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Sbobine delle lezioni della Professoressa Silvia tondini Cagli del corso di consulente del lavoro delle relazioni aziendali.
Tipologia: Dispense
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Si deve effettuare una distinzione tra Reati di danno : è un reato per la cui esistenza, il legislatore richiede che sia recato un danno effettivo a un bene giuridico,creazione di effettiva lesione al bene giuridico Reati di pericolo : reati in cui il legislatore punisce delle condotte, che semplicemente creano un pericolo per il bene giuridico, per anticipare la lesione del bene Es associazione x delinquere, Chiunque partecipi ad una associazione con il fine di commettere dei delitti che non necessariamente devono poi realizzarsi, La punibilità di questo fatto non è basata su una lesione effettiva dell’ordine pubblico perché semplicemente c’è un’associazione che non crea davvero una lesione all’ordine pubblico quanto però può metterlo in pericolo—> dunque è un’ipotesi di reato di pericolo Tutte le fattispecie di reato contenute nel titolo “delitti contro la pubblica incolumità”, cioè l’integrità fisica, la salute, la vita di un numero indeterminato di persone (es incendio, valanga, disastro ambientale) sono fattispecie che sono tutte fattispecie di pericolo. Sarebbe difficile anche imputare danni effettivi all’incolumità pubblica ma sono danni che possono per la tipologia fonti gravità essere pericolosi perché creano probabilità di lesioni all’incolumità di un numero indeterminato di persone. Es2. cagionare un incendio , si anticipa la soglia di tutela per prevenire la lesione effettiva. L’omessa valutazione del rischio, da parte del datore di lavoro è punibile: il bene giuridico di riferimento è la sicurezza del lavoratore -> si crea un pericolo per la sicurezza, anche l’omissione di soccorso è un reato di pericolo. PRINCIPIO DI COLPEVOLEZZA = Secondo un diritto penale conforme ai principi penali democratici non si può attribuire penalmente un fatto ad un soggetto per lo più commesso materialmente se non
Il concetto di bene giuridico e le teorie del bene giuridico si sono succedute nel tempo e sono tantissime. Un passaggio sicuramente rilevante ed è quello che si ha nei primi anni del 900. Noi abbiamo Arturo Rocco che scrive un’opera nel 1913 che si chiama “oggetto del reato e della tutela giuridica penale” che si occupa di capire quale deve essere l’oggetto della tutela penale. Arturo Rocco apparteneva a un indirizzo culturale e filosofico del tecnicismo giuridico e fondamentalmente rifiutava tutte le implicazioni di carattere sociologico, si atteneva solo alle norme, qui si opera una formalizzazione del bene giuridico. Per Arturo Rocco è bene giuridico fondamentalmente quello che la norma penale tutela. Qui siccome può esiste una norma penale che punisce l’aggressione al patrimonio ad esempio il reato di furto vuol dire che il patrimonio è un bene giuridico, un interesse meritevole di tutela penale desumibile dal fatto che vi è una norma che lo protegge. E’ chiaro che questo modo di interpretare il bene giuridico agganciato alla norma non ha nessun tipo di effetto limitativo,è Il legislatore che crea il bene giuridico. Qui non c’è un riferimento extra normativo, qui il legislatore che decide. È evidente che questo meccanismo non vincola affatto il legislatore perché è lui che sceglie e non ha nessun vincolo esterno nella scelta—> l’idea di bene giuridico perde la sua funzione originaria di l’idea di bene giuridico perde la sua funzione originaria di limite. Questo processo di formalizzazione tipico degli Stati autoritari si accende nel corso degli anni e diventa estremo nei periodi del totalitarismo, si pensi al fatto che nello stato nazionale socialista soprattutto in Germany l’oggetto di tutela pena era la fedeltà al regime. I reati quindi erano violazioni di doveri di fedeltà, oppure pensiamo al reato che era fondamentalmente la violazione di un sano sentimento popolare Dello Stato etico, qui il concetto sfuma. La concezione limitativa e critica originaria del bene giuridico torna in auge e si riafferma sia in Germania che in Italia anni 60 70. In Italia ad opera di uno dei più grandi giuristi, professore anche a Bologna che fu Franco briccola, viene recuperata l’idea di trovare una accezione al significato di bene giuridico che sia in qualche modo pre normativo e che quindi possa vincolare il legislatore quando sceglie di criminalizzare determinati comportamenti—> questo luogo pregiudicò e questo riferimento vincolante per il legislatore viene trovato nella costituzione, e nasce la teoria del bene giuridico costituzionalmente rilevante. In particolare questa impostazione è un’impostazione che reinterpreta il diritto penale e i reato alla luce dei valori costituzionali, la carta costituzionale diventa dunque un punto di riferimento essenziale nella reinterpretazione del diritto penale e del reato. Questa teoria dice che : la costituzione e alcune norme specifiche della costituzione che si occupano esplicitamente della materia penale (art 25,2 comma principio di legalità’ E il principio di riserva di legge, principio di personalità della responsabilità penale art 27 ,1comma, la finalità rieducativa della pena art 27,3 comma), sono tutte norme che tengono ad un unico scopo in definitiva cioè ristringere al massimo l’uso della sanzione penale e delimitare il più possibile l’uso della sanzione penale garantendo il famoso principio di extrema ratio, stretta necessità, sussidiarietà del sistema penale. A ciò si aggiunge art 13 cost che tutela la libertà personale come diritto inviolabile, quindi da un’interpretazione sistematica di questi articoli della costituzione, autori successivi arrivano a ritenere che la sanzione penale è legittima, e il potere politico potrà intervenire con un divieto penalmente sanzionato solo laddove sarà necessario per proteggere beni che abbiano una rilevanza pari o superiore o poco inferiore rispetto alla libertà personale che attraverso il reato e la sanzione penale viene sacrificata. Quindi tutta l’interpretazione sistematica della costituzione di queste norme costituzionali e in particolare in rilievo dell’articolo 13, quindi alla libertà personale ruota intorno a questo concetto—> saranno e possono essere beni giuridici meritevoli di sanzione penale solo quei valori che hanno rilievo di fatto costituzione, valori che noi possiamo ricondurre anche alla cost. Vantaggio dell’interpretazione :
ma vengono già trovati in un luogo che è preesistente alla legge ordinaria che è la costituzione
È un principio che si scompone di 3 sotto-principi -> da un lato sono principi che hanno una propria autonomia, ovvero hanno un contenuto autonomo rispetto al principio di legalità, e dall’altro hanno una funzione specifica che concorre alla certezza del diritto, alla garanzia politica della limitazione dei poteri punitivi dello Stato. Tutti insieme vanno a formare e integrare quest’idea di legalità formale: RISERVA DI LEGGE TASSATIVITA’/DETERMINATEZZA IRRETROATTIVITA’ 1 sotto principio del P. DI LEGALITÀ’* : PRINCIPIO DI RISERVA DI LEGGE = è quel principio secondo il quale è riservata /attribuita esclusivamente alla legge la facoltà di delineare, di regolamentare la materia penale, di definire la fattispecie di reato, scegliere fare scelte di criminalizzazione di determinati comportamenti ( quindi definire quali comportamenti costituiscono reato) e deve scrivere una fattispecie di reato ,un fatto di reato (un fatto che per poter essere effettivamente punibile dovrà poi corrispondere alla descrizione astratta contenuta nella norma penale incriminatrice). La materia penale è riservata alla legge. Solo la legge ha la possibilità/è legittimata a disciplinare la materia penale -> la fattispecie di reato può essere introdotta solo dalla legge. Che cosa si intende per legge? In primo luogo, quando si parla di legge, si fa riferimento al Parlamento. Vuole garantire i cittadini rispetto a eventuali possibili abusi di potere da parte del Governo (potere esecutivo). Possono esserci due conseguenze: Questo principio di riserva di legge ha una funzione politica : riserva solo all’organo democratico per eccellenza ( Parlamento , che rappresenta tutti i cittadini, sia le maggioranze sia le minoranze, perché si vuole andare a tutelare la libertà e la dignità dell’individuo), il potere di legiferare in materia penale -> la scelta di criminalizzare determinati comportamenti. In quest’ottica la riserva di legge va a rappresentare l’espressione massima del principio della separazione dei poteri (garanzia nei confronti dei possibili abusi del potere esecutivo che è invece interesse solo della maggioranza).
2* Problema: possono le leggi secondarie intervenire? Scegliere i confini di una fattispecie criminosa? Bisogna individuare il rapporto tra la legge in senso ordinario (fonte primaria) e le eventuali fonti subordinate, quindi bisogna andare a individuare qual è il ruolo delle fonti secondarie. La riserva di legge può essere intesa secondo 3 accezioni : Riserva di legge assoluta : non c’è nessuno spazio per le fonti secondarie -> tutto, ovvero la definizione della fattispecie di reato, individuazione della condotta punibile (individuazione del precetto di ciò che è vietato e non), e la definizione della sanzione deve essere ad appannaggio della legge ordinaria. Da un lato offre maggiormente garanzia sul piano dei diritti , ma può presentare dei problemi, perché il procedimento di formazione della legge, normalmente è molto lungo e lento- -> emanare una legge che poi deve entrare in vigore, deve essere promulgata ecc. è un procedimento che richiede tempo. Ci possono essere situazioni in cui la necessità o le modifiche possono intervenire dal punto di vista della realtà concreta hanno bisogno di una normazione più rapida. Es. legge che punisce in tema delle sostanze stupefacenti lo spaccio e il commercio di queste -> è una normativa che è in continua evoluzione, perché si scoprono nuove sostanze stupefacenti o comunque diventano frequenti usi di sostanze stupefacenti. Quindi ogni volta che si ha una modifica, i tempi della giustizia sarebbero arretrati rispetto alle esigenze di politica criminale. Riserva di legge relativa : (accezione di riserva di legge+ estesa) basta in qualche misura che sia la legge primaria a indicare o dei principi generali, o le indicazioni di massima del fatto punibile, e lascia ad una fonte secondaria ( es. atto amministrativo ), l’individuazione in concreto di una condotta punibile. Secondo qualcuno basta che la legge primaria stabilisca la sanzione e rinvii ad es. all’atto amministrativo la definizione dell’atto punibile/condotta in concreto punibile. Ci possono essere varie tipologie, il Parlamento può abdicare totalmente il suo ruolo: la legge si limita a rinviare al regolamento per la formulazione del precetto e per la determinazione delle relative sanzioni -> si opera un rinvio a una fonte secondaria che determina sia il precetto (condotta punibile), sia la sanzione. Oppure la legge può rinviare al regolamento solo per taluni elementi della fattispecie. Questa riserva di legge relativa, in cui assume un forte significato la legge secondaria, perde di significato, viene meno il fondamento che è alla base di questo principio -> NEL NOSTRO ORDINAMENTO SI RIGETTA L’IPOTESI DI UNA RISERVA DI LEGGE RELATIVA (nn vi è la possibilità di attribuire compiti così’ invasivi alle fonti secondarie). Nb! SOTTESO AL PRINCIPIO DI RISERVA DI LEGGE c’è che le scelte su quali fatti debbano rivestire rilevanza penale quali no devono essere appannaggio comunque del Parlamento. Allora come si ovvia ai limiti che pone la riserva assoluta sulla praticabilità? Si media con un INTERPRETAZIONE MEDIANA TRA LE CONTRAPPOSTE TESI ESTREME—> NEL NS ORD PUÒ’ ESSERE ACCOLTA : Riserva di legge tendenzialmente/RELATIVAMENTE assoluta (ruolo circoscritto della fonte secondaria che va a integrare la fonte primaria con dati tecnici che di fatto nn incidono sulla determinazione del fatto punibile): la fonte primaria deve indicare i principi generali o le indicazioni di massima del fatto punibile (la condotta punibile e la sanzione devono essere individuabili dalla legge -> la fattispecie deve essere già definita) , e lascia alla fonte secondaria l’integrazione di dati tecnici ( es. per quanto riguarda le sostanze stupefacenti, sarà il Ministero della Salute a indicare l’elenco delle sostanze che vengono richiamate dalla norma penale ).
Es. di norme da sempre considerate problematiche—> nn sempre è così’ nel ns ord ci sn tante ipotesi di reato che demandano a fonti secondarie molto di + alla integrazione di dati tecnici. Art. 650 del C.P. “Inosservanza dei provvedimenti dell’autorita’”: Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ ammenda fino a euro 206 (epoca Covid—>quest’articolo disciplina una contravvenzione in quanto si parla di ammenda, questa condotta è rinviata nella sua definizione all’autorità amministrativa): prototipo di NORMA PENALE IN BIANCO: si parla di norme penali in bianco = norme penali che danno una cornice di elementi nelle definizione della condotta punibile, ma rinviano a un'altra norma( atti amm,protocolli,allegati) , che può essere secondaria, per la definizione concreta della fattispecie —> non è del tutto definita la condotta penale+ problema di tassatività e determinatezza perché la norma penale nn è del tt comprensibile (mal strutturata) il fatto della norma penale + problema della compatibilità cn la risorsa di legge xchè la condotta punibile è delegata a un altro organo (amm). SOTTOPOSTE A MOLTI GIUDIZI DI COST x 2 problemi: -riserva di legge, quando rinvia alla fonte secondaria
“ Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato 25 Cost.. Nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali(2)(3). Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente la pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria, ai sensi dell'articolo 135(4). Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo(5), salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile 648 c.p.p.. Se si tratta di leggi eccezionali o temporanee, non si applicano le disposizioni dei capoversi precedenti(7). Le disposizioni di questo articolo si applicano altresì nei casi di decadenza e di mancata ratifica di un decreto- legge(8)^ e nel caso di un decreto-legge convertito in legge con emendamenti.”