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devianza e criminalità capitolo 3, Appunti di Sociologia della Devianza e della Criminalità

riassunto del terzo capitolo del manuale devianza e criminalità

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 01/02/2018

Giovanna.D_Antoni
Giovanna.D_Antoni 🇮🇹

4.3

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LA SCUOLA POSITIVA
Il positivismo si sviluppa nella prima metà dell’800 in Francia e via via negli altri paesi, i positivisti
per lo più erano scienziati, matematici, medici e astronomi, essi studiavano il comportamento da
una prospettiva biologica, psicologica e sociologica.
Figura di spicco in questo periodo, fu Auguste Comte, filosofo e scienziato sociale francese ritenuto
il padre della sociologia; è importante sottolineare che la sociologia è una scienza e la devianza è
una patologia fisica (es. tare biologiche), sociale (es. povertà) o legata alla persona.
La scienza divenne uno strumento importante per gli studiosi, in questo periodo, e vennero fatte
numerose scoperte e invenzioni, si pensi al fonografo, alla statua della libertà, all’automobile, ecc..
anche la medicina abbracciò la scienza, si pensi a Freud che sviluppo le sue teorie psicoanalitiche.
Due importanti ingredienti nell’ascesa della criminologia positiva furono il concetto di
“evoluzione” secondo cui le società umane si evolvono continuamente e gli esseri umani sono
artefici del proprio destino ed in grado di adattare i loro comportamenti al contesto in cui vivono
così da poter creare una società che soddisfi le loro aspirazioni; e il concetto di “persona” infatti si
parla di “personalismo” intendendo l’essere umano non più come individuo ma bensì come persona.
Inoltre, la criminologia positiva venne influenzata dall’antropologia che faceva emergere
l’esistenza di società “primitive”, si tratta di società che venivano studiate da missionari e
funzionari coloniali che non erano molto esperti in questo campo e quando si imbattevano in società
che non rientravano nel modello europeo le definivano primitive.
I lavori della scuola positiva, pur nella loro diversità, rappresentano il primo reale studio del
comportamento criminale.
Si sentì il bisogno di trovare i fattori che stavano alla base del comportamento criminale, per
rimuoverli o curarli ed, inoltre, divenne necessario saper prevedere quali individui avevano
maggiori probabilità di diventare criminali, in modo da prevenire le loro azioni prima che
danneggiassero se stessi e la società.
I positivisti, abbandonano l’interesse per i meccanismi del sistema legale studiati dalla scuola
classica, infatti l’unica spiegazione della criminalità che loro fornivano era di tipo sociale in quanto
la dimensione legale non era collegata al trattamento, poiché le categorie comportamentali non
coincidevano con le categorie giuridiche.
Secondo i positivisti, in presenza di comportamenti devianti, bisognava sottoporre gli individui al
trattamento riabilitativo, che non aveva niente a che fare con i diritti civili, poiché il suo scopo era
quello di “guarire” il soggetto criminale.
Di conseguenza, i primi positivisti conclusero che i criminali non avevano alcun diritto di obiettare
al trattamento che subivano.
I maggiori esponenti del positivismo in Italia, in abito sociologico, furono: Cesare Lombroso,
Enrico Ferri e Raffaele Garofalo.
Lombroso, considerato da molti il padre della criminologia moderna, sostiene che la costituzione
fisica dell’individuo è la più potente causa di criminalità, egli riscontra nei suoi studi sui soggetti
devianti alcune caratteristiche comuni (es. mandibola).
Lombroso affermò che i criminali sono affetti da anormalità fisiche multiple che possono essere di
natura atavica (cioè primitive e quindi il criminale è colui che è a un livello più basso di
evoluzione) o di natura degenerativa .
Queste inferiorità fisiche contribuirono a creare un prototipo biologico che Lombroso chiama
Criminale Nato, questi criminali inoltre presentavano mancanza di moralità, mancanza di rimorso,
uso di espressioni gergali e di tatuaggi.
Lombroso inoltre distingue altri tipi di criminali: il malato mentale, l’epilettico e l’occasionale che
delinque a causa delle influenze circostanti piuttosto che per ragioni biologiche.
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LA SCUOLA POSITIVA

Il positivismo si sviluppa nella prima metà dell’800 in Francia e via via negli altri paesi, i positivisti per lo più erano scienziati, matematici, medici e astronomi, essi studiavano il comportamento da una prospettiva biologica, psicologica e sociologica. Figura di spicco in questo periodo, fu Auguste Comte, filosofo e scienziato sociale francese ritenuto il padre della sociologia; è importante sottolineare che la sociologia è una scienza e la devianza è una patologia fisica (es. tare biologiche), sociale (es. povertà) o legata alla persona. La scienza divenne uno strumento importante per gli studiosi, in questo periodo, e vennero fatte numerose scoperte e invenzioni, si pensi al fonografo, alla statua della libertà, all’automobile, ecc.. anche la medicina abbracciò la scienza, si pensi a Freud che sviluppo le sue teorie psicoanalitiche. Due importanti ingredienti nell’ascesa della criminologia positiva furono il concetto di “evoluzione” secondo cui le società umane si evolvono continuamente e gli esseri umani sono artefici del proprio destino ed in grado di adattare i loro comportamenti al contesto in cui vivono così da poter creare una società che soddisfi le loro aspirazioni; e il concetto di “persona” infatti si parla di “personalismo” intendendo l’essere umano non più come individuo ma bensì come persona. Inoltre, la criminologia positiva venne influenzata dall’antropologia che faceva emergere l’esistenza di società “primitive”, si tratta di società che venivano studiate da missionari e funzionari coloniali che non erano molto esperti in questo campo e quando si imbattevano in società che non rientravano nel modello europeo le definivano primitive.

