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Fondamenti del Diritto Costituzionale: Fonti, Diritti e Libertà, Ordinamento Giudiziario, Appunti di Diritto Costituzionale

Una panoramica dei principali argomenti del diritto costituzionale: le fonti del diritto, i diritti e le libertà fondamentali, e l'ordinamento giudiziario. Viene discusso il concetto di fonti del diritto, le fonti interne e internazionali, il rapporto tra l'ordinamento italiano e dell'ue, e il principio di costituzionalità. Inoltre, vengono presentati i tipi di maggioranze e il procedimento di formazione di governo.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 12/08/2019

frisk94
frisk94 🇮🇹

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DIRITTO COSTITUZIONALE 2
1 ottobre ’15
3 argomenti principali:
fonti del diritto PEDRAZZA GORLERO
diritti e libertà e doveri fondamentali ONIDA / PEDRAZZA GORLERO
ordinamento giudiziario CARETTI / DE SIERVO
PORTA COSTITUZIONE
NON DIRE PRATICAMENTE!
Sapere procedimento di formazione di governo
Ripassa corte costituzionale e sue funzioni e metodi di controllo di legittimità costituzionale
Ripassa i tipi di maggioranze
LE FONTI DEL DIRITTO
cosa sono
quali sono
relazioni e conflitti fra le fonti
fonti di diritto interno: fonti statali, regionali
fonti internazionali e quelle dell’Unione Europea
rapporti fra ordinamento italiano e dell’UE
OGNI DIRITTO PRESUPPONE UN DOVERE IN CAPO A QUALCUN ALTRO.
COSA E’ UNA FONTE DEL DIRITTO?
Non abbiamo una regola che ce lo dice, ma si da come definizione la seguente: “E’ fonte del diritto
qualunque atto o fatto idoneo a costituire, innovare, modificare, integrare un ordinamento giuridico.”
Nella definizione sovrastante si parla di “Atti” o “fatti” = ci sono fonti che nascono da un atto e fonti che
nascono da un fatto.
Ordinamento giuridico = è costituito da fonti del diritto;
Fonti del diritto fanno parte di ordinamento giuridico.
Ordinamento giuridico = ordinamento giuridico di stato italiano (stato = Italia)
Fonti del diritto = fonti statali + fonti regionali
Ogni organizzazione ha un suo ordinamento.
ORDINAMENTO = insieme di regole che disciplinano il funzionamento di un determinato organismo.
SOVRANITA’:
INTERNA
ESTERNA
IL CONCETTO DI SOVRANITAATTRAVERSA DA ANNI UN PERIODO DI CRISI.
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DIRITTO COSTITUZIONALE 2

1 ottobre ’ 3 argomenti principali:

  • fonti del diritto PEDRAZZA GORLERO
  • diritti e libertà e doveri fondamentali ONIDA / PEDRAZZA GORLERO
  • ordinamento giudiziario CARETTI / DE SIERVO

PORTA COSTITUZIONE NON DIRE PRATICAMENTE! Sapere procedimento di formazione di governo Ripassa corte costituzionale e sue funzioni e metodi di controllo di legittimità costituzionale Ripassa i tipi di maggioranze

LE FONTI DEL DIRITTO

  • cosa sono
  • quali sono
  • relazioni e conflitti fra le fonti
  • fonti di diritto interno: fonti statali, regionali
  • fonti internazionali e quelle dell’Unione Europea
  • rapporti fra ordinamento italiano e dell’UE

OGNI DIRITTO PRESUPPONE UN DOVERE IN CAPO A QUALCUN ALTRO.

COSA E’ UNA FONTE DEL DIRITTO?

Non abbiamo una regola che ce lo dice, ma si da come definizione la seguente: “E’ fonte del diritto qualunque atto o fatto idoneo a costituire, innovare, modificare, integrare un ordinamento giuridico.”

Nella definizione sovrastante si parla di “Atti” o “fatti” = ci sono fonti che nascono da un atto e fonti che nascono da un fatto.

Ordinamento giuridico = è costituito da fonti del diritto; Fonti del diritto fanno parte di ordinamento giuridico.

Ordinamento giuridico = ordinamento giuridico di stato italiano (stato = Italia)

Fonti del diritto = fonti statali + fonti regionali

Ogni organizzazione ha un suo ordinamento. ORDINAMENTO = insieme di regole che disciplinano il funzionamento di un determinato organismo.

SOVRANITA’:

• INTERNA

• ESTERNA

IL CONCETTO DI SOVRANITA’ ATTRAVERSA DA ANNI UN PERIODO DI CRISI.

Tale concetto non si intende più come tra la fine del Medioevo e la nascita di Stato Moderno. COS’E’ L’ORDINAMENTO STATALE? A volte sullo stesso territorio coesistono diversi ordinamenti. Ci può essere coesistenza armoniosa o conflittuale, questo in base alle regole, a come si comporta l’ordinamento giuridico statale.

Es: Ordinamento ecclesiastico (ordinamento di confessioni religiose) divorzio= consentito da ordinamento statale italiano ma è considerato come molto grave per ordinamento ecclesiastico (Chiesa cattolica). Ordinamento di chiesa coesiste con ordinamento statale italiano. Ordinamento statale prevale e deve prevalere su quello della chiesa. Ordinamento di chiesa può vincolare i soggetti fin tanto che non c’è conflitto con ordinamento statale.

ES: ordinamento che confligge con ordinamento statale = ordinamento mafioso , ordinamento giuridico non riconosciuto dallo stato perché in conflitto con i principi del nostro stato. Come si può comporre il conflitto fra questi due ordinamento? la prevalenza è dell’ordinamento mafioso: fino a che stato sarà più forte di ordinamento mafioso, lo stato prevarrà. Non c’è composizione fra i due ordinamenti.

Chi è soggetto a due ordinamenti, può trovarsi in una situazione di conflitto. Laddove un soggetto si trovi a dover obbedire sia a regola di ordinamento italiano, sia a regola di ordinamento ecclesiastico, quando i due doveri di rispetto si pongono in contraddizione, cioè sono previste regole diverse, nasce conflitto interiore in colui che è soggetto ad entrambi gli ordinamenti. Quale ordinamento rispettare?? Il conflitto va risolto a favore dell’ordinamento statale ma talvolta lo stato da una qualche forma di riconoscimento a questa forma di conflitto interiore con delle regole che danno possibilità al soggetto di dare obbedienza anche all’altro ordinamento. Es: casi di obbiezione di coscienza aborto non consentito da ordinamento ecclesiastico; per stato italiano è consentito qualora ricorrano certi presupposti.

L’ORDINAMENTO STATALE E’ IL PIU IMPORTANTE CHE CHIEDE SEMPRE OBBEDIENZA, CON LUI POSSONO CONVIVERE ALTRI ORDINAMENTI MA NEI LIMITI DEL RICONOSCIMENTO DATO A QUELL’ORDINAMENTO DA QUELLO STATALE.

COME DEVE ESSERE UN ORDINAMENTO GIURIDICO?

Ordinamento giuridico = composto da regole, ogni regola è una fonte del diritto.

Ordinamento deve essere ORDINATO, COERENTE e COMPLETO.

  • ORDINATO ci devono essere regole al suo interno che ci dicono come si forma, quali sono i rapporti fra le regole che ne fanno parte. Ci saranno delle regole che ci dicono come si organizza l’ordinamento, che deve essere appunto ordinato. Caos nell’ordinamento non è ammissibile.
  • COERENTE regole devono essere comprensibili, regole devono essere coerenti fra loro; L’ordinamento dovrà essere coerente e deve prevedere regole che riportino la coerenza nell’ordinamento stesso. Ci saranno regole che ci dicono quale regola preferire fra due che sono in contraddizione fra loro. Ci saranno criteri (3 criteri) per risolvere le cc.dd. antinomie.
  • COMPLETO l’ordinamento ambisce a regolare ogni situazione in cui ci si possa trovare. Ci sono regole con cui è possibile disciplinare ogni situazione, anche se non c’è regola specifica per quel caso specifico.

Principio della libertà del non preveduto : se non c’è un divieto, solitamente quel comportamento è permesso.

PROCEDIMENTO PER ANALOGIA = procedimento che consente di applicare una regola anche a casi non previsti, ma a casi analoghi, casi del tutto simili a quello disciplinato nella norma.

  • (^) ANALOGIA LEGIS
  • ANALOGIA IURIS

Consuetudine è una fonte fatto perché non è una regola creata da un organo dell’ordinamento e non è una manifestazione di volontà di un soggetto che ha come contenuto la volontà di porre in essere quel tipo di atto. Consuetudine elementi costitutivi :

  1. (^) ELEMENTO OGGETTIVO RIPETIZIONE DI UN DETERMINATO COMPORTAMENTO NEL TEMPO = diverse persone si devono comportare in un determinato modo per un tempo non breve ripetizione costante del comportamento PROBLEMA = quando la ripetizione costante nel tempo è tale da far nascere la consuetudine? 1 anno, 10 anni, 100 anni o quanto? Non ci sono regole che ci dicono quanto tempo occorre! È un elemento che rimane indeterminato.
  2. ELEMENTO SOGGETTIVO/PSICOLOGICO CONVINZIONE CHE QUEL COMPORTAMENTO CHE SI PONE IN ESSERE SIA UN COMPORTAMENTO OBBLIGATO =chi si comporta in un certo modo deve essere convinto che quel comportamento è un comportamento a cui è effettivamente tenuto IL COMPORTAMENTO DEVE ESSERE PERCEPITO COME DOVEROSO O IMPOSTO DA QUALCHE REGOLA

Chi contribuisce alla realizzazione della consuetudine dando vita ad elemento psicologico, fonda il proprio comportamento su un errore sono convinto che ci sia una regola che mi vincola, ma mi sbaglio però sbagliandomi faccio si che quella regola nasca creo una regola con il mio comportamento pensando che la regola c’è già e sbaglio, ma sbagliando creo quella regola che poi sarà vincolante per tutti. C’è una contraddittorietà intrinseca.

Quando si parla di gerarchia delle fonti le consuetudini sono messe in fondo alla gerarchia. Alcune di esse hanno una particolare natura: CONSUETUDINI COSTITUZIONALI consuetudini che integrano la costituzione e che hanno un particolare status tale per cui non potrebbero essere contrastate da una legge. Es. di consuetudini costituzionali: quando c’è crisi di governo, presidente di repubblica fa delle consultazioni vedi artt. 92 e ss. costituzione non ci dice cosa deve fare presidente di repubblica quando c’è crisi di governo (la consultazione) questo è regolato da consuetudini costituzionali.

Non possono esistere costituzioni contro la legge e nemmeno contro la costituzione.

ES. di fonte fatto nel nostro ordinamento i regolamenti dell’ UE sono fonti? Regolamenti di UE non sono per noi fonti atto perché non sono prodotte da un organo del nostro ordinamento. Ovviamente queste per il diritto dell’ UE sono fonti atto. Ma per noi è come se queste fossero fonti fatto, per il nostro ordinamento. I regolamenti dell’ UE sono si fonti atto ma di un altro ordinamento, non quello italiano.

FONTI ATTO COSTITUZIONE, LEGGE, REGOLAMENTI atti in cui c’è manifestazione di volontà

LA NORMA CHE CI DICE QUALI SONO LE FONTI DEL DIRITTO ART. 1 DELLE

DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALI (le cc.dd. preleggi)

Art. 1 disp. Prel. Al CC quando si parla di norme corporative, in realtà queste non ci sono si fa riferimento alle norme corporative redatte nel 1942 (ordinamento fascista che faceva riferimento a norme corporative) quando si parla di usi si intendono anche consuetudini qui no riferimento a norme di UE, per esempio

L’art. 1 disp. prel. è un tentativo di individuare le fonti del diritto ma non è l’unico elemento che ci dice

quali sono le fonti del diritto del nostro ordinamento. Come facciamo a capire quando siamo difronte a una fonte del diritto? Bisogna fare riferimento alle norme di riconoscimento di fonti di diritto.

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Le norme di riconoscimento fanno parte di fonti del diritto sulla produzione.

FONTI DEL DIRITTO:

  1. (^) FONTI DI PRODUZIONE disposizioni che contengono regole, comandi.
  2. FONTI DI COGNIZIONE fonti che ci fanno conoscere le altre fonti. Ce ne sono di indispensabili e altre che sono meno importanti. Ci sono raccolte di testi normativi che sono fonti di cognizione. Fonti di cognizione possono essere tutti i manuali di raccolta di norme ma queste vanno distinte dalla GAZZETTA UFFICIALE , nella quale vengono pubblicate tutte le fonti di diritto statale e la pubblicazione è essenziale per dichiarare l’entrata in vigore di quella norma. Art. 73 cost. vacatio legis permette a tutti i cittadini possano conoscere la legge conoscibilità della legge è necessaria per imporre una regola a tutti i soggetti. (legge entra in vigore = è vincolante per tutti). Una regola è vincolante quando è conoscibile è il principio di “IGNORANZA DELLA LEGGE NON SCUSA”. Ci sono casi in cui legge non è nemmeno astrattamente conoscibile legge oscura tanto che nemmeno soggetto di normale diligenza è in grado di capirla, è considerata come non valida, dunque non in grado di vincolare i soggetti famosa sentenza 364/
  3. FONTI SULLA PRODUZIONE possono essere fonti atto o fatto; sono norme che ci dicono come, chi, con quale procedimento, quando si producono fonti del diritto. Ci fanno capire cosa occorre perché venga ad esistenza una regola, una norma del diritto. Ci dicono come viene ad esistenza una fonte del diritto, ci permettono di riconoscere le fonti del diritto e per questo dette anche norme di riconoscimento. Fra queste sono annoverate anche le norme che riguardano il modo di interpretazione delle regole di diritto. Esse ci dicono con quale procedimento si fanno nascere le fonti di diritto es: art. 70 di cost

FONTI SULLA PRODUZIONE:

• NORME DI RICONOSCIMENTO

• NORME DI INTERPRETAZIONE

Tutti atti che hanno forza di legge producono i loro effetti dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, qui vengono pubblicati atti con PUBBLICITA’ COSTITUTIVA. A volte sono pubblicati atti con una natura di tipo notiziale PUBBLICITA’ NOTIZIA. ES: LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE = quando questa è approva in seconda deliberazione con maggioranza assoluta, questa è pubblicata in gazzetta con caratteristica che da giorno di pubblicazione decorrono i 3 mesi per richiesta di referendum (art. 138).

Le fonti del diritto sono un numero chiuso, ovvero se ne possono introdurre di nuove ma solo con intervento di una fonte di rango superiore, e una fonte del diritto non può disporre di proprie regole sulla produzione = fonti primarie sono solo quelle previste dalla costituzione, le regole per produzione di fonti primarie sono regolate dalla costituzione e regolano chi come quando quelle norme entrano in vigore, la legge può disciplinare le fonti secondarie ma non può introdurre una fonte primaria nuova e non può disciplinare il modo con cui essa stessa entra in vigore. Una legge che pretende di derogare ai principi previsti da costituzione per sua efficacia non può esistere.

7 ottobre ‘

INTERPRETAZIONE: (^) ce ne sono di diversi tipi e questi tipi diversi possono condurre ad interpretazioni diverse.

CRITERI DI INTERPRETAZIONE:

art. 12 disp. Prel. “Interpretazione della legge” CONNESSIONE DELLE PAROLE + VOLONTA’ DEL LEGISLATORE

  1. INTERPRETAZIONE SISTEMATICA = interpretazione interessante e complessa; forma di interpretazione che parte da presupposto secondo cui una disposizione non vive nel vuoto pneumatico ma in un contesto che è un sistema di disposizione con cui la disposizione è in collegamento = interpretazione che cerca di dare un significato alla disposizione sottolineando il fatto che essa è inserita in un contesto si prende la disposizione da interpretare, si guardano le disposizioni vicine , disposizioni che prendono in considerazione lo stesso fatto ma sotto un altro aspetto = bisogna far vivere la regola in un contesto. È la più usata dagli interpreti perché meglio consente di capire cosa si voleva dire con quella regola.

