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Presentazione power point iniquità di genere
Tipologia: Slide
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XXV Corso Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo UNICEF «Il mondo in trasformazione: side per l’equità e lo sviluppo sostenibile ”: Milano, 1 marzo 2019 Elisabetta Camussi Dipartimento di Psicologia -Università degli Studi di Milano Bicocca Ordine degli Psicologi della Lombardia [email protected]
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne P resentata per la prima volta a Istanbul, la Convenzione è entrata in vigore nel 2014, dopo aver raggiunto 10 ratifiche da parte dei Paesi membri. La Convenzione riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti Umani e come un atto di discriminazione. La Convenzione può essere ratificata anche da Paesi che non appartengono al Consiglio d’Europa La Convenzione è il primo strumento giuridicamente vincolante che definisce specifiche forme di violenza e dispone diversi tipi di protezione per le donne.
Le forme di violenza :
Definizione di violenza nei confronti delle donne: "una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti.»
I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%). Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). La violenza come causa e conseguenza della separazione. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)
Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all'indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all'11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di:
Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza: la violenza non è un fatto normale. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell'ordine (dal 6,7% all'11,8%). Permane comunque una certa tendenza a non denunciare, per timore delle ritorsioni. Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%: sempre troppo poco). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner. La violenza non è un fatto privato. Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell'ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.
”L'indagine dice che le violenze più cruente avvengono per mano di partner, presenti e passati, familiari e amici di famiglia, e questo deve far interrogare profondamente la società contemporanea, che vive nella ricerca dell'amore ideale. Cosa sono in realtà le relazioni affettive, di intimità e di amore? C'è bisogno di un profondo cambiamento culturale per modificare le relazioni affettive e di potere tra gli uomini e le donne, affinché siano basate sul rispetto e non sulla prevaricazione e le discriminazioni di un genere su un altro” (Lanzoni, Pangea Onlus).
Appena nati/e hanno le stesse opportunità: ma le loro prospettive scolastiche e di carriera sono diverse. Una volta adulti, gli uomini guadagneranno in media circa il 16 % in più delle donne (media europea, dati Eurostat).
Global Gender Gap Report, 2015 & Dati EuroStat, 2014 Con la pensione aumenta il gap donne-uomini. Nel 2012 la percentuale di donne oltre i sessantacinque anni a rischio di povertà raggiungeva il 21,7 %, contro il 16,3 % degli uomini.
‘Riconoscimento dell’esistenza di una sessualità socialmente costruita , le cui origini sono culturali e sociali, non semplicemente biologiche’. Tipizzazione sessuale/Androginia psicologica (Bem ’74):