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DIRITTO PRIVATO DELLO SPORT UNIVERSITA GIUSTINO FORTUNATO ANNO ACCADEMICO 2025.2026
Tipologia: Dispense
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Modulo 1: Nozione di sport e ordinamento sportivo Lo sport e la sua definizione nella lingua italiana La parola "sport" nella lingua italiana trova la sua definizione nel Dizionario Garzanti come "l’insieme degli esercizi che si praticano, in gruppo o individualmente, per mantenere in efficienza il corpo". Questa definizione sottolinea l'aspetto funzionale dello sport, inteso come attività volta a garantire il benessere fisico dell’individuo. Tuttavia, una tale definizione appare riduttiva rispetto alla complessità che caratterizza il fenomeno sportivo nella società contemporanea.
Uno dei principali problemi legati alla definizione di sport è l’assenza di una visione univoca e condivisa. Quando una legge fa riferimento allo sport, a quale concetto si riferisce esattamente? Il termine "sport" deve essere limitato alle discipline riconosciute ufficialmente dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) o dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale)? Esistono numerose attività che, pur non avendo una propria federazione sportiva né una disciplina sportiva associata (e quindi non riconosciute ufficialmente dal CONI), vengono regolarmente praticate da associazioni affiliate ad enti di promozione sportiva. Alcuni esempi includono lo yoga, i giochi elettronici (e-sports), il poker sportivo, le freccette, il frisbee, le attività olistiche, la zumba e il pilates. Queste attività, pur non essendo considerate ufficialmente sport da un punto di vista normativo, godono di un ampio seguito e di un’organizzazione strutturata. Ciò pone un quesito interessante: può la loro diffusione e organizzazione essere considerata una forma di riconoscimento indiretto?
Tradizionalmente, la nascita dello sport moderno viene fatta risalire alle Prime Olimpiadi dell'era contemporanea, svoltesi nel 1896. Queste segnarono una netta discontinuità rispetto alle forme precedenti di attività fisica competitiva, rappresentando un momento di svolta nella concezione dello sport. L’evoluzione dello sport contemporaneo si inserisce all'interno di processi di trasformazione tipici della modernità, in cui il valore della persona e della sua attività sportiva assume un ruolo centrale. Lo sport non è più solo un'attività ludica o ricreativa, ma diventa un elemento cruciale per il benessere fisico e psicologico dell'individuo. Inoltre, si sviluppano legami
sempre più stretti tra sport e altre dimensioni della società, come la scienza, la politica e l'economia.
Lo storico dello sport Allen Guttmann ha identificato una serie di caratteristiche fondamentali che distinguono la forma moderna di sport. Secondo la sua analisi, lo sport può essere considerato un microcosmo sociale e si caratterizza per:
Lo sport è riconosciuto come un diritto fondamentale dell’individuo, come sancito dalla Carta Olimpica nei suoi Principi Fondamentali: "La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport secondo le proprie esigenze". Questo principio evidenzia come lo sport non debba essere considerato solo un’attività ricreativa o competitiva, ma anche un’opportunità per tutti di migliorare il proprio benessere e di sviluppare la propria personalità. In questo contesto, il diritto sportivo assume un'importanza centrale, garantendo che l’accesso alla pratica sportiva sia equo e regolato da normative adeguate.
Nel testo originario della Costituzione italiana , non è presente alcun riferimento esplicito allo sport. Questo aspetto riflette la concezione storica dello sport in Italia, che per molti anni non è stato considerato un elemento centrale del sistema giuridico, ma piuttosto un'attività assimilabile a una forma di spettacolo o di intrattenimento. La ratio di questa scelta risiede nel fatto che, al momento della redazione della Costituzione (1947-1948), il fenomeno sportivo non aveva ancora raggiunto la rilevanza sociale, economica e politica che ha oggi. Di conseguenza, il legislatore non sentì la necessità di attribuire un ruolo specifico allo sport all’interno dell’ordinamento giuridico. Inoltre, non furono assegnate competenze dirette in materia sportiva agli enti pubblici territoriali, come Regioni e Comuni, menzionati nell’articolo 114 della Costituzione.
