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Una panoramica dei principali argomenti del diritto costituzionale: le fonti del diritto, i diritti e le libertà fondamentali, e l'ordinamento giudiziario. Viene discusso il concetto di fonti del diritto, le fonti interne e internazionali, il rapporto tra l'ordinamento italiano e dell'ue, e il principio di costituzionalità. Inoltre, vengono presentati i tipi di maggioranze e il procedimento di formazione di governo.
Tipologia: Appunti
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1 ottobre ’ 3 argomenti principali:
PORTA COSTITUZIONE NON DIRE PRATICAMENTE! Sapere procedimento di formazione di governo Ripassa corte costituzionale e sue funzioni e metodi di controllo di legittimità costituzionale Ripassa i tipi di maggioranze
Non abbiamo una regola che ce lo dice, ma si da come definizione la seguente: “E’ fonte del diritto qualunque atto o fatto idoneo a costituire, innovare, modificare, integrare un ordinamento giuridico.”
Nella definizione sovrastante si parla di “Atti” o “fatti” = ci sono fonti che nascono da un atto e fonti che nascono da un fatto.
Ordinamento giuridico = è costituito da fonti del diritto; Fonti del diritto fanno parte di ordinamento giuridico.
Ordinamento giuridico = ordinamento giuridico di stato italiano (stato = Italia)
Fonti del diritto = fonti statali + fonti regionali
Ogni organizzazione ha un suo ordinamento. ORDINAMENTO = insieme di regole che disciplinano il funzionamento di un determinato organismo.
Tale concetto non si intende più come tra la fine del Medioevo e la nascita di Stato Moderno. COS’E’ L’ORDINAMENTO STATALE? A volte sullo stesso territorio coesistono diversi ordinamenti. Ci può essere coesistenza armoniosa o conflittuale, questo in base alle regole, a come si comporta l’ordinamento giuridico statale.
Es: Ordinamento ecclesiastico (ordinamento di confessioni religiose) divorzio= consentito da ordinamento statale italiano ma è considerato come molto grave per ordinamento ecclesiastico (Chiesa cattolica). Ordinamento di chiesa coesiste con ordinamento statale italiano. Ordinamento statale prevale e deve prevalere su quello della chiesa. Ordinamento di chiesa può vincolare i soggetti fin tanto che non c’è conflitto con ordinamento statale.
ES: ordinamento che confligge con ordinamento statale = ordinamento mafioso , ordinamento giuridico non riconosciuto dallo stato perché in conflitto con i principi del nostro stato. Come si può comporre il conflitto fra questi due ordinamento? la prevalenza è dell’ordinamento mafioso: fino a che stato sarà più forte di ordinamento mafioso, lo stato prevarrà. Non c’è composizione fra i due ordinamenti.
Chi è soggetto a due ordinamenti, può trovarsi in una situazione di conflitto. Laddove un soggetto si trovi a dover obbedire sia a regola di ordinamento italiano, sia a regola di ordinamento ecclesiastico, quando i due doveri di rispetto si pongono in contraddizione, cioè sono previste regole diverse, nasce conflitto interiore in colui che è soggetto ad entrambi gli ordinamenti. Quale ordinamento rispettare?? Il conflitto va risolto a favore dell’ordinamento statale ma talvolta lo stato da una qualche forma di riconoscimento a questa forma di conflitto interiore con delle regole che danno possibilità al soggetto di dare obbedienza anche all’altro ordinamento. Es: casi di obbiezione di coscienza aborto non consentito da ordinamento ecclesiastico; per stato italiano è consentito qualora ricorrano certi presupposti.
L’ORDINAMENTO STATALE E’ IL PIU IMPORTANTE CHE CHIEDE SEMPRE OBBEDIENZA, CON LUI POSSONO CONVIVERE ALTRI ORDINAMENTI MA NEI LIMITI DEL RICONOSCIMENTO DATO A QUELL’ORDINAMENTO DA QUELLO STATALE.
Ordinamento giuridico = composto da regole, ogni regola è una fonte del diritto.
