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Diritto costituzionale di Luca imarisio, riassunto dal libro diritto costituzionale 26º edizione di Roberto bin e Giovanni pitruzzella.
Tipologia: Dispense
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Libro di cavino conte Diritto costituzionale dello stato italiano È un ramo del diritto in senso soggettivo : pretesa che un soggetto ha (io ho il diritto di fare questo…) Oggettivo: insieme di norme giuridiche volte a orientare i comportamenti umani (quando parliamo di diritto civile, costituzionale..) Esistono due termini per indicare queste due forme Right (in senso soggettivo) e Law (diritto in senso oggettivo) Che cose una comunità e un ordinamento dal punto di vista del diritto? Ogni comunità è definita da regole comportamentali, definiscono certezza del diritto cioè sapere ciò che è giusto o sbagliato e la prevedibilità delle conseguenze. L’insieme delle norme che esistono in una comunità definiscono l ’ordinamento normativo (Ne esistono tante quante sono le comunità che sono infinite, per esempio in una famiglia, ogni famiglia ha delle norme e quindi un ordinamento normativo oppure per esempio ogni partito politico o associazione sportiva..) Teorie della pluralità degli ordinamenti normativi (istituzionalizza) Teoria normativista: prima si istituisce l’insieme di regole e poi avviene l’organizzazione per esempio fino agli anni 70 non esistevano le regioni ma prima sono state scritte le regole giuridiche dell’ordinamento regionale poi sono nate le regioni Nella maggior parte dei casi viene usata la teoria istituzionalista perché più realista ma in alcuni casi viene usata quella normativista Il diritto prodotto dallo stato ha la caratteristica della esteriorità non è necessario scegliere di far parte di quella comunità per subire quel diritto (mi sottopongo al diritto di un partito politico se scelgo di aderire a quel partito politico) Solo lo stato può arrivare a privare fisicamente della libertà quel soggetto (nel nostro ordinamento) in altri ordinamenti può arrivare a privarlo anche della stessa vita Normalmente non avviene le norme statali sono rispettate senza arrivare alla privazione. Di cosa si compone l’ordinamento giuridico? Noi viviamo in ordinamenti a 1) diritto scritto e quindi lo consideriamo come fondamento di tutto l’ordinamento giuridico ma in realtà va interpretato poiché può essere letto da interpreti diversi attribuendo loro significati diversi. Distinzione tra disposizione come enunciato linguistico, come testo invece la norma come regola che si ricava dal testo interpretando quelle parole. Per esempio per la dottrina giuridica francese, dopo aver passato la rivoluzione, non gli piace questa distinzione, ma è diritto solo quello che il parlamento esprime attraverso le leggi generali, astratte e da interpretare nello stesso modo per l’uguaglianza. In italia invece tendiamo a tenere ben distinti il piano dei testi e quello dei loro significati. L’ordinamento si compone di almeno altri due formanti:
-come vengono prodotte le norme e quindi lo studio delle fonti del diritto. -Separazione dei poteri quindi studiare come è organizzato l’ordinamento costituzionale -sistema dei diritti fondamentali: costituzione -giustizia costituzionale: come viene rispettata la costituzione Il potere sociale assume forme diverse:
Un'ulteriore limitazione alla sovranità statale deriva dall'affermazione delle organizzazioni internazionali. Dopo le due guerre mondiali, si è sviluppato un processo di limitazione giuridica della sovranità "esterna" degli Stati per garantire la pace e tutelare i diritti umani. Questo processo è iniziato con l'ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), il cui trattato istitutivo si basa sul principio della sovrana eguaglianza dei suoi membri e vieta l’intervento nelle questioni interne di ciascuno Stato. La limitazione della sovranità statale è diventata più evidente con la creazione di organizzazioni sovranazionali in Europa, come la