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Diritto Internazionale: Lo Jus Cogens e gli Obblighi Erga Omnes, Sintesi del corso di Diritto Internazionale

Diritto internazionale, riassunto del capitolo 10, Cassese

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 25/03/2021

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cap 10
lo ius cogens
nasce dall' esigenza di tutela di alcuni valori fondamentali per la comunità internazionale.
già nel XVII XVIII secolo veniva discusso circa l'esistenza di una categoria di norme
inderogabile, poste a tutela della comunità internazionale.
dopo la prima guerra mondiale e si è intensificata dopo il secondo conflitto da un lato alcuni
negavano queste norme di carattere imperativo dall'altro venne teorizzata la necessità di una
regola Che stabilisse l'invalidità dei trattati contraria norme di diritto cogente.
la CIG sostenne che tale convenzione ha un carattere universale e ha fatto ricorso anche su un
altro concetto per affermare l'esistenza di un'altra categoria di norme che riflette valori
fondamentali della comunità internazionale nel suo insieme, gli obblighi erga omnes.
il concetto non coincide con quello dello jus cogens tuttavia entrambi i concetti Mirano a
identificare una categoria di norme di importanza fondamentale, la prima nozione si concentra
sugli effetti giuridici prodotti dalle norme in particolare sulla loro inderogabilità, la categoria erga
omnes di natura solidale è più ampia e riflette la natura non sinallagmatica delle norme che
tutelano alcuni valori fondamentali. si tratta di norme che vincolano ogni stato alla comunità
internazionale nel suo complesso senza quindi creare vincoli basati sulla reciprocità.
è l'importanza dell'interesse o del diritto tutelato che conferisce carattere solidale ad alcuni
obblighi ed è sempre la stessa ragione che conferisce carattere inderogabile ad altre.
la violazione di crimini internazionali dello stato evidenzia la gravità della violazione di obblighi
erga omnes cercando di delineare possibili effetti in termini di responsabilità aggravata degli
Stati, l'obiettivo era quello di creare due regimi distinti di conseguenze dell'illecito, uno relativo
agli illeciti ordinari, e l'altro ai «crimini» dello Stato. Tuttavia, il testo adottato in via definitiva nel
2001, non contiene la distinzione tra illecito ordinario e crimine e si limita a menzionare le norme
imperative di diritto internazionale quando collega alla violazione di queste ultime alcune
specifiche conseguenze. Nel 2014 infine, la CDI ha inserito lo ius cogens tra i temi da
approfondire come oggetto di studio e ha nominato Relatore Dire Tladi, che ha finora elaborato
due rapporti. L'obiettivo della CDI è quello di investigare quattro aspetti: la natura dello ius
cogens, i requisiti per inserire una norma in tale categoria; il contenuto dello ius cogens e gli
effetti e le conseguenze prodotti dalle norme di ius cogens.
Ius cogens nella convenzione di Vienna:
La maggior parte dei paesi mostrano perplessità circa il contenuto dello jus cogens, alcuni di
questi lo vedevano come un modo per combattere il colonialismo la schiavitù il lavoro forzato
eccetera.
ma per i paesi socialisti questo costituiva il nucleo essenziale di quei principi che permettevano
e garantivano lo svolgimento delle relazioni fra gli stati con diversi sistemi economici e strutture
sociali.
elevare siffatti principi a norme inderogabili da trattati era la chiave per cristallizzare
definitivamente le regole del gioco relative alla coesistenza Pacifica fra est and ovest.
la maggior parte degli stati uccidentali con l'appoggio di taluni paesi latinoamericani afro-asiatici,
accolsero le richieste di paesi socialisti ma a condizione che fosse creato un meccanismo di
accertamento giudiziario delle norme appartenenti allo jus cogens.
siccome non esistevano criteri certi per la qualificazione di una norma generale e imperativa
come lo Ius cogens il compito fu affidato alla cig.
l'articolo 53 dopo aver stabilito che è nullo il trattato che al momento della stipulazione e
contrario una norma di jus cogens contiene una definizione delle norme appartenenti a questa
categoria:
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cap 10 lo ius cogens nasce dall' esigenza di tutela di alcuni valori fondamentali per la comunità internazionale. già nel XVII XVIII secolo veniva discusso circa l'esistenza di una categoria di norme inderogabile, poste a tutela della comunità internazionale. dopo la prima guerra mondiale e si è intensificata dopo il secondo conflitto da un lato alcuni negavano queste norme di carattere imperativo dall'altro venne teorizzata la necessità di una regola Che stabilisse l'invalidità dei trattati contraria norme di diritto cogente. la CIG sostenne che tale convenzione ha un carattere universale e ha fatto ricorso anche su un altro concetto per affermare l'esistenza di un'altra categoria di norme che riflette valori fondamentali della comunità internazionale nel suo insieme, gli obblighi erga omnes. il concetto non coincide con quello dello jus cogens tuttavia entrambi i concetti Mirano a identificare una categoria di norme di importanza fondamentale, la prima nozione si concentra sugli effetti giuridici prodotti dalle norme in particolare sulla loro inderogabilità, la categoria erga omnes di natura solidale è più ampia e riflette la natura non sinallagmatica delle norme che tutelano alcuni valori fondamentali. si tratta di norme che vincolano ogni stato alla comunità internazionale nel suo complesso senza quindi creare vincoli basati sulla reciprocità. è l'importanza dell'interesse o del diritto tutelato che conferisce carattere solidale ad alcuni obblighi ed è sempre la stessa ragione che conferisce carattere inderogabile ad altre. la violazione di crimini internazionali dello stato evidenzia la gravità della violazione di obblighi erga omnes cercando di delineare possibili effetti in termini di responsabilità aggravata degli Stati, l'obiettivo era quello di creare due regimi distinti di conseguenze dell'illecito, uno relativo agli illeciti ordinari, e l'altro ai «crimini» dello Stato. Tuttavia, il testo adottato in via definitiva nel 2001, non contiene la distinzione tra illecito ordinario e crimine e si limita a menzionare le norme imperative di diritto internazionale quando collega alla violazione di queste ultime alcune specifiche conseguenze. Nel 2014 infine, la CDI ha inserito lo ius cogens tra i temi da approfondire come oggetto di studio e ha nominato Relatore Dire Tladi, che ha finora elaborato due rapporti. L'obiettivo della CDI è quello di investigare quattro aspetti: la natura dello ius cogens, i requisiti per inserire una norma in tale categoria; il contenuto dello ius cogens e gli effetti e le conseguenze prodotti dalle norme di ius cogens. Ius cogens nella convenzione di Vienna: La maggior parte dei paesi mostrano perplessità circa il contenuto dello jus cogens, alcuni di questi lo vedevano come un modo per combattere il colonialismo la schiavitù il lavoro forzato eccetera. ma per i paesi socialisti questo costituiva il nucleo essenziale di quei principi che permettevano e garantivano lo svolgimento delle relazioni fra gli stati con diversi sistemi economici e strutture sociali. elevare siffatti principi a norme inderogabili da trattati era la chiave per cristallizzare definitivamente le regole del gioco relative alla coesistenza Pacifica fra est and ovest. la maggior parte degli stati uccidentali con l'appoggio di taluni paesi latinoamericani afro-asiatici, accolsero le richieste di paesi socialisti ma a condizione che fosse creato un meccanismo di accertamento giudiziario delle norme appartenenti allo jus cogens. siccome non esistevano criteri certi per la qualificazione di una norma generale e imperativa come lo Ius cogens il compito fu affidato alla cig. l'articolo 53 dopo aver stabilito che è nullo il trattato che al momento della stipulazione e contrario una norma di jus cogens contiene una definizione delle norme appartenenti a questa categoria:

