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Educazione di Genere: Un Approfondimento sulle Differenze di Genere in Ambito Scolastico, Appunti di Pedagogia

differenza di genere dagli anni 70 ad oggi

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/06/2019

veronica-pieramici
veronica-pieramici 🇮🇹

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Kate Millet: ne anni 60. Sessualità come costruzione politica; sesso
come categoria sociale e non biologico. Gayle Rubin: 1975. The traic in
women. “Sex gender system”: processi con cui la società trasforma
l’attività biologica in prodotti dell’attività umana e organizza la divisione
di compiti tra uomini e donne. Women’s studies: Stati Uniti, anni 70.
Primi studi per capire perché sono nate e persistono le disuguaglianze
tra i sessi. Joan Scott: genere come categoria analitica e ordine sociale.
Tre dimensioni anni 70: 1. Costruzione sociale del maschile e femminile
e dei rapporti tra essi. 2. Dimensione relazionale del concetto
(analizzare donne e uomini insieme) 3. Dimensione relativa alla
disuguaglianza di potere. Movimenti femministi (neofemminismo anni
70) per società paritaria. Elena Gianini Belotti: dalla parte delle
bambine (anni 70). È importante dare a ogni individuo la possibilità di
svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, senza condizionamenti
per sesso già dalla nascita. 15 Giugno 2011: Protocollo dell’istruzione
tra i Ministeri per le Pari Opportunità e dell’Istruzione: accordo per
promuovere corsi di formazione per sensibilizzare il personale docente,
studenti/esse.. (ma no diusione). Educazione di genere: comportamenti
messi in atto da chi ha responsabilità educativa con il ne di eliminare
gli stereotipi di genere. Pedagogia di genere: riessione sull’educazione
di genere condotta da pedagogisti. Consente di analizzare il carattere
dinamico e storico della dierenziazione di genere. Silvia Leonelli ci
dice che le ricerche di genere hanno attraversato tre fasi: 1. Dagli anni
70 a 80. La ricerca dell’uguaglianza. Ci si rende conto che la donna è
indietro. Analfabetismo femminile più alto del maschile. Ricerca del
diritto delle pari opportunità. 2. Anni 80. Fase che rivendica il
riconoscimento della dierenza. Vogliamo gli stessi diritti ma non siamo
tutti uguali, uomini e donne hanno delle dierenze, da riconoscere e
valorizzare non discriminare. Fase degli anni 80 che vede soprattutto a
partire da alcune insegnanti .. 3. Riconoscimento della molteplicità,
intensa come molteplicità di approcci, etnie, orientamenti sessuali.
Critica ai sistemi binari uomo/donna. Tre modelli normativi in Europa in
riferimento all’uguaglianza di genere: - norme antidiscriminatorie
generali. - pari trattamento e opportunità nel settore dell’istruzione. -
uguaglianza di genere in ambito educativo. Emancipazione femminile:
900. Pedagogia dell’ignoranza: le donne non vanno a scuola. Pedagogia
del sapere come ornamento: alle donne viene dato un sapere solo per
poter apprezzare i ragionamenti degli uomini, ma no propria libertà di
pensiero. (700) Pedagogia della dierenza: alfabetizzazione femminile
che si aerma lentamente (Anni 70). Grazie a: - scuola media unica 1962
- scuola materna statale 1968 - asilo nido regionale 1971. Anni 80:
parità iscrizione maschi e femmine anche nelle scuole secondarie
superiori. Segregazione o autosegregazione formativa: con segregazione
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Kate Millet: fine anni 60. Sessualità come costruzione politica; sesso come categoria sociale e non biologico. Gayle Rubin: 1975. The traffic in women. “Sex gender system”: processi con cui la società trasforma l’attività biologica in prodotti dell’attività umana e organizza la divisione di compiti tra uomini e donne. Women’s studies : Stati Uniti, anni 70. Primi studi per capire perché sono nate e persistono le disuguaglianze tra i sessi. Joan Scott: genere come categoria analitica e ordine sociale. Tre dimensioni anni 70: 1. Costruzione sociale del maschile e femminile e dei rapporti tra essi. 2. Dimensione relazionale del concetto (analizzare donne e uomini insieme) 3. Dimensione relativa alla disuguaglianza di potere. Movimenti femministi (neofemminismo anni

  1. per società paritaria. Elena Gianini Belotti: dalla parte delle bambine ( anni 70). È importante dare a ogni individuo la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, senza condizionamenti per sesso già dalla nascita. 15 Giugno 2011: Protocollo dell’istruzione tra i Ministeri per le Pari Opportunità e dell’Istruzione: accordo per promuovere corsi di formazione per sensibilizzare il personale docente, studenti/esse.. (ma no diffusione). Educazione di genere: comportamenti messi in atto da chi ha responsabilità educativa con il fine di eliminare gli stereotipi di genere. Pedagogia di genere: riflessione sull’educazione di genere condotta da pedagogisti. Consente di analizzare il carattere dinamico e storico della differenziazione di genere. Silvia Leonelli ci dice che le ricerche di genere hanno attraversato tre fasi: 1. Dagli anni 70 a 80. La ricerca dell’uguaglianza. Ci si rende conto che la donna è indietro. Analfabetismo femminile più alto del maschile. Ricerca del diritto delle pari opportunità. 2. Anni 80. Fase che rivendica il riconoscimento della differenza. Vogliamo gli stessi diritti ma non siamo tutti uguali, uomini e donne hanno delle differenze, da riconoscere e valorizzare non discriminare. Fase degli anni 80 che vede soprattutto a partire da alcune insegnanti .. 3. Riconoscimento della molteplicità, intensa come molteplicità di approcci, etnie, orientamenti sessuali. Critica ai sistemi binari uomo/donna. Tre modelli normativi in Europa in riferimento all’uguaglianza di genere: - norme antidiscriminatorie generali. - pari trattamento e opportunità nel settore dell’istruzione. - uguaglianza di genere in ambito educativo. Emancipazione femminile:
  1. Pedagogia dell’ignoranza: le donne non vanno a scuola. Pedagogia del sapere come ornamento: alle donne viene dato un sapere solo per poter apprezzare i ragionamenti degli uomini, ma no propria libertà di pensiero. (700) Pedagogia della differenza: alfabetizzazione femminile che si afferma lentamente (Anni 70). Grazie a: - scuola media unica 1962
  • scuola materna statale 1968 - asilo nido regionale 1971. Anni 80: parità iscrizione maschi e femmine anche nelle scuole secondarie superiori. Segregazione o autosegregazione formativa: con segregazione

formativa si intende la divisione stereotipata tra maschi e femmine nella scelta del percorso scolastico che poi diventa separazione le percorso lavorativo. Questa separazione viene dalle scuole superiori e poi università. Per esempio negli istituti pedagogici le ragazze sono l’85% mentre negli istituti tecnici sono 44%. Sessismo linguistico: In Italia viene posto a livello istituzionale nel 1986 quando Alma Sabatini pubblica “ Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana”. Quando noi ci rivolgiamo ad una classe, ci rivolgiamo al maschile. Per evitare ciò è necessario decostruire il linguaggio usato quotidianamente affinchè venga svelato il linguaggio falsamente neutro per essere costruito poi un linguaggio nuovo, portatore di nuovi valori. È nel linguaggio che il soggetto prende forma. Per esempio a scuola, parlare solo di studenti ed alunni significa negare il riconoscimento della presenza dell’altra metà della classe. Non si può cambiare la lingua se prima non vi è una trasformazione a livello mentale e culturale. Educare al genere nell’ottica del Capability Approch: nasce inizialmente in campo economico negli anni ’80, elaborato con connotazioni leggermente differenti da Amartya Sen e Martha Nussbaum. Sen -> sono intese come possibilità reali, effettive di cui le persone dispongono per realizzare azioni o modi di essere e comprendono sia le risorse relazioni provenienti dall’ambiente esterno sia le risorse interne del soggetto che cambia da persona a persona praticamente rappresentano le libertà di scelta di possibili opportunità di essere e di fare di tutti i cittadini. Mettere insieme questo approccio con l’idea di educazione della differenza di genere significa in ambito educativo partire dal presupposto che ogni azione educativa è orientata al raggiungimento di un certo livello di libertà individuale e che il benessere è dato dalla libertà che le persone si sentono effettivamente di fare e di essere e quindi vivere le proprie vite libere e autentiche. Il concetto di libertà è fondamentale in questo approccio ed assume una valenza sia negativa (ossia libertà da costrizioni altrui, senza vincoli e divieti) che positiva (come libertà di scegliere e fare). La scuola attuale deve educare al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze per una completa accettazione di sé e degli altri e mettere i soggetti in condizione di vivere la libertà e le opportunità di essere e fare ciò che veramente vogliono essere e fare, liberi da stereotipi e da pregiudizi. Martha Nussbaum dà un’ulteriore svolta distinguendo tra capacità interne, legate a caratteristiche, abilità e tratti personali, e capacità combinate acquisite grazie all’interazione con l’ambiente. Differenze tra le due : Un elemento che differenzia il suo pensiero con quello di Sen è la definizione ancora più specifica delle capacità : mentre per Sen sono concepite come uno schema aperto, Nussbaum elabora una vera tassonomia delle capacità che vanno dalle piu semplici e indispensabili

