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Rapporti tra Stato e Chiesa: Laicità e Diritto Ecclesiastico, Appunti di Diritto Ecclesiastico

L'evoluzione dei rapporti tra stato e chiesa, analizzando il ruolo della laicità e le dinamiche tra poteri temporali e religiosi. Vengono esaminati i concordati, il giurisdizionalismo e le trasformazioni degli stati da confessionali a laici, con un focus sul diritto ecclesiastico interno e le libertà religiose. Si discute anche del concetto di buon costume e dei limiti impliciti alla libertà religiosa, offrendo una panoramica completa e approfondita delle interazioni tra diritto e religione nella storia e nella società contemporanea. Anche il ruolo del romano pontefice e le sue qualificazioni giuridiche sia per la santa sede che per la città del vaticano, fornendo una visione dettagliata delle dinamiche di potere e delle implicazioni legali.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 06/08/2025

Azzujx
Azzujx 🇮🇹

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Diritto ecclesiastico:
Il diritto ecclesiastico storicamente
deriva dal diritto canonico, seppur
da un lato si pone in rottura con
esso.
Principalmente tale frattura si trova
e la si analizza storicamente ed è
sancita anche dallo statuto
epistemologico, che le differenzia.
Il diritto canonico è sempre stato insegnato in riferimento a questioni di vita che ne imponevano
l’insegnamento (specialmente nel patavino, 1222).
Il diritto canonico era IUS DECRETALIUM = diritto delle decretali.
Per arrivare al Codex iuris canonici si attende il 1317, prima di allora infatti, si faceva
riferimento a un insieme di testi, riuniti sotto la denominazione di Corpus iuris canonici.
Il diritto ecclesiastico è un nuovo diritto:
Ius ecclesiasticum universum di Reiffenstuel, è un libro di canoni, pubblicato sotto la
denominazione di diritto ecclesiastico e non canonico.
Nell’800 si
verifica un
cambiamento
legato a un
mutamento
politico
importante,
causato da:
rivoluzione francese
progressiva formazione
dello Stato napoleonico
Entrambe accumunate dal
carattere della LAICITÀ dello
Stato.
Ciò comporta che diritti e
doveri del cittadino NON
possono essere condizionati
dall’appartenenza
confessionale.
Con l’avvenire dei mutamenti politici si giunge alla soppressione delle disuguaglianze e alle
oppressioni religiose, portando così al formarsi del diritto ecclesiastico. Esso non è più,
dunque, sinonimo di diritto canonico, ma è un vero e proprio diritto dello Stato in materia
religiosa. Tale differenziazione è presente nei manualisti che sanciscono la formazione del
concetto di diritto ecclesiastico. Al termine di questa rivoluzione politica le due discipline sono
ben distinte e con oggetto diverso:
25.09
Diritto canonico:
Ordinamento giuridico della confessione religiosa (del cattolicesimo romano).
Diritto ecclesiastico:
Diritto dello stato in materia di confessioni religiose. (Alcuni parlano di diritto ecclesiastico
regionale o europeo, ma ci si pone soprattutto dal punto di vista dello Stato e della
Costituzione repubblicana.)
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Diritto ecclesiastico:

Il diritto ecclesiastico storicamente

deriva dal diritto canonico, seppur

da un lato si pone in rottura con

esso.

Principalmente tale frattura si trova

e la si analizza storicamente ed è

sancita anche dallo statuto

epistemologico, che le differenzia.

Il diritto canonico è sempre stato insegnato in riferimento a questioni di vita che ne imponevano l’insegnamento (specialmente nel patavino, 1222). Il diritto canonico era IUS DECRETALIUM = diritto delle decretali. Per arrivare al Codex iuris canonici si attende il 1317, prima di allora infatti, si faceva riferimento a un insieme di testi, riuniti sotto la denominazione di Corpus iuris canonici.

Il diritto ecclesiastico è un nuovo diritto:

“Ius ecclesiasticum universum” di Reiffenstuel, è un libro di canoni, pubblicato sotto la

denominazione di diritto ecclesiastico e non canonico.

Nell’800 si

verifica un

cambiamento

legato a un

mutamento

politico

importante,

causato da:

rivoluzione francese

progressiva formazione dello Stato napoleonico

Entrambe accumunate dal

carattere della LAICITÀ dello

Stato.

Ciò comporta che diritti e

doveri del cittadino NON

possono essere condizionati

dall’appartenenza

confessionale.

Con l’avvenire dei mutamenti politici si giunge alla soppressione delle disuguaglianze e alle oppressioni religiose, portando così al formarsi del diritto ecclesiastico. Esso non è più, dunque, sinonimo di diritto canonico, ma è un vero e proprio diritto dello Stato in materia religiosa. Tale differenziazione è presente nei manualisti che sanciscono la formazione del concetto di diritto ecclesiastico. Al termine di questa rivoluzione politica le due discipline sono ben distinte e con oggetto diverso: Diritto canonico : Ordinamento giuridico della confessione religiosa (del cattolicesimo romano). Diritto ecclesiastico : Diritto dello stato in materia di confessioni religiose. (Alcuni parlano di diritto ecclesiastico regionale o europeo, ma ci si pone soprattutto dal punto di vista dello Stato e della Costituzione repubblicana.)

Può essere definito come LEGISLATIO LIBERTATIS (legislazione della libertà);

gli studi sul diritto ecclesiastico seguono un’impostazione di tipo costituzionale.

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,

senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di

condizioni personali e sociali.

Art. 8. Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Art. 19. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. Art. 20. Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività Vi è un linea evolutiva che ci fa capire come il diritto sia sempre sottoposto a una progressione interpretativa. Negli anni ‘50, la giurisprudenza italiana negava l'ateismo, che doveva essere tutelato dagli articoli della Cost. sulle religioni. Negli anni ‘60 essa inizia a cambiare opinione, fino ad oggi, per cui la proclamazione ateistica tutelata dalla libertà religiosa.

Art. 7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti

e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.

Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di

revisione costituzionale.

Ricostruzione storica della laicità:

Art.19 costituisce un palinsesto storico dell'affermarsi della libertà religiosa Solo coloro che aderiscono alla confessione religiosa ufficiale hanno libertà religiosa.