un trattato è nullo se al momento della sua conclusione è in contrasto con una norma imperativa di diritto internazionale generale. ai fini della presente convenzione una norma imperativa di diritto internazionale generale è una norma accettata è riconosciuta dalla comunità degli Stati nel suo complesso come una norma cui non è consentita alcuna deroga e che può essere modificata solo da una norma successiva di diritto internazionale generale della stessa natura. l'articolo 53 della convenzione di Vienna integrato con il 64: nel caso in cui emerga una nuova norma imperativa di diritto internazionale generale ogni trattato esistente che in contrasto con tale norma diviene Nullo e si estingue. secondo un giurista Jimenez de Arechaga, questo definizione non coglie la sua vera essenza giacche essa fa riferimento agli effetti giuridici di una regola e non alla sua natura, non è che certe regole siano regole di jus cogens perché non possono essere derogate ma piuttosto nessuna deroga È consentita perché hanno carattere cogente. agli articoli 53 e 64 si affianca l'articolo 66 che prevede la possibilità di ricorso unilaterale alla CIG con riferimento a controversie relative alla determinazione del contenuto dello ius cogens, se le parti non raggiungono una soluzione nel termine di 12 mesi dalla data in cui è stata sollevata l'obiezione ciascuna delle parti con richiesta scritta può sottoporre tale la corte di giustizia. nonostante questo è difficile opporsi ad una regola jus cogens a causa dei vari fattori politici diplomatici o psicologici di uno stato.

  1. limiti della convenzione di Vienna, da un lato esistono norme i principi fondamentali inderogabili, dall'altro è possibile invocare il rispetto di tali norme e principi soltanto in circostanze eccezionali questi limiti sono oggi attenuati da due Fattori, in primo luogo, si può affermare che il diritto consuetudinario consente anche agli Stati che non sono parti ad un trattato di invocare La nullità per contrasto con una norma imperativa. si può ricordare che nel 79 gli Stati Uniti sostennero che un accordo tra URSS e Afghanistan se interpretato in modo da autorizzare l'intervento sovietico in Afghanistan doveva essere considerato nullo in quanto alla norma imperativa che proibisce la minaccia o l'uso della forza. in secondo luogo si è progressivamente formato unaa norma consuetudinaria sullo ius cogens, corrispondente all'articolo 53, a dimostrazione dell'esistenza di questa si possono citare numerose manifestazioni della prassi, come il largo consenso in merito a queste norme, l'esistenza di questo consenso si desume non soltanto dagli articoli 53 64 e 66 ma anche dalle dichiarazioni espresse nel corso della conferenza. la norma consuetudinaria sullo ius cogens produce effetti nei confronti degli Stati che non hanno la ratificato la convenzione di Vienna macché sono parti contraenti ad un trattato di cui si sostenga la contrarietà ad una norma imperativa, questo norma riconosce l'esistenza di progetti internazionali dotati di efficacia giuridica superiore a tutte le altre norme internazionali e dunque invalidanti tutte le norme internazionali con essi in contrasto. la norma consuetudinaria sullo jus cogens produce effetti nei confronti degli Stati che non hanno ratificato la convenzione di Vienna macché sono parti contraenti ad un trattato di cui si sostenga la contrarietà ad una norma imperativa.lo stato che invoca La nullità di un trattato per contrarietà allo ius cogens deve poi essere pronto a sottoporre le proprie pretese all'accertamento giudiziale o arbitrale di un terzo. gli stati o lo stato trattato in questione possono contestare la pretesa di nullità rifiutare in tal caso non sarà possibile costringere gli stati all'accertamento giudiziario arbitrale. lo stato che invocano l'età non avrà altro rimedio se però l'applicazione del trattato comportasse la violazione di una norma imperativa Esso potrà far valere tutte le conseguenze previste dal regime aggravato di responsabilità. a casa della contrarietà ad una norma imperativa un tribunale internazionale può dichiarare una

non è mai accaduto che gli stati abbiano invocato la nozione di jus cogens per annullare un trattato questo perché lo Ius cogens ha una funzione deterrente ovvero da una parte gli stati ancora oggi si dimostrano riluttanti a far valere le violazioni delle norme internazionali cogenti sono inclini ad agire solo per il soddisfacimento dei propri interessi nazionale, dall'altra parte però questo enorme guidano e possono incanalare la condotta degli Stati. la giurisprudenza internazionale ed interna senta l'unica si è fatto ricorso alle norme Ius cogens in questioni diverse da quelle dei trattati: materia di riconoscimento di Stati, si è affermato che quando nuovo stato si forma in violazione di norme cogenti gli altri stati hanno l'obbligo di non procedere al riconoscimento. l'esistenza di una determinata norma di jus cogens in buone ad uno stato di rifiutarsi di dare applicazione ad un trattato nel caso in cui l'adempimento potrebbe concretare una violazione della norma cogente, ad esempio uno stato deve rifiutarsi di adempiere all'obbligo di estradizione previsto da un trattato ti estradizione se la persona richiesta rischia di essere sottoposta ad atti di tortura. lo Ius cogens è stato anche richiamato come stai colo all'applicazione delle decisioni e all'azione del consiglio di sicurezza. si è affermato che le norme di skogens abbiano l'effetto di rimuovere l'immunità degli stati dalla giurisdizione estera in relazione alle controversie concernenti la presunta violazione di una di queste norme. in materia di crimini internazionali le norme che proibiscono tali crimini ah perfetto la attribuzione della giurisdizione penale universale degli Stati per la loro repressione. infine un altro effetto dello jus cogens è quello di impedire l'applicazione o di adottare misure per annullare le norme nazionali manifestamente contrastanti. è il caso delle leggi nazionali di amnistia per i crimini internazionali o di leggi o altra normativa nazionale che implicitamente autorizzano il ricorso alla tortura.