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Le riserve di legge in Italia: tipi, funzioni e limiti, Appunti di Diritto Costituzionale

Le diverse tipologie di riserve di legge in Italia, come le riserve di legge di assemblea, parlamentare, ordinaria e implicita. Viene inoltre discusso come le fonti costituzionali siano prioritarie sui disegni di legge e come le leggi delega e i regolamenti governativi siano fonte di rango secondario. Il documento illustra anche i limiti della libertà imprenditoriale e la supremazia della costituzione sui decreti legge.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/04/2022

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Diritto Costituzionale
Criterio cittadinanza: in Italia prevale il legame di sangue, nessuno può essere privato della cittadinanza per
motivi politici. A capo la cittadinanza in materia riservata esclusivamente allo Stato (riserva di legge). A capo
la nostra costituzione poco dice sulla cittadinanza, ma più sul tema dello straniero:
L’articolo 10 secondo comma fa riferimento allo straniero e affida alla legge la sua situazione giuridica
quindi la condizione giuridica dello straniero deve essere disciplinata dalla legge in conformità con le
normative internazionali, il legislatore quindi non ha pagina bianca la costituzione infatti dice che la
situazione dello straniero deve essere regolamentata in conformità con i trattati internazionali. L’articolo
10,3 comma ci presenta un esempio specifico di straniero, ovvero colui che nel suo paese non può
esercitare dei diritti fondamentali, libertà democratiche, ha diritto d’asilo all’interno della Repubblica
italiana.
Tra popolo (cittadini) e straniero devono esserci differenze se no viene a mancare il “popolo” che alla base
(elemento costitutivo) dello Stato.
Sia l’articolo 10,3 comma e il 2 comma sono delle riserve di legge.
L’articolo 10, ultimo comma dice che non ha messo l’estradizione dello straniero per reati politici.
L’articolo 26 ci dice che l’estradizione del cittadino è possibile solo ove ci sono dei patti bilaterali tra gli Stati
(commerciali internazionali)
La legge costituzionale numero 1 del 1967 dispone che il genocidio non costituisce un reato politico, per cui
“Il terrorismo politico può portare alla revoca della cittadinanza” sapendo che l’articolo 22 ci dice “nessuno
può essere privato per motivi politici della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.”
Cittadinanza del U.E. (Cittadino europeo). La cittadinanza europea si acquisisce nel momento in cui
acquisisco la cittadinanza di uno Stato membro(27 stati)
Essere cittadino europeo ci dà il diritto di eleggere i nostri rappresentanti nel parlamento europeo e ci
permette libera circolazione all’interno dell’Unione Europea, senza quindi permesso di soggiorno (del
destinata agli stranieri al di fuori dell’unione).
Lo stato di cittadinanza italiana lo abbiamo a prescindere dalla nostra residenza, anche se non so parlare
non sono mai stato in quel paese, per cui posso votare alle elezioni statali (articolo 48 dice che tutti i voti
hanno lo stesso peso)
Popolo: insieme di cittadini
Popolazione: numero di persone che abitano il territorio
Stati pluri nazionali: Stati non omogenei dal punto di vista culturale, linguistica, etnico (per esempio tutti i
paesi europei fatta eccezione forse del Portogallo)
Nazione quindi è più un termine sociologico, nell’articolo nove secondo comma viene utilizzato il termine
nazione e anche nell’articolo 67 viene utilizzato il termine nazione: “ogni membro del parlamento
rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato chiuse”, a però più un
eccezione di rappresentanza degli interessi dei cittadini.
22/9/21
La generalità degli Stati sono più di nazionali, cioè riconoscono al loro interno cittadini con differente etnia,
razza, lingua e religione.
Dall’articolo sei e vinciamo che il nostro costituente abbia voluto “dare delle garanzie“ alle minoranze
linguistiche
(L’articolo sei fa parte dei “principi fondamentali“).
Ma all’inizio non doveva essere così importante ma spostato venne successivamente, si riconosce il
pluralismo sociale che caratterizza la nostra comunità e l’articolo sei voleva garantire il principio pluralista.
Nell’articolo due questo principio trova una cornice ideale.
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Scarica Le riserve di legge in Italia: tipi, funzioni e limiti e più Appunti in PDF di Diritto Costituzionale solo su Docsity!

Diritto Costituzionale Criterio cittadinanza: in Italia prevale il legame di sangue, nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici. A capo la cittadinanza in materia riservata esclusivamente allo Stato (riserva di legge). A capo la nostra costituzione poco dice sulla cittadinanza, ma più sul tema dello straniero: L’articolo 10 secondo comma fa riferimento allo straniero e affida alla legge la sua situazione giuridica quindi la condizione giuridica dello straniero deve essere disciplinata dalla legge in conformità con le normative internazionali, il legislatore quindi non ha pagina bianca la costituzione infatti dice che la situazione dello straniero deve essere regolamentata in conformità con i trattati internazionali. L’articolo 10,3 comma ci presenta un esempio specifico di straniero, ovvero colui che nel suo paese non può esercitare dei diritti fondamentali, libertà democratiche, ha diritto d’asilo all’interno della Repubblica italiana. Tra popolo (cittadini) e straniero devono esserci differenze se no viene a mancare il “popolo” che alla base (elemento costitutivo) dello Stato. Sia l’articolo 10,3 comma e il 2 comma sono delle riserve di legge. L’articolo 10, ultimo comma dice che non ha messo l’estradizione dello straniero per reati politici. L’articolo 26 ci dice che l’estradizione del cittadino è possibile solo ove ci sono dei patti bilaterali tra gli Stati (commerciali internazionali) La legge costituzionale numero 1 del 1967 dispone che il genocidio non costituisce un reato politico, per cui “Il terrorismo politico può portare alla revoca della cittadinanza” sapendo che l’articolo 22 ci dice “nessuno può essere privato per motivi politici della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.” Cittadinanza del U.E. (Cittadino europeo). La cittadinanza europea si acquisisce nel momento in cui acquisisco la cittadinanza di uno Stato membro(27 stati) Essere cittadino europeo ci dà il diritto di eleggere i nostri rappresentanti nel parlamento europeo e ci permette libera circolazione all’interno dell’Unione Europea, senza quindi permesso di soggiorno (del destinata agli stranieri al di fuori dell’unione). Lo stato di cittadinanza italiana lo abbiamo a prescindere dalla nostra residenza, anche se non so parlare non sono mai stato in quel paese, per cui posso votare alle elezioni statali (articolo 48 dice che tutti i voti hanno lo stesso peso) Popolo: insieme di cittadini Popolazione: numero di persone che abitano il territorio Stati pluri nazionali: Stati non omogenei dal punto di vista culturale, linguistica, etnico (per esempio tutti i paesi europei fatta eccezione forse del Portogallo) Nazione quindi è più un termine sociologico, nell’articolo nove secondo comma viene utilizzato il termine nazione e anche nell’articolo 67 viene utilizzato il termine nazione: “ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato chiuse”, a però più un eccezione di rappresentanza degli interessi dei cittadini. 22/9/ La generalità degli Stati sono più di nazionali, cioè riconoscono al loro interno cittadini con differente etnia, razza, lingua e religione. Dall’articolo sei e vinciamo che il nostro costituente abbia voluto “dare delle garanzie“ alle minoranze linguistiche (L’articolo sei fa parte dei “principi fondamentali“). Ma all’inizio non doveva essere così importante ma spostato venne successivamente, si riconosce il pluralismo sociale che caratterizza la nostra comunità e l’articolo sei voleva garantire il principio pluralista. Nell’articolo due questo principio trova una cornice ideale.

