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FILOSOFIA DEL DIRITTO - LIBRI PAGALLO E DURANTE, Sbobinature di Filosofia

Sbobine risistemate con analisi dei vari capitoli di Pagallo e Durante. --->x info ig: ericaprovenzale

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

In vendita dal 06/12/2021

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Erica Provenzale | GIURISPRUDENZA UNIVERSITÀ DI TORINO
Filosofia del diritto
IL DIRITTO NELL’ETÀ DELL’INFORMAZIONEUGO PAGALLO
CAP. 1 - TECNOLOGIA
Il senso di RIVOLUZIONE: l’idea nasce come idea astronomica, rivoluzione in senso
astronomico, solo dopo quest’espressione astronomica assume un valore giuridico.
Le rivoluzioni necessitano di tempo - vecchia generazione muore, dopo predomina la nuova.
Da Kant è nata l’idea che il diritto sia una tecnologia, anzi una meta-tecnologia e la rivoluzione
tecnologica in corso influisce sul diritto stesso. Questa è considerata la quarta rivoluzione, prima ci
sono state quelle che hanno visto come protagonisti Copernico, Darwin e Freud, infine è arrivata
quella di Turing.
Ci sono state anche rivoluzioni politiche - come la Gloriosa rivoluzione inglese, quella americana e
quella francese -.
LE 4 RIVOLUZIONI:
1. COPERNICO
2. CHRLES DARWIN
3. FREUD
4. ALAN TOURING
1. COPERNICO
à
è la Terra a muoversi attorno al Sole
Si passa da un sistema geocentrico ad uno eliocentrico
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Molte volte si parla ancora in termini pre-copernicanies. Il tramonto del sole.
A partire di Copernico si pongono le basi per una nuova visione del mondo
à Si impiega molto tempo per far sì che le rivoluzioni si radichino tra la gente.
2. DARWIN
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discendiamo dalle scimmie
La seconda rivoluzione la possiamo sintetizzare con l’opera e con la figura di Darwin.
La sua idea rivoluzionaria e! che non siamo più! la specie umana al centro della catena dei viventi su
questa terra ma discendiamo dalle scimmie.
Si tratta nuovamente di una rivoluzione nel senso che, come e! già! accaduto con Copernico, non
siamo più al centro del creato ma siamo a nostra volta discendenti di un percorso evolutivo.
3. FREUD
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le neuroscienze
La terza rivoluzione riguarda l’opera di Freud, oggi diremmo più! scientificamente dei contributi della
neuroscienza contemporanea”, cominciamo infatti ad avere idee meno vaghe circa il funzionamento
del cervello umano.
Nel caso di Freud la sua opera inaugura una rivoluzione perché" l’idea di fondo e! che non solo non
siamo al centro dell’universo o al centro del creato, bensì non siamo neanche “centrati” in noi stessi,
non siamo trasparenti a noi stessi.
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Non è il sole che si muove intorno alla terra, ma il contrario. Noi non siamo più al centro dell’universo.
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Filosofia del diritto

IL DIRITTO NELL’ETÀ DELL’INFORMAZIONE – UGO PAGALLO

CAP. 1 - TECNOLOGIA

Il senso di RIVOLUZIONE: l’idea nasce come idea astronomica, rivoluzione in senso astronomico, solo dopo quest’espressione astronomica assume un valore giuridico. Le rivoluzioni necessitano di tempo - vecchia generazione muore, dopo predomina la nuova. Da Kant è nata l’idea che il diritto sia una tecnologia, anzi una meta-tecnologia e la rivoluzione tecnologica in corso influisce sul diritto stesso. Questa è considerata la quarta rivoluzione, prima ci sono state quelle che hanno visto come protagonisti Copernico, Darwin e Freud, infine è arrivata quella di Turing. Ci sono state anche rivoluzioni politiche - come la Gloriosa rivoluzione inglese, quella americana e quella francese -. LE 4 RIVOLUZIONI :

  1. COPERNICO
  2. CHRLES DARWIN
  3. FREUD
  4. ALAN TOURING 1. COPERNICO à è la Terra a muoversi attorno al Sole Si passa da un sistema geocentrico ad uno eliocentrico^1 Molte volte si parla ancora in termini pre-copernicani – es. Il tramonto del sole. A partire di Copernico si pongono le basi per una nuova visione del mondo à Si impiega molto tempo per far sì che le rivoluzioni si radichino tra la gente. 2. DARWIN à discendiamo dalle scimmie La seconda rivoluzione la possiamo sintetizzare con l’opera e con la figura di Darwin. La sua idea rivoluzionaria è che non siamo più̀ la specie umana al centro della catena dei viventi su questa terra ma discendiamo dalle scimmie. Si tratta nuovamente di una rivoluzione nel senso che, come è già̀ accaduto con Copernico, non siamo più al centro del creato ma siamo a nostra volta discendenti di un percorso evolutivo. 3. FREUD à le neuroscienze La terza rivoluzione riguarda l’opera di Freud, oggi diremmo più̀ scientificamente “dei contributi della neuroscienza contemporanea”, cominciamo infatti ad avere idee meno vaghe circa il funzionamento del cervello umano. Nel caso di Freud la sua opera inaugura una rivoluzione perché́ l’idea di fondo è che non solo non siamo al centro dell’universo o al centro del creato, bensì non siamo neanche “ centrati ” in noi stessi, non siamo trasparenti a noi stessi. (^1) Non è il sole che si muove intorno alla terra, ma il contrario. Noi non siamo più al centro dell’universo.

Erica Provenzale | GIURISPRUDENZA – UNIVERSITÀ DI TORINO Ci sono stati già̀ processi in sede penale in cui la difesa ha cercato di scagionare l’imputato proprio portando prove scientifiche circa l’incapacità̀ dell’imputato medesimo di essere padrone di sé stesso e quindi di essere imputabile per azioni penalmente rilevanti di cui è stato incolpato^2.

