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DIRITTO COMMERCIALE E PRIVATO, Appunti di Diritto

Appunti chiari e semplici di diritto privato e commerciale

Tipologia: Appunti

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DIRITTO COMMERCIALE
Prof. Riolfo Gianluca
Esame -> SCRITTO; 10 domande aperte o domande risposta chiusa
Manuali-> Istituzioni di diritto privato di Francesco Galgano; Manuale di diritto commerciale
di Mario Campobasso + Codice Civile.
DIRITTO-> sistema di regole che serve a regolamentare i conflitti tra gli uomini. -> risolvere i
conflitti applicando regole predeterminate.
Diritto privato= insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati e le persone
giuridiche-> entità composte da persone fisiche che creano società, enti.
ORDINAMENTO GIURIDICO
insieme di norme giuridiche= unità elementare del sistema del diritto-> regole di diritto creata
dall’ordinamento per disciplinare un determinato rapporto di persone, possono avere forma
del comando o precetto-> comando dato alla generalità delle persone; classificatorie,
descrittive, definitorie. Ciascuna norma è formulata in senso astratto (non riguardano fatti
concreti ma ipotetici fatti) e generale (si rivolgono ad un insieme di persone). -> un comando
individuale e concreto è il provvedimento del giudice al singolo (SENTENZA).
Le norme sono collegate attraverso un sistema.
Sono diverse dalle regole morali o religiose= loro non sono regolamentate dal diritto->
sanzione non giuridica.
-Fattispecie astratta= situazione ipotizzata dalla regola, aspetto generale e sempre uguale->
prevista dal Codice Civile
-Fattispecie concreta= situazione di fatto che succede nella realtà, è variabile
Funzione normativa= fa le Leggi-> Parlamento
Potere giurisdizionale= risolvere i conflitti applicando le Leggi-> giudici
All’interno dell’ordinamento giuridico abbiamo:
-norme derogabili= disponibili tra i privati, possono essere cambiate a seconda della
situazione
-norme inderogabili= non possono essere mai cambiate-> sono anche norme imperative
Diritto oggettivo= regola i rapporti giuridici tra privati, norme astratte
Diritto soggettivo= interesse del privato che viene protetto dalla norma
-diritti assoluti-> si possono far valere su chiunque (proprietà, personalità)
-diritti relativi-> si possono far valere solo al soggetto interessato determinato o
determinabile (credito-> chi ha stipulato il contratto con me; risarcimento del danno)
FONTI DEL DIRITTO
-Fonti di produzione= Costituzione, Leggi, norme..-> i modi di formazione
-Fonti di cognizione= i libri materiali dove sono trascritte le norme-> portano esse a
conoscenza di tutti.
PIRAMIDE FONTI DEL DIRITTO
1) COSTITUZIONE e LEGGI COSTITUZIONALI
↓ ↓
rigida fatte sempre dal Parlamento
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DIRITTO COMMERCIALE

Prof. Riolfo Gianluca

Esame -> SCRITTO; 10 domande aperte o domande risposta chiusa Manuali-> Istituzioni di diritto privato di Francesco Galgano; Manuale di diritto commerciale di Mario Campobasso + Codice Civile. DIRITTO -> sistema di regole che serve a regolamentare i conflitti tra gli uomini. -> risolvere i conflitti applicando regole predeterminate. Diritto privato= insieme di regole che disciplinano i rapporti tra i privati e le persone giuridiche-> entità composte da persone fisiche che creano società, enti. ORDINAMENTO GIURIDICO ↓ insieme di norme giuridiche= unità elementare del sistema del diritto-> regole di diritto creata dall’ordinamento per disciplinare un determinato rapporto di persone, possono avere forma del comando o precetto -> comando dato alla generalità delle persone; classificatorie, descrittive, definitorie. Ciascuna norma è formulata in senso astratto (non riguardano fatti concreti ma ipotetici fatti) e generale (si rivolgono ad un insieme di persone). -> un comando individuale e concreto è il provvedimento del giudice al singolo (SENTENZA). Le norme sono collegate attraverso un sistema. Sono diverse dalle regole morali o religiose= loro non sono regolamentate dal diritto-> sanzione non giuridica. -Fattispecie astratta= situazione ipotizzata dalla regola, aspetto generale e sempre uguale-> prevista dal Codice Civile -Fattispecie concreta= situazione di fatto che succede nella realtà, è variabile Funzione normativa= fa le Leggi-> Parlamento Potere giurisdizionale= risolvere i conflitti applicando le Leggi-> giudici All’interno dell’ordinamento giuridico abbiamo: -norme derogabili= disponibili tra i privati, possono essere cambiate a seconda della situazione -norme inderogabili= non possono essere mai cambiate-> sono anche norme imperative Diritto oggettivo= regola i rapporti giuridici tra privati, norme astratte Diritto soggettivo= interesse del privato che viene protetto dalla norma ↓

  • diritti assoluti -> si possono far valere su chiunque ( proprietà, personalità )
  • diritti relativi -> si possono far valere solo al soggetto interessato determinato o determinabile ( credito -> chi ha stipulato il contratto con me; risarcimento del danno ) FONTI DEL DIRITTO -Fonti di produzione= Costituzione, Leggi, norme..-> i modi di formazione -Fonti di cognizione= i libri materiali dove sono trascritte le norme-> portano esse a conoscenza di tutti. PIRAMIDE FONTI DEL DIRITTO 1) COSTITUZIONE e LEGGI COSTITUZIONALI ↓ ↓ rigida fatte sempre dal Parlamento

2) LEGGI ORDINARIE = leggi del Parlamento, a volte affiancato dal Governo in due situazioni a) Decreto legge-> diventano regole immediatamente, poi il Parlamento ha 60 giorni per ratificare e farle diventare Legge. b) Decreti legislativi-> inizia dal Parlamento dove, attraverso una Legge delega pone i principi su cui il Governo dovrà metterci le regole, questo perché il Governo ha esperti in materia-> riforme importanti da fare 3) LEGGI INTERNAZIONALI -> Trattati= accordi tra Stati. Regolamento dell’UE. Atti normativi: a) Regolamento dell’UE-> norma applicabile immediatamente ed è uguale per tutti gli Stati, impone regole identiche per tutti gli Stati. b) Direttive-> norma generalizzata che l’UE dà ai Paesi ed essi stessi poi la traducono come meglio credono per il proprio Paese. Non è fonte di diritto, serve una Legge che la recepisce. Tenta di unificare tutti i Paesi membri. Le Leggi internazionali prevalgono su quelle ordinarie-> la Costituzione lo prevede. 4) LEGGI REGIONALI (quasi alla pari delle Leggi statali solo nelle materia di competenza dello Stato) Autonomia legislativa data alle Regioni-> le leggi regionali non possono essere in contrasto con le leggi ordinarie, ma se lo Stato invade con propria legge la competenza regionale, la regione può sollevare davanti alla Corte Costituzionale una questione di legittimità della legge statale. La Costituzione prevede che alcune materie siano di piena competenza esclusiva dello Stato, altre di materia concorrente (Stato-Regioni), altre di competenza solo Regioni. ↓ Per risolvere i conflitti di competenza interviene la Corte Costituzionale. 5) REGOLAMENTI DELL’ESECUTIVO = atti emanati dal Governo che vanno a completare una norma giuridica ma non possono andare contro alla legge. (regolamenti del ministro della salute) 6) USI O CONSUETUDINI = comportamenti che in un determinato settore sono in uso da tanto e quindi valgono come regola giuridica da chi le applica. Possono essere richiamate dalla legge. EFFICACIA DELLA LEGGE Entra in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale-> l’ignoranza della Legge non è scusabile. Si rimuove attraverso un’abrogazione:

  • espressa = in modo scritto, attraverso un’altra Legge ↓ - referendum popolare
  • Corte Costituzionale = attraverso un processo di incostituzionalità (se la norma è in contrasto con la Costituzione) abrogano la Legge.
  • tacita = la Legge nuova in contrasto con quella precedente la rimuove automaticamente ↓ I giudici possono interpretare la Legge in modo letterale oppure in modo teleologico, cioè cercando di capire la finalità che aveva chi l’ha scritta-> interpretazione estensiva = attribuire alle parole della legge un significato più ampio di quello letterale ( cittadino-> essere umano ) Solo la Legge penale non ha effetto retroattivo = non puoi essere punito su fatti commessi antecedentemente all’entrata in vigore della Legge.

BENI MOBILI

->tutti gli altri. BENI MOBILI REGISTRATI ->veicoli, navi, aerei= registrati in registri pubblici. Per la vendita serve il passaggio di proprietà. UNIVERSALITÀ DI COSE ↓ Quando più beni mobili appartengono alla stessa persona con una destinazione unitaria-> per il trasferimento basta un unico atto. PERTINENZE ↓ Beni mobili o immobili al servizio come ornamento per altri beni (garage, statute in un giardino). BENI FUNGIBILI -> beni di genere, un bene vale l’altro, beni prodotti in serie (es. denaro) BENI INFUNGIBILE -> beni di specie, beni che esistono in un unico esemplare, presentano caratteristiche distintive proprie. BENI CONSUMABILI -> una volta usate finiscono (alimenti) BENI INCONSUMABILI -> sono duraturi, uso ripetuti nel tempo (macchina) BENI PRIVATI -> hanno le caratteristiche elencate BENI PUBBLICI -> sono dello Stato ↓ demaniali = sono inalienabili= non possono essere venduti a meno che non vengono declassificati -> diventano di patrimonio, possono essere venduti

  • naturale (spiaggia..)
  • artificiale (autostrada..) patrimonio indisponibile= non possono essere sottratti (foreste) patrimonio disponibile= sono di proprietà di un ente pubblico POSSESSO ↓ art. 1140-> Potere sulla cosa che si manifesta con un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di un altro diritto reale. Situazione di fatto per cui un soggetto si comporta come se fosse proprietario, credendo di esserlo. Il possessore non è proprietario di fatto, quindi senza titolo. Usucapione= possesso della cosa per un prolungato periodo di tempo. (bene immobile, 20 anni) POSSESSO DURATURO. Esercita le stesse facoltà che avrebbe il proprietario con la convinzione di esserlo. Detenzione = noi abbiamo il bene nella nostra disponibilità materiale e sappiamo di non essere proprietario (es. quando ti prestano un libro).

Modi di acquisto della proprietà:

  • TITOLO DERIVATIVO = l'acquisto dal precedente proprietario con un contratto o successione. La proprietà si acquista come erano prima, con tutti i diritti che la aggravano
  • TITOLO ORIGINARIO = il bene è libero da qualsiasi diritto altrui. Vengono meno garanzie o diritti reali su quel bene. ↓ occupazione = acquisto di cose abbandonate ≠ smarrito possesso = beni mobili ottengo la proprietà del bene ed ho l’acquisto immediato, purchè chi la compra è in buona fede e sulla base di un titolo idoneo usocapione = possessione protratto nel tempo e goduto in modo palese OBBLIGAZIONIDiritto relativo -> nei confronti di una o più persone ben individuate. Diritti che spettano nei confronti di altre persone. Un soggetto ha il diritto di ottenere una prestazione da parte di un’altra persona. In correlazione c’è un obbligo.
  • diritti personali/di credito (= non riferimento solo ai soldi) ↓
  • dare/consegnare
  • fare
  • non fare
  • diritti personali di godimento RAPPORTO OBBLIGATORIO
  • soggetti= un creditore e un debitore -> determinato o determinabili
  • oggetto del rapporto -> la prestazione che viene dedotta nel rapporto (fare, non fare, dare..). Ha sempre carattere patrimoniale= suscettibile di valore economico ≠ l’interesse del creditore può avere carattere NON patrimoniale Le obbligazioni si dividono in: (quando abbiamo più di due persone) OBBLIGAZIONI SOLIDALI -> se abbiamo un unico debitore e più creditori= un creditore potrebbe richiedere al debitore l’intera prestazione-> ATTIVA. Poi il creditore deve restituire agli altri creditori la somma di denaro. Il debitore è liberato, gli altri creditori non possono andare a chiedere al debitore la somma di denaro. -> se abbiamo più debitori e un creditore= il creditore può scegliere quale debitore gli adempia l’intera prestazione. Libera gli altri debitori. -> PASSIVO. Poi gli altri debitori devono dare le loro quote al debitore che ha pagato tutto= azione di regresso OBBLIGAZIONI PARZIARIE -> se abbiamo un unico debitore e più creditori= ciascun creditore può richiedere di ricevere solo la sua parte-> ATTIVA -> se abbiamo più debitori e un creditore= il singolo debitore è tenuto a restituire solo la parte che ha ricevuto-> PASSIVA La regola dice che se ci sono più debitori si utilizzano le obbligazioni solidali-> si tutela il creditore, l’eccezione è la parzialità; se ci sono più creditori si utilizza la parziarietà, salvo eccezione. FONTI DELLE OBBLIGAZIONI -> atti o fatti dai quali l’obbligazione trae origine-> contratto, fatto illecito, ogni atto o fatto
  • contratto= accordo di due o più parti volontaria

MORA DEL CREDITORE

-> può ricevere una intimazione da parte del debitore quando c’è un ingiustificato rifiuto della prestazione offerta o mette in difficoltà il debitore nel concludere la prestazione. -> il debitore non può essere chiamato per il risarcimento del danno. I RAPPORTI OBBLIGATORI

- contratto/negozio giuridico

  • la promessa unilaterale
  • fatto illecito CONTRATTO ↓ art. 1321-> Accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. E’ possibile dar vita ad un contratto atipico-> senza norma che lo tuteli, non disciplinati nel codice Elementi del contratto:
  • almeno due parti
  • finalizzato a costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale.(deve avere ad oggetto beni o prestazioni suscettibili di valore economico)
  • accordo tra le parti-> volontà delle parti, si forma all’interno e poi si esternalizza col contratto ↓ autonomia contrattuale = nessuno può essere costretto ad eseguire una prestazione senza la sua volontà. Ma anche, possibilità di scegliere tra i diversi tipi di contratto, libertà nei contenuti del contratto (nei limiti che stabilisce la Legge). Libertà di fare contratto, se e quando farli. Tipi di contratto:
  • contratto bilaterale = ci sono due parti
  • contratto plurilaterale = più di due parti (associazione, società..) I contratti plurilaterali possono essere con comunione di scopo -> mettono in comune un qualcosa per fare un’attività di scopo. Oppure di scambio -> più parti si scambiano qualcosa-> contratti sinallagmatici = una parte fa qualcosa per l’altra (scambio).
  • contratti unilaterali = atti giuridici che sono fonti di obbligazioni e sono tutti disciplinati dalla Legge-> dichiarazione di volontà di una sola parte che produce effetti giuridici. (mi obbliga, mi vincola-> procura = dichiaro che voglio farmi rappresentare da un’altra persona) REQUISITI ESSENZIALI DEL CONTRATTO
  • Accordo delle parti
  • Causa
  • Oggetto
  • Forma (se richiesta dalla Legge) 1. ACCORDO DELLE PARTI ↓ Le dichiarazioni delle parti devono coincidere per concludere un contratto-> autonomia contrattuale. La proposta è la dichiarazione di volontà di chi assume l’iniziativa-> l’accettazione è la dichiarazione di volontà che il destinatario rivolge al proponente.

Qualcuno propone e l’altra parte accetta/rifiuta; se accetta diventa contratto ( conclusione simultanea ). Può arrivare una controproposta per modificare la proposta (comportarsi con buona fede). Conclusione espressa = volontà dichiarata oralmente, per iscritto o con altri segni (asta). Conclusione tacita = volontà si desume dal comportamento delle parti. Alcune tipologie di contratto subiscono delle restrizioni da parte del legislatore o da una parte-> lì l’autonomia contrattuale è limitata, o ad una sola parte o ad entrambe (es. contratto standard) Sostituzione automatica di clausole = c’è una norma imperativa e le parti stabiliscono una cosa diversa, questa cambia e viene cambiata con la norma (limitazione autonomia contrattuale)

2. CAUSA ↓ Funzione economica-sociale dell'atto di volontà. Causa≠motivo. La causa è oggettiva, i motivi sono i motivi personali. -> Il contratto di compravendita ha come causa lo scambio di bene contro prezzo (uguale in tutti i contratti di compravendita); il motivo dipende da fatti personali. -> Il contratto di permuta ha come causa lo scambio di cosa contro cosa. Dove il contratto sia tipico non si pone un problema di causa, se è atipico si indaga quali interessi vuole perseguire, andrà individuata attraverso un controllo giudiziario. I motivi diventano rilevanti quando sono illeciti ed entrambe le parti ne sono a conoscenza, in quel caso avviene una annualità del contratto. E’ l’unica ipotesi dove si rilevano i motivi del contratto. 3. OGGETTO ↓ Cosa o diritto che viene trasferito nel contratto o la prestazione che una parte si obbliga a fare nei confronti dell'altra. ≠ Il contenuto è l'insieme delle clausole o previsioni che vengono inserite nel contratto. L’oggetto deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile. Un vizio di uno di questi requisiti può portare all'annualità del contratto. E’ impossibile quando si tratta di una cosa che non esiste, di una prestazione materiale ineseguibile oppure deve avere il requisito della possibilità giuridica -> quando un oggetto non è considerato un bene in senso giuridico, o quando è un bene demaniale. Illecito quando non è ammesso nell’ordinamento giuridico. Determinato cioè che venga identificato. 4. FORMA ↓ Essenziale solo se la Legge la richiede. Modalità con cui noi concludiamo il contratto. ->Dichiarazione scritta o orale, comportamenti concludenti. Di solito la Legge richiede la forma scritta:

  • scrittura privata = solo tra parti
  • scrittura privata autenticata = il notaio autentica solamente le firme delle due parti
  • atto pubblico = il notaio prepara l’atto e sottopone le parti alla firma (per la formazioni delle società) -> Per i contratti immobiliari e le locazioni ultranovennali è richiesta la forma scritta.

DOLO

-> inteso come raggiro, inganno della controparte o da soggetto terzo d’accordo con la controparte.

  • dolo determinante -> porta all’annullabilità del contratto. Senza il raggiro il contratto non si sarebbe concluso. Io senza essere ingannato non avrei concluso il contratto.
  • dolo incidente -> porta solo al risarcimento del danno. I raggiri mi portano ad accettare il contratto ma a condizioni diverse da quelle che avrei concluso senza il raggiro.
  • dolo omissivo -> una parte non dichiara tutto quello che dovrebbe dire. Porta all’annullabilità. VIOLENZA MORALE -> minaccia. Il soggetto manifesta la sua volontà ma per paura-> senza violenza non ci sarebbe stato il contratto. Il contratto può essere annullato da chi ha subito la violenza. La minaccia deve essere male sui beni o su persone familiari, su un fatto ingiusto (=contro diritto) e su un male notevole-> questa cosa minacciata sia di gravità maggiore rispetto al danno che procura il contratto estorto. QUANDO IL CONTRATTO E’ NULLO E ANNULLABILE Chiunque vi abbia interesse concreto può far valere la nullità; l’annullabilità dall'incapace o dai suoi rappresentanti, o da chi cade in dolo o errore o subisce la violenza morale. La nullità può essere rilevata d’ufficio da un giudice, l’annullabilità può essere richiesta facendo un’azione di annullabilità. L’azione di nullità può essere in qualunque momento ( imprescrittibile ); l’annullabilità ha scadenza 5 anni da quando scopro il dolo o l’errore o da quando è avvenuta la minaccia-> quando l’altra parte mi obbliga a concludere il contratto posso dichiarare l’annullabilità anche dopo 5 anni. La nullità ha un effetto retroattivo -> travolge tutti gli effetti che c’erano prima, anche nei confronti di terzi anche se erano in buona fede; l’annullabilità toglie solo gli effetti tra le parti e ai terzi di mala fede. La nullità non può mai essere sanata, cioè non si può mettere apposto (si può fare un contratto nuovo-> convertito ). L’annullabilità è sanabile, le parti devono essere d’accordo-> ( convalida ). INEFFICACIA DEL CONTRATTO ↓ Il contratto nasce apposto ma non produce effetti. Produrre effetto = ciò che le parti vogliono fare; costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico. Il contratto invalido è sempre inefficace. E’ possibile renderlo inefficace temporaneamente o in modo permanente.
  • inefficacia temporanea= attraverso due clausole che sono elementi non essenziali-> termine e condizione. -> Termine = attraverso una data a decorrere dalla quale il nostro contratto inizia ad avere effetto (termine iniziale) o smette di avere effetto (termine finale). -> Condizione = certo che si verificherà ma non si sa quando. Sospende l’inizio dell’efficacia del contratto legata ad un evento che deve accadere (condizione sospensiva), sospende la fine dell’efficacia (condizione risolutiva). Condizione casuale- > l’avvenimento non dipende dalle parti. Condizione potestativa -> la realizzazione del contratto dipende da una delle due parti. Condizione sospensiva -> dipende da terzi.

Condizione meramente potestativa -> quando una delle parti ha voglia-> porta alla nullità del contratto. Con condizione sospensiva le parti non hanno diritti una verso l’altra ma hanno aspettativa-> cioè faccia sorgere diritti e obblighi in futuro. Le parti devono comportarsi con correttezza e buona fede.

  • inefficacia definitiva= simulazione -> far finta di dar vita ad un contratto ma non voglio gli effetti. Simulazione assoluta -> non voglio gli effetti, vale sia per le parti sia per i terzi. Simulazione relativa -> faccio finta di fare un tipo di contratto, in realtà ne faccio un altro, vale solo per i terzi. RAPPRESENTANZA ↓ La volontà contrattuale è espressa da un altro ( rappresentante ) per conto di una delle parti ( rappresentato/mandato )-> potere di stipulare contratti e effettuare obbligazioni. Può essere volontaria o legale (genitori-figli minorenni) o giudiziale (interdetti-tutori). Il rappresentato subisce gli effetti della volontà. Volontaria= il contratto che viene concluso dal rappresentante produce l’effetto giuridico del rappresentato nel suo patrimonio giuridico. Rappresentanza= mandato + procura Solo con il mandato abbiamo una persona che agisce a nome proprio ma conto di un altro. Contratto di mandato -> agiscono a nome mio ma per conto di un altro Procura -> atto unilaterale che autorizza l’altro ad usare il mio nome Il rappresentante deve agire in nome, nei limiti e nell’interesse mandato dal rappresentato. Spendita del nome = il rappresentante agisce in nome e per conto di un’altra persona. Se non spende il nome di un’altra persona gli effetti del contratto ricadono del patrimonio del rappresentante. Il rappresentato stabilisce i termini e le condizioni per il rappresentante. Se il rappresentante fa i suoi interessi entra in conflitto di interessi. Con la rappresentanza ci sono tre soggetti: il terzo, rappresentato e rappresentante. Col contratto di mandato il rapporto si ha dal terzo al rappresentato. Se non c’è la spendita del nome abbiamo il terzo obbliga il mandatario (colui che agisce a nome suo), poi il mandatario è obbligato con il mandante (colui che fa i suoi interessi) La procura è sempre revocabile ed è modificabile nel contenuto-> portate a conoscenza dai terzi con mezzi idonei. Conflitto d'interesse tra rappresentante e rappresentato porta all’annullabilità del contratto. FINTO RAPPRESENTANTE Colui che agisce senza rappresentanza o oltre i limiti del proprio potere. Il contratto sarebbe inefficace= non produce effetti; i conflitti d’interesse portano all’annullabilità. Il terzo può richiedere il risarcimento del danno al falso rappresentante-> responsabilità precontrattuale (perché il contratto è inefficace). Il contratto può essere ratificato dal rappresentato-> ha effetto retroattivo. CONTRATTO NON ADEMPIUTO Risoluzione del contratto -> nella fase di esecuzione del contratto.Facciamo cessare gli effetti del contratto-> il contratto è valido ma si scioglie il rapporto. Contratti sinallagmatici= una prestazione in cambio di un’altra (io faccio una cosa, in cambio tu ne fai una per me)-> se tu devi essere il primo a fare una cosa e non la fai, io non inizio a fare la mia cosa.-> alterazione. Quando una delle due prestazioni non viene eseguita va ad alterare la causa. Se manca la causa o è illecita abbiamo la nullità del contratto. Obbligare chi non vuole adempiere a farlo o la risoluzione del contratto (cessazione effetti del contratto) + risarcimento danni. Cessano gli effetti ma se ha creato effetti in passato restano validi ma il contratto viene sciolto. Chi ha inadempiuto è chiamato al risarcimento.

commesso il danno a risarcire. Ci deve essere un nesso di causalità diretta-> contribuiscono solo al danno che ho causato direttamente e non alle conseguenze che comporta. Porta al risarcimento del danno. Viene risarcito anche il danno non prevedibile. Elementi che caratterizzano il danno illecito:

  1. Esistenza di un fatto illecito commissivo (“ho fatto qualcosa”) oppure omissivo (“non ho fatto qualcosa che dovevo fare”) il soggetto aveva l’obbligo giuridico di fare o di evitare di fare qualcosa, previsto da una norma giuridica che lo impone.
  2. Esistenza di un danno ingiusto -> elemento atipico quindi si andrà a verificare di volta in volta se il danno è ingiusto o no. NON viene considerato danno ingiusto: - Quel danno provocato dall’esercizio di un proprio diritto ; - In casi di legittima difesa (art. 2044 cc) c’è sempre però da considerare il concetto di proporzione tra l’offesa tentata e la difesa del soggetto; - in stato di necessità (art. 2045 cc) per la quale è dovuta solo l’indennità (stabilita dal giudice) al danneggiato;
  3. Rapporto di causalità diretta tra il danno e il fatto ->il danno deve essere direttamente collegato al fatto illecito compiuto. Il rapporto di causalità viene valutato sulla base di regolarità statistiche. Dal punto di vista del soggetto abbiamo due elementi che portano alla responsabilità:
  • Dolo [volontà di provocare il fatto dannoso] e colpa [imprudenza, imperizia o mancata diligenza]-> uno dei due elementi deve essere presente altrimenti non avviene il risarcimento del danno. In questo caso la componente soggettiva è un elemento molto importante da tenere in considerazione. Ci sono poi gradi intermedi tra il dolo e la colpa come ad esempio: - Colpa cosciente-> il soggetto prevede che la sua condotta possa cagionare un danno ma agisce comunque con la convinzione e la fiducia di poterlo evitare; - Dolo eventuale-> il soggetto non vuole il coronamento del danno però tiene un comportamento tale che potrebbe causarlo (guidare ubriaco e veloce in centro abitato-> ammazzo qualcuno) Il dolo e la colpa vanno provate dal danneggiato nella responsabilità extracontrattuale, mentre nella responsabilità contrattuale il danneggiato si limita a dimostrare l’inadempimento e il danno. RESPONSABILITA’ INDIRETTA
  • Il datore di lavoro risponde del danno causato dai suoi dipendenti-> rischio del lavoro incombe sul datore di lavoro;
  • Responsabilità dei sorveglianti dei soggetti incapaci, responsabilità dei genitori, dei tutori e dei precettori-> sui figli minori non emancipati. È per loro è ammessa prova liberatoria , ossia non sono obbligati al risarcimento del danno se provano di aver fatto il possibile per evitare che commettessero (gli incapaci o gli allievi) il danno.
  • Proprietario del veicolo ha una responsabilità risarcitoria maggiore rispetto al conducente; si libera solo se dimostra che il veicolo è stato usato contro la sua volontà. RESPONSABILITA’ OGGETTIVA
  • Esercizio di attività pericolose->chiunque eserciti attività pericolose per natura o per mezzi adoperati è tenuto al risarcimento salvo non provi di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire il danno;
  • Danno causato da cose o animali in custodia->salvo non provi il caso fortuito;
  • Rovina di edificio->salvo che provi che la rovina non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione;
  • Circolazione di veicoli->il conducente di un veicolo senza rotaie è obbligato al risarcimento dei danni a persone o cose se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. IL RISARCIMENTO DEL DANNO
  • è ammessa la reintegrazione in forma specifica ossia ripristinare la situazione a prima del fatto illecito, se possibile;
  • viene risarcito anche il danno non prevedibile;
  • in generale si risarcisce solo il danno patrimoniale (danno emergente + lucro cessante), tuttavia vengono risarciti anche i danni morali [=sofferenza che un soggetto ha dovuto subire/patire in conseguenza del fatto illecito] quando il fatto illecito costituisce reato. I danni morali vengono calcolati secondo alcuni calcoli matematici e attenendosi a tabelle predisposte.
  • Il debitore risponde delle proprie obbligazioni con tutto il suo patrimonio presente e futuro.
  • Inoltre può essere risarcito il danno biologico ossia le sofferenze e i patimenti che vanno oltre il danno morale. Si considera il danno biologico in caso di lesione di un diritto costituzionalmente garantito. Una delle ipotesi altresì possibili è il “danno da vacanza rovinata” quando la vacanza promessa dall’agenzia viaggi o simili non è come mi era stata promessa, e questo mi ha stressato invece che rilassarmi e divertirmi quindi chiedo i danni. Ci sono poi casi più seri quindi: quando in conseguenza ad un incidente un soggetto non ha più le capacità di prima o rimane sfigurato oppure le sofferenze dei familiari quando muore un parente a causa di un fatto illecito. LE GARANZIE “il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”, il debitore risponde quindi con l’intero suo patrimonio presente e futuro e questo è funzionale a saldare i debiti o a rispondere delle obbligazioni a cui non abbia adempiuto. (Quasi) tutto ciò che è intestato o di proprietà del debitore gli può essere coattivamente sottratto (ci sono beni come determinate categorie di mobilio, i beni legati alla religiosità o gli spazi e i veicoli utilizzati per lavoro non possono essergli sottratti). Il patrimonio è garanzia di adempimento delle obbligazioni. C’è però il rischio che il debitore non abbia un patrimonio o che possa facilmente farlo sparire e quindi il nostro ordinamento prevede una forma di tutela nei confronti dei creditori (per obbligazioni derivanti da negozio giuridico e non da fatto illecito) Le garanzie previste dal nostro ordinamento sono:
  1. Misure di tutela preventiva del credito :
  • Decadenza del beneficio del termine= il creditore può chiedere l’adempimento immediato;
  • Azione surrogatoria= il creditore si sostituisce al debitore nella riscossione di un credito (che non mostra l’intenzione di riscuotere) e nel caso questo credito superi l'ammontare dovuto restituisce al debitore la differenza;

L'estinzione di un diritto per il mancato esercizio per un periodo di tempo. Se vuoi esercitare quel diritto devi farlo entro una certa data, molto brevi (giorni, mesi), lo attribuisce la legge-> termini processuali.. Non può mai essere interrotta o sospesa. Può essere concordato tra le parti il termine di decadenza.

DIRITTO COMMERCIALE

L’attività imprenditoriale è dinamica, cambia ogni giorno-> si produce ricchezza attraverso l’utilizzo di capitali, realizzazioni di beni o servizi. Imprenditore = coloro che utilizzano il lavoro degli altri per offrire un servizio, il guadagno è dato dai costi e ricavi Lavoratori dipendenti = offrono la manodopera, in cambio hanno uno stipendio Professionisti intellettuali = attività autonoma, professionisti, forniscono una prestazione intellettuale (medico, avvocato..) Impresa = attività dell’imprenditore Imprenditore = soggetto Azienda = insieme dei beni che l'imprenditore utilizza per esercitare l’attività/impresa IMPRENDITOREart. 2082 = chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o scambio di beni o servizi. (->verso il mercato) Elementi caratteristici:

  • professionalità = l’attività esercitata in maniera continuativa/stagionale (tutto l’anno, in determinati periodi dell’anno ogni anno). Non è detto che sia l’attività prevalente. Un singolo affare può essere professionale se è un affare complesso (es. costruzione di una casa e la vendita). L’attività illecita può dar vita ad una impresa (mafia)
  • economicità = punto ad avere un guadagno (lucro/utile). lucro= guadagno-> finalità lucrative. I costi devono essere coperti dalle entrate-> non per forza devo avere un guadagno. Esistono imprese che puntano ad avere un mutuo (associazioni, enti pubblici).
  • organizzazione = mettere insieme i fattori della produzione-> lavoro e capitale. E’ un requisito che può essere anche minimo quando le imprese sono piccole. Codice della crisi e dell’insolvenza-> deve ancora entrare in vigore. Quando un imprenditore non è più in grado di mandare avanti l’azienda è soggetto al fallimento (prima che entri il Codice della crisi) -> divisione di un attivo tra soci e creditori. Ogni imprenditore deve avere mezzi idonei (=organizzazione idonea) per rilevare i sintomi di una crisi aziendale-> perdo la continuità aziendale. 1. IMPRENDITORE AGRICOLO ->sconta il rischio di fallimento e il rischio ambientale. Va tutelato maggiormente rispetto all’imprenditore non agricolo. L’imprenditore agricolo non è soggetto fallibile (fino a che non entra in vigore al Codice della crisi). art. 2135 = si compone di due commi; definizione imprenditore agricolo; definizione attività agricola per connessione (l’imprenditore agricolo potrebbe svolgere anche attività commerciali-> disciplina attività agricola per connessione). E’ imprenditore agricolo chi si occupa di coltivazione del fondo, selvicoltura (estrarre legname e ripiantare), allevamento di animali (ATTIVITA’ ESSENZIALI) e attività connesse.

Selvicoltura: coltivazione del bosco, se taglio la legna e basta sono imprenditore commerciale. Coltivazione del fondo: qualunque attività che sia produttiva per la produzione di beni agricoli Allevamento di animali: fino al 2001 era allevamento di bestiame, cambiato per ampliare la categoria degli imprenditori agricoli. Per coltivazione del fondo, selvicoltura o allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura o allo sviluppo di un ciclo biologico (=dalla nascita alla morte) o di una fase necessaria al ciclo stesso di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco e le acque (dolci, salmastre, marine).-> collegamento potenziale= possibilità astratta di svolgere l’attività sul fondo, ovvero attività che non svolgi sul fondo ma potresti farlo. Attività connesse= attività che manipola il prodotto principale e vendo il prodotto finale-> resto imprenditore agricolo a patto che rimaniamo entri certi parametri. Attività di manipolazione, manipolazione, trasformazione e commercializzazione che abbiano oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalle attività agricole essenziali. L’attività agricola deve prevalere sull’attività connessa per rimanere imprenditore agricolo. Requisito oggettivo (l’attività connessa deve avere ad oggetto prevalentemente i beni prodotti in prevalenza dell'attività agricola) e soggettivo (l’attività deve essere svolta dallo stesso imprenditore). Tutto quello che non è agricolo è impresa commerciale.

2. IMPRENDITORE COMMERCIALE art.2195 -> Tutto quello che non è impresa agricola. Obbligo di iscriversi al registro delle imprese. Sono classificate imprese commerciali:

  • attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi= dalle materie prime le trasforma in qualcos’altro.
  • attività di intermediazione di circolazione di beni= commercianti che comprano all’ingrosso per poi venderle al dettaglio; scambio di beni
  • attività di trasporto via terra, acqua o aria= già inteso nel punto 1
  • attività bancaria o assicurativa= la banca fa un’attività di intermediazione, fanno servizi
  • attività ausiliarie delle precedenti= fattispecie aperta, qualsiasi attività che sia di aiuto alle precedenti (impresa di pubblicità che sponsorizza un’impresa commerciale) Se queste attività vengono fatte da un imprenditore agricolo vengono considerate attività agricole. Ha delle norme che si applicano solo all’imprenditore commerciale= statuto dell’imprenditore commerciale -> soggezione al fallimento, obbligo tenuta scrittura contabili, iscrizione al registro delle imprese, disciplina rappresentanza commerciale (rappresentanza institoria). 3. PICCOLO IMPRENDITORE art 2083 -> Coltivatore diretto del fondo, artigiani, piccolo commerciante o chi svolge un’attività professionale organizzata in prevalenza dall’imprenditore o dai suoi familiari. Coltivatore diretto del fondo= versione in piccolo dell’imprenditore agricolo Artigiani= coloro che svolgono attività di produzione di beni in piccolo-> versione in piccolo del commerciale Piccolo commerciante= intermediazione di beni in piccolo -> sia in campo agricolo che commerciale. Può essere sia in campo agricolo che commerciale. Legge sull’artigianato= l’artigiano deve lavorare di più rispetto i suoi dipendenti, può creare una forma societaria a patto che l’artigiano lavori nella società.

Il libro degli inventari si stipula alla fine dell’anno segnando tutte le passività e attività= bilancio. Prevale il principio della riservatezza prevalgono sulla pubblicità= le scritture contabili non devono essere pubbliche-> corretta esplicazione delle attività dell’impresa. Devono essere tenute in modo regolare nella forma (no spazi vuoti e cancellature, numerazione..) e sostanza (devono essere riportati solo fatti veritieri-> non c’è nessuno che controlla). Potrebbe capitare qualcosa per il quale c’è bisogno di guardare le scritture contabili-> il procuratore quando l’imprenditore è fallito, se non sono in ordine possono esserci sanzioni penali (bancarotta)-> per questo vanno tenute in ordine Le scritture contabili servono anche ad accorgersi per tempo di una eventuale crisi e prendere i provvedimenti per tempo. RAPPRESENTANZA INSTITORIA art 2203 e seguenti-> ci sono tre forme di rappresentanti: institore, procuratore e commessi. Institore= nell’impresa è la figura più importante sotto l’imprenditore Commessi= limitato a quelle funzioni tipiche dei negozi-> vendere la merce Procuratori= figura intermedia tra commessi e institore

- INSTITORE = fa quello che farebbe l’imprenditore, agisce in nome e per conto. I poteri derivano dalla nomina -> in nome e per conto dell’imprenditore. E’ un atto interno nell’azienda. Deve essere portata a conoscenza dei terzi attraverso l’iscrizione al registro delle imprese-> ci deve essere scritto il nome dell’institore-> se non c’è scritto è un falso rappresentante. Il che cosa può fare l’institore lo stabilisce l’imprenditore-> la legge da una regola se non è detto diversamente tra le parti, senza le indicazioni di poteri-> può compiere tutti gli atti pertinenti all’attività d’impresa salvo diversamente indicati dalla procura (nomina) ->(Non alienabilità (trasferire qualcosa), no ipoteche sugli immobili dell’azienda, no ipoteche). Potrei avere più institori per ogni articolazione organizzativa dell’impresa ed essi collaborano disgiuntamente. Con procura si intende la nomina, nel diritto commerciale attraverso la nomina si trasferiscono i poteri di spendita del nome. Rappresentanza processuale= può stare in tribunale per conto dell’imprenditore. Se l’imprenditore pone dei limiti e sono iscritti al registro delle imprese, e l’institore non li rispetta, l’imprenditore può opporre ai terzi i limiti messi all’institore e non risponde l’imprenditore. Se l’imprenditore pone limiti all'institore e non li iscrive al registro e l’institore non li rispetta, i terzi possono far valere l’obbligazione contro l’imprenditore, qui risponde lui, vincolato dagli atti dell’institore. L’institore quando agisce è obbligato a spendere il nome dell’imprenditore, se non lo fa il terzo può tenere obbligato in solido institore e imprenditore. Non si possono limitare a tal punto i limiti dell’institore tanto da farlo diventare procuratore o commesso. HOLDING ↓ Serie di imprese che sono tutti riferibili ad un unico soggetto. (es. famiglia Agnelli-> ha le quote di tutta una serie di società). Società finanziaria che ha l’attività di gestione di partecipazione delle altre imprese. Acquista l’attività delle imprese che controlla. Partecipa a tutte le imprese sotto. Acquisisce la natura delle società che controlla. AZIENDA

art. 2255 e seguenti-> insiemi di beni attraverso cui l’imprenditore gestisce l’esercizio dell’impresa. L’azienda non è un universalità di beni-> non è detto che i beni siano tutti omogenei (mobili, immobili), i beni non sono necessariamente di appartenenza dell’imprenditore. I beni sono organizzati dall’imprenditore-> non sono tutti di proprietà dell’imprenditore, ma li deve organizzare. Con un unico atto possiamo trasferire tutta l’azienda (affitto, usufrutto..)-> contratti di disposizione o di godimento va iscritto al registro delle imprese (ai fini della prova-> pubblicità dichiarativa) Dove i beni non sono dell’imprenditore trovo contratti di godimento dei beni-> art. 2558-> chi acquista l’azienda subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa a patto che non siano a carattere personale, a meno che non sia diversamente deciso da contatto. Quando cedo l’azienda passo tutti i beni o contratti presenti all’interno e non posso lasciare fuori beni essenziali per l’esercizio dell’impresa. I contratti a carattere personale = sono quelli in cui la prestazione di uno dei due è legata alla persona di chi la fa (commercialista). Per l’imprenditore la prestazione è una prestazione fiduciaria. Terzo del contraente ceduto= potrebbe non essere contento-> può recedere solo se ha giusta causa entro 3 mesi (termine di decadenza)-> decorre il termine da quando il contratto di cessione è stato iscritto al registro delle imprese. Il terzo non può opporsi alla cessione dell’azienda, possono solo recedere dal loro contratto. Se il terzo contraente effettivamente recede per giusta causa chi ha acquistato l’azienda può avere un indennizzo da parte a chi ha venduto l’azienda.

- SUCCESSIONE CREDITI Il terzo deve pagare il debito al nuovo imprenditore solo se c’è scritto nel registro delle imprese. Se paga all’imprenditore vecchio ancora iscritto nel registro delle imprese, è liberato dal debito. Se paga ancora quello vecchio e nel registro c’è già scritto quello nuovo il debitore non è liberato. - SUCCESSIONE DEBITI Anche i debiti transitano a chi acquista. Tutela del creditore, cioè il terzo. I debiti anteriori alla cessione dell’azienda rispondono insieme l’imprenditore alienante e acquirente-> rispondono in solido. Viene meno dove il creditore espressamente liberi l’imprenditore alienante (quello che ha venduto)-> il creditore ha visto che il nuovo imprenditore ha abbastanza patrimonio per pagare. Chi acquista non è obbligato se il debito non risulta dalle scritture contabili, paga l’imprenditore alienante. Responsabili dei debiti dell’azienda. DIVIETO DI CONCORRENZA art 2257-> avviamento = valore che ha l’organizzazione dell’azienda, capacità di attrazione clienti. Viene fatto pagare nella cessione. C’è un avviamento oggettivo (beni strutturati, arredamento) e soggettivo (capacità dell’imprenditore)-> capacità personale, non si può pagare. Chi aliena l’azienda deve astenersi per 5 anni dall’iniziare una nuova impresa che per oggetto, ubicazione o altri motivi svii la clientela dell’azienda ceduta. Ipotesi di concorrenza sleale= quando l’imprenditore utilizza mezzi non corretti per sviare la clientela. Il divieto si può concordare tra le parti; non può vietare ogni attività all’alienante, in ogni caso non può superare i 5 anni. Per le attività agricole si applica solo per le attività connesse che hanno natura commerciale.