Concretamente e storicamente parlando, sono state le regioni (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige) a prendere delle misure per garantire le minoranze linguistiche. Queste tre regioni utilizzavano diversi strumenti di garanzia:

  • Rapporti della lingua con la legislazione
  • Possono tradursi nell’attribuzione di seggi negli organi rappresentativi alle minoranze linguistiche
  • Costituzione di organi con funzioni consultive che aiuti l’organo legislativo
  • Studio a scuola della lingua Queste tre regioni sono “speciali“, giuridicamente parlando vuol dire che questi dispongono di uno statuto che è tecnicamente parlando: “legge costituzionale“. Godono di una particolare autonomia. Lo statuto è la “”carta fondamentale“” a livello regionale, questo statuto è approvato con legge costituzionale. L’articolo 116,1 comma: ci sono delle regioni la cui autonomia è data da uno statuto adottato con legge costituzionale Tutte le regioni hanno uno statuto ma viene adottato con leggi regionale. Avere statuto approvato con legge costituzionale vuol dire che ho adottato secondo la procedura indicata nell’articolo 138. [Quando parliamo di leggi costituzionali dobbiamo parlare di “fonti costituzionali“, non “fonti primarie“] Queste regioni speciali hanno maggiore autonomia che favorisce l’adozione di norme di tutela per le minoranze linguistiche. In base all’articolo 117, 4 comma spetta alle regioni la piena potestà legislativa in tutte le materie che non sono di competenza dello Stato, l’articolo 117, 2 comma specifica le materie riservate allo Stato. L’articolo 117,3 comma ci dice quali sono le materie legislative delle regioni concorrenti con lo Stato. Le regioni speciali possono derogare al sistema di distribuzione dell’articolo 117 in quanto hanno uno statuto speciale che è una legge costituzionale, quindi possono derogare al sistema di distribuzione dell’articolo 117 (“fonti di parigrado possono applicare una deroga“). Le regioni speciali hanno all’interno dello statuto completamente la materia “istruzione” Che per tutte le altre regioni materia di competenza dello Stato. Nelle province autonomi di Bolzano e Trento è garantita almeno un seggio alla minoranza Ladina , quindi scartano il principio che chi ha più voti a un seggio.quindi, sei un ladino non raccoglie abbastanza voti prende un seggio da quello che era l’ultimo che era riuscita ad avere un seggio. Le regioni hanno derogato all’articolo 122, è una deroga di uno dei principi fondamentali e democratici ma è stata giustificata con il principio pluralista per cui abbiamo una torsione del principio di uguaglianza del voto a tutela del pluralismo. Le regioni speciali vengono istituite nel 1948 mentre quelle normali nel 1970. La prima legge dello Stato sulle minoranze linguistiche è stata adottata solo nel 1999, cinquant’anni dopo la costituzione (legge 482 del 1999). Questa legge indica quali sono le minoranze linguistiche storiche nel nostro paese, quindi non le minoranze recenti (es.Albanesi in Calabria-Puglia). Da questo elenco è stata rimossa una grande minoranza, la lingua dei rom e dei Sinti; Questo però non esclude che comunque questo gruppo di persone non venga aiutato e non gli vado incontro. Tutto questo tema delle minoranze è perfettamente coerente con l’articolo 3,1-2 comma che vieta la discriminazione verso chiunque per qualsiasi motivo e deve dare a tutti le stesse opportunità. L’articolo 3,2 comma parla di Repubblica e non di Stato, in quanto gruppo comunitario, non solo lo Stato in quanto organo politico interno. 21/9/

Budin descrive la sovranità, gli Stati però adesso hanno la sovranità però stiamo assistendo alla limitazione della sovranità. Anche nel testo costituzionale ne abbiamo testimonianza, l’articolo 11,2 parte dice che l’Italia consente alle limitazioni di sovranità che assicuri la pace e la giustizia, al pari degli altri Stati. L’articolo 11 è stato introdotto dai costituenti pensando alle Nazioni Unite(le organizzazioni delle Nazioni Unite non ci sono mai riuscite a formare un esercito comune). L’articolo 11 è stata la disposizione costituzionale che ha legittimato e che ha portato alla C.e.e.(1957) all’adesione dell’Italia, perché il sistema dell’Unione Europea è un’organizzazione istituzionale con la propria istituzione con trattati internazionali e c’è un obbligo di rispettare i trattati internazionali che quindi non è una limitazione di sovranità. L’ordinamento dell’unione disegna una situazione in cui fonti entrano a far parte direttamente nel nostro ordinamento, in caso di contrasto fra norme di legge e norma di regolamento dell’Unione Europea, il giudice disapplica le norme di legge e applica le norme dell’unione. Questo significa che la legge (prodotta dal parlamento che è l’organo esercente la sovranità) cede ad una norma che non ha legittimazione democratica.il comando che proviene dall’organo che esercita la sovranità e più di tutti si avvicina al sovrano di sovranità, cede a norme che non hanno collegamento diretto con il popolo, limitazioni costituzionalmente imposta quindi non è un “annichilimento” della sovranità ma è essa stessa che si auto impone questi limiti. [Bordin riconosceva la sovranità se quello Stato poteva battere moneta, quindi l’€ sarebbe contro la sovranità.] Dall’Unione Europea si può recedere, quindi vediamo come questa limitazione si autodeterminata e reversibile. C’è chi lo vedeva come un passaggio irreversibile (Federalizzazione degli Stati Uniti). Problema di titolarità esercizio della sovranità. L’articolo 1,2 comma dice che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della costituzione. Nel nostro sistema esistono strumenti di democrazia diretta ma il nostro sistema costituzionale predilige la democrazia rappresentativa L’ ominus del sistema è il parlamento che si costituisce attraverso l’elezione diretta della sovranità (popolo). La democrazia diretta metteva timore costituenti poiché avevano visto il popolo (la massa specificatamente) e quanto potesse essere manipolata facilmente (Populismo). La costituzione è del 1948, ma la legge che permetteva di indirre un referendum abrogativo è del 1970; anno in cui viene approvata anche la legge del divorzio, Legge controversa, osteggiata dal partito di maggioranza e opposizione, ma che poi ottiene la maggioranza dei voti, il governo lascia che con un referendum il popolo votasse convinto che il popolo fosse ancora legato ai vecchi valori. Il popolo è il titolare della sovranità che però è limitata dalla costituzione. Articolo 101 dice aperte “la giustizia è amministrata in nome del popolo“.