4. ALAN MATHISON TOURING^3 à la tecnolo gia – vd. Pag. 25 Nei primi anni ‘30 del ‘900 pubblica un “Paper” straordinario: “ Sui numeri non computabili” in cui, in un solo paper di 30 pagine, il nostro matematico: 1. Modellizza matematicamente l’idea di computer che si chiamava ancora “macchina universale di Turing”. L’idea è che tutto quello che può essere calcolato la macchina di Turing lo calcola. Definisce quindi per la prima volta cosa significa “ calcolare ” e su questo pone le basi matematiche del nostro calcolatore, il che significa anche di cellulare, tablet, pc ecc. 2. Dimostra anche che ci sono alcune cose che nessun calcolatore al mondo potrà̀ mai calcolare, dimostra quindi anche matematicamente i limiti di calcolo di questa macchina universale. QUANTO PUÒ ESSERE INTELLIGENTE? Qui si pone il problema dell’intelligenza artificiale e cioè̀ di poter creare artificialmente delle macchine che siano in grado di pensare e, in certi domini, di agire al posto dell’uomo ponendo in esse comportamenti e azioni che, se fatte da un essere umano, sarebbero ritenute intelligenti. In questo scritto Turing definisce una maniera pragmatica per affrontare alcuni dei problemi con cui noi siamo alle prese oggi circa l’intelligenza artificiale e cioè̀ sostanzialmente come possiamo stabilire quando una macchina debba essere chiamata “intelligente” , tenendo presente che il concetto di intelligenza è sfuggevole, è infatti difficile definire cosa sia l’intelligenza. IL TEST DI TURING: Turing affronta questo problema pragmaticamente proponendo un test che verrà poi chiamato “ Test di Turing ” per cui se in un’interazione fra 3 soggetti di cui uno, il valutatore , interagendo senza vederli con altri 2 soggetti di cui uno è calcolatore e l’altro un essere umano, dopo svariati messaggi non riuscisse a capire quale è l’uno e quale è l’altro, in questo caso il calcolatore avrebbe passato il test e dovremmo definire “ quella macchina ” come “ intelligente ” proprio perché́ non saremmo in grado di distinguere le risposte della macchina rispetto a quelle dell’essere umano. Questa prospettiva deve essere ampliata: Turing ha aperto gli occhi sull’idea che in ultima analisi possiamo e dobbiamo concepire noi stessi, le macchine intelligenti e il mondo in cui viviamo in termini di informazioni ed eccoci così arrivati al titolo del libro del prof sull’età̀ dell’informazione. Sostanzialmente abbiamo un problema definitorio “Che cos’è l’informazione ?” e un problema di posizionamento storico perché́ la nostra deve essere considerata l’età dell’informazione. (^2) L’Alzheimer fa parte degli studi derivati dalla rivoluzione di Freud? ” “ Non necessariamente: nel senso che, mentre la psicoanalisi di Freud punta a ciò che non è trasparente a noi stessi e Freud stesso comincia ad individuare questo aspetto oscuro di noi stessi in termini di inconscio e subconscio, l’Alzheimer è una malattia degenerativa che non è collegata a ciò spiegato precedentemente circa le attuali ricerche della neuroscienza. L’attuale Guru per quanto riguarda le ricerche di neuroscienza è Karl Friston, l’autore più importante per quanto riguarda questo tipo di ricerca contemporanea. (^3) Potremmo conoscere il suo nome grazie al film “The Imitation Game” che è il titolo di un paragrafo del paper che Turing pubblica nel 1950 per la rivista “Mind”.

Il problema non è tanto se siamo in grado di costruire ed istruire macchine a ragionare giuridicamente ma fino a che punto vogliamo spingerci in questo processo di delega a macchine la risoluzione di problemi giuridici. HOMO TECNOLOGICUS: Nel primo capitolo del libro l’idea è che noi stessi come specie umana siamo umani “ homo technologicus” , nel senso che la tecnologia è qualcosa che oramai ha a che fare con la nostra stessa essenza di essere umani per la semplice ragione che madre natura non ci ha dotato di particolari vantaggi per la sopravvivenza della specie e quindi se non avessimo avuto questo profilo tecnologico è molto probabile che ci saremmo estinti migliaia di anni fa. Questo aspetto di “Homo Technologicus” cioè̀ che se l’uomo non fosse dotato di talenti tecnologici la nostra specie si sarebbe estinta centinaia di migliaia di anni fa, viene espressa da un vecchio film di un grandissimo regista inglese Stanley Kubrik nel film "2001- Odissea nello spazio" uscito alla fine degli anni ’60 i cui effetti speciali furono curati dalla NASA. L’aspetto interessante dell’inizio di questo film è che inizia ambientato nella preistoria, nell’africa di 4 milioni di anni fa e sostanzialmente c’è la lotta tra 2 tribù̀ di ominidi che ora come allora ruota attorno a chi ha il dominio sulla fonte d’acqua e nella contesa fra queste 2 tribù̀, uno degli ominidi delle 2 tribù̀ risolve il tutto prendendo un osso con il quale spacca la testa dell’ominide avverso, non appena lo fa c’è uno dei più̀ importanti stacchi della storia del cinema perché́ improvvisamente si finisce su una navicella spaziale in cui c’è un’intelligenza artificiale. Nel film 2001 Odissea nello spazio, troviamo lo stacco di Kubrick (ominidi-navicelle spaziali) che fa da ponte tra:

  • L’alba dell’uomo tecnologico
  • Gli sviluppi odierni del nostro saper fare. Interpretazione dello STACCO DI KUBRICK richiede di essere la base di:
  • ULTERIORI RIFLESSIONI:

o R1 → Per la sopravvivenza sul pianeta l'uomo ha dovuto affidarsi alla propria capacità

tecnica di “saper fare” = è una scelta obbligata o R2 → il saper fare dell’ homo technologicus si è progressivamente esteso a nuove sfide

  • PLESSO DI PROBLEMI → P che è il rapporto tra R1 e R2. “Come mai questo stacco?” La risposta è: la tecnologia Vd. pag. 13 L’ominide prende consapevolezza di come quel dato - cioè̀ l’osso trovato per terra - possa diventare un mezzo tecnologico ad uso militare e al tempo stesso senza tecnologia non ci sarebbe stata la navicella spaziale verso Giove, né l’intelligenza artificiale. Questo ruolo che la tecnologia svolge nelle società̀ umana è al centro di una delle opere filosofiche più̀ rilevanti della nostra tradizione e cioè̀ la repubblica di Platone.

I SAPERI DELL’HOMO TECHNOLOGICUS

DIFFERENZA FILOSOFICA FONDAMENTALE DI BASE sul termine TECNOLOGIA — ANTICHI GRECI : Platone e il suo allievo e soprattutto Aristotele:sapere poietico”. Per chi antichi la tecnologia rimane qualcosa di neutro — NOI: “ tecnologia” Con le più̀ recenti generazioni - da 100 anni a questa parte - è avanzata sempre di più̀ l’idea che la tecnologia non sia affatto neutra ma abbia in sé i propri valori fino al punto che, anche nel libro, esiste qualche autore che viene presentato come tecno determinista. TECNO DETERMINISTA: ritiene che la tecnologia o incorpori determinati valori o sia tale da sopravanzare altri poteri, anche quello del legislatore. Questa idea dell’uomo come “uomo tecnologico” può risalire al secondo libro della repubblica di Platone.

1. POLIS PRIMITIVA “PERCHÉ́?” “PERCHÉ́ SOSTANZIALMENTE VIVIAMO IN SOCIETÀ̀.” Nel caso di Socrate / Platone la risposta alla domanda “ E PERCHÉ́ VIVIAMO IN SOCIETÀ̀?” Si è fatto cenno alla distinzione tra l’impiego della tecnica per il soddisfacimento delle esigenze basilari dell’uomo, quali la propria sopravvivenza sul pianeta, e l’uso della tecnica per la produzione di beni superflui nella “società opulenta” di Platone. La distinzione viene fatta dal filosofo per bocca di Socrate (470- 469 – 399 a. C.), nel secondo libro de “ La Repubblica” , nel dialogo con il fratello maggiore di Platone, Glaucone, al fine di “costruire a parole uno stato fin dalla sua origine” Socrate: È che viviamo in SOCIETÀ PERCHÈ: “ uno stato nasce perché ciascuno di noi non basta a sé stesso ma ha molti bisogni” "PERCHÉ́ NE ABBIAMO BISOGNO". ...per un certo bisogno ci si avvale dell’aiuto di uno, per un altro di quello di un altro, e per il gran numero di questi bisogni far riunire in un’unica sede molte persone che si associano per darsi aiuto e a questa coabitazione abbiamo dato il nome di stato, in greco polis ’’ il nucleo essenziale dello stato consta di 4/ persone per cui il primo maggiore bisogno è quello di provvedere al nutrimento per la sussistenza e vivere, poi ci saranno l’agricoltore, il muratore, il tessitore, Il calzolaio, ecco dunque che carpentieri, fabbri e molti altri simili artigiani verranno a far parte del nostro staterello e lo renderanno popoloso e non sarebbe ancora troppo grande se vi aggiungessimo bomai, pecorai e le altre categorie di pastori Quindi, non soltanto viviamo in società̀ perché́ Ma al tempo stesso “ LA SOCIETÀ̀ PRIMITIVA” di Socrate : non nel senso di poco civilizzata ma di originale. Viviamo in società perché ne abbiamo bisogno: LAVORO: La ragione per cui si vive in società̀ è proprio per sopperire ai propri bisogni tramite la divisione del lavoro: madre natura non ci ha dotati di supporto biologico per sopravvivere , non sarebbe in grado di sopperire a tutti i bisogni essenziali ( cioè̀ mangiare, proteggersi dalle intemperie...)

® ciascuno di noi singolarmente non sarebbe in grado di soddisfare a tutti i bisogni

® ciascuno di questi bisogni richiede il saper fare.

ALL’ORIGINE DELLE COMUNITÀ UMANE , quindi, troviamo un criterio utilitaristico , fondato sulla divisione del lavoro, per cui “il nucleo essenziale dello stato” consta all’inizio di “quattro o cinque persone” , ciascuna delle quali dovrà̀ saper fare, evidentemente, il proprio lavoro

ARISTOTELE: TEORETICA, PRATICA E POIETICA

Aristotele, nella Metafisica, racconta infatti che si svilupparono dapprima le arti necessarie alla sopravvivenza - sapere tecnico - , poi quelle rivolte al piacere e per ultime quelle che non miravano né alla sopravvivenza né al piacere - sapere scientifico - , nel momento in cui gli uomini non dovevano più occuparsi di attività pratiche - es. i sacerdoti egizi che svilupparono le scienze matematiche -. Aristotele (≠ Platone) distingue tra sapienza - sapere teoretico - e saggezza - sapere pratico - ed in particolare opera una TRIPARTIZIONE DEL SAPERE:

1. POIETICA : saper fare qualcosa o A FINI ESSENZIALI - soddisfacimento dei bisogni vitali à società primitiva o A FINI SUPERFLUI - lusso à società opulenta 2. PRATICA : sapere per fare , mezzo per l’azione umana: “le azioni belle e giuste” Es. etica, politica, economia, diritto 3. TEORETICA : sapere per il sapere , verità fine a sè stessa o METODO MATEMATICO: RIGORE DIMOSTRATIVO → le dimostrazioni valgono “ sempre ” o METODO FISICO - DIALETTICO → le dimostrazioni valgono “ perlopiù” Es. filosofia, teologia, matematica, fisica STUDIO DELLE AZIONI UMANE

  • La phronesis è la saggezza dell’uomo politico à l'INTUIZIONE gioca un ruolo determinante per saper individuare ciò che è opportuno in certe situazioni, al fine di scegliere i mezzi attraverso i quali raggiungere i fini della buona politica
  • L’ epistemè è l'indagine della scienza politica à si avvale della DIALETTICA come metodo dimostrativo per la confutazione delle tesi tra loro contrapposte e assunte all’interno della totalità di opinioni possibili LIVELLI DI ASTRAZIONE Esistono varie interpretazioni del concetto di diritto: o GIUSPOSITIVISMO: il diritto è quello posto in essere dagli organi di una comunità o GIUSNATURALISMO: vi sono parametri di razionalità in base a cui giudicare la legittimità del diritto positivo o GIUSREALISMO: vi sono rapporti di forza nella società o ISTITUZIONALISMO: continuità e peculiarità storica delle organizzazioni sociali Esistono anche varie interpretazioni dei fini del diritto: o GIUSNATURALISMO: il diritto è uno strumento di comunicazione

— TESI CONTRAPPOSTA → vede il diritto come mezzo di controllo sociale

— TESI INTERMEDIA → vede il diritto come:

§ Medium della comunicazione intersoggettiva

§ Tecnica del controllo sociale: “L’utile del più forte”

Luciano Floridi: METODO DEI LIVELLI DI ASTRAZIONE :

  1. Scegliere il PUNTO DI VISTA da cui descrivere
  2. ESAMINARE

Erica Provenzale | GIURISPRUDENZA – UNIVERSITÀ DI TORINO

  1. Sottoporre le proprie argomentazioni su un dato oggetto di STUDIO. Livello di astrazione scelto^4 : interfaccia che rende possibile l’analisi del sistema, mediante l’individuazione dei suoi o OSSERVABILI: le proprietà rilevanti per quel livello di astrazione o VARIABILI: raffinano ulteriormente gli osservabili Es: Robot → a seconda del motivo per cui abbiamo a che fare con il robot domestico, muta il plesso di proprietà che saranno ritenute rilevanti. LA “NEUTRALITÀ” DELLA TECNOLOGIA: La tecnologia non è neutra, reca con sé valori o disvalori. Neutralità o meno della tecnologia: Es. Coltello: si può usare a fin di bene o male. o Bene: taglio la bistecca. o Male: uccidere. L’impressione che mi dà l’artefatto tecnologico del coltello è che sia inerte à dipende dall’uso che ne faccio. Il TECNODETERMINISMO è la tesi secondo la quale se qualcosa si può tecnologicamente fare, anche se non c’è consenso popolare o legislatori che non vogliono si farà. PARADOSSO DI ZENONE APPLICATO ALLA TECNOLOGIA → può essere rappresentato dal paradosso di Achille e la tartaruga ma al contrario: Achille à tecnologia La tartaruga à il diritto Per quanto legislatori, giudici o giuristi intendano imbrigliare l’evoluzione della tecnica, la corsa della tecnologia è troppo potente per poter essere fermata da una semplice sentenza o editto. (ancora oggi questa tesi è molto popolare) Es. i robot presto soppianteranno gli umani sulla terra, che rischiano di finire per estinguersi Es. Kurzweil in “The Singularity is near” sostiene che entro il 2045 emergerà un’intelligenza di gran lunga superiore a quell’umana Ovviamente non si possono sottovalutare gli effetti e l’impatto dell’odierna rivoluzione tecnologica, tanto che negli ultimi anni, per indicare l’impatto tecnologico sull’ambiente in cui viviamo, gli scienziati parlano di ANTROPOCENE - Stoermer poi Crutzen - per indicare l’odierna era geologica in cui l’homo technologicus sarebbe una delle principali concause dei nuovi equilibri climatici e strutturali del pianeta. Le decisioni politiche, le istanze culturali e i pregiudizi ideologici conservano però un ruolo importante, come nel caso delle tesi negazioniste del presidente George W. Bush sul riscaldamento globale. Si parla perciò di una TENSIONE DIALETTICA tra principi e regole del diritto , istanze socio- culturali e processi tecnologici, che si intrecciano in modo complesso.
    • 1984, caso Sony vs Universal City Studios: i giudici della Corte Suprema dovevano stabilire se la produzione e vendita dei video-registratori Betamax fossero legittime (^4) Deve esserci un livello di analisi adeguata a cogliere il rapporto fra fenomeno giuridico e processo tecnologico. Il livello di astrazione prescelto può essere inteso come l'interfaccia crede possibile l'analisi del sistema mediante l'individuazione dei suoi osservabili: vale le proprietà caratteristiche o peculiarità rilevanti a quel dato livello di astrazione. tali osservabili potranno essere materialmente raffinati tramite variabili
  1. INFORMAZIONE SULLA REALTÀ̀: dati circa la realtà̀ o Es. Non giuridico: orario lezioni o Es. Giuridico: parere giuridico da parte di giuristi à SOCIOLOGIA GIURIDICA: studio del funzionamento del diritto → nesso di causalità̀ , come nelle scienze naturali, cioè̀ come il diritto è
  2. INFORMAZIONE PER LA REALTÀ̀: istruzioni per soggetti: es. Giuridico e non: leggi à GIUSPOSITIVISMO: diritto come insieme regolativo , profilo normativo del dover essere delle cose, a cui si aggiunge la misura coercitiva secondo il modello di Kelsense reato A, allora sanzione B” → nesso di imputabilità̀ , in quanto scienza normativa , cioè̀ come il diritto dovrebbe essere. COSA SCONVOLGE LA QUARTA RIVOLUZIONE (Touring) Possiamo indagare la rivoluzione in corso attraverso un primo livello di astrazione, cioè la CREAZIONE DI UN NUOVO SPAZIO, indicato come cyber-spazio, internet, web o INFOSFERA (Floridi), nella cui ottica va riplasmato l’ambiente stesso in cui ci relazioniamo; siamo al punto che la prossima generazione farà fatica a comprendere il mondo odierno, in cui ancora si distingue tra reale e virtuale. La comprensione del mondo e di noi stessi muta al punto che Floridi parla di quarta rivoluzione Ci sono riflessi giuridici sulla rivoluzione in corso , infatti l’impatto giuridico della rivoluzione in si ha in questi 4 elementi che riguardano gli aspetti cognitivi del diritto: 1. COGNIZIONE GIURIDICA È oggetto dell’informatica giuridica Ø DOCUMENTARIA: riguarda il trattamento automatizzato delle fonti di cognizione dell’ordinamento e reperisce i testi delle leggi e delle sentenze Ø DECISIONALE: si occupa delle fonti di produzione dell’ordinamento tramite l’elaborazione informatica dei processi logico-formali presenti nel procedimento legislativo e nelle decisioni giudiziarie. Studia la tecnica della produzione di norme giuridiche e dell’interpretazione delle disposizioni di diritto positivo, mediante l’elaborazione e uso di banche dati con le quali processare l’informazione contenuta nella legislazione, nella giurisprudenza. Un’attenzione particolare va alla giuri-tecnica ed alle ricerche nel campo delle ontologie giuridiche, il cui obiettivo è che perfino una macchina sia in grado di capire e processare l’informazione giuridica. Per facilitare questo lavoro giuridico, occorre modellizzare e formalizzare nozioni fondamentali impiegate nel campo, come ciò che è dovuto, proibito o permesso, oltre che norme, diritti e doveri. Si deve distinguere però tra:
    • REQUISITI ONTOLOGICI: tutti i concetti rilevanti del settore
    • VINCOLI ONTOLOGICI: insieme delle regole e limiti secondo cui i concetti vanno rappresentati Un sistema esperto deve processare l’informazione giuridica e risolvere i problemi di applicazione della normativa vigente , mediante la concettualizzazione di classi, relazioni, proprietà e istanze che appartengono a quello specifico settore.