  • Libertà individuale e associata = sta a ricordarci che per molti secoli si è impedito l’associarsi di gruppi religiosi lì dove questi non fossero coerenti con la confessione dello Stato;
  • Fare propaganda = quando per secoli, anche in Italia, fare propaganda implicava irrimediabilmente la condanna alla pena capitale, finire in prigione;
  • Esercitare il culto in privato o pubblico = avere degli edifici aperti al culto, sia fuori che se dentro casa. (Dopo Vestfalia, 1648, si ha la possibilità di esercitare in casa tramite una devotio domestica.) Con l’impero romano pagano cambia il rapporto con la religione: In epoca classica pre cristiana gli scrittori romani distinguevano tra il concetto di religio e di superstitio: dalle storie relative alle persecuzioni dei cristiani sappiamo che venivano accusati in

modo ricorrente di ateismo,e la religione cristiana veniva additata come empia

superstizione. Si credeva essi praticassero anche il cannibalismo, (dal corpo e sangue di Cristo) e l’incesto (dall’amore verso l’altro e il chiamarsi fratelli e sorelle) e che, l’unirsi di notte, li portasse alle 2 pratiche precedenti. L’Europa è passata attraverso esatta negazione dei principi di libertà enunciato dall’Art. 19 (per molti secoli si è fatto il contrario, come per la libertà religiosa; A partire dall’Impero romano che diventa Cristiano nel 380 con l’editto di Tessalonica, un documento con cui l’imperatore Teodosio proclamava il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero romano, e sanciva un'implicita condanna verso il culto delle religioni pagane.) Art.9. Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

è importante avere coscienza critica nel distinguere la realtà dai fatti (le minoranze infatti sono da sempre perseguitate e additate negativamente). “Superstitio” é la religione per eccesso (posta accanto all’accusa di ateismo, cioè la religione per difetto, oltre le altre accuse volgari). +313 Editto di tolleranza

I cristiani come gli ebrei hanno un solo dio (monoteismo) mentre per i romani esistono molti dei.. in linea di principio essi infatti rispettavano la religione locale facendola alle volte anche propria, da cui il concetto di PANTHEON. (politeismo) Romani quindi sono contrassegnati da un’esperienza di tolleranza religiosa MA non accettavano quello che gli storici chiamano il dogma dell’esclusiva salvazione (dogma tipico dei monoteismi, Voltaire afferma che questi sono, piuttosto, alla base dell’intolleranza verso gli altri). Si dice che cristiani ed ebrei devono rispettare i dèi patri, ma per la confessione di questi ultimi ci si salva solo attraverso un (1) Dio. Secondo la Bibbia infatti, gli altri dèi sono “argento e oro” sono “frutto delle mani dell’uomo, essi hanno mani ma non palpano, hanno piedi ma non camminano, solo il nostro dio abita nei cieli, egli crea tutto ciò che vuole […]”.(cit. a un salmo famoso) Editto di Costantino come si pone in questo quadro? Pare che Costantino si sia fatto battezzare sul letto di morte, si era avvicinato a una forma di motoeismo ancora pagano, improntato al culto di Apollo, dio del sole (influenzato delle campagne in Gallia… ma storicamente non è certo) L’Editto di Costantino non era un modo per imporre una religione di Stato, ma un provvedimento di tolleranza che prevedeva la libertà per tutte le confessioni religiose. In alcuni ordinamenti Costantino viene addirittura santificato, i cristiani orientali arrivano a venerarlo come 13esimo apostolo. Ci sono una serie di novelle che testimoniano che egli effettivamente privilegiò la religione Cristiana, che confluiscono per lo più nel libro 16esimo del codice Costantiniano. Nel 313 NON viene proclamata una religione di stato, ma ciò accade e di conseguenza l’intolleranza cristiana diventa padrona, con l’Editto di Tessalonica di Teodosio, con cui l’ortodossia diventa religione di stato (380). Chi non lo rispetta è considerato eretico, scismatico o apostata. L’essere Cristiani o l’anche essere giudei incide direttamente sull’esercizio dei diritti politici e civili. (Codice teodosiano si apre con una confessione di fede ufficiale). Nel 380 Teodosio promulgò l'Editto di Tessalonica, con cui proclamava il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero e sanciva un'implicita condanna verso il culto delle religioni pagane (anche quelle in forma privata) causando così rivolte e persecuzioni. Ateismo è una forma di religione per difetto: i Romani pagàni conoscono il concetto di DÈI PATRI, da un certo punto di vista essi NON praticano l’intolleranza religiosa poiché per loro c’è spazio per tutti gli dèi, MA non accettano che ci sia una confessione religiosa che, invece, è esclusivista. (Ai loro occhi i cristiani, così come gli ebrei, vengono perseguitati per questo motivo.) Nel 313 Costantino imperatore d'Occidente e Licinio imperatore d'Oriente concordano a Milano, in vista di una politica religiosa comune alle due parti dell’impero,una linea comune grazie alla quale il cristianesimo è riconosciuto come religio licita e vengono restituiti i beni confiscati alla Chiesa.

Pur rimarcando la distinzione, egli si era fatto portavoce di questioni religiose, si era occupato di

culto, di organizzazione ecclesiastica; era definito da molti come REX ET SACERDOS (re e

sacerdote).

> Imperatori successivi segnano prevalenza del potere statale su quello religioso.

Accadeva che ci fossero attribuzioni di poteri diversi (ord. Statale e della Chiesa) alle stesse

persone. Es. I vescovi vennero a ricoprire attività di rilievo all’intero dell’impero, avevano diritto

di partecipare alle assemblee, ottenevano la concessione e la titolarità di feudi >governo locale.

Graduale distacco delle figure pastorali dalla chiesa e loro progressiva attrazione in quello che è

l’ordinamento temporale. (Es. Anche gli abati)

Chiesa diventava sempre più debole e sempre più influenzata da parte dell’imperatore e dei

feudatari locali, che in qualche modo esercitavano un potere di fatto sul clero minore. Ciò

completes a che i beni della chiesa divenissero beni feudali.

Tutto ciò contornato dalle leggi dell’epoca, si passò da una situazione di fatto a una di diritto.