Forma di Stato: È la risulta del modo in cui gli elementi costitutivi dello Stato si combinano, regolano i rapporti tra governanti e governati. “Forma di Stato” è diverso da “Forma di Governo” (riguardano i rapporti fra gli organi titolari di un indirizzo politico Es. parlamento-senato) Una forma di Stato ad esempio è il rapporto fra sovranità e territorio, come la sovranità si riparte sul territorio: * Stato Unitario centrale: centrato da una parte (Francia) * Stato regionale: (italia) * Stato federale: (usa) Nello Stato unitario la sovranità risiede solo negli organi dello Stato centrale, non può essere ripartito territorialmente. Nello Stato regionale le articolazioni Sub-nazionali dispongono di autonomia, gli Stati regionali sono l’esito di decentramento di Stati unitari centrali. Nello Stato federale vediamo degli Stati indipendenti che decidono di, devolvere, cedere parte della loro sovranità a una sovrastruttura che è la Federazione. In un ordinamento federale le autorità originali dispongono di funzioni tipiche del potere legislativo. 28/9/ Gli Stati federali sono composti da comunità Sub-federali. Per capirlo andiamo a verificare se: * Le Comunità sub-nazionali partecipano alla volontà dello stato centrale, se vi è un organo rappresentativo delle comunità che concorre alla promulgazione di leggi (es. Senato in USA, ogni Stato è rappresentato da 2 senatori) quindi vediamo come il numero dei senatori È fisso per ogni Stato e non è proporzionale come nella scelta dei rappresentanti della camera bassa dove è proporzionale al numero della popolazione degli Stati). * Riflesso delle comunità Sub-nazionali all’interno degli organi giudiziari, nella corte suprema ci deve essere una certo equilibrio di rappresentandegli Stati. (Nell’ordinamento federale canadese ci sono i nove rappresentanti della corte suprema) L’Italia è un ordinamento regionale perché non rispetta le condizioni di un ordinamento federale, l’articolo 117,1 comma dice che“La potestà legislativa e dello Stato e delle regioni”, mentre l’articolo 117,2 comma, lettera L dice che ci sono alcune materie di competenza dello Stato. L’articolo 57: dice che il Senato e eletto su base regionale. L’articolo 138 ci dice che le uniche competenze che hanno le regioni sono: * Cinque consigli regionali possono richiedere un referendum costituzionale * Regioni con bassa rappresentanza L’Italia è un ordinamento regionale differenziato (ci sono regioni a statuto speciale). ~~~~~~~<<< Esito sovranità-popolo: 1. Forma di Stato democratica 2. Forma di Stato autoritaria 1. Possiamo parlare di democrazia: * Se le decisioni prese sono prese a maggioranza * Elezioni indette, a scadenza periodica * I cittadini possono votare i loro rappresentanti e possono indire elezioni quando vogliono * Se vi è una competizione politica. 2. Sono carenti questo elementi. L’ordinamento feudale si ritiene che non è uno Stato, si afferma in Europa a partire dal IX secolo fino al 1492, è caratterizzato da: * Comunità piccole e isolate che vivono grazie alla terra e che soddisfano solo i loro bisogni primari. * Il dominio che il sovrano ha sul popolo è solo per garantire la produzione. all’interno del catalogo viene sancita l’assoluta proprietà privata, l’obiettivo della classe borghese era tutelare i propri interessi. Saranno poi inseriti i diritti civili riconducibili alle libertà dell’individuo, -Le costituzione liberale incorporano tutto quei diritti che sono massimamente garantiti se ci è una non azione da parte dello stato: libertà religiosa, libertà personale- La rivoluzione francese è una rivoluzione anche contro la chiesa, porterà a un riconoscimento della chiesa come associazione senza posizione di potere—>laicità dello stato. Il diritto religioso e personale sono massimamente garantiti se lo stato non interviene perché la legge ne porta a determinate limitazioni oer i cittadini. Articolo 13–> la libertà personale è inviolabile però poi con i comma seguenti fi sono alcune limitazioni Articolo 32, primo comma—> La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Articolo 33–> diritto all’istruzione C’è bisogno però di organizzazione statate cone gestisca e organizzi tutto quanto per garantire questi diritti ai cittadini; diritti sociali: è necessario l’intervento dello stato (scuole pubbliche, ospedali pubblici) Sono garantitiche finchè lo stato non interviene sono diritti vuoti. I cataloghi comprendono i diritti civili e la libertà dell’iniziativa economica, e poi il diritto di voto su base censitaria. La costituzione della baviera comincia a nascere le libertà positive( per la fui garanzia è necessario l’intervento dello stato) Però generalmente le costituzioni liberali hanno caratteristiche di libera negative. Nel 1791 Bill Of Right, America, la federazione statunitense si da un catalogo dei diritti (ancora vigente) tipicamente liberale, in cui si tutela la libertà religiosa e di espressione, ci sono quei diritti massimamente garantiti se lo stato non interviene. Potere legislativo esecutivo e giudiziario <—Principio di separazione dei poteri che trova la sua nascita con lo stato liberale. Poteri da attribuire a organi diversi per limitare il potere. Esercizio del potere attribuiti a organi diversi che sono in equilibrio tra loro e si controllano. Un’altro istituto che nasce con lo stato liberale è la riserva di legge, ovvero un’istituto in base al quale una materia, o parte di essa, è riservata alla dispiplina della legge. Istituto di garanzia Nella storia del diritto c’è una fase detta di “codificazione”, tenativo di razionalizzare il diritto che fino al 1800 era una cozzaglia di consuetudini, vecchie lex etc… Codice Civile: tentativo di razionalizzare il diritto preesistente, prima di esso solo le pandette erano riuscite a fare una cosa simile. Giuspositivismo: è diritto solo cioè che è scritto (formalismo giuridico) La nostra riserva di l legge è un istituto di garanzia, affida a un organo la disciplina di una determinata materia. Lo stato liberale si contrappone a quello assoluto, la riserva di legge rende possibile la distinzione tra potere legislativo e esecutivo. Le riserve di legge l’abbiamo vista anche nell’articolo 10,2 comma Anche nel articolo 13,2 comma quando vediamo 4/10/ La riserva di legge è una garanzia perché subordina una materia, o parte di essa, alla legge. La riserva di legge si contrappone alla potestà dell’esecutivo. [Le materie quando sono disciplinate dalle leggi si ritiene che possono essere disciplinate anche da fonti di rango pari ordinate alla legge] Le riserve di legge possono essere di diverso tipo: * RiServa di legge relativa: il