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Diritto Costituzionale: Esercizi e Domande - Prof. Granara, Appunti di Diritto Costituzionale

Appunti complei del corso di Diritto costituzionale Prof. Granara Daniele periodo Settembre/Dicembre 2020.

Tipologia: Appunti

2020/2021
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18.09.2020
Disposizione e norma. Discipline degli studi giuridiche sono quattro.
TEORIA GENERALE DEL DIRITTO
SCIENZA GIURIDICA
GIURISPRUDENZA
DOTTRINA
La teoria generale del diritto ha ad oggetto lo studio delle disposizioni che sono enunciati
linguistici descrittivi connotati da elementi deontici.
Studia e identifica gli elementi deontici. Studia le parole, il dovere, il diritto, la facoltà. Non passa
all’interpretazione si ferma alle disposizioni ovvero studia gli elementi deontici.
La scienza giuridica giuris e dottrina hanno in comune che attengono alle norme ovvero esse
utilizzano lo strumento tecnico dell’interpretazione per arrivare dalla disposizione alla norma.
Hanno ad oggetto le norme.
La scienza giuridica è la disciplina che individua tutti i significati di una disposizione attraverso la
tecnica dell’interpretazione. Non prende posizione ma utilizza l’interpretazione secondo la tecnica
cognitiva per l’individuazione delle possibili norme che nascono da una disposizione cioè di tutti i
possibili significati che una disposizione contempla.
La giurisprudenza è data dalle interpretazioni che i giudici oppure gli operatori del diritto
ritengano migliori ad applicare al caso concreto. Decido la causa applicando la disposizione. La
giurisprudenza è l’insieme delle decisioni giurisdizionali che utilizzano l’interpretazione decisoria
in concreto ovvero decide quale n nasce da d. Ovvero decise le singole fattispecie quindi si tratta di
una situazione decisoria in concreto. Interpretazione decisoria concreta da parte di provvedimenti
di Giudici ovvero decidono qualcosa in una fattispecie contenziosa. Chi ha ragione e chi ha torto.
La dottrina utilizza l’interpretazione decisoria astratta. Avvocato che esprime pareri. Quindi la
dottrina cerca di orientare la giurisprudenza. Si sostiene in astratto in quanto ha da scrivere un
articolo, un libro ed una rivista pertanto offre degli orientamenti e delle interpretazioni migliori.
La finalità del processo non è quello di fare giustizia. Il processo si propone di dare ragione a chi ha
ragione e dare torto a chi ha torto. Esso deve applicare le regole sostanziale e formale.
Art.111.2 Cost.
Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti in condizioni di parità davanti ad un
giudice terzo ed imparziale. Ovvero deve in condizione di parità permettere alle parti di esporre la
situazione. Non deve avere interessi deve avere un profilo di terzietà. Imparziale perché non ha
alcun interesse nella causa. Il legislatore presuppone che il giudice addivenga ad una decisione.
Quindi deve stabilire chi ha ragione e torto.
Processo amministrativo sono due gradi di giudizio. Il regime delle impugnazioni sono tre gradi di
giudizio. Art.111 c.6 Contro le sentenze e contro i provvedimenti che riguardano la libertà personale
è sempre ammesso il ricorso in Cassazione. Revisione nel processo penale e Revocazione nel
processo amministrativo e civile. Il sistema prevede tre gradi impugnazione per limitare l’errore.
Quando è cessato lo Stato Pontificio? 20 Settembre 1870 Breccia di Porta Pia incorporazione dello
Stato Pontificio nel Regno d’Italia no - expedit. Differenza tra Stato Pontificio e Stato Vaticano Art.
7 Costituzione Patti Lateranensi. Differenza tra i due Stati sono due entità storiche differenti. Lo
Stato Vaticano è nato nel 1929 con i Patti Lateranensi. Mentre lo Stato Pontificio debellato nel 1870
comprendeva Lazio, Marche. Umbria, una parte delle delegazioni della Romagna.
Esperiti tutti i gradi di giudizio si arriva alla sentenza. Art. 111 2c. Cost. La legge ne assicura la
ragionevole durata del processo. Nello Stato Pontificio le cause venivano decise così giudice dopo
10 anni si ritirava per emettere sentenza, in realtà invece che produrre la sentenza stessa produceva
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Disposizione e norma. Discipline degli studi giuridiche sono quattro.  TEORIA GENERALE DEL DIRITTO  SCIENZA GIURIDICA  GIURISPRUDENZA  DOTTRINA La teoria generale del diritto ha ad oggetto lo studio delle disposizioni che sono enunciati linguistici descrittivi connotati da elementi deontici. Studia e identifica gli elementi deontici. Studia le parole, il dovere, il diritto, la facoltà. Non passa all’interpretazione si ferma alle disposizioni ovvero studia gli elementi deontici. La scienza giuridica giuris e dottrina hanno in comune che attengono alle norme ovvero esse utilizzano lo strumento tecnico dell’interpretazione per arrivare dalla disposizione alla norma. Hanno ad oggetto le norme. La scienza giuridica è la disciplina che individua tutti i significati di una disposizione attraverso la tecnica dell’interpretazione. Non prende posizione ma utilizza l’interpretazione secondo la tecnica cognitiva per l’individuazione delle possibili norme che nascono da una disposizione cioè di tutti i possibili significati che una disposizione contempla. La giurisprudenza è data dalle interpretazioni che i giudici oppure gli operatori del diritto ritengano migliori ad applicare al caso concreto. Decido la causa applicando la disposizione. La giurisprudenza è l’insieme delle decisioni giurisdizionali che utilizzano l’interpretazione decisoria in concreto ovvero decide quale n nasce da d. Ovvero decise le singole fattispecie quindi si tratta di una situazione decisoria in concreto. Interpretazione decisoria concreta da parte di provvedimenti di Giudici ovvero decidono qualcosa in una fattispecie contenziosa. Chi ha ragione e chi ha torto. La dottrina utilizza l’interpretazione decisoria astratta. Avvocato che esprime pareri. Quindi la dottrina cerca di orientare la giurisprudenza. Si sostiene in astratto in quanto ha da scrivere un articolo, un libro ed una rivista pertanto offre degli orientamenti e delle interpretazioni migliori. La finalità del processo non è quello di fare giustizia. Il processo si propone di dare ragione a chi ha ragione e dare torto a chi ha torto. Esso deve applicare le regole sostanziale e formale. Art.111.2 Cost. Ogni processo si svolge nel contradditorio tra le parti in condizioni di parità davanti ad un giudice terzo ed imparziale. Ovvero deve in condizione di parità permettere alle parti di esporre la situazione. Non deve avere interessi deve avere un profilo di terzietà. Imparziale perché non ha alcun interesse nella causa. Il legislatore presuppone che il giudice addivenga ad una decisione. Quindi deve stabilire chi ha ragione e torto. Processo amministrativo sono due gradi di giudizio. Il regime delle impugnazioni sono tre gradi di giudizio. Art.111 c.6 Contro le sentenze e contro i provvedimenti che riguardano la libertà personale è sempre ammesso il ricorso in Cassazione. Revisione nel processo penale e Revocazione nel processo amministrativo e civile. Il sistema prevede tre gradi impugnazione per limitare l’errore. Quando è cessato lo Stato Pontificio? 20 Settembre 1870 Breccia di Porta Pia incorporazione dello Stato Pontificio nel Regno d’Italia no - expedit. Differenza tra Stato Pontificio e Stato Vaticano Art. 7 Costituzione Patti Lateranensi. Differenza tra i due Stati sono due entità storiche differenti. Lo Stato Vaticano è nato nel 1929 con i Patti Lateranensi. Mentre lo Stato Pontificio debellato nel 1870 comprendeva Lazio, Marche. Umbria, una parte delle delegazioni della Romagna. Esperiti tutti i gradi di giudizio si arriva alla sentenza. Art. 111 2c. Cost. La legge ne assicura la ragionevole durata del processo. Nello Stato Pontificio le cause venivano decise così giudice dopo 10 anni si ritirava per emettere sentenza, in realtà invece che produrre la sentenza stessa produceva

una bozza di sentenza dopodiché chiamava l’avvocato della controparte e gli avvocati discutevano cercando di mettersi d’accordo se non si mettevano d’accordo il giudice tornava in camera di consiglio dopo altri 10 anni riproponeva una nuova bozza di sentenza. Quindi sono passati 20 anni dato che le parti non si erano messe d'accordo il giudice proponeva la sua bozza, quindi si arrivava ad una terza bozza di sentenza. Il processo risultava essere infinito, fintanto che le parti si mettevano d’accordo. Pertanto, veniva condizionato l'esito del processo essendo che non si riusciva a dare torto a chi ha torto e ragione a chi ha ragione al fine di dirimere la controversia e stabilire la regola del caso concreto. Diritto in senso oggettivo È l’insieme delle disposizioni normative che appartengono ad un ordinamento giuridico e che per via delle tecniche interpretative stabiliscono la disciplina del caso concreto. Refluiscono sui cittadini che compongono i rapporti sociali. Diritto in senso soggettivo La costituzione considera il diritto dal punto di vista oggettivo, prevede il sistema delle fonti. Essa si preoccupa di identificare il diritto in senso soggettivo, cosa che le altre discipline non fanno ma sarà il giudice a darne un senso soggettivo. Si vuole dare una definizione del diritto in senso soggettivo. Senza uomini e donne l'oggettività cade. Le tre disposizioni che definiscono Art. 24 Cost. Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei diritti ed interessi legittimi. Art. 103 Cost., Art. 113 si parla di diritti soggettivi ed interessi legittimi. Questi tre articoli ci dicono che le posizioni giuridiche soggettive sono i diritti soggettivi e gli interessi legittimi in relazione alla tutela effettiva che devono avere di fronte alla giustizia. Che cosa si intende per diritto? Può essere definito in sesso oggettivo (ordinamento) ed in senso soggettivo (soggetti). Il diritto è lo studio. Il diritto in senso oggettivo è l'insieme delle disposizioni normative. La disposizione è un enunciato linguistico prescrittivo che appartiene ad un ordinamento che è assistito da una forza legittima che dovrebbe imporre coattivamente la loro applicazione. La disposizione è un insieme di parole che contengono degli elementi deontici. Questi ultimi denotano l'appartenenza ad un ordinamento giuridico che ha la caratteristica di imporre coattivamente. Art. 2 Cost. La repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo. L'articolo va inteso come l'insieme degli elementi deontici che ad un esame formale appaiono in questo enunciato linguistico prescrittivo che ha le caratteristiche di cui sopra. É una disposizione normativa perché vi è la presenza delle seguenti parole REPUBBLICA, RICONOSCE, GARANTISCE, DIRITTI INVIOLABILI. Si parla di una disposizione normativa che ha le caratteristiche di coattività. Attesa la presenza di questi elementi deontici di cui sopra si parla di disposizione normativa. Che cosa vuole dire questa disposizione? La parola inviolabili è una parola polisemantica. Significa che non può essere violati questi diritti da nessuno. I violabili sono i diritti indisponibili. Se si intende inviolabilità relativa cioè che questi diritti non posso essere violati da nessuno degli altri consociati. Inviolabilità da parte dei titolari e violabilità da parte dei non titolari. Aborto, eutanasia e testamento biologico. Questa disposizione D produce due norme. La disposizione n1 inviolabili significa indisponibili ovvero che quei diritti non possono essere disposti da nessuno, nemmeno dal titolare di essi e poi produce una seconda norma diversa ed opposta rispetto a n1, ovvero n2 qualora si ritenga che la parola inviolabile significa che quei diritti non possono essere violati da altri consociati ma sono disponibili dal titolare di essi. Produce due norme che sono incompatibili tra di loro, infatti, n1 è la norma prodotta secondo la norma cristiana nel nostro ordinamento l'eutanasia non è ammessa. La concezione

I candidati avranno l’interesse che la gara si svolga in maniera corretta e giusta e ciò avviene quando la commissione rispetta le regole del concorso. I concorrenti hanno la pretesa soggettiva a che quella commissione li giudichi secondo le regole dell’imparzialità e della buona e corretta amministrazione. L’interesse legittimo è quindi una pretesa nei confronti della pubblica amministrazione. Art 97 2° comma Cost: i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizione di legge in modo che siano assicurati il buon andamento dell’imparzialità dell’amministrazione. Pubblica amministrazione: Qualunque soggetto sia tenuto al canone dell’imparzialità e al canone della buona amministrazione (buon andamento) può essere soggettivamente pubblica e soggettivamente privata: è quindi tenuta ai canoni:  Buon andamento: indicate dall’art 1 della legge generale sul procedimento amministrativo, legge 7 agosto 1290 n241. L’art 1 di questa legge, per la prima volta, ha previsto una disciplina generale dei procedimenti amministrativi. Il soggetto agisce secondo regole procedimentali, che sono previste perché l’ordinamento presume che la pubblica amministrazione possa raggiungere questo scopo seguendo un procedimento stabilito dalla legge.  Imparzialità Qualunque soggetto tenuto ad agire per legge o per costituzione secondo questi canoni, è pubblica amministrazione. La sua finalità è di conseguenza la ragione della sua esistenza e il perseguimento dell’interesse pubblico (che è individuale). Il buon andamento è definito dalla legge generale sul procedimento amministrativo, ed ha stabilito le regole dei procedimenti amministrativi. Il buon andamento è stato declinato dalla legge 241 del 1990 che ha dato le linee generali del procedimento amministrativo. Questa legge definisce il buon andamento con tre requisiti:  Efficacia: non in modo aleatorio  Efficienza: in modo tempestivo e in modo tale che l’effetto che essa persegue sia realizzato con il minore dispendio di tempo delle risorse possibile.  Economicità: amministrazione che spende quando necessario per raggiungere il suo obiettivo, non più del necessario. Ci sono tre punti che decidono l’imparzialità:EquilibrioEquità: non è iniqua, quando è ispirata a un senso lato di giustizia, ciò che sentiamo essere la risposta più adeguata al caso concreto.  Esempio: non solo deve essere imparziale, ma deve anche apparire tale. La pubblica amministrazione persegue un interesse pubblico. L’imparzialità si distanzia dal fatto che nella P.A vi sono sia interessi pubblici sia interessi privati PRINCIPI: Sono concetti sintetici a cui si riconducono o da cui derivano (via deduttiva) una serie di disposizioni normative, ossia di norme che presuppongono le disposizioni normative dell’ordinamento. Essi si distinguono in:

Generali: hanno una visuale complessiva dell’intero ordinamento giuridico. I principi generali dell’ordinamento giuridico sono quei principi che denotano l’appartenenza di un ordinamento a una civiltà giuridica. Il principio generale più importante della nostra costituzione è il principio pluralista, rispetto di tutte le diversità degli altri, apposto al principio totalitario  Fondamentali: che a loro volta si dividono in:

  1. Fondamentali della costituzione: I principi fondamentali si trovano nei primi 12 articoli della costituzione italiana e definiscono la forma di stato repubblicano, pluralista, democratico, regionale. Essi sono frutto di una scelta politica costituzionale, ossia sono i principi della costituzione approvati dall’Assemblea costituente. Essi sono non modificabili e non riducibili. Scardinare questi principi significa commettere dal punto di vista giuridico e costituzionale un **colpo di stato.
  2. Fondamentali delle materie:** riguarda l’ambito della potestà legislativa tra stato e regioni. Stabiliti dalle leggi dello stato perché indicano quei contorni entro cui le regioni possono muoversi. Art 117 terzo comma 23.09. Art. 24 Cost. - Art. 103 Cost – Art 113 1c. Cost. La costituzione identifica due posizioni giuridiche soggettive ovvero il diritto soggettivo ed interessi legittimi. I diritti soggettivi sono l'insieme di poteri e facoltà il cui esercizio è rimesso alla libera volontà del titolare di essi possono essere persone fisiche o persone giuridiche. Sono divisi in due: I diritti soggettivi assoluti. Sono diritti che valgono nei confronti di tutti, e tutti coloro che non sono titolari di questi diritti hanno l'obbligo di rispettare le facoltà che spettano al titolare. Ovvero diritto alla proprietà nel senso che tutti i consociati hanno il dovere di astenersi da molestie e turbative nei confronti del proprietario di un certo bene. Sono i diritti reali e i diritti della personalità. I diritti soggettivi relativi sono insieme di facoltà e poteri diretti a determinati persona o di più determinate persone. La pretesa di un comportamento positivo (esempio diritto di credito che è diretto da parte del creditore a pretendere l'adempimento dei suoi debitori ad un comportamento positivo di adempiere). Sono i diritti di obbligazione. DEFINIZIONE DI INTERESSI LEGITTIMI Chi partecipa ad un concorso pubblico quale pretesa ha? Ha la pretesa di espletare i compiti secondo le regole del buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione della legittimità della azione amministrativa. Pubblica amministrazione è qualunque soggetto che è tenuto ad agire secondo i canoni del buon andamento ed imparzialità sintetizzati dall'Art. 97 Cost. E che si sintetizzano nel principio di proporzionalità dell'azione amministrativa come principio generale. I principi generali dell'ordinamento giuridico sono quei principi che connotano l'appartenenza di un ordinamento ad una civiltà giuridica ed abbiamo distinto i principi generali dai principi fondamentali che si distinguono in due categorie ovvero i principi fondamentali della costituzione contenuti primi 12 art Costituzione italiana i quali definiscono la nostra forma di Stato mentre i principi fondamentali delle materie sono frutto di scelte politiche anche cangianti a seconda delle

Art. 1322 Codice civile definisce autonomia contrattuale. Le parti del contratto possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla Legge. “LIBERAMENTE” è espressione di libertà quindi l'attività contrattuale nella quale si esplicano i diritti soggettivi è un'attività libera nel fine e come tale è un’attività normalmente. Il diritto privato è il diritto dei diritti soggettivo e non vi sono interessi legittimi perché sono una pretesa nei confronti della PA. Consta di un'attività che si definisce libera nel fine, non vi è un procedimento che porta a adottare decisioni. É una realtà immotivata. Si definisce di autonomia. Es. Io ho deciso di acquistare una macchina non viene instaurato alcun procedimento. Libera nel fine, non procedimentalizzata e non motivata. Il diritto pubblico è il diritto degli interessi legittimi. L'attività discrezionale è sempre vincolata nel fine, infatti la discrezionalità amministrativa si distingue dall'autonomia perché non è mai un'attività libera in quanto indirizzata per il vincolo nella finalità che l'amministrazione si prefigge di seguire ovvero l'interesse pubblico. Il campo di elezione degli interessi legittimi è un'attività vincolata nel fine definita attività discrezionale che è sempre motivata Art. 3 L. 241/1990 7 agosto 1990 Legge Generale Procedimento Amministrativo Tutti gli atti della PA sono motivati. L'attività del diritto pubblico è vincolata nel fine, procedimentalizzata ed attività sempre motivata. Questo principio viene affermato all'art. 111 Cost. Tutti i procedimenti sono motivati. Si tratta di attività discrezionale se trattata dalla PA in quanto la sua attività è tesa. 25.09. Diritto in senso soggettivo e diritto in senso oggettivo. Il diritto privato è il diritto dell'autonomia privata, dell'azione non procedimentalizza, non motivata. La motivazione del perché si agisce è demandata alla volontà di ognuno di noi. Nel diritto pubblico l'attività è sempre vincolata. In quanto la PA persegue l'interesse pubblico e di carattere generale per cui la sua attività è sempre vincolata ad un fine. L'attività di diritto pubblico è sempre procedimentalizzata ed è sempre motivata. Le posizioni giuridiche soggettive sia di interesse legittimo sia di diritto soggettivo constano di rapporti. I diritti soggettivi relativi sono soggetti determinati (es. creditori e debitori). Il diritto è fatto di rapporti. I romani affermavano che UBIS SOCIETAS legavano l'esistenza del fenomeno giuridico al fenomeno sociale che è nei rapporti intersoggettivi. Il diritto esiste perché deve regolare rapporti tra le persone. Se non ci fossero le persone non esisterebbe il diritto. Se le persone non avessero rapporti non avremmo bisogno di una regolamentazione giuridica. Il diritto è il diritto dei rapporti intersoggettivi. Queste branche tra il diritto pubblico ed il diritto privato la diede un grande giurista romano Upiano nella quale si afferma quanto segue... Il diritto pubblico è ciò che riguardo lo status pubblico delle istituzioni. Il diritto privato è ciò che riguarda l'utilità dei singoli. Il diritto è un diritto che inerisce a rapporti intersoggettivi. I rapporti intersoggettivi possono essere di due tipi: parità (la parti sullo stesso piano e la loro volontà si incontra secondo la logica del consenso) disparità di posizioni e quindi vi è una pare che manifesti una volontà prevalente. Una volontà che crea unilateralmente la disciplina del rapporto giuridica. Nel primo caso il rapporto è fondato sul consenso, nel secondo caso è fondato sull'autorità. Il contratto è l'accordo tra due o più parti. Le parti normalmente sono in una posizione di parità. Si parla di campo di elezione dei diritti soggettivi che si esplicano in una posizione di

