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DIRITTO FALLIMENTARE
1. A seguito del pagamento integrale dei debiti in sede di riparti parziali e prima di quello finale, il
curatore: deve convocare l’assemblea ordinaria dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa dell’attività o della sua cessazione
2. Affinché l’accordo di ristrutturazione possa avere efficacia estesa: tutti i creditori appartenenti alla
medesima categoria devono essere informati dell’avvio delle trattative e messi in condizione di parteciparvi consapevolmente
3. Affinché possa darsi l’accordo di ristrutturazione a efficacia estesa: l’accordo deve avere carattere non
liquidatorio quindi prevedere la continuazione dell’attività d’impresa, direttamente o indirettamente
4. Affinché si abbia la procedura familiare: il sovrindebitamento deve colpire più membri della famiglia e
deve avere origine comune
5. Affinché un membro della famiglia possa presentare un unico progetto di risoluzione della crisi: deve
essere convivente o il debito deve avere un’origine comune
6. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrutturazione: si applica il 1239 c.c. se la remissione sia
uno degli strumenti negoziali previsti dall’accordo (o accordi) di ristrutturazione
7. Ai creditori non aderenti: Occorre garantire un soddisfo in misura non inferiore rispetto a ciò che essi
conseguirebbero se si aprisse la liquidazione giudiziale
8. Ai fini della cessazione dell’attività e della cancellazione di cui all’art. 33 CCeI, per l’imprenditore
individuale: È sempre ammesso che il creditore o il pubblico ministero possano dimostrare un momento dell’effettiva cessazione dell’attività da cui far decorrere il termine annuale diverso dalla cancellazione
9. Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore deve: compilare l’elenco dei creditori e l’elenco di
coloro che appaiono titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari
10. Ai fini dell’ammissione al concordato preventivo, nella originaria impostazione della L.F si soleva
distinguere tra: condizioni patrimoniali e personali dell’imprenditore
11. Ai sensi dell’art 233 comma 1 lett a) e b) la procedura di liquidazione giudiziale si chiude: a)se nel
termine stabilito nella sentenza con cui è stata dichiarata aperta la procedura non sono state proposte domande di ammissione al passivo; b) quando, anche prima che sia compiuta la ripartizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o questi sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e le spese da soddisfare in prededuzione
12. Ai sensi dell’art 2487 ter, per poter revocare lo stato di liquidazione: occorre eliminare la causa di
scioglimento con deliberazione dell’assemblea presa con le maggioranze richieste per le modificazioni dell’atto costitutivo o dello statuto
13. Al concordato minore, salvo quanto specificamente previsto, si applica: le disposizioni in materia di
concordato preventivo
14. Al fine della loro omologazione, devono aderirvi: almeno il sessanta per cento dei creditori
15. Al fine di individuare un gruppo di società, si presume che: l’attività di direzione e coordinamento sia
esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci e che siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società̀ o ente che le controlli direttamente, anche nei casi di controllo congiunto
16. Al piano attestato di risanamento può fare ricorso l’imprenditore: Anche non commerciale (agricoltori,
artigiani)
17. Al piano attestato di risanamento può oggi fare ricorso: l’imprenditore
18. Al verificarsi di una causa di scioglimento della società: gli amministratori conservano il potere di gestirla
ai fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale
19. Alla domanda deve essere allegata: una relazione particolareggiata redatta a cura dell’OCC
20. All’erede è preclusa la domanda di apertura della liquidazione giudiziale, quando: si sia già realizzata
confusione tra il patrimonio dell’imprenditore defunto e dell’erede
21. Anche nel caso di procedimento di gruppo, la legittimazione a proporre la domanda di accesso al
concordato preventivo il ricorso per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti spetta a: unicamente al debitore
22. Artigiani, imprenditori non commerciali e imprenditori: possono fare ricorso al piano attestato di
risanamento
23. Banche, SIM, Sicav e assicurazioni: sono escluse dal procedimento di composizione negoziata della crisi in
quanto soggette alle rispettive legislazioni speciali
24. Con il concordato nella liquidazione giudiziale si tende a: chiudere definitivamente i rapporti pregressi
attraverso il pagamento parziale dei creditori o attraverso altre forme di ristrutturazione dei debiti
25. Con la chiusura della liquidazione giudiziale: cessano gli effetti della procedura di liquidazione sul
patrimonio del debitore e le sue conseguenti incapacità personali
26. Con riferimento ai crediti pecuniari: la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale sospende il
corso degli interessi legali e convenzionali
27. Con riferimento alla società cooperativa, la perdita del capitale sociale: l’apertura di una procedura di
liquidazione controllata dei suoi beni
28. Dal deposito della domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione: si sospende la sovranità e il
controllo diretto dei soci sul procedimento di liquidazione volontaria
29. Dal punto di vista strutturale, gli accordi di ristrutturazione contemplano il debitore e uno o più
creditori: vero, la norma fa riferimento a uno o più creditori aderenti
30. Dal tenore letterale della norma (art. 172 CCeI), si evince che: la decisione (e connessa comunicazione)
di risoluzione del contratto non esigano autorizzazione da parte di alcuno
31. Dalla data di domanda di concordato preventivo e fino all’omologazione: conserva l’amministrazione
dei suoi beni e l’esercizio dell’impresa sotto la vigilanza del commissario giudiziale