Es: art 3 di cost. principio di uguaglianza formale e sostanziale le due disposizioni se prese da sole spingono in senso opposto.

Es: art. 75 di cost. sul referendum abrogativo interpretazione letterale = solo per questi casi non è ammesso il referendum popolare. Corte costituzionale a partire da sentenza 16/1978 diche che art. 75 va interpretato in senso sistematico = si deve privilegiare interpretazione logico sistematica = l’art. va inserito nel sistema costituzionale; inteso così , l’art. 75 letto a sistema impone anche che non siano ammissibili referendum in altri ambiti diversi da quelli indicati espressamente dall’ art. 75. Non possono essere sottoposte a pura e semplice abrogazione le norme che riguardano la costituzione di organi istituzionali.

Ovviamente nell’interpretazione sistematica c’è un limite = non si può far dire alla disposizione qualcosa che è in contrasto con la lettera della disposizione la lettera è limite invalicabile per l’interprete;

  1. INTERPRETAZIONE PER ANALOGIA : prevista per disciplinare casi analoghi a casi simili già regolati. Art. 14 disp. Prel l’analogia non si può applicare a leggi penali e leggi che fanno eccezione a leggi generali (disposizioni eccezionali). Es tratto dalla giurisprudenza: esiste una norma di codice penale che punisce omissione di soccorso = la norma penale fa riferimento al trovare una persona in stato di incapacità. Un giorno è successo che un medico è in treno e c’è una persona che sta male in una stazione e il medico si rifiuta di soccorrerlo. Gli si contesta l’omissione di soccorso. Alla fine il processo si risolve con applicazione del divieto di analogia in materia penale perché la disposizione parla di trovare e dunque si presuppone la presenza fisica del soggetto nel luogo in cui c’era il medico. Medico è assolto perché il fatto non c’era , non aveva omesso di prestare soccorso ad una persona che aveva trovato, perché il soggetto non era presente li fisicamente sul treno;
  2. INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE CONFORME = è un metodo di scelta delle interpretazione ed è anche un tipo di interpretazione. Leggere la disposizione conformemente alla costituzione. Disposizione “a” dice una cosa e può avere molti significati, fra queste interpretazioni ce ne sono alcuni che ci conducono a dire che la regola è contraria alla disposizione, una sola di questa ci consente di dire che il contrasto non c’è l’interprete deve scegliere l’interpretazione costituzionalmente conforme. Il giudice prima di sollevare questione di legittimità deve cercare l’interpretazione costituzionalmente conforme. Essa è un’ interpretazione che trova un limite nella lettera della disposizione.

Tutte le interpretazioni trovano un limite nella lettera della disposizione.

C’è un caso in cui una norma della costituzione è inteso in modo diverso da quello che la costituzione dice: art. 89 cost. i ministri proponenti ogni atto del Presidente della Repubblica è proposto da un ministro la parola proponenti è sempre stata intesa in modo diverso dalla lettera sempre inteso come ministro

competente per materia il ministro che controfirma non è sempre colui che propone il contenuto dell’atto quindi ministro proponente = ministro competente (lo dice corte costituzionale nella sentenza 200/2006).

8 ottobre ’

ANTINOMIA collegato al concetto di coerenza dell’ordinamento Le ANTINOMIE sono contraddizioni, ipotesi nelle quali ci sono due disposizioni che a prima lettura appaiono dire cose diverse. Siccome ordinamento deve essere coerente occorre risolvere le antinomie.

Come risolvere le antinomie? Esistono dei criteri per risolverle. Prima occorre capire se quella che abbiamo davanti è veramente un’antinomia.

ANTINOMIE possono essere:

  1. APPARENTI antinomie che sembrano tali ma in realtà non lo sono alla fine la contraddizione che appare all’inizio può essere superata.

Come verificare se l’antinomia è apparente? a. Si usa l’ INTERPRETAZIONE = si cerca di interpretare le due regole, che apparentemente dicono cose diverse, in modo da dare ad un significato ad una disposizione tale da non renderla in contraddizione con l’altra. Se interpretazione ci fa arrivare ad un superamento di una contraddizione, allora l’antinomia è qualificata come apparente.

b. Le antinomie apparenti possono essere ricondotte a coerenza anche usando il C RITERIO DI SPECILIATA’ = se si hanno due regole che disciplinano apparentemente in modo diverso due ipotesi ma un caso è speciale rispetto all’altro, cioè una norma è speciale rispetto all’altra. (Norma Speciale = contiene tutti elementi che regolano un altro caso e in più contiene un elemento in più; non può essere applicata al di fuori del caso da essa espressamente previsto).

Esempio tratto da codice penale: OMICIDIO art. 575 ; omicidio del consenziente qui c’è consenso di persona uccisa questo elemento porta il legislatore a diminuire la pena per colui che compie omicidio = è una norma speciale perché prevede un elemento in più (il consenso).

TUTTE LE VOLTE IN CUI L’ANTINOMIA SI RISOLVE FACENDO SI CHE ENTRAMBE LE

REGOLE POSSANO COESISTERE ALL’INTERNO DELL’ORDINAMENTO, CI TROVIAMO

DAVANTI AD UNA ANTINOMIA APPARENTE.

  1. (^) REALI = la contraddizione non è più solo apparente l’antinomia va risolta perché ordinamento deve essere ricondotto a coerenza.

Come ricondurre a coerenza l’ordinamento? Se ci sono due regole che non convivono nello stesso ordinamento, occorrerà sceglierne una ed eliminare conseguentemente l’altra. Servono dei criteri che ci permettono di scegliere quale disposizione deve essere seguita per risolvere il caso concreto. CRITERI DI RISOLUZIONE DELLE ANTINOMIE

A. CRITERIO GERARCHICO B. (^) CRITERIO DELLA COMPETENZA C. CRITERIO CRONOLOGICO

CRITERIO DELLA COMPETENZA= fra due regole deve essere usata quella che ha la competenza per disciplinare quella materia. Le norme che ci dicono chi è competente a fare che cosa le troviamo nelle fonti sulla produzione. Norma incompetente = invalida perché in contrasto con la norma superiore che disciplina la sua competenza. Incompetenza di una regola è fatta valere, spesso, tramite dichiarazione di incostituzionalità.

Il criterio della competenza serve per delimitare l’attribuzione dei compiti fra legge statale e legge regionale.

Ambiti di competenza dello stato e delle regioni sono disciplinati dall’ art. 117 cost. (commi 2,3,4)

RIPARTIZIONE DI COMPETENZA LEGISLATIVA FRA STATO E REGIONE

3 tipi di potestà legislativa:

  • Potestà legislativa esclusiva dello stato = solo la legge statale può disciplinare quelle materie sono moltissimi questi casi (ci vengono detti da art. 117) politica estera, immigrazione, difesa, moneta, ordinamento penale, ordinamento amministrativo … sono regole strettamente collegate con la sovranità dello stato;
  • Potestà legislativa di tipo concorrente = potestà legislativa che prevede che sia lo stato sia le regioni possano intervenire per disciplinare quella determinata materia: la Costituzione riserva allo stato la determinazione dei principi generali della materia e alle regioni spetta la disciplina di dettaglio (integra ciò che il principio non disciplina). (esempi di materie in cui c’è un tipo di potestà legislativa concorrente: rapporti internazionali con UE delle regioni, commercio con estero, grandi vie di comunicazione)
  • Potestà legislativa residuale delle regioni = tutto quello non previsto dalla Costituzione come potestà legislativa esclusiva dello stato e potestà legislativa di tipo concorrente è compito delle regioni. Sono solo quei casi in cui solo la regione può intervenire la Costituzione non da un elenco di casi in cui può intervenire solo la regione ma la costituzione si limita a dire che le materie non indicate fra potestà esclusiva di stato o in quella di tipo concorrente, sono materie in cui la potestà legislativa spetta solo ed esclusivamente alle regioni. Il Legislatore ha deciso di fare questi elenchi delle materie di potestà concorrente e di potestà esclusiva statale perché l’idea era quella di fare come fanno gli stati federali che indicano le competenze dello stato federale e tutto il resto dicono che spetta ai singoli stati.

Queste materie di competenza regionale residuale sono poche sono poche per 3 ragioni: A. Gli elenchi dell’art. 117 comma 2 e 3 sono elenchi abbastanza ampi. B. La Corte Costituzionale (che deve verificare se stato e regioni hanno rispettato i loro ambiti di competenza, in base a art. 127 della costituzione GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA’ IN VIA PRINCIPALE) ha esercitato questa sua competenza in maniera molto benevola nei confronti dello stato e in maniera invece molto rigorosa nei confronti delle regioni = ha interpretato le materie di potestà legislativa esclusiva dello stato e di potestà concorrente in senso ampio, cioè consentendo molto allo stato e limitando gli ambiti di competenza delle regioni. C. Esistenza di “POTESTA’ DELLO STATO DI INTERVENIRE CON NORME DI TIPO TRASVERSALE” la Corte Costituzionale nella sentenza 282/2002 ha detto che ci sono materie che non sono materie espressamente indicate o anche se indicate non vanno intese in senso stretto e non vanno intese per come esclusivamente indicate nella Costituzione ma ci sono ipotesi di materie che consentono allo stato di dettare delle discipline che si applicano in tutte le ipotesi, con riferimento a tutte le possibili materi di intervento legislativo lo stato può dettare norme inerenti a tutte le ipotesi di intervento legislativo. Nelle ipotesi di materia traversale, i margini di manovra delle regioni sono ancora più ristretti.

Queste materie trasversali sono:

  • Sentenza 14/2004 CONCORRENZA lo stato può dettare disposizioni che vincolano regioni in tutti i settori di intervento, persino in quei settori di competenza residuale delle regioni;
  • TUTELA DI AMBIENTE la Corte Costituzionale dice che quando stato interviene a tutela di ambiente, interviene ponendo limiti che devono valere sempre in tutti gli ambiti, anche in ambito di potestà residuale delle regioni;
  • ORDINAMENTO CIVILE gli ambiti di manovra per le regioni diventano molto piccoli.

13 ottobre ‘

POTESTA’ LEGISLATIVA DI TIPO CONCORRENTE:

ART. 117 le norme statali disciplinano i principi generali della materia e le regioni il resto per capire se la legge dello stato o di una regione è intervenuta nel proprio ambito di competenza occorre vedere se la legge di stato detta norma generali e quella regionale detta norma di dettaglio solo se legge statale e legge regionale stanno nel loro ambito , allora queste norme sono competenti e legittime. Se c’è antinomia si deve capire se lo stato o se la regione abbia fatto qualcosa di più rispetto a quanto spettava.

NORME DI PRINCIPO ≠ NORME DI DETTAGLIO Non è facile individuare quali esse siano

Per verificare la competenza fra legge statale e legge regionali in materia di potestà legislativa concorrente occorre verificare se si tratta di norme di principio o di dettaglio.

Le leggi statali, dette PRINCIPI, sono vincoli che devono essere seguiti dalle regioni nel momento in cui dettano la disciplina di dettaglio ovviamente la regione ha un margine di libertà che va però esercitato rispettando sempre le norme di principio se le regioni non rispettano i vincoli di principio, si ha una norma regionale incostituzionale di violazione di art. 117.3. Qui antinomia sta fra NORMA DI DETTAGLIO e NORMA DI PRINCIPIO.

Norma statale = norma interposta NORMA INTERPOSTA = ci sono 3 regole che vengono in gioco : LA regola che e’ norma oggetto di valutazione, una norma costituzione che potrebbe essere violata, e una terza norma che e’ quella norma che se violata ci da risposta su costituzionalita’ o meno di norma oggetto.

Abbiamo la norma oggetto che è quella di cui si vuole verificare al costituzionalità + norma di costituzione. C’è anche una norma che si pone in mezzo, interposta fra costituzione e legge da esaminare. Se la legge regionale è in contrasto con la legge statale, va anche indirettamente in contrasto con la costituzione.

IL CRITERIO DI COMPETENZA serve anche per LA RISOLUZIONE DI CONTRASTI FRA NORME INTERNE ITALIANE e NORME DI ORDINAMENTO DI UE. Le due regole alla fine qui coesistono una sarà utilizzata e una no.

CRITERIO DELLA COMPETENZA usato anche per RISOLUZIONE DI CONTRASTI FRA NORME LEGISLATIVE e NORME DEI REGOLAMENTI PARLAMENTATI (= fonti primarie poste subito dopo la costituzione, gerarchicamente collocate su stesso piano di d.l. e d.lgs. ; questi hanno ambiti di competenza disciplinati dalla stessa costituzione (art. 64 e 72 cost.), sono fonti atto approvati da ciascuna camera a maggioranza assoluta e hanno compito di dettare regole solo in quegli ambiti affidati loro dalla costituzione). REGOLAMENTO PARLAMENTARE spetta disciplina di procedimento legislativo.

TIPI DI MAGGIORANZA:

• MAGGIORANZA ASSOLUTA = META’ + 1 DEI COMPONENTI DELL’ORGANO

• MAGGIORANZA SEMPLICE = FRA I PRESENTI I VOTI FAVOREVOLI SONO SUPERIORI AI

VOTI CONTRARI

• MAGGIORANZA RELATIVA = CI DEVONO ESSERE ALMENO 2 PROPOSTE DIVERSE E UNA

OTTIENE PIU’ VOTI RISPETTO ALLE ALTRE

  • PRINCIPIO DI IRREATROATTIVITA’ = una regola dispone solo per l’avvenire, cioè regola quelle fattispecie che si verificano dopo la sua entrata in vigore, quello che si è verificato prima sarà disciplinato dalle norme vigenti prima (art. 11 delle preleggi).

L’ABROGAZIONE produce effetti solo per il futuro. La legge che abroga è una legge sottoposta ai vincoli costituzionali ma, come tutte le leggi, può derogare alle leggi precedenti. La norma che nel nostro sistema disciplina il principio di irretroattività è l’ art. 11 delle preleggi = regola di rango legislativo = è una legge quindi può essere derogata o abrogata da norme dello stesso rango adottate successivamente = possono esistere nel nostro ordinamento norme che derogano al principio di irretroattività = che pretendono di regolare casi verificatesi precedentemente alla sua entrata in vigore. È possibile dunque che ci siano leggi retroattive ma è necessario che la legge lo indichi espressamente (“la presente legge si applica anche ai casi verificatesi precedentemente alla sua entrata in vigore”).

PRINCIPIO DI IRRETROATTIVITA’ = PRINCIPIO DI CIVILITA’ GIURIDICA principio che non ha rango costituzionale, non è un principio collocabile fra quelli costituzionali, però può essere derogato dal legislatore ma quando viene derogato occorre effettuare un controllo sulla ragionevolezza della scelta del legislatore molto preciso si devono ricavare i motivi per cui si è dettata una disciplina irretroattiva che può essere applicata anche ai casi precedenti.

L’Art. 25 della Costituzione impedisce che una persona possa essere punita per un atto che è punibile da una legge entrata in vigore successivamente al fatto commesso. il principio di irretroattività non può essere derogato dalle leggi penali.

COME PUO’ ESSERE ABROGATA UNA DISPOSIZIONE?

Preleggi prevedono una regola sull’abrogazione: art. 15 preleggi. ART. 15 preleggi L’abrogazione può avvenire in 3 MODI:

  • In modo espresso (^) l’abrogazione per disposizione espressa da parte del legislatore il Legislatore ci dice chiaramente qual’è l’atto abrogato. (questa legge abroga la legge X dell’anno X) è solo una formula di stile ma non una forma di abrogazione esplicita la seguente espressione: “si dichiarano abrogate tutte le norme in contraddizione con la presente”;
  • In modo tacito contrasto fra regola successiva e quella precedente LEGGE SUCCESSIVA ABROGA LA PRECEDENTE la verifica dell’abrogazione spetta all’interprete e in primo luogo al giudice. Esistono casi in cui abrogazione avviene quando fra regola precedente e successiva c’è contrasto si parla di ABROGAZIONE IMPLICITA = legislatore dettando regola nuova in contrasto con una precedente, abroga la precedente in contrasto con quella nuova;
  • In modo implicito il Legislatore ridisciplina ex novo una determinata materia, in maniera tacita, abrogando le precedenti disposizioni che regolavano quella materia. ABROGAZIONE TACITA.

14 ottobre ‘

ANALISI DELLE SINGOLE FONTI DEL DIRITTO:

  • FONTI DEL DIRITTO STATALI (di ordinamento italiano e poste in essere da organi di stato)
  • FONTI DEL DIRITTO REGIONALI
  • (^) FONTI DEL DIRITTO SOVRANAZIONALI e INTERNAZIONALI (ordinamento dell’Ue e ordinamenti internazionali)

Le fonti del diritto statali

COSTITUZIONE:

Una costituzione è fonte vertice di un ordinamento, è la fonte che sta al sommo della piramide, che è la figura che descrive la gerarchia degli ordinamenti. Nella costituzione ci sono le norme più importanti, quelle che si ritiene debbano essere i pilastri di un ordinamento, quelle norme che si vuole mettere al riparo dalle scelte che possono essere compiute dalle contingenti maggioranze politiche.

Le costituzioni possono essere catalogate in diversi gruppi:

  • COSTITUZIONI RIGIDE è rigida quella costituzione che NON può essere modificata con procedimento legislativo ordinario per modificarla serve un procedimento AGGRAVATO , più complesso. Contengono un procedimento particolare per la revisione della Costituzione così facendo si mettono al riparo le norme della Costituzione dalle altre norme legislative.
  • COSTITUZIONI FLESSIBILI una costituzione è flessibile quando può essere derogata, superata e modificata con il procedimento legislativo ordinario una legge può porsi in contrasto con la costituzione e il contrasto si risolve con la deroga. Evidentemente la costituzione contiene regole non protette in maniera forte.

Per capire di quale costituzione si tratta occorre vedere se la Costituzione prevede o meno un procedimento di revisione costituzionale. STATUTO ALBERTINO è costituzione flessibile anche se una delle prime affermazione dello statuto era che quello statuto si poneva come “legge perpetua ed irrevocabile del regno”. Questa era solo un’affermazione di principio che non è stata concretamente portata alle sue logiche conseguenze con la previsione di un meccanismo aggravato per revisione di costituzione. COSTITUZIONE ITALIANA = costituzione rigida. COSTITUZIONE DI STATI UNITI = costituzione rigida (occorre maggioranza molto forte in entrambi i rami del parlamento statunitense + serve quota forte degli stati che approvi quella modifica).

Per essere rigida la costituzione abbisogna anche di un altro elemento : ESISTENZA DI UN MECCANISMO DI CONTROLLO DELLA COSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI perché serve una forma di garanzia relativa a norme legislative che si pongono in contrasto con la Costituzione. Questo ulteriore elemento è stato affermato in modo chiaro con una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Marbury vs Madison questa è la prima decisione che da nascita al meccanismo di controllo delle leggi negli Stati Uniti. In quel caso la corte suprema trae la necessità logica di un sistema di controllo di necessità delle leggi.

Un’altra suddivisione viene fatta in:

  • COSTITUZIONI BREVI Costituzioni che ci dicono principalmente come è organizzato e distribuito il potere.
  • COSTITUZIONI LUNGHE contengono anche il riferimento a diritti fondamentali. La nostra è una costituzione lunga. Brevità o lunghezza dipende dai contenuti delle Costituzioni. Le Costituzioni contengono sempre delle regole che ci dicono chi e come esercita il potere, come viene distribuito il potere fra i vari organi. Sono quelle questioni che attengono alla forma di governo. (forma di governo = descrizione di organi fondamentali di un ordinamento e i rapporti che questi organi hanno fra di loro).

COSTITUZIONE LUNGA e RIGIDA (CORTE COSTITUZIONALE+ SISTEMA AGGRAVATO DI REVISIONE COSTITUZIONALE).

COSTITUZIONE ITALIANA:

scritta fra 1946 e 1947 da Assemblea Costituente;

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Però non ci dicono come si calcolano i 3 mesi e in che ordine devono votare le due camera: le due liberazioni di ciascuna camera devono essere consecutive o devono essere alternate fra l’una e l’altra camera? E i tre mesi devono essere calcolati dalla prima votazione della prima camera fino all’ultima votazione della seconda o la distanza tra ogni votazione deve essere non superiore ai tre mesi?

Le leggi sono sottoposte a referendum popolare: Referendum può essere chiesto da 1/5 dei componenti di ciascuna camera, da 5 consigli regionali o da 500.000 elettori (persone che possono eleggere i componenti della camera dei deputati). I termini per la richiesta del referendum ricorrono dalla pubblicazione su gazzetta ufficiale la pubblicazione ha efficacia di notizia, serve per far decorrere il tempo per chiedere il referendum. Se il referendum non è richiesto, la legge di revisione costituzionale è pubblicata pubblicità costitutiva. Qui no quorum minimo per la validità del referendum. Ratio di previsione del referendum confermativo su modifica della Costituzione è nella mente del costituente una finalità che va nella direzione di consentire a chi vuole difendere la costituzione di poterlo fare il referendum è pensato come strumento per chi non è d’accordo sulla modifica per chiedere al corpo elettorale di esprimersi.

1° volta che si ricorre al referendum confermativo è nel 2001 l’allora maggioranza politica voleva chiedere conferma del proprio operato;

2° volta che si ricorre al referendum confermativo è nel 2006 questa volta richiesto dalle opposizioni.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti. La maggioranza dei 2/3 assicura che la revisione è voluta da maggioranza molto ampia.

Limiti a revisione costituzionale :

  • LIMITE FORMALE solo con il procedimento dell’art. 138 si può modificare la costituzione; se tale procedimento non è seguito, la legge di revisione costituzionale non è valida.
  • LIMITE DI CONTENUTO la Costituzione all’art. 139 dice che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale, cioè dice che forma repubblicana non può essere modificata nemmeno con procedimento previsto da art. 138 di costituzione. Cosa si deve intendere per forma repubblicana? L’Art 139 impedisce il ritorno ad un regime monarchico, ma questo articolo potrebbe essere abrogato e poi fare monarchia? Si ritiene che la forma repubblicana sia limite invalicabile e che l’art. 138 non permetta abolizione di art. 139. La questione va risolta nel senso della non modificabilità della forma repubblicana. Forma repubblicana =? Non va intensa solo come natura elettiva di capo di stato ma la natura democratica del nostro ordinamento e quindi la democraticità del sistema nel suo complesso e la forma repubblicana va intesa come riferentesi all’esistenza di diritti fondamentali di individuo e nemmeno questi possono essere aboliti.

Corte costituzionale sentenza 1146 del 1988 : ci sono limiti sostanziali, impliciti per la forma repubblica, e espliciti per i principi supremi.

I principi su cui si fonda Costituzione italiana non possono essere messi in dubbio nemmeno con la revisione costituzionale.

Principi supremi di nostro ordinamento :

• PRINCIPIO DI LAICITA’

• PRINCIPIO DI UNITA’ DI LEGISLAZIONE

  • DIRITTO DI DIFESA più volte dichiarato come principio supremo sentenza 360 /

15 ottobre ’

FONTI PRIMARIE:

  • Leggi
  • Atti aventi forza di legge = fonti equiparabili alle leggi; sullo stesso piano delle leggi
  • Regolamenti parlamentari
  • Norme regionali

Gli atti aventi forza di legge hanno stesse caratteristiche delle leggi quanto a forza attiva e a forza passiva: FORZA ATTIVA = capacità abrogare leggi o atti aventi forza di legge FORZA PASSIVA = possibilità di essere abrogate da leggi o atti aventi forza di legge successivi.

La Legge:

  • è fonte per eccellenza, atto principale nei vari ordinamenti;
  • è un atto approvato dal Parlamento (una delle sue funzioni principali è quella legislativa, organo all’interno del quale siedono i rappresentanti del popolo, che elegge i suoi rappresentanti conferendogli il compito di creare le leggi);
  • è un atto che è espressione della volontà generale a legittimare l’esercizio di ogni potere è la volontà generale (conquista che si è avuto dopo Rivoluzione Francese) atto che esprime per eccellenza la volontà generale è la legge ;
  • è un atto che vincola tutti perché è approvato dai rappresentanti della collettività;
  • è un atto approvato al termine di un PROCEDIMENTO PUBBLICO (si sa cosa succede quando parlamento discute su una legge, chi vota favorevolmente e chi contrariamente); la legge è approvata al termine di un dibattito a cui partecipano tutti i rappresentanti del popolo, le maggioranze e le minoranze.
  • è un atto che pone dei limiti a tutti è vincolante per tutti eguale soggezione di tutti alla legge (anche il re, se c’è, e anche l’esecutivo).

La riserva di Legge si ha quando la Costituzione stabilisce che una determinata materia deve

essere disciplinata dalla legge. Talvolta alcuni manuali mettono in evidenza il fatto che la Costituzione, stabilendo che una determinata materia deve essere regolata dalla legge, in qualche modo disciplina il rapporto fra le fonti. Se una materia deve essere regolata dalla legge, significa che il regolamento può fare qualcosa solo se c’è un certo tipo di riserva di legge. RISERVE DI LEGGE:

  • ASSOLUTE quelle riserve di legge che sono formulate dalla costituzione nel senso di riservare alla legge la disciplina della totalità di una certa materia quindi le fonti subordinate alla legge non possono intervenire in quella materia, salvo le norme di mero dettaglio, le norme meramente esecutive, di ricognizione tecnica;
  • RELATIVE la riserva di legge che consente al regolamento di intervenire e disciplinare la materia ma in parte limitata, in maniera appunto relativa. La legge deve disciplinare i principi generali della materia e il regolamento può disciplinare nel dettaglio, può integrare le norme contenute nella legge, quindi i principi. Quindi dai principi si trae la regola di dettaglio.

Es: d.l.g.s. 309 del 1990 è reato produrre, commercializzare droghe. Cosa si deve intendere per droghe? Le droghe sono indicate da un decreto ministeriale si ricorre ad un d.m. per indicazione di sostanze stupefacenti perché ogni giorno ne possono essere scoperte di nuove e pertanto il decreto periodicamente viene aggiornato. Questo viola principio di riserva assoluta? No!

generale di divieto di riunione ritenuto illegittimo perché contrario alla Costituzione tribunale amm.vo dice no non è così perché in art. 17 c’è riserva di legge relativa.