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9 feb NOZIONI INTRODUTTIVE Fine circa 25 aprile Si vedrà poi se possibile pre-appello Programma:
Il diritto è un fenomeno storico, sociale e mutevole; è un fenomeno prettamente umano. Il diritto è fatto dagli uomini per gli uomini (cfr Paolo Grossi). La nascita della Giurisprudenza: La radice del termine risiede nel binomio ius-iuris e prudentia (competenza, scienza, tecnica). È importante sottolineare che i Romani non hanno "inventato" il diritto (già presente nelle poleis greche o nel Codice di Hammurabi), ma hanno creato la Giurisprudenza come scienza dell'interpretazione tecnica. I giuristi sono, infatti, i iuris periti (esperti del diritto). L'eredità di Roma: Secondo Ursula von der Leyen: "La civiltà europea è figlia della filosofia greca e del diritto romano". Se la Grecia ha fornito le basi filosofiche per la formazione del cittadino, Roma ha gettato le basi per le codificazioni moderne (influenzando sia il Civil Law che il Common Law). A Roma, tuttavia, non esisteva una Costituzione scritta in senso moderno; il diritto si evolveva attraverso i responsa (pareri tecnici) dei giuristi su casi concreti.
Fonti Letterarie ● Cicerone: Fondamentale per le sue opere sull'ars oratoria. Pur non essendo un giurista in senso stretto, conosceva profondamente il diritto pubblico e la società del suo tempo. ● Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso: Fonti essenziali per la ricostruzione storica delle origini di Roma.
Fonti Giuridiche/Giurisprudenziali Giustiniano (Imperatore dal 527 d.C.) ebbe l'intuizione di dare unità alla cultura giuridica romana attraverso il Corpus Iuris Civilis (denominazione introdotta nel XVI secolo da Dionigi Gotofredo). La compilazione si divide in:
La conoscenza dei Digesta è legata alla Littera Florentina (o Codex Florentinus), un manoscritto del VI secolo d.C. redatto a Costantinopoli e oggi conservato a Firenze.
Un momento di svolta per la storiografia giuridica avvenne nel 1816, quando il diplomatico e storico tedesco Barthold Georg Niebuhr, presso la Biblioteca Capitolare di Verona, analizzò un Codex Rescriptus (codice palinsesto). Niebuhr notò che sotto le lettere di San Girolamo era stato raschiato un testo precedente: si trattava delle Institutiones di Gaio (II secolo d.C.). Le Istituzioni di Gaio sono l'unica opera della giurisprudenza classica giunta a noi quasi integralmente senza le mediazioni giustinianee del VI secolo.
L'evoluzione del pensiero giuridico è evidente nel numero delle fonti delle obbligazioni: Gaio (Istituzioni): Bipartizione. L'obbligazione nasce da
Gaio (Res Cottidianae): Tripartizione. Si aggiungono le variae causarum figurae.
Giustiniano: Quadripartizione. Le fonti diventano:
● Papiri: La Constitutio Antoniniana (212 d.C.), con cui l'imperatore Caracalla estese la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'Impero, ci è nota grazie a un celebre papiro. L'Università di Genova vanta una rilevante collezione privata di papiri.
● Tavolette Cerate: Utilizzate per la vita quotidiana e gli atti giuridici. I ritrovamenti di Pompei (cristallizzati dall'eruzione del 79 d.C.) e quelli in Dacia (Romania—conquistata da Traiano) offrono una visione unica della prassi giuridica romana nelle province, ma anche in Vindolanda e Londra
Citazioni tratte da Profilo del diritto romano di Antonio Guarino ≪ Il diritto è un dato storico, cioè un concetto variabile: variabile perché intimamente collegato alla situazione storica di una certa società, alle forze (fisiche, economiche, spirituali) che vi dominano, ai mutamenti che vi si svolgono, in definitiva alla ‘politica’ contingente che vi si realizza. E siccome ‘la politica non è una scienza esatta’ … scienza esatta non è nemmeno il diritto ≫. A. Guarino, Profilo del diritto romano, Napoli 1994, pp. 10-
≪ Esperto di diritto …non è colui che sa tutto (personaggio, il «tuttologo», che esiste solo nelle fiabe), ma è colui che, posto di fronte ad un enigma da sciogliere, sa a quale settore del diritto far capo, a quale scaf ale della biblioteca rivolgersi, a quali principî generali riferirsi. Una ricerca particolareggiata di più specifiche fonti giuridiche, unita allo spirito di osservazione e al buon senso… ≫. A. Guarino, Profilo del diritto romano, Napoli 1994, p. 13
Come affinare lo spirito di osservazione e il buon senso? Attraverso una riflessione sulla storia del diritto, sulle dinamiche e sulle motivazioni sociali e quindi politiche. ≪ … si raccomanda al giurista moderno di qualsivoglia paese civile per almeno tre motivi […] In primo luogo, la storia del diritto romano antico è forse l’unica di cui si abbia oggi la possibilità di ricostruire, pur se con molte inevitabili incertezze di particolari, tutto uno svolgimento completo, della durata di ben tredici secoli, che va dalle origini alla fioritura, poi alla decadenza, indi alla fine. Un patrimonio di dati e di suggestioni, positive e negative, davvero ineguagliabile. In secondo luogo, le istituzioni pubbliche e private dell’antico diritto romano (sopra tutto quelle private) sono, per generale riconoscimento, espressione di una tra le più valide e coerenti civiltà giuridiche della storia dell’umanità…Un campionario di istituti e di regolamenti sociali singolarmente istruttivo ≫.