I lavori della scuola positiva, pur nella loro diversità, rappresentano il primo reale studio del comportamento criminale. Si sentì il bisogno di trovare i fattori che stavano alla base del comportamento criminale, per rimuoverli o curarli ed, inoltre, divenne necessario saper prevedere quali individui avevano maggiori probabilità di diventare criminali, in modo da prevenire le loro azioni prima che danneggiassero se stessi e la società. I positivisti, abbandonano l’interesse per i meccanismi del sistema legale studiati dalla scuola classica, infatti l’unica spiegazione della criminalità che loro fornivano era di tipo sociale in quanto la dimensione legale non era collegata al trattamento, poiché le categorie comportamentali non coincidevano con le categorie giuridiche. Secondo i positivisti, in presenza di comportamenti devianti, bisognava sottoporre gli individui al trattamento riabilitativo, che non aveva niente a che fare con i diritti civili, poiché il suo scopo era quello di “guarire” il soggetto criminale. Di conseguenza, i primi positivisti conclusero che i criminali non avevano alcun diritto di obiettare al trattamento che subivano.

I maggiori esponenti del positivismo in Italia, in abito sociologico, furono: Cesare Lombroso, Enrico Ferri e Raffaele Garofalo. Lombroso, considerato da molti il padre della criminologia moderna, sostiene che la costituzione fisica dell’individuo è la più potente causa di criminalità, egli riscontra nei suoi studi sui soggetti devianti alcune caratteristiche comuni (es. mandibola). Lombroso affermò che i criminali sono affetti da anormalità fisiche multiple che possono essere di natura atavica (cioè primitive e quindi il criminale è colui che è a un livello più basso di evoluzione) o di natura degenerativa. Queste inferiorità fisiche contribuirono a creare un prototipo biologico che Lombroso chiama Criminale Nato , questi criminali inoltre presentavano mancanza di moralità, mancanza di rimorso, uso di espressioni gergali e di tatuaggi. Lombroso inoltre distingue altri tipi di criminali: il malato mentale, l’epilettico e l’occasionale che delinque a causa delle influenze circostanti piuttosto che per ragioni biologiche.

Lombroso studiò, anche, la devianza femminile e afferma che la donna non è in grado di compiere reati pesanti ma se li commette essi sono di natura sessuale o legati al proprio ruolo; le donne che compiono reati pesanti (es. rapina) deviano come un uomo e ciò è possibile in quanto riescono ad arrivare allo stesso livello evolutivo dell’uomo. Ferri, allievo di Lombroso, aggiunse allo schema classificatorio del maestro, oltre al delinquente nato, gli autori di delitti passionali e i delinquenti abituali. Ferri , oltre al prototipo del delinquente nato, individuò altri importanti fattori causali: di tipo fisico (razza, geografia, temperatura e clima), di tipo antropologico (età, sesso, psiche e organismo) e di tipo sociale (costumi, religione, economia, densità della popolazione). Garofalo coniò la definizione universale di Crimine Naturale che comprende tutti gli atti ritenuti criminali in tutte le società.

Seguendo i lavori dei positivisti italiani, vennero compiuti studi significativi anche in campo biologico, ad esempio furono esaminati i familiari dei criminali in modo da individuarne un’ ereditarietà , ci si servì dei test di intelligenza e si fecero studi sui gemelli. In questo campo spiccano i lavori di William Sheldon che distingue tre somatotipi e cioè tre tipi principali di costituzione fisica in base ai quali si definirebbero personalità differenti e una differente propensione alla devianza:

  • Ectomorfo : individuo con le ossa piccole, magro, gracile e con una personalità sensibile e introversa (timido).
  • (^) Mesomorfo : individuo con corpo muscoloso, ossa larghe e una personalità aggressiva, estroversa e attiva.
  • Endomorfo : individuo con una costituzione grassa, personalità rilassata, giovanile ed estroversa. Sheldon dedusse che i delinquenti avevano di solito le caratteristiche fisiche dei mesomorfi. Gabriel Tarde promuove l’idea che il comportamento, compreso quello criminale, comprenda un processo di imitazione degli altri, distinguendo comportamenti a breve termine (moda) e a lungo termine (abitudine). Secondo Tarde, le persone socialmente inferiori imitano quelle superiori, copiandone il comportamento ed è proprio in questa maniera che si diffonde ad esempio, l’uso di tecniche omicide nuove e insolite.

Come abbiamo avuto modo di vedere, il positivismo non è rappresentato solo dalle teorie biologiche ma anche da quelle psicologiche e sociologiche. Inoltre è importante sottolineare che il positivismo ha avuto un influenza rilevante sia sul modo di costruire le teorie, sia sul modo di impostare la ricerca e si può affermare che le teorie positiviste sociologiche sono state strutturali e macro-teoriche, mentre le teorie positiviste biologiche e psicologiche sono state procedurali e micro-teoriche. A questo punto possiamo dire che i concetti fondamentali della scuola positiva sono:

  1. Gli esseri umani vivono in un mondo caratterizzato da rapporti di causa-effetto, in cui regna un ordine, che è possibile individuare e scoprire attraverso l’osservazione sistematica.
  2. I problemi sociali, come la criminalità, possono essere risolti attraverso lo studio sistematico del comportamento umano. L’applicazione della scienza rende la natura umana perfettibile, o quantomeno migliorabile.
  3. (^) Il comportamento criminale dipende da diversi tipi di anormalità, che possono essere intrinseche all’individuo o possono scaturire dalla società.
  4. Le caratteristiche dell’anormalità vanno stabilite mediante il confronto con quelle della normalità.
  5. Una volta scoperte le anormalità, è compito della criminologia provvedere alla loro correzione. Bisogna sottoporle a trattamento e recuperare il soggetto criminale.