manifestazione diretta del titolare o di manifestazione paritaria. É il mondo del diritto privato e soggettivo. Vi è il rapporto nel quale un soggetto, la PA intesa come le disposizioni di cui all'art. 97. Ha una posizione di supremazia degli altri soggetti. É in un rapporto di supremazia che consente alla PA di imporre la sua autorità. É una posizione giuridica di interesse. Si tratta di rapporti che sono fondati sulla parità delle parti o sulla posizione di preminenza di un soggetto pubblico. Nel primo caso il modus agendi è consensuale. Nel secondo caso la PA ha un modus agendi autoritativo. Ipotesi 1. Accordo tra le parti. Il comune attesa la crescita della popolazione scolastico intende realizzare l'edificio scolastico. La giunta comunale dovrà individuare un'area del comune ove realizzare l'edificio scolastico. Pertanto, si riunisce ed individua nel centro cittadino una proprietà privata. Il piano regolatore la prevede come destinata a edifici comuni. Il sindaco ed assessori potranno convocare il proprietario del terreno. Il signore proprietario potrebbe rispondere che vende il terreno, la giunta risponde che è fuori mercato il prezzo richiesto dal proprietario. 200 mila euro prezzo richiesto, 175 mila signore rilancia a 180 mila. Comprato il terreno la trattativa è andata a buon fine. Questa giunta si è comportata bene? Quali strumenti ha utilizzato? L'amministrazione ha utilizzato l'istituto della compravendita. I due contraenti sono divenuti ad un accordo. Pertanto, di fronte ad un notaio hanno rogato. L'amministrazione ha perseguito i suoi interessi. La parte sta cedendo un diritto di proprietà, quindi, deve essere riconosciuto il valore di mercato. Questo non può bastare, da un lato la PA decide di agire in questa maniera se il privato è disposto ad accogliere la richiesta. É richiesto il consenso di entrambe le parti così come stabilito dal contratto art. 1321 COD. CIV. Ipotesi 2. Attività autoritativa. Il privato decide di non vendere o la PA amministrativa non ci pensa nemmeno di mettersi sul piano contrattuale. Dunque, si pone su una condizione di supremazia ed attiva il procedimento espropriativo. Il privato avrà un termine per proporre delle osservazioni e delle memorie. Propone dunque alla PA che il terreno maggiormente idoneo è un altro. Quindi la PA deve valutare i suoi interessi e dovrà valutare se si tratta della migliore scelta discrezionale. Dovrà dare motivazione della scelta nei confronti di quel soggetto che viene inciso dal procedimento espropriativo. Se l'amministrazione non si comporta bene il privato potrà ricorrere ad un giudice amministrativo per fare annullare quel determinato procedimento. Il soggetto privato è sempre tutelato in quanto ha una posizione di interesse legittimo. Quell'atto dovrà essere esente da vizi di legittimità, deve essere legittimo. Un atto è esente da vizi quando rispetta la legge, è emanato dall'autorità competente e la discrezionalità amministrativa è stata correttamente esercitata. I vizi dell'atto amministrativo sono di tre tipi: violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere. Dovrà essere un atto che regola per principi di imparzialità e buon andamento sancito dall'Art. 97 Cost. Ipotesi 3. Eccesso di potere. Verso la fine del '900 in una città Lilla (nord della Francia) emana un'ordinanza nella quale veniva ordinata ai carrozzieri (titolari di carrozze) di accedere al centro cittadino. Vietava questo accesso motivando l'ordinanza con ragioni igienico sanitaria. Le carrozze del trasporto delle persone avvengono con il tiraggio dei cavalli i quali lordano il centro cittadino, pertanto, creano problemi igienico sanitari indi per cui vieto l'accesso al centro cittadino. Questo atto viene emanato dall'autorità competente in quanto il sindaco è autorità sanitaria emanato per ragioni igienico, sanitario. I carrozzieri di Lilla non se ne stanno. Si tratta di un atto autoritativo. Siamo nell'ambito del diritto pubblico. Hanno una posizione qualificata in quanto sono titolari di una licenza ed hanno l'interesse legittimo che quell'atto sia legittimo. I carrozzieri ricevono pertanto un grave danno. Ricorrono al consiglio di Stato francese, l'atto è stato emanato dall'autorità competente per ragioni

h) PERPLESSITA' è l'atto che è incerto, manifesta una volontà non adeguatamente costruita. La PA non può incerta. Detto non detto, non è determinata nella sua convinzione. É un atto dubbioso. i) INDETERMINATEZZA DELL'OGGETTO la PA non indica l'oggetto del provvedere. Non può né generico né indeterminato. l) INGIUSTIZIA GRAVE Atto amministrativo è afflitto dall'ingiustizia grave e manifesta. Un atto è gravemente ingiusto quando secondo la normalità dell'apprezzamento comune (ciascuno di noi) l'atto è iniquo cioè non rispetta le caratteristiche di equilibrio, equità ed esempio che declinano l'imparzialità dell'amministrazione. m) ECCESSO DI POTERE PER DISPARITA' DI TRATTAMENTO è il versante dell'elemento sintomatico dell'eccesso di potere della violazione del principio di uguaglianza costituzionalmente previsto ART. 3 1c. Cost. Il principio di uguaglianza vieta disparità di trattamento. n) SVIAMENTO DI POTERE lo sviamento dell'interesse pubblico rispetto a quello per cui l'atto è preordinato (esempio del sindaco di Lilla). Il privato ha la pretesa giuridicamente assistita a che la PA che interferisca autoritativamente con la sua sfera giuridica lo faccia secondo i principi della buona amministrazione ed imparzialità di cui all'art. 97 Cost. Esempio del privato sulla compravendita con la PA che procede con l'atto espropriativo. La PA che agisce in maniera migliore è quella che procede ad offrire 180 mila anziché 120 mila in quanto si deve sempre tenere conto del fatto l'obiettivo finale è la costruzione della scuola. Se il privato è irragionevole la PA deve procedere con il modello espropriativo. Art. 1 c.1 bis L 7 AGOSTO 1990/241 La PA nell'adozione di atti non autoritativa agisce secondo le norme del diritto privato salvo che la legge disponga diversamente. Deve ovviamente incontrare un privato ragionevole viceversa deve agire secondo le norme del diritto pubblico. La finalità pubblica deve essere perseguita obbligatoriamente. Si dovrebbe cambiare modo di fare diritto ovvero si dovrebbe trovare l'accordo ovvero agire secondo i canoni del diritto privato della compravendita, agire secondo un modello Common law dove si agisce per modelli consensuali in Gran Bretagna. Il modello continentale è ispirato al modello francese. Magna carta libertatum ovvero la Grande Carta delle Libertà 12.06.1215 dal Re Giovanni d'Inghilterra è considerato fondativo dello stato di diritto, in quanto ha posto limiti al poter del sovrano inglese. Il modello inglese è fondato sulla common law fondata sulla consuetudine che si correa a modelli consensuali. La mentalità degli inglesi conviene sulla ragionevolezza delle scelte cosa che in Italia non vi è. Vi sono idee irragionevoli. Produce inefficienza. Le due culture giuridiche ovvero quella britannica e continentale hanno profonde ragioni storico che si traducono in adozioni di metodi di studio diversi da parte della PA che traducono nell'attività amministrativa quei due metodi che derivano da condizioni storiche differenti. Fino ad arrivare al 1789 alla Rivoluzione Francese. La posizione di parità delle parti può capitare che sia apparente, ovvero vi è sempre una parte che impone la sua forma contrattuale. Il rapporto dovrebbe essere paritetico. Incuneamento sempre esteso del diritto privato nel campo dell'agire della PA (diritto pubblico) perché essendo consensuali le consentono di raggiungere prima degli obbiettivi e finalità pubblica. Dall'altro lato ci deve essere l'intervento dell'autorità pubblica tesa a garantire l'accettabile posizione delle due parti per evitare lo strapotere di fatto di una delle due parti ed anche per garantire l'equilibrio. 30.09. La distinzione tra diritto soggetto e diritto oggettivo è rilevante rispetto al riparto della giurisdizione. Queste tre disposizioni utilizzano la parola TUTELA in comune Art. 24 Cost, Art.

