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Diritto dell'Informazione e Diritto d'Autore: Aspetti Legali e Tecnologici - Prof. Caso, Appunti di Diritto

appunti integrali del corso di diritto dell'era digitale compresi di slides tenuto dal prof. Roberto Caso e Giorgia Bincoletto maggio 2023

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 27/12/2023

Chri.b
Chri.b 🇮🇹

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DIRITTO DELL’ERA DIGITALE
Prof. Caso - Bincoletto
02/03/2023
ESAME: domande a risposta multipla + domande aperte (+-3 all’orale); entro
fine aprile
LIBRI: il diritto dell’era digitale (parte 4 per DDA “Parte II, cap. X: il diritto
d’autore dell’era digitale” + inizio) - la cittadinanza digitale (Pascuzzi).
Il rapporto tra diritto e tecnologie digitali, può essere ordinato?
Oggigiorno, essere cittadini ha assunto una nuova classificazione. Esistono
digeste categorie di cittadinanza e una di queste è quella digitale.
Nell’opera “la cittadinanza digitale”, Pascuzzi afferma che esistono delle sfide
non indifferenti legate alla tecnologia.
Siamo immersi in una società digitale e come cittadini abbiamo davanti delle
sfide importanti, la prima è l’inclusione intesa come la capacità di esserne
parte. Basti pensare agli anziani o chi non è sufficientemente formato ->
Quanto più le tecnologie saranno presenti nelle nostre vite, al punto da far
scomparire la distinzione tra offline e online, tanto più il rifiuto di misurarsi
con esse avrà come unica conseguenza l'esclusione. Invece non solo bisogna
combattere questa nuova e più subdola possibilità di emarginazione, ma
bisogna fare ogni sforzo per abitare appieno lo spazio digitale.
La seconda sfida è quella di acquisire delle competenze digitali, sviluppare
conoscenze legate al mondo digitale ricordandosi che quando acquistiamo un
dispositivo, anche quando sembra usabile, dietro alla semplicità di nasconde
una complessità che sarà sempre limitata, in quanto siamo davanti a
tecnologie estremamente complesse e la nostra tendenza è quella di saltare il
passaggio delle istruzioni e cominciare subito ad usare il device -> Non basta
comprare un ritrovato tecnologico per essere davvero in grado di
padroneggiare opportunità e rischi che lo stesso schiude o comporta. Bisogna
apprendere competenze tecniche, cognitive, metacognitive [...], emotive,
sociali, giuridiche utili a metterei in grado di accettare la sfida. Occorre
continuare ad imparare per tutta la vita perché le tecnologie diventano
sempre più evolute e sofisticate.
Ancora, la terza sfida riguarda la responsabilità. Vedi il caso dei minori sui
social, revenge porn -> Cittadinanza digitale non può che essere sinonimo di
cittadinanza attiva. [...] Il cittadino digitale ha la responsabilità di alimentare
la partecipazione democratica; ha la responsabilità di difendere il pluralismo
delle idee; ha la responsabilità di vigilare sulle politiche relative ai dati
personali. Sono solo esempi.
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DIRITTO DELL’ERA DIGITALE

