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lezione aggiornata nel dettaglio con immagini e facile comprensione del 25.11.22
Tipologia: Sbobinature
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Il diritto africano è estremamente composito e eterogeneo, quasi un ossimoro a causa della diversità storica e culturale all’interno del continente, il problema è quindi tentare di ridurli ad unità. Vi è un’incongruenza di fondo tra la lettura occidentale di tale materia e il diritto africano in quanto le nozioni di “legge” e “regola” spesso non corrispondono alle categorie accidentali, ciò dipende dalla tendenza europea di associare il diritto allo stato nonostante esso pre-esista al concetto di stato diritto spontaneo. Tale diritto non è necessariamente codificato, Sacco ne parla come “diritto muto”, formato da una serie di comportamenti che non vengono necessariamente espressi poiché spontanei, primitivi. Nel contesto africano vi si trovano tantissime comunità a potere diffuso, “acefale” --> viene infatti a contatto con il concetto di stato relativamente di recente, cioè con le colonizzazioni. Il diritto africano per cui risulta enormemente diverso dall’occidentale e per lo studio di ciò è quindi necessario non assumere una modalità di lettura etnocentrica valutando con il proprio metodo di visione del mondo. I colonizzatori, certi della propria superiorità e dell’unidirezionalità del progresso, hanno imposto il proprio diritto al continente esportando il modello giuridico. (Es. Il trapianto giuridico democratico presso le popolazioni arabe, le quali con le primavere arabe dimostrano quanto tale sistema giuridico sia inadatto alla popolazione in questione.) Il giurista analizza l’africa subsahariana, poiché:
-l’influenza religiosa è stata preponderante nell’organizzazione del diritto, per cui è la porzione di territorio accomunato da tal senso -il nord Africa è geograficamente e generalmente più vicino al contesto europeo
ottenendo quindi il riconoscimento di essi.
*la possibilità di scelta del singolo, soprattutto nelle istituzioni private (quali la famiglia), è inevitabile. Lo studio del pluralismo giuridico permette di conoscere la differenza tra il “law in the books” e “law in action” in quanto il diritto è frutto di una popolazione, per cui può capitare che il diritto trascritto non corrisponda al diritto vivo e attuato nelle comunità sociali. L’approccio pluralista permette quindi una visione totalitaria del diritto in vigore e di quello teorico. I metodi impiegati nello studio del diritto africano:
l’esigenza di studiare vari livelli. 1. strato diritto spontaneo 2. strato diritto religioso 3. diritto coloniale 4. diritto post-coloniale 5. diritto del XXI sec.
formanti permette l’applicazione anche di questa metodologia, il criptotipo linguistico è fondamentale per l’analisi del diritto africano.
molteplici i modelli giuridici trapiantati per cui il movimento di essi va studiato per identificare la loro permanenza nel territorio.
Il soprannaturale decreta la soluzione della controversia, se la legittimazione è sacrale tramite processi non razionali, allora l'individuo è decretato innocente, in ugual modo nella situazione opposta. --> la relazione fra i consociati subisce anche l'influenza del soprannaturale. WITCHCROFT ACT ZAMBIA: (Aprile 1980) è una circolare emessa da una corte locale che disponeva istruzioni per i casi di stregoneria e sostiene che in quanto africani il popolo abbia certe credenze identificabili come parte e vita del loro essere. Il modo in cui l'africano si relaziona alla terra è similare al modo in cui i romani si relazionavano ai templi e ai diritti degli dei intesi come personalità giuridica, i popoli dell'Africa subsahariana non utilizzano quindi la scrittura per redigere norme giuridiche così come la personalità del capo gruppo che regola i rapporti ma non in termini contrattuali o normati, non ci sono degli esperti in termini di conoscenza del diritto.
comprende le influenze dei vari tipi di religiosità che hanno avuto impatto sul diritto africano: -il CRISTIANESIMO si diffonde lungo il bacino del Nilo nella prima ondata, in seguito si diffuse nel corso della colonizzazione e più latamente come effetto della predicazione missionaria degli ultimi due secoli, per cui si ritrovano norme cristiane all'interno del matrimonio, filiazione e accesso ai beni ecclesiastici. -l'EBRAISMO si diffonde primariamente in Etiopia e in alcune arie del Nord Africa, in cui le norme giudaiche vennero applicate fino al momento della colonizzazione, nel diritto moderno africano ne rimane molto poco -l'ISLAM penetra a sud del Sahara diffondendosi sulla costa orientale, fortemente combattuto durante le colonizzazioni, pervenuto con le opere missionarie da parte dei viaggiatori del Pakistan, Persia e Arabia e ha lasciato delle forti influenze. L'islam ha un suo diritto, la shari'a parte della dottrina islamica che regolamenta già l'amministrazione dello stato, tollera il diritto tradizionale compatibile con i precetti islamici rimanendo quindi la fonte principale del diritto stesso; le due esperieze giuridiche sono quindi riuscite a coesistere, l'elemento di diversità riguarda la proprietà che dall'islam è inteso come diritto individuale a dispetto del diritto tradizionale. -l'INDUISMO arriva per via di una forte immigrazione dal continente indiano del XVI sec. si tratta di un diritto fortemente identitario, ad oggi il diritto indù di famiglia è riconosciuto in Kenya, Uganda, Mauritius e Sud Africa e in poca parte in Tanzania. Quando è arrivato era molto sentito grazie alla caratteristica identitaria ma la diffusione parziale non permette influenze odierne.
Con l'intervento coloniale l'Africa cambia, vengono tracciati dei confini, gli stati europei si procurano il controllo di vaste regioni africane facendo di esse delle colonie, i metodi di dipendenza di un territorio erano diversi: