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diritto amministrativo 2 Nunziata Vincenzo paniere eCampus, Panieri di Diritto Amministrativo

Esame Università telematica eCampus diritto amministrativo 2 Nunziata Vincenzo

Tipologia: Panieri

2025/2026

In vendita dal 12/05/2026

mentelibera
mentelibera 🇮🇹

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A
A chi spetta la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle Amministrazioni
dello Stato, anche se organizzate ad ordinamento autonomo?all’Avvocatura generale dello
Stato.
A quale giudice deve essere proposto il ricorso introduttivo del giudizio di ottemperanza? al
giudice ordinario o al giudice amministrativo a seconda di quale organo giurisdizionale abbia
emesso il provvedimento di cui si vuole conseguire l’esecuzione
A seguito dell’introduzione del codice del processo amministrativo quale impugnativa possono
presentare i controinteressati pretermessi ?:la normale opposizione di terzo
Ai sensi dell’art. 113 1° comma del c.p.a, se un provvedimento del T.A.R. è stato confermato in
appello con motivazione avente lo stesso contenuto dispositivo e conformativo dei
provvedimenti di primo grado, qual è il giudice competente nel giudizio di ottemperanza?lo
stesso tar
Ai sensi dell’art. 114 1° comma c.p.a. il ricorso con cui si introduce il giudizio di ottemperanza
deve essere notificato:alla pubblica amministrazione e a tutte le parti del giudizio definito dalla
sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta
Ai sensi dell’articolo 117 C.p.a., il giudice se accoglie il ricorso: «ordina all’amministrazione di
provvedere» entro un termine congruo, di regola non superiore a trenta giorni, con la
possibilità di nominare già nella sentenza un commissario che si sostituisca all’amministrazione
se essa continui a rimanere inerte.
Ai sensi dell'art. 1 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, la
giurisdizione amministrativa assicura: una tutela piena ed effettiva secondo i principi della
Costituzione e del diritto europeo
Ai sensi dell'art. 10 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104,
nel giudizio davanti ai tribunali amministrativi regionali è ammesso il ricorso per regolamento
preventivo di giurisdizione:si sempre
Ai sensi dell'art. 12 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104,
le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice
amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato? sì, ma solo mediante arbitrato
rituale di diritto ai sensi degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile.
Ai sensi dell'art. 13 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104,
nel giudizio davanti al Tar la competenza territoriale:è inderogabile
Ai sensi dell'art. 15 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104,
nel giudizio davanti al Tar il difetto di competenza del giudice adito può essere rilevata
d'ufficio: sì, ma finché la causa non sia stata decisa in primo grado
Ai sensi dell'art. 16 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104,
il regolamento di competenza è deciso:dal consiglio di stato
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A

A chi spetta la rappresentanza, il patrocinio e l'assistenza in giudizio delle Amministrazioni dello Stato, anche se organizzate ad ordinamento autonomo?all’Avvocatura generale dello Stato. A quale giudice deve essere proposto il ricorso introduttivo del giudizio di ottemperanza? al giudice ordinario o al giudice amministrativo a seconda di quale organo giurisdizionale abbia emesso il provvedimento di cui si vuole conseguire l’esecuzione A seguito dell’introduzione del codice del processo amministrativo quale impugnativa possono presentare i controinteressati pretermessi ?:la normale opposizione di terzo Ai sensi dell’art. 113 1° comma del c.p.a, se un provvedimento del T.A.R. è stato confermato in appello con motivazione avente lo stesso contenuto dispositivo e conformativo dei provvedimenti di primo grado, qual è il giudice competente nel giudizio di ottemperanza?lo stesso tar Ai sensi dell’art. 114 1° comma c.p.a. il ricorso con cui si introduce il giudizio di ottemperanza deve essere notificato:alla pubblica amministrazione e a tutte le parti del giudizio definito dalla sentenza o dal lodo della cui ottemperanza si tratta Ai sensi dell’articolo 117 C.p.a., il giudice se accoglie il ricorso: «ordina all’amministrazione di provvedere» entro un termine congruo, di regola non superiore a trenta giorni, con la possibilità di nominare già nella sentenza un commissario che si sostituisca all’amministrazione se essa continui a rimanere inerte. Ai sensi dell'art. 1 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, la giurisdizione amministrativa assicura: una tutela piena ed effettiva secondo i principi della Costituzione e del diritto europeo Ai sensi dell'art. 10 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, nel giudizio davanti ai tribunali amministrativi regionali è ammesso il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione:si sempre Ai sensi dell'art. 12 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, le controversie concernenti diritti soggettivi devolute alla giurisdizione del giudice amministrativo possono essere risolte mediante arbitrato? sì, ma solo mediante arbitrato rituale di diritto ai sensi degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile. Ai sensi dell'art. 13 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, nel giudizio davanti al Tar la competenza territoriale:è inderogabile Ai sensi dell'art. 15 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, nel giudizio davanti al Tar il difetto di competenza del giudice adito può essere rilevata d'ufficio: sì, ma finché la causa non sia stata decisa in primo grado Ai sensi dell'art. 16 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il regolamento di competenza è deciso:dal consiglio di stato

Ai sensi dell'art. 17 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, l'astensione del giudice amministrativo: non ha effetto sugli atti anteriori. Ai sensi dell'art. 2 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il processo amministrativo attua: i principi della parità delle parti, del contraddittorio e del giusto processo previsto dall'articolo 111, primo comma, della Costituzione. Ai sensi dell'art. 23 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, nel giudizio amministrativo le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore? sì, nei giudizi in materia di accesso e trasparenza amministrativa, in materia elettorale e nei giudizi relativi al diritto dei cittadini dell'Unione europea e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri Ai sensi dell'art. 3 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il giudice e le parti redigono gli atti:in maniera chiara e sintetica. Ai sensi dell'art. 3 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il dovere di motivazione riguarda: ogni provvedimento decisorio del giudice. Ai sensi dell'art. 30 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, l'azione di condanna può essere proposta: contestualmente ad altra azione o, nei soli casi di giurisdizione esclusiva, anche in via autonoma Ai sensi dell'art. 31 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, la domanda volta all'accertamento delle nullità previste dalla legge si propone entro il termine di decadenza:180 giorni Ai sensi dell'art. 34 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, in caso di accoglimento del ricorso il giudice: condanna al pagamento di una somma di denaro, anche a titolo di risarcimento del danno, all'adozione delle misure idonee a tutelare la situazione giuridica soggettiva dedotta in giudizio e dispone misure di risarcimento in forma specifica. Ai sensi dell'art. 35 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, ove non sia stato integrato il contraddittorio nel termine assegnato, il giudice:dichiara improcedibile il ricorso Ai sensi dell'art. 35 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, se accerta la tardività della notificazione o del deposito, il giudice:dichiara irricicevibile il ricorso Ai sensi dell'art. 42 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il ricorso incidentale può essere proposto:dalle parti resistenti e dai controinteressati. Ai sensi dell'art. 43 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, i motivi aggiunti possono essere presentati:il ricorrente principale e quello incidentale. Ai sensi dell'art. 44 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, se manca la sottoscrizione, il ricorso è:nullo Ai sensi dell'art. 45 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, il ricorso deve esere depositato nella segreteria del giudice nel termine perentorio di: trenta giorni, decorrente dal momento in cui l'ultima notificazione dell'atto stesso si è perfezionata anche per il destinatario. Ai sensi dell'art. 55 del Codice del Processo Amministrativo di cui al Dlgs. 2 luglio 2010, n. 104, l'ingiunzione a pagare una somma in via provvisoria: dà luogo a un giudizio cautelare

Attraverso quale atto processuale è possibile introdurre nel giudizio la censura degli atti del commissario ad acta? ricorso per motivi aggiunti Avverso i provvedimenti giurisdizionale emessi dal T.A.R. nell’ambito del giudizio di ottemperanza, è ammessa l’impugnazione? si

C

Chi conosce della ricusazione del commissario ad acta?il giudice che l’ha nominato Come è definito il commissario ad acta dall’art.21 del C.P.A.? ausiliario del giudice Come è possibile impugnare gli atti del commissario ad acta nominato per l’esecuzione di un giudicato? ricorrendo allo stesso giudice che lo ha nominato e nell’ambito dello stesso giudizio Come si definisce il requisito dell’interesse ad appellare:come l’interesse ad impugnare una sentenza che produce effetti sfavorevoli per la parte. Come viene deciso il giudizio di ottemperanza? solitamente con sentenza in forma semplificata, salvo che non sia chiesta l’esecuzione di una ordinanza: in tal caso il giudice provvede con ordinanza Con il C.p.a: la disciplina del rito abbreviato è stata estesa anche alle controversie concernenti gli atti delle procedure di affidamento di contratti di lavori, servizi e forniture. Con riguardo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica il C.p.a.: ne ha circoscritto la portata alle sole controversie che risultino devolute al giudice amministrativo. Cosa è previsto per il caso che l’appello non sia notificato a tutte le parti del giudizio di primo grado ma solo ad alcune ?: il Consiglio di stato ordina l’integrazione del contraddittorio. Cosa è previsto per il caso che l’appello non sia notificato a tutte le parti del giudizio di primo grado ma solo ad alcune ?: il Consiglio di stato ordina l’integrazione del contraddittorio. Cosa si intende per appello incidentale? l’appello presentato dall’appellato a seguito della proposizione dell’appello principale Cosa si intende per effetto devolutivo dell’appello ?: la riemersione nel processo di appello delle questioni sollevate in primo grado e del relativo materiale di cognizione e probatorio. Cosa si intende per opposizione di terzo revocatoria? quella, alla quale sono legittimati i creditori o aventi causa di una parte, che lamentino che la sentenza sia “effetto di dolo o collusione a loro danno ” Cosa si intende per sentenza in forma semplificata? una decisione caratterizzata da motivazione sintetica, incentrata sui soli profili decisivi della vertenza o costituita dal rinvio a precedenti analoghi che può essere emanata in base all’art 74 c.p.a. Cosa si intende per ultrattività delle misure cautelari secondo l’art 11 6°comma c.p.a.?la momentanea (fino a trenta giorni) protrazione dell’efficacia delle misure cautelari già disposte nonostante la Sentenza che dichiara il difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo. Dalla lettura dell’art.21 del C.P.A. quale risulta essere la principale funzione del commissario ad acta:funzione ausiliaria

D

Dinanzi al giudice dell'ottemperanza può essere proposta, anche in unico grado, azione di condanna al pagamento di somme a titolo di rivalutazione e interessi maturati dopo il passaggio in giudicato della sentenza, nonché azione di risarcimento dei danni connessi

all'impossibilità o comunque alla mancata esecuzione in forma specifica, totale o parziale, del giudicato o alla sua violazione o elusione?si sempre Dove è contenuta la disciplina relativa al giudizio di ottemperanza? nel D. Lgs. N. 104/ Dove va notificato l’atto di Appello:presso il domicilio eletto dalla/e controparte/i nel giudizio

E

E’ possibile che la Sentenza sia emessa in forma semplificata a definizione del giudizio già in fase cautelare? si ma solo ove nella camera di consiglio per l’esame dell’istanza cautelare sia chiaro l’esito finale del ricorso e la causa risulti già matura per la decisione. E’ possibile che la Sentenza venga emessa prima della scadenza dei termini concessi alle parti per l’esercizio dei rispettivi poteri di difesa? no mai, perché costituirebbe comunque una violazione del principio del contraddittorio. E’ possibile esperire il giudizio di ottemperanza dopo che siano decorsi dieci anni dal passaggio in giudicato della sentenza?no mai E’ possibile esperire il giudizio di ottemperanza per conseguire l’esecuzione di sentenze emesse dalle Commissioni Tributarie: si, ma può essere esperito solo innanzi alle Commissioni medesime E’ possibile in Appello modificare o estendere la domanda del ricorso di primo grado? si, ma solo per richiedere interessi o accessori maturati dopo la sentenza di primo grado, ovvero il risarcimento dei danni subiti dopo la sentenza di primo grado e per chiedere la restituzione di quanto pagato in ossequio alla stessa. E’ possibile la contemporanea esistenza dell’opposizione di terzo con l’appello? no prevale il gravame ordinario per cui il terzo potrà proporre opposizione all’interno dell’appello E’ possibile modificare la statuizione contenuta all’interno di una sentenza passata in giudicato in caso di ius superveniens?no E’ possibile per l’appellante chiedere la sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata ?:si, con gli stessi presupposti necessari ad ottenere la tutela cautelare nel giudizio di primo grado E’ possibile revocare una sentenza passata in giudicato? si, nei casi e nei modi previsti dagli articoli 395 e 396 c.p.c

G

Generalmente, la definizione di cosa giudicata sostanziale viene ricavata: dall’articolo 2909 c.c Gli atti emanati dal giudice dell'ottemperanza o dal suo ausiliario sono impugnabili dai terzi estranei al giudicato mediante l’esperimento dell’azione di annullamento? solo quando pregiudica i suoi diritti o interessi legittimi

I

I casi di revocazione ammessi riguardano: dolo, prove false, documenti ritrovati successivamente, errore di fatto, purché determinanti per la decisione I ricorsi amministrativi ordinari sono sottoposti al termine di decadenza di:30 giorni I ricorsi amministrativi previsti tassativamente sono: gerarchico proprio, gerarchico improprio, in opposizione e quello straordinario al Presidente della Repubblica.

giudicato nell'ambito del giudizio di cui al Titolo I del Libro IV de codice del processo amministrativo. Il giudice competente per la proposizione del giudizio di opposizione di terzo:è sempre il medesimo che emesso la sentenza Il giudice competente per la proposizione del giudizio per revocazione: è sempre il medesimo che emesso la sentenza Il giudice dell’ottemperanza: può essere il T.A.R. o il Consiglio di Stato Il giudice ordinario deve tener conto delle sentenze passate in giudicato adottate dal giudice amministrativo? si, sempre. Il giudizio di falso viene dichiarato estinto: se nessuna parte deposita la copia della sentenza nel termine di 90 giorni dal suo passaggio in giudicato Il giudizio di ottemperanza costituisce un’ipotesi di: giurisdizione di merito Il giudizio di ottemperanza: è un giudizio ad impulso di parte Il giudizio in materia di accesso ai documenti amministrativi, disciplinato dall’art. 116 del C.p.a.: va proposto entro il termine di decadenza di 30 giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio Il giudizio sul silenzio si svolge secondo le forme del rito camerale ed il giudice si pronuncia sempre con sentenza in forma semplificata: per l’appello vale la stessa disciplina Il giudizio sul silenzio si svolge: secondo le forme del rito camerale ed il giudice si pronuncia sempre con sentenza in forma semplificata. Il giudizio sul silenzio: rappresenta uno dei riti speciali. Il parere del Consiglio di Stato reso nell’ambito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è:obbligatorio e vincolante Il principio del contraddittorio nell’ambito dei ricorsi amministrativi è garantito: specialmente per il ricorso straordinario del Capo dello Stato. Il procedimento per la decisione del ricorso amministrativo, nell’ambito della fase istruttoria, deve rispettare: il principio del contraddittorio. Il processo speciale accelerato è disciplinato dall’articolo:119 cpa Il ricorso amministrativo si conclude: con una decisione amministrativa. Il ricorso gerarchico è ammesso: per vizi di legittimità e di merito. Il ricorso gerarchico improprio e il ricorso in opposizione: sono rimedi eccezionali, in quanto la loro esperibilità presuppone una specifica previsione normativa. Il ricorso gerarchico improprio si caratterizza per essere diretto: ad un organo non gerarchicamente sovraordinato rispetto a quello che ha emanato l’atto impugnato. Il ricorso in opposizione è ammesso: sia per vizi di legittimità sia per vizi di merito Il ricorso in opposizione è: rimedio eccezionale. Il ricorso in opposizione: rappresenta un ricorso amministrativo atipico rivolto alla stessa autorità che ha emanato l’atto ed è rimedio eccezionale.

Il ricorso incidentale:èaccessorio rispetto al ricorso principale e il termine per proporlo decorre dalla notifica di quest’ultimo Il ricorso straordinario al Capo dello Stato è ammesso: solo per vizi di legittimità Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è alternativo: rispetto alla tutela giurisdizionale Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: è rimedio generale consistente nell’impugnativa di un atto amministrativo definitivo, proposto dal soggetto interessato direttamente al Capo dello Stato. Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica: può essere trasposto in sede giurisdizionale per la tutela dei controinteressati. Il rito abbreviato si caratterizza: per l’accelerazione del processo e della decisione. Il rito per le controversie concernenti gli atti delle procedure di affidamento di contratti di lavori, servizi e forniture si estende: è speciale anche quanto agli effetti della sentenza e ai poteri del giudice. In base al disposto dell’art. 113 del C.P.A. qualora si debba portare ad esecuzione una sentenza del giudice ordinario, il ricorso va proposto: al T.A.R. nella cui circoscrizione ha sede il giudice che ha emesso la sentenza di cui si chiede l’ottemperanza In caso di accoglimento del ricorso il giudice amministrativo, nei limiti della domanda: dispone le misure idonee ad assicurare l'attuazione del giudicato e delle pronunce non sospese, compresa la nomina di un commissario ad acta, che può avvenire anche in sede di cognizione con effetto dalla scadenza di un termine assegnato per l'ottemperanza In caso di accoglimento del ricorso il giudice, nei limiti del ricorso: dispone le misure idonee ad assicurare l’attuazione del giudicato In caso di accoglimento del ricorso per ottemperanza, il giudice amministrativo: nel caso di ottemperanza di sentenze non passate in giudicato o di altri provvedimenti, determina le modalità esecutive, considerando inefficaci gli atti emessi in violazione o elusione e provvede di conseguenza, tenendo conto degli effetti che ne derivano In caso di accoglimento del ricorso per ottemperanza, il giudice amministrativo: dichiara nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato. In caso di accoglimento del ricorso, il giudice amministrativo: salvo che ciò sia manifestamente iniquo, e se non sussistono altre ragioni ostative, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dal resistente per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato. In caso di accoglimento dell’opposizione al Decreto Presidenziale da parte del collegio: il collegio dispone che il ricorso sia nuovamente iscritto nel ruolo dei ricorsi pendenti ex art. 85 c.p.a. In caso di proposizione di azione di annullamento, la domanda risarcitoria può essere formulata nel corso del giudizio oppure: sino a 120 giorni dal passaggio in giudicato della relativa sentenza In caso di ricorso per Cassazione è possibile chiedere la sospensione delle Sentenze del Consiglio di Stato? si, su istanza di parte, in caso di eccezionale gravità ed urgenza In caso di violazione o di elusione del giudicato: l’atto amministrativo è nullo

L’istituto della revocazione previsto dall’art .106 c.p.a:è previsto tanto nei confronti delle sentenze dei TAR quanto nei confronti di quelle del Consiglio di Stato. L’oggetto del giudizio per revocazione: si divide in rescindente, relativo all’accertamento della effettiva sussistenza delle condizioni per la revocazione e rescissorio, consistente nel riesame del merito L’opposizione di terzo è proponibile anche nei confronti di sentenze passate in giudicato ?si La decisione del ricorso straordinario è assunta: con decreto del Presidente della Repubblica La decisione del ricorso straordinario: è impugnabile per revocazione La definizione di cosa giudicata formale è data: dall’articolo 324 c.p.c La disciplina del processo in materia di accesso è caratterizzata da vari elementi di semplificazione. In particolare, si prevede che: si segue il rito camerale. La disciplina del processo in materia di accesso è caratterizzata da vari elementi di semplificazione, tra cui: il ricorrente può stare in giudizio personalmente, senza l’assistenza di un avvocato, e anche l’amministrazione può farsi rappresentare e assistere in giudizio da un proprio dipendente, anziché da un legale. La disciplina della revocazione:è la medesima prevista per i processi civili dall’art. 395 c.p.c. tramite il rinvio alle norme civilistiche contenuto nel codice del processo amministrativo. La funzione principale del giudizio di ottemperanza è: soddisfare l’esigenza per cui l’amministrazione soccombente in giudizio si conformi al giudicato La giurisdizione generale di legittimità del Giudice Amministrativo: in presenza dei vizi di eccesso di potere e violazione di legge può annullare in tutto o in parte l'atto illegittimo La perenzione del processo: Consegue al mancato esercizio dell’onere di attivazione del processo che incombe sulla parte interessata. La questione pregiudiziale o incidentale relativi a diritti, la cui risoluzione è necessaria per la pronuncia del giudice amministrativo sulla questione principale: è insuscettibile di passare in giudicato La revocazione nei confronti delle sentenze del Consiglio di Stato:è sempre possibile in tutti i casi elencati dall’art.395 c.p.c., sia ordinaria che straordinaria La revocazione nei confronti delle sentenze del TAR:è ammessa unicamente qualora i motivi di revocazione non possano essere dedotti con l’appello La sentenza è definita dall’art.33 c.p.c. come: la pronuncia che definisce in tutto o in parte il giudizio. L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze del giudice amministrativo passate in giudicato?si sempre Le “astreintes” comminate dal giudice dell’ottemperanza ex art. 114 4° comma lettera e):costituiscono sempre titolo esecutivo Le questioni inerenti alla violazione ed all’elusione del giudicato sono devolute: sempre alla giurisdizione amministrativa Le sentenze di merito:sono quelle che intervengono sul contenuto della domanda, accogliendola o dichiarandola infondata

Le sentenze di rito ai sensi dell’art 33 del c.p.a:sono quelle con cui vengono accertate alternativamente l’irricevibilità, l’inammissibilità, l’improcedibilità o l‘estinzione del giudizio. Le sentenze emesse dal giudice amministrativo, per essere portate ad esecuzione attraverso il giudizio di ottemperanza, devono essere almeno: esecutive e non sospese Le sentenze rese dal giudice amministrativo nell’ambito della giurisdizione di merito: sono suscettibili di passare soltanto in giudicato sostanziale ll G.A., nelle materie di giurisdizione esclusiva, dispone della potestà giurisdizionale:per la tutela sia degli interessi legittimi che dei diritti soggettivi.

N

Nei casi in cui, nonostante le violazioni, il contratto di appalto sia considerato efficace o l'inefficacia sia temporalmente limitata, il giudice amministrativo applica: una sanzione pecuniaria nei confronti della stazione appaltante, di importo dallo 0,5% al 5% del valore del contratto, inteso come prezzo di aggiudicazione, che è versata all'entrata del bilancio dello Stato entro 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza che irroga sanzione. Nei confronti del Decreto Presidenziale:le parti possono proporre reclamo al collegio che emette una sentenza suscettibile di appello. Nei riti accelerati l’obiettivo di accelerare il giudizio è perseguito, per queste controversie, innanzi tutto con la riduzione a metà di tutti i termini processuali, ad eccezione: di quelli stabiliti per la notifica del ricorso principale, del ricorso incidentale e dei motivi aggiunti. Nel corso di un Appello amministrativo è ammesso l’intervento di parti che non hanno partecipato al giudizio di primo grado ?: si per mezzo di un atto che l’interveniente in grado di appello deve notificare alle altre parti del giudizio Nel giudizio amministrativo, il difetto di competenza del Giudice adìto:è rilevato d’ufficio dal giudice finché la causa non è decisa in primo grado Nel giudizio di ottemperanza il termine per depositare il ricorso, da quando l’ultima notificazione si è perfezionata anche per il destinatario, è di: 15 giorni Nel giudizio di ottemperanza, il termine previsto per la notifica del ricorso introduttivo: è lo stesso termine previsto per il rito ordinario Nel giudizio di ottemperanza, la discussione del ricorso: avviene in Camera di Consiglio Nel processo amministrativo il difetto di giurisdizione è: rilevato in primo grado anche d'ufficio. Nel processo amministrativo la consulenza tecnica di ufficio è un mezzo istruttorio: Di cui il giudice amministrativo si può avvalere Nel processo amministrativo la tutela cautelare:è ammissibile solo in sede di giurisdizione di merito. Nel processo amministrativo, il giudizio in materia di accesso: rappresenta un rito speciale Nel processo amministrativo, la misura cautelare della sospensione del provvedimento impugnato (c.d. sospensiva)…:non è più l’unica misura cautelare prevista dalla legge. Nel processo in materia di accesso: il Tar decide in camera di consiglio, pronunciandosi sempre con una sentenza «in forma semplificata». Nel rito avverso il silenzio della pubblica amministrazione da chi è nominato il commissario ad acta? dal giudice amministrativo senza previa istanza di parte

Q

Qual e articolo del codice del processo amministrativo non si occupa del giudizio di ottemperanza? art. 111 Qual è la natura del commissario ad acta nel rito avverso il silenzio: ausiliario del giudice Qual è la natura giuridica del giudizio di ottemperanza:di cognizione e di esecuzione Quale impugnativa può essere proposta nei confronti delle Sentenze del Consiglio di Stato ?il ricorso alla Corte di Cassazione per motivi di giurisdizione Quale articolo del codice del processo amministrativo è rubricato : “Giudice dell’ottemperanza”:art 113 Quale articolo del codice del processo amministrativo prevede espressamente che “nell’ambito della propria giurisdizione, il giudice amministrativo se deve sostituirsi all’amministrazione può nominare come proprio ausiliario un commissario ad acta”? art. 21 Quale articolo del codice del processo amministrativo prevede espressamente la nomina di un commissario ad acta nel giudizio di ottemperanza?art 114 Quale articolo del codice del processo amministrativo prevede espressamente la nomina di un commissario ad acta nel rito avverso il silenzio?art 117 Quale articolo del codice del processo amministrativo reca “disposizioni generali sul giudizio di ottemperanza?art 112 Quale articolo del codice del processo amministrativo, ha per oggetto il procedimento relativo al giudizio di ottemperanza?art 114 Quale delle seguenti affermazioni relative al giudizio di ottemperanza è corretta: il giudizio di ottemperanza può essere attivato anche per chiedere chiarimenti sulle modalità di adempimento Quale è il termine per proporre l’appello incidentale? termine perentorio di 60 giorni dopo la notifica dell’appello. Quale effetto esplica il giudicato amministrativo? effetto preclusivo e costitutivo Quale sono i termini di legge per la proposizione dell’appello ?:termine breve di 60 giorni in caso di notifica della sentenza e termine lungo di 6 mesi dalla pubblicazione qualora la sentenza non sia notificata Quale tra i seguenti è un presupposto del giudizio di ottemperanza?la sussistenza di una decisione non autoapplicativa Quale tra le seguenti affermazioni che riguardano il giudizio di ottemperanza è sbagliata? l’azione di ottemperanza può essere proposta anche per conseguire l’attuazione delle sentenze esecutive non passate in giudicato emesse dal giudice ordinario Quale tra le seguenti affermazioni sul giudizio di ottemperanza è errata? con l’azione di ottemperanza si possono portare ad esecuzione sentenze sospese Quali impugnazioni si possono proporre nei confronti della sentenza emessa in seguito al giudizio revocazione? : sono ammesse tutte le impugnazioni previste per la sentenza che era stata oggetto di revocazione Quali soggetti sono titolari della legittimazione attiva al ricorso di ottemperanza? coloro che furono parti nel giudizio concluso con la decisione da ottemperare

Quali sono i soggetti legittimati a proporre l’opposizione di terzo:i soli terzi titolari di una posizione autonoma e incompatibile Quali termini sono previsti per contestare gli atti del commissario ad acta? Quelli indicati all’art. 114 Quali termini sono previsti per impugnare le decisioni adottate dal giudice nell’ambito del giudizio di ottemperanza? quelli indicati nel libro III del c.p.a. Quando la giurisdizione è declinata dal giudice amministrativo in favore di altro giudice nazionale o viceversa, ferme restando le preclusioni e le decadenze intervenute, sono fatti salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione: entro il termine perentorio di tre mesi dal suo passaggio in giudicato. Quando può venire emessa la Sentenza in forma semplificata? quando per il carattere evidente della decisione sia superflua una ampia motivazione e, in particolare, più precisamente quando il ricorso risulti manifestamente fondato o infondato ovvero sia inammissibile, improcedibile o irricevibile.

S

Salvo ulteriori previsioni di legge, le controversie in materia di nullità del provvedimento amministrativo adottato in violazione o elusione del giudicato sono devolute: alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo Se nei confronti dello stesso atto viene proposto, dal medesimo cittadino, sia il ricorso gerarchico che quello giurisdizionale, secondo la giurisprudenza: prevale sempre il ricorso giurisdizionale, con la conseguenza che il ricorso gerarchico, se proposto per primo, diventa improcedibile, ovvero, se proposto dopo quello giurisdizionale, è inammissibile. Sono ammessi i cd. “Nova”, ovvero nuovi motivi di ricorso o nuove domande nel giudizio di amministrativo appello? no, esattamente come previsto per i giudizi civili. Sono impugnabili in sede giurisdizionale amministrativa soltanto gli atti amministrativi che promanino da un'autorità amministrativa, lesivi di interessi legittimi del privato. Conseguentemente: gli atti amministrativi endoprocedimentali e preparatori di altri atti amministrativi non sono impugnabili Sono materia di giurisdizione esclusiva: le controversie sull’accesso ai documenti amministrativi Sulla base del disposto dell’art. 113 del C.P.A. il ricorso introduttivo del giudizio di ottemperanza nel caso in cui si debba portare ad attuazione un lodo arbitrale va proposto: al tar Sulla base del disposto dell’art. 114 2° comma del C.P.A., come modificato dal D. Lgs. 1 95/2011, il provvedimento di cui si chiede l’ottemperanza: va depositato unitamente al ricorso

T

Tra i riti speciali del processo amministrativo viene in rilievo il giudizio avverso il silenzio. Tale rito: si propone anche senza previa diffida, con atto notificato all’amministrazione e ad almeno un controinteressato. Tra i riti speciali del processo amministrativo viene in rilievo il giudizio avverso il silenzio. Tale rito: va proposto entro il termine di decadenza di 1 anno.

dall’azione di accertamento del debito, di poter disporre da parte del creditore di un titolo esecutivo idoneo a consentire l’esecuzione forzata nelle forme previste dal cpa La legge istitutiva dei TAR permetteva una sentenza di condanna solamente nei casi di giurisdizione esclusiva ed esclusivamente per il pagamento di denaro dovuto dalle Amministrazioni. Nel capo del codice dedicato alle azioni, la condanna però oggi è prevista in termini più generali e nelle materie di giurisdizione esclusiva può riguardare qualsiasi obbligazione devoluta alla giurisdizione esclusiva. L’azione di accertamento: L’azione di accertamento è del tutto analoga a quella prevista nel cc e nel processo amministrativo si parla propriamente con riguardo a vertenze per diritti soggettivi nelle materie di giurisdizione esclusiva. Non è esperibile invece l’azione di accertamento a tutela di interessi legittimi nei casi in cui sia possibile l’impugnazione di un provvedimento. Il codice amministrativo non parla espressamente una azione generale di accertamento, si limita infatti a prevedere una declaratoria della nullità di atti amministrativi. L’ammissibilità dell’azione di accertamento a tutela dei diritti si ricava però dai principi generali ed è sostenuta da una ampia tradizione giurisprudenziale. Il ricorso straordinario: Fa parte dei rimedi generali Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica (per la Sicilia al Presidente della Regione) è ammesso contro provvedimenti definitivi in relazione a censure di legittimità per l’annullamento dell’atto impugnato. La sua portata lo ha circoscritto alle sole vertenze devolute al giudice amministrativo. La decisione deve essere preceduta dal parere vincolante del CDS. Va presentata entro 120 giorni e deve essere notificato all’autorità amministrativa che ha emesso l’atto o al ministero competente. Può essere presentato ricorso incidentale. Il ministero competente procede all’istruzione del ricorso e poi trasmesso al Consiglio di Stato per il parere, nel caso di inerzia dei tempi previsti per la trasmissione del parere al Consiglio di Stato è consentito al ricorrente di depositare direttamente il ricorso al Consiglio di Stato stesso. Il ricorso gerarchico: Il ricorso deve essere diretto all’organo gerarchicamente sovraordinato a quello che ha emanato l’atto impugnato e va proposto entro trenta giorni dalla notificazione, comunicazione, pubblicazione o piena conoscenza dell’atto da impugnare, può essere effettuato anche con servizio postale e la data di spedizione vale come data di presentazione. Il ricorso gerarchico è un provvedimento definitivo è impugnabile solo con ricorso straordinario oppure se lede interessi legittimi anche con ricorso al giudice amministrativo. I limiti interni della giurisdizione: Tale tema attiene all’individuazione dei poteri che il giudice civile nelle controversie di sua competenza può esercitare nei confronti dell’amministrazione. Si tratta quindi di stabilire quali pronunce possono essere assunte dal giudice civile nelle controversie sui diritti soggettivi rispetto alla pubblica amministrazione. La legge di abolizione del contenzioso amministrativo vieta al giudice ordinario di revocare o modificare l’atto amministrativo. La garanzia è nei confronti dell’atto amministrativo e pertanto la dove l’amministrazione non eserciti un potere previsto dalla legge non si può ammettere alcuna limitazione ai poteri del giudice I limiti esterni della giurisdizione: Per individuare il giudice al quale proporre la domanda, occorre procedere per gradi. 1 scopo soccorrono le^ -occorre^ individuare regole^ quale sulla giurisdizione.giudice^ sia^ dotato del potere giurisdizionale 2 una volta appurato che il potere spetta al giudice (ammesso che^ ve^ ne^ sia uno, nello Stato italiano) ordinario (civile) – occorre individuare;^ a questo il giudice (inteso quale ufficio giudiziario) a cui rivolgere la domanda; a tal fine occorre guardare alle regole di competenza. i limiti esterni della giurisdizione ordinaria sono: rispetto alla giurisdizione di giudici stranieri e rispetto agli altri poteri dello Stato. Il Consiglio di Stato: E’ un organo complesso con due ordini di funzioni: a) funzione consultiva generale in materia giuridica amministrativa b) funzioni giurisdizionali amministrative di secondo grado per determinate materie esclusive. E’ composto da sei sezioni: tre consultive e tre con funzioni giurisdizionali è stata poi costituita una sezione sui pareri consultivi per l’esame di schemi normativi sui quali è previsto il parere del consiglio di stato e degli schemi normativo dell’ U.E. per i quali il suddetto parere è richiesto dal Presidente del Consiglio. Gli organi sono: Il consiglio di Presidenza – Il Presidente – Il Presidente aggiunto – Il segretario generale – L’adunanza generale – l’adunanza plenaria Il consiglio di stato è organo di ultimo grado della giurisdizione amministrativa. Il consiglio di stato decide in materia giurisdizionale con l’intervento di cinque magistrati compreso il presidente. L’adunanza plenaria è composta dal presidente del consiglio di stato che la presiede e dodici magistrati. I Tribunali amministrativi regionali: Sono istituiti in attuazione dell’art. 125 della costituzione con legge 1034 del 1971. Sono organi di giustizia amministrativa a base regionale: ne è presente uno per regione con sede nel capoluogo regionale. Nelle regioni più popolose sono istituite sedi distaccate presso i capoluoghi di provincia e ad esse sono attribuite le controversie insorte in quell’ambito territoriale. Ogni TAR è composto da un presidente e da almeno 5 magistrati amministrativi regionali. Il presidente deve rivestire il grado di presidente di sezione di consiglio di stato o di consigliere di stato. I magistrati devono appartenere all’apposito ruolo TAR che comprende solo giudici professionali e a cui si può accedere solo per concorso pubblico. La competenza territoriale del TAR non è derogabile e prevede tre criteri: 1 ) il criterio generale è quello della sede dell’ente che ha emesso l’atto. 2) efficacia dell’atto (è inderogabilmente competente sulle controversie che riguardano provvedimenti, atti, accordi o comportamenti delle pubbliche amministrazioni. 3) foro del pubblico impiego competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio. La competenza per territorio del giudice amministrativo: La competenza territoriale del TAR non è derogabile e prevede tre criteri: 1) il criterio generale è quello della sede dell’ente che ha emesso l’atto. 2) efficacia dell’atto (è inderogabilmente competente sulle controversie che riguardano provvedimenti, atti, accordi o comportamenti delle pubbliche amministrazioni. 3) foro del pubblico impiego competente il tribunale nella cui circoscrizione territoriale è situata la sede di servizio. Vi sono poi competenze funzionali Vi sono poi competenze funzionali che sono i casi in cui il legislatore attribuisce la competenza a decidere specifiche controversie ad uno determinato tribunale (tribunale del Lazio sede di Roma per le controversie di cui all’art 135 della legge) Tribunale di Milano (controversie relative ai poteri esercitati dall’autorità per l’energia ed il gas). La giurisdizione di merito: Il cpa prevede che il giudice amministrativo esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito delle controversie indicate dalla legge e nell’esercizio di tale giurisdizione il giudice può sostituirsi all’amministrazione. La giurisdizione di merito presente alcuni caratteri: a) eccezionalità in quanto deroga al principio secondo cui il giudice amministrativo ha solo sindacabilità di legittimità. B) tassatività in quanto prevista solo dai casi previsti dalla legge. C) aggiuntività in quanto si aggiunge alla giurisdizione di legittimità. Nel caso della giurisdizione di merito il giudice ha diverse possibilità : a)annullare l’atto per motivi di legittimità b)riformare l’atto in tutto o in parte c) sostituire l’atto con un altro atto da esso formato, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’autorità amministrativa d) condannare la PA soccombente alle spese di giudizio. La giurisdizione esclusiva: La giurisdizione esclusiva è quella che attribuisce al giudice amministrativo la possibilità di conoscere tanto gli interessi legittimi quanto i diritti soggettivi. Tale possibilità è riconosciuta per materie tassativamente indicate in cui interessi legittimi e diritti soggettivi sono strettamente correlati e pertanto possono essere adeguatamente conosciuti solo congiuntamente. Il riconoscimento di un’unica giurisdizione per entrambe le posizioni soggettive ha natura semplificatoria evitando al cittadino di instaurare giudizi diversi. I mezzi di prova nel giudizio amministrativo: Nel processo amministrativo come espressamente sancito dall’art. 63 1°comma c.p.a.

vale il principio generale sancito dall’art. 2697 c.c. sull’onere della prova. La parte che contesta la legittimità di un provvedimento deve fornire la prova dei fatti a sostegno della propria contestazione e la mancanza della prova determina la soccombenza. I giudice, a differenza di tesi del passato, può nell’ambito dei suoi poteri istruttori chiedere ed utilizzare mezzi di prova, non può utilizzare tali poteri solo nel caso in cui la prova dei fatti siano già nella disponibilità del ricorrente e questi potrebbe senz’altro fornirli e l’intervento del giudice servirebbe solo a sanare una negligenza processuale. L’istruttoria nel giudizio amministrativo: è l’attività del Giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti in giudizio. Di conseguenza l’attività del giudice non è solo diretta alla valutazione in termini di diritto della controversia, ma anche la conoscenza della situazione di fatto che è essenziale per stabilire quali norme siano effettivamente attinenti a quella vicenda o quella situazione. La necessità di una indagine non è necessaria quando i fatti non siano controversi e le parti forniscono una rappresentazione coincidente, non è altresì necessaria quando i fatti che siano allegati da una parte non siano stati puntualmente contestati dalle altre parti, naturalmente se tali fatti sono comunque smentiti da altre risultanze processuali, la circostanza che non fossero stati contestati non comporta per il giudice l’obbligo di attenersi ad essi. Le parti necessarie nel giudizio amministrativo: La garanzia del contradditorio fra le parti necessarie costituisce una condizione per la validità della sentenza, mentre per quelle non necessarie è consentita la partecipazione al giudizio ma non vi è alcun obbligo di portare a loro conoscenza il ricorso ne di integrare rispetto ad esse il contradditorio. Le parti necessarie sono oltre al ricorrente, l’amministrazione resistente ed i controinteressati (soggetti titolari di un interesse qualificato che può essere pregiudicato dal ricorso e su cui può avere incidenza il giudicato). Le parti non necessarie nel giudizio amministrativo: è consentita la partecipazione al giudizio ma non vi è alcun obbligo di portare a loro conoscenza il ricorso ne di integrare rispetto ad esse il contradditorio Le parti diverse da quelle necessarie sono prese in considerazione dalle leggi sul processo amministrativo solo in modo generico, con riferimento all’istituto dell’intervento in giudizio: “chi ha interesse nella contestazione può intervenire”. Non possono intervenire in giudizio i cointeressati, e cioè i soggetti titolari di un interesse legittimo analogo a quello del ricorrente, che avrebbero potuto impugnare autonomamente l’atto amministrativo. Le parti del giudizio amministrativo e la loro partecipazione al giudizio: La garanzia del contradditorio fra le parti necessarie costituisce una condizione per la validità della sentenza, mentre per quelle non necessarie è consentita la partecipazione al giudizio ma non vi è alcun obbligo di portare a loro conoscenza il ricorso ne di integrare rispetto ad esse il contradditorio. La difesa dell’Amministrazione statale: La difesa della P.A. è affidata alla Avvocatura dello Stato che è l'organo con carattere ausiliario e competenza generale a cui è affidata la rappresentanza e la difesa in giudizio di tutte le amministrazioni dello Stato. È posta alle dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il ricorso incidentale: i l ricorso incidentale era l’atto con il quale il controinteressato poteva impugnare, nel medesimo giudizio, lo stesso provvedimento già impugnato dal ricorrente, facendo valere però vizi il cui accertamento avrebbe potuto comportare , anche nel caso di accoglimento del ricorso principale, un risultato a lui favorevole. Il c.p.a. ha confermsto queste conclusioni e amplia con una novità di rilievo riconoscendo anche alle parti resistenti (pubblica amministrazione)la legittimazione a proporre riscorso incidentale, ovviamente su atti di altre amministrazioni e non contro un atto da essa stessa emanato e che perciò poteva annullare d’ufficio. Il processo incidentale segue le regole principali (proposizione , notifica e deposito) simili a quelle del processo principale. I motivi aggiunti: L’assoggettamento all’azione di annullamento a un termine perentorio comporta che una volta presentato il ricorso e decorso il termine di sessanta giorni per l’impugnazione, siano precluse ulteriori censure nei confronti dell’atto impugnato. Per rimediare a questa regola che se venisse applicata in modo indiscriminato potrebbe compromettere che il ricorrente che per motivi gravi venga a conoscenza solo successivamente di un vizio possa integrare il ricorso con i c.d. motivi aggiunti. Con il nuovo codice sono ammesse anche domande nuove purchè connesse a quelle proposte. I motivi aggiunti devono essere notificati alle altre parti entro 60 giorni dalla conoscenza dei nuovi documenti. La tutela cautelare e in particolare i suoi presupposti: La tutela cautelare è ordinariamente di competenza del collegio, anche a garanzia del contraddittorio con tutte le parti necessarie e può intervenire solo dopo il decorso di un certo periodo di tempo. Il nuovo codice ha esteso la possibilità di una tutelare cautelare ante causam ad ogni ordine di vertenza devolute al giudice amministrativo. La domanda di una misura cautelare è presentata dal ricorrente (o da altra parte interessata) al giudice adito per il ricorso principale. E’ richiesta una istanza scritta sia nel ricorso stesso o con atto successivo e notificata alla amministrazione resistente ed ai controinteressati. Sulle domande di misura cautelare provvede il collegio in camera di consiglio decorsi almeno 20 giorni dalla notifica della istanza e dieci giorni dal suo deposito, termini stabiliti per permettere il contradditorio. Le parti possono depositare memorie e documenti fino a 2 giorni prima della camera di consiglio, ma possono costituirsi per la trattazione orale anche soltanto in camera di consiglio. Alla camera di consiglio sono sentiti i difensori che ne hanno fatto richiesta. Sulla istanza il collegio provvede con ordinanza motivata La tutela cautelare nei casi di particolare urgenza: La tutela cautelare è di competenza del collegio, anche a garanzia del contraddittorio con tutte le parti necessarie. Il codice in caso di estrema gravità e urgenza la misura cautelare può essere richiesta al Presidente del TAR o della sezione a cui il ricorso principale è stato assegnato, previa notifica alle altre parti. Il presidente o il magistrato da lui delegato provvede con decreto motivato, non impugnabile ma revocabile. Il decreto ha valore fino alla ordinanza del collegio al quale va sottoposto nella prima camera di consiglio utile: si tratta pertanto di una misura cautelare meramente provvisoria. I soggetti cui sia stata notificata l’istanza cautelare possono chiedere al presidente di essere sentiti prima dell’emissione del decreto fuori udienza e senza formalità ed anche separatamente per essi deve ammettersi ogni possibilità di difesa compatibile con l’estrema urgenza di una pronuncia. I rimedi ammessi nei confronti delle ordinanze cautelari: L’ordinanza che provvede su una istanza cautelare non fa stato nel giudizio. L’ordinanza è passibile di revoca su richiesta della parte che vi abbia interesse e nel caso di rigetto può essere riproposta. E’ inoltre consentito l’appello al Consiglio di Stato, la cui decisione è assunta con ordinanza nella quale, se accolta, viene richiesto al TAR di fissare a breve l’udienza. L’esecuzione delle ordinanze cautelari: Il codice prevede che se non si dia seguito all’ordinanza di sospensione cautelare, la parte interessata con istanza che deve essere notificata alle altre parti, può chiedere l’intervento del giudice (giudizio di ottemperanza) il quale adotta le misure necessarie per assicurare l’esecuzione dell’ordinanza cautelare e a tal fine dispone di tutti i poteri che sono ammessi per il giudizio di ottemperanza. In particolare può dettare ordini all’amministrazione e può nominare commissari che si sostituiscono all’adempimento. Gli incidenti nel giudizio: una serie di eventi possono incidere sullo svolgimento del giudizio condizionandone l’ulteriore corso a procedimenti davanti ad altri giudici o comunque impedendo il proseguimento del giudizio fino al compimento di ulteriori atti di impulso processuale delle parti. Questi eventi possono determinare la sospensione o l’interruzione del giudizio e la loro disciplina è dettata solo sommariamente dal codice di processo amministrativo, perché in generale sono richiamate le norme del codice di procedura civile. Può essere sospeso anche quando il collegio rileva una questione di legittimità costituzionale

