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Una panoramica introduttiva alle forme di stato e di governo, analizzando i concetti chiave come lo stato assoluto, lo stato liberale e lo stato democratico. Esplora le differenze tra stati unitari e federali, il principio di divisione dei poteri e il ruolo del parlamento. Utile per comprendere i fondamenti del diritto costituzionale e le diverse forme di organizzazione politica.
Tipologia: Appunti
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Un tema cardine è la forma di governo : lo studio di quelle regole che contemplano quelli che sono gli organi vertice del nostro apparato pubblico, gli organi costituzionali. La forma di governo ha a che vedere con l’organizzazione e le modalità con cui si esercitano le modalità e le funzioni pubbliche fra gli organi che sono chiamate ad esercitare. Esiste una forma di governo statale e anche delle regioni e degli enti locali. Il concetto è il medesimo per tutti gli enti. La forma di stato allude a quelle che sono le finalità che un ordinamento si ripropone di conseguire, e queste finalità non è detto che siano sempre le stesse. Le forme di stato si differenziano per il rapporto che intercorre tra autorità e libertà, cioè sulla base dei rapporti che intercorrono fra l’apparato governante e le persone che vivono dentro i confini di un certo stato. Da qui il concetto dei diritti. Il diritto è un complesso di regole di condotta. Le norme giuridiche descrivono determinati comportamenti qualificandoli come obbligatori (vietare determinate cose) o consentendolo. Quando parliamo di ordinamento giuridico (diritto oggettivo) ci riferiamo all’insieme delle regole giuridiche che vivono nel nostro stato. Questo ha alcune caratteristiche: l’effettività, la certezza e la relatività. Un ordinamento giuridico deve essere effettivo perché una norma esiste non solo perché scritta ma se è mediamente osservata (applicata, rispettata). Le regole giuridiche si rispettano perché esistono meccanismi sanzionatori (conseguenze pregiudizievoli che colpiscono il singolo per non essersi conformato a una norma giuridica). Se una norma viene sistematicamente inosservata senza che ne derivino sanzioni sociali e giuridiche è discutibile che sia una norma esistente, questo è il concetto di effettività. La certezza del diritto è uno dei principi che si ripetono sempre e fa tutt’uno con l’affidamento del singolo nell’ordinamento. Certezza significa che le regole giuridiche devono essere chiare. È garantita attraverso le pubblicazioni (es. Gazzetta Ufficiale). La certezza non è una caratteristica intrinseca dell’ordinamento, ma è un obiettivo e un risultato che si ottiene attraverso una delle funzioni fondamentali dello stato moderno e non cioè la funzione giurisdizionale (attività che serve a risolvere controversie applicando regole giuridiche). Il giudice prima di applicare un diritto deve individuarlo e capirlo. La sentenza giuridica implica una certezza giuridica. In alcuni casi la certezza va costruita perché difficilmente esiste in natura. Relatività significa che il diritto è relativo, è influenzato dai contesti (sociale, economico, tecnologico…), il diritto cambia nel tempo, cambia nel tempo anche ciò che all’interno di uno stato si ritiene vada disciplinato attraverso regole giuridiche e cosa no. Una norma giuridica delinea la fattispecie astratta descrizione di un comportamento o situazione. Descrizione di una situazione a cui l’ordinamento riconduce certe conseguenze. La fattispecie può riguardare un atto o un fatto giuridico. Un atto giuridico è un comportamento volontario. Un fatto giuridico è una situazione di vario tipo che viene presa in considerazione indipendentemente dalla volontà del soggetto (nascita, morte, ecc.) o pensiamo al decorso del tempo. Per impugnare un provvedimento amministrativo se un cittadino intende impugnarlo c’è un termine di 60 giorni oltre al quale si perde la possibilità di contestare un provvedimento amministrativo davanti al giudice. La fattispecie concreta è il comportamento che si realizza materialmente. La seconda parte della norma è l’indicazione degli effetti. Dalle norme giuridiche (non tutte) scaturiscono quelle che sono le situazioni giuridiche soggettive. Spesso le norme giuridiche prevedono determinate fattispecie e l’insorgenza di una situazione giuridica soggettiva in capo a un soggetto. Le posizioni soggettive possono essere di vantaggio e di svantaggio. Di vantaggio cioè quelle che ampliano la sfera giuridica del soggetto, quelle di svantaggio circoscrivono la sfera giuridica del soggetto. La distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo è fondamentale perché ci dice quando il singolo è tenuto ad agire di fronte ai giudici ordinari e quando una certa controversi a deve essere portata di fronte ai giudici amministrativi. Attraverso questa distinzione tra diritto soggettivo e interesse legittimo passa il criterio di riparto della giurisdizione. Se io affermo di essere titolare di un diritto soggettivo che è stato
violato devo rivolgermi a un giudice ordinario (es. Tribunale di Trieste). Se invece sono titolare di un interesse legittimo lo devo far valere di fronte a un tribunale amministrativo (Tribunale Amministrativo Regionale). Differenza tra doveri e obblighi: il dovere è previsto da una norma quando si tratta di garantire il soddisfacimento di un interesse generale. L’obbligo è una situazione di un vincolo che è finalizzato a soddisfare un interesse particolare (es. ho preso in prestito una somma sono obbligato a restituirla). I principali destinatari delle norme giuridiche sono le persone fisiche. Importante la distinzione tra la capacità giuridica e la capacità di agire. La capacità giuridica si acquista con la nascita è l’astratta idoneità del soggetto di essere titolare di diritti e obblighi. Il problema è che la capacità giuridica consente di essere la titolarità del diritto ma non di esercitarlo, per esercitarlo bisogna acquisire la capacità di agire. La capacità di agire si ottiene con la maggiore età. Per i minorenni e per chi è incapace di intendere e volere è necessario l’intervento di un terzo che si sostituisca a loro nel compimento di una serie di atti giuridici. Le persone giuridiche non esistono in natura come la persona fisica ma sono istituti creati dal diritto per far si che i singoli possano raggiungere determinati obiettivi. Una persona giuridica è un’organizzazione, cioè implica una pluralità di persone fisiche che si mettono insieme per raggiungere un obiettivo comune, che a tal fine individuino le risorse necessarie per raggiungerlo, che fissino le regole d’ingresso per diventare una persona giuridica e infine deve individuare quelli che sono gli organi che sono chiamati a decidere per la persona giuridica. Un esempio di persona giuridica è una società. Queste figure sono degli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione dei singoli affinché questi possano conseguire i propri interessi individuali che altrimenti da soli non riuscirebbero a conseguire. Le persone giuridiche private sono degli strumenti per realizzare il principio di autonomia privata, per consentire ai soggetti di conseguire obiettivi che rispondono ai loro interessi particolaristici. Le persone giuridiche pubbliche sono lo stato, le regioni, le province, i comuni e le città metropolitane (=enti pubblici). Questi sono enti esponenziali cioè chiamati a tutelare tutti gli interessi della collettività che vive nel loro territorio, cioè enti che possono esprimere un indirizzo politico. Questi enti pubblici sono governati da organi rappresentativi (cioè che eleggiamo noi). Una persona giuridica privata è pensata per realizzare interessi particolari e la persona giuridica pubblica è pensata per realizzare interessi pubblici e collettivi. A differenza delle private le persone giuridiche pubbliche dispongono di particolari poteri che vengono chiamati potestà pubbliche chi ne è titolare sono in grado di adottare decisioni che sono vincolanti per i destinatari (es. una legge è un atto deliberato dal parlamento, vincola i destinatari; una sentenza è vincolanti per le parti di quel processo…). Tutto questo perché tutti questi atti sono finalizzati alla cura degli interessi pubblici; quindi, tra autorità pubblica e cittadini la posizione è asimmetrica: gli organi pubblici sono in una posizione sovraordinata perché chiamata a soddisfare interessi pubblici. nel rapporto tra privati il principio è paritario. Importante è anche la differenza tra ente e organo. L’ente è la persona giuridica, quindi un soggetto giuridico titolare di diritti e doveri. L’organo è uno strumento, è quella componente dell’ente pubblico che è autorizzata dalle norme giuridiche ad agire per l’ente, cioè ad adottare quelle decisioni dell’ente rilevanti nei confronti dei terzi e degli amministrati. Una persona giuridica pubblica è fatta da organi e da uffici. Un ufficio è l’insieme di persone fisiche e di mezzi che serve non a manifestare la volontà dell’ente verso l’esterno (altrimenti sarebbe un organo) ma a svolgere un’attività strumentale (di supporto) a quella dell’organo. Es. Un organo fondamentale del comune è il sindaco. Il comune è un ente, una persona giuridica pubblica, agisce tramite tanti organi, tra cui il sindaco. La segreteria è un apparato strumentale, di supporto. Una persona giuridica è fatta da più organi e la rimanente struttura è costituita da uffici. Un organo è sempre composto da persone fisiche. Si possono avere organi monocratici (sindaco, capo dello stato ecc.) o organi collegiali (quando i suoi titolari sono una pluralità di persone fisiche (camera, senato ecc.). A diversi gruppi sociali corrispondono diversi ordinamenti. Esiste un ordinamento internazionale, uno dell’UE, …sono ordinamenti diversi. Esiste la pluralità degli ordinamenti perché i gruppi sociali sono distinti e ognuno esprime una serie di regole che lo governano. C’è una distinzione tra un ordinamento/ente originario e derivati.
Il sistema delle fonti costituzionali e delle fonti primarie è un sistema chiuso a livello costituzionale, cioè le uniche fonti di questo livello ammesse nel nostro ordinamento sono quelle previste dalla nostra costituzione; quindi, se si volesse introdurre una nuova fonte primaria bisognerebbe modificare la Costituzione. Il sistema delle fonti secondarie è un sistema aperto cioè che l’istituzione e la disciplina delle fonti secondarie non solo non deriva dalla costi ma è liberamente dipende dalle fonti primarie, quindi il parlamento tramite una normalissima legge potrebbe individuare una nuova tipologia di fonte primaria ma non costituzionale o primaria, perché per cambiare l’elenchetto delle fonti primarie e cost è necessario cambiare la Costituzione, per cambiare il sistema delle fonti secondarie la legge ordinaria è più che sufficiente. Fonti di produzione Atti giuridici diversi con diverse funzioni e regimi giuridici È utile sapere quali sono gli atti amministrativi perché devono essere conformi alle norme giuridiche- principio di legalità Cosa comporta da un punto di vista pratico? Un provvedimento amministrativo che non corrisponde alla legge, é illegittimo Ci sono diversi criteri di interpretazione per analizzare i testi normativi. I criteri attraverso i quali si interpreta un testo normativo non è uguale da quelli per il contratto. Al giudice non é necessario indicare quali normative applicare, é libero di risolvere il problema di quale si la norma applicabile e come vada intesa. Le norme giuridiche sono materia riservata al giudice. Quali sono i criteri? Due tipi:
l’organo che l’ha deliberata e il procedimento attraverso cui é stata adottata. Per tutti é legge quel particolare che si denomina così, dato dal parlamento attraverso un certo procedimento. La gran parte del procedimento legislativo é dato dai regolamenti parlamentari. Questo significa che ai fini di individuare i concetti di legge si guarda i criteri di tipo formale e non sostanziale
giuridiche. È necessario che le norme in una legge abbiano queste caratteristiche? No. Queste caratteristiche normali, non imposte, sono la generalità e l’astrattezza. La generalità vuol dire che una norma si riferisce ad un numero di destinatari indeterminati ed indeterminabili a priori. Una norma che stabilisce che per costruire su un terreno appartenente un singolo é necessario ottenere un permesso, é generale, perché non ha un destinatario specificato, é applicabile a tutti. Astrattezza é la ripetibilità, può essere utilizzata una norma un numero indeterminato nel tempo. Una norma vale ed é applicabile mille volte finché é in vigore. Queste sono caratteristiche normali, ciò non vuol dire che siano onnipresenti. Sono ammissibili anche delle particolari categorie di leggi dette leggi provvedimento, chiamate così perché sono leggi approvate dal parlamento con un certo iter, il cui contenuto contiene regole non generali ma particolari non astratte ma concrete. Riguardano uno o più soggetti individuati. es. Legge che stabilisce un contributo di mille euro per l’univeristà di Trieste.
Questo ci dimostra che la norma non é nemmeno astratta, perché non é ripetibile, una volta versati i mille euro, questa cessa di avere una sua funzione. Si chiama legge provvedimento perchè queste sono le caratteristiche del provvedimento amministrativo, con un riferimento concreto, che riguarda date persone ed ha un’applicabilità limitata. La legge ha un contenuto tipico dell’attività amministrativa, che riguarda situazioni concrete e specifiche, reali. es. sanzione, provvedimento amministrativo applicato una volta ad uno solo specifico. L’attività amministrativa é strettamente legata alla legge. Lo schema generale é questo: interviene la legge con l’applicazione di un provvedimento amministrativo. Principio di legalità: l’attività amministrativa é sempre legata alla legge. Si usano criteri formali che consentono di individuare alcuni caratteri abitualmente presenti in alcune norme giuridiche L’altro tema generale, oltre alle fonti del diritto, é quello dell’interpretazione. distinzione che deve essere chiara:
In certi contesti sono scambiabili e in altri no, come nell’interpretazione. Se sostenessimo che da una disposizione si trae una e solo una norma, la disposizione non avrebbe senso di esistere. A volte é così, ma non solitamente. Può darsi che sia dubbio il significato attribuibile ad un testo. L’interpretazione serve per passare dalla disposizione alla norma. Ci sono delle disposizioni che non sono formulate in questo modo. es. la costituzione dice che all’interno del senato, prevalentemente elettivo, c’è una componente formata dai senatori a vita, rappresentati dagli ex capi dello stato, che possono nominare, per particolari metodi, 5 senatori a vita. Per un certo periodo di tempo ci si é chiesti quali sono i modi in cui il testo può essere interpretato: un massimo di 5 senatori a vita o ognuno poteva sceglierne 5? Aumentando il numero di senatori a vita, ci si trova in situazioni in cui il loro voto diventa determinante. Dalle disposizioni costituzionali in giù, ci troviamo in situazione in cui i giuristi possono dare lettere diverse delle disposizioni. Quali sono i criteri che vanno seguiti per interpretare una disposizione?
Processo:
legislatore storico. Un certo parlamento approva una legge, e si guardano i lavori preparatori per capirne l’intenzione. L’iter legislativo che porta al l’interpretazione di una legge é consultabile, ricostruendo tutti i passaggi che hanno portato alla legge.
Il parlamento ha inteso intervenire in un certo settore con nuove leggi. L’abrogazione non elimina le norme precedenti, normalmente non é così. Le leggi normalmente non sono retroattive e dispongono solo per il futuro. Ciò significa che con l’abrogazione, se la legge non è retroattiva, la norma sbrigata non va eliminata, ne viene circoscritto l’ambito di applicazione. Quindi non serve per quanto riguarda i casi che si materializzano dopo la nuova legge entrata in vigore; tuttavia, resta utile e necessaria per regolare tutti i rapporti precedenti sorti quando era in vigore quella disciplina. es. processo civile durante il quale entrano in vigore nuove norme, il giudice prende in considerazione la legge abrogata e non abrogante. La legge viene eliminata solo se quella nuova é retroattiva, ma normalmente non é così. Tre tipi di abrogazione:
abrogate. L’operatore giuridico é buondì facilitato
spetta agli interpreti ( giudici, funzionari, cittadini,..) verificare se qualcuno delle nuove norme non risulti incompatibile con le precedenti. La situazione é più complicata, bisogna confrontare la nuova disigilli a con la precedente.