A differenza dell’Italia, altri Paesi hanno inserito lo sport nelle loro Costituzioni, riconoscendone l’importanza sia per il benessere individuale che per la società nel suo complesso. Portogallo : L’ articolo 79 della Costituzione portoghese sancisce che ogni cittadino ha il diritto e il dovere di ricevere un’educazione fisica e di praticare sport. Lo Stato, insieme alla scuola e alle associazioni sportive, ha l’obbligo di promuovere, guidare e
supportare l’attività sportiva, nonché di prevenire fenomeni di violenza legati allo sport. Grecia : L’ articolo 16, comma 9 della Costituzione greca stabilisce che le attività sportive devono svolgersi sotto la protezione e la supervisione dello Stato. Inoltre, il governo ha il compito di garantire il corretto funzionamento delle associazioni sportive e di regolamentare l’utilizzo dei finanziamenti pubblici destinati al settore. Federazione Russa : L’ articolo 55 della Costituzione russa afferma che lo Stato deve adottare misure per sviluppare la cultura fisica e lo sport. Un principio simile è presente anche nella Costituzione ungherese, che assegna alle autorità locali il compito di garantire il diritto alla pratica sportiva per i cittadini. Questi esempi dimostrano come, in altri contesti giuridici, lo sport sia considerato un diritto fondamentale , riconosciuto come parte integrante della formazione e dello sviluppo della persona.
Un cambiamento significativo per il riconoscimento dello sport in Italia è avvenuto con la riforma del Titolo V della Costituzione , introdotta nel
L’ articolo 117, comma 3 , ha inserito l’ ordinamento sportivo tra le materie di legislazione concorrente. Ciò significa che, pur spettando alle Regioni il potere di legiferare in ambito sportivo, i principi fondamentali in materia restano di competenza esclusiva dello Stato. Questa modifica ha sancito l’importanza dello sport all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, pur senza inserirlo direttamente tra i diritti costituzionali.
Solo di recente, l’ordinamento italiano ha fornito una definizione giuridicamente solida di sport , attraverso il decreto legislativo n. 36 del 2021. Secondo l’ articolo 1, comma 1, lettera nn) del decreto, lo sport è definito come:
privata di individui e associazioni, prima ancora di ricevere un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato.
L’idea che l’ordinamento sportivo sia autonomo rispetto a quello statale è stata confermata anche dalla Corte di Cassazione. Con la sentenza n. 625 dell’11 febbraio 1978 , la Corte ha riconosciuto che l’ordinamento sportivo: È un ordinamento originario , ovvero non deriva da quello statale, ma esiste autonomamente. Possiede una potestà amministrativa e normativa , cioè ha il potere di regolamentare le proprie attività e di far rispettare le proprie norme. È collegato all’ordinamento giuridico internazionale , dal quale trae legittimazione e riconoscimento.
L’ordinamento sportivo si distingue per alcuni tratti fondamentali:
L’ordinamento sportivo non è composto da un unico soggetto, ma coinvolge una pluralità di attori , ognuno con un ruolo specifico: Atleti : protagonisti dell’attività sportiva, soggetti alle regole delle federazioni e delle competizioni. Allenatori, preparatori e tecnici : figure professionali che guidano e supportano gli atleti nel loro percorso sportivo. Dirigenti : responsabili della gestione delle società e delle istituzioni sportive. Direttori di gara, cronometristi e arbitri : garanti del corretto svolgimento delle competizioni. Sodalizi sportivi : associazioni e club che organizzano l’attività sportiva. Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA) ed Enti di Promozione Sportiva (EPS) : strutture organizzative che regolano e promuovono lo sport a livello nazionale.
Nell’ordinamento sportivo, la partecipazione degli individui e delle organizzazioni avviene attraverso due modalità fondamentali: Tesseramento : riguarda gli atleti, allenatori, arbitri e dirigenti , che si registrano presso una federazione per poter svolgere attività sportiva ufficiale. Affiliazione : riguarda le società sportive , che si iscrivono a una federazione o a un ente di promozione sportiva per essere riconosciute ufficialmente.
L’ordinamento sportivo si articola in istituzioni internazionali e nazionali , ognuna con competenze specifiche:
CIO (Comitato Olimpico Internazionale) : l’ente supremo che governa il movimento olimpico e le Olimpiadi.