Es. Decretali di Benedetto, Levita

= Tutto ciò porterà a contrapporre da un lato la chiesa, con le sue fonti alle volte falsificate, e dall’altro il potere dell’impero e dei signorotti locali che cercano di avere la possibilità di controllare quelle che sono le più importanti investiture. Es. Essere vescovo di una particolare zona, l’abate di quella particolare abbazia, il rettore di quella particolare formazione religiosa. Chiesa non disegnava di avere un temporale oltre che spirituale. Chiesa aveva un potere sulla vita dei cittadini molto significativo. In questa lotta si inserisce Gregorio VII che si dedicò alla riforma della Chiesa, iniziando dalla necessità di definirne le posizioni delle stesse, delimitando i poteri sulla cristianità dell’imperatore, specificando un complesso di principi insiti nell’Impero romano. Es. 1074 provvide contro i clerici…ma ottenne fortissime ingerenze 1075 promosse un decreto che vietava le investiture laiche dei vescovi, impedendo così ad essi di ottenere l’infeudazione ma anche la canonica potestas iurisditiones, sulle diocesi coincidenti con il feudo. Affermava che questa potestas non potesse conciliarsi con quella temporale. Il pontefice mirava a far uscire tali facoltà dalla sfera dell’imperatore e farle entrare in quella della sua sovranità. Carlo Magno aveva già da anni espresso atteggiamenti e comportamenti che rispecchiavano quelli degli imperatori bizantini, non ostili, ma cercava di marcare la distinzione dal cristianesimo. Il Dictatus Papae ("Affermazioni di principio del Papa") è una raccolta di 27 affermazioni, ciascuna delle quali enuncia uno specifico potere del pontefice romano. Vi sono elencati i principi della Riforma Gregoriana, avviata nella seconda metà dell'XI secolo. DICTATUS PAPAE: Gregorio VII, potere di deposizione degli imperatori e liberazione dei sudditi dall’obbligo di fedeltà verso gli imperatori stessi. > Segna volontà della chiesa di voler prevalere sull’autorità temporale.

Rottura della cristianità medievale si ha con la riforma protestante.

Il concordato affermava che la lotta non aveva nè vinti nè vincitori e ribadiva il dualismo dei due ordinamenti. Concordati hanno scopo di definire e distinguere le competenze della chiesa e dello Stato, soprattutto quelle che sono le c.d. res miste (materie che possono riguardare sia un ente che l’altro come ad es. il matrimonio). = Di fatto con questo concordato si arrivò a una sostanziale vittoria della chiesa , poiché era l’imperatore che si adattava alla disciplina di questa e ai principi che la chiesa affermava. (È vero che si parla di concordati in senso tecnico, ma questo fu più in senso giuridico, volto a trovare un accordo o una sintesi, rispetto a quelli che hanno contenuto più tecnico e a disciplinare nel dettagli le res miste). Papa e imperatore non sottoscrissero personalmente il documento come avviene normalmente o negli accordi di specifici problemi di relazione con gli Stati. Essi infatti restarono molto fermi sulle loro posizioni. I due poteri riconobbero all’altro privilegi in separate pattuizioni, in dichiarazioni unilaterali, che potevano essere revocate in ogni momenti da ognuna delle due parti. (da parte del caput dell’impero e da parte del caput della chiesa canonica) Pontefice da parte sua concedeva che le lezioni degli abati si tenessero alla presenza dell’imperatore e che da questo ricevessero le regalie dell’impero Imperatore rimetteva alla chiesa le investiture, libere lezioni canoniche e potestà ecclesiastica. Nel sacro romano impero si forma una forma di unione tra “trono e altare” è una forma di cesaropapismo. Carlo Magno ritiene se stesso come dotato di potestà non solo temporali ma anche dotato di potestà all’interno della compagine ecclesiastica. Si arriva molto vicini a considerare l’imperatore come titolare di una funzione quasi episcopale. Dal gesto discende facoltà del papa di legittimare e delegittimare l’imperatore. Tutte le lotte che ci saranno in pieno medioevo, prima della riforma protestante, faranno rilievo su questa facoltà papale, mentre cancelleria imperiale negherà, affermando che tale legittimazione deriva direttamente da Dio, non mediante la volontà papale. Lotta alle investiture: non è una lotta sulle nomine, sulla designazione del nome, ma è una lotta che riguarda il conferimento dei poteri. Il presupposto concettuale della lotta alle inv è istituto tipico del Medioevo europeo: l’istituto del feudo ecclesiastico. Non si capisce il meccanismo di tale lotta se non si conosce la struttra del feudo: Esso da una parte deriva dal diritto romano, dall’altro acquisisce delle caratteristiche ecclesiastiche. Feudo ecclesiastico è il feudo a capo del quale NON sta un nobile laico, sposato con fugli, ma sta un ecclesiastico. In quel tempo nell’Europa medievale si verifica il formarsi di feudi a capo dei quali sono posti principi vescovi. Il più grande feudo d’Europa sarà il PATRIARCA DI AQUILEIA (partiva da Aquileia e arrivava fino alla Carinzia, fino a Como). Altro punto importante si ha, nel 1122, con il Concordato di Warms , con cui si decise di porre fine al conflitto per le investiture. (Importante poi x regolare i rapporti tra i due ord). Le modalità del concordato sono quelle di un trattato di diritto internazionale, un po’ sui generis poiché concluso da parte di Stati sovrani con ordinamento statale e ordinamento religioso. Questo permetteva alle parti di tenere in piedi le proprie posizioni di principio. Occasione dello scontro si determina quando imperatore volle investire il vescovo di Milano, Gregorio VII non lo accettò. Questo è visto come inizio formale della lotta alle investiture, anche se nei fatti era già iniziata (fin dal Dictatus Papae), questo era il punto di non ritorno che portò alla scomunica dell’imperatore e alla cacciata del papa. Si hanno da qui vicende alterne, a volte prevalente potere spirituale, altre quelli temporale.

La riforma Gregoriana: è una riforma

che viene concepita in termini di libertas

ecclesiae. Lotta alle investiture questione

di conferimento di poteri. Per il feudale

l’investitura, per la chiesa l’impero.

Feudo= concessione precaria di terre

(precarium), unita al rapporto di

vassallaggio.

Questo conduce all’aumentare

dell’immunità delle terre concesse in

precario.

Il calasso chiama le immunità concesse

alle terre come qualità dissolventi del

potere centrale (Stato).

Imperatore e cancelleria imperiale non negano che il romano potefice sia titolare sulle cose

spirituali. Romano pontefice e la cancelleria della chiesa pretendono però, la potestas

temporalibus. Innocenzo III > Concetto di plenitudo potestatis (pienezza di potestà).

Egli intende far riferimenti non solo a una pretesa intracanonica, ma anche una pretesa che

sfoggia sul piano temporale. Innocenzo III vuole far riferimento anche sulle cose di questo

secolo.

La potestas in temporalibus si divide in diretta e indiretta. Innocenzo III insiste sulla potestas

diretta e da delle motivazioni per questo tipo di pretesa:

(Es in cui il papa pensasse di abrogare una legge dello stato italiano…)

Diritto-potere di esercitare poteri direttamente sulle cose spirituali ma anche sulle cose

temporali > il diritto di esercitare questi potere incrocia l’autorità universale dell’imperatore

ma anche i sovrani degli stati nazionali che si stavano consolidando.

A questo allude con le sue pretese.

4 documenti di Innocenzo III: 1 - decretale per venerabilem 1202 2 -lettera decretale novit ille 1204 3- decreto venerabilem fratem 4- epistola pontificia sicut universitalis 1 - Nella Francia meridionale si verifica una contesa feudale e un potente feudatario francese, Guglielmo di Montpellier (di montpeulie) ha dei figli al di fuori del matrimonio. I figli nati fuori dal matrimonio all’epoca erano def come illegittimi. Essi non possono succedere mortis causa neppure sulla titolartia del feudo. Guglielmo si rivolge a Innocenzo III, come capo della cristianità, per la legittimazione dei figli per motivi di successione. (Innocenzo III aveva già in precedenza legittimato figli del re Filippo). Innocenzo respinge la domanda dando così il punto di diritto, la sua visione. = come la chiesa può legittimare i bastardi in modo tale che possano diventare preti e vescovi, CHIESA non solo agli effetti canonici MA anche agli effetti civili, cioè delle leggi sociali. Per Innocenzo III, il suo è un potere che gli consente di decidere anche chi può essere leggittimato e chi no. Essa tendeva all'eliminazione di ingerenze laiche e all'esaltazione della funzione papale. La riforma della Chiesa dell'XI secolo fu un rinnovamento della Chiesa cattolica, attuato in Europa nel corso dell'XI secolo la cui eco si propagò nei secoli successivi. L'esito principale di questa riforma fu l'affermazione dell'autonomia ecclesiastica sul potere temporale, l'accrescimento del potere e del prestigio del papato e l'imposizione di una struttura teocratica alla cristianità medievale.

2- (1216 muore Innocenzo III) viene indirizzato ai vescovi di Francia durante la guerra tra re di Francia e re d’Inghilterra. Innocenzo III dice che pur non avendo autorità sulle dispute feudali, la competenza del suo giudizio non può essere discussa quando è in questione la MORALE CRISTIANA. Innocenzo indica questa competenza come “ratione peccati”> la competenza deriva dalla ratio peccati, essa potrebbe essere a motivo del peccati che deve essere prevenuto, evitato. > pretesa di potere del pontefice si amplia senza confini. 3- si apre la successione imperiale e nel 1198 vengono a contovrsue elettorale 3 candidati diversi > 10 anni di guerra civile, dopo 10 anni int viene Innocenzo cin auedts decretale: il papa dice che il diritto di scegliere il re di Germania spetta agli elettori, e poi aggiunge che spetta però al papà esaminare se colui che è stato eletto è degno o no dell’incoronazione cd iuridicium de idoneitate (giudizio sull’idoneita dell’eletto). (1o e 2o potere) 3o potere reclamato in questa decretale: gli elettori possono non essere in accordo tra di loro, se non lo sono spetta al pontefice fare la scelta, tale potere si devolve al papa (dal collegio degli elettori al pintefice, dal basso verso l’alto). Perché? Il trono imperiale non può rimanere a lungo senza un imperatore e la chiesa necessita di un difensore. 4- si perdono le mosse del fatto che quando Innocenzo III viene eletto pontefice, trova l’Italia centrale e meridionale fustigate dalle brigate dei soldati. Queste città formano una lega e chiedono i privilegi papali, cioè la protezione pontificia. Innocenzo III non rifiuta tale occasione e con questa lettera, che indirizza tramite la cancelleria papale al capo politico della lega, esprime il concetto delle relazioni tra il potere papale in specie e il potere secolare in genere tramite l’allegoria del rapporto tra il SOLE E LA LUNA. Attraverso queste motivazioni il romano pontefice pretende la titolarità e e,esercizio di un potere diretto sulle cose temporali. (Qualche secolo dopo, quando la cristianità medievale sarà rotta si provvederà da parte della cancelleria papale a produrre l’immagine della potestas indiretta in temporalibus, cioè con la bolla unam sanctam di Bonifacio VIII).

Focus su Innocenzo III:

Papa Innocenzo III può essere definito un sostenitore di una forma di governo denominata teocrazia, alla base della quale vi è il pensiero che le attività di governo e delle persone siano adatti al volere divino. Pontefice dal 1198 al 1216, al secolo Lotario dei Conti. I. nacque nel 1160-1161, nel Lazio meridionale.

Il suo progetto era quello di ribadire l'universalità del potere spirituale su quello temporale,

facendo della chiesa una teocrazia a cui si sarebbero dovuti piegare tutti i poteri politici del

tempo. Innocenzo III ideo la concezione politica nota come la teoria del Sole e della Luna,

la quale vedeva il papa come la principale autorità terrena e come la fonte del potere di tutti i regnanti.

Nel 1306 Papa di Avignon emette un documento con cui esenta il re di Francia dllosservanza dalla bolla unam sanctam. A seguito dellesislio avignonese si romperà unità della cristianità europea con le 3 obbedienze papali: 3 papi, 3 collegi cardinalizi. Si arriverà alla pacificazione e allespressione di un unico romano pontefice solo passando attwverso un bagno di conciliarismo (più grossa un’inclinazione delle pretese papali medievali.) > da 3 obbedienze papali deriva identificazione di una nuova forma di autorità superiore che dica qual’è il potere vero. Umiliazione per il pontefice doversi sentire legittimati da qualcuno.