L’interpretazione dei concetti dipende però molto spesso dal contesto in cui devono essere applicati; per esempio nel settore della protezione dati personali, non è possibile una completa decontestualizzazione. È però possibile adottare alcune modalità, come il ciclo generatore di test, proposto da Herbert Simon, che prevedeva una scomposizione dei progetti in blocchi funzionali, per generare attraverso il test modi alternativi di risolvere dei problemi e testarli. Si possono così individuare dei problemi elementari, più facili da risolvere singolarmente; la loro risoluzione permette di processare sempre più informazione giuridica con cui sviluppare sistemi sempre più esperti.

2. ISTITUTI Concerne due variabili: o NUOVE FATTISPECIE dell’ordinamento nazionale e internazionale introdotte per via della rivoluzione tecnologica. - nel settore penale i reati informatici (introdotti nel 1993), che si concentrano sui crimini informatici in senso stretto, che sarebbero impensabili senza l’impiego della tecnologia (es. danneggiamento, frode informatica, accesso abusivo e violazioni della corrispondenza elettronica, falso informatico) o vecchi istituti riplasmati - il vecchio diritto d’autore. IL COPYRIGHT

  • 1709, Regno Unito: introdotto per la prima volta con lo Statuto d’Anna
  • 1886, Convenzione di Berna , che ha rappresentato il punto di riferimento normativo internazionale per più di un secolo [ In Italia il riferimento è la legge 633/1941, molto rimaneggiata negli ultimi anni.] Improvvisamente la vecchia normativa è rimasta spiazzata dalla diffusione della tecnologia digitale, che cancella la distinzione tra originale e copia, e rende il vecchio diritto d’autore una questione di accesso e controllo sul flusso di informazioni in 0 e 1. A partire dalla metà degli anni ‘90, si sono susseguiti vari interventi normativi:
  • 1996: accordi internazionali dell’organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO), il cui fine era di impedire “ che i membri del pubblico possano accedere alle opere [protette dal copyright per le registrazioni sonore e i fonogrammi] da un luogo e tempo scelto individualmente da costoro ”, come recitano sia l’articolo 8 del trattato WIPO sul copyright sia l’articolo 14 del trattato WIPO sugli spettacoli e i fonogrammi.
  • 1998, Digital Millennium Copyright Act (DMCA) e Sonny Bono Act : emendavano la Digital Performance Rights in Sound Recordings Act (1995) e riguardavano l’estensione dei diritti di esclusiva.
  • 2001, Europa: 1° direttiva comunitaria su copyright e diritti connessi nella società dell’informazione
  • 2004, direttiva 48: riguardo al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, emendava la direttiva del 2001
  • 2007, ulteriore tentativo di riforma, fallito Nel frattempo, il legislatore di Washington ha elaborato il Technology, Education, and Copyright Harmonization Act (2002), il Family Entertainment and Copyright Act (2005), il Prioritizing Resources Il termine si è progressivamente allungato:
    • Statuto d’Anna e Copyright Act (1790): 14 anni
    • 1831: 28 anni
    • 1909: 56 anni
    • 1976: 50 anni dalla morte dell’autore
    • Sonny Bono Act (1998): 70 anni dalla morte dell’autore

Nel corso dei secoli, le civiltà, benché abbiano fatto uso di ICT, sono tuttavia dipese da altri tipi di tecnologia, soprattutto, quelle relative alle fonti di energia o concernenti altre risorse vitali ( idriche, minerarie, agro-alimentari, ecc). Sebbene il settore delle ICT non sia rimasto inerte, soltanto nei decenni a noi più vicini che, prima in occidente e poi in oriente, le società sono diventate progressivamente dipendenti dall’uso delle ICT. [Oggi infatti più del 20% dell’aumento del PIL del pianeta è dipeso da internet, mentre oltre il 50% dei servizi per l’esportazione dipendono oggi dall’impiego d’ICT .] Il potenziale di crescita del mercato interno dei paesi industrializzati dipenderà quindi quasi esclusivamente dal progresso tecnologico ( guadagni di produttività ). La natura ICT-dipendente delle attuali società comprende i beni voluttuosi della società opulenta ma, la dipendenza di cui si tratta ha anche a che fare con le esigenze primarie del funzionamento di queste società, nell’ottica di un nuovo genere di adattamento e sopravvivenza della specie. Infatti, molte delle attività essenziali relative al loro funzionamento sono progressivamente emigrate nell’infosfera, come è accaduto per l’acqua potabile, l’elettricità, il sistema dei trasporti, le banche o il servizio fognature. Sono due gli ASPETTI GIURIDICI DI QUESTO MUTAMENTO EPOCALE DA EVIDENZIARE :

1. Con la crescente ICT-dipendenza delle odierne società aumenta la natura globale e interconnessa dei problemi da affrontare Es. riscaldamento globale, deforestazione, disciplina dei mercati, decisioni sul futuro d’internet 2. I tradizionali confini giuridici e politici degli stati sovrani sono una scala sempre meno adeguata ad affrontare questi problemi. LEGGERE EXCURSUS STORICO ED ESEMPI PAGINA 31- 32 CAP.2 COMPLESSITÀ I problemi giuridici posti dall’odierna rivoluzione tecnologica possano essere riassunti con la parola complessità, che risulta però difficile da comprendere e da definire; allo stesso modo si devono classificare anche le forme di misurare la complessità. 1. LLOYD , autore di Trentuno misure della complessità, si concentra sulla nozione di profondità logica (proposta da Charles Bennett negli anni Ottanta ma già approfondita da Solomonoff e da Chaitin ), con l’obiettivo di misurare la complessità dell’oggetto di studio in ragione del programma informatico che, nel minor numero di bit, riproduca al computer l’oggetto in questione. 2. LA TEORIA DI SOLOMONOFF E CHAITIN rende però difficile rappresentare oggetti ad alta complessità informativa ma non facilmente riproducibili casualmente. Lloyd e il suo maestro Pagels, che voleva dar conto della complessità dei sistemi fisici in termini di energia, hanno sviluppato un concetto di complessità come profondità termodinamica , per stabilire la distanza che separa un sistema dal suo stato di massima entropia (= ciò che impedisce la chiarezza e l’univocità del messaggio). 3. IN COLLABORAZIONE CON GELL-MANN, LLOYD ha poi parlato di complessità effettiva , che misura la quantità dell’informazione necessaria per descrivere le regolarità di un sistema determinato. Egli sottolinea anche che la misura della complessità adottata deve mutare a seconda di ciò che vogliamo evidenziare tra le caratteristiche di un sistema complesso.

In relazione alla complessità del fenomeno giuridico, bisogna insistere su tre diversi piani d’indagine

  1. La complessità del diritto come informazione
  2. La complessità del diritto fenomeno d’emergenza
  3. La complessità del sistema. COMPLESSITÀ COME INFORMAZIONE Sono varie le interpretazioni del termine informazione: DOMANDA ESAME: TRIPARTIZIONE DELL’INFORMAZIONE IN FLORIDI Floridi si chiede in che termini si può strutturare la relazione che intercorre tra informazione e realtà: 1. INFORMAZIONE COME REALTÀ (ICR): può riferirsi a dati dotati di significato, indipendentemente dal fatto che sulla base di essi un essere intelligente trasmetta o produca informazioni - non hanno cioè necessariamente valenza semantica. o Cerchi concentrici visibili nella sezione di un albero (indicano l’età della pianta indipendentemente dal fatto che qualcuno li interpreti in chiave anagrafica) o DIRITTO NATURALE, che ricava dalla natura delle cose i principi del diritto o Recenti studi di neuro-diritto 2. INFORMAZIONE PER LA REALTÀ (IPR): insieme di regole o istruzioni, che determinano il modo di essere di altre entità. o DNA o GIUSPOSITIVISMO: sono leggi quelle che il potere costituito ha stabilito come tali (Hobbes) 3. INFORMAZIONE SULLA REALTÀ (ISR): ci informa sui diversi stati del mondo o Orari di apertura della segreteria o Può essere descritta in senso aletico , cioè come vera o falsa. o Sociologia del diritto e realismo giuridico o Consulenza dei periti MATEMATICA E DIRITTO Approfondiamo ulteriormente il concetto di complessità, tracciando un parallelismo tra matematica e diritto. Il logico-matematico Gödel è riuscito a tradurre nel linguaggio della meta-matematica una proposizione vera che affermi di sé di non essere dimostrabile all’interno del sistema logico di riferimento, cioè “io dico il falso”: se volessimo dimostrarne la verità, staremmo in realtà provando che è falsa.

WIENER

(padre della cibernetica)

SHANNON

(fondatore dell’odierna teoria scientifica dell’informazione)

FLORIDI

INFORMAZIONE: ciò che si oppone all’entropia (= ciò che impedisce chiarezza e univocità del messaggio ) à è importante la quantità d’informazione guadagnata attraverso un messaggio

INFORMAZIONE:

direttamente proporzionale all’entropia à più un messaggio è casuale, maggiore è la quantità dell’informazione trasmessa.

INFORMAZIONE

SEMANTICA = basata su dati dotati di significato à DATI: mancanza di uniformità nel mondo reale, a cui attribuiamo un significato. Le varie tipologie di dati sono indicate come realtà.

HOBBES – padre della scienza giuridica e politica moderna Hobbes spesso riprende i concetti chiave della tradizione e ne modifica il significato, come accade per il concetto di libertà. PLATONE: la libertà era auto-disciplina, per cui la parte migliore di noi stessi ha il sopravvento su quella peggiore HOBBES: la libertà va intesa come assenza d’impedimenti esterni e, cioè come la capacità di fare ciò che si vuole Questa osservazione vale anche per le nozioni di diritto e legge naturale e per questo Hobbes viene spesso annoverato tra gli ESPONENTI DEL GIUSNATURALISMO MODERNO. Nel LEVIATANO e nel DE CIVE (sul cittadino) il filosofo parla dello stato di natura , uno stato di guerra in cui i rapporti tra gli uomini sono descritti con l’espressione homo homini lupus : allo stato di natura ciascuno pretende di aver diritto a tutto contro tutti. Secondo Hobbes, questo stato si verifica concretamente in tre casi:

  1. con le guerre civili
  2. per gli indiani d’America,
  3. nelle relazioni internazionali tra stati sovrani (la concezione delle relazioni internazionali basata sulla legge del più forte ha trovato grande fortuna anche recentemente negli USA). DA QUESTO STATO DI GUERRA SI PUÒ USCIRE con un contratto sociale , cioè con un atto di rinuncia unilaterale in favore di un terzo , che non prende parte a quel contratto, e cioè il sovrano. Per raggiungere la pace quindi, ciascun individuo deve rinunciare alla propria pretesa di avere diritto su tutto contro tutti, tipica dello stato di natura; l’unico diritto sarà quindi ciò che il sovrano vorrà nella società civile. Questa VARIANTE ASSOLUTISTICA del contratto sociale, per cui non ci sono limiti alla volontà del sovrano , che è sciolto dalle leggi (legibus solutus) , trova però delle CONTRADDIZIONI: o LA CAUSA DEL CONTRATTO, cioè la ragione per cui si è rinunciato ai propri diritti è di avere salva la vita. Sembrerebbe quindi che, se il suddito dovesse la propria vita per via di una decisione del sovrano, il contratto debba ritenersi sciolto. Nel Leviatano, però si afferma che la clausola con la quale il suddito rinuncia ai propri diritti autorizza il sovrano a rappresentarlo e perciò anche nel caso in cui il suddito sia condannato a morte si è trattato di una sorta di suicidio o Nonostante il suo assolutismo, Hobbes deve ritenersi PRECURSORE DEL PRINCIPIO DI LEGALITÀ. La legge è infatti quanto stabilisce il sovrano con la sua volontà, per cui, in caso di dubbio , l’ultima parola che conta è quella del sovrano e non certo quella dei giudici, ma questa legge è tale a condizione che il sovrano l’abbia resa pubblica. o LA SOVRANITÀ PERÒ PUÒ PERIRE: il contratto sociale viene rispettato finché il sovrano è in grado di esercitare il suo potere per proteggere i sudditi Sembra quindi che non siamo giunti ad un’univoca interpretazione filosofia dell’informazione giuridica come realtà. LEGGERE APPROFONDIMENTO PAG. 42 - 43 FENOMENI D’INCOMPLETEZZA CHAITIN ha avuto il merito di mostrare come la verità vada intesa come sotto-insieme della complessità, poiché un’infinita parte della verità è destinata a rimanerci ignota per sempre.

Questo ha provocato un vivace dibattito sulle possibili derive nichilistiche che discendono da tali teoremi – es. Teorema di Tarski sull’indefinibilità della verità. Inoltre, possiamo dire che il mondo della matematica, come quello del diritto, è più complesso del suo stesso linguaggio, per cui all’interno di qualsiasi sistema rimarranno sempre alcune proposizioni indecidibili. Infatti, possiamo sottolineare come le limitazioni dovute ai fenomeni d’incompletezza valgono anche per il linguaggio del diritto : le varie scuole giusnaturalistiche, giuspositivistiche, istituzionalistiche, realistiche, ecc., possono infatti cogliere solo certi aspetti del fenomeno giuridico, ma non darne conto nella sua interezza. Inoltre, dichiarando che il mondo del diritto è più complesso del suo linguaggio, non si vuole giustificare che ciascuno possa dire ciò che vuole, ma si vuole sottolineare la necessità di una certa dose d’umiltà. COMPLESSITÀ COME EMERGENZA Bisogna distinguere tra due concezioni dell’emergenza o EMERGENZA COME EMERGENCY , cioè uno stato di crisi e urgenza a cui corrispondono di solito poteri straordinari. Il giurista tedesco Schmitt afferma addirittura che “ sovrano è colui il quale decide dello stato di eccezione” o EMERGENZA COME EMERGENCE , cioè le forme in cui gli ordini giuridici emergono dalla complessità dell’ esperienza ; quest’ultima è la definizione che sarà approfondita I giuristi hanno cercato di catturare tale fenomeno ad esempio con gli usi e le consuetudini, fonti del diritto che dipendono dall’interazione spontanea dei soggetti. Quest’emergenza si ritrova anche nella distinzione tra ordinamenti giuridici consuetudinari, come il common law inglese, e gli ordinamenti di civil law del continente europeo. HAYEK e l’evoluzione cosmica In termini filosofici, questa distinzione è stata ulteriormente raffinata da Hayek, che distingue tra TAXIS: tutte le tradizionali fonti atto dell’ordinamento (la legislazione e ogni costruttivismo politico) à diritto come frutto della progettualità politica degli uomini, della loro volontà KOSMOS: le fonti fatto del diritto, cioè le forme di emersione degli ordini spontanei (consuetudini e usi) à diritto concepito all’interno del percorso evolutivo della nostra specie Hayek afferma addirittura che “gli ordini spontanei non sono necessariamente complessi (ma al contrario della taxis) possono possedere qualsiasi grado di complessità; gli ordini molto complessi, che comprendono più fatti particolari di quelli che qualunque cervello è in grado di accertare, possono essere raggiunti solo con le forza che portano alla formazione degli ordini spontanei”. Nell’ambito del concetto di evoluzione cosmica , secondo Hayek ogni organizzazione umana, volta alla sopravvivenza e all’adattamento della specie all’ambiente è il risultato di un percorso evolutivo che seleziona le strategie di adattamento, inducendo gli individui a comportarsi in modo tale da rendere possibile la vita sociale. Le regole mediante cui gli uomini hanno imparato ad adattarsi al proprio ambiente si presentano innanzitutto come il prodotto spontaneo, ossia non programmato , dell’interazione umana. La stessa mente è sia il prodotto dell’ambiente sociale in cui si è sviluppata sia qualcosa che a sua volta ha influenzato le istituzioni della società.

I MONDI PICCOLI DI INTERNET

Tali ordini spontanei di internet non emergono soltanto nel mondo della rete, ma anche per quanto riguarda le sentenze della giurisprudenza delle Corti europee e americane; in tutti questi casi si ha infatti un reticolo in cui poche sentenze, pochi articoli, pochi file fungono da ponte d’informazione per la gran massa dei nodi che compongono quel sistema. I mondi piccoli rappresentano infatti la forma secondo cui, spontaneamente, si raggiunge l’equilibrio tra l’esigenza di far fronte alla complessità dei dati e l’esigenza di ottimizzare la distribuzione dell’informazione all’interno del reticolo. Tale tesi era già stata proposta da Simon, secondo cui la nozione di gerarchia era la chiave per cogliere l’architettura della complessità, oltre all’idea di “sistemi quasi scomponibili”, all’interno dei quali la maggior parte delle cose sarà soltanto debolmente connessa a quelle restanti. L’ipotesi di Simon sul “mondo vuoto” corrisponde alla nozione di hub, nel senso che i nodi non solo rappresentano i connettori comuni che accorciano le distanze tra i restanti nodi della rete, ma si accompagnano ai raggruppamenti ad alta intensità d’interazione presenti nella mappa delle relazioni sociali. Alcune osservazioni: o Il fatto che il comportamento sociale si auto-organizzi spontaneamente attraverso le modalità dei mondi piccoli non garantisce affatto la costanza di tali comportamenti. o Il fatto che una rete sociale si organizzi spontaneamente secondo le leggi dei mondi piccoli non ci dice nulla sulla valutazione valoriale che dobbiamo dare di quella rete (l’obiettivo è apprezzabile?) o È stato fondamentale l’impatto della rivoluzione tecnologica ed i problemi che si devono fronteggiare o che si creano investono il sistema nel suo complesso COMPLESSITÀ COME SISTEMA I problemi di cui ci occupiamo, intesi come rischio , investono progressivamente la totalità del sistema, trascendendo i tradizionali confini degli stati nazionali sovrani. Proprio per questo motivo, le questioni che sorgono rispetto alla connettività e accesso al sistema, al dominio dei suoi indirizzi e alle controversie relative alla tutela dei diritti e alla prevenzione dei crimini, difficilmente possono essere affrontate nel nome della sovranità dei singoli stati. I problemi delle società ICT dipendenti spesso sono infatti affidati a organizzazioni transnazionali; le competenze di ICANN, una società di diritto privato con sede in California a proposito della gestione del dominio dei nomi in rete ne sono un esempio. LUHMANN e la cibernetica giuridica come informazione sulla realtà Innanzitutto Luhmann ha voluto rappresentare il diritto come sistema autopoietico e auto- referenziale, capace di determinare dal proprio interno il confine rispetto all’esterno (tra input e output, tra sistema e ambiente). Il diritto deve infatti essere in grado di raggiungere un equilibro tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, tra la capacità vitale di dotarsi di un’auto-organizzazione e rispondere alle sollecitazioni e alle sfide dell’ambiente. L’OBIETTIVO è quello di porre un limite all’indeterminata serie di scelte dei consociati , tramite una serie di procedure non arbitrarie tese a filtrare la complessità di tali scelte. Il diritto è quindi una sorta di sistema immunitario per l’intero tessuto sociale, perché mira a sgravare gli individui dalla fatica di chiedere ogni volta il perché di ogni decisione giuridica.

Erica Provenzale | GIURISPRUDENZA – UNIVERSITÀ DI TORINO LA SELEZIONE DELLE REGOLE GIURIDICHE deve naturalmente prendere in considerazione la reazione degli individui, cioè il feedback o retroazione. La necessità di tener conto del feedback dei consociati non ha alcuna suggestione morale, etica o democratica nel campo del diritto, ma serve al sistema per mantenere il suo equilibrio ed efficienza funzionale. Però, anche ammettendo che il diritto sia soltanto una questione di potere e di agire strategico, esistono pur sempre fonti extra e contra ordinem (ritorna anche il fenomeno della completezza citato con Chaitin). La nozione di rischio alla quale si è accennato non è l’unica, perché il rischio ha rappresentato una motivazione fondamentale per lo sviluppo delle strutture sociali e di governance negli ultimi 10 mila anni. Negli ultimi cento anni, si è comunque affermato un settore di studi della gestione del rischio, per definire un metodo. Tale rischio inoltre è diventato sistemico , perché investe la società nel suo complesso. Per comprendere tali cambiamenti, tornano dunque utili le INDICAZIONI METODOLOGICHE DI LUHMANN, per cui il rischio è connaturato alla pretesa auto-organizzativa del diritto a tre livelli:

1. Sul fronte dell’input , cioè come fattore d’incertezza al quale il sistema giuridico deve far fronte 2. Sul fronte dell’output , come conseguenza del bisogno che il diritto ha di scegliere tra risposte diverse, esponendosi così alla contingenza 3. Per la doppia contingenza , che dipende sia dalle richieste sociali ( input) , sia dalla pretesa di armonia interna al sistema ( output) , seguendo così l’incertezza nel coordinamento tra i due livelli. Tradizionalmente, nei primi secoli dell’era moderna, il passaggio dal primo al secondo livello di rischio è stato affidato agli organi di governo su scala nazionale; l’aumento di complessità ingenerato dal primo livello ha anche indotto un riposizionamento sul terzo livello, su come cioè il sistema giuridico debba essere internamente differenziato al fine di correggere la propria relazione con un ambiente mutato e più complesso. Questo riposizionamento lo si registra sia sul piano istituzionale, sia sul piano delle fonti. Secondo Luhmann, il sistema giuridico ha dovuto riposizionarsi con il passaggio alla governance sul fronte della “ doppia contingenza ”, innanzi alle sfide della complessità. CAP. 3 - GOVERNANCE: Il termine governance sarebbe governanza ma non viene usata^5_._ La necessità di inquadrare i tradizionali poteri di governo in un più ampio reticolo istituzionale Governare sul mondo digitate significa governare anche su attori che sono molto forti e che si avvalgono di questi sistemi intelligenza artificiale, di questi algoritmi in misura sempre crescente. Per esempio, il nostro accesso all’informazione, alle conoscenze è mediato dai motori di ricerca; si può chiedere a qualcuno o cercare in un libro ma normalmente si va su Internet e Google restituisce, sulla base di un algoritmo segreto, una serie di risultati, che contribuiscono a creare conoscenza. Dunque, il modo in cui noi ci rappresentiamo, abbiamo delle coscienze, ci diamo informazioni è (^5) precisiamo che non esiste traduzione italiana per il termine di governance e spesso tale impossibilità di traduzione nasconde meccanismi istituzionali anti-democratici o una mancata trasparenza di governo. Alcuni la ritengono un concetto il cui senso risiede proprio nel non avere un senso, altri la ignorano.