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DIRITTO PRIVATO DOMANDE E RISPOSTE, Prove d'esame di Diritto Privato

DOMANDE E RISPOSTE DI DIRITTO PRIVATO, ESAME PROF. GRONDONA

Tipologia: Prove d'esame

2016/2017
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Caricato il 02/05/2017

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Tipiche domande di esame di Diritto Privato
ESAME 1
1. Cos’è la rappresentanza?
La rappresentanza è il potere che ha un soggetto di rappresentare un altro soggetto attraverso uno o più atti giuridici, i cui
effetti rientreranno nella sfera giuridica dell’interessato.
2. Che differenza c’è tra rappresentanza diretta e indiretta?
La rappresentanza diretta si ha quando gli effetti degli atti giuridici compiuti dal rappresentante cadono sul rappresentato.
La rappresentanza indiretta si ha quando gli effetti degli atti giuridici cadono sul rappresentante.
3. Cos’è il falsus procurator?
Il falsus procurator è un soggetto che assume il ruolo di rappresentante di un altro soggetto pur non avendone il potere,
compiendo atti e firmando contratti al nome del rappresentato. Il rappresentato poi può far valere i contratti (per
convenienza) oppure renderli nulli.
4. Quando un negozio è nullo (art. 1418)?
Un negozio si dice nullo quando manca uno o più requisiti minimi, indicati dall’articolo 1325 c.c. , quando è contrario a
delle norme imperative, quando l’oggetto del contratto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile, quando la
causa o i motivi sono illeciti e in tutti gli altri casi previsti dalla legge. La nullità di un contratto può essere parziale (solo
alcune clausole) o totale (l’intero contratto è nullo).
5. Quali sono gli elementi essenziali del contratto?
Gli elementi essenziali del contratto sono: l’accordo (incontro di volontà tra le parti), la causa (il motivo per cui è stato
creato il contratto), l’oggetto (che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile), la forma (quando prescritta
dalla legge, pena = nullità del contratto).
6. Differenza tra nullità testuali virtuali e strutturali.
La nullità testuale si incontra quando al contratto manca uno o più elementi essenziali oppure quando è in contrasto con
norme imperative (che pongono un comando o un divieto nell’interesse generale), nella causa e nei motivi che sono
illeciti. Nullità virtuale se si ha il precetto che il contratto sia in contrasto con norme imperative (senza ancora stabilire
una sanzione per inottemperanza). Nullità strutturale riguarda i difetti e le carenze costitutive del contratto.
7. Cosa sono le norme imperative?
Le norme imperative sono quelle che pongono un comando o divieto nell’interesse dell’ordine pubblico (protezione dei
valori morali e sociali e di quelli fondamentali della comunità giuridica).
8. Cos’è e cosa comporta la prescrizione e la decadenza?
Si parla di prescrizione in caso di perdita di un diritto per il suo mancato esercizio per un periodo di tempo prescritto dalla
legge. Con la decadenza invece si ha perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un atto
nel termine perentorio prescritto dalla legge.
9. In cosa consiste la sospensione e l’interruzione del contratto?
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Tipiche domande di esame di Diritto Privato ESAME 1

  1. Cos’è la rappresentanza? La rappresentanza è il potere che ha un soggetto di rappresentare un altro soggetto attraverso uno o più atti giuridici, i cui effetti rientreranno nella sfera giuridica dell’interessato.
  2. Che differenza c’è tra rappresentanza diretta e indiretta? La rappresentanza diretta si ha quando gli effetti degli atti giuridici compiuti dal rappresentante cadono sul rappresentato. La rappresentanza indiretta si ha quando gli effetti degli atti giuridici cadono sul rappresentante.
  3. Cos’è il falsus procurator? Il falsus procurator è un soggetto che assume il ruolo di rappresentante di un altro soggetto pur non avendone il potere, compiendo atti e firmando contratti al nome del rappresentato. Il rappresentato poi può far valere i contratti (per convenienza) oppure renderli nulli.
  4. Quando un negozio è nullo (art. 1418)? Un negozio si dice nullo quando manca uno o più requisiti minimi, indicati dall’articolo 1325 c.c. , quando è contrario a delle norme imperative, quando l’oggetto del contratto è impossibile, illecito, indeterminato o indeterminabile, quando la causa o i motivi sono illeciti e in tutti gli altri casi previsti dalla legge. La nullità di un contratto può essere parziale (solo alcune clausole) o totale (l’intero contratto è nullo).
  5. Quali sono gli elementi essenziali del contratto? Gli elementi essenziali del contratto sono: l’accordo (incontro di volontà tra le parti), la causa (il motivo per cui è stato creato il contratto), l’oggetto (che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile), la forma (quando prescritta dalla legge, pena = nullità del contratto).
  6. Differenza tra nullità testuali virtuali e strutturali. La nullità testuale si incontra quando al contratto manca uno o più elementi essenziali oppure quando è in contrasto con norme imperative (che pongono un comando o un divieto nell’interesse generale), nella causa e nei motivi che sono illeciti. Nullità virtuale se si ha il precetto che il contratto sia in contrasto con norme imperative (senza ancora stabilire una sanzione per inottemperanza). Nullità strutturale riguarda i difetti e le carenze costitutive del contratto.
  7. Cosa sono le norme imperative? Le norme imperative sono quelle che pongono un comando o divieto nell’interesse dell’ordine pubblico (protezione dei valori morali e sociali e di quelli fondamentali della comunità giuridica).
  8. Cos’è e cosa comporta la prescrizione e la decadenza? Si parla di prescrizione in caso di perdita di un diritto per il suo mancato esercizio per un periodo di tempo prescritto dalla legge. Con la decadenza invece si ha perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un atto nel termine perentorio prescritto dalla legge.
  9. In cosa consiste la sospensione e l’interruzione del contratto?

La sospensione si ha quando una delle parti del contratto si riserva il diritto convenzionale di sospendere l’esecuzione del contratto per un periodo di tempo (non si annullano gli effetti). L’interruzione del contratto (risoluzione) può avvenire per inadempimento (da parte di una delle parti), per impossibilità sopravvenuta (a una delle parti, la cui causa non può essere attribuita ad essa), per eccessiva onerosità di una delle parti (condizioni inique = interruzione del contratto).

ESAME 2

  1. Cos’è la risoluzione di diritto (clausola risolutiva espressa)? La risoluzione del contratto può avvenire tramite intervento di un giudice oppure in casi espressamente previsti dal codice: 1. Diffida ad adempiere (la parte non inadempiente può intimare all'atra l'adempimento in un congruo termine non inferiore a 15 giorni. Scaduto il termine il contratto sarà risolto di diritto senza, quindi, ulteriori interventi o decisioni giudiziarie) 2. Clausola risolutiva espressa (le parti possono pattuire che l'inadempimento di una o più obbligazioni determinate porti alla risoluzione del contratto. La risoluzione si verifica quando il creditore dichiara all'altra di volersi avvalere della clausola) 3. Termine essenziale (se l'obbligazione non è adempiuta nel termine ritenuto essenziale per il creditore, il contratto è risolto di diritto alla scadenza del termine, a meno che il creditore voglia esigere la prestazione nonostante la scadenza del termine dandone notizia al debitore con comunicazione da inviare entro tre giorni)
  2. Cos’è l’azione revocatoria? L'azione revocatoria è quindi un mezzo per conservare la garanzia patrimoniale del debitore contro gli atti disposizione che quest'ultimo ha compiuto.
  3. Cos’è la responsabilità extracontrattuale? Si parla di responsabilità extracontrattuale quando chi pretende un risarcimento (il danneggiato) deve provare la colpa dell’autore del fatto illecito.
  4. Che differenza c’è tra simulazione assoluta e relativa? Nella simulazione le parti di un contratto fingono di stipularlo ma, in realtà, o non ne stipulano nessuno (assoluta) oppure ne pongono in essere un tipo diverso rispetto a quello che appare (relativa). ESAME 3
  5. Cos’è il possesso? Secondo l’articolo 1140 del c.c. il possesso è il potere che un soggetto ha su una cosa, manifestato nell’attività di esercizio della proprietà o di altro diritto reale.
  6. Cos’è la detenzione? La detenzione consiste infatti nell'avere la disponibilità di una cosa, ossia nell'avere la possibilità di utilizzarla tutte le volte che si desideri, pur nella consapevolezza che essa appartiene ad altri, ai quali comunque si deve render conto.
  7. “possesso vale titolo” L'art. 1153 del codice civile testualmente dispone :" Colui al quale sono alienati BENI MOBILI da parte di chi non è il proprietario, ne acquista la proprietà mediante il POSSESSO, purché sia in BUONA FEDE, al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà".
  8. Quando si parla di usucapione?
  1. Cos’è il nesso causale? Il nesso causale è uno degli elementi che formano la struttura dell’atto illecito (qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto e obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno). Gli elementi strutturali dell’atto illecito sono il fatto, la colpevolezza, il nesso di causalità e il danno antigiuridico. Il nesso di causalità comporta la presenza di un legame di causa-effetto giuridicamente rilevante, tra atto e danno.
  2. Che differenza c’è tra dolo e colpa? Il dolo sussiste quando l'autore del reato agisce con volontà ed è cosciente delle conseguenze della sua azione od omissione. La colpa sussiste quando l'autore del reato, pur agendo con volontà, non ha in alcun modo preso coscienza delle conseguenze della sua azione e, allo stesso tempo, l'evento si verifica a causa della sua inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.
  3. Quando si parla di danno patrimoniale? Danno non patrimoniale = lesione di interessi giuridicamente rilevanti (art.2043 c.c.). Danno patrimoniale = economicamente valutabile secondo parametri oggettivi. I danni patrimoniali saranno però dovuti perché si è violata la proprietà altrui (l'autovettura), mentre i danni non patrimoniali saranno dovuti perché si è violato un diritto della persona costituzionalmente garantito (quello alla salute), ma anche perché il comportamento del danneggiante dà luogo al reato di lesioni colpose.
  4. Cos’è il contratto preliminare? Il contratto preliminare è un contratto che ha ad oggetto la prestazione di un futuro consenso per la stipula di un nuovo contratto detto definitivo del quale si sono stabiliti gli elementi essenziali di contenuto e forma. Il contratto preliminare è nullo se non è fatto nella stessa forma che la legge prevede per il definitivo.
  5. Differenza tra contratto ad efficacia reale e ad efficacia obbligatoria Contratto ad efficacia reale -> ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa determinata, di un diritto reale o di un altro diritto, esso avviene con il "solo consenso legittimamente manifestato". Contratto ad efficacia obbligatoria -> il contratto crea rapporti obbligatori oltre ad ulteriori effetti reali che possono determinarsi in base ad esso.
  6. Cos’è la compensazione? Secondo l’articolo 1241 c.c. la compensazione si verifica quando due persone sono obbligate una verso l'altra per debiti e crediti reciproci; in questo caso i reciproci debiti e crediti si estinguono per le quantità corrispondenti. La compensazione può avvenire in maniera legale (debiti e crediti devono essere omogenei = devono avere lo stesso oggetto, devono essere liquidi = già accertato il loro ammontare, devono essere esigibili = non sottoposti a termine e condizione), in maniera giudiziale (quando il debito opposto non è liquido ma di pronta soluzione) o in maniera volontaria (anche se i crediti e debiti non sono omogenei, liquidi ed esigibili).