Ordinamento deve essere ORDINATO, COERENTE e COMPLETO.
Principio della libertà del non preveduto : se non c’è un divieto, solitamente quel comportamento è permesso.
PROCEDIMENTO PER ANALOGIA = procedimento che consente di applicare una regola anche a casi non previsti, ma a casi analoghi, casi del tutto simili a quello disciplinato nella norma.
Consuetudine è una fonte fatto perché non è una regola creata da un organo dell’ordinamento e non è una manifestazione di volontà di un soggetto che ha come contenuto la volontà di porre in essere quel tipo di atto. Consuetudine elementi costitutivi :
Chi contribuisce alla realizzazione della consuetudine dando vita ad elemento psicologico, fonda il proprio comportamento su un errore sono convinto che ci sia una regola che mi vincola, ma mi sbaglio però sbagliandomi faccio si che quella regola nasca creo una regola con il mio comportamento pensando che la regola c’è già e sbaglio, ma sbagliando creo quella regola che poi sarà vincolante per tutti. C’è una contraddittorietà intrinseca.
Quando si parla di gerarchia delle fonti le consuetudini sono messe in fondo alla gerarchia. Alcune di esse hanno una particolare natura: CONSUETUDINI COSTITUZIONALI consuetudini che integrano la costituzione e che hanno un particolare status tale per cui non potrebbero essere contrastate da una legge. Es. di consuetudini costituzionali: quando c’è crisi di governo, presidente di repubblica fa delle consultazioni vedi artt. 92 e ss. costituzione non ci dice cosa deve fare presidente di repubblica quando c’è crisi di governo (la consultazione) questo è regolato da consuetudini costituzionali.
Non possono esistere costituzioni contro la legge e nemmeno contro la costituzione.
ES. di fonte fatto nel nostro ordinamento i regolamenti dell’ UE sono fonti? Regolamenti di UE non sono per noi fonti atto perché non sono prodotte da un organo del nostro ordinamento. Ovviamente queste per il diritto dell’ UE sono fonti atto. Ma per noi è come se queste fossero fonti fatto, per il nostro ordinamento. I regolamenti dell’ UE sono si fonti atto ma di un altro ordinamento, non quello italiano.
FONTI ATTO COSTITUZIONE, LEGGE, REGOLAMENTI atti in cui c’è manifestazione di volontà
DISPOSIZIONI SULLA LEGGE IN GENERALI (le cc.dd. preleggi)
Art. 1 disp. Prel. Al CC quando si parla di norme corporative, in realtà queste non ci sono si fa riferimento alle norme corporative redatte nel 1942 (ordinamento fascista che faceva riferimento a norme corporative) quando si parla di usi si intendono anche consuetudini qui no riferimento a norme di UE, per esempio
L’art. 1 disp. prel. è un tentativo di individuare le fonti del diritto ma non è l’unico elemento che ci dice
quali sono le fonti del diritto del nostro ordinamento. Come facciamo a capire quando siamo difronte a una fonte del diritto? Bisogna fare riferimento alle norme di riconoscimento di fonti di diritto.
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Le norme di riconoscimento fanno parte di fonti del diritto sulla produzione.
Tutti atti che hanno forza di legge producono i loro effetti dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, qui vengono pubblicati atti con PUBBLICITA’ COSTITUTIVA. A volte sono pubblicati atti con una natura di tipo notiziale PUBBLICITA’ NOTIZIA. ES: LEGGI DI REVISIONE COSTITUZIONALE = quando questa è approva in seconda deliberazione con maggioranza assoluta, questa è pubblicata in gazzetta con caratteristica che da giorno di pubblicazione decorrono i 3 mesi per richiesta di referendum (art. 138).
Le fonti del diritto sono un numero chiuso, ovvero se ne possono introdurre di nuove ma solo con intervento di una fonte di rango superiore, e una fonte del diritto non può disporre di proprie regole sulla produzione = fonti primarie sono solo quelle previste dalla costituzione, le regole per produzione di fonti primarie sono regolate dalla costituzione e regolano chi come quando quelle norme entrano in vigore, la legge può disciplinare le fonti secondarie ma non può introdurre una fonte primaria nuova e non può disciplinare il modo con cui essa stessa entra in vigore. Una legge che pretende di derogare ai principi previsti da costituzione per sua efficacia non può esistere.
