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Il Codice Civile Francese: Storia, Struttura e Influenza, Appunti di Diritto Privato Comparato

Diritto privato comparato delle persone e dei mercati: punti fondamentali sul "Codice civile francese" (Code Civil)

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 21/02/2019

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CODICE CIVILE FRANCESE
Il Code civil del 1804 è il testo a cui ogni giurista fa riferimento, rappresenta il modello delle codificazioni privatistiche
dei sistemi a base romanista. Questo codice può definirsi il primo vero codice dell’età moderna; nelle codificazioni
risalta l’ideologia dello Stato moderno: la riorganizzazione delle leggi serve al sovrano per consolidare il suo impero ed
espandere la supremazia dello Stato assoluto. La codificazione è volta ad impedire che i giudici violino i comandi del
sovrano. Altro cardine fondamentale è che tramite il dogma della proprietà e quello della volontà, il codice garantisce
la libertà di agire in senso economico, così come le costituzioni garantiscono le libertà politiche dei cittadini nei loro
rapporti con lo Stato.
LE RADICI DEL CODICE:
Il codice rappresenta la fine di un itinerario: dal diritto alla legge, legge che diventa l’unica fonte in grado di esprimere
la volontà generale e lo spirito della nazione. Il Code tende verso 3 direzioni: unità, completezza ed esclusività. Il Code
ha alle sue spalle un’evoluzione che è sintesi di diritto germanico nelle regioni del nord, e di diritto romano nelle
regioni del sud. La presenza di un ceto di giuristi pratici (Domat e Pothier su tutti) intorno al Parlamento di Parigi,
ebbe una grande importanza per l’evoluzione di un diritto comune francese.
LA RIVOLUZIONE “IL DIRITTO INTERMEDIO”:
La Rivoluzione del 1789 portò ad un momento di rottura con le istituzioni giuridiche. Con la presa al potere di
Napoleone nel 1799, si impose in Francia un diritto rivoluzionario, noto come “diritto intermedio”, che portò alla
sostituzione della concezione di una società illuminata, concentrata sull’individuo. In seguito, vennero aboliti i rapporti
che legavano il Re ai nobili, al clero, ai giudici, abolita la divisione in province, il regime fondiario, l’ordine giudiziario,
il sistema fiscale e il sistema ereditario.
L’IMPULSO DI NAPOLEONE NEL CODICE:
Napoleone, per completare la codificazione, nominò una commissione di 4 membri: due erano rappresentanti dei paesi
de nord (diritto consuetudinario) e due dei paesi del sud (diritto scritto). Il codice entrò in vigore l’1 gennaio 1806, in
seguito all’approvazione del Tribunato, dove in una prima istanza rifiutò la proposta di Napoleone. Il codice presenta
anche una vistosa impronta del condottiero, come l’uso di una terminologia chiara alla portata di tutti e un disegna
patriarcale della famiglia.
STILE E STRUTTURA DEL CODICE:
Lo stile è di tipo letterario, redatto in modo semplice ed elegante. La norma formulata si colloca a metà strada fra i
principi generali e le regole casistiche. Il codice si compone di 2281 articoli, con un titolo introduttivo e tre libri. Nel
titolo introduttivo è fondamentale ricordare l’articolo 5: al giudice è vietato sostituirsi al legislatore emanando regole
di condotta, quindi il divieto di risolvere le controversie sulla base di decisioni precedenti. I successivi tre libri sono
dedicati alle “persone”, ai “beni”, alle “varie modifiche della proprietà” e ai “diversi modi di acquisto della proprietà”.
L’ADEGUAMENTO DEL CODICE:
Il Code civil è un codice di due secoli fa, che nel corso del tempo ha subito diverse decodificazioni di adeguamento
della società. Troviamo, per esempio, negli anni ’60 un progetto di riforma che tocca diversi argomenti come: il diritto
di famiglia (principio di uguaglianza, i figli nati fuori dal matrimonio devono trovarsi nelle stesse condizioni di parità
con i figli legittimi, riconoscimento delle unioni civili fra persone maggiorenni dello stesso sesso).
Con l’Ordonnance del 2010 è stato regolato anche il diritto in materia delle obbligazioni e dei contratti, con questa
riforma si è cercato di restituire al Code il ruolo centrale che aveva perso.
LA DIFFUSIONE DEL MODELLO FRANCESE:
Nel corso del XIX secolo, molti paesi hanno seguito il modello di codificazione francese:
Belgio = ha mantenuto il Code civil, con interventi legislativi di riforma.
Olanda = il “Nieuw BW” è basato sul modello francese.
Italia = il codice emanato nel 1865 è ispirato a quello francese.
Spagna = il “Codigo civil” si basa su quello francese, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni.
Portogallo = inizialmente basato su quello francese, mentre quello del 1967 è basata su quello tedesco.
Anche i paesi dell’America Latina, africani e asiatici c’è stata un influenza del codice civile francese. Inoltre anche lo
stato della Louisiana (USA) mantiene forti legami con il Code, pur non sapendo quanto possa essere resistito in
seguito all’influenza del Common Law.

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CODICE CIVILE FRANCESE

Il Code civil del 1804 è il testo a cui ogni giurista fa riferimento, rappresenta il modello delle codificazioni privatistiche dei sistemi a base romanista. Questo codice può definirsi il primo vero codice dell’età moderna; nelle codificazioni risalta l’ideologia dello Stato moderno: la riorganizzazione delle leggi serve al sovrano per consolidare il suo impero ed espandere la supremazia dello Stato assoluto. La codificazione è volta ad impedire che i giudici violino i comandi del sovrano. Altro cardine fondamentale è che tramite il dogma della proprietà e quello della volontà, il codice garantisce la libertà di agire in senso economico, così come le costituzioni garantiscono le libertà politiche dei cittadini nei loro rapporti con lo Stato.

LE RADICI DEL CODICE:

Il codice rappresenta la fine di un itinerario: dal diritto alla legge, legge che diventa l’unica fonte in grado di esprimere la volontà generale e lo spirito della nazione. Il Code tende verso 3 direzioni: unità, completezza ed esclusività. Il Code ha alle sue spalle un’evoluzione che è sintesi di diritto germanico nelle regioni del nord, e di diritto romano nelle regioni del sud. La presenza di un ceto di giuristi pratici (Domat e Pothier su tutti) intorno al Parlamento di Parigi, ebbe una grande importanza per l’evoluzione di un diritto comune francese.

LA RIVOLUZIONE “IL DIRITTO INTERMEDIO”:

La Rivoluzione del 1789 portò ad un momento di rottura con le istituzioni giuridiche. Con la presa al potere di Napoleone nel 1799, si impose in Francia un diritto rivoluzionario, noto come “diritto intermedio”, che portò alla sostituzione della concezione di una società illuminata, concentrata sull’individuo. In seguito, vennero aboliti i rapporti che legavano il Re ai nobili, al clero, ai giudici, abolita la divisione in province, il regime fondiario, l’ordine giudiziario, il sistema fiscale e il sistema ereditario.

L’IMPULSO DI NAPOLEONE NEL CODICE:

Napoleone, per completare la codificazione, nominò una commissione di 4 membri: due erano rappresentanti dei paesi de nord (diritto consuetudinario) e due dei paesi del sud (diritto scritto). Il codice entrò in vigore l’1 gennaio 1806, in seguito all’approvazione del Tribunato, dove in una prima istanza rifiutò la proposta di Napoleone. Il codice presenta anche una vistosa impronta del condottiero, come l’uso di una terminologia chiara alla portata di tutti e un disegna patriarcale della famiglia.

STILE E STRUTTURA DEL CODICE:

Lo stile è di tipo letterario, redatto in modo semplice ed elegante. La norma formulata si colloca a metà strada fra i principi generali e le regole casistiche. Il codice si compone di 2281 articoli, con un titolo introduttivo e tre libri. Nel titolo introduttivo è fondamentale ricordare l’ articolo 5 : al giudice è vietato sostituirsi al legislatore emanando regole di condotta, quindi il divieto di risolvere le controversie sulla base di decisioni precedenti. I successivi tre libri sono dedicati alle “persone”, ai “beni”, alle “varie modifiche della proprietà” e ai “diversi modi di acquisto della proprietà”.

L’ADEGUAMENTO DEL CODICE:

Il Code civil è un codice di due secoli fa, che nel corso del tempo ha subito diverse decodificazioni di adeguamento della società. Troviamo, per esempio, negli anni ’60 un progetto di riforma che tocca diversi argomenti come: il diritto di famiglia (principio di uguaglianza, i figli nati fuori dal matrimonio devono trovarsi nelle stesse condizioni di parità con i figli legittimi, riconoscimento delle unioni civili fra persone maggiorenni dello stesso sesso). Con l’Ordonnance del 2010 è stato regolato anche il diritto in materia delle obbligazioni e dei contratti, con questa riforma si è cercato di restituire al Code il ruolo centrale che aveva perso.

LA DIFFUSIONE DEL MODELLO FRANCESE:

Nel corso del XIX secolo, molti paesi hanno seguito il modello di codificazione francese: Belgio = ha mantenuto il Code civil, con interventi legislativi di riforma. Olanda = il “Nieuw BW” è basato sul modello francese. Italia = il codice emanato nel 1865 è ispirato a quello francese. Spagna = il “Codigo civil” si basa su quello francese, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni. Portogallo = inizialmente basato su quello francese, mentre quello del 1967 è basata su quello tedesco. Anche i paesi dell’America Latina, africani e asiatici c’è stata un influenza del codice civile francese. Inoltre anche lo stato della Louisiana (USA) mantiene forti legami con il Code, pur non sapendo quanto possa essere resistito in seguito all’influenza del Common Law.