Comunità Economica Europea (CEE), la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA) e la Comunità Europea per l'Energia Atomica (Euratom), poi riunite nell'Unione Europea (UE). Gli Stati membri dell'UE hanno trasferito a queste organizzazioni poteri rilevanti, come la competenza a produrre norme giuridiche vincolanti e il potere di adottare decisioni in settori come la politica agricola e monetaria. Tuttavia, le organizzazioni sovranazionali non possono sostituirsi integralmente allo Stato. Le Corti costituzionali nazionali pongono limiti all'azione delle istituzioni comunitarie, come il rispetto dei "principi fondamentali dell'ordinamento costituzionale". Le Comunità europee sono nate per assicurare una pace duratura integrando le economie dei Paesi fondatori. Inizialmente, le libertà previste dal Trattato di Roma erano finalizzate all'instaurazione di un mercato comune. Successivamente, con la crescita dell'Europa politica sancita dal trattato di Maastricht (1992), è emersa la questione dei diritti dei cittadini europei, riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia. Questa evoluzione è stata codificata dall'art. 6 del Trattato dell'Unione, che riconosce i diritti fondamentali garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. La Carta dei diritti dell'Unione europea, proclamata nel 2000 e resa pienamente efficace dal Trattato di Lisbona, articola questi diritti in sei "capi" dedicati a dignità umana, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia. Il territorio La sovranità è esercitata dallo Stato su un territorio delimitato, implicando il supremo potere di comando indipendente da altri Stati. Il territorio comprende:
Questo comporta una riduzione delle scelte politiche consentite allo Stato, che deve sottostare al giudizio del mercato e seguire indirizzi politici compatibili con la competizione internazionale. Cittadinanza La cittadinanza è uno status a cui la Costituzione collega diritti e doveri, come i diritti politici (elettorato attivo e passivo), il diritto di elettorato attivo e passivo alle elezioni comunali e i doveri costituzionali (difesa della Patria, concorso alle spese pubbliche, fedeltà alla Repubblica). La Costituzione italiana vieta di privare una persona della cittadinanza per motivi politici (art. 22). La cittadinanza italiana si acquista: Per nascita:
La persona fisica preposta all'organo ha un rapporto di servizio con la persona giuridica (cioè un’organizzazione collettiva tipo un ente pubblico o una società), da cui derivano diritti e doveri reciproci. Gli organi si classificano in:
Gli organi costituzionali sono elementi necessari e inevitabili dello Stato, la cui struttura è definita dalla Costituzione.
La "forma di stato" indica il rapporto tra chi ha il potere (le autorità) e la società, e i principi che guidano lo Stato. La "forma di governo" indica come il potere è diviso tra gli organi dello Stato e come questi organi si relazionano tra loro. La forma di stato risponde alla domanda: qual è lo scopo principale dello Stato e come si relaziona con la società? Ad esempio, nello "Stato liberale" lo scopo era proteggere la libertà individuale, mentre nello "Stato sociale" era garantire pari opportunità. La forma di governo risponde alla domanda: chi governa? Come sono organizzati i "palazzi" del potere? Le due cose sono collegate: l'organizzazione del potere serve a realizzare lo scopo dello Stato. Gli studiosi hanno creato delle classificazioni (modelli) di forme di stato (Stato assoluto, liberale, democratico, totalitario, socialista) e di forme di governo (parlamentare, presidenziale, ecc.). Questi modelli sono utili per:
In alcuni Stati, come la Prussia e l'Austria, il Re cercava di migliorare la vita delle persone, costruendo ospedali e scuole. Questo tipo di Stato si chiamava "assolutismo illuminato". Lo Stato assoluto era molto presente nell'economia: ad esempio, in Francia lo Stato controllava le industrie per diventare più ricco e potente. Lo Stato liberale Lo Stato liberale è nato tra il '700 e l'800, dopo la crisi dello Stato assoluto. Le sue caratteristiche principali sono:
Parallelamente, il conflitto sociale del Novecento ha visto i gruppi più deboli aggregarsi in strutture collettive come partiti e sindacati per bilanciare il potere economico. Le ideologie socialiste e marxiste hanno fornito un'ulteriore spinta a questo processo, unendo milioni di persone sotto una leadership di partito. Di conseguenza, i Parlamenti si sono trasformati in arene di confronto tra partiti con identità e programmi contrapposti, capaci di imporre una rigida disciplina ai propri rappresentanti e di controllare l'azione del Parlamento e del Governo. Dopo la prima guerra mondiale, i partiti di massa hanno conosciuto una crescita considerevole, sostituendo le forze politiche liberali tradizionali. In alcuni paesi, come il Regno Unito, questo è avvenuto in un contesto di sistema bipartitico e accettazione dei valori del pluralismo politico, garantendo governi stabili e autorevoli e una reciproca legittimazione tra i partiti contrapposti. Crisi democrazie di massa e nascita dello Stato totalitario In Germania e Italia, a differenza del Regno Unito, l'ascesa dei partiti di massa non fu accompagnata da una piena accettazione della democrazia pluralista. La Germania, dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale, tentò una democratizzazione con la Costituzione di Weimar del 1919. In Italia, la frammentazione politica, la prevalenza di forze ostili alla democrazia pluralista e le resistenze delle forze economiche portarono a instabilità e a una crisi culminata nell'avvento dello Stato fascista. Le alternative allo stato di democrazia pluralista nel XX sec. Nei paesi in cui la democrazia di massa non si è accompagnata all'accettazione dei valori del pluralismo e della tolleranza, la crisi delle istituzioni liberali ha portato all'affermazione di stati basati sulla negazione del pluralismo e sull'identificazione del partito unico con lo Stato. In Italia e Germania, la risposta al conflitto sociale è stata la soppressione del pluralismo politico e l'unificazione politica della società attraverso lo Stato totalitario. Lo Stato fascista in Italia (1922-1943) concentrò il potere politico nel Capo del Governo e integrò il partito unico nell'organizzazione costituzionale dello Stato, sopprimendo le libertà liberali. L'esperienza fascista, combinata con la dottrina di Hitler, portò alla formazione dello Stato nazionalsocialista in Germania (1933-1945), dove il movimento nazionalsocialista era sovraordinato allo Stato e il Capo deteneva un potere illimitato. Un'altra alternativa alla democrazia pluralista è stata lo Stato socialista, che ha perso rilevanza dopo la caduta del Muro di Berlino. La crisi del "socialismo reale" ha portato alla dissoluzione di stati multinazionali come l'URSS e la Jugoslavia, con la nascita di nuovi stati che adottano costituzioni basate sui principi della democrazia pluralista e dell'economia di mercato, come nei paesi dell'Europa orientale. Consolidamento della democrazia pluralista e affermazione dello Stato sociale" Nel secondo dopoguerra, i principi della democrazia pluralista si sono affermati in molte nazioni influenzate dalle potenze alleate, inclusa l'URSS. Molti paesi hanno ripreso o rivitalizzato i principi democratici e sociali nelle loro costituzioni, specialmente quelli liberati dall'occupazione straniera. Tuttavia, in alcune nazioni come Spagna e Portogallo, regimi autoritari sono rimasti fino agli anni '70, quando sono state adottate costituzioni democratiche. Le costituzioni adottate tra il 1970 e il 1980, come in Grecia, garantiscono sia le libertà "negative" (libertà personale, di domicilio, religiosa, di pensiero, di corrispondenza e comunicazione) sia le libertà "positive" (diritto al lavoro, alla previdenza, all'assistenza in caso di bisogno, ecc.). Il pluralismo politico, sociale, religioso e culturale è riconosciuto, con la manifestazione costituzionale dei partiti politici.