Le fonti del diritto romano sono trattate da Gaio in un manuale molto semplice ed elementare del diritto romano del II sec d.c, giurista e probabilmente era un provinciale. “Gli ordinamenti giuridici del popolo romano sono costituiti da leggi, plebisciti, senatoconsulti, costituzioni dei principi, editti di coloro che hanno potere di promulgare, responsi dei giuristi. La legge è ciò che il popolo comanda e stabilisce” Siamo nel principato. La legge è una manifestazione della volontà popolare.
ATEIO CAPITONE è un giurista di eta repubblica e dà un'altra definizione, riportata da AULO GELLIO (magistrato): “la legge è un comando generale del popolo o delle plebe su richiesta del magistrato”.
Il giurista MODESTINO, noto grazie ai D. 1.3.7 (primo libro), non definisce che cosè la legge bensi sulla sua funzione: “comandare, vietare, permettere, punire”. la legge a roma ha carattere prettamente pubblicistico, poche con contenuto di diritto privato.
● Lex rogata , La lex è quindi un testo prescrittivo proposta con una rogatio /richiesta rivolta alle assembleee popolari da un magistrato e votata dalle assemblee popolari. Se si voatva in senso contrario, veniva riformulato e riproposto. ● Lex data , non richiede voto comiziale e viene data dal magistrato.
NB la plebe fa parte del popolo, distinto tra patrizi e plebei. La plebe ottiene riconoscimenti giuridico, possono riunirsi in un’assemblea riservata e possono votare un plebiscito (= una votazione solo delle plebe). In origine dal plebiscito era vincolato esclusivamente la plebe. Il plebiscitum riflette istanze politiche sociali della plebe che assumono valenza normativa. Sono istanze che provengono dal bisogno di una tutela. Nel 286 aC avviene Lex Hortensia che equipara il plebiscito alla legge = il plebiscito vincola tutto il popolo. E si usa cosi in maniera generica la lex in termine generica. Es. Lex Aquilia , un plebiscito proposto da un tribuno ma equiparato alla legge e introduce in maniera organica la responsabilità civile.
La funzione del senato a Roma era importantissimo perchè dirige la politica romana. È un parere del senato su proposta di un magistrato. Ma gaio dice non sempre ha avuto valore di legge: in eta repubblicana non la aveva: I sec ha contenuto normativo. Tra il I e il III p il principale atto normativo.
Gaio dice che è cio che l'imperatore stabilisce con un editto, responso, decreto, epistola etc. E non s è mai dubitato della valenza di questa fonte. Sono atti dell’imperatore con contenuto normativo che trovano fondamento costituzionale nella “ lex de imperio ” = legge attraverso cui il princeps riceve l’investitura dal popolo. NB. COSTANTINO MORTATI è un costituzionalista fautore del concetto di costituzione materiale (insieme degli apporto politici reali della prassi e delel forze sociali politiche che determinano il funzionamento dello Stato) , da cui si avrà la contrapposizione con una costituzione formale (norme scritte e giuridicamente vincolanti. A roma non esiste una costituzione, Morati individua una costituzione materiale. (Domanda cosa sono le costituzioni imperiali?)
Una delle costituzioni imperiali è l’editto. È l’atto di un magistrato pretore che amministra la giustizia e crea in questo modo diritto. Il diritto romano è un diritto casistico-giurisprudenziale. L'editto del pretor è quell’atto che ogni anno il pretore pubblicava e a seconda di questo avrebbe amministrato
la giustizia: una sorta di procedura civile perchè si inserivano quegli strumenti/formule da utilizzare per il diritto privato. In origine avevamo un unico pretore, dopo pretore urbano ma anche anche il pretore peregrino. E quindi due editti. Va a generare il cosiddetto ius honorarium o iur pretorium.
Le risposte dei giuristi, la risposta che il giurista dava ad un quesito posto o da un privato, o da un magistrato, o dall’imperatore. La giurisprudenza è fonte del diritto a Roma: se si chiede parere a piu giuristi si considera vincolante quello che mette d’accordo.
NB non c'è un ordine, non è una gerarchia!
Precedono cronologicamente la lex nella fase piu arcaica. Diversa dalla consuetudo.
Ius si pensa che derivasse da una “salsa” che lega gli uomini. se si offendevano delle divinità, biognava riconciliarsi con esse attraverso dei mores. Il diritto oggettivo = complesso organico di norme, “law”, norme agendi. Il diritto soggetivo = la pretesa di un soggetto e tutela del diritto oggettivo, facultas agendi, right. La distinzione a roma non è cosi netta: lo schiavo ad es non aveva ‘capacità giuridica’, è una cosa, ma può agire giuridicamente.
● Ius civile , non è facile definirlo. Possiamo prendere un frammento dei digesta tratto da PAPINIANO, che nella sua opera “definizioni” dice: Il diritto civile è quello che proviene dalle leggi, dai plebisciti, dai senatoconsulti, dai decreti dei principi (constitutiones), dall’autorità dei giuristi (responsa). Mancano pero i mores ma soprattutto gli editti: editto del pretore crea infatti ius honorarium.
● Ius pretorium/honorarium , è quel diritto creato dal pretore nel momento in cui propone il suo editto. Modifica lo ius civile. Il diritto pretorio è quello che fu introdotto dai pretori per ragioni di pubblica utilità allo scopo di migliorare, integrare e correggere il diritto civile. Esso viene anche definito onorario, così denominato in ragione della carica [honos] del pretore.
● ius gentium , appare piu complicato. D.1.1.9 (Gaius libro primo institutionum): Tutti i popoli retti da leggi e consuetudini, impiegano, in parte un diritto loro proprio, in parte un diritto comune a tutti gli uomini: invero quel diritto che ciascun popolo stabilisce per sé è suo proprio e si chiama diritto civile, come a dire proprio della città; mentre quello che una naturale ragione ha stabilito fra tutti gli uomini è osservato ugualmente da tutti i popoli e si chiama diritto delle genti, come a significare che di quel diritto tutte le genti si servono. NB, Non è un diritto internazionale ne sovranazionale, è sempr eun diritto romano ma non utilizzato solo dai cives bensi anche dagli stranieri. Di forma da unaratio naturalis. Si capira bene la distinzione con lo ius civile esaminando alcuni contratti: quasi tutti sono di ius gentium perchè anche gli stranieri
La tradizione parla di 7 re, anche se sicuramente sono di piu. Si tende dividere tra
prendiamo un passo del primo libro dei Digesta: “…initio civitatis huius constat reges omnem potestatem habuisse” = all’inizio di questa città si sa che i re hanno avuto ogni potere anche lui usa il verbo avere. Il potere viene definito potestas (giuridicamente è il potere civile) et imperium (potere militare) Sono due cose diverse.
Qual era il potere del re? Era un potere monocratico e vitalizio. Ovv detenuto da una sola persona e a vita. Ed era al contempo capo politico e religioso: il rex sacrorum****. Distinguendo tra monarchia sabina ed etrusca, ci si concentra proprio sul potere: la dottrina sostiene che l’imperium venga introdotto a Roma dagli Etruschi. Avevano una struttura complessa con citta che si autogovernavano. Nell'immagine si vede un fascio littorio: bastoni legati con cime di pelle e un’ascia e portati dai littori (seguivano i re) che utilizzavano in casi estremi pr difendere il re o i magistrati. ha un valore simbolico perchè simboleggia la coercizione (=utilizzo della forza). Questo oggetto fu trovato nella tromba etrusca di vetulonia > si ipotizza la teoria secondo cui l’imperium è stato introdotto dagli etruschi. Quindi nella monarchia latina-sabina si parla solo di potestas che è potere civile. L'imperium sarà alla base del potere magistratuale.
Organo fondamentale che nasce gia in eta regia. Da senes = anziani che componevano il senato. Roma era ancora composta da poche persone. Era l’organo collegiale che dava ausilio e cosultava il re. I Senes erano i “ Patres gentium ” = padri delle gentes, delle famiglie. Gentes = aggregrazioni di tipo clanico. Ogni gens era composta da familiae e veniva scelto un pater di una delle famiglie per essere il pater familias che deteneva il ius vitae ac necis sui suoi sottoposti ( i filii, la moglie talvolta e le cose -animali e schiavi). Il termine familias ha infatti anche un’accezione economica indicando il patrimonio del pater: l’unico soggetto giuridicamente autonomo. L'autonomia dei figli non dipende dalla maggior eta ma bensi dal padre finche in vita.
la Gens era un organismo composto da rami famigliari accomunati dalla comune discendenza e da uno stesso capo stipite: avevano in comune i sacra gentilicia (i culti), il nome gentilicium (nome), sepulchra (sepolcri). Nomen: es Gaio (prenomen, che erano molto pochi e sempre gli stessi) Giulio (nomen della gens) Cesare (cognomen, Caesar perchè un suo antenato aveva lottato nelle guerre puniche con gli elefanti, in punico caesar).
la prima assemblea popolare dove il popolo è diviso in 30 curiae = un insieme di uomini, 10 per ciascuna delle 3 tribu. Nei comitia centuriata sara diviso per centuriae , e nei tributa per tribu (entita territoriali). Le funzioni? ● lex curiata de imperio , Conferiva formalmente i poteri al rex ● Testamentum calatis comitiis (atto piu importante per la vita di un uomo. Aveva varie forme a Roma e questa è la piu antica: il romano convoca il popolo per fare testamento due volte l’anno, ciascuno recita le sue ultime volontà).