L’ordinamento sportivo è un sistema autonomo , che esiste parallelamente a quello statale. È composto da una pluralità di soggetti , tra cui atleti, allenatori, dirigenti e istituzioni sportive. È regolato sia da organismi internazionali (CIO, IPC, WADA, FSI) sia da istituzioni nazionali (CONI, CIP, FSN, DSA, EPS). La sua autonomia normativa gli consente di stabilire e applicare le proprie regole, pur rimanendo collegato al diritto statale e internazionale. Il potere normativo nell’ordinamento sportivo Il diritto sportivo è un sistema normativo complesso che coesiste con altri ordinamenti giuridici , sia a livello nazionale che internazionale. Proprio per questa ragione, esso è governato da fonti eterogenee , ovvero da norme provenienti da diversi soggetti e contesti giuridici. Nel sistema normativo sportivo, è importante distinguere tra fonti di cognizione e fonti di produzione : Fonti di cognizione : sono gli strumenti attraverso cui possiamo venire a conoscenza di una norma giuridica. Un esempio tipico è la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana , che pubblica le leggi e gli atti normativi dello Stato. Fonti di produzione : sono gli atti o i fatti che creano le norme giuridiche. In altre parole, sono le vere e proprie fonti del diritto , da cui nasce una regola sportiva o giuridica. L’origine delle fonti nell’ordinamento sportivo Le norme che regolano lo sport possono avere due origini principali:
Le fonti eteronome comprendono tutte quelle norme che non derivano direttamente dall’ordinamento sportivo , ma che devono essere rispettate: Costituzione italiana : pur non menzionando esplicitamente lo sport, la Costituzione pone i principi fondamentali di riferimento per il diritto sportivo, come il diritto alla salute (art. 32) e il principio di uguaglianza (art. 3).
Leggi ordinarie e atti aventi forza di legge Statuto, Principi fondamentali, Regolamenti e Deliberazioni del CONI Statuti, Regolamenti Organici, tecnici e di giustizia sportiva emanati dalle Federazioni Sportive Nazionali (FSN), Discipline Sportive Associate (DSA) e Enti di Promozione Sportiva (EPS) Carte Federali , ovvero documenti che regolano specifici aspetti delle federazioni sportive.
Sono norme prodotte da organismi internazionali che hanno un impatto diretto sull’ordinamento sportivo italiano. Alcuni esempi sono: Carta Olimpica Carta Europea dello Sport per Tutti Carta Internazionale dello Sport e dell’Educazione Fisica dell’UNESCO Carta Europea dello Sport Libro Bianco sullo Sport Trattato di Lisbona Queste fonti definiscono i principi fondamentali dello sport a livello globale e regionale , influenzando le politiche nazionali e le decisioni delle federazioni sportive. Conclusioni L’ordinamento giuridico sportivo è il risultato di un sistema complesso di fonti normative , che provengono da diversi livelli giuridici e da diversi soggetti. Le principali considerazioni sono:
1. Le fonti del diritto sportivo si distinguono in: a. Eteronome (provenienti dallo Stato o da organismi sovranazionali). b. Autonome (generate dal mondo sportivo stesso).
La giustizia sportiva rappresenta il sistema di norme e organi deputati a garantire il rispetto delle regole all’interno dell’ordinamento sportivo. La sua funzione principale è quella di accertare eventuali violazioni, applicare sanzioni e gestire le procedure di risoluzione delle controversie all’interno del mondo sportivo. Questo sistema si distingue per alcune caratteristiche fondamentali: Autonomia : la giustizia sportiva è separata dalla giustizia ordinaria e si regge su un sistema di norme e organi propri. Celerità : le decisioni devono essere rapide per evitare di compromettere il regolare svolgimento delle competizioni. Efficienza : le procedure sono organizzate in modo da garantire la massima efficacia nella gestione delle controversie. Organizzazione interna : gli organi di giustizia sportiva operano all'interno di un sistema strutturato e gerarchico. Criteri di nomina dei giudici sportivi : i giudici sportivi vengono scelti secondo criteri stabiliti dai regolamenti delle federazioni e dalle disposizioni del CONI.