La Costituzione italiana, ad esempio, riconosce e garantisce il pluralismo sociale, promuovendo l'eguaglianza formale e sostanziale dei cittadini e rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l'eguaglianza. Lo Stato sociale interviene per ridurre le disuguaglianze materiali, garantendo diritti sociali come la tutela della salute, l'istruzione e l'assistenza. Si delinea così un modello di Stato diverso dal Welfare State, che non si limita a garantire diritti, ma interviene attivamente per ridurre le disuguaglianze e promuovere la giustizia sociale. La Costituzione italiana è un esempio di questo impegno, come indicato nell'art. 20 della Costituzione tedesca e nell'art. 1 della Costituzione spagnola. Le crisi economiche degli ultimi decenni hanno messo in discussione la sostenibilità dello Stato sociale, con l'aumento delle disuguaglianze e la perdita di posti di lavoro a favore dell'automazione e della robotica. In questo contesto, si discute se ridurre le disuguaglianze attraverso l'innovazione tecnologica e una crescita economica inclusiva o se lo Stato debba intervenire per correggere le disuguaglianze. Le tendenze al recupero del ruolo dello Stato nell'economia hanno subito un'accelerazione dopo il 2020, a causa della necessità di affrontare la grave recessione causata dalla pandemia di Covid-19. I caratteri dello stato di democrazia pluralista I tratti peculiari:
economica in cui la popolazione non si sentiva più rappresentata dal sistema politico e diventano incapaci di assicurare questo equilibrio tra legittimazione e autonomia decisionale, generalmente nasce dalla contrapposizione di un popolo e le élites. Per esempio “The People’s Party” in un periodo caratterizzato dalla crisi degli agricoltori dovuta alla caduta dei prezzi agricoli e l’aumento dei prezzi di alcuni beni di grandi imprese. Democrazia diretta e rappresentativa Tra le modalità per fronteggiare la crisi dei sistemi rappresentativi troviamo la gli istituti di democrazia diretta, attraverso cui si affida direttamente al popolo l’esercizio di alcune funzioni per assumere decisioni immediatamente efficaci. Hanno l’obiettivo di assicurare la partecipazione popolare alle decisioni che riguardano la collettività. Si riducono a:
2. Potere esecutivo : che consiste nell'applicare le leggi all'interno dello Stato e nel tutelare lo. Stato medesimo dalle minacce esterne. 3. Potere giudiziario : che consiste nell'applicare la legge per risolvere una lite. Le caratteristiche della dottrina della separazione dei poteri possono essere sintetizzate nel modo seguente:
squadra che governerà e, al turno successivo, giudicano il suo operato, confermandola o cambiandola. Lo scopo è l' efficienza di governo. Democrazie maggioritarie e consociative Nelle democrazie, la capacità di formare maggioranze stabili e governi autorevoli non dipende unicamente dal sistema elettorale (maggioritario o proporzionale). L'Italia, ad esempio, ha sperimentato una riforma maggioritaria nel 1993 senza ottenere i risultati sperati, tornando poi al proporzionale nel 2005. Una distinzione cruciale è quella tra democrazie maggioritarie (Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Canada, Stati Uniti) e democrazie consociative (Paesi Bassi, Belgio). Nelle democrazie maggioritarie , la regola di maggioranza struttura i rapporti politici, con due partiti o coalizioni in competizione per il potere. Dopo le elezioni, si crea una distinzione tra maggioranza (al governo) e minoranza (opposizione). L'opposizione controlla l'operato del governo, prevenendo la "tirannia della maggioranza" e garantendo la responsabilità politica del governo verso gli elettori, con l'obiettivo di alternarsi al potere. Le democrazie consociative , invece, promuovono l'accordo tra i principali partiti per condividere il potere. Dopo le elezioni, i partiti negoziano e raggiungono compromessi politici per formare il governo e approvare le leggi, con ogni parte che ottiene qualcosa in cambio di concessioni. le minoranze sono associate al potere politico perché partecipano alla formazione e delle decisioni. Stato e chiesa La nascita dello Stato moderno implica il processo, culminante nella laicità dello Stato : neutralità religiosa, separazione tra politica e religione, libertà religiosa e pluralismo. Nel XIX secolo, si contrappose all'emancipazione dello Stato l'idea di "Stato cristiano", creando una tensione tra regime confessionale (Chiesa depositaria di verità estese all'intera società, con etica pubblica e leggi conformi alla morale ecclesiastica) e regime di separazione tra Stato e Chiesa (istituzioni autonome). Il regime concordatario, con concordati che regolano i rapporti tra Stato e Chiesa, è una soluzione per prevenire conflitti. La Costituzione italiana riconosce la separazione tra Stato e Chiesa cattolica (art. 7) e tutela il regime concordatario dei Patti Lateranensi (1929). Garantisce il pluralismo religioso (art. 3 e 8), l'uguaglianza dei cittadini senza distinzioni religiose e la libertà delle confessioni religiose. I rapporti con le confessioni non cattoliche sono regolati da intese. L'Italia accoglie il principio di laicità, applicabile in modi diversi a seconda del contesto storico- politico. A differenza della Francia, che adotta una concezione rigida basata sull'individuo senza riferimenti religiosi, l'ordinamento italiano ammette una valutazione giuridica positiva del fenomeno religioso, purché non crei disparità tra le confessioni. In Italia, la giurisprudenza costituzionale ha elaborato il concetto di "laicità positiva" : lo Stato valuta favorevolmente il fenomeno religioso e sostiene le attività religiose come interesse dei cittadini. La laicità implica la garanzia dello Stato per la libertà religiosa in un regime di pluralismo confessionale e culturale. La tutela della libertà di coscienza è un altro aspetto importante della laicità, come dimostrato dalla giurisprudenza sull'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, che deve garantire la libertà di scelta degli studenti.