Prof. Caso - Bincoletto 02/03/ ESAME: domande a risposta multipla + domande aperte (+-3 all’orale); entro fine aprile LIBRI: il diritto dell’era digitale (parte 4 per DDA “Parte II, cap. X: il diritto d’autore dell’era digitale” + inizio) - la cittadinanza digitale (Pascuzzi). Il rapporto tra diritto e tecnologie digitali, può essere ordinato? Oggigiorno, essere cittadini ha assunto una nuova classificazione. Esistono digeste categorie di cittadinanza e una di queste è quella digitale. Nell’opera “la cittadinanza digitale”, Pascuzzi afferma che esistono delle sfide non indifferenti legate alla tecnologia. Siamo immersi in una società digitale e come cittadini abbiamo davanti delle sfide importanti, la prima è l’ inclusione intesa come la capacità di esserne parte. Basti pensare agli anziani o chi non è sufficientemente formato -> Quanto più le tecnologie saranno presenti nelle nostre vite, al punto da far scomparire la distinzione tra offline e online, tanto più il rifiuto di misurarsi con esse avrà come unica conseguenza l'esclusione. Invece non solo bisogna combattere questa nuova e più subdola possibilità di emarginazione, ma bisogna fare ogni sforzo per abitare appieno lo spazio digitale. La seconda sfida è quella di acquisire delle competenze digitali, sviluppare conoscenze legate al mondo digitale ricordandosi che quando acquistiamo un dispositivo, anche quando sembra usabile, dietro alla semplicità di nasconde una complessità che sarà sempre limitata, in quanto siamo davanti a tecnologie estremamente complesse e la nostra tendenza è quella di saltare il passaggio delle istruzioni e cominciare subito ad usare il device -> Non basta comprare un ritrovato tecnologico per essere davvero in grado di padroneggiare opportunità e rischi che lo stesso schiude o comporta. Bisogna apprendere competenze tecniche, cognitive, metacognitive [...], emotive, sociali, giuridiche utili a metterei in grado di accettare la sfida. Occorre continuare ad imparare per tutta la vita perché le tecnologie diventano sempre più evolute e sofisticate. Ancora, la terza sfida riguarda la responsabilità. Vedi il caso dei minori sui social, revenge porn -> Cittadinanza digitale non può che essere sinonimo di cittadinanza attiva. [...] Il cittadino digitale ha la responsabilità di alimentare la partecipazione democratica; ha la responsabilità di difendere il pluralismo delle idee; ha la responsabilità di vigilare sulle politiche relative ai dati personali. Sono solo esempi.

La responsabilità è un concetto giuridico, ma anche etico. Da ultimo, l’ultima sfida e forse la più importante è quella dei valori. La società attutale sta transitando rapidamente e non abbiamo facilità nel comprendere le tecnologie. I valori di oggi sono sia positivi che negativi. Se è vero che siamo costruendo macchine intelligenti, che l’uomo non ha, possono esserci tutta una serie di rischi - una fra tutti è la minaccia della democrazia liberale che abbiamo conosciuto. I cittadini digitali creano, usano e controllano la tecnologia per migliorare l'umanità. Lo scenario tecnologico, già complesso, si sta popolando sempre di più di macchine sempre più autonome e intelligenti. È di vitale importanza portare e riaffermare nel futuro i valori alla base della nostra civiltà. Si possono leggere le parole le E. Snowden, che scrisse “ Errore di sistema ” e svelò al grane pubblico le attività di sorveglianza che le agenzie federali americane facevano su scala massiva attraverso software e tecnologie digitali. Ora vive in Russia, per scappare dagli USA. Chi ha vissuto il passaggio da analogico a digitale riesce a capire meglio le insidie. Egli scrisse come fosse abituato a smontare apparecchi e a vederne l’interno, era curioso del funzionamento della tecnologia ed aveva questa spiccata voglia di interagire anche sull’hardware per averne il pieno controllo. Negli anni in cui prendeva piede internet, era visto come un luogo di libertà, ora invece è un ambiente tossico, malato. Disse:” So bene quale luogo tossico e insano sia diventato oggi il Web, ma dovete capire che per me, quando ci sono entrato in contatto per la prima volta, Internet era qualcosa di totalmente diverso. Era come un amico, un genitore. Una comunità senza confini né limiti, milioni di voci che confluivano in una sola, un terreno vergine condiviso – ma non sfruttato – da varie comunità che vivevano fianco a fianco in modo amichevole, i cui membri erano liberi di scegliere il proprio nome, la propria storia e le proprie abitudini. Tutti indossavamo delle maschere, eppure questa cultura dell’«anonimato attraverso la polionimia» produceva più verità che falsità, perché aveva un carattere creativo e cooperativo, più che commerciale e competitivo. C’erano dei conflitti, ovviamente, ma a prevalere erano sempre la gentilezza e i buoni sentimenti, come il vero spirito pionieristico richiede.” Sostanzialmente afferma che dopo anni di lavoro per queste agenzie nazionali, anche con contratti precari, matura un disgusto e una certa ribellione per queso sistema. Credendo nella democrazia, nella libertà e nella separazione dei poteri capì che questi valori erano stati traditi: “ Un tempo lavoravo per il governo, ora lavoro per le persone. Mi ci sono voluti quasi trent’anni per capire che c’era una differenza tra le due cose e, quando è successo, ho iniziato ad avere qualche problema sul lavoro. E così adesso passo il tempo cercando di proteggere la gente dalla persona che ero

economici. Il comparatista combatte gli steccati disciplinari. Il comparatista padroneggia, tra gli altri, gli skills del lavoro interdisciplinare. La comparazione fa del mutamento e dell’innovazione degli oggetti privilegiati di indagine. La comparazione studia le tecniche dell’innovazione giuridica. La comparazione studia la creatività del giurista. Secondo alcuni, i compartisti sono insofferenti al solo diritto locale. Il giurista deve spogliarsi delle sue vesti i giurista e deve guardare agli lite saperi, uno di questi è proprio la tecnologia. Il perimetro disciplinare della comparazione non esiste, esiste la metodologia ma deve occuparsi di tutto. Sono nati una serie di centri di ricerca che hanno nella denominazione: “law and technology” -> le materie che hanno spianato la strada sono: IP, diritto autore, privacy. Cos’è la tecnologia? È il risultato applicativo di quello che fa la scienza. Si intende lo strumento che nasce da una ricerca teorica scientifica. Da dove nasce google? Esso nasce da un’idea di alcuni ricercatori universitari che sapevano che i ricercatori usano le citazioni per misurare l’impatto di un articolo scientifico. Che peso ha? Per determinarlo si misurano le citazioni che ha avuto da altri autori. Vogliono creare un ranking per le pagine web e far solare il link a seconda di quanto una pagina web sia linkata e più lo è deve stare ai primi posti. La tecnologia ha benefici e rischi nelle sue applicazioni. Ma anche prospettive e angosce. Rodotà ha inaugurato il filone di law and technology scrisse per primo che: “I benefici e I rischi ci mettono davanti nuovi problemi, dobbiamo guardare al futuro del diritto. Non serve sempre inventare nuove regole ma ricordarci che il passato deve essere rivisitato. La comparazione fa del mutamento e dell’innovazione degli oggetti privilegiati di indagine. La comparazione studia le tecniche dell’innovazione giuridica. La comparazione studia la creatività del giurista”. Non tutto quello che diventa un problema giuridico deve trovare una soluzione giuridicamente - norme sociali garantiscono il controllo dell’info senza fare riferimento alle norme giuridiche. Sempre Rodotà scrisse nel 2012 “La dignità” in cui racconta il 900, e vuole rimettere al centro l’uomo, quello che di meglio c’è dell’uomo. “Sul terreno dei principi questo è il vero lascito del costituzionalismo del dopoguerra. Se la «rivoluzione dell’eguaglianza» era stato il connotato della modernità, la «rivoluzione della dignità» segna un tempo nuovo, è figlia del Novecento tragico, apre l’era del rapporto tra persona, scienza, tecnologia ”. Inoltre, “la dignità diviene il forte tramite per ricostituire

l’integrità della persona (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, art. 3), per evitare che la persona venga considerata una sorta di miniera a cielo aperto dove chiunque può attingere qualsiasi informazione e in tal modo costruire profili individuali, familiari, di gruppo, facendo quindi divenire la persona l’oggetto di poteri esterni, che possono falsificarla, costruirla in forme coerenti ai bisogni di una società della sorveglianza, della selezione sociale, del calcolo economico ”. -> termini che ritorneranno molto spesso nel corso. “La dignità non è un diritto fondamentale tra gli altri, né una supernorma. Seguendo la storia della sua vicenda giuridica, ci avvediamo che essa è venuta a integrare principi fondamentali già consolidati – libertà, eguaglianza, solidarietà –, facendo corpo con essi e imponendone una reinterpretazione in una logica di indivisibilità” L. Lessing nel 99 scrisse “Code” in cui si riferisce al codice informatico, dove vuole dire che chi costruisce l’architettura digitale pone delle regole che sono anche molto più pervasive ed efficaci di quanto sono quelle giuridiche. I nostri computer hanno già al loro interno delle scelte, possiamo fare delle cose perché il computer ce lo permette. Esistono barriere che sono un po’ come delle barriere fisiche, come dei dossi artificiali. Lessing dice che le architetture che pongono le regole sui nostri comportamenti sono influenzati da:

- Mercato;

- Norme informali;

- Diritto.

Qui, c’è chi guarda a queste interazioni in maniera pessimista: l’uomo non è più ingrato di governare la tecnologia e che la tecnologia fosse fine a sé stessa -> Severino affermava che: “Se gli scopi dell'uomo sono quelli che si illudono di servirsi di tale Apparato, allora quella resurrezione non solo è un rischio, ma è inevitabile: nel senso che l'onnipotenza della tecnica distrugge e sostituisce l'onnipotenza di Dio. Come l'uomo abbandona la volontà di essere felice servendosi di Dio come mezzo, e si propone innanzitutto di fare la volont̀à di Dio, che si serve dell'uomo per celebrare la propria gloria; così l'uomo è destinato ad abbandonare l'illusione di servirsi della tecnica per essere felice, ed è destinato a fare la volont̀à della tecnica , che si serve, per la gloria della propria potenza, della vita e della felicità umane”. Natalino irti invece si pone in modo diametralmente opposto, affermando che: “Non rischia forse, quell'Apparato, di risuscitare gli antichi dei, i quali, risolvendo in se stesso il tutto, non hanno bisogno degli effimeri scopi dell'uomo? Così il cammino, aperto dal giusnaturalismo, si chiuderebbe nel giustecnicismo”.

Capire ciò significa adottare un approccio di law and technology -> capire se al mutamento della tecnologi corrisponde un mutamento non solo a livello di regole operazioni ma anche a livello più ampio. Cercheremo di capire se cambiano i concetti che descrivono gli istituiti del diritto. I nomi che diamo alle regole stanno cambiando? Per quanto riguarda le fonti, stanno cambiando anche loro? E i modi di tutela? Cambiano anche loro? Per affrontare l’obiettivo dobbiamo guardare anche i problemi giudici: spesso non ci sono precedenti e per inquadrare il problema si deve guardare anche ai valori della nostra società. Se muta la società, riluciamo a transitare con il meglio dei valori che abbiamo prodotto nelle ere precedenti? CITTADINANZA DIGITALE: Il tema della cittadinanza digitale, come maturare la competenza in materia digitale c’è anche quella di saper cercare info digitali. Pensare che tutto quello che troviamo sulla rete sia tutto quello che si può ottenere è errato in quanto è sempre il risultato di un filtro. Il modo con cui google restituisce i risultati è rutto di una tecnologia non trasparente e protetta da IP. Saper cercare info significa gestire la rete internet e le tecnologie digitali - questa competenza, da giuristi è necessaria, si deve sviluppare l’abilità della ricerca delle info giuridiche. Pascuzzi nell’opera “La cittadinanza digitale” insiste sulle competenze. Prima di arrivare a ciò, si deve ripetere cosa si intende con il temine “cittadinanza” - ossia il nesso che lega un individuo ad un ordine costituito mettendone a fuoco le principali articolazioni, aspettative e pretese, diritti e doveri, modalità di appartenenza e di differenziazione, strategie di inclusione e di esclusione. Vedi discussione sull’acquisto della cittadinanza italiana. Dire di essere cittadini di uno stato, descrive un profilo identitario, appartenere ad un ordine costituito. Dà un profilo giuridico con diritti e doveri ed un profilo politico che determina la partecipazione. Nel corso del tempo sono nate nuove versioni e nozioni di cittadinanza : esiste la cittadinanza urbana, europea, cosmopolita ma anche quella digitale. La nozione può corrispondere a definizioni che variano a seconda del contesto. Viviamo in UE e nel suo diritto e facciamo riferimento alla nozione di cittadinanza digitale data dalla UE stessa, come :”è un insieme di valori , competenze , atteggiamenti , conoscenze e comprensione critica di cui i cittadini hanno bisogno nell’era digitale. Un cittadino digitale sa come utilizzare le tecnologie ed è in grado di interagire con esse in modo competente e positivo” -> potremmo discutere a lungo sulla formula

espressiva, ma rileva che nella dimensione digitale abbiamo bisogno di qualcosa in più rispetto all’epoca in cui le conoscenze digitali erano diverse. Questa def rimbalza nel nostro ordinamento, nella L. 92/2019 dove, all’ art. 5 si prevede che l’educazione alla cittadinanza digitale sia parte dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica. Che cosa significa essere cittadini digitali? Significa maturare competenze, gestire strumenti e soprattutto una particolare attenzione ai diritti e doveri del cittadino digitale. Per i diritti :

- Non possiamo continuare a parlare di diritto alla riservatezza ma

bisogna guardare al diritto alla protezione dei dati personali. Non significa che il primo sia morto, bensì è confinato in un settore tecnologico differente. Dovremmo sviluppare alcune competenze, quali: raccogliere, gestire e valutare le info, comunicare, creare contenuti, sicurezza, risoluzione dei problemi, analizzare i dati (frutto di una scienza interdisciplinare) e IA. Una delle competenze che dovremmo sviluppare come cittadini è quella di saper navigare in rete. Uno dei grossi problemi è quello per cui la rete ci restituisce una massa enorme di info e sapere come filtrare quelli che effettivamente ci interessano è tutto tranne che semplice. Come giuristi il tema interessa nei confronti del diritto - ossia come cercare info e dati giuridici. Purtroppo o per fortuna, il diritto è diventato molto complicato. Analizzando alcuni settori del diritto, stanno cambiando. Il diritto dell’era digitale ha caratteristiche sue proprie. Esso è:

- Deterritorializzazione: la rete non ha un solo territorio

- Destatualizzazione : forze non statali e che non derivano dallo stesso sono

in gioco. Si creano regole e standard tecnologici senza che lo stato abbia potere.

- Governo della rete : passa attraverso meccanismi complessi e si costruisce

con forza differenti che non sempre promanano solo da giuristi.

- Dematerializzazione : tendenziale dematerializzazione. La generazione

precedente pensava a tutto in maniera tangibile, ma molto sta andando perso. La maggior parte delle foto che scattiamo ha solo versione digitale, ossia una sequenza di zero e uno. Significa che la relazione tra tangibile e intangibile è diverso

- Contratto e tecnologia come fonti delle regole : il contratto è una fonte

di regola importante. Parleremo di contenuti nelle licenze d’uso applicate al software. Questi contratti hanno più peso di molte nome scritte

Il diritto di riferimento è sempre la prima cosa che si deve guardare e cercare

  • interpretazione di dottrina e giurisprudenza. Le fonti e le interpretazioni si cercano con: precedenti giurisprudenziali, ma soprattutto dottrinali. I repertori della giurisprudenza sono raccolte di massime, principi di diritto ordinati per categoria giuridica (come vocabolario A-Z) e si indica: normativa di riferimento, dottrina di riferimento dell’anno, estremi (bibliografica) e i principi di diritto che risolvono i casi posti ai giudici che indicano alla fine gli estremi del giudice che ha emesso decisione. Si può sfogliare per argomento o per indice. Il lavoro che si faceva con fonti cartacee si passa alle fonti digitali. Come si arriva all’info ultima? BANCHE DATI Abbiamo diverse funzioni nelle Banche Dati:

- Thesauri : Per organizzare e immagazzinare i documenti in una banca

dati vengono predisposti degli schemi generali di classificazione, ovvero dei thesauri. Sovente, con l’espressione «ricerca per parole chiave» ci si vuol riferire a una ricerca operata utilizzando le parole enucleate negli schemi e nei thesauri menzionati, cui i documenti sono stati associati nella fase di immagazzinamento. — sono il tesoro delle parole utilizzate nelle banche dati. Se la parola non c’è perché non indicizzata si risparmia tempo inutile.

- Canali di ricerca : La ricerca di documenti in una banca dati può

avvenire attraverso i ‘ canali di ricerca ’. Si tratta di elementi caratterizzanti il dato che (al pari delle parole chiave costituenti il thesaurus ) vengono associati al dato stesso. Ad esempio, in una banca dati giurisprudenziale il canale di ricerca può essere rappresentato dall’organo giudicante (Cassazione, Tribunale ecc.), ovvero dal nome delle parti in causa. [...]

- Ricerca full text : Occorre rimarcare [...] che i sistemi elettronici di

Information retrieval consentono di operare ricerche direttamente sul testo dei documenti. Questo tipo di ricerca (c.d. full text ) elimina ogni mediazione tra dato e utente. È quest’ultimo a formulare le stringhe di

ricerca, vale a dire a enucleare gli elementi che devono essere presenti nel documento cercato.

- Connettori booleani : I sistemi elettronici di information retrieval hanno

enormi potenzialità anche perché consentono di applicare principi di calcolo al ragionamento logico tramite l’utilizzazione di «connettori booleani Le virgolette semplificano ancor più il processo e quanto messo fra virgolette compare nell’esatta sequenza inserita.

- Operatori di espansione : Le ricerche in una banca dati possono essere

affinate anche grazie all’utilizzo di « metacaratteri » (ovvero operatori di espansione, ovvero wild chars ). [...] [Ad esempio, metacaratteri che servono al troncamento della parola]: nella stringa di ricerca si digita solo la radice della parola sostituendo con il metacarattere (che di volta in volta può essere un asterisco, un punto interrogativo o altro) le lettere mancanti. Consentono di fare ricerca troncando le parole e andando al tema della parola stessa -> si arriva a tutti i documenti rilevanti. La massima potrebbe esprimersi senza mai citare il termine “parodia” perché magari i giudici si sono espressi con “parodiante, parodiato …” quindi scrivendo “parodi* attendo più risultati che poi vanno scremati ma almeno permettono di dare un panorama più ampio”. Il tema contenuto nelle banche dati è protetto dal diritto d’autore. L’accesso permette di avere “ accesso ” ad una parte del diritto. Le banche dati parcellizzano i contenuti. Non si può fare l’abbonamento solo ad una banca dati perchè gli editori non mettono a disposizione di tutto il materiale giuridico in una sola banca dati.

Ad esempio: le slide sono in creative commons -> si riconosce il DDA all’autore (attribuzione), di condividere allo stesso modo - concedendo gli stessi diritti che hai ottenuto al fine di far sì che l’opera rimanga sempre con lo stesso regime. Ha a che fare anche con i modi in cui sono disciplinati i protocolli di comunicazione. Come si cerca e condivide l’info? Esistono banche dati che danno info giuridiche di cui possiamo fidarci, molte sono commerciale (l’uni si abbona - 2 milioni l’anno). Molto materiale giuridico rilevante non è in open access, o semplicemente disponibile sul web. L’accesso libero alla conoscenza ha importanza fondamentale in quanto capo saldo della democrazia. Abbiamo visto che le norme e gli atti dello stato non sono soggetti al DDA. Molte info non sono disponibili ma certi passi in avanti sono stati fatti come:

- Normattiva;

- Corte costituzionale;

- Corte di Cassazione;

- Giustizia amministrativa;

- Garante per Protezione dei Dati Personali -> autorità indipendente, formata

da un comitato direttivo;

- CGUE -> curia.europa.eu;

- CEDU;

I manuali, i commentari, le note a sentenza e altro sono soggette al DDA e quindi è estremamente raro trovarli online - se si cedono i diritti all’editore, quest’ultimo fornisce il materiale solo a chi paga. Online solo una parte della letteratura giuridica e scientifica è disponibile. Nel manuale di dir civ si parla di questo più approfonditamente A livello mondiale sono state emanate una serie di dichiarazioni al fine di invogliare l’open access - ora si parla di accesso aperto alla scienza tout court. Si promuove la conoscenza e la trasparenza. La dichiarazione di Berlino del 2003 è una di queste. Esistono diversi motori di ricerca, indici delle fonti e altro come: BASE, CORE, Google Scholar, PLEIDI, Social Science Research Network (SSRN), openAIRE, Zenodo, Open Research Europe. L’altra faccia della medaglia è il BLACK OPEN ACCESS, ossia il mondo della pirateria.

Nella terza missione dell’università ci sono alcune info in materia di open access sul diritto - con tutta una serie di indici di fonti. Esiste un rapporto tra diritto e tecnologia. Più in particolare, esiste una relazione simbiotica tra il diritto e le attività umane che, sfruttando le acquisizioni della scienza, creano nuovi mezzi, strumenti, congegni, apparati atti a migliorare le condizioni di vita dell’uomo stesso -> il diritto disciplina le cose che pongono una serie di problemi giuridici. Soprattutto negli anni 90, quando internet divenne strumento di massa c’erano grandi speranze, soprattutto circa la sua positività (bene ricordarlo) - internet dovrebbe migliorare l’uomo. Rodotà stesso negli anni 90 parlava dei benefici di internet. Allo stesso tempo però, si stanno ridefinendo le interazioni di potere anche grazie alla AI e ciò incide il modo in cui costruiamo software e hardware. K. Crawford ricorda che la AI sia presentata come qualcosa che porterà solo benefici, in realtà spesso ci sono sottigliezze che non si notano. Il racconto sulla AI è condito da ottimismo, quando dovremmo vedere come sta ridefinendo le relazioni di potere e dobbiamo farlo, anche guardando a come sta cambiando il diritto. ERA DIGITALE Digitale deriva da digit - ossia era dei numeri. Le info digitali sono codificate in un linguaggio binario e non è un sistema di numerazione qualsiasi ma apparentemente elementari che si basa solo su due numeri, lo 0 e l’1. Le notazioni posizionali in base 2 (noi usiamo quella in base 10 - da 1 a 10), si è voluto semplificare a solo due simboli che poi vengono tradotti in acceso e spento. Essere solo due simboli non significa che non si possa rappresentare tutto quello che si voglia. La forza sta nel rappresentare tutte le forze espressive (testi, musica, video) mediante sequenze di 0 e 1. Possiamo elaborare queste sequenze e lo possiamo fare automaticamente. L’idea della computazione nasce diverso tempo fa. Una delle basi dell’informatica moderna vede un certa struttura logica con un linguaggio di comunicazione tra uomo e macchina semplificato. Il codice è incorporato nell’input che deve essere calcolato da una macchina (hardware) ha un cuore che processa le info.

di leggere e scrivere in una qualsiasi delle celle un simbolo di un alfabeto prefissato. Questa macchina, pur nella sua semplicità, può calcolare in un numero finito di passi elementari qualsiasi funzione computabile. Il nastro si estende idealmente in modo infinito nei due versi e risulta diviso in celle, ciascuna contenente un simbolo appartenente a un insieme finito di simboli detto alfabeto». Doveva venire fuori una macchina che fosse la realizzazione del suo modello teorico. John von Neumann fu l’ideatore dell’architettura di Neumann - sia il modello del computer modello. Con unità di memoria, unità di controllo, unità di calcolo e meccanismi di input e output che permise la fabbricazione dei moderni computer. Con von Neumann si inizia a delineare la struttura di un computer commercializzabile. In cui il calcolatore ha una struttura ( architettura ) fissa in grado di svolgere differenti funzioni impartite da differenti software HARDWARE: ISO : International Standard Organisation produce sardar di definizioni che sono uguali per tutti coloro che aderiscono allo standard - tipo Qwerty è uno standard. La sequenza delle lettere di una testiera è opera di una operazione standardizzata. È sostanzialmente il vocabolario della tecnologia. Hardware : apparecchiature fisiche utilizzate per elaborare, archiviare o trasmettere programmi o dati informatici; ovvero: tutti i componenti fisici di un sistema informativo o parte di essi. SOFTWARE: Istruzioni destinate alla macchina, alla CPU per farle svolgere diverse funzione. Un insieme di istruzioni destinate al computer con il fine di far svolgere a quest’ultimo determinate funzioni — def. standard: Programmi o parte di programmi, procedure, regole e documentazione associata di un sistema di elaborazione delle informazioni; ovvero: programmi per computer,

procedure e possibilmente documentazione e dati associati di funzionamento di un sistema informatico; ovvero: programma o set di programmi utilizzati per far lavorare un computer. Il programma è parte del software: Una combinazione di istruzioni per computer e definizioni di dati che consentono all’hardware del computer di eseguire funzioni computazionali o di controllo; ovvero un’unità sintattica conforme alle regole di un particolare linguaggio di programmazione e composta da dichiarazioni o istruzioni necessarie per una determinata funzione, attività o soluzione di un problema. ALGORITMO: Def. Treccani: Qualunque schema o procedimento matematico di calcolo; più precisamente, un procedimento di calcolo esplicito e descrivibile con un numero finito di regole che conduce al risultato dopo un numero finito di operazioni, cioè di applicazioni delle regole -> numero finito di regole che conduce ad un risultato dopo un numero finito di operazioni. Si deve arrivare ad un esito Def. ISO: Un insieme finito di regole ben definite per la soluzione di un problema in un numero finito di passaggi; ovvero: una sequenza di operazioni per eseguire un compito specifico; ovvero: un insieme ordinato e finito di regole ben definite per la soluzione di un problema La dittatura del calcolo - Zellini. Scrisse quest’opera per andare a definire la società del calcolo. Gli algoritmi sono sempre più pervasivi - si parla anche dei vari programmi per elaboratore che si instaurano. L’opera ha l’illusione di voler ridurre tutto al calcolo e al dato. Con l’illusione di poter risolvere i problemi con il calcolo Dittatura deriva dal diritto romano - unico decisore - dalla repubblica nacque l’impero romano. La dittatura è connotazione negativa, e quindi di voler sostituire le decisioni pubbliche con una decisione predefinita incorporata nelle macchine. Il matematico Zellini disse che: “ Un algoritmo consiste in una sequenza di istruzioni in base alle quali il calcolatore elabora un processo di calcolo. Gli algoritmi non fanno che estendere le funzioni di controllo e di ripartizione dei numeri in modi che possono diventare inaccessibili, autoritari e categorici : uno strumento utile alla società ma anche un rischio di sbilanciamento nel delicato rapporto fra categoricità e spontaneità, fra l’estrema imperiosità del meccanismo e la libertà di coscienza ”. Nel film Sully il pilota deve decidere cosa fare e deve prendere una decisione nel giro di pochi secondi, potrebbe tornare indietro oppure potrebbe fare

Per avere una app che sia tanto su Mac che microsoft si deve chiedere in licenze le APIs a microsoft o apple. CODICE: Def. ISO: Nell’ingegneria del software, istruzioni informatiche e definizioni dei dati espresse in un linguaggio di programmazione o in un formato prodotto da un assemblatore, compilatore o altro traduttore; ovvero: espressione di un programma per computer in un linguaggio di programmazione; ovvero: un carattere o un modello di bit a cui è assegnato un significato particolare. CODICE SORGENTE: Def. ISO: Istruzioni informatiche e definizioni dei dati espresse in una forma adatta per l’imput a un assemblatore, compilatore, o altro traduttore CODICE OGGETTO: Def. ISO: Istruzioni del computer e definizioni dei dati in un formato prodotto da un assemblatore o compilatore Scegliere se avere un codice sorgete aperto o chiuso. Non voler rivelare il codice di apple o microsoft fu una scelta di mercato di Jobs e Gates. Apple sa cosa succede all’interno dei suoi prodotti, noi no. Decide una serie di cose che noi non sappiamo perchè i codici sorgenti sono chiusi. La secretazione (chiusura) del codice sorgente costituisce una prima, rudimentale (ma potente) forma di protezione tecnologica Si può risalire dal codice oggetto a quello secretato - mediante la decompilazione - ingegneria inversa: si smonta il prodotto per capire il funzionamento delle macchine e poi riprodurle. Dettata da Complesso processo che consente a costi elevati di ricavare un codice sorgente simile (pseudo-codice sorgente) all’originale dal codice oggetto (l’unico disponibile). Viene detta anche più genericamente reverse engineering (ingegneria inversa) Si creano codici sorgenti simili a quanto decompilato. Microsoft Word: 27. linee di codice nel 1982 a 2.000.000 nel 2002 (fonte: Wikipedia.it) andare a decompilare un qualcosa che ha più di 2 milioni di linee non è semplice e poi ci sono incertezze dal punto di vista del prodotto finale.

Oltre a tutto ciò, esiste il mondo del software libero. Alcuni vogliono vedere cosa c’è nel codice, per questioni politiche, di libertà di pensiero. Nasce la Free Software Foundation, anche con la filosofia del progetto GNU. La prima cosa che possiamo fare con un software libero significa che possiamo andare a vedere il software, copiare, modificare, eseguire. FREE non sta per gratis ma per libertà. È una questione di manifestazione del pensiero conciliabile anche con il mercato. Lo sfruttamento commerciale non si basa sulla decretazione del codice. Pascuzzi dice che i giuristi leggono la parola “ algoritmo ” come sinonimo di automazione. L’elemento interessante è che, per molti, il concetto di algoritmo è divenuto sinonimo di automazione di un processo decisionale e, quindi, di decisione automatizzata Molte delle cose che riguardano l’era digitale hanno a che fare con la crittografia. Ossia una scienza che rende segreti i messaggi e le comunicazioni e solo chi mittente e ricevente possono ricevere il messaggio stesso. Ad es. possono usare un sistema di chiavi asimmetriche (pubblica e privata) e solo con queste chiavi si possono decifrare i messaggi. Il sistema logico- matematico ha fatto al fortuna di molti ed è stato applicato a molte tecnologie come alla firma digitale, alla blockchain e ad altri sistemi di gestione della privacy. È stata usata anche per esercitare un controllo - misure tecnologiche di protezione. La tecnologia però è neutra? Questo strumento di libertà come la crittografia (pensiamo alla dittatura vera) è salvifico perchè permette di