103 Cost, Art. 113, La costituzione ha sempre a cuore la concreta attuazione delle sue disposizioni. Queste posizioni giuridiche soggettive ricevono tutela di fronte ad un organo dello Stato che è deputato alla tutela chiamato Giudice. Ai giudici che fanno parte della magistratura è dedicato il Titolo Quarto della Costituzione distinto in due sezioni il primo è dedicato all'ordinamento giuridico soggettivo. Art 101 ad art 110 ed è dedicato all'ordinamento giurisdizione. La seconda parte dall'art 111 all'art 113 è demandato all'esercizio della funzione. La giustizia è amministrata in nome del popolo Art. 101. La giustizia è quella che si dà a chi ha ragione e chi ha torto ha torto. Non vi sono significati etici e ideologici. Art. 102 Apre la disciplina costituzione della funzione giurisdizionale che è la funzione che accorda questa tutela è esercitata da magistrati ovvero coloro che accordano la tutela alle posizioni giuridiche soggettive. Quindi la nostra costituzione dopo aver affermato che la giustizia è amministrata in nome del popolo. Questa funzione di tutela è esercitata da magistrati ordinari. Si parla quindi di un principio della unità della funzione giurisdizionale ovvero è una funzione unica sia quando accorda. Qualunque sia la tutela riferita o a diritti soggetti o ad interessi legittimi ogni giudice deve esercitare la medesima funzione. Comma 2 Non possono essere istituiti giudici speciali o giudici straordinari. Il divieto dell'art 102.c.2 è un divieto teso ad impedire quanto sopra, oltre quelli speciali che la Costituzione già prevede o che siano in funzione rispetto alla Costituzione medesima. Chi sono i giudici speciali e straordinari? La prima distinzione è giudici ordinari/straordinari, la seconda distinzione è giudici ordinari /giudici speciali. Dalle due disposizioni di cui sopra, nel coordinato di queste due disposizioni emergono due disposizioni di cui sopra ovvero la differenza tra i vari giudici. I giudici ordinari sono quelli che sono istituiti e regolati dalle norme dall'ordinamento giudiziario definito in Art. 102 c.1. I giudici straordinari sono quei giudici istituiti al fine di giudicare i rapporti giuridici o fatti sorti anteriormente alla loro istituzione. Nel nostro ordinamento non ci possono essere giudici straordinari per fatti accaduti dopo la loro istituzione Art 25 c.1. Si stabilisce un nuovo principio. Prima distinzione ordinari/straordinari Giudice naturale ovvero nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge cioè il giudice deve essere costituito prima, deve preesistere prima della controversia relativamente a fatti già avvenuti. Nessun soggetto giuridico può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge significa che il giudice di qualunque rapporto giuridico deve preesistere al rapporto giuridico stesso. Non può essere costituito un giudice successivamente al verificarsi dei fatti costitutivi del rapporto giuridico in quanto viola il principio del giudice naturale. Chi sono i giudici speciali? I giudici speciali sono i giudici istituiti e regolati da leggi diverse sull'ordinamento giudiziario ma da leggi che ad essi si riferiscono. I giudici ordinari sono i giudici istituiti e regolati dalla legge sull'ordinamento giudiziario. Elementi in comune tra giudici ordinari e giudici speciali la seconda distinzione è accomunata dal fatto che i pur sempre di giudici si tratta. La funzione che loro svolgono è unica. Che cosa accomuna giudici ordinari e giudici speciali? I giudici siano essi ordinari siano essi speciali sono organi dello Stato che accordano/esercitano la tutela giurisdizionali degli interessi legittimi e degli elementi giuridici soggettivi. Hanno una triplice caratteristica che si accomuna ovvero INDIPENDENZA.

L'esercizio della funzione giurisdizionale si caratterizzano per la terzietà del giudice rispetto alle parti che contro vertono di fronte a lui ed imparzialità. Indipendenza istituzionale Art. 104 – 105 La Magistratura è un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere. Vi è indipendenza di carattere istituzionale in relazione agli altri poteri dello Stato (potere legislativo, potere governativo) i quali non hanno potere di influenza sulla magistratura. Come viene garantita? Questa indipendenza istituzionale è garantita tramite organo di autogoverno della magistratura, relativamente alla magistratura ordinaria abbiamo il CSM. Il consiglio superiore della Magistratura non è un giudice, quindi, non è organo giurisdizionale. É organo di autogoverno. La composizione del CSM. É presieduto da tre membri di diritto e la costituzione esprime il rapporto 2/3 16 ed 8 membri ovvero 24 elettivi. I tre membri di diritto sono il Presidente della Repubblica che lo presiede, Primo Presidente della Corte di Cassazione ed il Procuratore Generale della Corte di Cassazione. I membri elettivi sono in totale 24 di cui 16 sono eletti da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, 1/3 ovvero 8 membri laici sono eletti dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari in materie giuridiche ed avvocati dopo 15 anni di esercizio professionale. La ragione di questa composizione diversificata è quello di creare un organo autorevole e che crei una sorta di corporazione della magistratura. Essa deve rispondere all'opinione pubblica, la magistratura deve esercitare la sua funzione evitando di cadere in dinamiche corporative ed auto referenziato. Viene eletto un vicepresidente del CSM è un membro laico scelto tra coloro che sono designati dal Parlamento in seduta comune ogni quattro anni. I membri elettivi durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili e non possono essere iscritti agli albi professionali. Non possono fare parte né del parlamento né del consiglio regionale. In quanto vi è incompatibilità con altri poteri politici. É organo che è indipendente. La composizione prevede l'equilibrio garantistico. Si tratta di organo costituzionale presieduto dal Capo dello Stato. Funzione di autogoverno della Magistratura. Il CSM ha funzione di autogoverno della Magistratura. La prima funzione e attribuzioni aderenti la carriera dei magistrati mentre la seconda si esprime nella disciplinare. Art. 105 Cost. Sono di competenza del CSM le assunzioni tramite concorso, le assegnazioni ad una funzione o ad una sede, dei trasferimenti in altre sedi, (art. 107 c1. Inamovibilità del giudice) oppure le promozioni. Sono tutte decisioni assunte dal CSM nell'esercizio delle sue funzioni di autogoverno. DOMANDA. Come vengono nominati i magistrati? I magistrati ordinari sono nominati con DPR controfirmato dal ministro della Giustizia su delibera conferme del CSM. Assegnazioni e promozioni Tra i magistrati preposti alla responsabilità dell'ufficio (tutti i presidenti dei Tribunale, tutti i Presidenti delle Corti D'Appello, Presidente di Cassazione, ecc. ecc.), sono i magistrati ordinari di vertice dal punto di vista della posizione ed anche come responsabilità organizzativa dell'ufficio. Non vi è alcun rapporto gerarchico e sono a capo degli uffici giudiziari a cui essi appartengono.

Il responsabile degli uffici, cancellerie, segreterie ed apparato servente del Palazzo di Giustizia. In ogni ufficio vi sarà un responsabile. Queste funzioni organizzative non sono di natura giurisdizionale ma decidono come organizzare l'ufficio. Sono funzioni organizzative che possiamo ricomprendere nell'esercizio della funzione giurisdizionale che viene inquadrata nell'ambito della funzione amministrativa. Art. 110 Cost. Ferme quelle spettanze (competenze) dell'Art. 105, spettano al Ministro della Giustizia i servizi di cui consta quell'apparato servente di esercitare la funzione giurisdizionale. In ogni ufficio giudiziario il responsabile di quei servizi è il Presidente del Tribunale. I Presidenti dei Tribunali, delle Corte D'Appello sono organi di vertice, ovvero che presiedono i collegi, ed è anche responsabili del funzionamento dei servizi relativi alla giustizia in ordine alla loro organizzazione. Per le assegnazioni, trasferimenti, promozioni è una competenza in capo al CSM, per quanto riguarda l'apprestamento di quei servizi necessari affinché i magistrati possano svolgere le loro funzioni la competenza è in capo al Ministro della Giustizia così come stabilito dall'Art. 110 Cost. La duplice qualità è tipica dei magistrati di vertice, ovvero sia per giudicanti ovvero i presidenti Tribunale e sia per la magistratura requirente ovvero il Procuratore Capo, Procuratore Generale presso la Corte D'Appello ed il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione. DOMANDA. L'esercizio di questa duplice funzione ha avuto qualche influenza con la sua nomina? Come fluisce questa duplice funzione in capo ai magistrati di vertice all'atto della nomina? 06.10. Questi magistrati si distinguono per essere a capo degli uffici giudiziari a quali sono assegnati anche per quanto attiene all'apparato servente ovvero per tutti quei servizi che dipendono dal Ministro della Giustizia. Quindi per questi magistrati si pone l'esigenza che intervenga il Ministra della Giustizia, in quanto sono responsabili dei loro uffici in relazione all'espletamento della funzione giurisdizionale. Questa partecipazione del ministro della giustizia si definisce con un atto che è denominato Concerto L'unico ministro citato nella Costituzione è quello della Giustizia (art. 110, art. 107 c2). Relativamente ai capi degli uffici giudiziari la loro nomina avviene con DPR controfirmato dal Ministro della Giustizia, previa deliberazione conferme del CSM assunta di concerto con il Ministro della Giustizia. Nella commissione nomine viene proposta la nomina a capo di un ufficio. Una volta che la commissione nomine ha individuato il nome lo sottopone al plenum, ma prima di fare ciò chiede al Ministro della Giustizia il concerto ovvero l'assenso in relazione a quelle funzioni di organizzazione e di funzionamento dell'amministrazione della giustizia e che saranno di responsabilità di quel nominato. É un atto di assenso che è definito concerto. Esempio. Competono alla Presidenza del Tribunale di Firenze 5 magistrati. La commissione nomine esamina i curricula e sceglie un nome Paolo Rossi. Se fosse un magistrato qualsiasi che esercita la funzione giurisdizionale presso un ufficio giudiziario (differenziarlo dai magistrati direttivi) il plenum del CSM delibera, il Presidente della Repubblica emana il decreto di nomina che viene controfirmato per responsabilità dal Ministro della Giustizia. Quando si procede alle nomine dei capi degli uffici direttivi ovvero Presidenti o Procuratori Capi, la commissione nomine prima di proporre al plenum il candidato meritevoli, con la proposta chiede se sul conto del magistrato Paolo Rossi c'è il concerto del Ministro della Giustizia. Se il Ministro della Giustizia esprime un parere negativo ovvero non c'è concerto la commissione nomine non insiste e cambierà nomina su Dario Bianchi. Il concerto condiziona la nomina. Dal punto di vista del diritto. La commissione ha ricevuto il concerto su Dario Bianchi ed il diniego di Paolo Rossi da parte del MdG. La commissione può convenire con il Ministro e la valutazione

collaborazione. Ciascuno dei due organi deve restare nell'ambito delle sue competenze costituzionalmente previste 105 e 110 Cost. L’attività di concertazione deve avvenire in tempi ragionevoli e deve essere ispirata a quel principio, deve essere motivata la scelta. L’ultima parola spetta al CSM, chi difetta di ragionevolezza in questo procedimento sbaglia quindi cambia l'esito del conflitto se difetta il Ministro, il Csm prevale, se difetta il CSM il Ministro nega il concerto. Principio di leale collaborazione è il principio generale dell'ordinamento giuridico ovvero il principio di buona fede nel diritto pubblico ovvero ciascuno degli organi costituzionali deve essere animato da spirito collaborativo al fine di arrivare al risultato migliore avendo l'obiettivo comune di nominare il migliore candidato alla presidenza di quell'ufficio. Sentenza 379/1992 della Corte costituzionale Dato normativo è la sentenza che dà atto a Pag. 4 Art. 11 III comma legge 195/ 1958 riguarda il conflitto di attribuzione sollevato dal Consiglio Supremo della Magistratura verso il divieto di concerto del Ministero della Giustizia sulla nomina del Presidente della Corte d’Appello di Palermo (ufficio direttivo) Articolo 11, III Comma, Legge 195/ Sul conferimento degli uffici direttivi (presidenti e procuratori capi), il Consiglio Superiore della Magistratura delibera, su proposta del Ministro di Grazia e Giustizia una commissione formata da 6 dei suoi componenti: 4 eletti dai Magistrati, 2 eletti dal Parlamento Dipendono dal Ministro l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia. “Sul conferimento degli uffici direttivi il Consiglio delibera su proposta, formulata di concerto con il Ministro di Grazia e Giustizia, di una commissione da sei dei suoi componenti, di cui quattro eletti dai magistrati e due eletti dal Parlamento” Che cosa è il concerto? Non è né un parere né un accordo. Se fosse un parere da parte del Ministro sarebbe un parere obbligatorio e non vincolante e la decisione sarebbe sempre in capo al CSM, se fosse un accordo la decisione dipenderebbe dall’assenso condizionante del Ministro. A pag. 5 della sentenza si afferma ciò: questa Corte costituzionale ha escluso che il Ministro non può avere un ruolo superiore rispetto al CSM, in quanto minerebbe il ruolo del potere della giustizia. Violerebbe il principio di indipendenza pertanto sarebbe incostituzionale. Se si intende concerto come accordo allora sarebbe incostituzionale, in quanto attribuirebbe al Ministro un potere troppo condizionante per la nomina. Esclude che il concerto voglia dire accordo, perché se desse quella accezione allora significherebbe dare un potere di veto al Ministro, sulla nomina. Sarebbe incostituzionale. In base agli art. 105, 110 Cost, esiste un criterio specifico di correttezza e collaborazione, tra CSM e Ministro, per cui il modo procedimentale (concerto) deve essere svolto nel pieno rispetto del principio costituzionale di leale cooperazione. Se anche non addivenissero ad un concerto sia la commissione del CSM ed il Ministro sono tenuti a confrontarsi tenendo conto della finalità pubblica. Come devono lavorare Commissione e Ministro affinché rispettino i due principi? Devono agire in modo serio, approfondito, esaudiente e costruttivo. Se il Ministro non dà il concerto significa che non vi è intesa sull’esercizio del potere, in ogni caso quando la valutazione preliminare della Commissione incontrasse un ostacolo da parte del Ministro, nel senso che secondo lui quel candidato non risponde a quei requisiti capacitativi sotto il profilo della funzione organizzativa degli uffici giudiziari  il dovere di discussione ricadente sull’autorità che procede comporta che si realizzi in tempi ragionevolmente brevi un serio tentativo di superare le divergenze attraverso il dialogo, articolato nello schema proposta del CSM-risposta Ministro, replica CSM-controreplica del Ministro. Per il principio di leale cooperazione , ed in particolare della correttezza le parti non possono dare luogo ad atteggiamenti dilatori, ambigui, incongrui, pretestuosi o insufficientemente motivati, in maniera tale che il confronto tra di essi possa avvenire

sulla base di correttezza. Principio di leale cooperazione tra i poteri è dato dalla sintesi della sintesi tra collaborazione e correttezza che si traducono nella buona fede dell’agire di qualunque persone in ogni rapporto. Il dovere di reciproca collaborazione comporta che se l’attività di concertazione deve giungere alla convergenza tra le parti allo stesso tempo il rifiuto del Ministro deve essere motivato. Quando il Ministro avrà motivato il diniego di concerto spetterà al plenum del CSM la decisione tenendo conto delle argomentazioni del Ministro e se insisterà sulla proposta della Commissione, superando il diniego di concerto del Ministro dovrà motivare la sua scelta. Ritornando al caso Paolo Rossi è nominato dal Presidente della Repubblica con nomina controfirmata dal Ministro della Giustizia, presidente del Tribunale di Firenze. L’altro candidato Dario Bianchi ritenga che possa essere leso un suo interesse legittimo, ovvero che la nomina avvenga in maniera corretta osservando la legge, relativamente ai provvedimenti di status (art. 105 Cost). Dario Bianchi chiederà l’annullamento dell’atto di nomina di fronte TAR, il regime di impugnazione degli atti relativi allo status dei magistrati (promozioni, trasferimenti, assegnazioni e assunzioni) è di fronte al giudice amministrativo. Se il CSM supera immotivatamente il diniego di concerto del Ministro, DB potrà impugnare l’atto di nomina di PR al TAR Lazio e Consiglio di Stato in secondo grado, in quanto immotivato, l’atto sarebbe illegittimo. Art. 113 2. Cost. Non può essere esclusa o limitata. Il potere pubblico ha due caratteristiche in un sistema democratico :  Limitato ovvero ha dei limiti indicati nella Costituzione, se è un potere pubblico di rango non costituzionale lo si ritrova nelle leggi, ma vi sarà una disposizione costituzionale che detterà i principi che devono essere rispettati. Limitazione oggettiva.  Temporaneo ha un tempo per il suo esercizio e scaduto quel tempo, in capo a quella persona non esiste più. Temporaneità soggettiva. Responsabilità disciplinare Ipotesi 1 Un magistrato che in udienza spara con arma da fuoco una parte commette un illecito penale, commette un illecito civile (art. 2043 cod. civ.), commetto un illecito amministrativo nei confronti dello Stato che dovrà risarcire il soggetto poiché arreca un danno allo Stato, illecito disciplinare ed ha violato inoltre le regole della correttezza. Ipotesi 2. Un giudice fissa l’udienza alle ore 09.00 dal Lunedi al venerdì. Ogni giorno che passa non arriva mai puntuale. Non ha commesso un illecito penale, non ha commesso un illecito civile, non ha commesso un illecito amministrativo ma ha responsabilità disciplinare. Si tratta del principio dell’autonomia della responsabilità disciplinare che è compito del CSM accertare. La responsabilità disciplinare mira a tutelare la deontologia professionale ovvero le regole della correttezza nell’esercizio delle attività professionale di rilievo pubblico. Art. 33 5. Cost. Prevede un esame di abilitazione nel quale l’ordinamento riscontra una capacità e una competenza, una conoscenza ed un corrispondente onere di serietà. L’articolo 33 della Costituzione è dedicato ai rapporti etico sociale ed è inserito nel titolo secondo della prima parte della costituzione. Il primo Titolo della prima parte Costituzione è quello da art. 13 al 28 ed è dedicato ai rapporti civili, il secondo Titolo dall’art. 29 all’art.34 è dedicato ai rapporti etico sociale, Titolo terzo dall’art. 35 all’art. 47, titolo quarto della Costituzione dedicato ai rapporti politici dal 48 al 54. L’articolo 33 5. che è una disposizione costituzionale inserita nei rapporti etico sociali, titolo secondo della prima parte della Costituzione. È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole e per la conclusione di esse, quindi è la costituzione che prevede che dalla terza media e la prima superiore si fa l’esame di Stato. È necessario un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale. Non basta la laurea, in ragione della qualità dell’esercizio