Il funzionamento della giustizia sportiva è regolato da diverse fonti normative, che stabiliscono principi e procedure da seguire. Tra queste, le più rilevanti sono: Statuto del CONI (artt. 12-14) : definisce i principi fondamentali della giustizia sportiva e l’organizzazione degli organi di giustizia del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Principi di Giustizia Sportiva del CONI : stabiliscono le linee guida generali che devono essere rispettate da tutte le Federazioni Sportive
Un elemento chiave della giustizia sportiva è il vincolo di giustizia , ovvero l’obbligo per atleti, tecnici e società sportive di rivolgersi esclusivamente agli organi di giustizia sportiva per la risoluzione delle controversie sportive , senza poter ricorrere alla giustizia ordinaria. Il vincolo di giustizia sorge automaticamente nel momento in cui un soggetto: Si tesserà con una Federazione Sportiva Nazionale (FSN), una Disciplina Sportiva Associata (DSA) o un Ente di Promozione Sportiva (EPS). Si affilia a una federazione o a un’organizzazione sportiva. Ciò significa che un atleta, un dirigente o una società sportiva non può impugnare una sanzione disciplinare davanti a un tribunale ordinario , ma deve seguire le procedure previste dalla giustizia sportiva.
Un altro strumento importante nel diritto sportivo è la clausola compromissoria , che può essere inserita nei contratti tra le parti (ad esempio, tra un atleta e una società sportiva). Questa clausola stabilisce che, in caso di controversie, le parti si impegnano a: Non rivolgersi alla giustizia ordinaria. Devolvere la risoluzione della controversia a collegi arbitrali specializzati. L’arbitrato sportivo è quindi un meccanismo che permette di risolvere le dispute in modo rapido ed efficace, senza coinvolgere la magistratura ordinaria. Conclusioni Il sistema della giustizia sportiva in Italia è un ordinamento autonomo e altamente specializzato , il cui obiettivo principale è garantire il rispetto delle regole, la lealtà sportiva e la correttezza delle competizioni. Gli elementi fondamentali da ricordare sono:
Alcuni esempi di decisioni prese nell’ambito della giustizia tecnica includono: Squalifica di un atleta per irregolarità nei requisiti di partecipazione (ad esempio, un atleta che gareggia senza una corretta certificazione medica). Annullamento di un risultato sportivo per violazione del regolamento (ad esempio, l’utilizzo di un atleta non tesserato in una gara ufficiale). Ripetizione di una gara a causa di un errore tecnico dell’arbitro (ad esempio, un errore nell’applicazione delle regole del gioco). In sintesi, la giustizia tecnica garantisce il regolare svolgimento delle competizioni e tutela l’integrità delle stesse. La Giustizia Disciplinare
La giustizia disciplinare ha una funzione più ampia rispetto a quella tecnica: essa riguarda le condotte illecite che violano i principi fondamentali dell’ordinamento sportivo , non solo durante le competizioni ma anche nella vita sportiva in generale.
La giustizia disciplinare interviene quando un atleta, un allenatore, un dirigente o un’altra figura del mondo sportivo commette una violazione delle regole di comportamento stabilite dall’ordinamento sportivo. Tra gli ambiti di applicazione più comuni troviamo: Doping → sanzioni per atleti che fanno uso di sostanze proibite. Illeciti sportivi → ad esempio, la manipolazione di partite o la corruzione di arbitri. Violenza fisica o verbale → punizioni per aggressioni, insulti o comportamenti antisportivi. Frode sportiva → sanzioni per chi tenta di alterare il risultato di una competizione in modo sleale.
La giustizia disciplinare è strettamente legata alla giustizia ordinaria dello Stato , perché alcune violazioni possono avere rilevanza giuridica e costituzionale. Un esempio tipico è il caso del doping: un atleta trovato positivo a una sostanza vietata può essere punito dalla giustizia sportiva (squalifica), ma anche dalla giustizia ordinaria (multa o altre sanzioni). Infatti, le sanzioni disciplinari, specie quelle interdittive (come la sospensione dell’atleta dalle competizioni), possono influire sulla posizione giuridica e i diritti soggettivi della persona , entrando così in conflitto con l’ordinamento statale.
Un calciatore squalificato per insulti razzisti verso un avversario (violenza verbale). Una squadra penalizzata per illecito sportivo (manipolazione di partite). Un ciclista sospeso per essere stato trovato positivo a una sostanza dopante. In sintesi, la giustizia disciplinare tutela l’etica dello sport e punisce chiunque violi i principi fondamentali dell’ordinamento sportivo. Conclusioni Riassumendo, le principali forme di giustizia sportiva sono: