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Diritto Comparato: Nozioni Fondamentali e Confronti tra Sistemi Giuridici, Appunti di Diritto Privato Comparato

Appunti di Diritto Privato Comparato

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 06/07/2017

alessandro-garzone
alessandro-garzone 🇮🇹

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CAPITOLO PRIMO
NOZIONE DI DIRITTO COMPARATO
L’ATTIVITA’ DI COMPARAZIONE E LA SUA METODICA
Il diritto comparato è la branca del diritto che studia i diversi ordinamenti giuridici esistenti,
comparandoli tra loro.
Lo studio riguarda soprattutto le famiglie di common law e di civil law.
L’attività di comparazione può avvenire in due modi differenti, a tal proposito si distingue tra
macrocomparazione e micro comparazione.
Nella macrocomparazione gli oggetti della comparazione sono il modo di intendere il diritto, lo
studio delle fonti del diritto , il ruolo dei giudici e degli avvocati.
Per micro comparazione, invece, si fa riferimento ai singoli istituiti o problematiche giuridiche.
Il diritto comparato si suddivide in:
1. Diritto pubblico comparato,
2. Diritto privato comparato
3. Diritto penale comparato
Differenze tra diritto comparato e diritto internazionale privato:
mentre il diritto comparato è un campo di studi e di ricerca, il diritto internazionale privato è
il diritto interno di uno stato.
Differenza tra diritto comparato e storia del diritto :
la storia comparativa si può definire come comparazione giuridica verticale e il diritto
comparato come comparazione giuridica orizzontale.
Differenza tra diritto comparato e sociologia:
la sociologia del diritto si occupa dei nessi causali tra diritto e società. Quindi, mentre la
scienza giuridica si occupa della normatività degli ordinamenti, la sociologia giuridica si
interessa del diritto inteso come fatto storico.
Distinzione tra diritto comparato e diritto internazionale pubblico:
il diritto internazionale pubblico è un vero e proprio diritto sovranazionale ed universale.
Il diritto straniero è la fase nella quale si studiano i diritti dei vari paesi.
La comparazione può essere definita come un’attività circolare che aiuta a
comprendere le regole di diritto di ogni ordinamento giuridico.
Il metodo comparativo, mostrando l’esistenza di concetti e categorie comuni ai vari
sistemi giuridici, promuove l’armonizzazione del diritto europeo.
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Scarica Diritto Comparato: Nozioni Fondamentali e Confronti tra Sistemi Giuridici e più Appunti in PDF di Diritto Privato Comparato solo su Docsity!

CAPITOLO PRIMO

NOZIONE DI DIRITTO COMPARATO

L’ATTIVITA’ DI COMPARAZIONE E LA SUA METODICA

Il diritto comparato è la branca del diritto che studia i diversi ordinamenti giuridici esistenti, comparandoli tra loro. Lo studio riguarda soprattutto le famiglie di common law e di civil law. L’attività di comparazione può avvenire in due modi differenti, a tal proposito si distingue tra macrocomparazione e micro comparazione. Nella macrocomparazione gli oggetti della comparazione sono il modo di intendere il diritto, lo studio delle fonti del diritto , il ruolo dei giudici e degli avvocati. Per micro comparazione, invece, si fa riferimento ai singoli istituiti o problematiche giuridiche. Il diritto comparato si suddivide in:

  1. Diritto pubblico comparato,
  2. Diritto privato comparato
  3. Diritto penale comparato Differenze tra diritto comparato e diritto internazionale privato: mentre il diritto comparato è un campo di studi e di ricerca, il diritto internazionale privato è il diritto interno di uno stato. Differenza tra diritto comparato e storia del diritto : la storia comparativa si può definire come comparazione giuridica verticale e il diritto comparato come comparazione giuridica orizzontale. Differenza tra diritto comparato e sociologia: la sociologia del diritto si occupa dei nessi causali tra diritto e società. Quindi, mentre la scienza giuridica si occupa della normatività degli ordinamenti, la sociologia giuridica si interessa del diritto inteso come fatto storico. Distinzione tra diritto comparato e diritto internazionale pubblico: il diritto internazionale pubblico è un vero e proprio diritto sovranazionale ed universale. Il diritto straniero è la fase nella quale si studiano i diritti dei vari paesi. La comparazione può essere definita come un’attività circolare che aiuta a comprendere le regole di diritto di ogni ordinamento giuridico. Il metodo comparativo, mostrando l’esistenza di concetti e categorie comuni ai vari sistemi giuridici, promuove l’armonizzazione del diritto europeo.

CAPITOLO SECONDO

IL FUNZIONALISMO E LA CIRCOLAZIONE DEI MODELLI

Renè David fu il primo ad individuare le tre grandi famiglie giuridiche contemporanee:

  • La tradizione romanico- germanica , basata sul ruolo centrale della legge;
  • La famiglia del common law , basata sulle pronunce giurisprudenziali;
  • La famiglia socialista, che appartiene ai paesi di derivazione comunista che contrastano la proprietà privata. Oggigiorno , si è affermata la nuova concezione del comparatismo giuridico che si basa sulla circolazione dei modelli. Secondo il pensiero funzionalista, elaborato da Emile Durkheim, i fenomeni sociali si comprendono solo valutando la funzione a cui assolvono. Il diritto si troverebbe, così, a soddisfare ovunque gli stessi bisogni. IL DIRITTO COMPARATO NEL MONDO GLOBALIZZATO La globalizzazione si è già attuata con la nascita dell’unione europea, l’eliminazione delle barriere al libero commercio, i mercati comuni. Un altro aspetto della globalizzazione è costituito dallo sviluppo delle tecnologie. La globalizzazione costringe il giurista a considerare un contesto transnazionale. Il diritto comparato e la comparazione rappresentano il metodo ideale per rispondere a questa domanda di trans nazionalità. Anche nel mondo giuridico esiste un diritto globalizzato accanto al settore nazionale. IL PLURALISMO GIURIDICO Il pluralismo giuridico è lo strumento a cui si ricorre per l’interpretazione della realtà giuridica e per riflettere sulle dinamiche della globalizzazione nelle prospettive più diverse. Può essere utile anche per comprendere i processi produttivi tipici dei beni di consumo di massa. Il giurista comparatista deve infatti domandarsi chi governa questi processi e quali istituzioni giuridiche ne sono coinvolte. LA SCUOLA STORICA COME OSTACOLO ALLA NASCITA DEL DIRITTO COMPARATO Nel XIX secolo è stato merito della scuola storica aver favorito la nascita del diritto comparato. La scuola storica fu fondata da Savigny , il quale era critico sia nei confronti del giusnaturalismo che del positivismo. Egli affermava che l’idea del codice dovesse essere superata, poiché il vero fondamento del diritto civile doveva riconoscersi nella naturale dipendenza del diritto dai costumi e dallo spirito di ciascun popolo. Il diritto è da ritenersi in continua evoluzione e trasformazione. Il modo corretto di procedere per

IL MODELLO DI COMMON LAW

Il sistema di common law è un modello di ordinamento giuridico di origine anglosassone, basato sulle decisioni giurisprudenziali. Cioè sul modello di precedente giurisprudenziale attraverso il quale i giudizi vengono stabiliti sulla base di altre precedenti sentenze basate su casi tra loro molto simili. L’espressione common law in senso stretto indica il diritto elaborato dalle corti regie in contrapposizione all’Equity. L’Equity è un’esperienza giuridica nata a partire dal 1066, ovvero dalla conquista dei normanni. Prima dell’invasione vigevano consuetudini locali, non scritte. Per risolvere le controversie si ricorreva ai mezzi di prova, come il giuramento e l’ordalia. Il giuramento o compurgation era il principale mezzo di prova: l’imputato che voleva sostenere le sue tesi doveva giurare. L’ordalia era, invece, prevista per coloro che non potevano giurare. A partire dal 1066, Guglielmo il Conquistatore introdusse il feudalismo inglese, tipico rapporto tra il re e i suoi sudditi, e suddiviso su tre livelli:

  1. Il re, proprietario originario di tutte le terre del regno,
  2. I diretti vassalli del re
  3. I vassalli del lords. In tale periodo storico, l’Inghilterra aveva più ordinamenti giuridici ciascuno con una propria giurisdizione: oltre alla curia legis , vi erano quella locale dei Lords e quella ecclesiastica. La curia legis aveva un ruolo superiore in tre ipotesi:1) amministrazione dei Pleas of the Crown per le questioni che riguardavano il re, controllo sulle corti feudali, amministrazione della giustizia fra i Lords. Sotto il regno di Enrico III tre corti di common law si separarono dalla Curia Regis: king’s Bench con funzioni penali, la Court Of Common Pleas con funzione di giurisdizione civile, e l’Exchequer che giudicava casi tributari. Il potere di amministrare la giustizia del caso concreto restò nelle mani del cancelliere del re. Con la riforma della Magna Assise da parte di Enrico II, nasce la netta divisione tra punto di fatto, di competenza della giuria, e punto di diritto, di competenza del giudice. Nello stesso periodo iniziò la pratica dello Stare decisis ovvero del precedente. Gli avvocati preparavano il punto di fatto giuridicamente rilevante da far decidere alla giuria. (istituto del pleading) Nel sistema penale l’accusa presentava i fatti ascritti all’imputato, quest’ultimo poteva rispondere mediante il Plea of innocence e dunque negando i fatti o confessando. In epoca Tudor, molti contendenti si rivolgevano al cancelliere del re che amministrava la giustizia nel caso concreto. Il diritto così prodotto fu denominato Equity.

I rimedi d’Equity erano l’esecuzione in forma specifica e la tutela inibitoria. Frutto dell’equity è anche l’istituto del Trust. La giurisdizione d’Equity fu a lungo vista come una minaccia da parte dei giudici di Common law per tre ragioni:

  1. La lotta per la giurisdizione
  2. I pericoli di politicizzazione
  3. Il pericolo dell’arbitrarietà delle decisioni del Cancelliere Alla fine le differenze tra i due processi erano solo formali: i giudici di cancelleria potevano applicare solo gli istituti creati dall’Equity e non quelli di common law e viceversa. Con La riforma delle corti il potere giudiziario fu accentrato nella Hight Court Of judicature, che al suo interno prevedeva una Hight Court of Justice ed una corte of appeals. Le form of action non erano più in uso, ciò che veniva effettivamente utilizzato erano i writs. Il writ era un ordine scritto inviato dal Re al suo funzionario, lo sceriffo. In esso erano riassunte le pretese dell’attore, il tipo di lesione, la decisione da seguire per ottenere una decisione. La creazione di un nuovo tipo di Writ diede vita ad un nuovo tipo di azione (form of action). IL PRINCIPIO DELLO STARE DECISIS Lo Stare decisis (rimanere su quanto deciso) è un principio generale dei sistemi di common law, in forza del quale il giudice è obbligato a conformarsi alla decisione già adottata in una precedente sentenza che riguardava un caso simile. Della sentenza precedente è vincolante solo la ratio decidenti, ossia la norma giuridica specifica desumibile dalla sentenza, e non l’obiter dicta, cioè le altre parti della sentenza. La formula dello stare decisis venne utilizzata per la prima volta nel 1670 dal giudice Hale. Le norme prodotte dalla giurisprudenza costituiscono la Common Law, che si contrappone allo Statute law, costituita, invece dalle norme prodotte dal legislatore. È opportuno distinguere lo stare decisis orizzontale da quello verticale: il primo si ha quando il giudice si conforma da una precedente pronuncia già emanata dal suo stesso ufficio; il secondo si ha quando il giudice si conforma d una precedente pronuncia di un giudice a lui superiore. Nel primo caso il giudice non è sempre tenuto a rispettare il precedente,(è obbligato in Gran Bretagna, non lo è il Giudice americano) invece ,nel caso di stare decisis verticale il giudice inferiore è obbligato a seguire il precedente del giudice superiore. Il giudice, però, non è vincolato dalle pronunce precedenti se ritiene che il caso a lui sottoposto sia diverso da quello deciso nelle sentenze precedenti. IL SISTEMA GIURIDICO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA Gli Stati Uniti D’America sono una repubblica federale di tipo presidenziale. Il diritto si basa sulla costituzione.

