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Diritto fallimentare, Panieri di Diritto fallimentare

Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza, che si compone di 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile. Il codice rinnova la composizione del conflitto di interessi tra ceto creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa impostazione. i principi generali del codice, le definizioni di insolvenza e di imprenditore commerciale e agricolo, le norme per la liquidazione giudiziale e la figura del commissario nelle società cooperative, e le regole per la procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria.

Tipologia: Panieri

2022/2023

In vendita dal 28/09/2023

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Capitolo 1
Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al
codice civile
L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante la procedura
di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei creditori
I componenti degli organismi e dei collegi preposti alle procedure di allerta e composizione
assistita della crisi sono tenuti: all'obbligo di riservatezza su tutte le informazioni acquisite
nell'esercizio delle loro funzioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno
conoscenza per ragione del loro ufficio
Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza rinnova la composizione del conflitto di interessi tra
ceto creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa
impostazione: la nozione ampia di debitore sulla quale costruire l'intera disciplina della soluzione della
crisi e dell'insolvenza e un forte stimolo all'assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili,
finalizzati sia alla sopravvivenza dell'impresa e alla tutela di coloro che concedono credito
La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa -tra le premesse- che appare
necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare
l'insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in
generale
I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori,
doveri delle autorità preposte al governo della crisi d'impresa e principi di carattere processuale
Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti
esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie
obbligazioni
L'imprenditore commerciale e agricolo, può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in
condizioni di squilibrio patrimoniale o economico – finanziario
L'applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza
sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si
assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio
Capitolo 2
Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l'apertura della procedura
di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di
capitali
Ai sensi dell'art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorreeliminare la causa di
scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni
dell'atto costitutivo o dello statuto
Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel
termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte
domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale
dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono
in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
Il potere di compiere gli atti e le operazioni riguardanti l'organizzazione e la struttura finanziaria
della società previsti nel programma di liquidazione spetta: al curatore
L'art 382 Ccel quale importante modifica introduce all'art 2272 cc: il comma 5-bis
Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l'apertura di una
procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
In caso di insolvenza della società cooperativa: È una delle cause di sciogliemnto della società
Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell'ambito delle società cooperative:
devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
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Capitolo 1 Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l'impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell'insolvenza nell'interesse prioritario dei creditori I componenti degli organismi e dei collegi preposti alle procedure di allerta e composizione assistita della crisi sono tenuti: all'obbligo di riservatezza su tutte le informazioni acquisite nell'esercizio delle loro funzioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza rinnova la composizione del conflitto di interessi tra ceto creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa impostazione: la nozione ampia di debitore sulla quale costruire l'intera disciplina della soluzione della crisi e dell'insolvenza e un forte stimolo all'assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili, finalizzati sia alla sopravvivenza dell'impresa e alla tutela di coloro che concedono credito La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa -tra le premesse- che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l'insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l'economia in generale I principi generali del Capo II possono così riassumersi: doveri del debitore, doveri dei creditori, doveri delle autorità preposte al governo della crisi d'impresa e principi di carattere processuale Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni L'imprenditore commerciale e agricolo, può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico – finanziario L'applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell'insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio Capitolo 2 Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali Ai sensi dell'art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorreeliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell'assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell'atto costitutivo o dello statuto Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo;b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell'attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione Il potere di compiere gli atti e le operazioni riguardanti l'organizzazione e la struttura finanziaria della società previsti nel programma di liquidazione spetta: al curatore L'art 382 Ccel quale importante modifica introduce all'art 2272 cc: il comma 5-bis Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l'apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni In caso di insolvenza della società cooperativa: È una delle cause di sciogliemnto della società Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell'ambito delle società cooperative: devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese

In caso di irregolare funzionamento della società cooperativa e nel caso di crisi o insolvenza, l'autorità di vigilanza può: revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione a un commissario, autorizzandolo a prendere provvedimenti in ordine alla composizione della crisi o dell'insolvenza Capitolo 3 L'imprenditore che ha all'estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all'estero Se il trasferimento del COMI all'estero è avvenuto nell'anno antecedente il deposito della domanda di regolazione della crisi o della insolvenza o dell'apertura della liquidazione giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova Per le persone fisiche esercenti attività d'impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell'attività abituale Il Tribunale adito per una procedura di regolazione della crisi e dell'insolvenza può: ritenersi competente e procedere con l'istruttoria, ovvero ritenersi incompetente per materia o territorio Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell'insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali In caso di imprese appartenenti al medesimo gruppo e che abbiano tutte il COMI all'interno del territorio nazionale: per il concordato preventivo e per l'ammissione alla ristrutturazione dei debiti, la domanda e il piano possono essere unici o plurimi Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse: la competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall'articolo 2497-bis del codice civile, esercita l'attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell'impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all'ultimo bilancio approvato" Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l'attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l'omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore Capitolo 4 Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell'attività del debitore, se l'insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno successivo L'art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell'attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese Ai fini della cessazione dell'attività e della cancellazione di cui all'art. 33 CCeI, per l'imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione In caso di morte dell'imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell'art. 33 CCeI

All'erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell'imprenditore defunto e dell'erede Se il debitore muore dopo l'apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale: questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario L'articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l'erede ad accettare ponendo in essere l'actio interrogatoria di cui all'articolo 481 c.c In caso di curatela dell'eredità giacente già aperta e necessità di procedere all'apertura della liquidazione giudiziale: si applica il termine di un anno ex art. 34 CCeI e inizia direttamente nei confronti del curatore Capitolo 5 Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell'attività imprenditoriale o professionale LA domanda è formulata tramite: OCC I crediti possono essere soddisfatti: con qualunque strumento La competenza per le questioni afferenti al concordato minore è: del Tribunale La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di concordato preventivo Il soddisfacimento dei crediti: può essere parziale Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell'OCC La proposta di concordato ha contenuto: libero Capitolo 6 La previgente formulazione dell'art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a sancire il potere gerarchico dell'imprenditore sui collaboratori Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi L'azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti" : si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell'insufficienza del patrimonio Nelle srl la nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: a) sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlli una società obbligata alla revisione legale dei conti;c) abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: due milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: due milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: dieci unità. Il legislatore con l'art 378 Ccel: ha deciso di incidere sensibilmente sulla disciplina della responsabilità degli amministratori delle s.r.l. La nuova formulazione dell'art 2086 cc: sembra imporre una regola organizzativa consistente innanzitutto nell'obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano dell'organizzazione dell'attività d'impresa, sia su quello dell'amministrazione e contabile, adeguato alla natura e alle dimensioni dell'attività svolta in funzione della tempestiva rilevazione della crisi Vengono considerati comunemente illeciti idonei a cagionare i danni da condotta inadempiente degli amministratori: gli atti distrattivi, che l'omesso pagamento oneri fiscali e contributivi Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell'irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere

Il Ccel nella disicplina degli assetti organizzativi dell'impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l'attività di impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un'organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell'attività economica svolta dalla società, e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione Capitolo 7 La liquidazione giudiziale è: la procedura concorsuale giudiziale tramite la quale il debitore, in conseguenza dello stato di insolvenza, perde l'amministrazione del suo patrimonio L'amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell'autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori Lo scopo della liquidazione giudiziale è: la miglior soddisfazione dei creditori di un debitore insolvente attraverso un procedimento giudiziario a carattere concorsuale Sono soggetti alla liquidazione giudiziale: le imprese commerciali (individuali o societarie) che siano rilevanti da punto di vista delle dimensioni Gli organi della liquidazione giudiziale sono: il Tribunale concorsuale, il Giudice delegato, il Curatore e il Comitato dei creditori Il ruolo di amministrazione attiva del patrimonio del debitore è svolto da: dal curatore La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo" Il curatore della liquidazione giudiziale: È l'organo che sostituisce il debitore nell'amministrazione funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell'ordine e grado di legge Il curatore può delegare le sue funzioni: si, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all'uopo autorizzato dal comitato dei creditori Tra gli obblighi specifici del curatore vi è quello di: tenere un registro informatico, consultabile telematicamente dal giudice delegato e da ciascuno dei componenti del comitato dei creditori Capitolo 8 La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza è proposta: con ricorso La domanda di accesso a una procedura regolatrice della crisi o dell'insolvenza può essere proposta: dal debitore L'obiettivo della normativa sull'accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell'insolvenza è quello di: evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie Il procedimento di liquidazione giudiziale: inizia con il decreto di convocazione delle parti e la presentazione di memorie Nel procedimento di liquidazione giudiziale: possono intervenire i terzi che hanno legittimazione a proporre la domanda (oltre al PM), sino a che la causa non venga rimessa al collegio per la decisione L'audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all'ammissione e all'espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d'ufficio Nella udienza di trattazione per l'apertura del procedimento di liquidazione giudiziale è obbligatoria: l'audizione delle parti che verrà svolta dal Tribunale in camera di consiglio salvo che lo stesso non l'abbia delegato al giudice relatore

(istante)

La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con: la nullità La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro Sebbene non sia espressamente previsto, si ritiene che: a dispetto della rubrica dell'articolo 20 intitolata "solo" "misure protettive" non possono esservi dubbi in ordine alla circostanza per cui l'articolo 54 estenda la facoltà del debitore di proporre istanza anche per misure "atipiche" di natura cautelare Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica Le misure cautelari e protettive possono essere revocate: nel caso in cui risultino commessi atti di frode nei confronti dei creditori Capitolo 11 Gli effetti della liquidazione giudiziale a carico del debitore sono: di natura patrimoniale e personale Gli effetti della liquidazione giudiziale a carico del debitore: rappresentano una significativa contrazione della capacità di agire del soggetto che è sottoposto alla procedura e una rilevante limitazione delle sue libertà essenziali La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest'ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento Ove il debitore compia atti di amministrazione o di disposizione dei beni: tali atti risulteranno inopponibili alla procedura Per la ricostruzione preferibile, la natura giuridica dello spossessamento dei beni è: assimilabile a una limitazione temporanea della capacità del debitore funzionale alla (migliore) soddisfazione dei creditori Il potere di amministrare i beni del debitore spossessato, ricade in capo: al curatore La perdita del potere di amministrare i propri beni, deriva da una sentenza che: inter partes produce i propri effetti dalla data della pubblicazione. nei riguardi dei terzi, si produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese L'inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere generale, infatti riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria L'inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l'apertura della liquidazione giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti La limitazione temporanea del potere di amministrare e disporre riguarda: i beni ricompresi nello spossessamento e dunque quelli "esistenti" al momento dell'apertura del procedimento di liquidazione Capitolo 12 Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l'imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori, artigiani) Gli allegati del piano di risanamento sono: Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli ultimi tre anni, l'elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale Il professionista indipendente: È quello indicato ai sensi della lettera o) dell'articolo 2 del CC.II. Il piano può essere adottato da un imprenditore in stato di crisi o di insolvenza: Vero, con la precisazione che l'insolvenza non necessariamente implica irrimediabile compromissione della capacità di adempiere alle obbligazioni Lo scopo del piano è: Consentire il risanamento dell'esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria Gli accordi di ristrutturazione: Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione

La funzione del piano economico - finanziario contenuto nell'accordo: È quella di assicurare l'esecuzione degli accordi Un professionista indipendente: Deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giuridica del piano, specificando l'idoneità dello stesso e dell'accordo ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei Modifiche sostanziali al piano attestato di risanamento: Sono possibili prima e dopo l'omologazione con le cautele previste dall'art. 58 Capitolo 13 La corretta ricostruzione del patrimonio del debitore: È strumento indispensabile per mitigare le conseguenze della crisi Il "periodo sospetto" decorre: sia per le azioni di inefficacia che per le azioni revocatorie, il periodo sospetto ha decorrenza a ritroso dal deposito della domanda cui sia seguita l'apertura della liquidazione giudiziale Per beni immobili e diritti reali immobiliari: l'inefficacia conseguirà "automaticamente" alla trascrizione nei pubblici registri della sentenza d'apertura della liquidazione giudiziale Per gli atti a titolo gratuito per i quali non è prevista alcuna forma di trascrizione: sarà necessario che il curatore promuova l'azione di inefficacia Gli atti a titolo oneroso: sono revocati se le prestazioni eseguite sorpassano di oltre un quarto ciò che è stato dato o promesso al debitore La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall'art. 166: È riferita al debitore insolvente Secondo quanto disposto dall'art. 166, l'atto è destinato a rimanere stabile nei suoi effetti quando: il terzo era in buona fede al momento del suo compimento L'esperimento dell'azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno Il danno che funge da presupposto ai fini dell'esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all'uscita del bene dalla massa L'azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l'azione innanzi al tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale Capitolo 14 L'accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l'esposizione debitoria L'accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori L'accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall'impenditore anche non commerciale purché diveso da quello minore I creditori estranei agli accordi di ristrutturazione dei debiti: Devono essere integralmente soddisfatti entro centoventi giorni dall'omologazione se il credito è scaduto ed entro centoventi giorni dalla scadenza, se non sono ancora scaduti alla data dell'omologazione Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o circostanza che incida sull'attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori Il ruolo del consenso dei creditori alle modifiche sostanziali: È diverso a seconda che queste intervengano prima o dopo l'omologazione: se prima devono (ri) manifestarlo, se dopo possono opporsi La continuazione dell'attività d'impresa: È espressamente prevista dalla legge quale requisito diretto o indiretto Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale

I creditori non aderenti a cui è stata estesa l'efficacia del piano: Possono proporre opposizione ai sensi dell'articolo 48, c. 4 Il termine per proporre opposizione in capo ai creditori non aderenti: Decorre dalla data della comunicazione Capitolo 15 Se un contratto è ancora ineseguito da entrambe le parti, al momento dell'apertua della liquidazione giudiziale: l'esecuzione rimane sospesa fino a quando il curatore dichiara di subentrare o di sciogliersi dal contratto Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per decidere se subentrare Le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dall'apertura della liquidazione giudiziale: sono inefficaci Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno Una delle ipotesi "legali" per la quale è previsto lo scioglimento "automatico" del contratto si verifica: quando il curatore rimane inerte nonostante sia stato messo in mora dal contraente e gli sia stato assegnato un termine per esercitare il suo "jus eligendi" I crediti anteriori all'apertura della liquidazione giudiziale sono: chirografari, essendo stabilita la prededucibilità solamente di quelli maturati nel corso della procedura Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale" Se l'apertura della liquidazione giudiziale avviene nei confronti del patrimonio del venditore: essa non è causa di scioglimento del contratto e si applica la regola generale contenuta nell'art. 172 CCeI Nel contratto di affitto di azienda, l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del concedente: non scioglie il contratto ma il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, può recedere corrispondendo alla controparte un equo indennizzo Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l'acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la sceltra tra esecuzione e scioglimento Capitolo 16 Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l'omologazione di accordi di ristrutturazione sulla disciplina del capitale: non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482-bis e 2482-ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale La necessità di addivenire all'accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un 'piano' vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione: della continuità aziendale Nel caso in cui il debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione: i creditori non possono rifiutare l'adempimento dei contratti in corso di esecuzione o provocarne la risoluzione unilateralmente