● Detestatio sacrorum = rinuncia che l pater fa dei propri culti famigliari, da fare prima che avvenga l’adrogatio ● Adrogatio = sottomissione di un paterfamilias ad un altro paterfamiglias con la conseguenza che il primo sarebbe diventato filiusfamilias e dunque in potestate del pater. Il figlio diventava figlio a tutti gli effetti, come se fosse stato adottato (adotio). Tutto innanzi ai comizi
CARATTERISTICHE DELLO IUS
Abbiamo info anche nei digesta (enchiridion di Pomponio): nel testo latino troviamo l’espressione “manu a regibus” = potere dei re. Manus stava ad indicare il potere, piu avanti la manus sarà il potere che il marito esercita sullemoglie - matrimonio cum manu. Un altro aspetto di questo frammento è “sine lege certa, sine iure certo” = Pomponio dice che la certezza del diritto dipende dal fatto che il re da leggi e le propone al popolo. Dopo la cacciata di re pero si torna allo stato di incertezza. La certezza dipendeva dall’autorità del rex e dalla leggi. Si ritornerà ad no stato di certezza del diritto solo con le DODICI TAVOLE.
Assistiamo col tempo alla laicizzazione della scientia iuris. Vediamo l’opera di Cicerone De Oratore. Cic. De Orat. 1,48,212: sin autem quaereretur quisnam iuris consultus vere nominaretur, eum dicerem, qui legum et consuetudinis eius, qua privati in civitati uterentur, et ad respondendum et ad agendum et ad cavendum peritus esset. Se si chiedesse ancora chi merita veramente il nome di giureconsulto, io direi colui che è esperto delle leggi e di quelle consuetudini di cui si servono i privati cittadini, e che pertanto è in grado sia di dare risposte, sia di redigere schemi processuali e negoziali
= magisterare significa guidare. Da qui prendono il nome di magistri (maestri) non solo gli insegnanti, ma anche i magistri dei villaggi, delle società, dei quartieri, delle associazioni, della cavalleria, perché tutti costoro magis possunt (possono di più) degli altri. Da qui prendono il nome anche i magistratus (magistrati), coloro che attraverso gli imperia sono potenti più dei privati.
Deriva dal verbo ‘magisterare’ = guidare. E da questo verbo prendono il nome i magistri. Sono capi perchè magis possunt. E prende nome anche i magistratus perchè attraverso gli imperia sono piu potenti dei privati, agendo in quanto detentori di um imperium =potere.
Le magistrature repubblicane hanno caratteristiche comuni ● Temporanee, in carica circa 1 anno ● Elettive , eletti dal popolo ● Principio collegialità , DIVERSO DA PRIMA (il rex aveva potere monocratico). Le magistrature sono rivestite da almeno due magistrati: 2 consoli, 2 pretori, tribuni della plebe e poi tutti saranno di più. Discende da questo principio il “ ius intercessionis ” = diritto di paralizzare l’azione del collega, di opporre il veto per evitar l'abuso del collega. sara molto rilevante in tutte le magistrature ma sopr pe ri Tribuni della plebe ● principio di irresponsabilità , al magistrato si poteva chiedere conto del suo operato e eventualmente processarlo SOLO a fine mandato per garantire imparzialità ● Gratuità , senza retribuzione. Anzi erano i magistrati che con i loro beni sostenevano il popolo con costruzioni di templi, piazze etc. erano quindi cariche onorarie. L'ordine delle magistrature è il “cursus honorum”. Nei primi anni respublica non cè un vero ordine imposto da seguire.
Vanno a sostituire in qualche modo il potere del Re. Cosa cambia? Liv. 2.1.7-8: Libertatis autem originem inde magis quia annum imperium consulare factum est quam quod deminutum quicquam sit ex regia potestate numeres. Omnia iura, omnia insigna primi consules tenuere. Ma l’origine della libertà va riportata a quel momento più per il fatto che si limitò ad un anno la potestà consolare, che perché si sia in qualche modo menomato il potere del re. I primi consoli ne conservarono tutti i diritti, tutte le insegne.
Deteneva un potere monocratico, ma la DIFF è che inizia a scindersi la figura tra capo politico e capo religioso. Il nome di rex persiste per il rex sacrorum, non piu quello politico. Le competenze politiche sono assorbite dai consoli. si discute molto sull’origine del consolato. Da Cicerone ad esempio si deduce che c’erano delle figure definite in modi diverse e che solo successivamente si definiscono i diversi poteri distinguendo le figure. = All'origine della res publica non c’era il “console”, bensi un soggetto chiamato “ pretore ” = pre ire (che si pone avanti (al popolo)).
Cic. De leg. 3.3.8 : regio imperio duo sunto, iique a praeeundo iudicando consulendo praetores iudices consules appellamino. Militiae summum ius habento, nemini parento. Ollis salus populi suprema lex esto. Vi siano due che rivestano potere regio, e da procedere, giudicare, provvedere siano chiamati pretori, giudici, consoli; abbiano il supremo potere militare, a nessuno siano soggetti; sia loro suprema legge la salute del popolo
e poi vediamo il frammento di Pomponio:
D. 1.2.2.16 ( Pomponius libro singulari enchiridii) : Exactis deinde regibus consules constituti sunt duo: penes quos summum ius uti esset, lege rogatum est: dicti sunt ab eo, quod plurimum rei publicae consulerent. Qui
tamen ne per omnia regiam potestatem sibi vindicarent, lege lata factum est, ut ab eis provocatio esset neve possent in caput civis Romani animadvertere iniussu populi: solum relictum est illis, ut coercere possent et in vincula publica duci iuberent. Cacciati dunque i re, furono istituiti due consoli; con legge fu proposto che essi fossero titolari del potere supremo: sono chiamati così soprattutto per il fatto che si consultavano nell’interesse dello Stato. Tuttavia, affinché essi non rivendicassero a sé il potere regio su ogni cosa, con una legge fu stabilito che vi fosse nei loro confronti il ricorso (al popolo) e che non potessero condannare a morte un cittadino romano senza ordine del popolo: gli fu solo lasciato di poter esercitare la coercizione e di ordinare la conduzione nel carcere pubblico
Viene a crearsi l'istituto molto importante: “ provocatio ad popolum ” che possiamo vederla dal punto di vista
Il consolato è poi ● Carica apicale della repubblica ● Ius agendi cum populo = potere di concovare il popolo riunito nei comitiza i comitia tributa eleggevano altri magistrati, i comitia curiata di età regia hanno ormai un valore simbolico ???
Ci sono delle leggi fondamentali: Leggi licinie sestie (367) approvate dal popolo ma sollecitate da due tribuni della plebe, che rappresentano il frutto del conflitto che risale alle origini di roma: conflitto tra patrizi/plebei. Queste leggi sono la conclusione del conflitto perchè
Si istituisce dopo queste leggi una nuova magistratura, che fosse solo patrizia (anche se dopo saranno anche plebei) = il pretore.
non doevva essere ucssio, ma se qualcuno lo uccideva, non veniva considerato reo di omicidio! = L'homo sacer non ha nessuna tutela, è come non aver ucciso nessuno. ● Avevano il ius agendi cum plebe , ovvero il diritto di convocare la plebe e dunque i concilia plebis tributa Lo scrittore AGAMBEN parte dall’homo sacer romano fino alla vita nei Lager, una vita ch enona tutela.
Edili “similmente, affinché vi fossero sovrintendenti ai templi in cui la plebe depositava le proprie delibere, furono istituiti dalla stessa plebe due magistrati, che sono anche chiamati edili.” pomponiano, Dig. Sono creati come addetti alla costruzione/manutenzione dei templi delle divinità plebei. Poi si occuperanno anche di pulizia urbana etc. Ma dopo le leggi Siliciane, i patrizi dicono che i plebei avevano troppi privilegi = vengono creati gli edili curuli EDILI CURULI , hanno una competenza in piu oltre alla cura urbis = amministrano la giustizia in un campo ristretto, con l’editto degli Edili curuli, per quelle controversie che nascono in scambi commerciali. (ne parleremo con il contratto della comprovanedita che si chiamava “entio venditio”,contratto ocn effetit obbligatori ma che non trasferiva la proprietà di una res. Vi erano tra le due parti delle garanzie: oggi abbiamo la garanzia per vizi occulti,e ?? garanzia previzione).
EDILI PLEBEI Magistrati plebei creati forse nel 494 come addetti alla costruzione e alla manutenzione dei templi delle divinità plebee e con competenze nei luoghi frequentati dalla plebe per le attività commerciali. Cura urbis= polizia urbana Cura ludorum= sorveglianza e allestimento dei giochi. Eletti dai concilia plebis. Erano titolari di potestas
Pretori
In origine il praetor (dal verbo prae-ire, “andare avanti”, “stare a capo”) fu con ogni probabilità il magistrato supremo della Repubblica romana, con funzioni prevalentemente militari. Con il tempo, tuttavia, la sua posizione si trasformò e al pretore furono attribuite competenze prevalentemente giurisdizionali.
Il pretore era titolare di imperium e divenne progressivamente il magistrato che “dice il diritto” (ius dicere), ossia colui che presiedeva l’attività giudiziaria. A tale scopo promulgava l’editto , nel quale indicava le formule processuali che avrebbero guidato lo svolgimento dei processi durante il suo mandato.