positivi di insegnanti (uomini). -> maggioranza donne per conciliare lavoro domestico con quello professionale + piacere per il lavoro inteso come formazione per altri individui. Cosa significa essere uomini o donne in ambito della scuola: - Diversità ma uguale importanza. - Diversità dei ruoli perché donne più predisposte. - Diversità perché gli uomini suscitano più autorevolezza. (Stereotipi sia per femmine che per maschi) Quanto è avvertita la questione delle pari opportunità e discriminazioni nella scuola: - no discriminazioni perché non c’è possibilità di fare carriera né gerarchia nei ruoli. Professioni più adatte a uomini e donne: 35% si, 60% no. Accordo su la questione che le donne devono produrre più degli uomini per ottenere gli stessi riconoscimenti. 35% d’accordo, metà condivide solo una parte: valido solo in alcuni settori. Percezione dell’interesse dei bambini e bambine verso le attività proposte: indifferenziato ma maschi ambito scientifico, femmine quello linguistico e artistico. Dati in discordanza con le risposte dei bambini secondo cui anche nelle bambine la matematica è la materia preferita dopo italiano. Domande di accordo: - compagni di gioco dello stesso sesso (maggioranza preferisce giocare con compagni dello stesso sesso.)

  • Giochi più adatti in base al sesso: femmine cura, tranquilli; maschi lotta. - differenze nei comportamenti dipende da: famiglia, contesto sociale, predisposizione innata. - rispetto regole in classe: bambine più chiacchierone, bambini più movimentati. Da questa ricerca è emerso che le insegnanti hanno una mancanza di consapevolezza dell’importanza dell’educazione alla differenza di genere. Ricerca con i bambini : Campione: 619 questionari, classi quarte e quinte. 313 maschi e 306 femmine. 18 domande e un disegno, tre parti: - gioco e tempo libero - materie scolastiche - professioni. Disegno: analizzato attraverso 7 indicatori di Chambers: camice, occhiali, capelli, fascia, simboli di ricerca, simboli del sapere, prodotti della scienza. Analisi del giocattolo: frequenza dei giochi, giochi preferiti, compagni di giochi, giochi adatti maschio/femmina. Giochi più adatti a ciascun genere: hanno risposto positivamente Percezione della realtà: le bambine dimostrano di essere più legate alla realtà e proiettate già nella vita adulta. I maschi sono ancorati ad una visione più tradizionale che vede la donna impegnata nelle attività domestiche mentre le bambine ricercano l’ideale di bellezza, di fama e successo.-> traspare grande importanza legata al successo: obiettivi molto diffusi nei bambini di oggi. Nuove tecnologie nel tempo libero: i maschi si dedicano più al gioco mentre le femmine si dedicano alla posta elettronica o ascoltano musica. Nuove attività domestiche diversificate in base al sesso: entrambi collaborano nelle attività domestiche ( le bambine di più). La maggioranza femminile aiuta a cucinare mentre i maschietti piccoli lavori di manutenzione. Materie preferite: matematica, italiano, scienze

e storia. I dati confermano le stereotipo secondo cui le bambine preferiscono le materie linguistiche e i bambini le materie scientifiche. In quale materia si sentivano più bravi: confermano le risposte precedenti. Professioni: tra le preferenze maschili professioni sportive e di cura; tra le preferenze femminili: professioni di cura, artistiche, pubblico, culinarie ed estetiche. Per quanto riguarda le professioni scientifiche c’è una differenziazione: maschi sono spinti dal desiderio di scoperta e di avventura, di progettare qualcosa di innovativo; le femmine sono spinte da un desiderio umanitario di migliorare le condizioni del pianeta, trovare soluzioni per guarire le persone o le piante. I maschi guardano alla futura professione solo per il guadagno/ successo. Lavoro più adatto uomini o donne: generalmente i bambini dimostrano di avere delle percezioni stereotipate rispetto alle professioni perché hanno ritenuto un determinato lavoro più adatto agli uomini. Le bambine hanno una visione più aperta e meno stereotipata. Disegno di una persona in ambito scientifico: i maschi tendenzialmente disegnano solo la figura maschile mentre le bambine disegnato entrambi i sessi ( le donne sono particolarmente curate nell’abbigliamento e nell’aspetto fisico). LET TOYS BE TOYS: iniziativa di genitori inglesi per eliminare gli stereotipi nei giocattoli.