Lotta da Bonifacio VII e Filippo il bello finisce male, dopo due anni dall’assalto di Anagni, il

papa muore. I cardinali eleggono un papa francese, Clemente V che trasferisce la sede papale

ad Avignone, in Francia. Pubblicistica dice che il papa diventa cappellano del re di Francia.

Bonifacio VII: “Noi sappiamo dalle parole del Vangelo che in questa chiesa e nel suo potere

ci sono due spade: una spirituale e una temporale. Perché quando gli apostoli dissero “ecco

qui le due spade”, che significa nella chiesa, il Signore non rispose che erano troppe ma che

erano sufficienti. E chi nega che la spada temporale appartenga a Pietro ha frainteso le parole

del signore… quindi a be due sono in potere della chiesa quella spirituale e quella materiale.

Una invero deve essere impugnata per la chiesa, l’altra dalla chiesa. È necessario che una

spada dipenda dall’altra e che l’autorità temporale sia soggetta a quella spirituale. L’apostolo

dice che non c’è potere che non venga da dio, e quindi non sarebbe poter de una spada non

fosse sottoposta all’altra”.

Papa può essere giudicato solamente da Dio.

Poiché questa autorità, poiché data agli uomini ed esercitata dagli uomini, non è

umana ma divinità, essendo stata data a Pietro da Dio rif. al cap. 16 del Vangelo.

Con Bonifacio VII viene sviluppata quindi la teoria delle due spade , nell’unam

sanctam , detta anche “teoria del gladio bellico e del gladio spirituale”.

Si ha quindi la conseguenza inevitabile che ogni potere, sia spirituale che temporale, ha la

sua origine nella divinità e che dalla divinità ognuno di questi poteri, è stato

originariamente conferito alla chiesa: entrambe le spade sono per volontà divina conferite

alla chiesa. Ai prìncipi, per questa visione, viene lasciato per volontà papale il potere

temporale, ma la Chiesa conserva comunque il diritto di controllo su ognuno di essi.

Focus su Martin Lutero: 1483-1546, teologò tedesco e riformatore religioso, iniziatore del protestantesimo. Si schierò contro la vendita delle indulgenze e lo sperperare della Chiesa, affisse le sue 95 tesi sul portone della chiesa di Wittenberg, in Germania, dando così inizio alla Riforma. > Il principio d'autorità venne sostituito dal libero esame e dal principio della responsabilità personale del credente davanti a Dio e al prossimo. Venne inoltre eliminata la differenza tra clero e laicato nella Chiesa e affermato il sacerdozio universale dei credenti.

Pace di augusta su intreccia con la storia del concilio di Trento, cui il papato era ostile. Nell’intenzione di Carlo V doveva servire per riappacificare la cristianità, rotta dallo scisma protestante. Pace di augusta del 1555 talvolta considerata come un accordo temporaneo in vista di questa rappacificazione, che in realtà mia si realizzò. Per cui Stati protestanti e Stati cattolici continuarono a rimanere tali nelle persone dei loro principi. Tali rapporti portarono alla creazione di un abilmente politico dal quale era esclusa l’influenza del papato romano, con le sue pretese temporali, prima in linea di fatto, successivamente e progressivamente, diventa situazione di diritto. Il l’assaggio finale di questa emarginazione si ha con la Pace di Vestfalia, per cui essa diventa definitiva. Non solo perché negli Stati protestanti tedeschi fu affermato il diritto di religione ma venne sanzionato il principio del cuius regio eius religio e questo sulla base di una acquisizione definitiva, cioè l’uguagliamza nello spazio politico tra gli Stati cattolici e protestanti. Rapporti tra stati confessionalmente differenti diventano rapporti di forza. Cancelleria di Roma (il Papa) continuerà a ripetere ed affermare i principi medievali e a deporre sovrani che sono diventati protestanti, ma senza effetto. La prima testimonianza di Stati che avranno tra loro rapporti non influenzati dall’appartenenza confessionale, con la Pace di Augusta del 1555. Sovranità statale che esiste indipendentemente dalla confessione religiosa e nel trattato di Vestfalia del 1648. Pace di augusta : è un fatto di area tedesca poiché fa seguito a molti anni di guerre civili in Germania (Lutero era morto nel 46) anni di sangue per motivi religiosi.. dopo molti tentativi da parte dell’imperatore Carlo V, egli da a suo fratello la facoltà di concludere un accordo con i protestanti che mirava ad assicurare la pace anche a costo di alcune concessioni a questi ultimi. -Primo punto della pace: “cuius regio eius religio” = principio secondo cui (imp in art 19 nostra cost) libertà di religione viene riconosciuta solo agli Stati NON agli individui, o meglio ai capi degli Stati/dei territori, questo comporta un passo im wavmti: quanto meno il suddito che non si adegua alla religione del princeps ma ha il diritto di andarsene, non viene più uccisione. -Secondo punto: riconoscimento agli individui dello “ius migrandi” prima eretico di stato veniva condannato a morte. -Altro punto, art 14: nelle città imperiali sia i cattolici che i protestanti dovevano avere gli stessi diritti. 10 anni dopo la morte di Lutero ha inizio l’epoca moderna. Rottura della cristianità dopo la riforma protestante. Non solo la cristianità medievale si rompe definitivamente ma soprattutto si apre la stagione delle guerre di religione. Rottura intra ecclesiale era rottura politica, poiché all’epoca vigeva il principio di una religione di stato ufficiale e unica. (Ci sono intere popolazioni con i loro principi che aderiscono alla) riforma protestante fa si che nella vecchia Europa ci siano Stati cattolici e Stati protestanti.