legislatore dovrebbe indicare i principi generali della materia definiti dalla legge—>L’articolo 97 è una riserva di legge relativa in quanto solo una parte della materia deve essere disciplinata dalla legge mentre il resto può essere disciplinata da fonti subordinate alla legge. * Riserva di legge di assemblea: articolo 72,2 disciplina il procedimento di formazione delle leggi, i disegni di legge nelle materie scritte nell’articolo 72. * Riserva di legge parlamentare/formale: quando in realtà quelle materie devono essere disciplinate da una legge approvata in parlamento. Articolo 81,4 comma: Riserva di Legge Formale In quanto ci dice che il parlamento controlla l’opera dell’esecutivo, il bilancio viene proposto dal governo che poi viene controllato dal parlamento, si parla quindi di riserva parlamentare e si fa riferimento al fatto che la costituzione abbia prescritto che il parlamento debba prendere atto e controllare determinati atti. * Riserva di legge ordinaria o costituzionale: articolo 71 e articolo 137 , il quale È una riserva di legge ordinaria semplice poiché ci offre al primo comma una riserva di legge costituzionale, nel secondo comma ci dice che le altre norme devono essere disciplinate da una legge ordinaria (riserva di legge semplice) [In una costituzione flessibile è molto più facile aggirare e derogare una riserva di legge] Riserva di legge esplicite: esplicitamente la costituzione riserva una materia alla legge (articolo 137, 23,32). L’articolo 41,1 e 2 comma sono una riserva di legge implicita poiché i limiti della libertà imprenditoriale dovrebbero essere espliciti in una fonte di legge. fino al 2001 si riteneva che anche la cittadinanza fosse una riserva di legge implicita però con l’articolo 117,2 comma, Lettera I: riserva della cittadinanza esplicita. Principio di legalità: è un principio con i quali lo Stato liberale vuole limitare l’esercizio della sovranità subordinando la volontà dei pubblici poteri a norme previe (parlamento) Il principio di legalità si lega con quello di giustiziabilità, Il principio di azionabilità delle pretese o di giustiziabilità, trova fondamento sia nell’art. 24 cost., secondo il quale tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, e nell’art. 113 cost., secondo il quale contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti ed interessi. Se noi volessimo vedere dove il principio di legalità investe un altro fattore—>la carta costituzionale giudica se una norma è conforme alla costituzione. Principio di legalità e giustiziabilità—->l’amministrazione può agire solo se espressamente autorizzata a farlo, può fare solo ciò per cui è stata autorizzata, è un modo per limitare l’autorità dell’amministrazione. 5/10/ Lo Stato liberale di diritto entra in crisi nei primi decenni del 1900, si presentano fenomeni che minano questa forma di stato, l’idea che lo Stato non deve intervenire entra in crisi cioè “La mano invisibile“ di Adam Smith poiché si pensava che il benessere personale avrebbe portato a un benessere comune ma la crisi del 1929 dimostra il contrario, il capitalismo feroce non giova la comunità. Gli ordinamenti e la società si rendono conto che c’è bisogno di un intervento dello Stato. La rivoluzione industriale aveva portato ad allargarsi la classe lavoratrice che rivendica anche per te è una sfera di potere (a livello politico) e allora queste masse lavoratrici rivendicano il suffragio che non è più elitario ma è universale (maschile), abbiamo la nascita dei partiti di massa che raccolgono un grande numero di voti. Il principio di uguaglianza rimane invariato nel tempo ma lo Stato deve garantire ora anche un’uguaglianza di possibilità (economiche), lo Stato non è più cieco ma si fa carico di rimediare alle condizioni di svantaggio e questo lo vediamo nella nostra costituzione nell’articolo 3,1 comma(“Eguaglianza sostanziale“) e nell’articolo 3,2 comma il quale ci dice che è compito della Repubblica rimediare per consentire un equilibrio di opportunità. Finisce quindi l’idea di Stato astensionista ma entra l’idea di uno le consultazioni, la costituzione materiale presenta queste consultazioni che non sono previste dalla costituzione formale e sono obbligatorie per convenzione costituzionale. Le convenzioni costituzionali riguardano gli organi e come interpretano la costituzione formale originando costituzione materiale che cerca di capire la corretta attuazione della costituzione. 6/10/ Costantino mandati vuole ragionare sul modo in cui viene interpretata e sul corretto funzionamento degli apparati organizzativi. Mortati è stato criticato per questo suo approccio molto “concreto“, empirico, perché si è vista una sovraesposizione del potere poiché così la costituzione diventa un documento alla mercé dei poteri. MortatiInvece vuole rendere conto della oggettiva applicazione della costituzione, la costituzione in senso materiale non dovrebbe essere una forma di revisione costituzionale. La costituzione materiale e ciò che riesce ad affermarsi ma senza mai scontrarsi con ciò che viene detto nella costituzione formale, se ciò accade non possiamo parlare di costituzione materiale ma di violazione della costituzione. Costituzione come fonte, la costituzione è il documento solenne in cui si disciplinano gli organi riconducibili ai tre poteri supremi che disciplinano i rapporti tra questi organi, che disciplinano i rapporti tra apparati e i consociati. Il contenuto tipico e quindi l’organizzazione dei poteri e i diritti, “Un ordinamento che non riconosce una revisione dei poteri è un catalogo di diritti non è una costituzione“, Catalogo dei diritti: ci deve essere un potere pubblico che garantisca tali diritti e che limita il potere dello stesso, la costituzione in sensomoderno nascono in contemporanea con lo stato liberale. In questo documento sono scritti valori che si intendono fondanti per quell’ordinamento, la costituzione in colpa da quei principi e valori che sono qualificanti per quel determinato ordine, la nostra costituzione presenta alcuni principi “supremi“: * Principio personalista: al centro del sistema ce la persona, articolo 2: “la Repubblica riconosce garantisce diritti inviolabile dell’uomo come singolo”, massima espressione del principio personalista. “Riconosce e garantisce”: riconosce, poiché i cui diritti sono preesistenti (corrente filosofica del giustnaturalismo) * Principio pluralista(Pluralismo economico e sociale): L’articolo 8 da conto del pluralismo religioso, è una specificazione dell’articolo due; l’articolo 49 garantisce il pluralismo partitico con limite democratico e limitazione a riformare il partito