I giudici speciali sono giudici istituiti e regolati dalla legge speciale. (giudice amministrativo, contabile, militare). In questa categoria viene identificata la categoria dei giudici amministrativi. Essi sono giudici speciali in quanto sono regolati dalle leggi speciali. Sono i giudici degli interessi legittimi ed in particolari materie dei diritti soggettivi. Art. 103 1.c. I giudici ordinari sono i giudici dei diritti soggettivi. I giudici amministrativi regolati da leggi speciali sono i giudici degli interessi legittimi e sono in alcune materie dei diritti soggettivi. Terza risposta a chi sono i giudici ordinari, speciali ed amministrativi: Giudici ordinari- Ramo civile Si occupano di diritti soggettivi in ambito civile. Giudici di primo grado. Giudice di Pace, Tribunale. La competenza per entità modesta è il GDP. Secondo grado: Tribunale, Corte d'appello è il giudice d'appello avverso le sentenze del tribunale. Terzo grado: Corte di cassazione Sez. Civili. è il giudice di legittimità delle sentenze Giudici ordinari-Ramo Penale 1 Grado: giudice di pace, tribunale, corte d'assise. A seconda della competenza in merito alla gravità 2 Grado: Le sentenze penali del giudice di pace si appellano in Tribunale, le sentenze penale del Tribunale si appellano in Corte d'Appello, le sentenze penali della Corte d'Assise si appellano alla Corte d'Assise d'Appello. 3 Grado Corte di cassazione tre sezioni penali. I giudici speciali Giudici amministrativi: I giudici amministrativi sono giudici speciali. Sono i giudici degli interessi legittimi ed in alcune materie dei diritti soggettivi. 80/1998 La risposta analitica: Art. 125 Cost. Nella regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado. Sono i tribunali amministrativi regionali che sono quelli di primo grado. La loro garanzia di esistenza è sancita dall'art. 125 2c della Costituzione. Sono istituiti con legge della Repubblica. Sono organi dello Stato. É funzione riservata allo stato. Art. 117 Cost. 1c. La lettera l. Lo stato ha legislazione esclusiva. Si tratta di potestà legislativa riservata allo Stato in via esclusiva. Tribunale Amministrativo Regionale è uno in ogni capoluogo di regione che ha competenza territoriale sul territorio di una regione, tranne alcuni determinati casi. Ci sono le seguenti Regioni che hanno una sezione diversa, vi sono le sedi distaccate: Lombardia (due sedi che sono a MILANO e BRESCIA la quale ha giurisdizione a Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona si occupa delle controversie riguardanti queste Province). Trentino-Alto Adige: TAR di Trento e TAR di Bolzano Emilia-Romagna: TAR di Bologna e TAR di Parma. Lazio: TAR di Roma la competenza è su tutta la giurisdizione nazionale dei TAR e TAR di Latina. Abruzzo. TAR Aquila e Pescara. Sicilia: TAR Palermo e Catania Campania: TAR Napoli e Salerno Calabria: TAR Catanzaro e Reggio Calabria. Il giudice amministrativo d'appello è il Consiglio di Stato Art. 103 1c è giudice amministrativo d'appello. Si compone di sei sezioni e la sezione atti normativi che ha funzione consultiva. Art. 100 1c. Si occupa del consiglio di Stato. É organo di consulenza giuridico amministrativo ed è organo di tutela della giustizia dell'amministrazione. Il Consiglio di Stato nasce con Carlo Alberto come organo di consulenza del potere sovrano. Altri giudici speciali (rispetto quelli amministrativi)

Sono indicati dalla Costituzione all'Art. 103. VI Disposizione transitoria e finale. Non possono essere istituiti giudici speciali e giudici straordinari. Giudici speciali sono la Corte dei conti che ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica, giudizi di conto (responsabilità erariale). Il loro dominio è sugli interessi legittimi e su alcuni diritti soggettivi. Il dominio dei diritti soggettivi lo hanno i giudici ordinari. Il giudice ordinario ha il dominio dei diritti soggettivi. Il giudice amministrativo che sono speciali rispetto al giudice ordinario ed ha il dominio sugli interessi legittimi. Tutti gli altri giudici speciali hanno giurisdizione per determinati competenze (materie). La posizione giuridica soggettiva è la nostra sfera di interesse che richiede delle tutele. La loro giurisdizione è legata all'entità del loro dominio. Il giudice ordinario è giudice dei diritti soggettivi. Il giudice amministrativo ha competenze in particolari materie nel campo dei diritti soggettivi. Chi sono gli altri giudici speciali? Hanno una giurisdizione che è incardinata per materie. Corte dei conti, Tribunali Militari (Art. 103 2-3c). Giudici Tributari, Tribunale superiore delle Acque Pubbliche, Commissari agli usi civili. Lettura della sentenza Corte costituzionale 5 luglio 204/2004; 12.10. Corte dei conti (art. 103) Ha giurisdizione in materie di contabilità pubblica e da quelle specificate dalla legge. È giudice contabile ed è strutturata in sezioni regionali presenti in ogni capoluogo di regione e sezioni centrali della Corte dei conti che hanno giurisdizione d’appello avverso le sentenze emanate dalle sezioni regionali della Corte dei conti. Nell’art 100 2. Cost. sono indicate altre funzioni. Vi sono sezioni giurisdizionali che sono quelle del giudice contabile ed accanto ad esse vi sono sezioni di controllo in quanto esercita il controllo preventivo della legittimità degli atti del Governo rispetto agli aspetti di copertura finanziaria e successivo sul bilancio dello Stato e sulla gestione finanziaria di enti a cui lo Stato contribuisce. Tribunali Militari (art. 103) In tempo di guerra hanno una giurisdizione stabilita dal Codice penale militare di guerra e durante tempi di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze Armate. I tribunali militari hanno dislocazione interregionale. Vi è un grado di appello. Avverso le sentenze delle Corte d’Appello dei Tribunali militari si può ricorrere alla Corte di cassazione. Primo Grado Tribunali penali militari Secondo Grado  Corte d’appello militari Terzo Grado  Corte di Cassazione Altri giudici speciali non indicati direttamente in Costituzione, la sesta disposizione transitoria prevedeva che entro cinque anni dall’entrata in vigore dovevano essere revisionati.  Commissioni tributarie si occupano di giudicare le controversie in materia di imposte, tasse e tributi, hanno sede nei capoluoghi di provincie ovvero le commissioni provinciali in primo grado, commissioni tributarie regionali (giudice d’appello) in secondo grado ed in terzo grado la Corte di Cassazione come giudice di legittimità.  Tribunale superiore delle acque pubbliche è un giudice che è disciplinato dal Testo Unico sulle acque pubbliche. Il già menzionato tribunale è strutturato in questo modo, relativamente alle materie comportanti la decisione su diritti soggettivi il Tribunale superiore acque pubbliche è giudice d’appello rispetto alle sentenze dei Tribunali regionali delle acque pubbliche che è una sezione specializzata di primo grado della Corte d’Appello che è un giudice ordinario che sono