ESAME 6

  1. Differenza tra proposta e accettazione Proposta -> dichiarazione recettizia contenente tutti gli elementi del contratto con cui una parte manifesta al destinatario la sua volontà di voler stipulare il contratto.

Accettazione -> dichiarazione rivolta al proponente con cui il destinatario esprime la sua volontà di voler stipulare il contratto in maniera completamente conforme alla proposta.

  1. Quando si dice che un contratto è concluso? Un contratto è concluso quando l'accettazione della proposta giunge a conoscenza del proponente, e nel caso in cui si debba stipulare tra persone distanti, la proposta si reputa conosciuta quando giunge all'indirizzo del proponente. Il proponente potrà revocare la sua proposta prima che abbia avuto conoscenza dell'accettazione, e se si tratta di persone distanti, prima che gli sia giunta l'accettazione. Una revoca successiva sarà inefficace, perché riguarderà un contratto già concluso.
  2. Differenza tra presunzione assoluta e relativa Presunzioni sono “le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire ad un fatto ignorato”. Le presunzioni possono essere assolute (non ammettono prova contraria) o relative (ammettono prova contraria). Le presunzioni sono semplici se sono ricavate dal giudice e non da legge.
  3. Quando un danno è risarcibile? Per un danno patrimoniale il risarcimento è sempre previsto qualora si sia cagionato un danno ingiusto (lesione a un diritto o a un interesse protetto di un soggetto). Il danno non patrimoniale (morale, biologico, esistenziale) può essere risarcito solo in casi stabiliti dalla legge che sono il caso di reato e il caso di diritti costituzionalmente garantiti (diritto alla famiglia, a un ambiente di vita salubre…)
  4. Cos’è la prescrizione presuntiva? La prescrizione presuntiva è prevista quando il pagamento di un debito avviene, di solito, senza che il debitore provveda a farsi rilasciare una quietanza. In questo caso, passato un breve lasso di tempo si presume che il debito sia stato già soddisfatto e quindi il diritto estinto.
  5. Differenza tra condizione sospensiva e risolutiva Condizione sospensiva -> da essa dipende l'efficacia del negozio (" ti darò 100 se verrà la nave dall'Asia". Finché non arriva la nave non ti do quello che ho promesso) Condizione risolutiva -> gli effetti del negozio si producono fino al verificarsi della condizione (" ti permetto di occupare il mio appartamento fino a quando mi sposerò". Se mi sposo, te ne vai.)
  6. Differenza tra termine e condizione Termine (di efficacia) -> avvenimento futuro e certo dal quale o fino a quale si producono gli effetti di un negozio giuridico Condizione -> avvenimento futuro ed incerto dal cui verificarsi le parti fanno dipendere l'inizio o la cessazione degli effetti di un negozio giuridico
  7. Quando si parla di ingiustificato arricchimento? Si parla di ingiustificato arricchimento quando una persona vede aumentare il valore del suo patrimonio a danno del patrimonio di un altro soggetto senza che vi sia una giusta causa.

