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Dipendenza da Internet: Definizione, Eziopatogenesi e Comorbilità Psichiatrica, Appunti di Psicologia Generale

Capitolo tesi sulla dipendenza da internet

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 28/04/2021

Giulia220895
Giulia220895 🇮🇹

4.7

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DIPENDENZA DA INTERNET
2.1 Definizione e eziopatogenesi
Young nel 1996 definì la dipendenza da internet come un disturbo nel controllo degli impulsi che
non implica l’assunzione di una sostanza. L’Internet Addiction è caratterizzata da preoccupazioni,
sollecitazioni o comportamenti eccessivi riguardanti l'uso di Internet con ricadute sulla vita del
soggetto (Young 1996). Un uso disfunzionale di Internet è spesso osservato durante la giovane età
adulta, tra i 18 e i 24 anni (Huang 2006). La ricerca ha dimostrato che in questa fase di vita,
soprattutto i soggetti di sesso maschile, hanno maggiori probabilità di fare un utilizzo eccessivo di
pornografia, videogiochi online e gioco d'azzardo, mentre le donne tendono a un utilizzo più
estremo di social media, textng, e-mail e shopping online (Andreassen et al., 2013). La ricerca
epidemiologica sui sintomi di dipendenza da Internet (Kuss et al., 2014) ha indicato che l'utilizzo
problematico di Internet è associato a vari fattori di rischio presenti in adolescenza e nella prima età
adulta, comprese variabili sociodemografiche, fattori psicologici, variabili legate all’utilizzo di
Internet, nonché la presenza di quadri patologici pregressi e/o attuali.
I dipendenti da Internet passano davanti al computer molte più ore di quelle che intendevano
all’inizio. Tentano in tutti i modi di nascondere la loro abitudine allo scopo di mantenerla.
Progressivamente, perdono sempre di più il controllo sull’uso di Internet e sulla loro vita in
generale. Per loro la Rete è una seconda casa, un luogo nel quale sentirsi liberi, senza pensieri e
responsabilità, nel quale incontrare persone diverse da quelle della vita reale. Si sentono parte di un
mondo che li accetta per come sono, o nel quale possono mostrarsi come vogliono. Internet è un
luogo nel quale, a qualunque ora, è possibile fare incontri. Internet fornisce quindi al dipendente
uno strumento attraverso il quale, a qualunque ora ed in modo molto semplice, può avere accesso ad
uno stato mentale alterato in grado di fornirgli un sentimento illusorio di competenza e valore
personale e una stabilità emotiva (Cantelmi T., 2004)
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DIPENDENZA DA INTERNET

2.1 Definizione e eziopatogenesi Young nel 1996 definì la dipendenza da internet come un disturbo nel controllo degli impulsi che non implica l’assunzione di una sostanza. L’Internet Addiction è caratterizzata da preoccupazioni, sollecitazioni o comportamenti eccessivi riguardanti l'uso di Internet con ricadute sulla vita del soggetto (Young 1996). Un uso disfunzionale di Internet è spesso osservato durante la giovane età adulta, tra i 18 e i 24 anni (Huang 2006). La ricerca ha dimostrato che in questa fase di vita, soprattutto i soggetti di sesso maschile, hanno maggiori probabilità di fare un utilizzo eccessivo di pornografia, videogiochi online e gioco d'azzardo, mentre le donne tendono a un utilizzo più estremo di social media, textng, e-mail e shopping online (Andreassen et al., 2013). La ricerca epidemiologica sui sintomi di dipendenza da Internet (Kuss et al., 2014) ha indicato che l'utilizzo problematico di Internet è associato a vari fattori di rischio presenti in adolescenza e nella prima età adulta, comprese variabili sociodemografiche, fattori psicologici, variabili legate all’utilizzo di Internet, nonché la presenza di quadri patologici pregressi e/o attuali. I dipendenti da Internet passano davanti al computer molte più ore di quelle che intendevano all’inizio. Tentano in tutti i modi di nascondere la loro abitudine allo scopo di mantenerla. Progressivamente, perdono sempre di più il controllo sull’uso di Internet e sulla loro vita in generale. Per loro la Rete è una seconda casa, un luogo nel quale sentirsi liberi, senza pensieri e responsabilità, nel quale incontrare persone diverse da quelle della vita reale. Si sentono parte di un mondo che li accetta per come sono, o nel quale possono mostrarsi come vogliono. Internet è un luogo nel quale, a qualunque ora, è possibile fare incontri. Internet fornisce quindi al dipendente uno strumento attraverso il quale, a qualunque ora ed in modo molto semplice, può avere accesso ad uno stato mentale alterato in grado di fornirgli un sentimento illusorio di competenza e valore personale e una stabilità emotiva (Cantelmi T., 2004)

Tra le condizioni predisponenti all’insorgenza della Dipendenza da internet abbiamo:

**1. Psicopatologie preesistenti

  1. Fattori ambientali** Sembrano più esposti al rischio soggetti che vivono situazioni ambientali sfavorevoli come burn- out, disoccupazione, problemi coniugali e solitudine. (La Barbera D., 2005) 3. Illusione di trovare sul web molte risposte d’importanza esistenziale Si spera che la rete possa fornire delle risposte (o illudere di rispondere) a molti bisogni vitali, consentendo di sperimentare dei vissuti importanti per la costruzione del Sé e di vivere delle emozioni sentendosi, al contempo, protetti: anonimato e sentimenti di onnipotenza (apprezzati da narcisisti), che col tempo possono degenerare in pedofilia, sesso virtuale, creazione di false identità e gioco d’azzardo. (Gallo F., 2017) 2.2 Comorbilità psichiatriche Nell’86% dei casi la dipendenza da Internet è associata anche ad altre forme di dipendenza e condizioni psicopatologiche. In ambito clinico si evidenzia che l’uso patologico e dipendente di internet appare non di rado associato a disturbi dell’umore e/o d’ansia, disturbi del sonno, disturbi del controllo degli impulsi, sintomi dissociativi e altre forme di dipendenza o disturbi di personalità. Un disturbo d’ansia (ad esempio un disturbo d’attacchi di panico) o dell’umore (depressione, distimia), con conseguente bassa autostima e chiusura relazionale, potrebbe essere, secondo alcuni autori, causa del rifugio cercato in rete, inizialmente come forma di compagnia o di distrazione o, ancora, come unica finestra sul mondo, come unico palcoscenico della vita da calcare in tutta sicurezza; secondo altri, tali manifestazioni sarebbero effetto del progressivo impoverimento della vita relazionale, affettiva e lavorativa proprio del soggetto dipendente dalla Rete. Quando la dipendenza da internet si associa a condotte antisociali, a parafilie (pedofilia e pedopornografia online) o ad altre forme di dipendenza (gambling compulsivo online), si potrebbe parlare di patologie preesistenti che vanno a cristallizzarsi in un’unica dipendenza (come nel caso del

frequenza di esperienze dissociative più di due volte superiore a quella del gruppo di controllo (Mulè A. et al., 2015).