fascista. L’articolo 39 garantisce il pluralismo sindacale, L’articolo 33, comma garantisce il pluralismo dell’istruzione. Pluralismo sociale: gruppi di consociati. Articolo 29: la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio (che è un istituto del diritto), anche le famiglie non fondate sul matrimonio trovano garanzie nel fondamento costituzionale: l’articolo 2 infatti ci dice che la famiglia è un gruppo di consociati quindi tutela il pluralismo sociale e ciò ha consentito che il legislatore potesse deliberare la disciplina nelle unioni civili (gay). Articolo 30,3 comma: la legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio pieni diritti. Articolo 29: non c’è scritto che il matrimonio è indissolubile come invece stabiliva il codice civile del 1942, fu un tema discusso e fortemente divisivo, solo per un voto non fu inserita l’insolubilità del matrimonio. Se invece fosse successo, per introdurre il divorzio, avremmo dovuto fare una riforma costituzionale. Pluralismo sociale e territoriale: articolo 5: La Repubblica, una e indivisibile riconosce le autonomie locali e le promuove. La costituzione garantisce pari garanzia ai comuni alle regioni (articolo 114) Nella costituzione ricorre il termine “riconosce“, cioè la Repubblica “prende atto“ dell’esistenza perché i diritti inviolabili, preesistono allo Stato:—>tuttavia non configura un amplissima autonomia del singolo poiché la Repubblica non è costituita da “nomadi“, ma richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Perché la comunità, il vivere comune, non si costruisce con libertà assoluta, per vivere insieme e necessario un sacrificio al fine di costruire una società. Dov’è il inderogabili: solidarietà economica, politica e sociale Articolo 2: È espressione di pluralismo, libertà personale ma anche di doveri inderogabili. L’articolo 53 dice che c’è un “obbligo tributario“, ovvero tutti devono partecipare alla spesa pubblica per garantire una serie di servizi che sono per la comunità indispensabili. Il principio pluralista-personalista è la definizione di cittadino, ovvero il titolare di diritti e di doveri. Articolo 4: principio laborista, correlato con l’articolo 1 Che testimonia l’importanza che i costituenti diedero al lavoro e sottolineano come l’individuo trovi una collocazione sociale con il lavoro, esprimendo un rilievo critico a condizioni di ricchezza alla nascita (“Novità“). La 14ª disposizione finale dice che i titoli nobiliari non sono riconosciuti, si intende azzerare condizioni di preminenza sociale basati sulla nascita. Il Principio laborista non è una banalizzazione del diritto al lavoro mail ripensare alla società, la preminenza sociale è conferita dall’impegno di ciascuno non dal titolo nobiliare. L’articolo 35 dice che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme, da fondamento all’articolo 1 e 4. Principio democratico: art 48, trova il suo fondamento nell’articolo 1, i nostri costituenti hanno inteso conferire al lavoro una dimensione democratica, non c’è democrazia se non si realizza una Repubblica fondata sul lavoro. Caratteri essenziali del diritto di voto: eguale, segreto, libero. Principio pacifista: l’articolo 11 della costituzione ci dice che l’Italia ripudia la guerra, ripudio della guerra vuole sancire un netto distacco infatti si ritiene che per risolvere le controversie internazionali si debbano usare i trattati, promuove le organizzazioni volte a fare i trattati internazionali. Non è esclusa la guerra come fenomeno ma ripudiata per risolvere le controversie internazionali, non esclude quindi la guerra come strumento di difesa se si viene attaccati, L’articolo 52 infatti dice che la difesa della patria è sacro (l’unica volta che la costituzione usa questo aggettivo) dovere cittadino. L’articolo 78 dice che le camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al governo i poteri necessari (riserva di legge parlamentare) L’articolo 81,4 comma dice che le camere ogni anno provano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal governo. L’articolo 87 invece dice che il presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. Quali altre caratteristiche principali alla nostra costituzione?: * È antifascista, e lo vediamo dalla 12ª disposizione finale, è antifascista perché i principi fondanti sono in netta cesura con l’ordinamento fascista. E antifascista anche perché il trattato di pace con gli alleati ci impone di ripudiare l’idea fascista. La nostra costituzione è una costituzione programma ovvero si impone degli obiettivi e li impone al legislatore, si pone l’ambizioso obiettivo di plasmare il futuro della comunità di consociati. L’articolo 3 si impone di rimuovere le diseguaglianza per poter garantire pari condizioni di partenza per i cittadini, infatti l’articolo 3,2 comma dice: “io legge le vedo le differenze e voglio rimuovere queste differenze“. L’articolo 34 dice “i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi di studio superiore“. Le costituzioni programmate sono “speculari“ alle costituzioni bilancio. 11/10/ Caratteristiche che abbiamo ricondotto alla costituzione: rigide); le costituzioni fungono da argine, il potere per poter essere agire deve rispettare i valori del testo costituzionale. [1803, sentenza USA, stabilisce che gli atti che via nella costituzione non sono diritto e non sono validi per cui abbiamo una rigidità costituzionale è una supremazia della costituzione quindi sulla legge; in Europa invece c’è l’idea della supremazia della legge che può derogare al testo costituzionale (costituzione flessibile)] Quando c’è il passaggio da costituzione flessibile rigida assistiamo a un emersione di alcuni elementi: * Costituzione al vertice delle fonti. * Presenza di procedure per modificare il testo costituzionale, procedure aggravate (La nostra procedura di revisione costituzionale prevista dall’articolo138). * Far rispettare i poteri pubblici la costituzione. Art 138: l’iter può avere inizioO dalla camera o del Senato, c’è un’approvazione in camera e poi in aula dopo di che dopo tre mesi se nella seconda votazione c’è la maggioranza assoluta questa “deliberato legislativo“ è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale pubblicazione non vuol dire però entrata in vigore, quell’atto dispiega i suoi valori quando entra in 13/10/ Limiti alla revisione costituzionale: L’articolo 139 indica un limite esplicito. Significato espressione “Repubblica”: l’articolo 1, qualifica l’Italia una Repubblica democratica basata sul lavoro per cui sono escluse dalla revisione tutte le riforme che vanno incidere sulle Disposizioni dell’articolo 1, o per esempio il