Cos’è il diritto di usufrutto? Il diritto di usufrutto attribuisce al titolare (l’usufruttuario), il diritto di godere e usare il bene altrui, traendone da esso tutte le utilità che può dare, con l’obbligo di non alterarne la destinazione economica e di restituirlo alla scadenza. L’usufrutto non può mai costituirsi a tempo indeterminato, esso infatti non può in nessun caso eccedere la vita dell’usufruttuario se si tratta di persona fisica, i trent’anni se si tratta di persona giuridica. L’usufrutto può costituirsi per legge (ad es. l’usufrutto legale dei genitori), contratto, testamento e può acquistarsi per usucapione. Il quasi usufrutto E’ l’usufrutto avente ad oggetto beni fungibili e consumabili. La differenza rispetto alla disciplina ordinaria dell’usufrutto è che in tal caso l’usufruttuario acquista la proprietà del bene e deve restituire alla scadenza non lo stesso bene ma un bene del medesimo genere e qualità. Quali sono i diritti e gli obblighi dell’usufruttuario? I diritti dell’usufruttuario possono così sintetizzarsi:

  • il diritto di utilizzare il bene traendone tutte le utilità che esso può dare, compresi i frutti naturali e civili;
  • il diritto ad una indennità per i miglioramenti eventualmente apportati;
  • il diritto, alla cessazione dell’usufrutto, di ritenere le addizioni la cui rimozione non alteri la destinazione economica del bene;
  • il diritto di cedere il proprio usufrutto (ma non per testamento), di concedere ipoteca sull’usufrutto e di locare il bene. L’obbligo fondamentale dell’usufruttuario è invece quello di restituire il bene al termine dell’usufrutto. E a tal fine egli deve:
  • non alterarne la destinazione economica;
  • sostenere le spese e gli oneri relativi alla custodia, all’amministrazione e gestione ordinarie del bene;
  • pagare le imposte, i canoni,le rendite e in generali tutti i pesi annuali che gravano sul bene stesso. Il nudo proprietario deve invece provvedere alle riparazioni straordinarie del bene oltre che a far fronte a tutti i carichi di carattere non annuale gravanti. Cos’è il diritto di uso e quello di abitazione? Il diritto di uso conferisce al titolare il diritto di utilizzare un determinato bene (e i suoi eventuali frutti) ma limitatamente ai bisogni suoi e della propria famiglia. Parimenti, il diritto di abitazione conferisce al titolare il diritto di abitare una casa limitatamente ai bisogni suoi e della propria famiglia. Trattandosi di diritti personalissimi non possono essere ceduti o locati, salvo che con il consenso del nudo proprietario, secondo l’opinione prevalente della giurisprudenza. Restano salve, in quanto compatibili, le norme che disciplinano il diritto di usufrutto. Cos’è il diritto di servitù? La servitù consiste nel “peso” imposto sopra un fondo (fondo servente) per l’utilità di un altro fondo (fondo dominante) appartenete a diverso proprietario. L’utilità consiste in qualunque vantaggio, anche non economico, che consenta una migliore utilizzazione del fondo dominante. E’ ammessa anche la costituzione di un diritto di servitù per assicurare un vantaggio futuro oppure a vantaggio o a carico di un edificio da costruire o di un fondo da acquistare. I fondi devono essere vicini anche se il concetto di vicinanza non va inteso nel senso assoluto di contiguità ma in senso relativo in funzione dell’esercizio del diritto (ad es. sussiste la vicinanza sei due fondi sono separati da una strada. La servitù è indivisibile dal fondo, nel senso che si estende ad ogni parte di esso, si trasferisce automaticamente e congiuntamente al trasferimento del fondo servente o dominante cui accede, è normalmente a titolo oneroso.

La servitù, inoltre, può essere costiuita a tempo determinato o in perpetuo e può essere volontaria o legale a seconda che venga costituita per volontà dei privati o sia imposta per legge. Quali sono i tipi di servitù? Le servitù possono classificarsi come segue:

  • Apparenti e non apparenti: sono apparenti quelle che si manifestano in opere visibili e permanenti destinate al loro esercizio (ad es. servitù di passaggio); sono non apparenti quelle per le quali non sono richieste tali opere (ad es. servitù di non edificare).
  • Affermative e negative: sono affermative quelle che richiedono un comportamento attivo del proprietario del fondo dominante che il proprietario del fondo servente deve sopportare (ad. es., la servitù di passaggio); sono negative quelle che vincolano il proprietario del fondo servente ad un “non fare” (ad. es., la servitù di non edificare un muro oltre una determinata altezza). Servitù coattive o legali Le servitù coattive sono quelle che hanno titolo nella legge. Questo non significa che sorgono spontaneamente ma esigerle è un diritto potestativo del proprietario del fondo dominante. Pertanto sorgono per contratto e, in caso di mancato accordo, il proprietario del fondo servente potrà adire l’autorità giudiziaria e ottenere una sentenza costituiva del proprio diritto a fronte del pagamento di una indennità a favore del proprietario del fondo servente. Le servitù coattive sono:
  • di acquedotto coattivo, che consiste nel far passare acque proprie sul fondo altrui qualora tale passaggio sia il più conveniente per il fondo servente.
  • di passaggio coattivo, che attribuiscono il diritto al passaggio sul fondo vicino qualora sia il percorso migliore per accedere alla pubblica via. Come si costituiscono le servitù volontarie? Le servitù non coattive possono costituirsi per contratto, normalmente oneroso, o per testamento. Per le sole servitù apparenti modi d’acquisto sono: l’usucapione e la destinazione del padre di famiglia. Tale fattispecie si realizza quando il proprietario di due fondi vi costruisce opere permanenti per il loro migliore utilizzo; se in futuro i fondi cessano di appartenere al medesimo proprietario, si ritiene automaticamente costituita una servitù corrispondente allo stato di fatto preesistente sui fondi appartenenti ormai a proprietari diversi (la medesima situazione si verifica anche se il fondo è inizialmente uno solo e viene poi diviso tra due differenti proprietari). In cosa consiste il diritto di pegno? E’ un diritto reale di garanzia che il debitore (o un terzo) concede su un proprio bene (bene mobile, universalità di mobili, crediti e altri diritti aventi per oggetto beni mobili) a garanzia di un credito contratto. Si perfeziona solo con la consegna materiale del bene al creditore che ha l’obbligo di custodirlo. Egli cioè ha solo il possesso del bene ma non l’uso e la disponibilità salvo quanto sia necessario per la conservazione del bene stesso. Se il debitore non adempie il creditore ha il diritto di far vendere il bene concessogli in pegno e il diritto di soddisfarsi sul prezzo della vendita con preferenza rispetto agli altri eventuali creditori. Il creditore può anche domandare l’assegnazione materiale del bene in pagamento sino alla concorrenza del credito. Se invece il credito viene soddisfatto, il creditore è obbligato a restituire il bene. Come si costituisce un diritto di pegno? Il pegno si costiuisce mediante contratto scritto avente data certa tra il creditore e il debitore o un terzo datore del bene. Cos’è il diritto di ipoteca?

E’ un diritto reale di garanzia che consente al creditore di espropriare un bene immobile del debitore e di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato in caso di inadempimento.

Pertanto il diritto di proprietà attribuisce:

  • il diritto di godimento del bene, ovvero il potere di decidere le modalità di utilizzo del bene in piena autonomia;
  • il diritto di disporre del bene, ovvero il potere di alienarlo, costituirvi diritti reali a favore altrui, lasciarlo per testamento, ecc. In modo pieno pieno ed esclusivo: cioè il potere di escludere chiunque altro dal godimento del bene sul quale non è possibile la coesistenza con altri diritti di proprietà. Ed infatti anche quando su un bene si instaura una comunione, si configura una comproprietà per quote ma il diritto di proprietà rimane unico, seppur diviso tra più proprietari. Il diritto di proprietà è inoltre imprescrittibile e può essere limitato solo dalla legge per finalità di ordine pubblico o di contemperamento di pubblici interessi (art. 42 Costituzione). Ovvero: espropriazione, requisizione e occupazione quali provvedimenti che di fatto privano il proprietario del godimento della sua proprietà verso il corrispettivo di una indennità che costituisce un ristoro ma mai il prezzo del bene. Quali sono i limiti al diritto di proprietà posti a tutela di privati interessi? Tali limiti riguardano la proprietà immobiliare e regolamentano i rapporti tra proprietà confinanti. Sono espressione del cd. potere “ conformativo ” in quanto posti allo scopo di conformare la proprietà privata ad interessi collettivi di natura privatistica in aderenza al dettato costituzionale (art. 42, 2° comma). La proprietà nasce conformata nel senso che non conferisce poteri di godimento illimitati ma i poteri del proprietario sono quelli stabiliti dalla legge o da atti amministrativi. Per tale ragione questi limiti non assumono carattere espropriativo e non danno luogo ad alcuna forma di indennizzo. Tali limiti riguardano: le distanze nelle costruzioni (artt. 873 – 899 codice civile), le luci (artt. 900 – 907 codice civile), le acque private (artt. 909 – 910 codice civile), stillicidio (art. 908), accesso al fondo (artt. 842 – 843), le immissioni (di fumo, calore, esalazioni, rumori, etc.) – art. 844. Queste ultime non doveno superare il limite della normale tollerabilità. Per valutarla si deve tenere conto della destinazione normale del bene da cui derivano, della condizione dei luoghi, delle entità delle stesse immissioni e delle conseguenze sulle persone coinvolte. Se si verifica una immissione che supera la normale tollerabilità, occorre distinguere:
  • se il giudice ritiene che debbano prevalere le ragioni produttive, autorizza l’immissione e riconosce al proprietario del fondo destinatario un indennizzo;
  • se il giudice ritiene invece prevalenti le ragioni del proprietario che subisce l’immissione, ne ordina la cessazione riconoscendo il risarcimento del danno subìto. Un altro limite imposto nella regolamentazione dei rapporti tra proprietà confinanti o vicine è il divieto degli atti di emulazione (art. 833 codice civile). Il proprietario cioè non può compiere atti la cui sola funzione e quella di recare molestia o nuocere ad altri. L’accertamento dell’atto emulativo consente al danneggiato di richiedere il ripristino della condizione antecedente (la restitutio in integrum) e naturalmente il risarcimento del danno. Quali sono i modi di acquisto della proprietà? La proprietà si acquista a “ titolo originario ” o “ derivativo ”. L’acquisto a titolo originario si determina quando l’acquisto del diritto non dipende da un egual diritto del precedente titolare. Sono modi di acquisto a titolo originario:
  • l’occupazione, ovvero la presa di possesso di beni mobili che non siano di proprietà di nessuno o per non esserlo mai state (res nullius) o per essere state abbandonate dal proprietario (res derelictae); i beni immobili vacanti sono invece proprietà dello stato.
  • l’invenzione, ovvero il ritrovamento di cose smarrite che devono essere riconsegnate al proprietario o, se questi è sconosciuto, al Sindaco del luogo ove sono state ritrovate.

Se il proprietario si presenta, spetta a colui che le ha ritrovate un importo pari al 10% del valore del bene; se invece il proprietario non si presenta entro un anno, la proprietà del bene passa a colui che ha ritrovato le cose smarrite.

  • l’accessione, che si verifica quando una proprietà preesistente (es.: un suolo) attira a sè altri beni che prima ne erano estranei (es.: alberi o costruzioni). Si distingue in: accessione di mobile ad immobile; di immobile ad immobile; di mobile a mobile; accessione invertita. Essa ha luogo quando nella costruzione di un edificio si occupa in buona fede una porzione del fondo confinante e il proprietario non si oppone nel termine di tre 3 mesi. In tal caso l’autorità giudiziaria può attribuire al costruttore la proprietà dell’edificio e del suolo occupato, corrispondendo al proprietario del suolo il doppio del valore della porzione occupata oltre al risarcimento del danno. Si definisce invertita perchè è il proprietario dell’edificio ad acquistare la proprietà del suolo.
  • usucapione. I modi di acquisto a titolo derivativo invece, si verificano quando il diritto di proprietà dipende dall’esistenza del diritto di un precedente proprietario. Sono:
  • negozi traslativi della proprietà ( es.: compravendita)
  • trasferimenti coattivi ( es.: espropriazione)
  • successione a titolo di eredità o legato. Test di Diritto Privato

NOZIONI GENERALI

  • Rientrano tra le fonti del diritto: A) gli usi civici B) gli usi contrattuali C) gli usi o consuetudini
  • Sono comunque vincolanti come fonti del diritto: A) le consuetudini extra ordinem B) le consuetudini secundum legem C) le consuetudini contra legem
  • I regolamenti: A) prevalgono sulla legge ordinaria che disciplina la stessa materia B) prevalgono sui principi costituzionali che regolano la stessa materia C) prevalgono sulle consuetudini vigenti nella stessa materia
  • Il codice civile vigente: A) è entrato in vigore nel 1942 B) è entrato in vigore nel 1948 C) è entrato in vigore nel 1865
  • Il diritto internazionale privato: A) è disciplinato nelle disposizioni sulla legge in generale, che precedono il testo del codice civile B) è disciplinato in apposite convezioni sovranazionali di diritto uniforme C) è disciplinato da una legge del 1995 che ha abrogato soltanto gli artt. 17 e ss. disp. prel. c.c.

A) nel codice civile al libro sesto B) in leggi speciali C) nel codice civile al libro terzo

  • La confessione è disciplinata nel codice al libro: A) sesto, insieme alla prova per testimoni B) quarto, insieme agli atti unilaterali tra vivi C) primo, insieme ai soggetti che possono renderla
  • Le garanzie reali sono disciplinate nel codice al libro: A) terzo, insieme ai diritti reali B) quarto, insieme alle garanzie personali C) sesto, insieme alla garanzia patrimoniale
  • I diritti inviolabili sono costituzionalmente riconosciuti e garantiti all'uomo: A) solo come singolo B) sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità C) nelle formazioni sociali
  • L'iniziativa economica privata: A) può liberamente svolgersi senza limiti B) non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana C) può svolgersi solo negli ambiti in cui non opera l'iniziativa economica pubblica
  • Secondo la Costituzione: A) la proprietà è solo privata B) la proprietà è solo pubblica C) i beni economici appartengono indifferentemente allo Stato, a enti o a privati
  • La proprietà privata: A) è riconosciuta e garantita dalla legge senza limiti B) può essere limitata per legge allo scopo di assicurarne una funzione sociale C) non é tutelata
  • La proprietà privata: A) può essere espropriata a discrezione della Pubblica Amministrazione B) non può essere espropriata C) può essere espropriata nei casi previsti dalla legge per motivi di interesse generale
  • La proprietà privata: A) può essere espropriata solo nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo B) è riconosciuta e garantita dalla legge senza limiti C) può essere espropriata nei casi previsti dalla legge fatto salvo il risarcimento del danno al proprietario
  • La Costituzione: A) protegge la filiazione solo se legittima B) protegge la filiazione anche se naturale C) non prende in considerazione la filiazione
  • I genitori hanno il dovere di mantenere, istruire, educare i figli naturali: A) sì B) no C) solo se si tratta di figli naturali riconosciuti
  • Secondo la Costituzione ai figli nati fuori dal matrimonio va assicurato: A) ogni tutela giuridica e sociale B) ogni tutela giuridica e sociale compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima C) solo il mantenimento, l'istruzione e l'educazione sempre che si tratti di figli naturali riconosciuti
  • I rapporti fra coniugi sono improntati a livello costituzionale: A) sulla assoluta uguaglianza morale e giuridica B) sulla disuguaglianza C) sulla uguaglianza morale e giuridica, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare
  • Il diritto alla salute: A) è tutelato costituzionalmente come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività B) non é tutelato C) è previsto costituzionalmente come interesse della collettività
  • I trattamenti sanitari: A) non si possono mai imporre B) si possono imporre soltanto nei casi previsti dalla legge C) si possono imporre soltanto sulla base di una legge che non violi i limiti imposti dal rispetto della persona umana
  • La famiglia è costituzionalmente tutelata: A) come società naturale fondata sul matrimonio B) come società naturale C) non è presa in considerazione a livello costituzionale
  • I diritti assoluti consistono in: A) diritti riconosciuti ad un soggetto nei confronti di una o più persone determinate o determinabili B) diritti riconosciuti ad un soggetto nei confronti di tutti C) un potere riconosciuto ad un soggetto di determinare una modificazione nella sfera giuridica di un altro soggetto il quale, per norma di legge, non può che subire tale modificazione
  • I diritti relativi consistono in: A) diritti riconosciuti ad un soggetto nei confronti di una o più persone determinate o determinabili B) un potere riconosciuto ad un soggetto di determinare una modificazione nella sfera giuridica di un
  • Perché gli atti giuridici producano effetti occorrono: A) la capacità naturale di intendere e di volere B) la capacità legale di agire C) solo la capacità giuridica
  • La categoria del negozio giuridico è: A) una categoria disciplinata dal codice civile B) una categoria utilizzata in dottrina e giurisprudenza ma non accolta dal legislatore italiano C) una categoria disciplinata dalla Costituzione
  • Le fonti di cognizione del diritto sono: A) i modi di formazione delle norme giuridiche B) i testi che contengono le norme giuridiche C) il Parlamento e l'autorità giudiziaria
  • Le consuetudini sono: A) fonti di diritto solo sovranazionale B) usi contrattuali C) fonti non scritte e non statuali
  • Affinché un determinato comportamento dei consociati rilevi come uso fonte del diritto sono necessari: A) la pratica costante ed uniforme del comportamento e la convinzione che esso sia obbligatorio B) solo la generalizzazione del comportamento C) solo la convinzione che il comportamento sia vincolante
  • A che livello della gerarchia delle fonti si colloca il codice civile? A) allo stesso livello delle leggi ordinarie B) ad un livello subordinato rispetto a quello delle leggi ordinarie C) ad un livello superiore rispetto a quello delle leggi ordinarie
  • I cittadini hanno secondo la Costituzione: A) pari dignità economica B) diversa dignità sociale a seconda delle condizioni personali C) pari dignità sociale ed uguaglianza davanti alla legge
  • La Repubblica ha, secondo l'art. 3 comma 2 della Costituzione, il compito di: A) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana B) vigilare sull'applicazione corretta della legge C) assicurare condizioni di vita dignitose a tutti i cittadini
  • L'interpretazione teleologica della legge è: A) l'interpretazione letterale B) l'interpretazione secondo coscienza

C) l'interpretazione secondo l'intenzione del legislatore

  • L'interpretazione estensiva della legge permette di: A) attribuire alle parole della legge un significato contrario all'intenzione del legislatore B) attribuire alle parole della legge il loro significato comune C) attribuire alle parole della legge un significato più ampio di quello letterale
  • L'applicazione analogica della legge si attua tenendo conto di: A) disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe B) interessi particolari delle parti C) disposizioni che regolano solo casi diversi
  • I principi generali dell'ordinamento giuridico sono: A) usi normativi B) i principi etici fondamentali della società in un determinato momento storico C) principi non scritti ricavati per induzione da una pluralità di norme che esprimono le direttive fondamentali seguite dal legislatore
  • La norma giuridica contiene un precetto: A) uniforme B) concreto C) generale ed astratto PERSONE FISICHE ED ENTI
  • La capacità giuridica è: A) l'attitudine ad essere titolari di diritti e di doveri B) la capacità di compiere atti giuridici C) la capacità di agire in giudizio
  • La capacità giuridica si acquista: A) con il compimento del diciottesimo anno di età B) dal momento del concepimento C) dal momento della nascita
  • La capacità di agire è: A) la capacità di compiere atti giuridici B) la capacità di essere titolari di diritti e di doveri C) la capacità di agire in giudizio
  • La capacità di agire si acquista: A) con il compimento del diciottesimo anno di età B) dal momento del concepimento
  • La morte presunta può essere dichiarata dal tribunale con sentenza: A) quando sono trascorsi dieci anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente B) quando è trascorso un anno dal giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente C) quando viene ritrovata la salma
  • L'affinità è il vincolo tra: A) le persone che discendono da uno stesso stipite B) un coniuge e i parenti dell'altro coniuge C) l'adottante e l'adottato
  • In caso di esclusione dall'associazione, l'associato può ricorrere all'autorità giudiziaria: A) no B) sì, ma solo dietro pagamento di una somma di danaro C) sì
  • Le associazioni riconosciute e le fondazioni sono costituite: A) attraverso scrittura privata B) per atto pubblico C) attraverso scrittura privata autenticata
  • La fondazione può essere costituita anche: A) mediante qualsiasi atto di liberalità B) attraverso un testamento C) per contratto
  • La revoca dell'atto di fondazione può avvenire: A) fino a quando non sia intervenuto il riconoscimento B) solo dopo il riconoscimento C) mai
  • Gli amministratori di associazioni e fondazioni rispondono verso l'ente secondo: A) le norme sul mandato B) le norme sulla rappresentanza C) le norme sul contratto di lavoro subordinato
  • Esiste un registro delle persone giuridiche? A) no B) sì, è un registro privato C) sì, è un registro pubblico
  • La qualità di associato è trasmissibile: A) sì sempre B) se la trasmissione è consentita dall'atto costitutivo o dallo statuto C) no mai
  • L'esclusione dell'associato può essere deliberata dall'assemblea: A) solo in presenza di gravi motivi B) solo per giusta causa C) sempre
  • Qualora l'associato cessi di appartenere all'associazione riconosciuta: A) può ottenere la quota associativa versata B) può ricorrere all'autorità giudiziaria per ottenere quanto versato C) non può ripetere i contributi versati
  • Chi esercita il controllo sull'amministrazione delle fondazioni? A) l'autorità governativa B) l'autorità giudiziaria C) il Giurì
  • La persona giuridica si estingue: A) per inattività B) per le cause previste nella Costituzione C) per le cause previste nell'atto costitutivo e nello statuto
  • L'associazione può estinguersi anche: A) per incapacità della maggioranza degli associati B) quando tutti gli associati vengono a mancare C) quando la metà degli associati viene a mancare