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Riassunto di diritto dei mercati e degli intermediari sulle crisi bancarie e risoluzioni della crisi
Tipologia: Appunti
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Lezione diritto 22-10-2020: risoluzione delle Crisi Bancarie Il meccanismo di risoluzione unico si riaggancia al meccanismo di vigilanza unico che rappresenta il secondo pilastro dell’unione bancaria europea, entrata in vigore nel 2013 con l’obiettivo di centralizzare la supervisione e soprattutto la risoluzione delle banche in crisi per mantenere la stabilità e l’integrità dei mercati(questo a livello macro). A livello micro bisogna vedere come le banche possono essere ristrutturate, come gli asset possono essere venduti e soprattutto come l’accumulo di crediti deteriorati fa parte di quelle che potrebbero essere una delle cause del fallimento. Partendo dal secondo pilastro, ovvero quello dei meccanismi di risoluzione si analizzano quali sono gli attori di tale meccanismo,ovviamente abbiamo come obiettivo principale il tempestivo intervento degli authoritis competenti,che sono la bce che ha la supervisione ma anche il ruolo centrale di organizzazione delle procedure di risoluzione delle crisi bancarie, e poi abbiamo le autorità nazionali di risoluzione. Il punto centrale del secondo pilastro è il rapporto tra la bce ,l’organismo di risoluzione e l’autorità nazionale. Questo rapporto trilaterale potrebbe portare ad alcuni problemi a causa, innanzitutto, del flusso di informazioni perché la bce lascia ampio spazio alle autorità nazionali di verificare sul territorio nazionale quali sono l’esigenze delle singole banche, per cui una banca banca potrebbe essere ristrutturata,risolta attraverso la procedura di bail-in mentre altre potrebbero essere risolte con altre procedure. L’autorità nazionale decide quale procedura di risoluzione bisogna applicare ai singoli casi, in accordo con l’organismo di risoluzione che notifica la decisone alla bce. Vi sono varie categorie di banche, ma vi sono due grandi categorie che sono state introdotte dalla bce la banche significative a rilievo sistemico e la banche non significative non rilievo sistemico. le banche significative sono quelle che hanno una natura di business un volume delle transazione caratterizzati da operazioni complesse che potrebbero causare un rischio sistemico ovvero il rischio che il fallimento di una banca potrebbe portare al fallimento di altre banche ad essa interconessa.(causa di un effetto domino). Per cui poi abbiamo la categoria di banche non significative ovvero categorie di banche che non hanno la potenzialità di creare un rilievo sistemico, sono circa 120 banche che si trovano sul territorio nazionale ma che per dimensione e natura non possono arrecare un rischio sistemico. Queste due categorie sono molto importanti per vedere chi ha accesso al meccanismo di risoluzione unico, soprattutto chi può beneficiare delle varie procedure speciali di risoluzione delle crisi bancarie. Possibili alternative per poter risolvere una crisi bancaria: affrontando il lato normativo, quello regolamentare, il meccanismo di risoluzione unico è stato introdotto con Il regolamentoUEn.806/2014, organo centrale di questo meccanismo è il comitato di risoluzione così detto SingleResolutionBoard (SRB).bisogna capire adesso il rapporto trilaterale tra questo comitato di risoluzione, la bce e le varie autorità nazionali di risoluzione. Questa rapporto trilaterale è importante per capire il flusso di informazione e la notifica della procedura da adottare per la banca in questione siano procedure valide per riservare la stabilità del mercato e soprattutto per salvare la banca. A questo comitato di risoluzione si attribuisce il monitoraggio in cooperazione con la bce e con la pertinente autorità nazionale competente, in italia trattasi della Banca d’italia per cui l bdi collabora con l’organismo di risoluzione unico e con la bce. Questo comitato di risoluzione è un organismo di raccordo tra la bce che non può conoscere a livello domestico tutte le singole procedure, le singole esigenze delle banche per cui la bce si fa caric di tutte le info che gli arrivano dall’organismo di risoluzione e dalle autorità nazionali di competenza e svolgono un ruolo fondamentale perché la banca d’italia deve riferire a questo meccanismo di risoluzione se una banca nazionale deve essere ristrutturata deve essere risolta con procedura di bail-in o con altre procedure, e soprattutto se la banca ha un rilievo sistemico ha un rilievo signficativo e per cui la banca d’italia con il comitato di risoluzione deve redigere un piano ah hoc che poi si tramutano in piani di ristrutturazione( recoveryplans) o di risoluzione ( resolutionplans ).per cui questo rapportao trilaterale è
fondamentale per i flussi informativi e per decidere quali sono le procedure migliori per la ristrutturazione o la risoluzione della banca. Vi sono state delle critiche per quanto riguarda il ruolo della bce a causa della troppa libertà che viene data all’autorità nazionale che potrebbero con decisioni discrezionali decidere se una procedura è migliore o meno.la bce va a vedere quelle che sono le informazioni, i piani che sono stati redatti dalle autorità nazionali competenti per decidere e valutare. Negli ultimi anni ci sono stati casi eclatanti dove la bce e il comitato di risoluzione hanno deciso alcune procedure di risoluzione di crisi bancarie che non erano adatte(il caso della banca monte paschi di siena,il caso delle banche venete) per cui vi è stata una critica da parte della commissione europea perché alcune di queste procedure poi sconfinano con la disciplina degli aiuti di stato, disciplina ,che viene regolamentata dall’art 122del trattato sul funzionamento dell’UE,che non deve andare a ledere quella che è la concorrenza tra le banche quindi del settore bancario. Alcune di queste procedure spesso vanno oltre e per tale motivo ci sono state delle critiche in quanto alcune procedure di risoluzione, come ad esempio la ricapitalizzazione precauzionale sembrerebbe più un aiuto di stato. Quindi ci sono 3 organi fondamentali nel meccanismo di risoluzione unico: bce, comitato di risoluzione e autorità nazionale competenti. Ovviamente l’obiettivo è la stabilità del mercato, quello di ridimensionare le possibilità di fallimento, quello di prevenire l’insorgenza di situazioni di crisi ma soprattutto quello di proteggere l’investitore-consumatore, quello di evitare procedure di bail-out tipiche della crisi del 2007.la procedura di bail-in ha sostituito quello di bail-out che prevedeva il coinvolgimento dei risparmiatori nel salvataggio delle banche, il bail-in invece è una procedura privata che prevede il coinvolgimento di investitori privati, di parti private nel risanamento della banca, quindi un altro obiettivo del meccanismo di risoluzione unico è quello di evitare il coinvolgimento di investitori privati,dei possessori di depositi, possessori di conti correnti, soprattutto perché il salvataggio delle banche nell’unione bancaria deve essere del tipo burden sharing ad appannaggio degli investitori privati e non dei consumatori e degli investitori retail.quindi abbiamo l’attivazione di tali misure rimessa al single resolutions board che opera in stretto rapporto con la bce la commissione e il consiglio. c’e una partecipazione della commissione europea perché quest’ultima è un organo che deve vigilare per quanto riguarda la materia degli aiuti di stato, e nella procedura di risoluzione delle crisi bancarie, talvolta le banche usufruiscono di finanziamenti, di aiuti di stato che però devono essere in misura temporanea,non oltre i 6 mesi, per cui la commissione vigila monitora che queste procedure speciali di risoluzione delle banche non sconfinino nella normativa della disciplina degli aiuti di stato, questo garantisce il normale svolgimento e la normale concorrenza tra le varie banche. Per cui questi fondi comuni, queste risorse comuni per il finanziamento della resolution della banche non devono sfociare poi nella materia degli aiuti di stato. Il regolamento sul meccanismo di risoluzione unico prevede un fondo di risoluzione che deve alimentare e sostenere l’intera procedura. Tale procedura si distingue in 2 fasi , quello di risoluzione e quella di ristrutturazione. Quindi la banca d’italia deve redigere un piano di risoluzione e un piano di ristrutturazione idoneo a mantenere i servizi essenziali della banca in crisi, per la bamca d’italia ha un ruolo fondamentale sul territorio nazionale ma deve accordarsi con la bce e il single resolutions board sia per quanto riguarda i flussi informativi sia per quanto riguarda la stesura di questi piani(di risoluzione e di ristrutturazione).fino ad adesso abbiamo visto una figura composita, una struttura che fa capo alla bce ,organo di supervisione centralizzato unico, abbiamo il single resolution board a cui viene rimandato lo schema di risoluzione o di ristrutturazione, la commissione europea che deve monitorare che tutte queste procedure siano idonee ad non alterare la concorrenza,il consiglio europeo il quale è deputato al controllo della sussistenza dell’interesse pubblico, interesse che non deve alterare da un lato la concorrenza e dall’altro non devono coinvolgere il così detto taxpayer nel salvataggio della banca .( a livello macro abbiamo la commissione, la bce ,single resolution board,e consiglio ; mentre a livelo micro abbiamo la banca d’italia; questi sono gli attori principali del sistema di risoluzione unico). Per quanto riguarda i flussi informativi la banca d’italia aveva cercato di ovviare al problema che si era creato durante la crisi finanziaria di una mancata informazione tra le varie autorità, tutti questi flussi informativi sono supportati da softwer tecnologici. Di complemento al meccanismo unico di vigilanza abbiamo la direttiva brrd è la bank recovery and resolution directive una direttiva introdotta nel 2014 recepita con decreti legislativi 180e181 e la direttiva brrd regolamenta e scandisce quelle che sono le diverse fasi nella redazione dei piani di risoluzione e piani di ristrutturazione. quindi la direttiva brr regolamenta con puntuali norme quelle che sono le diverse fasi nella redazione dei recovery plans e resolution plans,quindi il meccanismo unico di risoluzione a livello macro individua quelli che sono gli organismi deputati a risolvere le crisi bancarie. La direttiva brrd
vendita, di trasferire parte di business della banca, questa vendita questo trasferimento deve avvenire a condizioni di mercato, quindi non dvev alterare la concorrenza sul mercato bancario, questo per quanto riguarda il prezzo di queste linee di business e anche nel rispetto delle altre banche in crisi per nono ledere la loro posizione, e soprattutto deve avvenire in ottemperanza con la materia degli aiuti di stato.tale materia molto delicata che è disciplinata dal trattato sul funzionamento dell’UEart122, che ci dice che gli aiuti di stato, ovvero salvare la banca con aiuti pubblici deve essere una misura temporanea (max 6 mesi), e deve avere come obiettivo quello di risanare la banca cos’ che possa proseguire sola senza ulteriori aiuti. Questa norma è stata al centro di molte critiche perché in alcuni casi diventa temporanea e quindi la commissione europea per fare in modo che questi aiuti di stato con finanziamenti pubblici che per lo più provengono dalla bce non avvantaggino una banca a dispetto di altri banche. Quindi la vendita o il trasferimento ha come benefico quello di incontrare condizioni di mercato, dall’altra parte deve ottemperare alle norme sugli aiuti di stato. Un altro istituto è quello della banca ponte(hail compito di alleggerire il bilancio della banca in crisi);supponiamo che la banca d’italia giudichi non idoneo la vendita di parte della attività di business della banca e giudichi idoneo la costituzione di una banca ponte, con la funzione di facilitare il trasferimento della totalità delle attività di business dell’istituto in crisi. Nella vendita la baca è capace da sola di vendere sul mercato le proprie attività di business, nel secondo caso la banca ha bisogno dell’ausilio della banca ponte per veicolare questi asett malati dalla banca fino al mercato.la banca ponte è una banca statale che viene costituita ad hoc per la procedura di risoluzione della banca in crisi. Quindi è di proprietà di uno o più autorità pubbliche, e verrà risolta a conclusione della procedura di salvataggio. l’obiettivo è quello di consentire la continuità dell’esercizio dei servizi essenziali della banca, quindi nel trasferimento di questi asset e di queste proprietà la banca deve continuare a finanziare ,ad essere in vita e a provvedere ai servizi essenziali, ecco perché subentra la banca ponte, per permettere alla banca di continuare a sopravvivere. La differenza,quindi, tra la vendita di alcune linee di business e la bridge bank è che nel primo caso la banca continua a fornire i servizi essenziali e si occupa autonomamente a vendere ai prezzi del mercato questi asset,nel secondo caso abbiamo un deterioramento maggiore per cui occorre l’ausilio di una banca ponte che faciliti la vendita di questi asset malati e che permetta alla banca di continuare a offrire i servizi essenziali. ovviamente è sempre l’autorità nazionale che ha la responsabilità di decidere quale procedura è idonea guardando l’esigenza dell’istituto bancario.quindi la direttiva brr prevde la separazione bad bank e good bank, prevede la vendita delle linee di business delle proprietà della banca oppure la costituzione di una banca ponte. Questa separazione bad bank e good bank è un’altra procedura che si manifesta nel separare le attività e le passività della banca,quindi in questa procedura la banca viene segregata una good banck con tutte le attività e gli asset e una bad bank una banca malata con gli asett malati che devono essere separati dai così detti core equity della banca. Questa segregazione avviene perché alcune attività della banca devono essere separate per far si che tale procedura possa risanare la banca.quindi il salvataggio della banca avviene salvato la parte positiva della banca ma la banca rimane una zombie banca ,ovvero una banca che è stata separata da tutte le attività malate in futuro avrà bisogno di ulteriori interventi, perché queste zombie banche aggraverebbero solo il mercato bancario per cui sarebbe meglio farle fallire,infatti il fallimento della lehman brothers corrisponde a tale procedura, infatti hanno preferito farla fallire e non salvarla proprio per non mantenere in vita queste zombie bank che potrebbero infettare altre banche. (osservazione: Il bail-in ad oggi rimane un procedimento inattuato perché è molto dispendioso e ha il rischio di cambiare l’assetto manageriale della banca, per cui il bail-in è uno degli aspetti principali della procedura di risoluzione della banca ma ad oggi è inattuato; l’attivazione di una procedura di bail-in avviene quando la banca presenta una situazione delle passività molto aggravate, per cui la banca ha attività che sono difficilmente trasferibili o vendibili).(osservazione :la banca popolare di bari è il caso in cui il sistema non funziona, e viene lasciata molta libertà a questi fondi interbancari di garanzia e depositi nazionale di intervenire e provvedere al sostegno della banca, ma non c’è un vero e proprio raccordo a livello europeo, per cui molto spesso questi fondi interbancari sono oggetto di critiche per via di questi fondi che vengono dati a sostegno della banca che potrebbero sconfinare nella materia degli aiuti di stato ma che in verità non lo so).(osservazione: l’azzardo morale è un incentivo della banca a continuare ad investire in transazioni rischiose pur sapendo che vi sarà l’intervento della banca centrale a salvare la banca in crisi, quindi questo azzardo morale può dar vita ad un rischio sistemico, ad un fallimento di mercato, quindi la banca ponte
dovrebbe prevenire questi incentivi così detti perversi nel continuare ad investire in transazioni rischiose; quindi la banca ponte fa anche una sorta di monitoraggio, quindi la banca ponte previene questo azzardo morale e monitora che la banca non continui ad investire in operazioni rischiose). Bail-in:la procedura comporta l’intervento di azionisti privati per la risoluzione della banca, ‘obiettivo è quello di evitare il bail-out ovvero un coinvolgimento di investitori retail e di clienti consumatori e soprattutto dei depositanti; quindi l’obiettivo è il salvataggio della banca a spese di investitori privati e non alle spalle dei correntisti. È una procedura demandata alle autorità di vigilanza e vi è un raccordo tra l’eba e l’autorità di vigilanza nazionale. Avviene il bail-in come la conversione dei crediti in azioni ordinarie , quindi tutte le passività vengono convertite in azioni ordinarie della banca,intervengono negli assetti manageriali della banca in crisi gli investitori privati che si fanno carico di queste sofferenze che vengono convertiti in azioni ordinarie, ma la conversione in azione ordinarie fa sì che questi investitori privati intervengono negli assetti manageriali ,nella proprietà della banca, quindi uno dei risvolti negativi del bail-in è anche una delle ragioni principali per cui il bail-in è rimasto inattuato. È una procedura molto dispendiosa che richiede tempo e che richiede l’assenso degli azionisti e l’assenso del senior management board (1:12:58)che nella procedura di bail-in si deve fare da parte perché in questa conversione di azioni ordinarie entrano nella proprietà della banca soggetti diversi estranei; è una procedura che è stata introdotta con la direttiva brrd ma è rimasta inattuata. Questo bail-in così come il meccanismo di risoluzione unico potrebbe avere dei risvolti diversi all’indomani del’esito del referendum sulla brexit.il regno unito non è entrata nell’unione bancaria europea ,insieme ai paesi scandinavi ,non ha voluto condividere gli obiettivi dell’unione bancaria, il motivo principale è stato di non cedere la sovranità dei mercati finanziari inglesi alla bce. Ma ha recepito la direttiva brrd ma non è nel meccanismo unico di risoluzione, questo significa che qualsiasi crisi bancaria nel regno unito viene regolamentata con disciplina interna, attraverso l’intervento della bank of England, e le due autorità di controllo che sono la financial contact authorities (la nostra consob) e la prudencial regoulation authorities che si occupa di monitorare il mercato a livello macroeconomico del regno unito. Ovvie mento abbiamo una deformità regolamentare, il regno unito che non è nell’unione bancaria ma ha recepito la bddr. Il regno unito dal gennaio 2021 uscirà dell’UE, ma al momento non vi è nessun accordo livello commerciale e neppure per quanto riguarda la circolazione delle persone tra l’ue e il regno unito.il regno unito è intenzionato a non attuare nessuna delle direttive eu in materia finanziaria da gennaio 2021, questo vuol dire che tutte le direttive in materia finanziaria fin qui recepite verranno regolamentate soltanto con una disciplina interna, la brrd che è stata recepita e trasposta con regolamento interno che si differenzia in ampie parti dalla versione europea della brrd, dal 1 gennaio 2021 gli istituti europei del brrd non verranno più applicati nel regno unito.per esempio non verrà applicato il bail-in previsto dalla brrd ma verra applicato in bail-in del banking act del 2009. vi sono dei forti contrasti regolamentari perché tutte le banche operano in modalità transfrontaliere(vi sono molte banche come UniCredit che operano nel regno unito) e soprattutto vi sono banche inglesi che operano nell’UE,e in questo caso verrà applicato un bailin inglese che è già stato regolamentato dal bank act del 2009 il regno unito ha una propria normativa per quanto riguarda le procedure di risoluzione delle crisi bancarie; nel bank act sono presenti delle norme specifiche del bail-in che non sono uguali alla brrd del 2014; ad esempio la brrd del 2014 prevede un limite dell’8% per quanto riguarda le passività da sottoporre al bail-in, quindi nella brrd vi è un limite max di passività che possono essere sottoposte al bail-in dell’8% e l’autorità di vigilanza nazionale deve verificare queste passività sottoposte al bail-in; questo limite dell’8% non esiste nel bail-in inglese, nel bank act del 2009 il bail-in non prevede un limite del’8%, quindi in teoria tutte le passività potrebbero essere sottoposte a bail-in; inoltre si andrebbe a creare un doppio binario regolamentare, perché le banche inglesi sul territorio inglese verrebbero sottoposte a bail in inglese, su territorio europeo il bail-in inglese non può essere applicato, questo comporta che la stessa banca che ha sede a londra e anche altre sedi in eu sarebbe sottoposta a due tipologie diverse di risoluzione del bail-in,a due tipologie diverse di supervisione,quindi si creerebbe questo arbitraggio regolamentare per cui molto spesso si preferirebbe o la normativa inglese o quella europea a seconda del caso per risolvere la banca. Questo è un pericoloso fenomeno non soltanto di difformità, di mancanza di armonizzazione ,ma potrebbe alimentare questi arbitraggi regolamentari e potrebbe far si che le banche possano essere risolte in paesi come il regno unito più favorevoli dove il bail- in è meno drastico. questo comporta che la stessa banca viene sottoposta a due regimi diversi, a due regimi di supervisione diversi,a due regimi di risoluzione diversi, e con tempistiche più lunghe; quindi l’obiettivo di