32. Dalla lettura dell’art 13 Ccel si comprende che costituiscono indicatori di crisi: gli squilibri di carattere
reddituale, patrimoniale o finanziario ed i ritardi nei pagamenti reiterati e significativi
33. È competente, in caso di presentazione di più richieste di risoluzione della crisi: il giudice adito per
primo
34. Essi sono conclusi: dall’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza
35. Essi sono soggetti: a omologazione ai sensi dell’art. 48 CCeI
36. Ex articolo 33 del CCeI la liquidazione giudiziale può essere aperta: entro un anno dalla cessazione
dell’attività del debitore, se l’insolvenza si sia manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo
37. Gli accordi di ristrutturazione: Sono strumenti negoziali stragiudiziali soggetti a omologazione
38. Gli accordi di ristrutturazione a efficacia estesa: sono estesi anche ai creditori non aderenti che
appartengono alla medesima categoria
39. Gli "accordi di ristrutturazione dei debiti": sono compresi nella composizione negoziata
40. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti: sono anch’essi strumenti di regolazione (negoziale) della crisi, e
sono volti al risanamento dell’esposizione debitoria
41. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti devono assicurare: il pagamento integrale dei creditori estranei
42. Gli accordi di ristrutturazione della società hanno efficacia: nei confronti dei soci illimitatamente
responsabili
43. Gli accordi di ristrutturazione possono essere eseguiti: attraverso atti negoziali e non negoziali
44. Gli accordi di ristrutturazione possono essere stipulati in funzione: della continuità aziendale
45. Gli accordi di ristrutturazione sono agevolati in quanto: la percentuale richiesta per la loro conclusione è
il trenta (invece che il sessanta) per cento dei crediti
46. Gli allegati del piano di risanamento sono: Le scritture contabili, le dichiarazioni dei redditi, i bilanci degli
ultimi tre anni, l’elenco dei creditori e una relazione economica particolareggiata in formato digitale
47. Gli aspetti ‘essenziali’ delle attività propedeutiche alla liquidazione sono: l’apposizione dei sigilli, la
redazione dell’inventario, la consegna dei beni del debitore e la formazione del fascicolo informatico
48. Gli atti a titolo oneroso: sono revocati se le prestazioni eseguite sorpassano di oltre un quarto ciò che è stato
dato o promesso al debitore
49. Gli effetti che conseguono al deposito della domanda per l’omologazione di accordi di ristrutturazione
sulla disciplina del capitale: non si applicano gli artt. 2446 e 2447 per le s.p.a e 2482 bis e 2482 ter c.c. civile quanto alle s.r.l. e non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita
crisi o a indicare il rischio di perdita della continuità aziendale, naturalmente secondo gli indicatori e nei modi che sono disciplinati principalmente negli artt. 13 e 14 del nuovo Codice
75. Il Ccel ripristina, per la liquidazione giudiziale, il precetto secondo cui: l’apertura della procedura di
liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata sono cause di scioglimento delle società di capitali
76. Il Ccel si compone di: 388 articoli e diverse disposizioni di attuazione e transitorie e modifiche al codice
civile
77. Il Codice ammette, anche nella liquidazione coatta: ripartizioni parziali
78. Il Codice declina due modi esecutivi per monetizzare il valore dei beni del patrimonio del debitore: in
via principale, la vendita dell’azienda o suoi rami, ovvero le vendite in blocco di beni e, dall’altro, in via subordinata le vendite dei singoli beni
79. Il Codice qualifica come essenziali i contratti: necessari per la continuazione della gestione corrente
dell’impresa
80. Il COMI e la "dipendenza" esprimono lo stesso concetto: falso, il COMI serve a individuare lo stato
membro che dovrà regolare la procedura principale, la presenza di una "dipendenza" declina la possibilità di aprire un procedimento secondario nel luogo in cui essa si trova
81. Il comma secondo dell’art. 207 CCeI stabilisce che: le vendite e gli altri atti di liquidazione sono effettuati
dal curatore o dal delegato alle vendite tramite procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal giudice delegato
82. Il commissario deve accantonare le somme ricavate dalla vendita di beni gravati da diritti di
prelazione: si, anche se tale specifico accantonamento non è espressamente previsto
83. Il commissario liquidatore: forma l’inventario, procede alla stima dei beni, quindi li liquida, salve le
limitazioni stabilite dall’autorità di vigilanza
84. Il commissario liquidatore: liquida il patrimonio sociale secondo le direttive dell’autorità che vigila e sotto
il controllo del comitato di vigilanza
85. Il compenso dell’Organismo di Composizione della Crisi: È ripartito tra i membri della famiglia in
proporzione all’entità dei debiti di ciascuno
86. Il concordato giudiziale integra una fattispecie: a formazione progressiva che consta di tre fasi
87. Il concordato minore è finalizzato a: risolvere lo stato di sovrindebitamento in funzione della prosecuzione
dell’attività imprenditoriale o professionale
88. Il concordato minore è rivolto a: professionisti, imprenditori minori, imprenditore agricolo, start-up
innovative e ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale
89. Il concordato nella liquidazione giudiziale si contrappone funzionalmente a quello preventivo: vero,
infatti il concordato preventivo mira a evitare l’ingresso dell’impresa in crisi (o insolvente) nella procedura concorsuale, mentre quello nella liquidazione giudiziale ha lo scopo di farla uscire dal procedimento concorsuale
90. Il concordato non può essere definito un "mero" schema civilisticamente satisfattorio per l’estinzione
del rapporto obbligatorio, in quanto: difetta la piena libertà delle parti di scegliere la soluzione estintiva.
91. Il concordato preventivo può essere definito: una proposta proveniente dal debitore, e rivolta ai creditori,
avente ad oggetto un piano di risanamento dei debiti e quindi di risoluzione della crisi (o dell’insolvenza)
92. Il concordato preventivo può essere: con continuità aziendale o liquidatorio
93. Il concordato può consistere: nella cessione dei beni
94. Il contenuto della proposta è dunque: libero ma deve indicare in modo specifico tempi e modalità per
superare la crisi da sovraindebitamento
95. Il contenuto minimo del piano di concordato sta: nella descrizione della proposta e nell’analiticità della
descrizione dei modi e tempi di adempimento della stessa
96. Il contratto avente a oggetto un immobile da costruire, si scioglie se: l’acquirente escute la fideiussione
prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione e scioglimento
97. Il contratto di edizione: si risolve solo se il curatore, entro un anno dall’apertura della liquidazione
giudiziale, non continui l’esercizio dell’azienda editoriale o non la ceda ad altro editore
98. Il contratto di locazione finanziaria: subisce la regola generale della "sospensione" dell’esecuzione del
contratto quando l’apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio dell’utilizzatore
99. Il contratto di mutuo ipotecario: È suscettibile di essere contenuto nella proposta
100. Il contratto preliminare di vendita immobiliare: può essere oggetto di subentro o di scioglimento, come
previsto per i contratti "in generale"
101. Il creditore che resti insoddisfatto per gli interessi "maturati" ma non soddisfatti nel corso della
procedura potrà: agire per il loro recupero una volta che la procedura sarà chiusa, salvo l’eventuale concordato nella liquidazione giudiziale o l’eventuale esdebitazione
102. Il creditore che, prima dell’apertura della liquidazione giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in
solido con il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio credito: ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale per la parte non riscossa
103. Il creditore non può anticipare la scadenza dei contratti in essere o modificarli in danno
dell’imprenditore: quando debitore abbia richiesto misure protettive anche in funzione della omologazione degli accordi di ristrutturazione
104. Il curatore della liquidazione giudiziale: È l’organo che sostituisce il debitore nell’amministrazione
funzionale alla liquidazione del patrimonio, avente lo scopo di soddisfare i creditori nell’ordine e grado di
legge
105. Il curatore è obbligato a inventariare: tutti i beni di proprietà (o sui quali vi sia altro diritto reale) del
debitore, ancorché essi siano detenuti a qualsiasi titolo da terzi e anche se i terzi abbiano diritto a rimanere nel godimento dei beni in oggetto in virtu’ di un titolo opponibile al curatore
106. Il curatore può delegare le sue funzioni: sì, in caso di "specifiche operazioni" e purché sia all’uopo
autorizzato dal comitato dei creditori
107. Il curatore può essere messo in mora: dalla controparte contraente al fine di assegnargli un termine per
decidere se subentrare
108. Il danno che funge da presupposto ai fini dell’esercizio della revoca: per giurisprudenza dominante, il
danno si considera in re ipsa ed è rappresentato dalla lesione della par condicio creditorum, ricollegabile all’uscita del bene dalla massa
109. Il debitore condannato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro l’economia o compiuti in
connessione con l’esercizio dell’attività d’impresa: non può essere ammesso al beneficio dell’esdebitazione
110. Il deposito della domanda di concordato preventivo può innescare: i procedimenti necessari al
conseguimento, su istanza degli interessati legittimati, di misure protettive e cautelari
111. Il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sui beni compresi nella procedura, dal
giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale: ha la duplice valenza di evitare la formazione di posizioni di "vantaggio" e quella di garantire l’unitarietà della procedura
112. Il divieto, per i creditori per titolo o causa anteriore, di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari
sul patrimonio del debitore, è una misura: tipica
113. Il dolo e la colpa grave operano con riferimento: sia all’attestatore che al debitore
114. Il giudice delegato può autorizzare la vendita immediata: per i beni per i quali non sia possibile apporre i
sigilli e per quelli facilmente deteriorabili
115. Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, può: sentiti il curatore e il comitato dei creditori, se
costituito, disporre che non siano inclusi nell’inventario o siano restituiti agli aventi diritto i beni mobili sui quali terzi vantano diritti reali o personali chiaramente e immediatamente riconoscibili
116. Il legislatore all’art 91 comma 8 prevede che In favore dell’originario offerente il commissario
dispone: il rimborso delle spese e dei costi sostenuti per la formulazione dell’offerta entro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essa indicato
117. Il legislatore con l’art 378 Ccel: ha deciso di incidere sensibilmente sulla disciplina della responsabilità
degli amministratori delle s.r.l.
118. Il miglior realizzo è considerato: il maggior valore distribuibile nei tempi più brevi
119. Il nuovo codice della crisi e dell’insolvenza rinnova la composizione del conflitto di interessi tra ceto
creditorio e debitore in crisi o insolvente attraverso una preliminare innovativa impostazione: la
nozione ampia di debitore sulla quale costruire l’intera disciplina della soluzione della crisi e dell’insolvenza e un forte stimolo all’assunzione di comportamenti imprenditoriali responsabili, finalizzati sia alla
verranno sostituiti da quelli giudiziari o posti sotto la tutela autorizzatoria dell’autorità giudiziaria
147. L’accertamento e la dichiarazione dello stato di insolvenza sono di competenza: esclusiva dell’autorità
giudiziaria
148. L’accordo: può non essere unico e può essere concluso con creditori diversi
149. L’accordo di ristrutturazione è: Uno strumento di soluzione della crisi volto a ridurre l’esposizione
debitoria
150. L’accordo di ristrutturazione è concluso: Almeno con il 60% dei creditori
151. L’accordo di ristrutturazione può essere concluso: Dall’imprenditore anche non commerciale purché
diverso da quello minore
152. L’affidamento di compiti tipicamente giudiziari all’autorità amministrativa è stato storicamente
determinato: anche dalla circostanza per cui, già in bonis, la stragrande maggioranza delle imprese in questione operano sotto l’egida di un’autorità di vigilanza
153. L'agente della riscossione e gli uffici fiscali: debbono comunicare il debito tributario accertato e gli
eventuali accertamenti pendenti all'OCC
154. L’amministrazione del patrimonio del debitore viene affidata a: un soggetto terzo il quale - sotto il
controllo dell’autorità giudiziaria - provvede ad amministrarlo, gestirne i rapporti pendenti, proteggerlo e liquidarlo per ripartirne il ricavato tra i creditori
155. L'apertura della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti della società produce: l'apertura
della procedura di liquidazione giudiziale dei soci che abbiano tipologicamente e fisiologicamente la responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali
156. L’applicazione delle norme contenute nel nuovo codice della Crisi di impresa e dell’insolvenza sono
escluse e dunque non rilevano nei confronti: dello Stato e degli enti pubblici
157. L’art. 4 del Ccel: sancisce il dovere del debitore di gestire il patrimonio o l’impresa durante la procedura di
regolazione della crisi o dell’insolvenza nell’interesse prioritario dei creditori
158. L’art. 33 CCeI stabilisce un principio generale: la cessazione dell’attività coincide, per tutti gli
imprenditori, con la cancellazione dal registro delle imprese
159. L’art 89 del Ccel prevede con riferimento alla riduzione o perdita del capitale della società in crisi: il
deposito della domanda produca immediatamente la disattivazione delle principali regole di protezione del capitale sociale delle società di capitali
160. L’art. 379 comma 1 Ccel sancisce che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore cessa
quando: per tre esercizi consecutivi non è superato nessuno dei limiti indicati dalla medesima disposizione
161. L’art. 382 Ccel quale importante modifica introduce all’art 2272 cc: il comma 5-bis
162. L’articolo 34 CCeI legittima pienamente la procedura di liquidazione giudiziale anche senza alcun
"rappresentante" del defunto: vero, ma i creditori del defunto possono "stimolare" l’erede ad accettare ponendo in essere l’actio interrogatoria di cui all’articolo 481 c.c
163. L’articolo 84 del CCeI esordisce enunziando le finalità del concordato preventivo, e stabilisce che: con
il concordato preventivo il debitore realizza il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità aziendale o la liquidazione del patrimonio
164. L’aspetto più rilevante del piano attestato è: l’esenzione da revocatoria salvo i casi di dolo o colpa grave
165. L’associazione in partecipazione: si scioglie per effetto dell’apertura della liquidazione giudiziale nei
confronti dell’associante
166. L’attestazione del professionista indipendente: deve specificare l’idoneità dell’accordo e del piano ad
assicurare il pagamento integrale dei creditori estranei
167. L’attestazione del professionista indipendente relativamente ai crediti tributari e contributivi ha ad
oggetto: anche la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione giudiziale
168. L’attività ricognitiva in capo al curatore sfocia: nella redazione dell’inventario
169. L’audizione delle parti nel procedimento di liquidazione giudiziale: può essere effettuata dal giudice
delegato dal Tribunale che provvede all’ammissione e all’espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d’ufficio
170. L’azione dei creditori sociali contro gli amministratori della s.r.l. responsabili della cd. "insufficienza
del patrimonio sociale rispetto ai crediti": si prescrive in cinque anni dal manifestarsi dell’insufficienza
del patrimonio
171. L’azione revocatoria ordinaria: può essere domandata dal curatore che propone l’azione innanzi al
tribunale che ha aperto la liquidazione giudiziale
172. L’effetto del piano è: ricognitivo e programmatico
173. L’efficacia della convenzione di moratoria: È estesa anche ai creditori non aderenti che appartengono alla
medesima categoria
174. L’esdebitazione della società ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente responsabili: vero
175. L’esdebitazione è l’istituto attraverso il quale: il debitore assoggettato a liquidazione giudiziale o
controllata o il sovraindebitato, a certe condizioni, viene liberato dall’obbligo di adempimento delle prestazioni ancora dovute ai creditori rimasti insoddisfatti dai riparti "concorsuali"
176. L’esdebitazione si consegue: con provvedimento del tribunale
177. L’esperimento dell’azione revocatoria fallimentare: presuppone la sussistenza di un danno
178. L'essere "imprenditore commerciale": È un presupposto essenziale anche per le società
179. L'estensione della liquidazione è possibile solo quando: non sia decorso un anno dallo scioglimento del
rapporto sociale e dalla cessazione della responsabilità illimitata anche in caso di trasformazione, fusione o scissione, se sono state osservate le formalità per renderle note ai terzi
180. L’imprenditore che ha all’estero il centro degli interessi principali: può essere assoggettato a una
procedura di regolazione della crisi in Italia quando ha una dipendenza in Italia, anche se è stata aperta analoga procedura all’estero
181. L’imprenditore commerciale e agricolo può: chiedere la nomina di un esperto quando si trova in
condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario
182. L'imprenditore escluso dalla liquidazione giudiziale deve presentare: un attivo patrimoniale
complessivo annuo non superiore a trecentomila euro e ricavi annui non superiori duecentomila euro, entrambi i requisiti devono sussistere nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di apertura della L.G., e un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a cinquecentomila euro
183. L’inefficacia che affetta atti e pagamenti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione
giudiziale: sussiste indipendentemente dalla loro idoneità ad arrecare pregiudizio alla procedura e dallo stato di buona o malafede dei contraenti
184. L’inefficacia degli atti compiuti dal debitore dopo l’apertura della liquidazione giudiziale: ha carattere
generale; infatti, riguarda sia atti di ordinaria amministrazione, che quelli di straordinaria
185. L’insolvenza: non necessariamente implica una situazione di irrimediabile compromissione della capacità di
adempiere le obbligazioni
186. L’inventario è formato: dal verbale cui il curatore deve allegare la documentazione fotografica dei beni
inventariati
187. L'OCC, entro sette giorni dall'avvenuto conferimento dell'incarico: ne da' notizia all'agente della
riscossione e agli uffici fiscali
188. L’obiettivo della normativa sull’accesso alle procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza è
quello di: evitare che ciascuna procedura avesse regole sue proprie
189. L'organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento: È destinatario dell'incarico per essere
assistito nella procedura di ristrutturazione dei debiti da parte del consumatore
190. La cancellazione dal registro delle imprese può essere chiesta quando: È avvenuto il riparto finale o è
stata constatata l’inadeguatezza della procedura al pagamento dei debiti
191. La cessione dei beni o cessio bonorum: È una delle modalità di attuazione della proposta di concordato
192. La competenza per le questioni afferenti al concordato minore è: del Tribunale
193. La composizione del conflitto di interessi tra creditori "in concorso" e debitore è funzionale: alla
continuazione dell’attività di impresa
194. La composizione negoziata ha, quale principale effetto: la mancanza della vocazione liquidatoria
195. La continuazione dell’attività d’impresa: È espressamente prevista dalla legge quale requisito diretto o
indiretto
196. La convenzione di moratoria: può avere a oggetto la dilazione dei debiti, accordi sulle loro scadenze,
rinuncia agli atti e alle azioni esecutive
224. La nuova formulazione dell’art 2086 cc: sembra imporre una regola organizzativa consistente innanzitutto
nell’obbligo di predisposizione di un assetto, sia sul piano dell’organizzazione dell’attività d’impresa, sia su quello dell’amministrazione e contabile, adeguato alla natura e alle dimensioni dell’attività svolta in funzione della tempestiva rilevazione della crisi
225. La pendenza di giudizi o procedimenti esecutivi nati su iniziativa degli organi della procedura o
promossi nei loro confronti: non impedisce la chiusura della liquidazione giudiziale per il caso in cui vi sia stata la ripartizione finale dell’attivo
226. La perdita del potere di amministrare i propri beni deriva da una sentenza che: inter partes produce i
propri effetti dalla data della pubblicazione. nei riguardi dei terzi, si produrranno dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese
227. La possibilità che vi siano prestazioni ineseguite o non compiutamente eseguite da entrambe le parti: si
verifica esclusivamente nei contratti a prestazioni corrispettive
228. La previgente formulazione dell’art 2086 cc: era storicamente considerata norma volta a sancire il potere
gerarchico dell’imprenditore sui collaboratori
229. La procedura di concordato preventivo come disciplinata dalla legge del ‘42 era caratterizzata da una
forte presenza dell’autorità giudiziaria. Al giudice delegato, in particolare, venivano affidati: stretti compiti di sorveglianza in materia di amministrazione dei beni nel corso dello svolgimento dell’intera procedura
230. La proposta ai creditori consiste in: una formula dal contenuto ampio con il quale il debitore prevede il
soddisfacimento dei creditori attraverso il pagamento anche parziale o dilazionato dei suoi debiti
231. La proposta concorrente deve avere gli stessi requisiti: del piano di concordato ex art 87 Ccel
232. La proposta concorrente di concordato preventivo ed il relativo piano: può essere presentata da chi
rappresenta almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata dal debitore
233. La proposta concorrente è: una diversa proposta di concordato per soluzione della crisi, che si pone, in
competizione appunto con quella del debitore
234. La proposta di concordato deve essere: funzionale alla ristrutturazione dei debiti e alla soddisfazione dei
crediti
235. La proposta di concordato ha contenuto: libero
236. La proposta di concordato, in concreto: deve essere fattibile
237. La proposta di transazione fiscale: deve essere depositata presso il competente agente della riscossione
sulla base dell’ultimo domicilio fiscale del debitore
238. La proposta di transazione può consistere: nel pagamento, parziale o dilazionato, dei tributi e dei relativi
accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonché’ dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza
239. La Raccomandazione 2014/135/UE del 12 marzo 2014, precisa tra le premesse che appare necessario
consentire alle imprese in crisi di: ristrutturarsi in una fase precoce in modo da evitare l’insolvenza, massimizzandone il valore totale per creditori, dipendenti, proprietari e per l’economia in generale
240. La relazione del professionista indipendente: certifica che il piano di risanamento e gli atti esecutivi in
esso contemplati possano essere idonei ed adeguati a superare la crisi d’impresa
241. La revoca, per la Banca, dell’autorizzazione allo svolgimento dell’attività creditizia, è il presupposto
della liquidazione coatta amministrativa: È discusso ma sembra potersi dedurre dalla lettura del combinato disposto delle norme
242. La ricognizione immediata dei beni del debitore in capo al curatore: È volta a evitare che il patrimonio
del debitore subisca una dispersione in danno ai creditori
243. La rinunzia alla domanda di applicazione di provvedimenti cautelari e protettivi: non esclude che essa
possa essere proseguita da altri legittimati, ovvero riproposta nei medesimi termini da costoro
244. La ripartizione finale dell’attivo: È un’ipotesi di chiusura della liquidazione giudiziale
245. La società agricola: È società semplice che non svolge attività commerciale e dunque non è assoggettata alla
liquidazione giudiziale
246. La sostanza della disciplina giuridica dei vari istituti di composizione negoziata della crisi è
testimonianza: dell’ampio ventaglio di opzioni che vengono messe a disposizione di debitori e creditori per la regolamentazione della crisi
247. La sproporzione tra le prestazioni del sinallagma presa in esame dall’art. 166: È riferita al debitore
insolvente
248. La suddivisione dei creditori in classi: È espressamente prevista
249. La titolarità dei beni del debitore: rimane in capo a quest’ultimo anche in caso egli ne subisca lo
spossessamento
250. La transazione fiscale: È autonoma rispetto alle procedure nell’ambito delle quali può inserirsi
251. La transazione fiscale, conclusa nell’ambito degli accordi di ristrutturazione: È risolta di diritto se il
debitore non esegue integralmente i pagamenti dovuti alle agenzie fiscali e agli enti di previdenza
252. La transazione fiscale è fisiologica alle trattative: di una più ampia ristrutturazione del debito di cui tende
ad essere parte
253. La transazione fiscale senza accordi di ristrutturazione: non può esservi
254. La trasformazione del patrimonio del debitore in liquidità è finalizzata a: distribuire il ricavato ai
creditori secondo i criteri derivanti dalla formazione e gradazione del cd. "stato passivo"
255. La vecchia Legge Fallimentare consentiva l’ammissione al concordato preventivo: solo all’imprenditore
non fallito che si trova in stato di crisi
256. La vendita dei beni mobili e immobili: È effettuata con modalità telematica tramite il portale delle vendite
pubbliche
257. La violazione del divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del
debitore è punita con: la nullità
258. Le azioni individuali: dal giorno della dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale, non possono
essere iniziate o proseguite sui beni della procedura
259. Le clausole negoziali che fanno dipendere la risoluzione del contratto dall’apertura della liquidazione
giudiziale: sono inefficaci
260. Le condizioni poste dal legislatore per avvalersi dell’esdebitazione sono volte a: evidenziare la
"meritevolezza" del debitore alla luce dei comportamenti che hanno caratterizzato il dissesto
261. Le cooperative che svolgono attività commerciale: sono soggette anche a liquidazione giudiziale
262. Le imprese che sono soggette alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, di norma, non
possono: essere soggette a liquidazione giudiziale
263. Le imprese agricole e quelle commerciali "sotto soglia": possono ricorrere alla composizione negoziata
della crisi quando sembri ragionevolmente perseguibile il risanamento dell'impresa, attraverso un procedimento "speciale"
264. Le imprese soggette a liquidazione coatta amministrativa possono essere: ammesse alla procedura di
concordato preventivo
265. Le masse attive e passive di ciascuna società partecipante del gruppo: rimangono autonome
266. Le masse attive e passive, nella procedura familiare: rimangono distinte
267. Le misure cautelari e protettive possono essere revocate: nel caso in cui risultino commessi atti di frode
nei confronti dei creditori
268. Le misure protettive consistono: nel divieto a carico dei creditori per titolo o causa anteriori al deposito
della domanda di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore (istante)
269. Le prescrizioni contenute nell’art. 233 si applicano: alle sole società di capitali
270. Le tre fasi del concordato giudiziale sono: la proposta di concordato, l’approvazione della maggioranza dei
creditori, l’omologazione da parte del Tribunale
271. Lo scioglimento e la liquidazione volontaria: non sono incompatibili con la sussistenza di accordi di
ristrutturazione
272. Lo scopo del piano è: Consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il
riequilibrio della situazione finanziaria
273. Lo scopo della liquidazione giudiziale è: la miglior soddisfazione dei creditori di un debitore insolvente
attraverso un procedimento giudiziario a carattere concorsuale
295. Ove il debitore compia atti di amministrazione o di disposizione dei beni: tali atti risulteranno
inopponibili alla procedura
296. Per beni immobili e diritti reali immobiliari: l’inefficacia conseguirà "automaticamente" alla trascrizione
nei pubblici registri della sentenza d’apertura della liquidazione giudiziale
297. Per classe di creditori si intende: l’insieme dei creditori che abbiano posizione giuridica ed interessi
omogenei
298. Per gli atti a titolo gratuito per i quali non è prevista alcuna forma di trascrizione: sarà necessario che il
curatore promuova l’azione di inefficacia
299. Per i beni immobili: il curatore pone in essere almeno tre esperimenti di vendita all’anno
300. Per i gruppi di società, in caso di concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti, il
criterio di competenza si fonda: su due criteri: quello della circoscrizione dove si trova il COMI "della società o ente o persona fisica" che esercita l’attività di direzione e coordinamento, o, in via subordinata, quello della circoscrizione del tribunale della società del gruppo con la maggiore esposizione debitoria
301. Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell’insolvenza delle imprese che non siano gruppi di
rilevanti dimensioni o le imprese in amministrazione straordinaria, è competente: il Tribunale nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi principali
302. Per il caso in cui il curatore subentri nel contratto preliminare di compravendita: l’immobile è trasferito
e consegnato al promissario acquirente nello stato in cui si trova e gli acconti corrisposti prima dell’apertura della liquidazione giudiziale sono opponibili alla massa in misura pari alla metà dell’importo che il promissario acquirente dimostra di aver versato
303. Per il caso in cui l’apertura della liquidazione giudiziale riguardi il patrimonio del debitore
utilizzatore: si applica la regola generale contenuta nell’art. 172 CCeI e dunque il curatore deve esercitare il suo jus eligendi e scegliere se subentrare o sciogliere il contratto
304. Per Insolvenza si intende: lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i
quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni
305. Per la ricostruzione preferibile, la natura giuridica dello spossessamento dei beni è: assimilabile a una
limitazione temporanea della capacità del debitore funzionale alla (migliore) soddisfazione dei creditori
306. Per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, il COMI si presume coincidere: con la sede legale
risultante dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede effettiva dell’attività abituale
307. Per modifica sostanziale deve intendersi: Una nozione ampia, comprendente sia ogni fatto, evento o
circostanza che incida sull’attitudine del piano a rispettare il programma economico promesso, sia la necessità di modificare gli accordi tra debitore e creditori
308. Per quel che concerne i rapporti tra il principio della c.d. par condicium creditorum e il Ccel: si assiste
a un sostanziale depotenziamento di detto principio
309. Prima che si possa procedere all’ultimo dei riparti, il commissario liquidatore deve sottoporre
all’autorità di vigilanza: il bilancio finale della liquidazione, il conto della gestione, il piano di riparto tra i creditori
310. Può accedere alla liquidazione coatta del sovraindebitato: il debitore consumatore
311. Può chiedere la risoluzione del concordato: il creditore per inadempimento
312. Può fare ricorso al piano attestato di risanamento: l’imprenditore
313. Qualora la domanda di accesso alla procedura è presentata contemporaneamente da più imprese dello
stesso gruppo: È competente il tribunale individuato ai sensi dell’articolo 27 in relazione al centro degli interessi principali della società
314. Quando il gruppo di società è assoggettato alla liquidazione giudiziale unitaria: il tribunale nomina un
unico giudice delegato
315. Quando la proposta di transazione fiscale è prevista all’interno di un più ampio progetto di
ristrutturazione, essa: deve indicare, relativamente ai crediti fiscali e previdenziali, la convenienza del trattamento proposto rispetto alla liquidazione delle posizioni fiscali e previdenziali che l’amministrazione possa ottenere in sede di liquidazione giudiziale
316. Quando le ripartizioni ai creditori raggiungono l’intero ammontare dei crediti ammessi: ci si trova
davanti a una delle ipotesi di chiusura della procedura
317. Quando uno dei debitori non è un consumatore: al progetto unitario si applicano le disposizioni in ambito
di concordato
318. Quanto ai creditori si richiedeva, per l’approvazione del concordato, un quorum molto elevato: si
rendeva necessaria la doppia maggioranza, sia per numero di creditori votanti che per somma o valore.
319. Relativamente al credito tributario chirografario complessivo, il voto sulla proposta: È espresso
dall’ufficio previo parere conforme della competente direzione regionale
320. Rispetto al passato, il ruolo e le funzioni del commissario nell’ambito delle società cooperative: devono
chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese
321. Se alla data di apertura della liquidazione sono pendenti procedure esecutive: il curatore può
subentrarvi
322. Se è stata aperta una procedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a causa
dell’irregolarità delle stesse, o per altre ragioni, i netti patrimoniali non possono essere determinati: il
danno è liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo accertati nella procedura
323. Se il creditore privilegiato risulta interamente soddisfatto con le ripartizioni eseguite prima della
distribuzione del prezzo del bene vincolato a sua garanzia: queste devono essere detratte dalla somma loro spettante sul prezzo di vendita per essere attribuite ai creditori chirografari
324. Se il curatore comunica di voler dare esecuzione al contratto avente a oggetto un immobile da
costruire: la fideiussione non può più essere escussa
325. Se il debitore ha la forma di una spa o srl, la proposta concorrente può: prevedere un aumento di capitale
della società con esclusione o limitazione del diritto d’opzione
326. Se il debitore muore dopo l’apertura della procedura di liquidazione controllata o giudiziale: questa
prosegue nei confronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio di inventario
327. Se il debitore o, se si tratta di società gli amministratori, hanno notizia di altri beni da comprendere
nell’inventario: devono darne conto, prima della chiusura dell’inventario, al curatore a mezzo di apposita dichiarazione per non incorrere nelle pene ex art. 327 CCeI
328. Se il passivo della liquidazione giudiziale presenta crediti per rendita perpetua: questa è riscattata
secondo il procedimento descritto dall’art. 1866 c.c.
329. Se il trasferimento del COMI all’estero è avvenuto nell’anno antecedente il deposito della domanda di
regolazione della crisi o della insolvenza o dell’apertura della liquidazione giudiziale: non esclude la sussistenza della giurisdizione italiana
330. Se l’apertura della liquidazione giudiziale avviene nei confronti del patrimonio del venditore: essa non
è causa di scioglimento del contratto e si applica la regola generale contenuta nell’art. 172 CCeI
331. Se l’offerta perviene oltre il termine stabilito nell’avviso di vendita: non è efficace
332. Se la notificazione non risulta possibile per cause non imputabili al destinatario, la notifica, a cura del
ricorrente, si esegue: esclusivamente di persona presso la sede risultante dal registro delle imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle imprese, presso la residenza
333. Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio centro degli interessi principali in circoscrizioni
diverse: il tribunale competente è quello dinnanzi al quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione giudiziale
334. Se le imprese facenti parte del gruppo hanno il COMI in circoscrizioni giudiziarie diverse: la
competenza va individuata "in relazione al centro degli interessi principali della società o ente o persona fisica che, in base alla pubblicità prevista dall’articolo 2497 bis del codice civile, esercita l’attività di direzione e coordinamento oppure, in mancanza, dell’impresa che presenta la maggiore esposizione debitoria in base all’ultimo bilancio approvato"
335. Se le offerte concorrenti dovessero essere difformi da quanto stabilito dal decreto: sarebbero inefficaci
336. Se nel circondario del tribunale competente non vi è un OCC: i compiti e le funzioni allo stesso attribuiti
sono svolti da un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 358 CCeI
337. Se un contratto è ancora ineseguito da entrambe le parti, al momento dell’apertura della liquidazione
giudiziale: l’esecuzione rimane sospesa fino a quando il curatore dichiara di subentrare o di sciogliersi dal contratto
361. Vengono considerati comunemente illeciti idonei a cagionare i danni da condotta inadempiente degli
amministratori: gli atti distrattivi, che l’omesso pagamento oneri fiscali e contributivi