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Una panoramica dettagliata sulle entrate dello Stato, con un focus particolare sui tributi. Viene discusso il concetto di tributi, le loro classificazioni, gli elementi fondamentali e le norme costituzionali che regolano la disciplina tributaria. Il testo copre concetti come prestazioni coattive, imposte, tasse, contributi e monopoli fiscali, oltre a discutere la classificazione, la base imponibile e i soggetti passivi del tributo.
Tipologia: Appunti
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DIRITTO TRIBUTARIO : È la materia che studia la disciplina relativa all’introduzione ed alla attuazione dei tributi nel nostro ordinamento giuridico. Trova il suo fondamento in alcune norme costituzionali (artt. 23, 53, 75, 117 e 119 Cost.). Ha una sua autonomia concettuale. È considerata una materia di “secondo grado” in quanto recepisce istituti di altre discipline, regolandoli secondo i propri principi (autonomia e particolarismo del diritto tributario). Il diritto tributario è dunque costruito intorno a uno o più principi fondanti.
Ogni comunità organizzata ha necessità di reperire entrate per finanziare le spese pubbliche (dello stato-comunità e dello stato-organizzazione). Il tributo appartiene al genus delle entrate dello Stato. Le entrate dello stato sono:
Tra queste vi sono le entrate coattivamente imposte, tra le quali: sanzioni, prestiti forzosi, tributi
Le entrate dello Stato sono i diversi modi in cui lo Stato acquisisce gli strumenti per far fronte alle spese pubbliche:
Anche il prestito forzoso è un’entrata dello Stato, solo che nel prestito forzoso in cui il cittadino è obbligato a prestare soldi allo Stato in regime di mutuo e quindi poi lo Stato è tenuto a restituire i soldi che il soggetto ha prestato.
La classificazione per le entrate dello Stato è da suddividere in
Tali prestazioni sono fondate su un accordo tra lo Stato e il cittadino se il cittadino vuole affittare, prendere in locazione un immobile di proprietà dello Stato, si accorda con lo Stato per un prezzo competitivo e tramite un accordo si giunge alla conclusione.
Avvengono quando lo Stato avvalendosi della sua posizione di sovranità, di autoritatività impone una certa prestazione Sono individuate nell’articolo 23. Le prestazioni imposte sono obbligazioni discendenti dalla legge , sono quindi delle prestazioni coattive e quindi significa autoritativamente imposte, sono delle prestazioni alle quali cittadino non può sottrarsi e vincolano il suo comportamento. Si suddividono in:
NON SONO PRESTAZIONI IMPOSTE le espropriazioni per pubblica utilità perché a fronte di una sottrazione vi è un indennizzo previsto da una norma costituzionale. La finalità principale non è quindi quella di togliergli del denaro ma è una finalità pubblica
Vi sono delle prestazioni coattive che sono autoritativamente imposte e dunque la fonte è la legge che lo impone ma poi magari la disciplina è una disciplina liberamente contrattabile fra le parti oppure vi sono delle prestazioni che sono introdotte contrattualmente ma la cui disciplina è poi legata a una legge quindi vincolato ad una legge.
IMPOSTA È il tributo acausale cioè non legato a una causa sinallagmatica corrispettiva dovuto al fatto che il cittadino è un cittadino, perché legato allo Stato da un patto sociale, la pago perché lo Stato ha il potere di farmelo pagare e lo pago quando realizzo dei fatti che lo Stato ritiene di ricollegare ad esso un tributo.
L’imposta è il tributo acausale per antonomasia. L’imposta è, infatti, dovuta:
Possiamo avere:
Si pagano direttamente sul reddito e sono: I.R.P.E.F. : imposta sulle persone fisiche I.R.P.E.G. : imposta sulle persone giuridiche I.R.A.P. : imposta regionale produzione affari
Così, ad esempio, è l'operaio, e /o il dirigente che, prestando la loro attività alle dipendenze di un'impresa, pongono in essere il presupposto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, ovvero, facendo un altro esempio, è l'imprenditore che svolgendo un'attività produttiva realizza personalmente il fatto (attività d'impresa) dal quale deriva l'obbligazione d'imposta. Ancora, chi è il proprietario di un immobile, e quindi è titolare di un bene che produce un reddito (rendita fondiaria o canone di locazione), è soggetto all'imposta sul reddito delle persone fisiche (salvo che l'immobile non sia configurabile come abitazione principale) e all'imposta comunale sugli immobili (ICI). L'imposta può presentare caratteristiche diverse a seconda degli eventi economici che ne impongono l'applicazione e conseguentemente può essere suscettibile di differenti classificazioni (dirette e indirette, generali o speciali, personali o reali, proporzionali, progressive e regressive ecc.).
Quelle indirette sono quelle che colpiscono fenomeni indiretti e qui potremmo metterci anche i trasferimenti perché colpiscono il momento in cui viene trasferita, nel momento in cui io vendo un appartamento pago l’imposta di registro, quando non la vendo pago un’imposta diretta, nel momento in cui i miei eredi conseguono la successione pagano l’imposta sui valori caduti in successione. Il Legislatore, dunque, coglie il momento della trasferimento per applicare in quel momento un tributo.
Le imposte personali sono quelle che colpiscono la persona nella sua completezza e complessità della capacità contributiva, sono in genere delle imposte complessive: imposta sul reddito delle persone fisiche Irpef è un’imposta personale perché colpisce tutti redditi della persona quindi le caratteristiche delle imposte personali e che sono globali hanno tendenze progressive e sono legati al possesso del reddito. Sono quelle che tengono conto delle condizioni generali del soggetto (es. famiglia a carico ), una di queste è l’ I.R.P.E.F.
Sono invece imposte reali anche dette cedolari quelle che colpiscono il reddito quando ce la Germania germoglia, cioè alla fonte e quindi reddito per reddito, il reddito di lavoro è diverso dal reddito di capitale è diverso del reddito di impresa di fatti reali vengono da resse e quindi colpiscono il reddito della rez cioè della cosa quando esso Germania germoglia. Le imposte personali sono tassate nel luogo dove il soggetto è radicato cioè la residenza, le imposte reali sono applicate nel luogo in cui dov’è la ressa si trova dunque la fonte. Dunque sono imposte legati alla produzione del reddito, tendenzialmente proporzionale e sono imposte cedolari Imposte che non tengono conto delle condizioni generali del soggetto, ad esempio l’ I.R.P.E.G.
Imposta variabile:
Il presupposto dell’imposta è un fatto economico posto in essere dal soggetto passivo senza alcuna relazione specifica con una determinata attività Dell’ente pubblico, è un evento a cui sono estranei all’ente e l’attività pubblica.
La tassa è un tributo che il singolo soggetto è tenuto a versare in relazione ad un'utilità che egli trae dallo svolgimento di un'attività statale e/o dalla prestazione di un servizio pubblico (attività giurisdizionale o amministrativa) resi a sua richiesta e caratterizzati dalla "divisibilità", cioè dalla possibilità di essere forniti a un singolo soggetto.
La tassa non deve essere confusa con le tariffe versate dall'utente per la fruizione di determinati servizi pubblici quali, ad esempio, il trasporto ferroviario, il servizio postale e telefonico, le forniture dei gas, elettricità e acqua e così via; in questi casi, infatti, si è di fronte a veri e propri corrispettivi (prezzo) di natura contrattuale e non legale, mentre la tassa è un tributo e, come tale, può essere stabilita solo con legge.
IL CONTRIBUTO È una prestazione coattiva paracomutativa in cui l’ente locale, normalmente il Comune, rendere un servizio al cittadino. Quando il Comune fa un’opera pubblica fa un’opera che in parte deve essere a carico dei beneficiari cioè quelli che hanno un vantaggio dall’opera pubblica e dunque una parte del costo dell’opera pubblica viene posto a carico dei cittadini in ragione di un vantaggio.
ella lingua comune il termine contributo indica ciò che si dà per il raggiungimento di un fine al quale concorrono più persone. Nel diritto tributario è denominato contributo o tributo speciale quel particolare tipo di tributo che ha come presupposto l’arricchimento che determinate categorie di soggetti ritraggono dall’esecuzione di un’opera pubblica destinata alla collettività in modo indistinto.
E’ definito tributo speciale
MONOPOLI FISCALI Taluni includono tra le entrate anche quelle derivanti dei monopoli fiscali. La legge impone di utilizzare un bene o servizio in condizioni di monopolio consentendo di acquisire una somma di denaro che non sarebbe altrimenti entrata nelle casse dello Stato laddove il servizio o il bene fosse stato acquisito il rapporto di corrispettività e quindi secondo le regole del mercato.
sono attività esercitate in regime di monopolio, i cui proventi sono destinati a finanziare le pubbliche spese
i monopoli fiscali sono monopoli di diritto
il tributo consiste nel prezzo assolto per l’acquisto del bene, che è superiore rispetto a quello che sarebbe stato assolto in un regime di libero mercato
i monopoli fiscali sono stati gradualmente soppressi, soprattutto a causa dell’intervento dei principi europei oggi permangono soltanto il:
Dunque il presupposto giuridico di queste prestazioni coattive è :
N.B. Ci possono essere i tributi con destinazione specifica ad esempio i comuni possono istituire imposte di scopo per finanziare la realizzazione di determinate opere pubbliche. È imposta di scopo del canone radio televisivo essendo destinato a finanziare la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
Un tributo può essere istituito sia per fini fiscali e quindi per procurarmi entrata lente pubblico ma anche per fini extra fiscali ad esempio i dazi protettivi, i tributi ambientali.
Il tributo è storicamente espressione di un potere di imperio del sovrano. Tale carattere ha nel tempo imposto la necessità di un consenso al tributo da parte di determinate classi, corporazioni o rappresentanti del popolo:
L’affermazione dei principi democratici e dei governi parlamentari rende il principio del consenso ineliminabile e necessario in quanto espressione di civiltà di ogni ordinamento giuridico. Contestualmente, la funzione fiscale acquisisce il ruolo di interesse fondamentale e condiviso di ogni comunità statale per la propria sopravvivenza e il proprio progresso (e perde la natura di prerogativa dei governanti). Il consenso all’imposizione diviene quindi condivisione degli obiettivi della funzione fiscale per il raggiungimento delle finalità di ogni ordinamento giuridico. In Italia il principio del consenso è codificato:
ART. 23 COSTITUZIONE.
Poichè le prestazioni di cui alla norma costituiscono delle limitazioni alla libertà personale ( 13 Cost.) il costituente stabilisce che solo la legge, per le garanzia che offre, può imporle.
La riserva di legge esprimendo il consenso al tributo svolge una funzione garantista. Chi garantisce? Garantisce il cittadino rispetto alla sua libertà patrimoniale, garantisce al cittadino contro il potere esecutivo, il fondamento della funzione garantistica della riserva di legge consiste nel costituire un limite della libertà personale o patrimoniale del privato attraverso la riserva di legge.
Le riserve di legge possono essere
È una riserva relativa perché la legge dice che deve essere la base della legge del tributo che deve essere contenuta nell’atto avente forza di legge, la base non è tutta la disciplina se avesse detto con legge tutta la disciplina, come per esempio in materia di sanzioni articolo 25 sarebbe stato contenuto in un atto avente forza di legge. Basta invece che sia contenuta la base questo per lasciare maggiormente flessibilità in campo tributario consentendo ad atti avente forza di legge e quindi I regolamenti, di integrare la parte essenziale: la base.
La Corte Costituzionale per quanto riguarda l’individuazione della base ha esposto il criterio della sufficienza: è sufficiente che sia fissato in atto avente forza di legge quella parte del tributo sufficiente ad evitare che la discrezionalità del legislatore si trasformi in arbitrio.
L’aliquota può essere contenuta nell’atto avente forza di legge oppure possono essere individuati gli elementi per la determinazione della stessa. Sono invece demandati ad atti non aventi forza di legge quegli elementi che sono meno importanti cioè quelli che attengono al procedimento, al processo cioè alla realizzazione formale del tributo, alla riscossione dunque quegli atti , quelle parti che non attengono alla determinazione sostanziale del tributo ma attengono alle sue modalità di applicazione.
ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE Quali sono gli atti aventi forza di legge che realizzano la riserva dell’articolo 23?
I decreti legge sono quegli atti del governo che in casi straordinari di necessità e urgenza può adottare sotto la propria responsabilità e sono provvedimenti con forza di legge, entrano in vigore immediatamente e devono essere convertiti dal parlamento entro 60 giorni. Hanno efficacia dal giorno della pubblicazione se non è stabilita una data diversa, e perdono efficacia EX TUNC se non sono convertiti in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione.
Sono molto utilizzati dal diritto tributario per tutte quelle volte che si deve fare un cambiamento di aliquota, di legge o di base imponibile materia tributaria.
LO STATUTO DEI DIRITTI CONTRIBUENTI Lo statuto dei diritti del contribuente o statuto del contribuente indica, nell'ordinamento giuridico italiano, una serie di disposizioni normative a tutela dei contribuenti nei confronti del fisco. Legge 27 luglio 2000, n. 212
In particolare, in relazione alle fonti del diritti tributario, l’art. 4 dello Statuto prevede:
Alcuni principi fondamentali contenuti nella legge sono:
Lo statuto del contribuente si articola in tre direzioni : Viene dettata una sorta di autodisciplina che il legislatore deve seguire nell'attività di redazione delle norme tributarie. Viene disciplinato il comportamento che l’Amministrazione Finanziaria deve tenere al fine di consentire al contribuente di adempiere ai propri obblighi agevolmente. In ordine alla difesa dagli atti dell’Amministrazione Finanziaria e ai diritti del contribuente sottoposto a verifica fiscale.