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differenza sul lavoro, Slide di Sociologia Del Diritto

Presentazione power point iniquità di genere

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 15/05/2019

Martaboscaglieri
Martaboscaglieri 🇮🇹

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Iniquità di genere: un problema globale?
XXV Corso Multidisciplinare di Educazione allo
SviluppoUNICEF
«Il mondo in trasformazione: side per l’equità e lo
sviluppo sostenibile”:
Milano, 1 marzo 2019
Elisabetta Camussi
Dipartimento di Psicologia -Università degli Studi di Milano Bicocca
Ordine degli Psicologi della Lombardia
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Iniquità di genere: un problema globale?

XXV Corso Multidisciplinare di Educazione allo Sviluppo UNICEF «Il mondo in trasformazione: side per l’equità e lo sviluppo sostenibile ”: Milano, 1 marzo 2019 Elisabetta Camussi Dipartimento di Psicologia -Università degli Studi di Milano Bicocca Ordine degli Psicologi della Lombardia [email protected]

La Convenzione di Istanbul

Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne P resentata per la prima volta a Istanbul, la Convenzione è entrata in vigore nel 2014, dopo aver raggiunto 10 ratifiche da parte dei Paesi membri. La Convenzione riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti Umani e come un atto di discriminazione. La Convenzione può essere ratificata anche da Paesi che non appartengono al Consiglio d’Europa La Convenzione è il primo strumento giuridicamente vincolante che definisce specifiche forme di violenza e dispone diversi tipi di protezione per le donne.

Le forme di violenza :

  • (^) violenza fisica,
  • (^) violenza psicologica,
  • (^) stalking,
  • (^) violenza sessuale e stupro,
  • (^) i matrimoni forzati,
  • (^) mutilazioni genitali femminili,
  • (^) l'aborto forzato, la sterilizzazione forzata,
  • (^) pratiche nocive legate alla cultura, al costume e alla tradizione.

La Convenzione di Istanbul III

Definizione di violenza nei confronti delle donne: "una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti.»

La violenza di genere – I prossimi dati

I PARTNER

I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%). Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). La violenza come causa e conseguenza della separazione. Considerando il totale delle violenze subìte da donne con figli, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014)

La violenza di genere – Istat 2015 II

IL CONFRONTO CON L’INDAGINE PRECEDENTE

Emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all'indagine precedente: negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all'11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di:

  • (^) una maggiore informazione e sensibilizzazione svolta dai centri antiviolenza,
  • (^) lavoro sul campo,
  • (^) una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno (soprattutto tra le giovani ad alta scolarizzazione),
  • (^) un clima sociale di maggiore condanna della violenza. È in calo sia la violenza fisica sia la sessuale, dai partner e ex partner (dal 5,1% al 4% la fisica, dal 2,8% al 2% la sessuale) come dai non partner (dal 9% al 7,7%). In forte calo anche la violenza psicologica dal partner attuale (dal 42,3% al 26,4%). Il calo è particolarmente accentuato per le studentesse, che passano dal 17,1% all'11,9% nel caso di ex partner, dal 5,3% al 2,4% da partner attuale e dal 26,5% al 22% da non partner.

La violenza di genere – Istat 2015 III

LA CONSAPEVOLEZZA CRESCENTE

Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza: la violenza non è un fatto normale. Più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell'ordine (dal 6,7% all'11,8%). Permane comunque una certa tendenza a non denunciare, per timore delle ritorsioni. Più spesso ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%: sempre troppo poco). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner. La violenza non è un fatto privato. Rispetto al 2006, le vittime sono più soddisfatte del lavoro delle forze dell'ordine. Per le violenze da partner o ex, le donne molto soddisfatte passano dal 9,9% al 28,5%.

La violenza di genere – Istat 2015 VI

GUERRA CIVILE A BASSA INTENSITA’

”L'indagine dice che le violenze più cruente avvengono per mano di partner, presenti e passati, familiari e amici di famiglia, e questo deve far interrogare profondamente la società contemporanea, che vive nella ricerca dell'amore ideale. Cosa sono in realtà le relazioni affettive, di intimità e di amore? C'è bisogno di un profondo cambiamento culturale per modificare le relazioni affettive e di potere tra gli uomini e le donne, affinché siano basate sul rispetto e non sulla prevaricazione e le discriminazioni di un genere su un altro” (Lanzoni, Pangea Onlus).

La violenza di genere – Istat 2015 VI

Appena nati/e hanno le stesse opportunità: ma le loro prospettive scolastiche e di carriera sono diverse. Una volta adulti, gli uomini guadagneranno in media circa il 16 % in più delle donne (media europea, dati Eurostat).

Pari Opportunità?

Caratteristiche del gap

  • (^) Trasversale ai Paesi (dati ISTAT ed EuroStat)
  • (^) Trasversale alle Professioni (Spring,
  • (^) Cresce al crescere dell’età (Spring,
  • (^) Cresce in proporzione al salario

Qualche dato

Global Gender Gap Report, 2015 & Dati EuroStat, 2014 Con la pensione aumenta il gap donne-uomini. Nel 2012 la percentuale di donne oltre i sessantacinque anni a rischio di povertà raggiungeva il 21,7 %, contro il 16,3 % degli uomini.

Qualche dato

Le cause

  • (^) Poche donne ai posti di comando (Lemons, 2003)
    • (^) Glass Ceiling.
    • (^) Nel 2013, donne con ruolo di amministratrici delegate = 2,8 %.
  • (^) La tradizione e i ruoli di genere
    • (^) Agentic vs Communal (Bakan, 1966).
    • (^) Influenza sulle scelte scolastico-lavorative (Lin, 2010).
    • (^) Valori tradizionali e idee preconcette sui modelli lavorativi.
    • (^) Senso di efficacia? (Norris et al, 2004; Conway et al, 2005).
  • (^) Conciliare lavoro e famiglia
    • (^) Scelte di formule di lavoro part-time.
    • (^) Il divario salariale risulta maggiore per le donne con figli (Biancotti, Ilardi, Moscatelli, 2013).
    • (^) Gli uomini prendono di rado un congedo parentale o lavorano part-time.
    • (^) La giornata lavorativa di un uomo sul posto di lavoro è in genere più lunga, ma se si sommano le ore di lavoro retribuite e non retribuite, una donna

Stereotipi e Generi

‘Riconoscimento dell’esistenza di una sessualità socialmente costruita , le cui origini sono culturali e sociali, non semplicemente biologiche’. Tipizzazione sessuale/Androginia psicologica (Bem ’74):

  • (^) mascolinità e femminilità sono dimensioni indipendenti che possono anche coesistere. Stereotipi di genere (Rosenkrantz, ’68):
  • (^) credenze consensuali sulle caratteristiche di personalità – da cui si inferiscono competenze – degli appartenenti ai due sessi.
  • (^) Donne - communal VS Uomini - agentic (Bakan, 1966).