  • Internet fornisce agli adolescenti un’ampia varietà di informazioni mediche comprese quelle relative ai disturbi alimentari come l’anoressia, molto diffusi tra le giovani donne. Cercando «anorexia» su di un qualsiasi motore di ricerca si apre un mondo di informazioni compresi i link a siti definiti pro-anorexia websites o siti pro-Ana. Molti di questi siti contengono informazioni ambigue e fuorvianti e l’anoressia, da disturbo del comportamento alimentare del mondo medico e psicologico, diviene filosofia di vita. Nel 2007, uno studio empirico, tra i primi, ha indagato l’effetto di una singola esposizione (25 min.) ad un sito pro-Ana in un campione abbastanza ampio di giovani adulti. Fornisce evidenza empirica (dal confronto con gruppo di controllo non esposto) del fatto che l’esposizione al sito abbia effetti negativi immediati sulle ragazze giovani. Tra gli effetti una diminuzione dell’autostima e dell’auto-efficacia percepita: dal confronto con gli altri online nasce un’insoddisfazione per il proprio corpo data dal raffronto con l’ideale di magrezza estrema proposto dal sito. Le chat room riportano discussioni di progressi ottenuti, in termini di diminuzione di peso, rispetto a propri obiettivi e questo porta a sentimenti negativi legati ad un abbassamento dell’autostima. Ragazze e giovani donne sono tra i principali visitatori di tali siti (Biolcati R., 2017).
  • Computer, videogiochi e dispositivi tecnologici fanno parte della vita quotidiana dei giovani Hikikomori, una parola giapponese che descrive una condizione che colpisce principalmente adolescenti o giovani adulti che vivono isolati dal mondo, chiusi nelle case dei loro genitori nelle loro camere da letto per giorni, mesi o persino anni e rifiutandosi di comunicare anche con la loro famiglia. Questi pazienti usano Internet in grande quantità. Sebbene siano stati descritti per la prima volta in Giappone, i casi sono stati descritti da tutto il mondo. Il disturbo condivide le caratteristiche con la psicosi, i sintomi negativi della schizofrenia e la dipendenza da Internet. Sono state effettuate

delle ricerche e degli studi al riguardo. Hikikomori e la dipendenza da Internet condividono la perdita di interesse per la scuola, il lavoro e per altre attività e le difficoltà con le relazioni interpersonali. Questi soggetti utilizzano Internet per sfuggire all'umore disforico. Fino al 56% di hikikomori possono essere a rischio di dipendenza da Internet e il 9% di tossicodipendenza in Corea del Sud. Ad esempio, uno studio sudcoreano ha riportato che diversi psichiatri hanno diagnosticato una dipendenza da Internet in un caso di un paziente giapponese con hikikomori. In contrasto con i casi di dipendenza, Internet potrebbe effettivamente essere utile per la qualità della vita di un hikikomori dandogli un modo per incontrare persone con interessi comuni e problemi simili. Di conseguenza, molte strutture di trattamento usano Internet per gestire hikikomori perché spesso è l'unico modo accettabile per loro di interagire con gli operatori sanitari. In ogni modo in molti casi di hikikomori è possibile diagnosticare il disturbo da dipendenza da Internet come comorbidità. Sono ancora in corso studi e ricerche su questa sindrome di Hikikomori (Stip E.et al., 2016).

  • È stato effettuato uno studio pilota sull’utilizzo di internet le competenze emotive. È stata proposta una batteria inserita on line attraverso un sito appositamente creato. Hanno compilato i questionari 103 soggetti (età media = 28,86) di cui 27 maschi e 76 femmine. Ai partecipanti è stata somministrata una batteria composta, oltre che da una scheda di rilevazione dei dati socio- anagrafici, da quattro questionari: questionario sulle abitudini nell’utilizzo di Internet, Internet Addiction Test/IAT, questionario sulle emozioni e Toronto Alexithymia Scale/TAS-20. Analizzando gli item del questionario sulle abitudini si evidenzia come la maggior parte del campione pensi a Internet “meno di 4 volte” in un giorno (64,1%); riesca a rimanere senza connettersi “più di un giorno” (34%); acceda a Internet in “qualunque momento del giorno” (40,8%); soltanto “qualche volta” si accorga del tempo che passa durante la navigazione (59,2%) e tenga il computer acceso “meno di 4” ore in un giorno (40,8%). I soggetti navigano principalmente “da soli” (93,2%); solitamente “a casa” (96,1%) e non sono soliti “pagare per accedere ad alcuni siti” (99%). Per quanto riguarda le abitudini legate ai maggiori siti di interesse i soggetti risultano