Le impugnazioni: I mezzi di impugnazione sono tassativamente indicati dall’art. 91 e sono: L’appello, la revocazione, l’opposizione di terzo ed il ricorso per cassazione (solo per i motivi inerenti la giurisdizione). Salvo quanto previsto per leggi speciali i le impugnazioni si propongono conricorso e devono essere notificate entro il termine perentorio di 60 gg decorrenti dalla data di notificazione della sentenza. Ai giudizi di impugnazione le parti non possono difendersi personalmente ma a mezzo difensore. L’impugnazione deve essere notificata a tutte le parti in causa (cause inscindibili) negli altri casi alle parti che hanno interesse a contraddire. Se la sentenza non è stata impugnata nei confronti di tutte le parti il giudice ordina l’integrazione del contradditorio fissando il termine entro il quale deve essere effettuata la notifica, nonché la successiva udienza di trattazione. Se nessuna delle parti provvede alla integrazione il giudice dichiara l’impugnazione improcedibile. Oggetto della impugnazione è normalmente la sentenza del TAR. Se vi sono più impugnazioni vanno riunite in un solo processo. Possono essere proposte impugnazioni incidentali ai sensi degli art. 333 e 334 c.p.c. Oggetto della impugnazione può essere anche l’ordinanza cautelare che in modo implicito o esplicito ha deciso anche sulla competenza. Il ricorso per Cassazione per motivi di giurisdizione: Nei confronti delle sentenze del Consiglio di Stato (nonché del consiglio di giustizia amministrativa per la Sicilia) è ammesso ricorso per cassazione per motivi di giurisdizione. Il ricorso è ammesso per denunciare la violazione di limiti esterni della giurisdizione amministrativa. Il ricorso è possibile sia nel caso in cui il Giudice amministrativo abbia deciso una questione riservata all’amministrazione o devoluta al giudice ordinario o altro giudice speciale, sia nel caso abbia declinato la propria giurisdizione in ipotesi di sua competenza. La disciplina del ricorso è dettata dal c.p.c. (art. 362) ossia nel termine di 60 gg dalla decisione notificata del Consiglio di Stato, ovvero di 6 mesi nei casi di non notifica. Di solito si pronunciano le sezioni unite della corte di cassazione, le sezioni semplici decidono se la questione sia identica ad altra pronuncia delle sezioni unite. Su richiesta delle parti, in pendenza di ricorso per Cassazione, il Consiglio di Stato può sospendere in via cautelativa la propria sentenza. I nova in appello: l’art. 104 de c.p.a. disciplina le c.d. nova in appello (nuove domande ed eccezioni). In merito è stabilito che non possono essere proposte nuove domande, ne nuove eccezioni non rilevabili d’ufficio. Però possono essere chiesti gli interessi ed accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni subiti dopo la sentenza stessa. Inoltre non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo che il collegio li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa, ovvero che la parte dimostri di non avere potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Possono essere proposti motivi aggiunti qualora la parte venga a conoscenza di documenti non prodotti dalle altre parti nel giudizio di primo grado da cui emergano vizi degli atti o provvedimenti amministrativi impugnati. Viene inoltre richiamato l’art. 34 comma 3 per il quale se nel corso del giudizio l’annullamento del provvedimento impugnato non risulta più utile per il ricorrente, il Giudice accerta l’illegittimità dell’atto se sussiste interesse ai fini risarcitori. La decisione del giudizio di appello: La sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato in grado di appello può essere: di rigetto (ritiene infondato l’appello e respinge le domande proposte) di accoglimento (ritenendo fondate le censure annulla la decisione di primo grado). L’annullamento può essere : senza rinvio al TAR di provenienza (quando accerti il difetto di giurisdizione, quando accerti il difetto di competenza, per nullità assoluta del ricorso al TAR, quando esistano cause estintive o impeditive del giudizio -quando il TAR avrebbedovuto dichiarare l’inammissibilità o improcedibilità del ricorso) con rinvio al TAR di provenienza (viene accolto il ricorso per difetto di procedura, per vizio di forma, nel caso in cui il TAR abbia erroneamente dichiarato la propria incompetenza). In base all’art. 105 c.p.a. il Consiglio di Stato rimette la causa al giudice di primo grado se è mancato il contradditorio, è stato leso il diritto di difesa di una delle parti, viene dichiarata la nullità della sentenza, viene riformata la sentenza che ha declinato la giurisdizione, vi è una pronuncia sulla competenza, viene dichiarata l’estinzione, viene dichiarata la perenzione del giudizio. Lo svolgimento del giudizio di appello: E’ regolato dalle disposizioni sul giudizio di primo grado, che sono espressamente richiamate anche per i giudizi di impugnazione. L’appello va proposto con ricorso al Consiglio di Stato in sede giurisdizionale. La notifica dell’appello , di regola, entro 60 gg dalla notifica della sentenza o entro sei mesi dalla data della pubblicazione se non notificata, e va notificata a tutte le parti del giudizio di primo grado costituite e non, in caso di mancata ad una parte il ricorso non è inammissibile ma viene richiesto l’integrazione del contradditorio. Nei 30 gg successivi alla notifica il ricorso va depositato in modalità telematica alla segreteria del Consiglio di Stato con conseguente costituzione in giudizio dell’appellante e la pendenza del giudizio. Dopo il deposito viene assegnato ad una sezione del Consiglio di Stato. Gli appellati possono costituirsi in giudizio depositando una memoria di costituzione (c.d. controricorso) entro 60gg dalla notifica dell’appello e nel medesimo termine si può presentare appello incidentale. L’appello al Consiglio di Stato: L’appello al consiglio di stato è permesso nel termine di 30 gg dalla notifica della sentenza del TAR I casi di revocazione: L’art.106 c.p.a. ammette nei confronti delle sentenze dei TAR e del CDS il rimedio della revocazione. Le disposizioni del codice sono molto scarne: per quanto riguarda i casi di revocazione non è dettata una disciplina specifica per il processo amministrativo, ma è fatto rinvio al c.p.c. (art. 395) mentre per quanto riguarda lo svolgimento del giudizio opera il rinvio generale alla disciplina del I° grado. I casi di revocazione riguardano:1- la sentenza che si effetto di dolo di una parte in danno dell’altra 2- riconosciuta in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sentenza o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima della sentenza, 3Il caso di ritrovamento dopo la sentenza di uno o più documenti decisivi che la parete non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario, 4 La sentenza che sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti di causa, 5 La sentenza contradditoria con altra sentenza passata in giudicato, 6La sentenza affetta da dolo del Giudice. La differenza con l’appello è che la revocazione è ammessa se i motivi non possono essere dedotti con l’appello, questione questa che va interpretata in quanto tutti i motivi potrebbero in astratto essere dedotti in appello L’opposizione di terzo: Nel processo amministrativo il rimedio della opposizione del terzo, introdotto da un intervento della corte costituzionale, è stato disciplinato per la prima volta dal Codice. Tale particolare mezzo di impugnazione è riservato al terzo, titolare di una posizione autonoma ed incompatibile, nei confronti di una sentenza del TAR o del consiglio di Stato pronunciata tra altri soggetti , ancorché passata in giudicato, quando pregiudica i suoi diritti o interessi legittimi. E’ proponibile anche da parte degli aventi causa e dei creditori di una delle parti, quando questa sia effetto di dolo o collusione a loro danno. La competenza è del giudice che pronunciato la sentenza impugnata, unica eccezione è il caso in cui venga proposto appello contro la sentenza di I° grado, nel qual caso il terzo che intenda opporsi deve introdurre domanda di cui all’art. 108 intervenendo nel giudizio di appello. Se l’opposizione di terzo fosse già stata proposta al giudice di I° grado quest’ultimo la deve dichiarare improcedibile e se l’opponente non vi abbia ancora provveduto deve fissare un termine per l’intervento in giudizio di appello di cui si è detto sopra. Il giudizio di ottemperanza: E’ la più importante ipotesi di giurisdizione di merito attribuita al giudice ammnistrativo finalizzata ad ottenere l’esecuzione delle sentenze. Se l’amministrazione non provvede alla esecuzione della sentenza è esperibile il ricorso per ottemperanza (art. 112 ss c.p.a.) al giudice amministrativo. L’azione è delimitata alle : a) sentenze passate in giudicato b) sentenze esecutive c) delle sentenze passate in giudicato ed altri provvedimenti equiparati alfine di ottenere l’adempimento d) delle sentenze passate in giudicato e degli provvedimenti equiparati per i quali non sia previsto il rimedio della ottemperanza e) delle lodi arbitrali esecutive inoppugnabili. Presupposto indispensabile: un giudicato e la necessità di un provvedimento della pubblica amministrazione successivo alla pronuncia. Al giudice per l’ottemperanza può essere richiesto anche un chiarimento in merito alle modalità di esecuzione. Tale ricorso non presuppone

inottemperanza ma presuppone incertezze sulla interpretazione e sugli effetti della sentenza da eseguire e può essere richiesta anche dalla parte tenuta alla esecuzione della sentenza, ma non deve essere un espediente per rimandare l’esecuzione della sentenza. Il giudice amministrativo nel giudizio i ottemperanza esercita una giurisdizione estesa al merito il che comporta che il giudice possa sostituirsi direttamente o tramite un commissario da esso nominato alla amministrazione inadempiente I limiti soggettivi del giudicato amministrativo: Per quanto riguarda i limiti c.d. soggettivi del giudicato ,una parte della giurisprudenza amministrativa ritiene che il giudicato amministrativo, di regola, valga solo fra le parti, i loro successori o aventi causa, ma che nel caso di annullamento dell’atto impugnato ma che nel caso di annullamento di atto amministrativo inscindibili o indivisibile il giudicato varrebbe nei confronti di tutti i soggetti destinatari degli effetti dell’atto annullato. Il giudicato amministrativo: Il processo amministrativo al pari degli altri tipi di processi si conclude con un giudicato. Per valutare gli effetti che comporta il passaggio in giudicato della sentenza del giudice amministrativo la dottrina distingue fra un giudicato solo interno ed un giudicato anche esterno: nel 1 caso la sentenza comporta un vincolo (nel senso che la questione posta in discussione decisa con forza di giudicato non può essere messa in discussione), mentre nel 2 caso la sentenza comporta un vincolo anche rispetto a giudizi diversi, che possono instaurarsi fra le stesse parti e nei quali assuma rilevanza la medesima questione. Le sentenze di rito comportano di regola solo vincoli interni mentre le sentenze di merito si caratterizzano per la loro idoneità a comportare vincoli esterni. Il giudicato amministrativo può avere una duplice accezione: a) giudicato formale , la sentenza acquista valore di giudicato sostanziale. Nei confronti della sentenza del giudice amministrativo passata in giudicato sono proponibili solo ricorsi per revocazione nei casi previsti dall’art. 395 e l’opposizione di terzo. b) giudicato sostanziale esprime il vincolo per le parti ed aventi causa ed eredi al precetto derivato dal giudizio e pertanto ai sensi dell’art.2909 del c.c. l’accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato ad ogni effetto fra le parti. I limiti oggettivi del giudicato amministrativo: I limiti oggettivi del giudicato sono quelli che riguardano la causa petendi e l'oggetto della sentenza. In sostanza, il giudicato si forma soltanto su tale oggetto e non anche sulle questioni affrontate in via puramente incidentale. In relazione all'oggetto della domanda e della sentenza, però, il giudicato non si limita a coprire solo le questioni dedotte, ma anche quelle deducibili, pur sempre nei limiti della controversia svoltasi. L’esecuzione della sentenza: La sentenza del TAR (parziale o definitiva) è immediatamente esecutiva. Questa regola è confermata anche nel codice (art. 32) e vale per qualsiasi tipologia di sentenza. Se non sia intervenuta sospensione della sentenza l’amministrazione è tenuta a dare esecuzione alla pronuncia del giudice, adottando tutti i comportamenti e gli atti necessari per portare a compimento quanto già in esso disposto,anche se abbia proposto appello. Se la sentenza non viene eseguita spontaneamente, è previsto un giudizio di esecuzione, che si svolge davanti al giudice amministrativo: si tratta del giudizio di ottemperanza. Il codice del p.a. consente anche una esecuzione nelle forme stabiliti dal terzo libro del c.p.c., questa possibilità però circoscritta solo alle sentenze di condanna al pagamento di somme di denaro o provvedimenti analoghi. L’esecuzione delle sentenze del giudice amministrativo rappresenta tradizionalmente un dovere della amministrazione. Il dovere di esecuzione grava non solo sull’amministrazione ma anche sulle altre parti (art.112). Se la sentenza si risolve in una condanna al pagamento di somme di denaro può essere proposta azione di esecuzione forzata (art. 115 c.p.c.) esclusa per statuizioni di altro genere. Il giudizio di ottemperanza: E’ la più importante ipotesi di giurisdizione di merito attribuita al giudice ammnistrativo finalizzata ad ottenere l’esecuzione delle sentenze. Se l’amministrazione non provvede alla esecuzione della sentenza è esperibile il ricorso per ottemperanza (art. 112 ss c.p.a.) al giudice amministrativo. L’azione è delimitata alle : a) sentenze passate in giudicato b) sentenze esecutive c) delle sentenze passate in giudicato ed altri provvedimenti equiparati alfine di ottenere l’adempimento d) delle sentenze passate in giudicato e degli provvedimenti equiparati per i quali non sia previsto il rimedio della ottemperanza e) delle lodi arbitrali esecutive inoppugnabili. Presupposto indispensabile: un giudicato e la necessità di un provvedimento della pubblica amministrazione successivo alla pronuncia. Al giudice per l’ottemperanza può essere richiesto anche un chiarimento in merito alle modalità di esecuzione. Tale ricorso non presuppone inottemperanza ma presuppone incertezze sulla interpretazione e sugli effetti della sentenza da eseguire e può essere richiesta anche dalla parte tenuta alla esecuzione della sentenza, ma non deve essere un espediente per rimandare l’esecuzione della sentenza. Il giudice amministrativo nel giudizio i ottemperanza esercita una giurisdizione estesa al merito il che comporta che il giudice possa sostituirsi direttamente o tramite un commissario da esso nominato alla amministrazione inadempiente L’ottemperanza delle sentenze: Il giudice decide i giudizi di ottemperanza con sentenza in forma semplificata. Ed in caso di accoglimento: a) ordina l’ottemperanza prescrivendo le relative modalità b)dichiara nulli gli eventuali atti in violazione o elusione del giudicato c)nel caso di sentenze non passate in giudicato o di altri provvedimenti determina le modalità esecutive, considerando inefficaci gli atti emessi in violazione o elusione e provvede di conseguenza, tenuto conto degli effetti che ne derivano d) nomina ove occorra un commissario ad actae)fissa la somma di denaro su richiesta dalla parte dovuta dalla resistente per ogni violazione o ritardo nella esecuzione L’ottemperanza delle ordinanze: Nel caso in cui è chiesta l’esecuzione di una ordinanza, il giudice provvede con ordinanza Il commissario ad acta: Il giudice amministrativo nel giudizio di ottemperanza esercita una giurisdizione estesa al merito e pertanto può sostituirsi alla amministrazione che non abbia dato esecuzione alla sentenza. L’intervento sostitutivo può avvenire in forma diretta o in forma indiretta attraverso un commissario ad acta che sostituisce a sua volta l’amministrazione. La preferenza generalmente va al commissario ad acta il quale assume tutti gli atti necessari per dare esecuzione alla sentenza. Il commissario si sostituisce agli organi amministrativi inadempienti, il giudice assume poteri di vigilanza anche d’ufficio ed al giudice vanno rivolte eventuali contestazioni al suo operato. E’ considerato un ausiliario del giudice. Nei suoi confronti valgono gli stessi motivi di ricusazione previsti dall’art. 51 c.p.c. per il giudice ed estesi al consulente tecnico. La natura del commissario ad acta: Il commissario si sostituisce agli organi amministrativi inadempienti, il giudice assume poteri di vigilanza anche d’ufficio ed al giudice vanno rivolte eventuali contestazioni al suo operato. E’ considerato un ausiliario del giudice. Nei suoi confronti valgono gli stessi motivi di ricusazione previsti dall’art. 51 c.p.c. per il giudice ed estesi al consulente tecnico. Il commissario ad acta ed in particolare la censura dei suoi atti: Il giudice dell’ottemperanza è competente a pronunciarsi su tutte le questioni insorte fra le parti concernenti l’esatta ottemperanza della sentenza comprese quelle inerenti gli atti del commissario e definendola relativa procedura ( contestazioni delle parti entro 60gg con reclamo da notificarsi alle altre parti ed al giudice, le contestazioni dei terzi vanno proposte con l’azione ordinaria di annullamento davanti al giudice competente secondo le regole della impugnazione dei provvedimenti amministrativi. I provvedimenti suscettibili di ottemperanza: Se l’amministrazione non provvede alla esecuzione della sentenza è esperibile il ricorso per ottemperanza ( art. 112 ss c.p.a. ) al giudice amministrativo. L’azione è delimitata alle : a) sentenze passate in giudicato b) sentenze esecutive c) delle sentenze passate in giudicato ed altri provvedimenti equiparati alfine di ottenere l’adempimento d) delle sentenze passate in giudicato e degli provvedimenti equiparati per i quali non sia previsto il rimedio della ottemperanza