Nel 367 a.C. venne istituita la figura del praetor urbanus , incaricato di amministrare la giustizia esclusivamente tra cittadini romani. La sua creazione fu dovuta alla necessità di garantire l’esercizio della giurisdizione in città quando i consoli erano spesso assenti, impegnati nelle guerre contro i popoli confinanti. Come ricorda Pomponio: Cumque consules avocarentur bellis finitimis neque esset qui in civitate ius reddere posset, factum est, ut praetor quoque crearetur, qui urbanus appellatus est, quod in urbe ius redderet (D. 1.2.2.27)
Con il passare del tempo, tuttavia, l’aumento dei traffici e dei contatti con altri popoli determinò una crescente presenza di stranieri (peregrini) a Roma. Il solo pretore urbano non era più sufficiente a far fronte alle esigenze della giustizia. Per questo motivo, nel 242 a.C., fu istituito il praetor peregrinus , competente ad amministrare la giustizia tra stranieri o tra cittadini romani e stranieri. Anche questo sviluppo è attestato da Pomponio:
Post aliquot deinde annos non sufficiente eo praetore, quod multa turba etiam peregrinorum in civitatem veniret, creatus est et alius praetor, qui peregrinus appellatus est ab eo, quod plerumque inter peregrinos ius dicebat. (D. 1.2.2.28)
Nel corso della Repubblica il numero dei pretori aumentò progressivamente , fino a raggiungere, sotto Silla, il numero di 8. Parallelamente, ai pretori più anziani vennero affidate funzioni sempre più chiaramente giurisdizionali, consolidando definitivamente il ruolo del pretore come magistrato preposto all’amministrazione della giustizia e alla creazione pratica del diritto attraverso l’editto. Titolari di imperium.
Censori I censori erano magistrati di eccezionale prestigio, eletti dai comitia centuriata, come i consoli e i pretori. Pur trattandosi di una carica apicale, la censura si collocava al di fuori del cursus honorum. Proprio per la delicatezza e l’autorevolezza delle funzioni esercitate, i censori venivano normalmente scelti tra gli ex consoli.
La magistratura censoria fu istituita nel 443 a.C.. I censori erano 2, eletti ogni cinque anni, restavano in carica 18 mesi. Tale compito era il census , ossia il censimento dei cittadini romani. Il census consisteva nella registrazione dei cittadini maschi adulti e del loro patrimonio. Attraverso questa operazione ciascun cittadino veniva collocato in una determinata classe censitaria e quindi iscritto in una specifica centuria. Il censimento aveva dunque una funzione decisiva non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello politico e militare, poiché:
Accanto al census, i censori esercitavano funzioni di grande rilievo morale e sociale. In particolare, attraverso la nota censoria , essi esprimevano un giudizio di onore sulla condotta dei cittadini, vigilando sul rispetto dei mores maiorum. In caso di comportamento ritenuto indegno, il censore poteva:
Un’ulteriore funzione essenziale era la lectio senatus , mediante la quale i censori sceglievano e aggiornavano l’elenco dei senatori.
Il ruolo dei censori ebbe sempre una forte dimensione etica, ma va distinta la funzione esercitata nella Roma arcaica, caratterizzata da una comunità relativamente omogenea, da quella svolta nella Roma del III secolo a.C., in piena espansione, quando i costumi e i valori tradizionali risultavano profondamente mutati.
Le tabulae censoriae erano i registri redatti dai censori nel corso del census. In esse venivano annotati i cittadini romani con l’indicazione del loro censo, della centuria e della tribù di appartenenza. L’iscrizione nelle tabulae non aveva un valore puramente amministrativo, ma determinava direttamente la collocazione del cittadino nell’ordinamento civico. Da essa dipendevano infatti il peso del voto nei comitia centuriata, la partecipazione ai comitia tributa e gli obblighi militari, secondo il
Con il tempo, i comitia centuriata assunsero anche importanti funzioni politiche, divenendo l’assemblea competente per:
Pur trattandosi di un’assemblea popolare, il sistema centuriato non realizzava una democrazia egualitaria. Gli antichi stessi ne colsero il carattere peculiare. Livio descrive questo meccanismo come una forma di partecipazione in cui tutti sono formalmente ammessi al voto, ma il potere decisionale resta concentrato nei ceti più elevati: Non enim, ut ab Romulo traditum ceteri servaverant reges, viritim suffragium eadem vi eodemque iure promisce omnibus datum est; sed gradus facti, ut neque exclusus quisquam suffragio videretur et vis omnis penes primores civitatis esset. (Liv. 1, 43)
Il voto non era dunque espresso per testa, come nelle democrazie greche, ma secondo una graduazione censitaria, tale da garantire che l’autorità effettiva rimanesse nelle mani dei principes civitatis. Le votazioni procedevano in modo ordinato:
Dictator
Il dictator era una magistratura straordinaria dell’ordinamento romano, prevista per far fronte a situazioni eccezionali di grave pericolo che i magistrati ordinari, in particolare i consoli, non erano in grado di affrontare efficacemente. La nomina del dittatore avveniva per iniziativa di uno dei consoli, su indicazione del Senato, ed era giustificata da specifiche causae , tra le quali rientravano
Con la nomina del dittatore veniva meno uno dei principi fondamentali della magistratura repubblicana, ossia la collegialità. Il dittatore concentrava in sé il potere supremo, mentre il potere dei consoli temporaneamente sospeso: essi potevano agire soltanto con il consenso del dittatore, e comunque sub auspiciis dictatoris , cioè sotto la sua autorità e i suoi auspici.
Il potere del dittatore era assoluto e incontestabile. Durante la dittatura venivano sospese le garanzie ordinarie previste per i cittadini, in particolare il diritto di provocatio ad populum : il cittadino non poteva appellarsi al popolo contro le decisioni del dittatore ed era tenuto a un’obbedienza totale. Una volta portata a compimento l’impresa per la quale era stato nominato, il dittatore doveva dimettersi immediatamente; in ogni caso, la durata massima della carica non poteva superare i sei mesi. La dittatura non era dunque una magistratura stabile, ma uno strumento temporaneo di emergenza, destinato a cessare non appena ristabilita la normalità istituzionale.
(23 feb)
cambia rispetto alla monarchia: non solo fondata sull'agricoltura, ma anche finalizzata al commercio = intensificarsi traffici commerciali, che influenza anche il diritto. È necessaria tutela di situazioni giuridiche non solo per i cives romani ma anche per i peregrini. Si affinano i trasporti e le vie di comunicazione. Nasce la negotiato (impresa): le negotiationes, pr cui nascono vari istituti legati al concetto di impresa.
Leggi delle XII tavole
La principale è la LEGGE DELLE XII TAVOLE: “fonte di tutto il diritto pubblico e privato” Livio Risalgono circa al 451 aC. Pomponio, enchiridion “con la fine della monarchia roma ritorna all’incertezza giuridica, che termina proprio cone le XII Tavole. Vengono nominati dei decemviri che rappresentano una magistratura collegiale ”. L'obbiettivo è realizzare un Corpus scritto. Con le XII tav viene meno lo strapotere dei patrizi, e si sottrae al collegio dei pontefici il monopolio giurisprudenziale. Le prime 10 realizzate nel 451, le altre due nel 450 aC.
Ma non sono a noi pervenute perchè il testo scompare con l’assedio dei Galli. Ne ricostruiamo il contenuto con le citazioni nelel fonti letterarie e giuridiche. Erano 12 tavole affisse in pubblico.
Cicerone: “da fanciulli, imparavamo a memoria le XII tavole come carmen necessario, ma ormai non si studiano piu”. = Erano rappresentative della romanità, il testo fondamentale, e in + per esercitare la mnemotecnica.
STRUTTURA ● Tavv. I-III norme attinenti al diritto privato e al relativo processo per legis actiones. ● Tavv. IV-VII norme sulla famiglia, sui rapporti economici inter familiari (cura e tutela), sul diritto ereditario (successione mortis causa) ● Tav. VIII norme sulla reazione privata e su alcuni principali illeciti privati. ● Tav. IX norme sull’organizzazione della città e sulla repressione dei crimina da parte dello ‘Stato’ ● Tav. X. Disposizioni di carattere sacrale ● Tavv. XI-XII (tabulae iniquae) due definite tabulae iniquae , perchè nelle ultime si impone in divieto di connubium tra patrizi e plebei: non possono contrarre matrimonio iustum. Poi verrà presto meno. Particolare perchè le tabulae sono una conquista della plebe eppure c'è questo dvieto.
TABULA I In ius vocatio: colui che era chiamato doveva necessariamente presentarsi, in caso di rifiuto, l’attore con la forza poteva portarlo al magistrato: il processo necessita sempre sia di attore che convenuto nel processo per legis actiones.
Se [il convenuto] indugia o vuol fuggire, gli si pongano le mani addosso.
-POST MERIDIEM PRAESENTI LITEM ADDICITO. Dopo mezzogiorno [il magistrato] aggiudichi la lite a favore della parte presente.
Ottavio viene adottato da Giulio Cesare. Ebbe la tribunigia potestas: ma non era tribuno = non poteva subire il veto perchè non era tribuno. Riesce cosi a scindere il potere dalla carica, condivisa con Agrippa e poi Tiberio. Augusto riesce a governare memore del cesaricidio: sa che deve formalmente rispettare la legge, non nominarsi ditratore e creare un equilibrio con il Senato.
TACITO “Questa parola (potestà tribunizia) di così alto prestigio fu una trovata di Augusto, per non assumere il nome di re o di dittatore e tuttavia porsi al di sopra di tutti gli altri poteri magistratuali con un qualche appellativo. Scelse poi come associato a quella potestà Marco Agrippa, e dopo la sua morte Tiberio Nerone, perché non vi fosse incertezza sul suo successore” La tribunigia potestas è un potere dei tribuni, ma lui lo esercita in modo da essere sostanzialmente superiore ma sena dichiarsi re, ne dittatore in quanto lo avrbbero ucciso gli stessi romani. Escogita questa finezza costituzionale in modo da essere superiore. Verra poi usata per indicare i successori al governo. (Studia principato da manuale).
FONTI DIRITTO
GAI - La costituzione imperiale è ciò che l’imperatore stabilisce con un decreto o un editto o una epistola. Né mai si è dubitato che non abbia valore di legge dal momento che l’imperatore stesso riceve il suo imperium attraverso una legge del popolo ● Edicta (ordinanze generali che il principe promulga sulla base del ius edicendi) es editto di Caracalla. Oppure il diritto del pretore (fonte del ius honorarium). ● Mandata (istruzioni che da il princeps ai funzionari e governatori, sopp delle province (territori che roma conquista oltre mare, prima Sicilia, Sardegna, Gallia etc), imperiali = governate dal princeps es. Egitto o senatorie. Tra i due tipi cambia il regime tributario, quelle imperiali sono +tutelate. ● Rescripta/epistulae , risposte del princeps ● Decreta , sentenze emanate dal princesps in un processso diverso: processo de cognitiones extra ordinem, con cuui nasce anche l’appello.
+ Ius publice respondendi ex auctoritate principis Antonio Guarino «la patente del giurista» è il riconoscimento attribuito ai responsa di taluni giuristi di acquisita fama e valore. L’interpretatio prudentium non viene meno ma con il passare del tempo l’attività consultiva del giurista viene sottoposta al controllo dell’imperatore. Si andò, progressivamente, affermando il carattere vincolante del responso per il giudice. All'inizio non erano vincolanti, successivamente si se forniti di ius publice respondendi. Questo è l’avvio per un’ingerenza del princeps nella giurispdurenza. Col principato abbiamo l’esplosione della giursispudenza, ma anche dal III sec alla sua fine in quanto il Princeps interferisce e cerca il controllo.
SABINIANI E PROCULIANI Sono due diverse scuole di pensiero giuridiche. Emergerà la differenza in alcuni passi di gaio
Le costituzioni imperiali ad una certa diventano leges, saranno la stessa cosa a partire dal II-III sec e iniziano ad essere raccolte:
● Codice Teodosiano , TEODOSIO II, imperatore d’Oriente. Pubblicata a Costantinopoli, attribuisce valori ufficiali anche ai codice precedenti inseriti, mentre toglie efficaacia a quelli non preseni. la materia è sopp pubblicistica. Anno dopo entra in vigore anche in Occidente. Prima compilazione ufficiale di costituzioni imperiali. Pubblicato a Costantinopoli il 15 febbraio del 438, entra in vigore, anche in Occidente, l’anno successivo. Viene attribuito valore ufficiale anche ai codici precedenti. Si toglie ogni efficacia alle costituzioni che non vi sono comprese. Contiene costituzioni generali emanate da Costantino in poi. Diviso in 16 libri, articolati in titoli, ognuno introdotto da una rubrica. All'interno sono disposte in ordine cronologico le costituzioni, recanti un'inscriptio, che contiene il nome dell'imperatore legiferante e del collega nonché il destinatario, e una subscriptio indicante la data e il luogo di emissione. Tratta soprattutto la materia del diritto pubblico.
● Corpus Iuris Civilis Giustiniano rivuole l’impero romano e dare unita culturale e giuridica. Sostituisce i codici precedenti e vieta di utilizzarli, sotto pena di falso. Di questa prima stesura è pervenuta solo una parte dell’indice tramite un papiro egiziano. Del codice abbiamo due opere: un primo non pervenuto
Opera piu importante rappresentata dai Digesta: nel 530 con una Costituzione imepriale viene istituita una commissione di giuristi che deve realizzare un’antologia sistematica dei brani giurisprudenziali: autorizzati a modificarli! (Per abbreviare, eliminare controversie o istituti non piu presenti). Obbiettivo: costituire una raccolta da usare nei tribunali. Nel 533 l’opera conclusa.
La Costituzione Deo auctore è quella con cui Giust incarica i giuristi: §4. Pertanto vi ordiniamo di leggere e di correggere i libri che hanno scritto, sul diritto romano, gli antichi giureconsulti che hanno ricevuto dai principi l’autorità di redigere e interpretare le leggi: di modo che voi possiate trarre da questi libri un corpus di giurisprudenza nel quale non si trovino, per quanto è possibile, né due leggi uguali, né due leggi contrarie; ma che la vostra raccolta sia in sé sufficiente e supplisca tutti gli altri libri. Dal momento che ci sono anche altri giuristi che hanno scritto libri di diritto, ma i cui scritti non sono stati autorizzati né dai prìncipi né dalla consuetudine, noi non riteniamo conveniente che le loro opere siano utilizzate nella nostra compilazione.
DIGESTA -Il Digesto è composto da 50 libri, divisi in titoli con una rubrica che indica la materia trattata; all’interno di ciascun titolo sono contenuti brani di giuristi, dei quali si ricorda il nome e l’opera da cui è tratto il frammento. -Sono utilizzati 38/39 autori. La maggioranza dei giuristi appartiene all’epoca classica, cioè ai primi secoli dell’impero, come Paolo e Ulpiano (i cui scritti occupano un terzo del Digesto), attivi all’epoca dei Severi; ma ci sono testi di giuristi dell’età repubblicana, II secolo a.C. (Q. Mucio Scevola) fino alla fine del III secolo d.C. (Ermogeniano e Carisio) -Diritto privato (Es di digesta sono le Enchiridion di Pomponio.) La nascita del diritto in europa.