Sudditi che non volessero emigrare da una regione all’altra dovevamo aderire alla religione dell’imperatore. = libertà formale ma effettivamente sottoposta alla volontà dell’imperatore. Parità tra quelle che erano le diverse confessioni religiose.

essenza del territorialismo: Ogni sudditi dotato dello ius reformandi è dotato di capacità di modificare confessione religiosa dei priori sudditi. (Germania attuale = stato in cui ciò fu più evidente) Perché era lì il centro del sacro romano impero e di verificarlo li i conflitti fa i principi che cercavano di diventare egemoni su tutti i confinanti. [ Territorialismo IMP.] Esempi importanti di questa commistione furono gli accadimenti comuni a tutti i regni che si andavano firmando, ovvero i sovrani giunsero ad imporre la loro sovranità a quello che era il regolamento interno a tutte le comunità delle chiese del territorio. = sorta di difesa contro le forze che si erano coalizzate. Questa potestà del principe anche sulla chiesa locale che prevedeva ius circa sacra e anche ius in sacris , portò all’inserimento dei beni delle comunità ecclesiastiche appartenenti fino a quel momento alle chiese cattoliche, in capo al principe. Si arriverà quindi a ricondurvi anche la facoltà di legiferare in tutta la materia ecclesiastica. (Tutto era ricondotto alla figura del principe, rispetto alle altre figure ecclesiastiche che andavano via via scomparendo). Più importante scontro religioso che chiuse questi secoli di lotta: Guerra dei 30 anni e Pace di Vestfalia. Con Pace di augusta del 1555 si riconobbe espressamente a livello formale una libertà religiosa, ma in realtà non era effettivamente come la intenderemmo oggi, essa era di “facciata”. I sovrani locali sceglievano la religione più vicina al loro credo e alle loro idee politiche. I cittadini o si uniformavano o cambiavano stato/territorio per uno a loro religiosamente più affine. Dopo la Pace di augusta, e il territorialismo, i principi erano quasi considerati come dei vescovi. Si vennero a generare delle tensioni, si formavano delle rivendicazioni da parte dei sudditi, che volevano il riconoscimento della loro libertà religiosa. Ciò portò a una moltitudine guerre: la più importante fu la guerra dei 30 anni, nonché una serie di conflitti armati tra il 1618 e 1648. Guerra normalmente divisa in 4 fasi Fase boehme paladina Fase danese Fase svedese Fase francese Si assiste a una strumentalizzazione del fine religioso, utilizzato come pretesto per mantenere l’egemonia sul contesto europeo e per imporre una sorta di unità sul piano religioso su tutti i territori. Stati protestanti (nord) indignati per presunti diritti acquisiti con la Pace di Augusta si unirono formando la cd unione evangelica. Guerra fu sanguinosa e catastrofica, circa 12mln di morti. Conflitto si concluse con la Pace di Vestfalia del 1648 che pose fine a questa guerra. Questa Pace si compone di 3 trattati (Monaco e Osnabruk, città della Vestfalia) completati con il trattato dei Pirenei. Si venne quindi a creare un nuovo ordine internazionale in cui i singoli stati si riconoscevano reciprocamente al di là della fede dei loro sovrani. > acquisiva via via più importanza il concetto di sovranità dello stato. Ordine internazionale acquistava rilevanza. Quali sono le condizioni della pace? Dal punto di vista religioso e politico, con riferimento all’ordinamento interno del sacro romano impero

Tutti i provvedimenti inerenti alla tolleranza religiosa furono specificata e si andrò porre un divieto di intolleranza religiosa, cercando di accrescere tutela delle minoranze tra cui il divieto di persecuzione religiosa, soprattutto all’intero dei territori tedeschi, dove i conflitti erano molto più significativi Se un principe di fosse convertito ad a,tra religione non avrebbe più avuto diritto sulle sue terre Fu confermato il principio del cuius regio eius religio. Dal punto di vista del conflitto religioso ci fu sicuramente una riconferma delle caratteristiche essenziali della pace di augusta, ma con riletture significative sul.a tolleranza religiosa, ponendo così fine si conflitti che avevano determinato lo scatenarsi della guerra. Con riferimento invece agli elementi politici: Riconosciuta si principi tedeschi la piena sovranità territoriale ( sul loro territorio) Riconobbe loro diritto di stringere alleanze, salvo non fossero perpetrate ai danni dell’imperatore o dell’impero ( si andò così a formare impero dotato di una dtruttta federale, pur facendo capo a un impero e a un imperatore) Si creo il cd REICHSTAD con sede a Ratisbona, del 1663. Per questi fatti il potere dell’imperatore andò scemando e si accrebbe invece il potere degli organismi collegiali dei singoli stati ai quali fu attribuito ad esempio, il potere di veto e di rilasciare autorizzazioni all’imperatore Questione religiosa: all’intero della pace di Vestfalia su sanciva: -Conferma della pace di augusta del 1555, i cui principi furono estesi anche ai cakvinsti, -tutti i sovrani dovevano rispettare le minoranze religiose che si trovavano all’interno dei loro territori (Principio di libertà religiosa non solo formale) Tutti i regni ecclesiastici incamerati in questo nuovo ramo che si distaccava dalla chiesa madre non dovevano essere restituiti Tutti i provvedimenti inerenti alla tolleranza religiosa furono specificata e si andrò porre un divieto di intolleranza religiosa, cercando di accrescere tutela delle minoranze tra cui il divieto di persecuzione religiosa, soprattutto all’intero dei territori tedeschi, dove i conflitti erano molto più significativi Se un principe di fosse convertito ad a,tra religione non avrebbe più avuto diritto sulle sue terre Fu confermato il principio del cuius regio eius religio. Posto su un piede di parità tra Stati che restano cattolici e Stati che professano il protestantesimo. Dalla pattuizione di Vestfalia rimane fuori la sede apostolica romana. La cancelleria pontificia romana protesta contro la Pace di Vestfalia, c’è una bolla di Innocenzo X, “Zelus domus dei”, di protesta. Concilio di Trento si era chiuso da quasi un secolo, nonostante ciò protesta condannando le innovazioni giurisdizionali e quelle notevolissime avvenute sulla comunità ecclesiastica. Il papa aveva tentato di influenzare le trattative ma viene lasciato comunque in disparte poiché lugguaglizan giuridica degli Stati protestanti, in linea di principio il papa non poteva ammetterla, così come non poteva riconoscere lo IUS REFORMANDI, diritto ciò che, secondo il papa, i principi si arrogavano nei confronti delle strutture e delle discipline ecclesiastiche. Con il trattato di Vestfalia per quanto riguarda l’occupazione de facto diventava occupazione de iure. Le questioni giurisdizionali divennero un po’ il mezzo con il quale essi tentavano di far sentire la loro influenza. Nel tempro pretendere, fino a bondicavio ViII erano la chiesa e il papato che cercavano di invadere le cose temporali, civili. Ora, era lo stato a pretendere di estendere la sua azione sui rapporti di natura ecclesiastica. Cosa era avvento? Dalla costituzione e dal riconoscimento di Stati ufficialmente protestanti accanto a Stati ufficialmente cattolici, ne conseguiva che il concetto è la potestà dello stato assurgeva a una sfera superiore a quel,a superiore delle confessioni religiose e quindi queste , sotto un certo punto di vista, finivano sotto l’azione dello stato. Perché? Perché lo stato rivendica il diritto di sorvegliarle, coordinarle, insieme a tutte la pre altre funzioni civili. Il buon ordinamento della singola confessione religiosa é elemento di interesse dello stato, anzitutto dal punto di vista dell’unità statele e dell’ordine pubblico.

GIUSNATURALISMO : Uno dei sistemi dei rapporti tra stato e chiesa. In linea generale è uno dei sistemi nei quali viene accentuata la sovranità dello stato, per via dei controlli che lo stato esercita nei confronti della confessione religiosa. (Si parla di confessione religione perché c’è giurisdizionalismo anche nei paesi protestanti, che però viene chiamato TERRITORIALISMO). = Le confessioni protestanti come confessioni territoriali. (Ma i poteri che i principi esercitano sono gli stessi). I principi cattolici cercano di erodere la disciplina ecclesiastica, solo sugli aspetti patrimoniali connessi al matrimonio, a differenza del protestantesimo che prende in considerazione limterezza della disciplina. (08;57:00) Dote elemento fondamentale del matrimonio ed edi competenza del giudice ecclesiastico perché si tratta di una res temporalis annessa ad una res spirituale. (Giurisdizionalisti non accettano questa visione). “Lo stato sono io” Luigi XIV, frase coerente con questo tipo di visione. Istituiti del giurisdizionalismo possono essere visti in relazione all comfessionalismo e alla assolutezza (9;04:00) […] art 1 preso atto del venir meno della religione cattolica come unica religione ufficiale, 2 pattuizioni: 11 febbraio 1929… Principio della religione di stato proclamata nel trattato dei laterano e nel concordato lateranense è.. i quali ripetevano lart 1 dello statuto Albertini del 1808, che pro clamava “la religione cattolica apostolica romana è l’unica religione di stato, gli altri culti sono tollerati in conformità alle leggi” abrogato con l’entrata in vigore della costituzione italiana. Lo stato comfessionista protegge la sua religione e la protegge anzitutto sulla base ius advocatiae (diritto di avvocaturamp, per cui stato si assume il ruolo di garante della religione ufficiale) o ius protectionis. Garante della purezza della fede contro ogni tentativo di eresia o scisma. LIMITI= Primo limite generale della libertà religiosa è talmente implicito che non viene neppure nominato dallart 19: la legge penale. (Es. È illegale fare culti e assumere sostanze stupefacenti giuruducamsosi com la libertà religiosa) Stato laico non può mai intervenire sulle controversie religiose salvo che queste non assumano contorni penali. Ci sono alcuni istituti definiti dello ius protectionis: uno degli istituti era quello di tutelare anche il patrimonio degli enti ufficiali appartenenti alla chiesa ufficiale, con una serie di provvedimenti con i quali i singoli istituiti ecclesiastici (chiese o monasteri singoli..) venivano, dalla legge dell’iOS tato, equiparati ai minori nella gestione dell loro patrimonio. Da cui “ecclesia minoribus aequiparatur”. In cui ecclesia significa il SINGOLO istituito ecclesiastico, che poteva porre atti nocivi al patrimonio dell’ente (es. un parroco che vende beni dell’ente..). Ciò si traduce : L’ente danneggiato dal suo amministratore ecclesiastico deve essere restituito patrimonialmente. Lo IUS reformandi è La facoltà spettante allo stato cattokic giurisdizionalismo di stabilire le condizioni alle quali la chiesa deve esercitare le sue attività al fine di migliorare il funzionamento degli organi ecclesiastici. Tipico sia degli Stati giurisdizionalisti che territorialisti. Negli Stati protestanti è più penetrante rispetto agli Stati cattolici. Il Prince cattolico si sente investito del diritto di riforma delle strutture ecclesiastiche quando ritiene che il loro funzionamento possa essere perturbato da abusi (ius circa sacra). (Es. Giuseppe II emette una patente di tolleranza per i sudditi di religione israelitica l) 2ª tipologia di istituti del giurisdizionalismo: istituti che mirano a tutelare se non esaltare l’integrità dello stato nei riguardi della, chiesa ufficiale. Ius cautendi, diritto cioè di tutelarsi. Al principe spetta un potere generale, che il, potere lo ius inspicendi o ius supreme inspections, diritto cioè di polizia. Che corrisponde al diritto della suprema sorveglianza. All’interno di questo potere che il principe adotta nei confronti della propria chiesa, da cui una serie di interventi. Es. Archivio di stato di Venezia. Il diritto di suprema ispezione comporta il potere dello stato di limitare la libertà delle relazioni tra gli enti ecclesiastici locali e la Santa sede e viceversa: nella repub. di Venezia nessun documento proveniente da Roma può essere applicano né pubblicato se non passa attraverso la revisione di un apposito collegio annesso al senato Veneto, cioè il revisore. Stato giurisdizionalista controlla l’emissione dei voti religiosi e l’insegnamento nei seminari. (Es. In Austria questo avviene fino all’inizio dell’900). I diritti principeschi istituzionalizzati erano: -Ius nominandi: diritto di nomina: lo stato giurisdizionalista afferma il diritto a concorrere nelle nomine dei titolari ecclesiastici ma sooratuttto nelle nomine dei vescovi, per motivi di ordine e interesse pubblico. Esso, a seconda delle situazioni locali ha gradi di intensità diversa. La nomina diretta viene detta nomina cesarea e si indicano così privilegi antichi; -Ius esclusivae, duetto di escludere qualcuno;: è una forma negativa di concorso alla nomina degli ufficia ecclesiastici perché la nomina poteva essere fatta dalle autorità ecclesiastiche,a lo stato dichiarava il (non) gradimento (poteva essere fichiarata non gradita) -placiutum regio o ius placitii regii cioè diritto di placitazione: diritto dello stato di esaminare attraverso i propri organi gli atti emanati dalle autorità ecclesiastiche PRIMA della loro pubblicazione. -sequestro di temporaneità : provv per il quale lo stato o perché un ente ecclesiastico era male amministrato o perché il suo titolare temeva un comporomanto malvagio, lo stato interveniva e sequestrava i beni dell’ente, amministrandoli autonomamente; -ius appellationis o appello per abus: sudditi hanno diritto di ricorrere all’ autoritaria statale contro le decisioni delle autorità ecclesiastiche che dal suddito fede fossero ritenute poste in violazione del sudditto e dello stato. -diritto di dominio eminente o proprietà imminente: tipico di stato assoluto, proprietà è indivisibile (nel cc. allude alla teorica dellamcirmt regime poiché si doveva dismguere tra duetto di proprietà eminente e utile, il sovrano è titolare della prorotta empente di tutti i beni posti sul suo territorio), gli altri proprietario sono proprietari utili.

(sono tutte forme di interventi tramite le quali lo stato determina l’efficacia dell’atto/dello Stato ecclesiastico). In base a quale normativa viene deciso all’appello per abuso? (DOMANDA FREQ) deciso sulla base del diritto canonico nazionale (ius canonicum nationale) cioè il diritto che lo stato ritiene vigente sul suo territorio. Appello per abuso : qual è il parametro in base a cui si decide? Il consiglio di stato decide in base al diritto canonico nazionale. Alcuni istituti che appartenevano al giurisdizionalismo del regno di Sardegna vengono diffusi a livello nazionale, entrando in vigore in tutto l’ex Stato pontificio e anche poi in tutta Italia, dopo la breccia di porta Pia. COME viene deciso l’appello per abuso? NON sull’ base del semplice diritto dello stato o canonico romano, MA sul parametro del diritto canonico nazionale. Giurisdizionalismo si inserisce all’interno di diverse classificazioni dei rapporti tra stato e confessione religiosa. SEPARATISMO. Sistema teocratico in cui ci sarebbe quella che tecnicamente chiamiamo “confusione”, in un’unica autorità del potere religioso e del potere temporale. 2ª categoria di classificazione: sistema IEROCRATICO. da cosa è caraerzzato? Dalla potestas diretta dell’autorità religiosa nelle materie temporali (potestas diretta in temporalis) vedi, ratio peccati 3º sistema: sistema giurisdizionalista confessionale ≠ da quello aconfessionale Esso è caratterizzato dall’esistenza di una confessione esclusiva o dominante dello stato (es. nello Statuto Albertino), ma allo stesso tempo sussiste un potere sovrano (ius advocatiae) che proclama di agire nell’interesse di una religione unica e ufficiale, e passaggio dal diritto di protezione al diritto di ingerenza è facile. 4º sistema: giurisdizionalismo aconfessionale (es. attuale della repubblica popolare cinese) manca religiose unica e ufficiale dello stato) In questo sistema lo stato si ingerisce nelle materie ecclesiastiche con una FUNALITA di polizia, per protezione di se stesso, dichiarandosi contemporaneamente laico o addirittura ATEO. 5º sistema SEPARATISTA: separatismo è un ideale. (Oggi si parla di separatismo negli Stati Uniti d’America, dovrebbe dovrebbe esserci). Caratteristica essenziale di quest’idea è il fatto che bel diritto dello stato mancano norme speciali relative alle confessioni religiose. (In Italia c’è un sistema di coordinamento). Per il se partisco, gli enti religiosi, non proibiti, dovrebbero e sere regolati dalla normativa di diritto comune (codice civile). Sistema separatista idealmente è caratterizzato dall’assenza nell’ambito di diritto statale di norme speciali, di protezione che di controllo, per gli ordinamenti religiosi. Stato NON deve né proteggere né controllare, né essere a né essere contro. La religione dovrebbe formare la libertà di coscienza dei singoli. (Individui liberi di organizzarsi nelle forme associative di diritto comune). Esempio di legge n 222/1925 contenuto anti-separatismo, contemporaneamente di diritto dello stato e di diritto canonico particolare per l’Italia. [separatismo contrario di quello che si applica in Italia, ex art 7 e 8 Cost, per cui si parla di sistema coordinato.] 23/ Quali sono quindi le caratteristiche fondamentali del giurisdizionalismo? Stato può porre i suoi mezzi a disposizione della chiesa, ma stato giurisdizionalista quando si tratta di tutelare la chiesa o se stesso non ha bisogno di istanze e giudizi ecclesiastici per perseguire quei comportamenti che costituiscono peccato e violazione dell’ordine che è interesse dello stato vedere mantenuto. I prìncipi giurisdizionalisti sono protettori della chiesa, tutori e rappresentanti dei loro sudditi( non civili), stato interviene indirettamente contro gli abusi, e impedisce che i sudditi siano ingiustamente molestati con censure ecclesiastiche. Nel giurisdizionalismo liberale : con la seconda caduta di Napoleone e la restaurazione, la restituzione dei beni artistici nazionali.. restituzione di molto beni non è stata richiesta.. reviviscenza degli antichi regimi confessionisti, torna in auge il matrimonio religioso.. tornano in vita (dopo la riv. francese, che aveva dim. Che i re sono tali per volontà della nazione e non di Dio) alcuni istituti su una abse diversa, che sopravvivono fino al XX secolo. Regno d’Italia e di Sardegna, or lama il proprio confessionalismo: religione cattolica è l’unica dello stato, gli altri sono tollerati in forza delle leggi ex art. 1 dello statuto Albertino (cosi in Italia fino all’accordo di modificazioni del 1984). Nonostante la proclamazione di una religione ufficiale unica dello stato il regno di Sardegna e poi quello d’Italia approva un articolato complessivo di norme in materia di culto e di enti ecclesiastici che teoricamente si poneva di realizzare l’ideale liberale della separazione (“libera chiesa in libero stato” - Cavour). Ciò si risolve in una serie di istituti giuridici che rientrano pienamente della strumentalizzazione giurisdizionalista. Stato è nella sostanza, uno stato secolarizzato. Si usa riferirsi alla politica religiosa piemontese italiana un questo frangente storico, con le espressioni di “giurisdizionalismo liberale” o “separatismo giurisdizionalista”.