La forte presenza storica della Chiesa cattolica in Italia genera tensioni sulla compatibilità con il principio di laicità. L'esposizione pubblica di simboli religiosi, come il crocifisso, ha suscitato reazioni contrastanti. Diversa è l'esposizione di simboli religiosi da parte di singoli individui, che sottolinea l'identità religiosa personale. In contesti costituzionali rigorosi, come in Francia, tali manifestazioni sono vietate per evitare il rilievo pubblico della religione e l'affermazione di identità collettive differenziate, intrecciando il principio di laicità con la tutela delle minoranze e dei loro segni identitari. La tutela delle minoranze La società multiculturale si fonda sul principio di pari dignità per tutte le espressioni culturali e sul diritto di ogni individuo a crescere nella propria cultura. Si distingue tra "minoranze storiche" , tutelate dalle Costituzioni (come l'art. 6 della Costituzione italiana che protegge le minoranze linguistiche ed ha offerto il riconoscimento anche alle minoranze linguistiche delle regioni a statuto speciale e consente ad alcune di essere insegnate a scuola), e "nuove minoranze" , costituite da immigrati, e si fa leva sull’integrazione di essi. In passato, l'integrazione era promossa attraverso ideologie di partito e lo Stato sociale, con redistribuzione economica per ridurre il conflitto di classe. Oggi, emerge un conflitto tra identità culturali che chiedono di mantenere la propria differenza e di essere tutelate giuridicamente. Per proteggere queste identità, si utilizzano diversi strumenti: "diritto derogatorio" per specifiche comunità, promozione della cultura di gruppo (lingua, organismi di tutela), interventi amministrativi (costruzione di luoghi di culto) ed estensione di garanzie (riconoscimento di matrimoni omosessuali). Tuttavia, sorgono problemi costituzionali: è preferibile l'integrazione o il riconoscimento giuridico delle differenze? L'integrazione può limitare la libertà individuale, mentre il riconoscimento eccessivo può frammentare la società. Inoltre, è legittimo tutelare comunità ostili ai valori democratici? Non sono ammissibili pratiche che violano i diritti individuali. (Per esempio l’infibulazione) Un aspetto critico è l'accentuazione dei conflitti etici su temi come l'inizio e la fine della vita. Il relativismo etico enfatizza la libertà di scelta, mentre un'etica assoluta pone limiti. In mancanza di leggi adeguate, si cerca una soluzione nel testo costituzionale, come nel caso delle decisioni sulla fine della vita, a cui sono stati i giudici su domanda a decidere le condizioni che permettono l’interruzione della terapia e quindi la morte. Stato unitario, federale e regionale La separazione dei poteri si realizza sia orizzontalmente, tra i poteri dello Stato, sia verticalmente, tra Stato centrale ed enti territoriali autonomi. Si distingue tra Stato unitario , con potere centralizzato o a soggetti periferici fanno parte dell’organizzazione statale (decentramento amministrativo), e Stato composto , con potere distribuito tra Stato ed enti territoriali (decentramento politico) Lo Stato composto può dividersi in:
1. Stato federale : caratterizzato da:
Il consenso interno è fondamentale per la durata del regime politico, mentre il riconoscimento internazionale convalida l'esistenza dello Stato sovrano. Potere costituito Il potere costituito è l'insieme degli organi dello Stato che esercitano le funzioni legislative, esecutive e giudiziarie in base alle norme stabilite dalla Costituzione. In pratica, è il governo in carica che opera entro i limiti fissati dalla Costituzione Il nuovo regime politico, per affermarsi, deve fornire garanzie costituzionali che limitino il potere e assicurino parità di condizioni nella lotta politica, diritti ai cittadini, e rispetto degli impegni internazionali. Le costituzioni sono fenomeni storici che cercano di rimediare alle cause di crisi del vecchio regime. Costituzioni flessibili e rigide La distinzione:
A garantire la costituzione è un’autorità capace di verificare che quelle procedure siano rispettate, quindi un giudice estraneo ai giochi politici. La costituzione però non galleggia nel nulla, ma attorno a i suoi 139 articoli con numerose altre componenti che formano assieme il diritto costituzionale. Ci sono alcune leggi costituzionali emanate per modificare singole disposizioni della costituzione, Altre riguardano questioni specifiche, c’è un lavoro di continua specificazioni delle disposizioni costituzionali in relazione a tutti gli infiniti casi che le vengono prospettati. Un ruolo importante lo svolge anche la legislazione ordinaria, cioè una legislazione di completamento della materia costituzionale, per esempio è la legislazione elettorale da cui dipende il funzionamento della forma di governo, oppure disciplina il referendum, ed è la stessa costituzione che attraverso la riserva di legge impone alla legge ordinaria di disciplinare queste materie. principi, valori, regole I valori nel diritto entrano come principi, cioè come norme dal contenuto molto generale, il principio di laicità dello Stato, il principio di eguaglianza, sono tutte traduzioni dei corrispondenti valori in una norma giuridica. I principi sono un tipo di norma giuridica che si distingue dalle regole per il fatto di essere dotato di un elevato grado di genericità. Per esempio, l’articolo 13, cioè la libertà personale e inviolabile il principio è reso concreto e operativo dalle regole poste che disciplinano i modi in cui si può legittimamente restringere la libertà fisica delle persone. Le disposizioni sono dunque parte del testo scritti dal legislatore, le norme giuridiche che si possono suddividere in principi e regole, sono il significato che a tali disposizioni attribuiscono gli interpreti. La costituzione italiana 🇮🇹 La costituzione italiana entrò in vigore il 1 gennaio del 1948, essa fu approvata dall’assemblea costituente. È una costituzione lunga , perché ha un consenso così vasto di persone con pensieri politici differenti; è una costituzione aperta , nel senso che non pretende di individuare il punto di equilibrio tra i diversi interessi, ma si limita ad elencarli, lasciando alla legislazione successiva di individuare il punto di bilanciamento. Da ciò la costituzione trae anche una notevole capacità di adattarsi ai tempi. La costituzione italiana si compone di parti diverse, inizia con i principi fondamentali i primi 12 articoli che rappresentano infatti alcune delle premesse ideologiche e politiche che costituenti hanno trascritto traendole dei loro diversi manifesti politici con la consapevolezza che i loro ideali sarebbero stati destinati a coesistere senza possibilità che uno prevalesse sull’altro. La stessa idea di fissare istituzione i colori della bandiera (Art 12) rivela in fondo la volontà di evitare che un’ideologia possa prevalere sulle altre. In questi principi fondamentali vi sono disposizioni importanti per esempio che la Repubblica italiana si fondi sul lavoro (Art 1) e che riconosca il lavoro come un diritto fondamentale (Art 4). Siccome esse prescrivono obiettivi al legislatore, i giudici possono impugnare le leggi che vanno in direzione opposta che ostacolano il raggiungimento di essi. L’avvento della corte costituzionale ha fatto perdere disignificato la distinzione tra norme precettive che impongono comandi o divieti immediati e vincolanti (es. norme penali) e norme programmatiche indicano fini e obiettivi che il legislatore devono perseguire attraverso l'adozione di norme ordinarie. Infatti, nei primi anni di applicazione della costituzione, la cassazione ritenne che la maggior parte delle norme costituzionali non potessero essere applicate direttamente nei tribunali, essendo necessario l’intervento del legislatore ordinario. Esse quindi venivano ricostruite come norme programmatiche non direttamente applicabili ma rivolte al legislatore, indicandogli le cose da fare, poche dunque sarebbero state le norme