In ciascun distretto giudiziario è presente una Corte d’Appello che giudica sui ricorsi che provengono dai tribunali del distretto. La Corte Suprema è composta da un presidente e da otto giudici, giudica solo i casi in cui le corti d’appello sono in disaccordo o i casi che presentano importanti questioni costituzionali. Oltre ai tribunali federali, troviamo anche i Tribunali statali che si occupano della maggioranza delle controversie, sono divisi in : tribunali di prima istanza, corti d’appello e una corte suprema dello Stato. Lo svolgimento del processo civile prevede le seguenti fasi:

  • Notifica dell’atto di citazione
  • Scambio di note difensive (pleadings)
  • Fase predibattimentale(pre-trial)
  • Dibattimento (trial)
  • Sentenza. CAPITOLO QUARTO IL PRECEDENTE GIUDIZIARIO VINCOLANTE La dottrina del precedente vincolante (stare decisis) nasce nei paesi anglosassoni nel
  1. Infatti nei paesi di common law il diritto è di origine giurisprudenziale e il giudice assume un ruolo centrale, infatti, non ci sono norme generali e astratte , ma solo sentenze che diventano vincolanti. Al contrario il sistema di civil law nasce in Francia con il codice napoleonico, è un diritto di fonte legislativa in cui il giudice è un mero esecutore della legge. Oggi questa netta divergenza tra i due sistemi sta diventando più sottile. Ormai anche nel nostro ordinamento si nota la forza vincolante che assumono le pronunce della Corte di Cassazione. CARATTERI ED EFFETTI DELLA REGOLA DEL PRECEDENTE La regola del precedente impone al giudice che deve decidere una controversia di seguire le decisioni prese su casi analoghi dai giudici gerarchicamente superiori. Il precedente può essere:
  • Vincolante
  • Persuasivo Dopo la legge della JUDICATURE ACTS il precedente ha assunto una forza vincolante molto forte: un giudice è tenuto ad applicare il precedente anche se lo ritiene sbagliato. La regola del precedente è stata adottata per due esigenze:
  1. Garantire la certezza del diritto
  2. Per un’esigenza di uguaglianza di fronte alla legge. Il precedente è vincolante quando il giudice è obbligato a seguirlo. È persuasivo quando il giudice è obbligato a cercare, a conoscere , ma non necessariamente a seguire.

Diversa dal precedente è la nozione di cosa giudicata. L’effetto di cosa giudicata è un normale effetto di qualsiasi sentenza quando questa non è più soggetta ad impugnazione. Occorrono due condizioni perché possa avere effetto vincolante la regola del precedente: 1)deve essere chiara la gerarchia tra le corti 2)Devono esserci dei supporti cartacei che rendono conoscibili le sentenze. Gerarchia delle corti: HOUSE OF LORDS COURT OF APPEAL HIGH COURT COUNTY COURTS MAGISTRATES COURTS LA RATIO DECIDENDI La ratio decidendi è una regola senza la quale il caso sarebbe stato deciso diversamente e che si trova all’interno del precedente. La corte attraverso un procedimento di tipo induttivo, scarta tutti gli obiter dicta per cogliere il principio giuridico, poi applica questo principio al nuovo caso attraverso un procedimento deduttivo. Il ragionamento che consiste nel distinguere fra ratio decidendi e obiter dicta si chiama TECNICA DELLE DISTINZIONI OVERRULING: Si ha quando una corte successiva di grado superiore si discosta da un precedente emesso da una corte di pari grado o di grado inferiore. PROSPECTIVE OVERRULING: SI ha quando la corte formula un principio di diritto nuovo ma gli dà effetti solo per il futuro. ANTICIPATORY OVERRULING: è tipica degli Stati Uniti e consiste nel fatto che una corte non segue un precedente nella convinzione che la Corte suprema abbia abbandonato quel precedente. Il precedente può essere applicato in due modi e in tal senso si distingue tra:

  1. Precedente seguito: quando non viene modificata la ratio decidendi
  2. Precedente applicato: quando viene modificata la ratio decidendi. LA DIVERSA EFFICACIA DEL PRECEDENTE NEGLI USA Nel sistema americano opera in modo vincolante solo lo stare decisis verticale (pronunce emanate dallo stesso ufficio), non quello orizzontale. Ad esempio la corte suprema degli Stati Uniti può discostarsi dalle sue precedenti pronunce

In Argentina il consenso di entrambi i coniugi è ormai richiesto per gli atti di disposizione sui beni immobili, mobili registrati, partecipazioni societarie. In certi sistemi , tra cui la Francia, è addirittura previsto un dovere di consultazione per gli stessi coniugi viventi in regime di vera e propria separazione dei beni con riferimento agli atti di disposizione compiuti da un coniuge su alcuni dei suoi beni personali. In Germania , il coniuge che amministra i beni della comunione ha bisogno del consenso dell’altro coniuge per effettuare una promessa di donazione sui suoi beni personali. Ritornando agli USA, sono presenti nel sistema americano divieti per uno dei coniugi di effettuare atti di disposizione senza il consenso dell’altro coniuge. Un primo gruppo di divieti riguarda la moglie, altri si riferiscono all’ homestead: cioè a quell’insieme di beni che sono necessari per la vita e la sopravvivenza della famiglia. In alcuni Stati sono ancora previsti il dower, che è il diritto di futura successione ereditaria che la moglie acquistava su un terzo dei beni del marito, e il Curtesy che è il corrispondente diritto del marito sui beni della moglie. Tali diritti in Inghilterra sono stati aboliti nel 1925. CAPITOLO SESTO (lezione VII) IL DIRITTO UNIFORME In una transazione commerciale con un controparte straniera è necessario la redazione di un contratto di compravendita internazionale. La vendita internazionale è regolata dalla convenzione di Vienna del 1988, che si applica a tutte le vendite di beni mobili tra parti che hanno sede in diversi stati che hanno aderito alla convenzione. Se la controparte è residente in uno stato che ha aderito alla convenzione, l’applicazione della stessa sarà automatica. Se, invece, la controparte appartiene ad uno stato che non ha aderito alla convenzione allora questa troverà applicazione solo se le norme di diritto internazionale privato portano ad applicare la legge di un paese contraente. Già a partire dall’800 si comincia a sentire l’esigenza di creare un diritto privato uniforme. Una tappa importante è stata la convenzione dell’Aja del 1925. Alcune convenzioni si limitano a dettare principi unitari che però non trovano un applicazione diretta negli stati. Altre convenzioni invece, una volta ratificate dai singoli stati diventano direttamente applicabili al loro interno. È il caso della convenzione di Vienna. Quest’ultima però non considera la validity del contratto che resta regolato dal diritto nazionale che risulta applicabile. Elementi per la redazione del contratto:

  1. Parti contraenti
  2. Caratteristiche dei prodotti
  3. L’importo e la moneta in cui è espresso il prezzo
  1. Le modalità di trasporto
  2. La legge applicabile
  3. Interessi in caso di ritardato pagamento Il ricorso alle norme di diritto uniforme deve prevalere su quelle avente ad oggetto le norme di diritto internazionale privato, avendo le prime anche carattere di specialità. Il passaggio del rischio Il venditore è tenuto a consegnare i beni, trasferirne la proprietà e rilasciare i documenti relativi ad essi. Il rischio per il perimento o il danneggiamento della cosa passa al momento della consegna ( principio res perit domino). Nel caso che i beni venduti devono essere trasportati da un luogo all’altro, il rischio passa al compratore al momento della consegna al vettore. Nei paesi dell’area tedesca c’è coincidenza fra il momento del passaggio della proprietà e il momento del passaggio del rischio. Ciascuna delle parti è responsabile verso l’altra parte per l’inadempimento delle proprie obbligazioni a meno che non provi che l’inadempimento era dovuto a cause a lui non imputabili. Il venditore deve consegnare beni della qualità , quantità e tipo richiesti dall’acquirente. I beni sono difettosi se non idonei all’uso al quale servono abitualmente cose dello stesso tipo, sempre che sia stato portato a conoscenza del venditore. L’acquirente, infatti, deve denunciare i difetti entro un termine ragionevole. La denuncia dei vizi può essere fatta anche oralmente o per telefono, deve però essere tempestiva e specificare la natura del difetto. In caso di mancato pagamento del prezza da parte del compratore, questi è automaticamente in mora, ma il venditore può fissare al compratore un termine supplementare per l’adempimento delle sue obbligazioni. Scaduto il termine, il venditore può agire per ottenere il pagamento o chiedere la risoluzione del contratto. Il comportamento delle parti deve essere rispettoso del principio di buona fede. CAPITOLO SETTIMO (lezione VIII) I PATTI PARASOCIALI Nella fase di stipulazione dell’atto costitutivo di una società è possibile che i soci scelgano di servirsi di accordi estranei allo stesso contratto sociale per regolare i loro rapporti, in modo difforme o complementare rispetto a quanto previsto dall’atto costitutivo. Con il termine “patto parasociale si intendono quegli accordi che regolano particolari situazioni attinenti ai rapporti tra soci. Essi godono di autonomia ed

Il capitale sociale è ripartito in azioni. È possibile nel nord America emettere azioni senza valore nominale, nel Regno Unito gli amministratori possono emettere azioni nei limiti del capitale autorizzato. Caratteri del voting trust Il voting trust è una particolare tipologia di accordi in cui i soci di una società disciplinano il diritto di voto nell’assemblea societaria; essa si costituisce attraverso un trust al quale i soci che partecipano all’accordo trasferiscono le proprie partecipazioni azionarie. Sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna non si fa largo uso dei patti parasociali. Gli shareholders’ agreement sono contratti mediante i quali i soci regolano alcuni rapporti intercorrenti tra loro, derivanti dal contratto sociale. CAPITOLO OTTAVO (LEZIONE OTTAVA) I TITOLO DI CREDITO I titoli di credito in Gran Bretagna sono: il bill of Exchange act e il Cheques act; e per gli Stati Uniti l’uniform commercial code. Solo in Italia e in Germania esiste una disciplina specifica dei titoli di credito. Caratteristiche dei titoli di credito in civil law Il diritto menzionato sul documento è incorporato nel documento quale bene mobile, quindi il diritto circola secondo le regole sulla circolazione dei beni mobili. Da ciò deriva che:

  1. Il conseguimento del possesso del titolo ne produce l’acquisto della proprietà a titolo originario;
  2. L’acquisto della proprietà del titolo comporta l’acquisto della titolarità del diritto in esso menzionato; quindi il debitore non può opporre al possessore quelle eccezioni che erano fondate sul rapporto personale con il precedente possessore. Nonostante la convenzione di Ginevra non mancano, nei paesi che hanno aderito, discordanze sulla disciplina dei titoli di credito. Caratteristiche dei titoli di credito in common law Nei paesi di common law il titolo di credito è un negotiable instrument( scrittura trasferibile) è il documento recante l’obbligazione di una determinata somma di denaro, la cui proprietà passa mediante la girata e la consegna.

La cambiale può essere sia all’ordine sia al portatore, è esente da bollo, non vale come titolo esecutivo e il portatore insoddisfatto dovrà esercitare un’ordinaria azione di ricognizione nei confronti del debitore. L’assegno bancario viene considerato una sottospecie della cambiale tratta con pagabilità a vista. Non è richiesta l’esistenza della provvista, è a vuoto solo se non coperto al momento del pagamento. L’assegno con la clausola non trasferibile, può essere trasferito con gli effetti della cessione del credito. L’assegno falsificato: sono frequenti in tutto il mondo casi di pagamento, da parte delle banche, di assegni con firma di traenza falsa o falsificati nell’importo. Nel mondo bancario si è formata la regola che addossa alla banca il rischi del falso, salvo la prova della colpa del correntista. CAPITOLO NONO (lezione X) LE OBBLIGAZIONI Nei sistema di civil law, il concetto di obbligazione risale al diritto romano. È un concetto in cui rientrano:

  1. Il contratto
  2. Gli illeciti civili
  3. L’ingiusto arricchimento Nei sistema di common law non è presente il concetto di obbligazione. Il contratto Il contratto è definito come l’accordo tra due o più soggetti per lo scambio di prestazioni. Negli ordinamenti di civil law la nozione di contratto è più ampia, in quanto ricomprende anche quegli accordi che fanno sorgere obblighi a carico di una sola parte (donazione). Inoltre solo i sistemi di civil law ammettono l’esistenza di contratti reali, i quali per perfezionarsi necessitano, oltre al consenso delle parti, la consegna dell’oggetto del contratto. Nel common law tale situazione è possibile solo attraverso un bailment che consiste nella consegna di cose mobili dal bailor al bailee alla condizione che saranno restituite non appena sarà venuto meno lo scopo della consegna. Ma anche nei sistemi di civil law il concetto di contratto non ha la stessa estensione, infatti, mentre nell’ordinamento tedesco è contratto qualsiasi atto negoziale bilaterale a prescindere dal suo contenuto , in altri ordinamento come quello italiano, sono contratti solo quegli accordi con i quali si creano, modificano o estinguono rapporti giuridici patrimoniali. Il contratto nel common law Bisogna distinguere il contratto da:
  4. La promise: che è la dichiarazione delle parti di assumersi un’obbligazione
  5. L’agreement: che è l’accordo tra le parti I contratti possono essere suddivisi in :
  • Contracts : obbligazione giuridiche emesse con sentenza, vincolanti per le parti.

Si usa inserire nei contratti la clausola di forza maggiore allo scopo di precisare quali cause particolari siano comprese nella forza maggiore e le soluzioni per risolvere la situazione che si viene a creare una volta che si sia verificato l’evento che impedisce di adempiere. Un’importante differenza tra i sistemi di common law e civil law, riguarda l’interpretazione dei contratti, che è molto più rigida nei sistemi di common law. Infatti, in tali sistemi, si tende ad escludere la ricerca dell’intenzione delle parti nell’interpretazione dei contratti. Mentre nel sistema italiano, l’interpretazione del contratto deve avere quale scopo principale la ricostruzione della comune intenzioni delle parti. Le condizioni generali di contratto consistono in un insieme di clausole relative a diversi aspetti del contratto confezionate in un documento che faccia da complemento ai termini essenziali del contratto. Per evitare problemi , può essere utile introdurre nelle condizioni generali di contratto una clausola che stabilisca la prevalenza delle medesime su qualsiasi contratto o condizioni generali dell’altro contraente. La conclusione del contratto Sia nel regno unito che in USA il contratto si considera concluso quando il proponente viene a conoscenza dell’accettazione della sua proposta da parte del destinatario. L’offerta può essere revocata prima che intervenga l’accettazione. La revoca ha effetto dl momento in cui viene comunicata dal proponente al destinatario. Nei contrati commerciali internazionali per i quali si applicano i principi Unidroit il contratto sarà concluso sia con l’accettazione dell’offerta sia con un comportamento delle parti che dimostri il raggiungimento dell’accordo. I principi Unidroit prevedono che :un’accettazione ad un’offerta che, però contiene delle modifiche sostanziali all’offerta, è un rifiuto ed equivale a controproposta. Se la risposta ad un’offerta contiene delle clausole difformi alla proposta, ma le modifiche non sono sostanziali, costituisce accettazione. Negli USA la regola è più rigida. CAPITOLO UNDICESIMO (LEZIONE XII) LA DISCIPLINA DEL FATTO ILLECITO Il fatto illecito è il danno che consegue ad una condotta illecita. Sono fatti illeciti:

  • Il danno subito da un derubato
  • Il danno subito dal soggetto truffato
  • Il danno derivante da incidente stradale. L’articolo 2043 del codice civile obbliga, chiunque abbia provocato col proprio fatto illecito, colposo o doloso, un danno ingiusto al risarcimento dei danni. L’elemento soggettivo : dolo o colpa il fatto è doloso quando il danno è voluto come conseguenza della propria azione, o comunque si accetta l’eventualità che si verifichino conseguenze dannose. Il fatto è colposo quando derivi da negligenza, imperizia o per inosservanza di leggi, regolamenti e usi.

L’elemento oggettivo : si compone di comportamento ingiusto, evento dannoso e nesso di causalità. Il comportamento ingiusto è l’azione umana contraria a norme dell’ordinamento giuridico. L’evento dannoso è il pregiudizio che ha subito un soggetto diverso da quello cha ha tenuto la condotta illecita. Il nesso di causalità è il legame causa – effetto tra la condotta e l’evento, nel senso che il danno deve essere causa dell’azione. In conseguenza del fatto illecito sorge l’obbligo di risarcire i danni. La responsabilità civile in Italia La responsabilità civile rientra nella categoria delle responsabilità civili. Si divide in responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. È contrattuale quando il fatto coincide con l’inadempimento di un rapporto obbligatorio, è extracontrattuale in tutti gli altri casi. La responsabilità e esclusa in caso di legittima difesa o incapacità di intendere e volere dell’agente. Sono previsti anche ipotesi di responsabilità oggettiva: in tali casi il soggetto è responsabili anche se non ha commesso un fatto illecito. Nel danno risarcibile sono comprese due voci: 1) danno emergente; 2) lucro cessante ( mancato guadagno) È risarcibile:

  • il danno patrimoniale
  • il danno biologico
  • danno morale
  • danno esistenziale(danno alla reputazione) I modelli francesi e tedesco Con le codificazione dell’ottocento si apre una netta divaricazione fra il modello francese e quello tedesco. Il primo ha scelto l’atipicità del fatto illecito, il secondo la tipicità. Per l’ordinamento francese è risarcibile ogni danno sia contrattuale che extracontrattuale. Il modello tedesco prevede che: “chi con dolo o colpa lede anti giuridicamente la vita, il corpo, la salute, la libertà, la proprietà o un altro diritto altrui, è obbligato al risarcimento del danno da ciò derivante. La lesione dei vari beni giuridici espressamente previsti (sistema tedesco) La vita. La violazione della vita consiste nell’uccisione del soggetto. Questa violazione fa nascere il diritto a favore di terzi, come a favore di chi paga le spese del funerale di farsi rimborsare dall’uccisore. Altro è la complicità nel suicidio: chi induce, rende possibile o incoraggia a tenere tale comportamento, non si rende responsabile dell’uccisione. L’integrità fisica : è costituita dall’aggressione alla incolumità corporale, ma solo a condizione che questa aggressione non sia irrilevante. La lesione della salute: ogni perturbamento di funzioni interne, sia fisiologiche che psicologiche.