Capitolo 19 Gli aspetti 'essenziali' delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l'apposizione dei sigilli, la redazione dell'inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico Una volta che sia stata aperta la procedura di liquidazione ed il curatore abbia accettato, lo stesso deve procedere: all'immediata' ricognizione dei beni del debitore (art. 193 1° comma CCeI) La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori L'attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell'inventario Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i sigilli e per quelli facilmente deteriorabili L'inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione fotografica dei beni inventariati Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu' di un titolo opponibile al curatore Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, può: sentiti il curatore e il comitato dei creditori, se costituito, disporre che non siano inclusi nell'inventario o siano restituiti agli aventi diritto i beni mobili sui quali terzi vantano diritti reali o personali chiaramente e immediatamente riconoscibili Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da comprendere nell'inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell'inventario, al curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l'elenco dei creditori e l'elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari Capitolo 20 Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch'essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell'esposizione debitoria Essi sono conclusi: dall'imprenditore in stato di crisi o di insolvenza Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell'art. 48 CCeI Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei L'attestazione del professionista indipendente: deve specificare l'idoneità dell'accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei Se, dopo l'omologazione, si rendono necessarie modifiche sostanziali al piano: esse sono apportate dall'imprenditore con contestuale rinnovo dell'attestazione del professionista indipendente La modifica del piano successiva alla sua omologazione: trova la sua pubblicità, insieme all'attestazione del professionista indipendente, presso il registro delle imprese L'accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali Capitolo 21 Il comma secondo dell'art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell'azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall'altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni

La liquidazione del complesso aziendale interrompe: la continuità aziendale I beni acquisiti all'attivo della procedura: sono stimati da esperti nominati dal curatore Per i beni immobili: il curatore pone in essere almeno tre esperimenti di vendita all'anno La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche Gli interessati a presentare offerta per acquistare i beni: possono esaminare i beni a cui sono interessati Se l'offerta perviene oltre il termine stabilito nell'avviso di vendita: non è efficace Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi Capitolo 22 La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi, è testimonianza: dell'ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale: alla continuazione dell'attività di impresa Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata La composizione negoziata ha, quale principale effetto: la mancanza della vocazione liquidatoria Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l'imprenditore Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all'attestatore che al debitore Gli strumenti di regolazione della crisi: possono prevedere dismissioni del patrimonio del debitore Il professionista indipendente: fa riferimento alla lettera o) dell'articolo 2 della CCeI La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d'impresa L'aspetto più rilevante del piano attestato è: l'esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave Capitolo 23 Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali I creditori: con la chiusura della liquidazione giudiziale, riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro crediti per capitale e interessi Gli organi preposti alla procedura, con la chiusura della stessa, decadono: vero Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l'intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura La ripartizione finale dell'attivo: È un'ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l'assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione La cancellazione dal registro delle imprese può essere chiesta quando: È avvenuto il riparto finale o è stata constatata l'inadeguatezza della procedura al pagamento dei debiti Le prescrizioni contenute nell'art. 233 si applicano: alle sole società di capitali La decisione dell'assemblea necessaria ai fini della ripresa dell'attività o della sua cessazione, è presa: con le maggioranze dell'assemblea ordinaria, così derogando a quanto stabilito in tema di liquidazione volontaria dal c.c.

Capitolo 24 Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti La disciplina del CCeI deroga alla cd. "relatività" dei contratti: vero, i creditori estranei agli accordi sono destinati a subirli, ancorché solo parzialmente Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall'accordo (o accordi) di ristrutturazione Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente responsabili Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto: la percentuale richiesta per la loro conclusione è il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti Uno dei presupposti per la conclusione di un accordo agevolato è: che il debitore non abbia proposto la moratoria dei crediti estranei agli accordi Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria Affinché l'accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell'avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente Per classe di creditori si intende: l'insieme dei creditori che abbiano posizione giuridica ed interessi omogenei Affinché possa darsi l'accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l'accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell'attività d'impresa, direttamente o indirettamente Capitolo 25 La disciplina del concordato nella liquidazione esige: un accordo tra il soggetto legittimato a proporlo e i creditori che sono chiamati ad approvarlo La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti La cessione dei beni o cessio bonorum: È una delle modalità di attuazione della proposta di concordato Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l'ingresso dell'impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi Le tre fasi del concordato giudiziale sono: la proposta di concordato, l'approvazione della maggioranza dei creditori, l'omologazione da parte del Tribunale Ulteriore effetto del concordato giudiziale è: la liberazione dai debiti Una volta che sia intervenuta l'omologazione: il concordato sarà obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla sentenza che dichiara l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo I creditori che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo: non godono delle garanzie fornite a beneficio della proposta di concordato da parte di soggetti terzi Capitolo 26 La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell'ambito delle quali può inserirsi

Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all'interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l'amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché' dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza La transazione fiscale, conclusa nell'ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza L'efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze, rinuncia agli atti e alle azioni esecutive La convenzione di moratoria è conclusa: dall'imprenditore e i suoi creditori Capitolo 27 La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti Se nel circondario del tribunale competente non vi è un OCC: i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti sono svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 358 CCeI Solo attraverso l'attività dell'Organismo di Conciliazione: il debitore può presentare al tribunale la domanda di ammissione alla procedura La domanda di omologazione del piano: È successiva alla predisposizione del piano stesso L'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: È destinatario dell'incarico per essere assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del consumatore L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali accertamenti pendenti all'OCC Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento L'OCC, entro sette giorni dall'avvenuto conferimento dell'incarico: ne da' notizia all'agente della riscossione e agli uffici fiscali Capitolo 28 La vecchia Legge Fallimentare consentiva l'ammissione al concordato preventivo: solo all'imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi La maggiore dottrina considerava il concordato preventivo: uno strumento d'aiuto dell'imprenditore volto ad evitare la dichiarazione di fallimento. Ai fini dell'ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell'imprenditore La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del '42 era caratterizzata da una forte presenza dell'autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare , venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell'intera procedura Quanto ai creditori si richiedeva, per l'approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.

Se il debitore ha la forma di una spa o srl, la proposta concorrente può: prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d'opzione La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone , in competizione appunto con quella del debitore Capitolo 31 Nel diritto comune delle società, il gruppo è: un'aggregazione di imprese organizzate in forma societaria ciascuna delle quali è dotata di una propria autonomia ed indipendenza Nel codice della crisi e dell'insolvenza, il gruppo è definito come: l'insieme delle società, delle imprese e degli enti, esclusi lo Stato ed enti territoriali che, ai sensi degli articoli 2497 e 2545-septies del Codice civile, esercitano o sono sottoposti alla direzione e coordinamento di una societ , di un enteà̀ o di una persona fisica, sulla base di un vincolo partecipativo o di un contratto Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l'attivit à̀di direzione e coordinamento sia esercitata dalla societ à̀o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una societ à̀o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto La liquidazione giudiziale in caso di gruppo di società: può essere unitaria Le masse attive e passive di ciascuna società partecipante del gruppo: rimangono autonome Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato Nel caso in cui più imprese appartenenti a un medesimo gruppo siano assoggettate a separate procedure di liquidazione giudiziale: gli organi di gestione delle diverse procedure cooperano per facilitare la gestione efficace di tali procedure La domanda di accesso alle diverse soluzioni della crisi deve coinvolgere necessariamente tutte le imprese del gruppo: considerato il silenzio del legislatore sul punto, le imprese in bonis devono ritenersi escluse Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio centro degli interessi principali in circoscrizioni diverse: il tribunale competente è quello dinnanzi al quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione giudiziale Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell'articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società Capitolo 32 Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell'insolvenza) La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell'analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa Sono cause legittime di prelazione: i privilegi, il pegno e le ipoteche La legge dispone che dalla data di presentazione della domanda di accesso al concordato preventivo e fino all'omologazione: il debitore conserav l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale L'attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale Il voto dei creditori è: espresso con modalità telematiche Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all'omologazione: conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale