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Diritto fallimentare LMG01 PEGASO, Prove d'esame di Diritto fallimentare

Diritto fallimentare LMG01 PEGASO GIURISPRUDENZA

Tipologia: Prove d'esame

2022/2023

In vendita dal 07/03/2023

Nikki263
Nikki263 🇮🇹

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DIRITTO FALLIMENTARE
1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il
curatore: deve convocare lassemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa
dellattività o della sua cessazione
2. Affinché laccordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla
medesima categoria devono essere informati dellavvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi
consapevolmente
3. Affinché possa darsi laccordo di ristrutturazione a efficacia estesa: laccordo deve avere carattere non
liquidatorio quindi prevedere la continuazione dellattività d’impresa, direttamente o indirettamente
4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e
deve avere origine comune
5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve
essere convivente o il debito deve avere un’origine comune
6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia
uno degli strumenti negoziali previsti dall’accordo (o accordi) di ristrutturazione
7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi
conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
8. Ai fini della cessazione dellattività e della cancellazione di cui allart. 33 CCeI, per limprenditore
individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento
delleffettiva cessazione dellattività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare lelenco dei creditori e lelenco
di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
10. Ai fini dellammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva
distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell’imprenditore
11. Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine
stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di
ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dellattivo, le
ripartizioni ai creditori raggiungono lintero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo
estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
12. Ai sensi dellart 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di
scioglimento con deliberazione dellassemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni
dellatto costitutivo o dello statuto
13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di
concordato preventivo
14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: lattività di direzione e coordinamento sia
esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione
e coordinamento di una società o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori,
artigiani)
17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l’imprenditore
18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla
ai fini della conservazione dellintegrità e del valore del patrimonio sociale
19. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dellOCC
20. Allerede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata
confusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede
21. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al
concordato preventivo il ricorso per lomologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a:
unicamente al debitore
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DIRITTO FALLIMENTARE

  1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il curatore: deve convocare l’assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell’attività o della sua cessazione
  2. Affinché l’accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla medesima categoria devono essere informati dell’avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
  3. Affinché possa darsi l’accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l’accordo deve avere carattere non liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell’attività d’impresa, direttamente o indirettamente
  4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e deve avere origine comune
  5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve essere convivente o il debito deve avere un’origine comune
  6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia uno degli strumenti negoziali previsti dall’accordo (o accordi) di ristrutturazione
  7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
  8. Ai fini della cessazione dell’attività e della cancellazione di cui all’art. 33 CCeI, per l’imprenditore individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell’effettiva cessazione dell’attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
  9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l’elenco dei creditori e l’elenco di coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
  10. Ai fini dell’ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell’imprenditore
  11. Ai sensi dell'art 233 comma 1 lett a)eb) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
  12. Ai sensi dell’art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di scioglimento con deliberazione dell’assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell’atto costitutivo o dello statuto
  13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di concordato preventivo
  14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
  15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l’attività di direzione e coordinamento sia esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
  16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori, artigiani)
  17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l’imprenditore
  18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla ai fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale
  19. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell’OCC
  20. All’erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata confusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede
  21. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al concordato preventivo il ricorso per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore
  1. Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori: possono fare ricorso al piano attestato di risanamento
  2. Banche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
  3. Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
  4. Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
  5. Con riferimento ai crediti pecuniari: la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il corso degli interessi legali e convenzionali
  6. Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l’apertura di una procedura di liquidazione controllata dei suoi beni
  7. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
  8. Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
  9. Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione) di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
  10. Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all’omologazione: conserva l’amministrazione dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
  11. Dalla lettura dell'art 13 Ccel si comprnede che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
  12. È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi: il giudice adito per primo
  13. Essi sono conclusi: dall’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
  14. Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell’art. 48 CCeI
  15. Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione dell’attività del debitore, se l’insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo
  16. Gli accordi di ristrutturazione: Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
  17. Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
  18. Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata
  19. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch’essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e sono volti al risanamento dell’esposizione debitoria
  20. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei
  21. Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente responsabili
  22. Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali
  23. Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: ( Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in fuzione:) della continuità aziendale
  24. Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto: la percentuale richiesta per la loro conclusione è il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti
  25. Gli allegati del piano di risanamento sono: Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli ultimi tre anni, l’elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale
  26. Gli aspetti ‘essenziali’ delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l’apposizione dei sigilli, la redazione dell’inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico
  27. Gli atti a titolo oneroso: sono revocati se le prestazioni eseguite sorpassano di oltre un quarto ciò che è stato dato o promesso al debitore
  1. Il Ccel nella disicplina degli assetti organizzativi dell'impresa esige un modello di organizzazione complesso ove l'attività di impresa si esprima a sua volta attraverso modelli gestionali complessi. La complessità consiste: nella predisposizione di un’organizzazione amministrativa e contabile capace di sostenere le diverse articolazioni dell’attività economica svolta dalla società, e deve essere utile a rilevare la crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice
  2. Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
  3. Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice civile
  4. Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali
  5. Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in via principale, la vendita dell’azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall’altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni
  6. Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente dell’impresa
  7. Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova
  8. Il comma secondo dell’art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato
  9. Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto
  10. Il commissario liquidatore: forma l’inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le limitazioni stabilite dall’autorità di vigilanza
  11. Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell’autorità che vigila e sotto il controllo del comitato di vigilanza
  12. Il compenso dell’Organismo di Composizione della Crisi: È ripartito tra i membri della famiglia in proporzione all’entità dei debiti di ciascuno
  13. Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi
  14. Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione dell’attività imprenditoriale o professionale
  15. Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale
  16. Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero, infatti il concordato preventivo mira a evitare l’ingresso dell’impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale
  17. Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l’estinzione del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva.
  18. Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori, avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell’insolvenza)
  19. Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio
  20. Il concordato può consistere: nella cessione dei beni
  21. Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento
  22. Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell’analiticità della descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa
  23. Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l’acquirente escute la fideiussione prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione e scioglimento
  1. Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall’apertura della liquidazione giudiziale, non continui l’esercizio dell’azienda editoriale o non la ceda ad altro editore
  2. Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell’esecuzione del contratto quando l’apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell’utilizzatore
  3. Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta
  4. Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come previsto per i contratti "in generale"
  5. Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della procedura potrà: agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l’eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l’eventuale esdebitazione
  6. Il creditore che, prima dell’apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito: ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa
  7. Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno dell’imprenditore: quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione
  8. Il curatore della liquidazione giudiziale: È l’organo che sostituisce il debitore nell’amministrazione funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell’ordine e grado di legge
  9. Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu’ di un titolo opponibile al curatore
  10. Il curatore può delegare le sue funzioni: sì, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all’uopo autorizzato dal comitato dei creditori
  11. Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per decidere se subentrare
  12. Il danno che funge da presupposto ai fini dell’esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all’uscita del bene dalla massa
  13. Il debitore condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia o compiuti in connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa: non può essere ammesso al beneficio dell’esdebitazione
  14. Il deposito della domanda di concordato preventivo può innescare: i procedimenti necessari al conseguimento, su istanza degli interessati legittimati, di misure protettive e cautelari
  15. Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni compresi nella procedura, dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale: ha la duplice valenza di evitare la formazione di posizioni di "vantaggio" e quella di garantire l’unitarietà della procedura
  16. Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica
  17. Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all’attestatore che al debitore
  18. Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i sigilli e per quelli facilmente deteriorabili
  19. Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, può: sentiti il curatore e il comitato dei creditori, se costituito, disporre che non siano inclusi nell’inventario o siano restituiti agli aventi diritto i beni mobili sui quali terzi vantano diritti reali o personali chiaramente e immediatamente riconoscibili
  20. Il legislatore all’art 91 comma 8 prevede che In favore dell’originario offerente il commissario dispone: il rimborso delle spese e dei costi sostenuti per la formulazione dell’offerta entro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essa indicato
  21. Il legislatore con l’art 378 Ccel: ha deciso di incidere sensibilmente sulla disciplina della responsabilità degli amministratori delle s.r.l.
  22. Il miglior realizzo è considerato: il maggior valore distribuibile nei tempi più brevi
  1. In caso di morte dell’imprenditore, la liquidazione giudiziale: può essere aperta se ricorono le condizioni dell’art. 33 CCeI
  2. In costanza dell’applicazione delle misure cautelari, gli organi (assemblea, organi di amministrazione e controllo): sono limitati nel loro funzionamento dalla contrazione dei poteri di amministrazione attiva che verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell’autorità giudiziaria
  3. L’accertamento e la dichiarazione dello stato di insolvenza sono di competenza: esclusiva dell’autorità giudiziaria
  4. L’accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi
  5. L’accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l’esposizione debitoria
  6. L’accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori
  7. L’accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall’imprenditore anche non commerciale purché diverso da quello minore
  8. L’affidamento di compiti tipicamente giudiziari all’autorità amministrativa è stato storicamente determinato: anche dalla circostanza per cui, già in bonis, la stragrande maggioranza delle imprese in questione operano sotto l’egida di un’autorità di vigilanza
  9. L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali accertamenti pendenti all'OCC
  10. L’amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il controllo dell’autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori
  11. L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali
  12. L’applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza sono escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
  13. L'art 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l’impresa durante la procedura di regolazione della crisi o dell’insolvenza nell’interesse prioritario dei creditori
  14. L’art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell’attività coincide, per tutti gli imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese
  15. L’art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi: il deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali
  16. L'art 379 comma 1 Ccel sancisce che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessa quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
  17. L'art 382 Ccel quale importante modifica introduce all'art 2272 cc: il comma 5-bis
  18. L’articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun "rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l’erede ad accettare ponendo in essere l’actio interrogatoria di cui all’articolo 481 c.c
  19. L’articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che: con il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio
  20. L’aspetto più rilevante del piano attestato è: l’esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave
  21. L’associazione in partecipazione: si scioglie per effetto dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell’associante
  22. L’attestazione del professionista indipendente: deve specificare l’idoneità dell’accordo e del piano ad assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei
  23. L’attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale
  24. L’attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell’inventario
  1. L’audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice delegato dal Tribunale che provvede all’ammissione e all’espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d’ufficio
  2. L'azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza del patrimonio sociale rispetto ai crediti" : si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell’insufficienza del patrimonio
  3. L’azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l’azione innanzi al tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale
  4. L’effetto del piano è: ricognitivo e programmatico
  5. L’efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla medesima categoria
  6. L’esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero
  7. L’esdebitazione è l’istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall’obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali"
  8. L’esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale
  9. L’esperimento dell’azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
  10. L'essere "imprenditore commerciale": È un presupposto essenziale anche per le società
  11. L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi
  12. L’imprenditore che ha all’estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all’estero
  13. L'imprenditore commerciale e agricolo, può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario
  14. L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro
  15. L’inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti
  16. L’inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere generale; infatti, riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria
  17. L’insolvenza: non necessariamente implica una situazione di irrimediabile compromissione della capacità di adempiere le obbligazioni
  18. L’inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione fotografica dei beni inventariati
  19. L'OCC, entro sette giorni dall'avvenuto conferimento dell'incarico: ne da' notizia all'agente della riscossione e agli uffici fiscali
  20. L’obiettivo della normativa sull’accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza è quello di: evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie
  21. L'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: È destinatario dell'incarico per essere assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del consumatore
  22. La cancellazione dal registro delle imprese può essere chiesta quando: È avvenuto il riparto finale o è stata constatata l’inadeguatezza della procedura al pagamento dei debiti
  23. La cessione dei beni o cessio bonorum: È una delle modalità di attuazione della proposta di concordato
  24. La competenza per le questioni afferenti al concordato minore è: del Tribunale
  25. La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale: alla continuazione dell’attività di impresa
  1. La necessità di addivenire all’accordo di ristrutturazione: non attenua gli obblighi di informazione a favore dei soci
  2. La nozione di "origine comune": va interpretata restrittivamente, la procedura potrà essere "familiare" quando i debiti dei componenti la stessa famiglia abbiano il medesimo titolo
  3. La nuova formulazione dell’art 2086 cc: sembra imporre una regola organizzativa consistente innanzitutto nell’obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano dell’organizzazione dell’attività d’impresa, sia su quello dell’amministrazione e contabile, adeguato alla natura e alle dimensioni dell’attività svolta in funzione della tempestiva rilevazione della crisi
  4. La pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della procedura o promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell’attivo
  5. La perdita del potere di amministrare i propri beni, deriva da una sentenza che: inter partes produce i propri effetti dalla data della pubblicazione. nei riguardi dei terzi, si produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese
  6. La possibilità che vi siano prestazioni ineseguite o non compiutamente eseguite da entrambe le parti: si verifica esclusivamente nei contratti a prestazioni corrispettive
  7. La previgente formulazione dell’art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a sancire il potere gerarchico dell’imprenditore sui collaboratori
  8. La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del '42 era caratterizzata da una forte presenza dell'autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare , venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell’intera procedura
  9. La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti
  10. La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex art 87 Ccel
  11. La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi rappresenta almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata dal debitore
  12. La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone, in competizione appunto con quella del debitore
  13. La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei crediti
  14. La proposta di concordato ha contenuto: libero
  15. La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile
  16. La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore
  17. La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché’ dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
  18. La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa -tra le premesse- che appare necessario consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l’insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l’economia in generale
  19. La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d’impresa
  20. La revoca, per la Banca, dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività creditizia, è il presupposto della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme
  21. La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori
  22. La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro
  23. La ripartizione finale dell’attivo: È un’ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
  1. La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla liquidazione giudiziale
  2. La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi, è testimonianza: dell’ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi
  3. La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall’art. 166: È riferita al debitore insolvente
  4. La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista
  5. La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest’ultimo anche in caso egli ne subisca lo spossessamento
  6. La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell’ambito delle quali può inserirsi
  7. La transazione fiscale, conclusa nell’ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza
  8. La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende ad essere parte
  9. La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
  10. La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo"
  11. La vecchia Legge Fallimentare consentiva l’ammissione al concordato preventivo: solo all’imprenditore non fallito che si trova in stato di crisi
  12. La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite pubbliche
  13. La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore è punita con: la nullità
  14. Le azioni individuali: dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale, non possono essere iniziate o proseguite sui beni della procedura
  15. Le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dall’apertura della liquidazione giudiziale: sono inefficaci
  16. Le condizioni poste dal legislatore per avvalersi dell’esdebitazione sono volte a: evidenziare la "meritevolezza" del debitore alla luce dei comportamenti che hanno caratterizzato il dissesto
  17. Le cooperative che svolgono attività commerciale: sono soggette anche a liquidazione giudiziale
  18. Le imprese che sono soggette alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, di norma, non possono: essere soggette a liquidazione giudiziale
  19. Le imprese agricole e quelle commerciali "sotto soglia": possono ricorrere alla composizione negoziata della crisi quando sembri ragionevolmente perseguibile il risanamento dell'impresa, attraverso un procedimento "speciale"
  20. Le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa, possono essere: ammesse alla procedura di concordato preventivo
  21. Le masse attive e passive di ciascuna società partecipante del gruppo: rimangono autonome
  22. Le masse attive e passive, nella procedura familiare: rimangono distinte
  23. Le misure cautelari e protettive possono essere revocate: nel caso in cui risultino commessi atti di frode nei confronti dei creditori
  24. Le misure protettive consistono: nel divieto a carico dei creditori per titolo o causa anteriori al deposito della domanda di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore (istante)
  25. Le prescrizioni contenute nell’art. 233 si applicano: alle sole società di capitali
  26. Le tre fasi del concordato giudiziale sono: la proposta di concordato, l’approvazione della maggioranza dei creditori, l’omologazione da parte del Tribunale
  27. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di ristrutturazione
  28. Lo scopo del piano è: Consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria
  1. Non è detto che: lo strumento di regolazione della crisi abbia un ‘piano’ vero e proprio quale elemento formalmente autonomo del programma di soluzione della crisi
  2. Non può beneficiare dell’esdebitazione: chi abbia già beneficiato dell’esdebitazione per due volte
  3. Ove il debitore compia atti di amministrazione o di disposizione dei beni: tali atti risulteranno inopponibili alla procedura
  4. Per beni immobili e diritti reali immobiliari: l’inefficacia conseguirà "automaticamente" alla trascrizione nei pubblici registri della sentenza d’apertura della liquidazione giudiziale
  5. Per classe di creditori si intende: l’insieme dei creditori che abbiano posizione giuridica ed interessi omogenei
  6. Per gli atti a titolo gratuito per i quali non è prevista alcuna forma di trascrizione: sarà necessario che il curatore promuova l’azione di inefficacia
  7. Per i beni immobili: il curatore pone in essere almeno tre esperimenti di vendita all’anno
  8. Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l’attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria
  9. Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza delle imprese che non siano gruppi di rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali
  10. Per il caso in cui il curatore subentri nel contratto preliminare di compravendita: l’immobile è trasferito e consegnato al promissario acquirente nello stato in cui si trova e gli acconti corrisposti prima dell’apertura della liquidazione giudiziale sono opponibili alla massa in misura pari alla metà dell’importo che il promissario acquirente dimostra di aver versato
  11. Per il caso in cui l'apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio del debitore- utilizzatore: si applica la regola generale contenuta nell’art. 172 CCeI e dunque il curatore deve esercitare il suo jus eligendi e scegliere se subentrare o sciogliere il contratto
  12. Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
  13. Per la ricostruzione preferibile, la natura giuridica dello spossessamento dei beni è: assimilabile a una limitazione temporanea della capacità del debitore funzionale alla (migliore) soddisfazione dei creditori
  14. Per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell’attività abituale
  15. Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o circostanza che incida sull’attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori
  16. Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si assiste a un sostanziale depotenziamento di detto principio
  17. Prima che si possa procedere all’ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre all’autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori
  18. Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
  19. Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
  20. Può fare ricorso al piano attestato di risanamento: l’imprenditore
  21. Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell’articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società
  22. Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un unico giudice delegato
  23. Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all’interno di un più ampio progetto di ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del

trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l’amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale

  1. Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura
  2. Quando uno dei debitori non è un consumatore: al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito di concordato
  3. Quanto ai creditori si richiedeva, per l’approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.
  4. Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso dall’ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale
  5. Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell’ambito delle società cooperative: devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
  6. Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può subentrarvi
  7. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa dell’irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati: il danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura
  8. Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia: queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari
  9. Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da costruire: la fideiussione non può più essere escussa
  10. Se il debitore ha la forma di una spa o srl, la proposta concorrente può: prevedere un aumento di capitale della società con esclusione o limitazione del diritto d’opzione
  11. Se il debitore muore dopo l’apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale: questa prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario
  12. Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da comprendere nell’inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell’inventario, al curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI
  13. Se il passivo della liquidazione giudiziale presenta crediti per rendita perpetua: questa è riscattata secondo il procedimento descritto dall’art. 1866 c.c.
  14. Se il trasferimento del COMI all’estero è avvenuto nell’anno antecedente il deposito della domanda di regolazione della crisi o della insolvenza o dell’apertura della liquidazione giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana
  15. Se l’apertura della liquidazione giudiziale avviene nei confronti del patrimonio del venditore: essa non è causa di scioglimento del contratto e si applica la regola generale contenuta nell’art. 172 CCeI
  16. Se l’offerta perviene oltre il termine stabilito nell’avviso di vendita: non è efficace
  17. Se la notificazione non risulta possibile per cause non imputabili al destinatario, la notifica, a cura del ricorrente, si esegue: esclusivamente di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle imprese, presso la residenza
  18. Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio centro degli interessi principali in circoscrizioni diverse: il tribunale competente è quello dinnanzi al quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione giudiziale
  19. Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse: la competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall’articolo 2497 bis del codice civile, esercita l’attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell’impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all’ultimo bilancio approvato"
  20. Se le offerte concorrenti dovessero essere difformi da quanto stabilito dal decreto: sarebbero inefficaci
  21. Se nel circondario del tribunale competente non vi è un OCC: i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti sono svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 358 CCeI
  1. Uno degli effetti dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti del debitore defunto, per domanda dell’erede, è quello di: identificare una massa patrimoniale riferibile all’imprenditore defunto cui applicare la disciplina del concorso
  2. Uno dei presupposti per la conclusione di un accordo agevolato è: che il debitore non abbia proposto la moratoria dei crediti estranei agli accordi
  3. Vengono considerati comunemente illeciti idonei a cagionare i danni da condotta inadempiente degli amministratori: gli atti distrattivi, che l’omesso pagamento oneri fiscali e contributivi