7 ottobre ‘
INTERPRETAZIONE: (^) ce ne sono di diversi tipi e questi tipi diversi possono condurre ad interpretazioni diverse.
art. 12 disp. Prel. “Interpretazione della legge” CONNESSIONE DELLE PAROLE + VOLONTA’ DEL LEGISLATORE
Es: art 3 di cost. principio di uguaglianza formale e sostanziale le due disposizioni se prese da sole spingono in senso opposto.
Es: art. 75 di cost. sul referendum abrogativo interpretazione letterale = solo per questi casi non è ammesso il referendum popolare. Corte costituzionale a partire da sentenza 16/1978 diche che art. 75 va interpretato in senso sistematico = si deve privilegiare interpretazione logico sistematica = l’art. va inserito nel sistema costituzionale; inteso così , l’art. 75 letto a sistema impone anche che non siano ammissibili referendum in altri ambiti diversi da quelli indicati espressamente dall’ art. 75. Non possono essere sottoposte a pura e semplice abrogazione le norme che riguardano la costituzione di organi istituzionali.
Ovviamente nell’interpretazione sistematica c’è un limite = non si può far dire alla disposizione qualcosa che è in contrasto con la lettera della disposizione la lettera è limite invalicabile per l’interprete;
Tutte le interpretazioni trovano un limite nella lettera della disposizione.
C’è un caso in cui una norma della costituzione è inteso in modo diverso da quello che la costituzione dice: art. 89 cost. i ministri proponenti ogni atto del Presidente della Repubblica è proposto da un ministro la parola proponenti è sempre stata intesa in modo diverso dalla lettera sempre inteso come ministro
competente per materia il ministro che controfirma non è sempre colui che propone il contenuto dell’atto quindi ministro proponente = ministro competente (lo dice corte costituzionale nella sentenza 200/2006).
8 ottobre ’
ANTINOMIA collegato al concetto di coerenza dell’ordinamento Le ANTINOMIE sono contraddizioni, ipotesi nelle quali ci sono due disposizioni che a prima lettura appaiono dire cose diverse. Siccome ordinamento deve essere coerente occorre risolvere le antinomie.
Come risolvere le antinomie? Esistono dei criteri per risolverle. Prima occorre capire se quella che abbiamo davanti è veramente un’antinomia.
ANTINOMIE possono essere:
Come verificare se l’antinomia è apparente? a. Si usa l’ INTERPRETAZIONE = si cerca di interpretare le due regole, che apparentemente dicono cose diverse, in modo da dare ad un significato ad una disposizione tale da non renderla in contraddizione con l’altra. Se interpretazione ci fa arrivare ad un superamento di una contraddizione, allora l’antinomia è qualificata come apparente.
b. Le antinomie apparenti possono essere ricondotte a coerenza anche usando il C RITERIO DI SPECILIATA’ = se si hanno due regole che disciplinano apparentemente in modo diverso due ipotesi ma un caso è speciale rispetto all’altro, cioè una norma è speciale rispetto all’altra. (Norma Speciale = contiene tutti elementi che regolano un altro caso e in più contiene un elemento in più; non può essere applicata al di fuori del caso da essa espressamente previsto).
Esempio tratto da codice penale: OMICIDIO art. 575 ; omicidio del consenziente qui c’è consenso di persona uccisa questo elemento porta il legislatore a diminuire la pena per colui che compie omicidio = è una norma speciale perché prevede un elemento in più (il consenso).
Come ricondurre a coerenza l’ordinamento? Se ci sono due regole che non convivono nello stesso ordinamento, occorrerà sceglierne una ed eliminare conseguentemente l’altra. Servono dei criteri che ci permettono di scegliere quale disposizione deve essere seguita per risolvere il caso concreto. CRITERI DI RISOLUZIONE DELLE ANTINOMIE
A. CRITERIO GERARCHICO B. (^) CRITERIO DELLA COMPETENZA C. CRITERIO CRONOLOGICO
CRITERIO DELLA COMPETENZA= fra due regole deve essere usata quella che ha la competenza per disciplinare quella materia. Le norme che ci dicono chi è competente a fare che cosa le troviamo nelle fonti sulla produzione. Norma incompetente = invalida perché in contrasto con la norma superiore che disciplina la sua competenza. Incompetenza di una regola è fatta valere, spesso, tramite dichiarazione di incostituzionalità.
Il criterio della competenza serve per delimitare l’attribuzione dei compiti fra legge statale e legge regionale.
Ambiti di competenza dello stato e delle regioni sono disciplinati dall’ art. 117 cost. (commi 2,3,4)
3 tipi di potestà legislativa:
Queste materie di competenza regionale residuale sono poche sono poche per 3 ragioni: A. Gli elenchi dell’art. 117 comma 2 e 3 sono elenchi abbastanza ampi. B. La Corte Costituzionale (che deve verificare se stato e regioni hanno rispettato i loro ambiti di competenza, in base a art. 127 della costituzione GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA’ IN VIA PRINCIPALE) ha esercitato questa sua competenza in maniera molto benevola nei confronti dello stato e in maniera invece molto rigorosa nei confronti delle regioni = ha interpretato le materie di potestà legislativa esclusiva dello stato e di potestà concorrente in senso ampio, cioè consentendo molto allo stato e limitando gli ambiti di competenza delle regioni. C. Esistenza di “POTESTA’ DELLO STATO DI INTERVENIRE CON NORME DI TIPO TRASVERSALE” la Corte Costituzionale nella sentenza 282/2002 ha detto che ci sono materie che non sono materie espressamente indicate o anche se indicate non vanno intese in senso stretto e non vanno intese per come esclusivamente indicate nella Costituzione ma ci sono ipotesi di materie che consentono allo stato di dettare delle discipline che si applicano in tutte le ipotesi, con riferimento a tutte le possibili materi di intervento legislativo lo stato può dettare norme inerenti a tutte le ipotesi di intervento legislativo. Nelle ipotesi di materia traversale, i margini di manovra delle regioni sono ancora più ristretti.
Queste materie trasversali sono:
13 ottobre ‘
ART. 117 le norme statali disciplinano i principi generali della materia e le regioni il resto per capire se la legge dello stato o di una regione è intervenuta nel proprio ambito di competenza occorre vedere se la legge di stato detta norma generali e quella regionale detta norma di dettaglio solo se legge statale e legge regionale stanno nel loro ambito , allora queste norme sono competenti e legittime. Se c’è antinomia si deve capire se lo stato o se la regione abbia fatto qualcosa di più rispetto a quanto spettava.
NORME DI PRINCIPO ≠ NORME DI DETTAGLIO Non è facile individuare quali esse siano
Per verificare la competenza fra legge statale e legge regionali in materia di potestà legislativa concorrente occorre verificare se si tratta di norme di principio o di dettaglio.
Le leggi statali, dette PRINCIPI, sono vincoli che devono essere seguiti dalle regioni nel momento in cui dettano la disciplina di dettaglio ovviamente la regione ha un margine di libertà che va però esercitato rispettando sempre le norme di principio se le regioni non rispettano i vincoli di principio, si ha una norma regionale incostituzionale di violazione di art. 117.3. Qui antinomia sta fra NORMA DI DETTAGLIO e NORMA DI PRINCIPIO.
Norma statale = norma interposta NORMA INTERPOSTA = ci sono 3 regole che vengono in gioco : LA regola che e’ norma oggetto di valutazione, una norma costituzione che potrebbe essere violata, e una terza norma che e’ quella norma che se violata ci da risposta su costituzionalita’ o meno di norma oggetto.
Abbiamo la norma oggetto che è quella di cui si vuole verificare al costituzionalità + norma di costituzione. C’è anche una norma che si pone in mezzo, interposta fra costituzione e legge da esaminare. Se la legge regionale è in contrasto con la legge statale, va anche indirettamente in contrasto con la costituzione.
IL CRITERIO DI COMPETENZA serve anche per LA RISOLUZIONE DI CONTRASTI FRA NORME INTERNE ITALIANE e NORME DI ORDINAMENTO DI UE. Le due regole alla fine qui coesistono una sarà utilizzata e una no.
CRITERIO DELLA COMPETENZA usato anche per RISOLUZIONE DI CONTRASTI FRA NORME LEGISLATIVE e NORME DEI REGOLAMENTI PARLAMENTATI (= fonti primarie poste subito dopo la costituzione, gerarchicamente collocate su stesso piano di d.l. e d.lgs. ; questi hanno ambiti di competenza disciplinati dalla stessa costituzione (art. 64 e 72 cost.), sono fonti atto approvati da ciascuna camera a maggioranza assoluta e hanno compito di dettare regole solo in quegli ambiti affidati loro dalla costituzione). REGOLAMENTO PARLAMENTARE spetta disciplina di procedimento legislativo.
L’ABROGAZIONE produce effetti solo per il futuro. La legge che abroga è una legge sottoposta ai vincoli costituzionali ma, come tutte le leggi, può derogare alle leggi precedenti. La norma che nel nostro sistema disciplina il principio di irretroattività è l’ art. 11 delle preleggi = regola di rango legislativo = è una legge quindi può essere derogata o abrogata da norme dello stesso rango adottate successivamente = possono esistere nel nostro ordinamento norme che derogano al principio di irretroattività = che pretendono di regolare casi verificatesi precedentemente alla sua entrata in vigore. È possibile dunque che ci siano leggi retroattive ma è necessario che la legge lo indichi espressamente (“la presente legge si applica anche ai casi verificatesi precedentemente alla sua entrata in vigore”).
PRINCIPIO DI IRRETROATTIVITA’ = PRINCIPIO DI CIVILITA’ GIURIDICA principio che non ha rango costituzionale, non è un principio collocabile fra quelli costituzionali, però può essere derogato dal legislatore ma quando viene derogato occorre effettuare un controllo sulla ragionevolezza della scelta del legislatore molto preciso si devono ricavare i motivi per cui si è dettata una disciplina irretroattiva che può essere applicata anche ai casi precedenti.
L’Art. 25 della Costituzione impedisce che una persona possa essere punita per un atto che è punibile da una legge entrata in vigore successivamente al fatto commesso. il principio di irretroattività non può essere derogato dalle leggi penali.
Preleggi prevedono una regola sull’abrogazione: art. 15 preleggi. ART. 15 preleggi L’abrogazione può avvenire in 3 MODI:
14 ottobre ‘
Le fonti del diritto statali
Una costituzione è fonte vertice di un ordinamento, è la fonte che sta al sommo della piramide, che è la figura che descrive la gerarchia degli ordinamenti. Nella costituzione ci sono le norme più importanti, quelle che si ritiene debbano essere i pilastri di un ordinamento, quelle norme che si vuole mettere al riparo dalle scelte che possono essere compiute dalle contingenti maggioranze politiche.
Le costituzioni possono essere catalogate in diversi gruppi:
Per capire di quale costituzione si tratta occorre vedere se la Costituzione prevede o meno un procedimento di revisione costituzionale. STATUTO ALBERTINO è costituzione flessibile anche se una delle prime affermazione dello statuto era che quello statuto si poneva come “legge perpetua ed irrevocabile del regno”. Questa era solo un’affermazione di principio che non è stata concretamente portata alle sue logiche conseguenze con la previsione di un meccanismo aggravato per revisione di costituzione. COSTITUZIONE ITALIANA = costituzione rigida. COSTITUZIONE DI STATI UNITI = costituzione rigida (occorre maggioranza molto forte in entrambi i rami del parlamento statunitense + serve quota forte degli stati che approvi quella modifica).
Per essere rigida la costituzione abbisogna anche di un altro elemento : ESISTENZA DI UN MECCANISMO DI CONTROLLO DELLA COSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI perché serve una forma di garanzia relativa a norme legislative che si pongono in contrasto con la Costituzione. Questo ulteriore elemento è stato affermato in modo chiaro con una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti nel caso Marbury vs Madison questa è la prima decisione che da nascita al meccanismo di controllo delle leggi negli Stati Uniti. In quel caso la corte suprema trae la necessità logica di un sistema di controllo di necessità delle leggi.
Un’altra suddivisione viene fatta in:
COSTITUZIONE LUNGA e RIGIDA (CORTE COSTITUZIONALE+ SISTEMA AGGRAVATO DI REVISIONE COSTITUZIONALE).
scritta fra 1946 e 1947 da Assemblea Costituente;
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Però non ci dicono come si calcolano i 3 mesi e in che ordine devono votare le due camera: le due liberazioni di ciascuna camera devono essere consecutive o devono essere alternate fra l’una e l’altra camera? E i tre mesi devono essere calcolati dalla prima votazione della prima camera fino all’ultima votazione della seconda o la distanza tra ogni votazione deve essere non superiore ai tre mesi?
Le leggi sono sottoposte a referendum popolare: Referendum può essere chiesto da 1/5 dei componenti di ciascuna camera, da 5 consigli regionali o da 500.000 elettori (persone che possono eleggere i componenti della camera dei deputati). I termini per la richiesta del referendum ricorrono dalla pubblicazione su gazzetta ufficiale la pubblicazione ha efficacia di notizia, serve per far decorrere il tempo per chiedere il referendum. Se il referendum non è richiesto, la legge di revisione costituzionale è pubblicata pubblicità costitutiva. Qui no quorum minimo per la validità del referendum. Ratio di previsione del referendum confermativo su modifica della Costituzione è nella mente del costituente una finalità che va nella direzione di consentire a chi vuole difendere la costituzione di poterlo fare il referendum è pensato come strumento per chi non è d’accordo sulla modifica per chiedere al corpo elettorale di esprimersi.
1° volta che si ricorre al referendum confermativo è nel 2001 l’allora maggioranza politica voleva chiedere conferma del proprio operato;
2° volta che si ricorre al referendum confermativo è nel 2006 questa volta richiesto dalle opposizioni.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti. La maggioranza dei 2/3 assicura che la revisione è voluta da maggioranza molto ampia.
Limiti a revisione costituzionale :
Corte costituzionale sentenza 1146 del 1988 : ci sono limiti sostanziali, impliciti per la forma repubblica, e espliciti per i principi supremi.
I principi su cui si fonda Costituzione italiana non possono essere messi in dubbio nemmeno con la revisione costituzionale.
Principi supremi di nostro ordinamento :
15 ottobre ’
Gli atti aventi forza di legge hanno stesse caratteristiche delle leggi quanto a forza attiva e a forza passiva: FORZA ATTIVA = capacità abrogare leggi o atti aventi forza di legge FORZA PASSIVA = possibilità di essere abrogate da leggi o atti aventi forza di legge successivi.
essere disciplinata dalla legge. Talvolta alcuni manuali mettono in evidenza il fatto che la Costituzione, stabilendo che una determinata materia deve essere regolata dalla legge, in qualche modo disciplina il rapporto fra le fonti. Se una materia deve essere regolata dalla legge, significa che il regolamento può fare qualcosa solo se c’è un certo tipo di riserva di legge. RISERVE DI LEGGE:
Es: d.l.g.s. 309 del 1990 è reato produrre, commercializzare droghe. Cosa si deve intendere per droghe? Le droghe sono indicate da un decreto ministeriale si ricorre ad un d.m. per indicazione di sostanze stupefacenti perché ogni giorno ne possono essere scoperte di nuove e pertanto il decreto periodicamente viene aggiornato. Questo viola principio di riserva assoluta? No!
generale di divieto di riunione ritenuto illegittimo perché contrario alla Costituzione tribunale amm.vo dice no non è così perché in art. 17 c’è riserva di legge relativa.