principio di eguaglianza che vediamo nell’articolo 3 o l’articolo 2 che presenta il principio di pluralità o l’articolo 48 che qualifica l’ordinamento come democratico; non posso quindi modificare le disposizioni che presuppongono una divisione dei poteri. Infatti con la sentenza 1146 del 1948 la corte suprema si esprime affermando che dalla nostra costituzione emergono dei “principi supremi” del nostro ordinamento che non possono essere modificati, il legislatore non può revisionare alcune cose. Cos’è la giustifica?: La carta costituzionale è un organo con una determinata funzione, giudica la coerenza tra leggi e costituzione. Le leggi di revisione sono di rango costituzionale, la corte si occupa di verificare la costituzionalità di una legge quindi la costituzione è un parametro, la revisione è di rango costituzionale quindi la corte giustifica il suo comportamento dicendo che essendo il “custode” della legalità costituzionale non può permettere che una legge di revisione che intacca e principi supremi vale ridere alla costituzione (potere costituente nascosto ). Nessun potere è ultimativo, non ha l’ultima parola nessuno. Gli articoli che vanno dal 1 al 12 Sono detti “principi fondamentali” e si distinguono dai “principi supremi” poiché quest’ultimi vanno aldilà di quelli fondamentali e riguardano anche altri articoli (es.48) [L’articolo 7 vuole regolamentare i rapporti tra Stato e Chiesa, articolo 8 vuole regolamentare i rapporti tra Stato e le altre regioni Si potrebbe arrivare l’articolo 7 perché il principe del realismo religioso rimarrebbe intaccato nell’articolo otto.] L’articolo 138 tutela la rigidità, dal punto di vista procedurale l’articolo 48 può essere revisionato solo ampliandolo e non ristringendo, l’articolo 138 può essere revisionato in modo tale da rendere la procedura di revisione aggravata almeno quanto lo era prima, quindi non può venir meno il carattere della rigidità. Nel tempo si è drogato l’articolo 138, siccome il suo testo costiuzionale non è mai stato revisionato. In tale procedura interroga dell’articolo 138 si è sempre trattato di procedure aggravate, con rigidità costituzionale. Teoria dei controlimiti:La normativa del Unione Europea puó derogare al sistema costitizuonale purché non contrastino con le garanzie dei diritti tutelati dalla corte costituzionale. Sistema fonti: al vertice abbiamo la costituzione, leggermente inferiore ci sono le leggi costituzionali, poi abbiamo le leggi dello Stato. L’articolo 43 della costituzione dice le fonti si qualificano per forza giuridica attiva o passiva, dove per attiva si intende che possono modificare fonti con stessa forza giuridica, e con passiva si intende una forza in base alla quale la fonte resiste all’abrogazione da fonti subordinate. Forza attiva e passiva sono tipiche di quelle fonti, ci sono casi però con una determinata forza giuridica mostra una forza attiva-passiva diversa da tutte le altre leggi. Per esempio l’articolo 8, ultimo comma è una riserva di legge rinforzata, non può essere modificata da un’altra legge, quella legge può essere modificata solo se c’è un’altra intesa per modificare quella legge. La legge non può essere modificata da un regolamento del sistema di fonti la legge che recepisce un’intesa è subordinata alla costituzione rispetto alle altre leggi diciamo che è tipica resiste abrogazione da fonti pari ordinate e si dice “leggi atipiche”: L’articolo 116, ultimo comma è una legge che scaturisce da questo articolo è una fonte atipica perché un’altra legge non potrebbe modificare questa legge. L’articolo 123 dice : “Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi.” [Regolamenti delegati: forza giuridica inferiore alla legge ma che possono modificarla.] L’iter della formazione delle leggi e descritto bene nell’articolo 72 dove è presente l’esame del disegno in commissione in aula, l’articolo 72 disciplina l’iter in commissione. Tra le fonti immediatamente subordinati alla costituzione ci sono le leggi di Stato e le leggi regionali, quindi le leggi dello Stato e delle regioni hanno la stessa forza giuridica, stanno sullo stesso piano e lo stesso sistema di fonti, i rapporti tra questa legge si giocano un principio di competenza. Ci sono leggi che non modificano l’ordinamento—->Funzione di controllo indirizzo: “legge di bilancio”, legge che approva ogni anno il bilancio dello Stato, non modifica il regolamento, controlla l’operato di un organo (in questo caso il governo) questo è un tipo di legge che non rinnova l’ordinamento. Articolo 80: La norma attribuisce al parlamento la ratifica dei trattati internazionali, anche questa è più una norma di controllo. Nel 1215 nasce la prima assemblea rappresentativa, la Magna carta, che è un atto normativo con il quale il re si impegnava ad approvare dalla camera tutte le imposizioni tributarie, siamo nel 1215 e in questa camera c’erano solo la nobiltà e il clero. In Inghilterra, il 1215, e l’anno in cui il re è soggetto a una limitazione per cui se vuole imporre nuovi tributi deve passare per le camera che dà il consenso, questa camera non adotta atti normativi ma controlla solo l’operato del re, il parlamento nasce quindi per controllare l’imposizione dei tributi. Il governo NON PUÒ ADDOTTARE LEGGI, puó esercitare la funzione legislativa: decreti legge e decreti delegato ma mai leggi. Il parlamento ha l’esclusività nell’adozione di leggi. Fatta eccezione delle leggi regionali? La costituzione flessibile è una costituzione non al vertice delle fonti, non prevede una procedura aggravata di revisione costituzionale, può essere derogata da fonti di rango primario, ha stessa forza delle leggi. Non c’è unorgano che controlla nulla, Riserva di legge: Un’istituto di garanzia per il quale una materia o parte di esse deve essere disciplinata da una fonte primaria A quale forma di stato si accompagna il sufragio universale? : Stato Democratico pluralista/stato sociale 26/8/ Decreto legge: casi di straordinaria necessità e urgenza, il testo costituzionale dice che il governo può addottare provvedimenti porvvisori con forza di legge. Allo spirare del sessantesimo giorno, qualora il parlamento non lo abbia convertito in legge, è possibile che il governo reiteri il decreto legge? L’articolo 77 non esclude quest’opzione, fino agli anni 90 la prassi era di reiterare il decreto legge, qualora non fosse stato oggetto di esame nei 60 gg, il governo reiterava lo stesso decreto legge addirittura per anni, si parlava di catena di decreti legge; allora su questa prassi è intervenuta la corte costituzionale che ha ritenuto incostituzionale questa prassi—>su quale basi?: * Perché dopo 60 gg il caso di necessità di straordinaria necessità e urgenza, se ripete nel tempo, non è più un caso di straordinaria necessità e urgnza ma deve essere ormai disciplinato dalla legge. * La corte ha sottolineato che il decreto legge reiterato ogni 60gg incrina i rapporti tra parlamento e governo, se questo esercizio della funzione legislativa viene esercitato dal governo e non più dal parlamento Quindi con questa senteza si è esclusa la prassi della reiterazione del decreto legge, per cui dopo i 60 gg il decreto legge decade. Dagli anni 90 in poi finisce l’abuso dei decreti legge e si torna a una fisionomia in cui il decreto se non viene convertito non può essere reiterato, almeno non in quella forma. Non ci sono indicazioni riguardo alla conversione, si dice che le camere devono convertire entro 60 gg dalla pubblicazione del decreto stesso, quindi si ritiene condividibilmente che il parlamento possa emendare il testo del decreto legge, possono modificare il testo del decreto legge, questo pone un po’ di problemi: Il parlamento potendo inserire degli emendamenti, inseriva gli emendamenti che gli sembravano più opportuni al momento, anche se erano eccentrici rispetto al contenuto del decreto legge. La corte costituzionale è intervenuta dicendo che è competente a dichiarare incostituzionale la legge di conversione se vi è eterogeneità del contenuto, le modifiche devono essere omogenee al contenuto del decreto legge. Efficacia contenuto emendamenti: Decreto legge—-nuova disciplina—60 gg Nuovo emendamento—-dal 60gg in poi—- l legge di conversione è stata emendata, possono essere emendamenti soppressivi o emendamenti aggiuntivi(possono aggiungere o togliere qualfosa al decreto legge) 60 gg: decreto legge 61 gg: legge di conversione * Emendamenti soppressivi: vanno a chiedere la soppressione di un decreto legge, quando dispiegano i loro effetti?/se ci sono degli emendamenti soppressivi al 61gg quale è la disciplina che applico in quella determinata fattispecie?/fino a un certo punto, dal 1992 al 1995 la disciplina sulle acque era di compltenza del tribunale superiore delle acque—> decreto legge, riordine degli uffici giudiziori—> sopprime il tribunale superiore, finiti i 60 gg la legge di conversione l’emendamento soppre. Hanno efficacia retroattiva * È retroattivo: ha dispiegato * Emendamenti aggiuntivi: quando hanno efficacia? Dal 61 gg, non hanno efficacia retroattiva, la discussione che applico dal 61gg in poi è quella della legge di conversione, l’ipotesi di emendamenti soppressivi è espressamente previsto dall’articolo 77 ultimo comma, le camere possono non convertire una parte del decreto, la patologia che vogliono risolvere con questa formula è che c’è una parte che rivive una parte della disciplina precedente, nei 60 gg quel decreto ha dispiegato tutti suoi effetti. Esempio banale: un decreto impone un’imposta, ci sarà qualcuno che la pagherà quell’imposta, una volta finiti i 60 gg c’è bisogno di una legge sanatoria, che risana gli effetti giuridici di un decreto che non doveva mai essere stato emanato. Perde retroattivamente efficacia. Altra riflessione sul dl, casi di straordinaria necessità e urgenza, ma fermo e restando questo elemento, il governo può addottare un decreto in qualsiasi ambito?: Là dove c’è una riserva di legge parlamentare il decreto legge non può intervenire perché in quei casi lo strumento legge ha una funzione di controllo più che una funzione legislativa, in quei casi si presuppone un’alteritá di funzione tra parlamento e governo(art 80,81,82); si riteine che anche altri ambiti siano esclusi dal dl, per esempio la materia elettorale, sopratutto nel periodo della campagna elettorale. [per ragioni di costi per un periodo si era deciso di votare un solo giorno, la domenica; fu approvata una legge che diceva che le votazioni avvenissero domenica, ma accadde che capitava una domenica una festa ebraica, per cui si intervenne con un decreto legge. Negli anni 90 un governo in piena campagna elettorale emanò un decreto legge che ridisegnava le regole della propaganda elettorale; uno dei candidati era capo Di alcune tv e quindi svevs un vantaggio troppo grande sugli altri. Legge 400 del 1988, la materia elettorato era esclusa dal Decreto Legge] Una legge sanatoria può essere sostituita da un decreto legge?: no No, c’è alterità di funzioni tra parlamento e governo Censura del parlamento nei confornti del governo, quando la maggiornaza non converte il decreto legge non c’è più una consonanza tra volontà governativa e parlamentare, Dato letterale: quando la costituzione utilizza l’espressione “le camere” in genere fa riferimento all’utilizzo di una legge. Art 94,4 comma : il voto contrario di una o entrambe le camere su uns proposta delle csmere non imoorta obbligo di dimissione, quindi anche qusndo il governo legge non viene convertito non vi è obbligo di dimissione; ammeno che non vi sia su quel disegno di legge la” questione di fiducia”, istituto non presente nella costituzione, disciplinata dai regolamenti della camera, quando si dice che il governo ha posto la sua fiducia su un disegno di legge o su decreto legge, e non viene accettato in parlamento, allora il governo è obbligato alle dimissioni. Per quale ragione dovrebbe mertere la questione di fiducia?: Quando non è sicuro di sè, perchè spinge il parlamento o a votarlo sennò da le dimissioni perché così la caduta del governo verte sulla maggioranza del parlamento che non l’ha votstato 27/10/ In realtà c’è una tendenza da parte del governo all’utilizzo dei decreti legge, quindi questo ci restituisce l’immagine in cui il baricentro del sistema è collocato nell’apparato esecutivo, piuttosto che nel parlamento. Una stessa legge delega può avere più oggetti. Principi e criteri direttivi: si pensava attenessero a 2 elementi distinti, ma sono stati sempre considerati dal parlamento una sorta di endiadi, sono stati considerati come un unicum, e anche qui capiamo che i nostri costituenti abbiano voluto circoscrivere il potere del governo. La legge delega può comtemere anche ulteriori elementi che vanno sempre a circoscrivere la discrezionalità del governo, la legge delega può svere ulteriori contenuti che però sono ugualmente obbligatori per il governo poiché il dominus del governo è sempre il parlamento (delegante), per cui il governo deve ottemperare a qualsiasi condizione della legge delega. Se il governo violasse uno o più criteri direttivi, se non ottemperassi i principi e criteri direttivi, lo potremmo qualificare invalido perché la legge delega non ha esattamente la forma giuridica del decreto delegato che non può derogare alla legge delega perché la legge delega è una norma INTERPOSTA (tra costituzione e decreto delegato) La costituzionalità del decreto delegato lo dichiara a volte invalido per eccesso di delega, la corte cost non vede neanche che sia costituzionale o meno, verifica solo che ci sia un eccesso di delega(il parlamento non glielo avevo detto di fare una determinata cosa) Il parlamento una volta emanata una legge delega, può quando/se vuole riappropriarsi della funzione legislativa intervenendo su quella materia senza riappropriarsi dela funzione legislativa in maniera espressa, di contro però, il governo, anche se è stato delegato della funzione legislativa, non è obbligato a esercitarla. Quando parlo di governo parlo di “consiglio di ministri”, organo collegiale del governo, il decreto legge deve essere adottato dal consiglio dei ministri. Se il decreto delegato ciene approvato oktre il termine viene definito invalido(perché viola il fattore “tempo”) Difatto la prassi ci fa vedere leggi delega che prevedono quasi sempre questa condizione: il governo stando nel termine poteva applicare decreti delegati correttivi, questo risponde al criterio ….(da recuperare appunti) Perché il parlamento vuolr delegare il potere legislativo?: * Perché oggettivamente molto spesso vengono delegate al governo le msterie tecniche dove il governo è più competente del parlamento e dispone degli strumenti per dominare una determinata materia. [Legge 3 agosto 2007] 27/10/21 Pomeriggio Decreto delegato/decreto legislativo: fonte di rango primario adottato dal governo(consiglio dei ministri) Contenuti tutti obbligatori, pena invalidità della legge delega, obbligo de governo di rispettare tutte le prescrizioni individuate dalla legge. Tendenzialmente sono delegati sl governo dele materie che sono tecniche, il governo è in grado di redigere un atto tecnicamente idoneo(riforma del fisco, del pubblico impiego, riordino della normativa legato ai posti di lavoro) Un’altro ambito che in generale è disciplinaato dai decreti delegati sini le normative di recepimento delle direttive dell’ Unione Europea, l’unione adotta anch’essa degli atti normativic, le fonti dell’unione sono direttamente applicate all’interno dei regolamenti degli stati membri, ci sono altre fonti chiamate direttive —> fonti obbligatorie con caratteristica specifica: determinare e imporre degli obiettivi agli Stati membri, l’unione europea chiede che gli stati membri raggiungano quelli obiettivi, non specifica li strumenti con cui raggiungere tali obiettivi, dice solo quali sono e il tempo che hanno gli stati per raggiungere tali obiettivi. Le direttive trovano recepimento/attuazione/trasposto attraverso i decreti delegati. Legge di delegazione europea: è una legge che funge da legge delega al governo affinché dia attuazione alle direttive.(pag 307 de nostro manuale: c’è una parte identificata con la lettera D, in cui si dice che le direttive stanno tutte nella legge di delegazione europea) Dobbiamo rifare lo stesso ragionamento che abbiamo fatto per il decreto legge, ma il decreto delegato può essere attuato per qualsiasi materia? È del tutto fungibile rispetto alla legge?: Siccome sul decreto legge abbiamo detto che non è accettata una situazione in cui si presupposne un’slterità tra governo e parlamento. Il decreto legge non può essere addottato in materia elettorale (sopratutto in campagna elettorale); sul decreto delegato questo ragionamento non lo facciamo, i decreti delegati possono essere utilizzati anche per il riordino di una normativa che si è stratificata nel tempo, frutto di interventi legislativi succeduti nel tempo e di parziali modifiche e normative precedenti, coacervo di norme in cui è molto difficile dove non sj calisce alla fine quale sia la norma vigente per cui molto spesso il parlamento delega il riordine al governo che costituisce i testi univi T.U. (Fanno influire in un unico atto normativo tutta la disciplina di un determinato settore) Il governo attraverso questa delega mette ordine più che rinnovare l’ordinamento, difatto è più uno sforzo di tipo compilativo che innovativo, (es.il testo unico sull’ordinamento degli enti locali, testo unico sul pubblico impiego) Concludo dicendo che il decreto deegato essendo una fonte di rango primario può essere oggetto di controllo di costituzionale da parte della corte costituzionale, la corte costituzionale giudica quale parametro usa per giudicare sulla costituzionalità dei decreti delegati?: costituzione e legge delega Un decreto delegato può abrogare (far cessare di efficacia) una norma di legge?: Essendo due fonti di rango pari-ordinate certo che può, non può abrogare la legge delega. Può un decreto legge abrogare un decreto deegato?: Stesso ragionamento, sono fonti pari-ordinate quindi certo che può. Nel momento in cui la corte costituzionale incide sul decreto legge dicendo che bisogna amdare a controllare i requisiti di necessità e urgenza, anche una volta viene testimoniata una tendenza del sistema a far prevalere l’esecutivo, ormai il dominus della produzione normativa di rango primario non è più il parlamento ma il governo, in parte con i decreti legge ma in parte anche con i decreti delegati, tant’è che i decreti legge che decadono dopo 60 gg(non convertito) finiscono per diventare difatto il contenuto di decreti delegati/leggi delega, diventando una torsione del sistema Concretamente, costituzione in senso materiale, torsione del sistema. Il nostro sistema che è già sbilanciato verso l’esecutivo, se viene privato di una camera sarebbe ancora più difficile contrastare questo accentramento di poteri, mentre l’obiettivo principale è quello di separare i poteri. La legge delega è una legge, le leggi sono PROMULGATE, i decreti sono EMANATI, art 74(il presidente dela repubblica prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle camere, chiedere una nuova deliberazione) In fondo è il parlamento l’organo che esercita la sovranità popolare, Per cui il presidente dela repubblica quando rifiuta un disegno legge deve avere delle valide ragioni sennò deve promulgare le leggi, la prassi ha presentato una situazione per cui nel momento della promulgazione, il presidente dela repubblica promulga con un messaggio nel quale auspica che quella legge sia interpretata in un determinato modo, vuol dire che probabilmente il presidente della repubblica non era sicuro su quella promulgazione, Questo messaggio del presidente è solo un’autorevolezza che viene dalla carica che ha, il parlamento non è obbligato a rivedere la legge e i giudici non sono obbligati ad applicarla nel modo in cui il presidente l’ha interpretata.