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DIRITTO INTERNAZIONALE
INTRODUZIONE
Che cos'è il diritto internazionale? Il diritto internazionale è il diritto che regola la comunità degli stati e che crea diritti e obblighi in capo agli stati (sovrani). Con questa definizione si intende sottolineare il fatto che soggetti di diritto internazionale sono gli stati (soprattutto), le organizzazioni internazionali, le multinazionali, le organizzazioni non governative. L'individuo ha un ruolo piccolo e marginale nel diritto internazionale di cui si tratterà più avanti, basti sapere per ora che il diritto internazionale pur regolando i rapporti tra individui (si pensi alle convenzioni sul trattamento degli stranieri, oppure sui diritti umani o sulle adozioni) non li prevede come soggetti. È un insieme di regole e norme che creano diritti ed obblighi in capo agli stati. Per norme di diritto internazionale se uno stato ha un diritto, vuol dire che l’altro stato ha l’obbligo di fare o non fare qualcosa. Gioco di reciprocità, non in tutte le norme internazionali però. Gli individui non sono contemplati dal diritto internazionale come attori, ma i loro diritti discendono dal fatto che lo stato ha ratificato un trattato: non è il singolo ad avere poteri ma a contare ma gli accordi tra stati. La differenza è subito evidente se si fa' un confronto con il diritto costituzionale. Il cittadino può sempre far ricorso ad un giudice, infatti il diritto alla difesa è previsto in Italia dalla costituzione. L'individuo non può farsi autonomamente tutelare dalla Corte Internazionale di Giustizia ma ci vorrà sempre a monte l'iniziativa di uno stato, o la firma dello stato su un trattato che regola la materia riguardante la controversia. Regola anche i rapporti tra individui; esempio i trattati sul commercio internazionale, trattati sui diritti dell’uomo. Ricade sulle persone, ma a parte un caso, il diritto internazionale non crea dei diritti e dei doveri direttamente in capo alla persona\individuo. (esempio noi italiani se riteniamo che i nostri diritti siano stati lesi da uno stato, possiamo e abbiamo il diritto di andare alla corte europa dei diritti dell’uomo; io posso andare davanti ad un giudice internazionale, perché l’Italia fa parte della convenzione europea dei diritti dell’uomo.) Il diritto internazionale è quindi l'ordinamento della comunità degli stati e possiamo individuare tre funzioni di questo ordinamento:
- (^) Funzione NORMATIVA ( creazione di norme, quindi una funzione “legislativa” )
- (^) Funzione dell' ACCERTAMENTO GIUDIZIARIO ( verifica che le norme siano attuate in maniera corretta, quindi funzione “giudiziaria” )
- (^) Funzione di ATTUAZIONE COATTIVA delle NORME ( potere di far rispettare le regole quindi funzione “esecutiva”)
- (^) FUNZIONE NORMATIVA: a svolgere questo ruolo nei paesi democratici troviamo generalmente un’ assemblea o parlamento. Nel diritto internazionale non esiste questo tipo di organo ma le norme possono formarsi spontaneamente, ( diritto internazionale consuetudinario ) a seguito di un patto tra due o più stati ( diritto internazionale pattizio ) o come conseguenze di patti stipulati in precedenza dagli stati ( patti di organizzazioni internazionali). Possiamo quindi facilmente notare che il diritto internazionale è una costruzione fragile: abbiamo delle regole, che nonostante le gerarchie tra esse non hanno confini precisi e spesso sono soggette a violazioni. L'intento di queste regole è quello di rendere possibile coesistenza e collaborazione tra gli stati e fare in modo che gli individui non siano sudditi bensì cittadini.
- (^) FUNZIONE DELL’ACCERTAMENTO GIUDIZIARIO: negli ordinamenti interni abbiamo i giudici o magistrati, per accertare che una norma venga rispettata o meno. La figura del giudice è possibile da trovare anche nel diritto internazionale tuttavia c'è anche in questo caso una differenza notevole: nell'ordinamento internazionale l'operato di un giudice può avvenire solamente se gli stati interessati sono d'accordo nel sottoporgli la controversia. Nell'ordinamento interno ad una violazione del diritto c'è l'obbligo del procedimento penale e non solo, c'è un diritto al processo. La funzione di accertamento invece ha sicuramente carattere arbitrale nel senso che le parti interessate devono richiedere il giudizio di un arbitro e quindi ancora una volta l'adesione ad un trattato risulta fondamentale. 1
- (^) FUNZIONE COATTIVA: la funzione coattiva nel diritto internazionale è identificabile all' autotutela : in pratica gli stati tendono a farsi giustizia da se'. Se uno stato subisce un illecito ha il diritto di reagire (anche con un altro illecito). Poniamo che lo stato A subisca la violazione di un trattato da parte dello stato B potrà o trovare un arbitro (ma deve volerlo anche lo stato B) oppure violare ad esempio un altro trattato stipulato con lo stato B. Tuttavia l'autotutela non giustifica l'uso dell'esercito, e quindi il ricorso alla guerra. LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE La comunità internazionale è composta principalmente da stati ed altri enti (organizzazioni internazionali, organizzazioni non governative, multinazionali) che intrattengono relazioni disciplinate da norme giuridiche (il diritto internazionale). Troviamo quindi la coesistenza di una pluralità di stati sovrani che si ritengono indipendenti gli uni dagli altri (ereditando quindi il principio monarchico dello stato superiorem non recognoscens ). La realtà sociale dell'ordinamento internazionale tende ad essere a carattere universale: basti pensare al Trattato di San Francisco firmato inizialmente da 49 stati ed ampliato poi a 190 a seguito della decolonizzazione. Se la realtà sociale della comunità internazionale è a carattere tendenzialmente universale non sussistono dubbi sul fatto che è sicuramente anarchica. Quel che manca al diritto internazionale è una struttura istituzionale. Il sistema internazionale è in continuo divenire, non ci sono procedimenti certi o delineati, molto spesso è il semplice comportamento della maggioranza degli stati a dettare una nuova legge consuetudinaria che ha valore superiore a quella dei trattati. Attuali tendenze evolutive
- La tendenza certa è che il diritto internazionale tende a vietare l'uso della forza. In realtà si è sempre sostenuto che uno stato è autorizzato alla reazione se aggredito, tuttavia l'avvento sul pianeta delle armi nucleari ha sconvolto questa credenza. Il fatto che il mondo possa essere distrutto nel giro di pochi minuti ha fatto in modo di posticipare il più possibile l'uso delle armi. I fatti dell'11 settembre del 2011 hanno creato poi un forte abbassamento delle tutele per quanto riguarda il diritto internazionale. Il fatto che quella contro il terrorismo sia stata etichettata come una guerra e cioè come un fenomeno bellico ha reso possibile in molti casi calpestare quelli che prima del 2001 erano considerati diritti internazionali inviolabili. Basti pensare alle Black List ed al fatto che chi vi rientra (spesso anche solo per semplice omonimia) difficilmente può tutelarsi.
- La comunità internazionale tende a garantire la tutela dei diritti dell'uomo. Questo si verifica sia a livello regionale che universale. La Corte Europea per i Diritti dell'Uomo (CEDU) è un illustre esempio di tutela livello regionale. I valori condivisi sono quelli europei e i valori contenuti all'interno sono tipici valori occidentali. Il dibattito più acceso riguarda il livello universale. Nonostante ci sia un'evidente tendenza ad esportare i valori occidentali nel resto del mondo, credere che questi siano necessariamente i migliori è un errore. Il diritto internazionale deve saper considerare le differenze culturali senza partire dal presupposto che i valori e i diritti del mondo europeo o americano siano necessariamente da adattare ad altre culture. C'è un limite da rispettare che è quello di garantire a livello universale i livelli minimi fondamentali dei diritti della persona. La differenza di trattamento, visione, importanza tra uomo e donna è ad esempio un problema che assume significati diversi a seconda delle regioni in cui si pone il problema. In Europa e nell'America del Nord le donne sono riuscite a far emergere coscienza di se come di una categoria che possiede lo stesso valore del genere maschile. Oggi, nonostante la parità tra sessi non possa considerarsi compiuta al 100% in tutti gli ambiti della società occidentale, possiamo tuttavia sostenere che tra i due sessi c'è stato un grandissimo avvicinamento. Questo discorso non vale per molti paesi arabi, africani, asiatici, sudamericani. La differenza di genere in molti paesi è accettata. Tuttavia esistono pratiche in alcuni paesi che vanno a ledere alcuni diritti fondamentali della persona. Per fare solo un esempio è il caso della mutilazione e cucitura degli organi genitali delle donne. In questo caso il rispetto della differenza culturale/regionale non ha senso in quando è il diritto di integrità della persona fisica (di qualunque sesso) ad essere violato. 2
poiché traggono direttamente dalla legge dello stato la forza per far rispettare le regole. In questo senso tutti i soggetti che fanno parte della cosa pubblica vengono ritenuti stato e rispondono pertanto di fronte al diritto internazionale. Per farla breve, anche l'ultimo appuntato dei carabinieri è considerato “stato” così come un ministro o un maresciallo della finanza. E' fuor di dubbio che un panettiere, un banchiere, o il popolo non siano considerati stato.
- ORGANO DI STATO-DI FATTO : categorie che pur non avendo un legame formale con lo stato, tuttavia agiscono per conto dello stato. Lo stato risponde di ciò che questa persona fa. Non rilevano le dimensioni del territorio: esempio San Marino REQUISITI È molto importante sottolineare che la democraticità di uno stato non è la condizione necessaria di uno stato per far parte della comunità internazionale. Quel che è innegabile è che oggi è presente una tendenza da parte degli stati più influenti a promuovere la forma democratica di governo. Tuttavia, per far parte della comunità internazionale degli stati è necessario soddisfare due requisiti: l'effettività e l'indipendenza , è necessario cioè avere l'autorità per far rispettare le regole su un determinato territorio e non violare alcuni diritti fondamentali dell'uomo.
- EFFETTIVITÀ : l’apparato di governo che è in grado di esercitare effettivamente il potere di governo, ossia fare le regole e farle rispettare. L’esercizio effettivo del potere di governo. Apparato intesa come un’organizzazione tale che i tre poteri sono rappresentati.
- INDIPENDENZA : o la sovranità esterna, non dipende da un altro stato. In tal senso non sono soggetti del diritto internazionale gli Stati federati di Stati federali (perché, anche se talvolta possono essere autorizzati dalla Costituzione federale a stipulare accordi con Stati terzi, devono normalmente avere il consenso del Governo centrale), né le Confederazioni che è un'unione fra Stati perfettamente indipendenti e sovrani, creata in genere per scopi di difesa. Quando parliamo di indipendenza intendiamo che lo stato soggetto di diritto internazionale deve possedere una costituzione originaria che lo rende indipendente da tutti gli altri stati. L'indipendenza non va nemmeno considerata in senso estremo, infatti se si analizzano tutti gli stati si potrà constatare che nessuno stato è indipendente al 100% dagli altri stati, ma è importante capire che se c'è una dipendenza militare ed un incapacità di fare e far rispettare le regole poiché influenzati da un altro stato, di conseguenza NON c'è il requisito dell'indipendenza e non si è soggetti di diritto internazionale. GOVERNI FANTOCCIO I governi fantoccio sono quei governi che mancano del requisito dell'indipendenza: governano cioè con la forza su una sola parte del territorio di uno stato. Il caso di Cipro è un esempio illustre di governo fantoccio. Cipro era una colonia britannica divenuta indipendente nel 1960. Nel 1974 ci fu un colpo di stato ad Atene che ebbe tra le varie conseguenze quella di uno sbarco sulla parte orientale di Cipro di militari turchi che proclamano una repubblica filo-turca di Cipro. Oggi abbiamo due repubbliche: la Repubblica di Cipro e la Repubblica Turca di Cipro del Nord; quest'ultima non è riconosciuta dalla comunità internazionale. La Repubblica di Cipro invece è entrata nel 2004 a far parte dell'Unione Europea.
- NON SONO SOGGETTI DI DIRITTO INTERNAZIONALE
- INDIPENDENZA FORMALE SI TRASFORMA IN TOTALE INFERENZA La Repubblica di Salò ( o Repubblica Sociale Italiana ) venne considerata dalla comunità internazionale un governo fantoccio in quanto non possedente dell'indipendenza. Stati falliti , esempio la Somalia, la Libia. Governo riconosciuto dalla comunità internazionale, ma non c’è più un apparato governativo in grado di esercitare il potere in modo indipendente e sovrano. 4
Come uno stato entra a far parte del DIRITTO INTERNAZIONALE? Come detto prima, i requisiti sono quelli dell' effettività e dell' indipendenza. È un’ ammissione automatica , il valore di riconoscimento è solamente un atto politico , che non serve per costituire uno stato. ATTO LECITO DI NATURA POLITICA, NON Costitutivo della personalità dello Stato: se uno Stato è in grado di fare le regole e farle rispettare in maniera indipendente, in quel caso abbiamo uno stato, se gli altri non lo riconoscono è indifferente, gli altri non avranno rapporti con questo stato. (esempio i rapporti commerciali non sono obbligatori tra stati). IL RICONOSCIMENTO e i relativi problemi Il riconoscimento di uno stato da parte di altri stati è un fenomeno di natura prettamente politica. Possiamo parlare di riconoscimento facendo accenno a due casi diversi:
- (^) Riconoscimento de iure: ossia come conseguenza di un trattato ufficiale
- (^) Riconoscimento de facto: senza che sia avvenuta una procedura formale ma solo verificando nella prassi delle relazioni tra stati (se io ho contatti o collaboro con te è perchè riconosco la tua esistenza). Ma uno stato per esistere necessita del riconoscimento da parte degli altri stati? La risposta è no. Anzi, molto spesso gli stati finiscono per non riconoscersi mai. Questo perchè, come detto prima, riconoscere uno stato è una decisione politica ma che non incide sul diritto degli stati. Nella pratica il riconoscimento consiste nello scambio dei diplomatici e nell' intrattenimento di relazioni diplomatiche o collaborazioni di qualsiasi tipo. Bisogna sempre tenere a mente che le condizioni per essere titolare di diritti e doveri internazionali sono i requisiti dell'effettività e dell'indipendenza, mentre il mancato riconoscimento non implica che uno stato non sia parte della comunità degli stati. Possiamo chiarire facendo l'esempio di Israele. Gli stati che riconoscono Israele come stato si schierano politicamente con esso. Politicamente riconoscere Israele significa sostenere questo stato. Alcuni stati invece non lo riconoscono. Quel che conta per Israele è che mantenga un controllo su un territorio effettivo e faccia rispettare le sue leggi. Dal momento che questi due elementi sono riscontrati Israele è a tutti gli effetti parte dell'ordinamento internazionale. Le questioni di continuità nei casi di SUCCESSIONE per mutamenti nel territorio, processo di decolonizzazione (Una parte dello stato si stacca e diventa indipendente, cessa di appartenere a stato A per far parte dello Stato B) e per mutamenti radicali nel governo (passaggio della Russia Zarista all’Unione Sovietica, talmente forte che è riuscita ad imporre alla comunità internazionale che con l’avvento del marxismo, fossimo di fronte ad un altro stato, jun nuovo stato) Successione=tutto ciò che c’era prima cessa di esistere, esempio nascita di un nuovo stato. Problemi:
- soggettività internazionale degli Stati federati Tutti gli stati possiedono soggettività internazionale? Anche gli stati federati di uno stato federale? In questo caso la risposta sembra essere no. Prendiamo l'esempio degli Stati Uniti d'America, il cui governo federale è composto da 50 stati federati. Di fronte al diritto internazionale risponderà solo il governo-lo stato federale cioè gli Stati Uniti, poiché quest'ultimo detiene poteri influenti nei confronti del resto del mondo come moneta, difesa e giustizia. Gli stati della Florida, la California, l'Alabama, l'Ohio, l'Illinois, la Florida o il Kansas hanno altri poteri ma non potranno stringere accordi che abbiano un peso. Non avremo mai diritto internazionale pattizio tra l'Alabama e la Francia per fare un esempio. 5
soluzione che potesse salvaguardare la sicurezza di Israele e la “vita” della Palestina. La soluzione migliore sarebbe ottenere due popoli e due Stati, ma la Palestina della Cisgiordania è molto diversa dalla Palestina controllata da Hamas nella Striscia di Gaza; infatti quest’ultima ha una posizione estrema rispetto all’altra parte di Palestina. La Palestina quindi non ha indipendenza tra le diverse autorità palestinesi, che cercano di farsi attribuire più funzioni per l’amministrazione arrivando così a rafforzarsi come soggetto autonomo e Israele, che “impone” la guerra civile al fine anche di salvaguardarsi dagli attentati. Nel 1988 l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) guidata da Arafat, politico palestinese, dichiara la Palestina come Stato e l’Assemblea delle Nazioni Unite la riconosce come Stato non membro. Poi è la volta dell’UNESCO che la riconosce come Stato membro tra gli Stati che l’hanno riconosciuto (passandosi anche momenti tragici per il taglio dei fondi da parte del governo Bush). Venne richiesto anche per far parte della Corte Penale Internazionale. Il ruolo dell’Italia per la Palestina è stato molto alto, ma essa non si è mai schierata apertamente come invece hanno fatto la Gran Bretagna o la Germania. Quindi alla Palestina si è data l’etichetta di Stato: ma essa non ha l’effettività e l’indipendenza. Alla Corte è stato chiesto un parere da parte dell’Assemblea Generale che hanno portato alla costruzione del Muro nel 2002, anche se in realtà è una vera e propria fortificazione lunga 720 km e larga 100 m (ovvero c’è un muro ed una strada con tanto di pattugliamenti effettuati dall’esercito israeliano). La pronuncia fu possibile ma i nemici di Israele erano molto numerosi e quindi è rimasto un parere non vincolante. La costruzione di tale muro è stata effettuata anche grazie a numerose violazioni dei diritti umani (es. sono stati inglobati ricchi terreni che erano proprietà di contadini palestinesi oppure ha creato delle enclavi). Commento: è un muro, e come tutti i muri attuali non risolve nulla. Uno Stato infatti, al proprio interno può far cosa vuole, alzare tutti i muri che vuole; ma non può andare oltre. Era legittimo porre la domanda alla Corte? ( = era una questione giuridica?). La risposta era necessaria dal momento che era stata fatta la domanda. Israele era sicuramente colpevole e il muro era illegittimo; ma il parere è rimasto mera lettera morta a causa della:
- (^) Competenza della Corte. La Corte infatti non ha competenza per giudicare in questo caso: poiché è una questione meramente politica. La Corte ha provato a sostenere che sussistessero motivi politici, ed essa si può pronunciare solo se tutte le parti sono d’accordo.
- (^) Competenza dell’Assemblea Generale. Per gli artt. 12 / 13 / 14 delle Nazioni Unite è solo il Consiglio di Sicurezza che può pronunciarsi – e richiedere parere alla Corte – riguardo alle misure di sicurezza da prendere; l’Assemblea non si può pronunciare. In questo caso però si trattava di misure praticabili dall’Assemblea Generale; non erano misure di competenza per la pace; in questo caso si va oltre: di conseguenza si può operare per risolvere la questione. La questione è stata risolta in modo positivo: la Corte guarda e considera Israele una potenza occupante , quindi uno Stato che occupa un territorio non proprio e viola il diritto bellico, oltre che i diritti umani. Diritti umani ≠ diritti umanitari. I diritti umanitari sono la protezione delle persone dal diritto di guerra addizionale ai diritti dell’uomo. Israele deve tenere un comportamento diverso; la Corte vieta la deportazione delle persone (anche se comportamenti come la colonizzazione o gli insediamenti sono finalizzati). 7
Israele usa la forza, che è vietata e, in più, viola gli obblighi di Stato occupante; per cui la Corte lo condanna e ristabilisce la Green Line. La Corte si occupa poi anche della violazione dell’autodeterminazione, ma la Corte stessa sa che la Palestina non è uno Stato: c’è stata infatti solo un’ autodeterminazione del popolo della Palestina , alla quale la Corte riconosce il diritto di essere liberato. Conclusione: in questo caso il diritto internazionale “dice troppo” finendo con il dir nulla; forse sarebbe stato meglio dichiarare la propria incompetenza perché è evidente che in questo caso si tratta di motivi politici. Nella stessa decisione la Corte afferma che le Nazioni Unite dovrebbero inviare delegati per negoziare; ma la negoziazione è proprio un atto di natura squisitamente politica. Per cui molti paesi cercano di dare una mano per risolvere la questione, ma rimane una situazione problematica.
- il parere sul KOSOVO Non è una sentenza, ma un parere che la corte ha dato sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo. Con la caduta della Jugoslavia di Tito nel 1992, si scioglie il pugno di ferro che teneva segregate tutte diverse etnie presenti nei Balcani. La Serbia ingloba al suo interno altri Stati, e in particolare un’enclave di origine albanese che viene repressa in modi disumani anche con il genocidio e stupro di massa. L’unica soluzione per queste persone è scappare. L’UE in quest’occasione si è mostrata molto pronta a dare una mano: tant’è che ha inventato la figura del rifugiato umanitario. Tuttavia l’UE ha tergiversato così gli USA bombardarono la Serbia per riuscire a placarne l’offensiva. Non fu una decisione del Consiglio di Sicurezza che ordina agli Stati di proteggere il Kosovo al fine di portare alla costituzione della pace. Gli altri Stati infatti mandarono molti studiosi in Kosovo per dar una mano a questa popolazione per riscrivere i codici di procedura penale, civile, etc. Ma questa missione intaccava l’integrità territoriale della Serbia, perché il Kosovo è Serbia. Tuttavia il Kosovo stesso, nella sua Assemblea parlamentare nel 2008 si proclama indipendente dalla Serbia. Ma la questione qui è molto diversa da quella palestinese: la Serbia non è una potenza occupante e il Kosovo non è indipendente ; infatti esso dipende completamente dal sostegno economico della Serbia: ma nonostante ciò il Kosovo è stato riconosciuto. In modo PREMATURO. Si chiede dunque alla Corte di Giustizia se la dichiarazione di indipendenza del Kosovo fosse legittima. La questione è posta in termini giuridici; ma il problema rimane l’ autodeterminazione delle minoranze (il Kosovo è pur sempre una piccola parte della Serbia). La Corte parte da una ricostruzione storica del Kosovo e dà alla risposta un’impostazione molto ristretta e specifica con ha una natura molto formalista. È legittimo adottare una questione di indipendenza? Allora: il diritto internazionale ammette o no una dichiarazione unilaterale? Ci si chiede: il Kosovo è una minoranza della Serbia? Esso è davvero indipendente? In questo caso la Corte poteva dare un contributo; ma la dichiarazione ha un’impostazione solo procedurale , e tale dichiarazione nega di essere contraria anche alla soluzione 1002 44 degli USA (la decisione del bombardamento). La Serbia cerca di riconquistare quella che è la sua partecipazione nella comunità internazionale; si arriverà ad un accordo con il Kosovo, per favorire sempre di più quest’autonomia. È stato un riconoscimento prematuro, perché nel diritto internazionale non esiste un diritto alla minoranza ad autodeterminarsi. Kosovo riconosciuto da ormai 100 stati, si consolida sempre più come soggetto autonomo. 8
legittimo? Sì, perché esso non ha rispettato l’obbligo di prevenzione. Possono essere anche presenti sullo Stato e quindi sostituirsene. I popoli sono lo Stato come Comunità: c’è un diritto delle minoranze a staccarsi e diventare indipendenti? No. La situazione è complicata dal fatto che bisogna sempre stabilire se il governo precedente sia o meno in grado di riprendere il controllo del paese. Soggetto del diritto internazionale è l'apparato in grado di far le regole e applicarle. Differenti dagli stati, i governi insurrezionali. Quando lo stato legittimo riprende il controllo, è responsabile per ciò che ha fatto il governo insurrezionale. Esempio il fatto che ci sia una guerra civile, una fazione riesca a conquistare una parte di territorio, espropria tutti gli investimenti stranieri. Quando il governo legittimo prende il potere, deve indennizzare gli stranieri che hanno perso tutto a causa degli insorti. Esistono poi gli Stati falliti , che corrispondono ad una categoria coniata per la Somalia (e forsanche per la Libia – che è stata riunificata) in quanto non vi era un governo autonomo, legittimo e non aveva un controllo sul territorio. ALTRI SOGGETTI INTERNAZIONALI
- SANTA SEDE : inteso non come il governo della città del Vaticano, ma è il governo della Chiesa Cattolica. Perché solo la Santa Sede tra i soggetti internazionali? Perché possiede i requisiti per governare sulla comunità cattolica. Questa soggettività internazionale è stata riconosciuta anche tra il 1870 e il 1929, cioè dopo l'Unità d'Italia, tutte le nazioni della comunità internazionale hanno continuato a stipulare trattati con la Santa Sede. (Da potere temporale a potenza). Santa Sede intesa come curia romana. Due manifestazioni della soggettività internazionale della Santa Sede
- esercita il diritto di legazione attivo e passivo :
- PASSIVO: il Vaticano riceve ambasciatori da tutti gli stati del mondo. Si trovano i maggiori diplomatici di tutti gli stati del mondo, è uno dei posti di osservazione del mondo tra i più efficienti ed ambiti.
- ATTIVO: vaticano invia ambasciatori chiamati Nunzi.
- stipula accordi internazionali : concordati , con altri stati, regolano la vita di persone che sono contemporaneamente cittadini dello stato che stipula e fedeli della Santa Sede. Il fatto che fosse di fatto inglobata nell'Italia in una sorte di enclave non ha pregiudicato il prestigio diplomatico di questo stato che nei secoli è sempre stato altissimo. Ancora oggi la Santa Sede ha un ruolo molto importante a livello diplomatico e non viene in nessun modo considerata di secondo rango. Nel 2004 la Santa Sede ha negoziato la sua posizione nell'ONU. Come la Palestina è osservatore permanente con diritto di parola all'assemblea generale (gli altri stati devono essere invece invitati). Per la sua natura pacifica e ostile all'uso dell'esercito la Santa Sede ha deciso di non entrare mai a far parte del Consiglio di Sicurezza.
- ORDINE SOVRANO DI MALTA Esso era un governo di Malta che operò durante il 1700 governando Malta e Rodi, legato alla Santa Sede e all’Italia. Oggi esso è un ordine benefico di ospedali. Tuttavia, il Parlamento italiano oggi considera l’Ordine Militare di Malta un soggetto straniero e lo dimostra anche con la legge approvata il 9 giugno 2003, legge di ratifica ed esecuzione dell'accordo tra il governo della repubblica italiana e l’ordine sovrano di Malta. Tale legge regola i rapporti per la convenzione riguardo i legami “di beneficio” che l’Ordine concede; ma il Parlamento lo definisce un trattato internazionale , come se l’Ordine di Malta fosse dotato di soggettività internazionale. Me etichettare un ente come soggetto di diritto internazionale comporta delle imposizioni e la nascita di rapporti giuridici gestiti con personale dello Stato straniero; in altre parole: i soggetti che apparterrebbero all’Ordine sarebbero dotati di una minor tutela ; ma tale personale non governa più da nessuna parte, pur tuttavia esso viene dal nostro Parlamento considerato soggetto non estero. Problema prettamente italiano, con motivi storici, senza togliere nulla al lavoro e agli obbiettivi del sovrano ordine di Malta, ma non ha quelle caratteristiche che contraddistinguono un soggetto internazionale. Commento: sono problemi ancora oggi aperti: l’interprete non ha una posizione precisa. 10
Conclusioni tratte dai casi esaminati:
- (^) Si devono definire i criteri della sfera spaziale dove i soggetti possano governare
- (^) L’autodeterminazione esterna
- (^) L’autonomia delle minoranze non può essere considerata come regola che deroghi il principio dell’integrità territoriale: criterio troppo politico. Alcuni enti possono godere di una soggettività funzionale : esistono cioè delle funzioni tipiche del soggetto internazionale. E' il caso ad esempio del Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia.
B) LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI come ASSOCIAZIONI TRA STATI
Un' associazione internazionale è un associazione tra due o più stati e le organizzazioni internazionali sono titolari del diritto internazionale. Le organizzazioni internazionali sono forme di cooperazione tra Stati basati su un accordo e regolate dal diritto internazionale. Enti formati da Stati, i “soci” sono gli stati, la loro vita è retta da un accordo e un trattato di base , è un primo requisito formale che dev’essere soddisfatto. Perché nascono queste organizzazioni internazionali? Nascono alla fine dell’800, quando più stati sentivano l'esigenza di perseguire un obiettivo in comune e quindi si associavano. Le associazioni internazionali conobbero un grande successo dopo la seconda guerra mondiale (Accordi di Bretton Woods; Piano Marshall; Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio; NATO). Alcune associazioni nascono per una serie ristretta di stati ma poi si aprono all'adesione di altri (Unione Europea, Manca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale ecc.). Altre invece nascono e rimangono chiuse (Nafta ad esempio). Alcune organizzazioni sono a carattere universale e si rivolgono cioè a tutti gli stati, l'ONU ad esempio si rivolge a tutti gli stati amanti della pace. Ci sono delle altre organizzazioni che invece hanno carattere prettamente regionale come l'OCSE (che raggruppa tutti gli stati industrializzati) e l'OPEC (che raggruppa tutti gli stati produttori di petrolio). L’obbiettivo è costringere gli stati a collaborare tra loro, nel settore economico. Si distinguono :
- in base allo scopo : organizzazioni politiche, economiche, militari, culturali
- aperte o chiuse : a certe organizzazioni internazionali si può accedere con determinate procedure dei trattati istitutivi, oppure sono chiuse e non c’è la possibilità di accedervi.
- regionali o universali : regionali quando raggruppano stati che appartengono non solo ad una determinata regione geografica, ma anche una regione culturale, nel senso di stati che condividono ideali e anche radici storiche comuni. (regionali come l’Unione Europea). Universali invece sono quelle potenzialmente aperte a tutto il mondo (esempio le Nazioni Unite) Condizioni necessarie ma non sufficienti di un'organizzazione internazionale I REQUISITI :
- (^) L'atto istitutivo sotto forma di accordo internazionale : il trattato istitutivo è la conditio sine qua non dello stato di organizzazione internazionale. Particolare è il caso dell' UNIDO che da ente satellite ONU è divenuto talmente autonomo da modificare la sua natura con un trattato per rendersi una organizzazione internazionale autonoma.
- (^) Apparato istituzionale proprio : come se fosse una società a cui i soci attribuiscono poteri finanziari. Non c'è una struttura tipica ma tutto dipende dalla funzione dell'organizzazione. Solitamente si adopera uno schema tripartito:
- organo assembleare: c’è un numero molto alto di partecipanti ed è l’organo che decide le strategie 11
punto di posizione non va contro una sua manifestazione di volontà. Ciò vale anche per il FMI e la BM. L’atto tipico delle OI (in generale) è un atto non vincolante , detta raccomandazione. Questo non toglie che ci siano dei casi in cui l’OI può emanare atti vincolanti e obbligatori per gli stati membri (regolamento nell’UE). Raccomandazione anche in OI e settori dove ciò dovrebbe essere “scontato”: ad esempio l’ OMS elabora dei protocolli per la gestione delle epidemie che possono essere denunciati e valutati dagli Stati (funziona sul silenzio assenso). Gli stati delegano alla OI una parte della loro sovranità: in una OI si può entrare e uscire liberamente (poiché il loro statuto è un trattato). Le OI nascono come strumento di collaborazione tra gli Stati, ma essi (formalmente sono tutti uguali) sostanzialmente non hanno tutti lo stesso peso sulla scena politica per motivi politici, economici e militari. Costringere questi stati a collaborare con gli altri, vuol dire dare loro delle garanzie che queste loro garanzie saranno mantenute. Non necessariamente la maggioranza dei numeri, in diritto internazionale, è sinonimo di “democrazia”. ONU , costringere Usa e URSS a entrare in una OI e a dialogare con gli stati più piccoli, è una grande vittoria che ha un prezzo. Dove si decide/opera, gli stati che contano di più devono essere riconosciuti in maniera diversa nel processo decisionale della OI. Processo deliberativo dell’organizzazione internazionale
- Diritto di voto :
- “uno Stato un voto”: si hanno organi dove l’uguaglianza formale degli stati viene riportata anche nelle modalità decisionali. Es: Assemblea Generale dell’ONU. I piccoli stati possono coalizzarsi per adottare degli atti che portano avanti le rivendicazioni di quei paesi. Ci sono molte risoluzioni dell'Assemblea Generale dell’ONU molto avanzate per i diritti che riconoscono (es. diritto allo sviluppo) o per le soluzioni che trovano (es. alla questione Palestinesi) ma che non sono vincolanti. Non si impongono agli Stati; non hanno un'efficacia vincolante nei confronti degli Stati membri.
- voto ponderato: moderare e graduare i diversi livelli degli stati. Gli stati vengono valutati in base ad alcuni fattori e criteri, a seconda di come soddisfano questi criteri avranno una erto peso all’interno dell’organo decisionale. A seconda di quanto lo stato “pesa”, essi avranno un ruolo diverso nell’organo. I criteri possono essere: popolazione, peso economico, peso politico, peso militare.
- diritto di veto: ci sono paesi che hanno un'importanza tale da dover avere il diritto di poter bloccare le decisioni. Criterio di votazione che caratterizza il Consiglio di Sicurezza dell’ONU (motivi storici: bisognava costringere i vincitori della Seconda Guerra Mondiale a dialogare all’interno di una OI). Proposta della Francia nel 2015: ha proposto che il diritto divieto non possa essere usato se il Consiglio di Sicurezza deve decidere su situazioni in cui si stanno compiendo crimini internazionali; non accettata.
- Votazioni :
- all’unanimità:(valido con astensione): è la perfetta concordanza di opinioni all’interno di una collettività; non è un criterio molto democratico, non sempre è molto democratico perché un piccolo staterello può bloccare tutti gli altri. Si può arrivare anche con l’astensione, se uno stato si astiene, l’rogano può prendere la decisione comunque. Se uno degli stati è assente, la decisione non può essere presa, l’unanimità non può essere raggiunta. Dunque anche un piccolo stato può bloccare tutti gli altri; potere di 13
veto di fatto a tutti gli stati.
- a maggioranza con differenti quorum: nella prassi solitamente (non sempre) le organizzazioni internazionali prendono decisioni per consenso. Vale a dire che non si tiene una votazione ma si dichiara l'atto valido “ non essendosi manifestati dissensi”. L'atto non vincola in quando gli stati non si sono pronunciati. Le organizzazioni internazionali agiscono per consensus: si “fa finta” di decidere e non si decide niente. L’atto quindi non è votato e gli Stati non prendono una posizione. Il Presidente quando vede che non ci siano più opposizioni sulla questione (in quel momento) afferma che la regola è affermata per consensus. Però se, per ipotesi, due giorni dopo uno Stato impugna la decisione può farlo perché non aveva dato nessun assenso e non aveva preso alcun punto di posizione – non va contro una sua manifestazione di volontà. Per fare un esempio la più famosa organizzazione internazionale, l'Organizzazione delle Nazioni Unite adotta lo schema tripartito: organo assembleare (Assemblea Generale), organo governativo (Consiglio di Sicurezza), organo amministrativo (Segretario delle Nazioni Unite). Schema tripartito:
- organo assembleare a competenza generale a cui partecipano tutti gli Stati
- organo a composizione più ristretta preposta al governo dell’ente
- organo amministrativo, di carattere burocratico che gestisce l’ente Finanziamenti delle organizzazioni internazionali Un’organizzazione internazionale ha bisogno di mezzi finanziari considerevoli, per vivere e lavorare su l campo ha bisogno di finanziamenti. Le modalità con cui si finanzia la condizionano molto. Il finanziamento ha una rilevanza fondamentale sull’attività delle organizzazioni internazionali e ne condiziona l’autonomia. Che dipenda esclusivamente dai contributi volontari degli stati va avanti finche gli stati continuano a pagare, quando non pagano va a minare l’autonomia dell’organizzazione. Finanziamento dell’ONU è obbligatorio e deciso in base alla loro forza politica; molti di essi sono in estremo ritardo nei pagamenti, rappresentando un metodo di pressione molto forti. Nell’UE una parte dell’Iva presente in tutti gli stati della OI finisce all’organizzazione (finanziamento indipendente). La CECA aveva addirittura la possibilità di tassare direttamente le imprese del settore; quando si è estinse aveva un bilancio in attivo, che permise il finanziamento di alcune attività Il finanziamento ha una rilevanza fondamentale sulle attività delle OI e ne condiziona l’autonomia. Una OI che dipenda esclusivamente dai contributi volontari degli Stati, va avanti solo fino a quando essi li danno.
C) LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE (ONG)
Le ONG non sono soggetti di diritto internazionale, ma sono organizzazioni di diritto interno costituite da una pluralità di individui, di gruppi o associazioni di privati, che si coordinano e cooperano per raggiungere scopi che hanno una collocazione interna. Per capire la differenza tra Organizzazione internazionale e Organizzazione non governativa bisogna guardare l’atto istitutivo: nel primo caso è un trattato di diritto internazionale; nel secondo è un atto di diritto interno. In base a diritto interno o statunitense per esempio avranno certe caratteristiche piuttosto che altre, quindi sono enti variamente qualificati dai diritti interni ; È un organismo privato con regole dettate dal solo diritto interno (Italia, Francia, etc.). Fanno ciò che gli stati gli consentono di fare. Le ONG si coordinano e cooperano per raggiungere scopi che hanno una collocazione internazionale; sono in grado di coordinarsi per svolgere scopi di diritto internazionale. si pensi ad es. ad Amnesty per l’ambito della tortura o alle pressioni fatte dallo Human Right Act. Le ONG si coordinano a livello internazionale e rendono palesi le violazioni del diritto internazionale. 14
Gli scopi dell’ONU sono sanciti all’ art.1 della Carta e sono:
- (^) Il mantenimento della pace
- (^) Lo sviluppo delle relazioni amichevoli
- (^) La collaborazione in campo economico, sociale, culturale, umanitario
- (^) Favorire la tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali Quindi la sua competenza è vastissima. L’ art. 27 indica invece la riserva per la competenza interna dello Stato. Ma cos’è la competenza interna? Ad es. la forma di governo; fino al 1986 la tutela dell’ambiente. In pratica in ogni ambito bisogna andare a verificare fino a che punto il diritto internazionale è riuscito a penetrare. Il Consiglio di sicurezza ha una sua discrezionalità senza contare però il riservato dominio (=competenza interna), salva la clausola di una possibile minaccia alla pace internazionale. Come si finanziamo le organizzazioni internazionali? Ci devono essere dei contributi obbligatori da parte degli Stati a seguito della decisione presa nell’Assemblea generale. Vedi per es. il bilancio UE, l’IVA; ma per le altre organizzazioni internazionali c’è un diverso peso a seconda dello Stato in questione; in pratica chi “mette più soldi”, comanda di più ed ha più influenza. vedi il caso UNESCO dopo che ha considerato la Palestina come Stato. GLI ORGANI DELL’ONU
- (^) Assemblea generale
- (^) Consiglio di sicurezza
- (^) Segretariato
- (^) Consiglio economico e sociale
- (^) Corte internazionale di Giustizia
- (^) Organi sussidiari (sono molti); essi dipendono dagli organi che li hanno istituiti (per es. il Consiglio di sicurezza ha istituito il tribunale per l’ex-Jugoslavia; il tribunale per il Ruanda oppure possiamo citare l’UNCTAD).
- (^) [Consiglio di amministrazione fiduciaria] Il resto della Comunità Internazionale critica l’eccessiva burocrazia presente in questa ONG; ci sono un sacco di organi sussidiari e ciò comportano che le varie attività finiscano per sovrapporsi. L’ASSEMBLEA GENERALE È l’organo plenario formata dalle delegazioni di tutti gli stati membri (diplomatici, consiglieri, etc.). Formata da 193 Stati ed ha una competenza vastissima. La sua sede è nel Palazzo di Vetro a New York. Ha competenze vastissime ma scarso potere vincolante (articolo 17 ripartizione delle spese tra gli stati; tempi e modi per la realizzazione della decolonizzazione). Le decisioni vengono prese con il metodo: una testa = un voto. Per cui è un organo assembleare dove ogni Paese vale uno. E tale principio è molto importante perché, attraverso di esso, possiamo capire perché già negli anni ’80 ci sono state delle dichiarazioni che hanno stupito per la loro novità, per il perseguimento e lo sviluppo della pace; erano soluzioni encomiabili che non rispettavano i rapporti di forza. La spinta verso la democrazia porta a decisioni che però possono essere solo di stimolo o influenza per la Comunità internazionale (non sono vincolanti). Gli unici ambiti vincolanti nella storia dell’ONU furono la ripartizione delle spese (art.17 Carta) e il processo di decolonizzazione (fatto dal Consiglio di amministrazione fiduciaria, oggi sciolto). 16
Sono state poi anche perseguite delle moratorie sulla pena di morte presentate dall’On. Bonino, allora ministro degli Esteri italiano, che è riuscita a costruire una rete di rapporti per riuscire a giungere a questo obiettivo. Ma anche la moratoria ha solo valore di raccomandazione che vuol far sì che si possa sospendere la questione al fine di poterne discutere. Quindi all’interno dell’Assemblea dei piccoli Paesi possono allearsi e vincere, ma poco conta perché i pareri non sono vincolanti. Per questioni politiche che minino la pace (ambito di competenza del Consiglio di sicurezza) può occuparsi anche l’Assemblea generale. Ma solo il Consiglio di sicurezza può occuparsi di materie strettamente attinenti alle misure operative. In passato (anni ’50) l’Assemblea aveva provato a prendersi la “sua fetta” di decisione, ma questo blitz è stato prontamente bloccato. IL CONSIGLIO DI SICUREZZA Esso è formato da 5 membri permanenti e da 10 membri eletti a rotazione dall’Assemblea Generale ogni due anni. I cinque membri permanenti sono i vincitori della seconda guerra mondiale USA, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. È uno scontro politico: nel foro faccio sedere i 5 grandi della Terra, ma essi, oltre ad essere permanenti posseggono anche il diritto di veto¸ per cui basta che uno soltanto di questi non sia d’accordo per bloccare le varie proposte (e non si può combinare niente). A causa dei veti incrociati tra USA e Russia il Consiglio di sicurezza è rimasto bloccato fino agli anni ’90 (fino allo scioglimento dell’URSS). Il problema è tornato molto forte oggi per la questione siriana perché:
- La Russia sostiene il governo di al- Assad, che è il governo legittimo
- Gli USA sparano contro il territorio
- La Turchia vuol debellare il governo Sostanzialmente è tutto un casino. Il Consiglio di sicurezza a causa della continua opposizione creata con il veto della Russia ha portato alla nascita e progressiva espansione del califfato ISIS. È un vero e proprio potere ma la strategia migliore sarebbe trovare una maggior cooperazione tra gli Stati. Oggi gli Stati “grandi” non sono solo più questi 5, ma Paesi come la Francia e la Gran Bretagna non mollano il trono ad altri; per cui come possiamo parlare di un’Europa unica e come possiamo ancora escludere Paesi molto importanti quali l’India o il Brasile? Dovrebbe essere fatto un lavoro per migliorare la condizione: quindi cercare di creare numerose riforme. Ci dovrebbe essere un unico sistema per collaborare dal punto di vista politico; perché se tornassimo indietro finiremmo nuovamente alla condizione della legge del più forte e contestualmente alla guerra universale. Per ciò che attiene alla competenza delle misure operative per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale sono le Potenze vincitrici che se ne occupano (cap. VIII). Questi Paesi hanno preso decisioni importanti contro Saddam, Gheddafi. Essi hanno il potere di ordinare l’uso della forza contro gli Stati; il Consiglio di sicurezza è l’unico modo per far sì che i grandi della Terra si mettano di fronte ad un tavolo per parlare. IL SEGRETARIATO GENERALE Il maggior esponente di quest’organo è il segretario generale che viene nominato dall’Assemblea generale su proposta del Consiglio di sicurezza: va posta una personalità che vada bene a tutti. Attualmente il segretario generale è Ban Ki-moon. Gestisce la vita quotidiana e tutto il personale delle Nazioni Unite e i rapporti con gli stati. IL CONSIGLIO ECONOMICO E SOCIALE Quest’organo viene eletto dall’Assemblea generale e da essa ne dipende interamente. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE FIDUCIARIA Ad oggi è inattivo; doveva garantire il processo di decolonizzazione. 17
trasparenza o la pubblicità delle azioni vengano completamente obliterate, ma si accentuano i “controlli sistematici” (nonostante debbano sempre e comunque rispettare gli accordi). Queste organizzazioni internazionali hanno il potere di emanare raccomandazioni e preparare convenzioni. Le tappe del processo di integrazione europea
- 1951: Trattato di Parigi istituisce la CECA (Comunità Europea per il carbone e l’acciaio); termine 23 luglio 2002. I Paesi fondatori sono: Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Italia.
- 25 marzo 1957: Trattati di Roma istituiscono la CEE (Comunità Economica Europea) e la CECA o EURATOM (Comunità Europea per l’Energia Atomica)
- oggi: UNIONE EUROPEA , 28 stati membri. organizzazione internazionale evoluta, dove c’è un intreccio tra ordinamenti nazionali e ordinamento dell’unione europea. I cittadini degli Stati membri sono soggetto dell’unione europea
- OGGI : Unione Europea con 28 stati membri (27) Per 36 anni non si sono cambiati i trattati istitutivi; prima modifica nel 1986. Quello oggi in vigore è il Trattato di Lisbona , che ha sostituito un trattato, che non è stato ratificato, che voleva costruire una costituzione per l’Europa. La normativa di riferimento (le regole del gioco dell’UE) è: Trattato di Lisbona (13 dicembre
- entrato in vigore il 1° dicembre del 2009. UE è un organo internazionale, sicuramente con intrecci di ordinamenti nazionali e Unione Europea; i cittadini membri dell’unione sono soggetti del diritto internazionale. Ma le regole del gioco sono basate su accordi internazionale, perciò l’UE riesce a fare solo quello che gli stati membri le lasciano fare. Certe scelte che riguardano la storia/cultura di un determinato paese non possono essere risolte a livello dell’UE ma solo a livello interno.
- Trattato che modifica il trattato sull’Unione Europea (quelli che era stato istituito a Maastricht), cioè TUE
- Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE, che modifica TCE/Trattato sulla Comunità Europea) e sono stati inglobati tutti i trattati che si erano succeduti nel corso del tempo. La Comunità Europea viene cancellata formalmente e inglobata nell’Unione Europea. Con i Trattati di Lisbona, anche la Carta dei diritti fondamentali è diventata un trattato vincolante. Carta scritta nel 2000 quando si pensava alla realizzazione ad un’unione degli stati europei in forma federale. Sono i diritti fondamentali, ma anche diritti sociali ed economici. Articolo 3, obiettivi dell’UNIONE EUROPEA
- pace, valori dell’Ue e benessere dei cittadini
- spazio di libertà sicurezza e giustizia
- mercato interno
- unione economica e monetaria
- relazioni esterne per la promozione dei suoi valori nel resto del mondo Organi dell’UNIONE EUROPEA
- Parlamento europeo : è formato dai rappresentanti dei cittadini dell’Unione Europea eletti a suffragio universale. Congiuntamente al Consiglio esercita la funzione legislativa, di bilancio e di controllo.
- Consiglio europeo : è un’istituzione dell’Unione europea, formato dai capi di stato o di governo degli stati membri, del suo Presidente e dal Presidente della commissione; è un organo collegiale di stati. Stabilisce le strategie politiche dell’Unione europea e ogni rappresentante cerca di raggiungere un bene comune ma che in qualche modo rispetti le esigenze del paese che il primo ministro rappresenta (va il primo ministro di ogni stato). Ha il compito di dare l’Unione europea gli impulsi necessari al suo sviluppo e definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali.
- Consiglio : distinto dal consiglio europeo, è un organo collegiale di stati (ogni stato è 19
rappresentato e porta avanti le istanze del proprio paese), ma vanno non i capi di stato e i capi di governo, ma vanno i ministri , è formato dai rappresentanti degli Stati membri a livello ministeriali abilitati ad impegnare il governo (ministri, sottosegretari, presidente di giunta regionale, non in rappresentanza della regione ma in rappresentanza dello Stato). (esempio: quando si deve discutere di politica estera, andrà il ministro degli esteri,etc.) Esercita congiuntamente al Parlamento la funzione legislativa in molte materie e la funzione di bilancio , in queste materie hanno una posizione paritaria, o trovano un accordo o l’atto viene annullato, il mancano accordo paralizza l’Unione europea; in altri settori decide il Consiglio (politica monetaria, politica commerciale, politica di difesa). Consiglio e Consiglio d’Europa sono organi dell’Unione europea, quando si parla di Consiglio d’Europa si intende un’organizzazione internazionale autonoma che non c’entra nulla con l’unione europea. Gli stati sono 47 (28 stati ue, e fuori dagli stati europei la Bielorussia, gli altri sono tutti rappresentati). Organizzazione diversa dall’unione europea, ha il compito di promuovere l’armonizzazione delle legislazioni in materia di democrazia , di diritti umani , di diritto. Non è da confondere con l’unione europea; dal consiglio d’europa nasce la CEDU. (convenzione europea dei diritti dell’uomo). Dal 2014 convenzione di Istanbul, impone agli stati la tutela delle donne contro la violenza, verso la violenza domestica.
- Commissione europea : promuove l’interesse generale dell’Unione e adotta le iniziative appropriate a tal fine. Per lavorare deve avere l’approvazione del parlamento europeo, ossia dei rappresentanti di tutti i cittadini dell’unione europea. È il braccio esecutivo politicamente indipendente , ha il compito di redigere le proposte di nuovi atti legislativi europei (porto l’organo che deve deliberare in una certa direzione piuttosto che un’altra); inoltre attua le decisioni del Parlamento europeo e del Consiglio.
- Corte di Giustizia dell’Unione Europea :
- Banca centrale europea
- Corte dei Conti: La UE è in grado di autofinanziarsi, senza dover aspettare che gli stati gli concedano fondi. Differenza tra Consiglio Europeo, Consiglio, Consiglio d’Europa Consiglio Europeo e Consiglio sono 2 organi dell’Unione Europea. Quando si parla di Consiglio d’Europa si intende una OI autonoma che non c'entra nulla con l’Unione Europea. UE: 28 Stati Consiglio d’Europa: 47 stati (28 stati dell’EU + altri stati). Il Consiglio d’Europa ha il compito di promuovere l’armonizzazione delle legislazioni in materia di democrazia, diritti umani e diritto. Dal esso promana la Convenzione CEDU (1950). La Corte di Strasburgo è istituita dalla convenzione CEDU; la Corte di Giustizia (Lussemburgo) è l'organo di giustizia dell’UE. Non c’entrano niente l’una con l’altra. Nel 2014 (nell’ambito del Consiglio d’Europa) è entrata in vigore anche la Convenzione di Istanbul: che impone agli stati la tutela delle donne contro la violenza (in particolare domestica). Questa convenzione istituisce anche il Comitato GRECO per il controllo e l’attuazione della Convenzione stessa.
D) L'INDIVIDUO
L'individuo come abbiamo detto prima non è un soggetto del diritto internazionale se non in determinate condizioni. Possiamo dire perciò che l'individuo gode di una soggettività limitata. Ha una posizione differente rispetto agli Stati e alle organizzazioni internazionali. Oggi è una questione molto controversa e prevale la soggettività limitata. Dobbiamo capire quali sono le norme che creano dei diritti e doveri direttamente in capo agli individui:
- norme consuetudinarie
- pattizie
- di terzo grado, ossia fonti create da accordi. 20