considerata la causa della devianza, ma solo un fattore predisponente. Teorie sulle anomalie nei cromosomi sessuali delle persone devianti → ricerche svolte a partire dagli anni 60 del ‘ Nei decenni passati ebbe un certo credito la teoria del cromosoma Y soprannumerario. Nel patrimonio genetico umano normale sono presente due cromosomi sessuali: XX nel caso delle femmine e XY nel caso dei maschi. Il cromosoma Y è quindi quello che determina l'acquisizione del sesso maschile. In un certo numero di casi di soggetti ricoverati in manicomi criminali, o incarcerati per gravi reati, si è osservata la presenza della trisomia XYY, cioè la presenza di un cromosoma Y aggiuntivo. Poiché la frequenza statistica dell'anomalia XYY appariva piuttosto elevata tra i soggetti internati e caratterizzati da comportamenti violenti e con psicopatie più gravi, si è pensato che questa anomalia potesse essere una delle basi della condotta criminale. Critiche alle teorie biologiche È vero che vi sono prove che alcuni disordini mentali possano avere una componente genetica e che alcuni tratti somatici e alcune deformità possono avere effetti sul comportamento; ma bisogna considerare che l’aspetto fisico di certi individui potrebbe averli resi più facilmente oggetto di DISCRIMINAZIONE SOCIALE , e ciò potrebbe averli spinti a reagire con un comportamento deviante. In conclusione quindi, i fattori biologici possono produrre la devianza solo indirettamente , combinandosi con fattori sociali e psicologici. Le teorie biologiche presentano dei rischi riguardanti problemi etici. Spiegazioni psicologiche Teorie psicoanalitiche: mettono in rapporto le azioni criminali con vari problemi psicodinamici → incriminarli non presenterebbero le inibizioni necessarie per tenere a freno i propri impulsi aggressivi. Attualmente si ritine che i fattori psicologici abbiano un ruolo importante nella genesi della devianza, ma probabilmente tali fattori si combinano con altri, soprattutto di natura sociale. Spiegazioni sociologiche prendono in considerazione i fattori sociali e culturali a causa dei quali gli individui vengono definiti devianti e trattati come tali. Teorie sociologiche:Teorie funzionaliste e struttural-funzionaliste: Esse considerano l’agire deviante come un fattore patologico e disfunzionale del sistema sociale, le cui norme vengono accettate e considerate la normalità.

  1. teorie dell’anomia : Durkheim , in la divisione del lavoro sociale (1893) e il suicidio (1897), sostiene che quando vi è contraddizione tra gli obbiettivi personali e quelli sociali, l’individuo vive in una condizione di crisi ed è proprio questo gap a generare la condotta deviante. Essa quindi non è una caratteristica personale ma un mancato dattamento alle regole. Lo stato ha quindi l’onere e l’obbligo di rispondere a queste disfunzioni pe riportare equilibrio nella società. La società però

dipende da due variabili:

  • atteggiamento distruttivo e oppositivo
  • controllo degli impulsi A seconda di come queste due variabili si relazionano si avranno condotte conformi o devianti. Questa analisi consente per esempio di interpretare i fenomeni delle bande degli adolescenti latinos. I minori sudamericani che si ricongiungono ai genitori in Italia o in altri Paesi d'Europa, solo quando sono in età preadolescenziale, rischiano di vivere una condizione di estraneità con il contesto familiare e di squalifica e marginalità a scuola. Le pandillas , bande organizzate di giovani sudamericani, rappresenteranno per loro una sorta di famiglia. Con questo approccio sono state studiate anche le tifoserie calcistiche. Nel calcio vi è una frattura tra lo sviluppo imprenditoriale e marginale delle squadre e delle tifoserie; esse sentendosi espropriate della loro squadra, hanno risposto a questa marginalizzazione con condotte violente. È stato però osservato che gli ultrà italiani, così come gli hooligans inglesi, sono esempi non solo di una sottocultura calcistica, ma in generale di una sottocultura giovanile che vede nella domenica sportiva l'occasione di una battaglia settimanale. Occorre però notare che lo svantaggio sociale non genera necessariamente un comportamento deviante. A proposito dell'insuccesso scolastico, Cohen, distingue tra corner boy e delinquent boy. I primi sono rappresentati da quei giovani che hanno reagito al fallimento scolastico con un atteggiamento di accettazione passiva, senza entrare in conflitto con i valori della upper class. I secondi rifiutano i modelli di vita della classe media e ricercano nel gruppo dei ribelli la loro identità.
  1. L’associazionismo differenziale: Edwin H. Sutherland si concentra sulla criminalità della upper class statunitense, mostrando come le condotte devianti possano essere apprese sia nei gruppi sociali poveri sia in quelli ricchi. Si concentra sui reati commessi dai colletti bianchi, che compiono reati come truffe bancarie e corruzione. Colui che commette questi reati esprime un’ associazione differenziale , per questo individuo i vantaggi che derivano dal crimine sono maggiori rispetto quelli che otterrebbe rispettando la legalità. Questi individui hanno una doppia appartenenza , perché sono divisi tra la partecipazione alla condotta delinquenziale e la condivisione di una condotta anti-criminale. Perché non tutti gli appartenenti ad una stessa subcultura diventano devianti? La devianza criminale è la risultante di una serie di contatti sia con le norme della sottocultura deviante che con i criminali stessi. Lo sviluppo di comportamenti devianti dipende da due variabili: -Intensità del contatto (frequenza, numero, durata) -Giovane età
  2. Labelling theory: coniuga l’interazionismo simbolico con le teorie della scuola di Chicago. Secondo gli autori di questa teoria la devianza è soprattutto il risultato della stigmatizzazione delle condotte difformi alla normalità. Questa teoria no analizza le cause che portano il soggetto a delinquere, ma si limita a illustrare il processo attraverso cui un individuo viene “etichettato” come deviante. La devianza può essere: -Devianza primaria: una condotta episodica, che rappresenta un evento isolato nella vita di una persona ed è molto diffusa nella società. Non viene quasi mai scoperta né sanzionata. -Devianza secondaria: parte di uno stile di vita, emerge dallo stato latente e viene stigmatizzata Stigma: caratteristica di una persona o di un gruppo che viene considerata un difetto e che mobilita tentativi di punire, isolare, o in altro modo degradare coloro che si pensa abbiano tale caratteristica creando lo status di criminale.
  • la persona viene etichettata come deviante
  • viene trattata come deviante
  • giunge a poco a poco a considerarsi essa stessa deviante. Fasi dello sviluppo della devianza (CARRIERA DEVIANTE):
  1. Formazione delle norme sociali
  2. Natura delle norme (tipologia, rigore, sanzioni previste)
  1. Verificarsi del comportamento deviante
  2. Qualificazione del comportamento come deviante
  3. Definizione della persona come deviante da parte di una apparato burocratico(etichettamento) 6. Stigmatizzazione
  4. Effetti della stigmatizzazione sull’individuo (sviluppo di un’identità “deviante”)
  5. Collettivizzazione della devianza (sviluppo di una subcultura deviante che può portare a un cambiamento sociale)
  6. La prospettiva naturalistica: il giovane deviante può non avere valori differenti da quelli della maggioranza o non appartenere ad una sottocultura oppure non vivere in una condizione di anomia. Con questa teoria viene introdotto il concetto di neutralizzazione , per indicare come le giustificazioni individuai che ciascuno si da nel momento di una trasgressione agiscano in modo da annullare il senso di colpa. La persona vive una sorta di condizione intermedia, il drift tra conformità e devianza e reagisce alle situazioni scegliendo di volta in volta quale delle due strategie seguire. Tipi di devianza Tipologia dei modi di adattamento individuale di Merton, fondata sulle cause della devianza: il divario tra mete culturali e mezzi per raggiungerle
  • Vantaggi:
  • Conformità e devianza non sono considerate due categorie separate, mutualmente esclusive, ma due estremi di un continuum
  • La devianza non è il prodotto di un atteggiamento completamento negativo, di rifiuto totale, nei confronti della società
  • Il divario tra obiettivi e mezzi per raggiungerli si realizza in modi diversi nei diversi livelli della stratificazione sociale Esiste un nesso tra classe sociale e tipo di devianza Rinuncia: classi più basse Innovazione: ranghi più bassi della gerarchia professionale Ritualismo: classi medio-basse Ribellione: gruppo sociale in ascesa, ma non abbastanza rapidamente Controllo sociale Apparato di norme/valori sociali e di sanzioni che servono a farli rispettare. Le funzioni della pena: due visioni differenti (nei secoli scorsi):

di sicurezza sociale nascondono dei meccanismi politici di repressione delle classi subalterne , chi detiene il potere li utilizza per favorire i propri interessi e controllare i comportamenti che ritengono indesiderabili. La critica ai sistemi di sicurezza e controllo sociale: nella cornice delle trasformazioni della società contemporanea, lo Stato è portato a implementare un sistema di controllo sempre più diffuso, al fine di mantenere il conflitto sotto una determinata soglia, ritenuta non pericolosa dalla politica. I meccanismi di controllo, informatici e non, sono sempre più diffusi e capillari. Deleuze definisce la società contemporanea come la società dei controlli, nella quale esistono videocamere ovunque, i nostri spostamenti sono rintracciabili, i nostri gusti e acquisti conoscibili.Tali sistemi di controllo rimandano al nuovo paradigma del sapere-potere, che decentra e amplia le occasioni di controllo→il controllo non è svolto solo dalle istituzioni giudiziarie, ma da una pluralità sempre più vasta di di soggetti (es. medici, insegnanti, psichiatri…). Le istituzioni totali: (meccanismi dell’esclusione e della violenza) luogo di residenza o di lavoro di gruppi di persone che, tagliate fuori dalla società per un periodo di tempo, si trovano a dividere una situazione comune, passando parte della loro vita in un regime chiuso e amministrato. Es. penitenziari, manicomi, campi di concentramento, collegi, monasteri

  • Tutti gli aspetti della vita si svolgono nello stesso luogo e sotto la stessa autorità
  • Le persone vengono spersonalizzate, trattate tutte allo stesso modo e obbligate a fare le stesse cose
  • I rapporti con l’esterno sono nulli o comunque molto limitati
  • C’è una netta distinzione tra gli internati e lo staff che li controlla (lo staff sviluppa un senso di superiorità rispetto agli internati) .