legislatore intraprende questa strada l’intenzione é di sostituire la vecchia disciplina con quella nuova, ma la sostituzione opera a prescindere dal fatto che vi si un’incompatibilità. Questi fa cadere automaticamente tutte le leggi che la disciplina aveva precedentemente. es abrogazione implicita: testi unici , decreti legislativi ovvero atti normativi del governo che hanno forza di legge, ovvero possono sbrigare una legge che é sullo stesso piano. Una può abrogare l’altra e viceversa. Un testo unico serve quando la disciplina di una certa materia é sparsa all’interno di un numero rilevante di finti del diritto venute nel corso di 50 anni. Bisogna ricostruire una disciplina frammentata in 7/8 decreti legislativi. Quindi esso serve a riversare tutte le disposizioni prima distribuite all’interno di un’unica fonte del diritto. Questo rende più facile l’approccio dei giuristi. Qui però non c’è incompatibilità tra i vari articoli del testo unico, ma c’è ugualmente effetto abrogativo. L’abrogazione é un effetto del succedersi delle fonti nel tempo ed é fisiologico, nessun ordinamento é congelato nel tempo. L’abrogazione non presuppone un vizio, l’annullamento invece presuppone spesso l’invalidità di una certa legge ed é retroattiva. Ciò che invece non é fisiologico, ovvero non dovrebbe verificarsi ma avviene, sono gli altri due criteri:
la cui violazione determina una causa di invalidità. Quando c’è abrogazione sarebbe sbagliato dire che una legge viene abrogata perché é illegittima, ma perché l’organo politico ritiene che sia più opportuno cambiarla. Gerarchia: significa che tutte le fonti del diritto sono collegate in uno schema, partendo da un vertice, ovvero la costituzione e i gradini seguenti sono fonti subordinate alla costituzione. Significa quindi che una legge non può andare contro la costituzione, perché ciò comporterebbe un vizio della legge, ovvero una legge illegittima. Se capita é una patologia e trattandosi di ciò appresta dei rimedi,
perciò c’è un organo, la corte costituzionale, giudice unico sul territorio proprio per eliminare le leggi incostituzionali, poiché alterano la gerarchia delle fonti. La gerarchia é un presupposto per l’abrogazione. Se due fonti sono sullo stesso livello, una può a rigare l’altra. Se le fonti sono su diversi livelli gerarchici, é complesso. Se l’ultimo atto normativo é di livello inferiore? Se una legge é in grado di abrogare un’altra fonte primaria, legge, avrà la forza per abrogare una seconda finte secondaria senza dover passare per un giudice. Competenza: significa che in certi casi la costituzione stabilisce che la disciplina di certi oggetti sia riservata ad alcune fonti e quindi sottratta alla legge, perché spesso la stessa costituzione riserva la disciplina di alcune materie a fonti specifiche. La disciplina dell’organizzazione interna delle camere e la disciplina del procedimento legislativo, deve essere necessariamente stabilito attraverso una specifica finte del diritto che viene approvata distintamente dalle camere con un certo procedimento di maggioranza assoluta. Questa é una riserva di competenza. Se una legge o un’altra fonte che non é il regolamento parlamentare intervenisse a disciplinare l’organizzazione interna delle camere o il procedimento legislativo, sarebbe incostituzionale. Una legge che vuole disciplinare le giunte parlamentari sarebbe incostituzionale. Tutti questi criteri servono quindi a risolvere i conflitti normativi. Certi conflitti si risolvono con l’interpretazione ma a volte non é sufficiente e si ricorre a questi. Il diritto si applica su base territoriale, ovvero salvo qualche ipotesi, le norme giuridiche sono destinate a coloro che vivono su un certo territorio, ad eccezione di alcuni luoghi, come le ambasciate o i consolati. Forme di stato e di governo Stato: lo stato é una forma di organizzazione, una collettività organizzata che esercita le principali funzioni pubbliche all’interno di un certo territorio. Si può poi parlare di certi elementi costitutivi dello stato: un territorio, una collettività sociale e un apparato pubblico chiamato a svolgere le funzioni di governo che sono connotate da una certa qualificazione, quella di sovranità.
La stessa cosa vale per l’elezione dei consigli comunali per i quali, alle stesse condizioni, uno può votare o candidarsi.
statale. Lo stato é unico ente originario. Se parliamo delle regioni, sono enti derivati, previste dall’ordinamento statale e perciò subiscono un condizionamento.
Giuridicamente tutti gli Stati sono indipendenti reciprocamente. La sovranità é cambiata nel corso del tempo. Di stato si può parlare in due accezioni diverse.
succede che vi siano delle controversie tra singole persone fisica allo stato, una regione allo stato, un comune allo stato. Rapporto tra collettività nazionale e collettività specifiche che esistono all’interno dei confini Stati unitari : non conosce il principio del decentramento politico. Non presentano una suddivisione in Stati membri o regioni, quelli composti si. Stati composti: assume fra i suoi elementi il principio del decentramento politico. Le ferie funzioni pubbliche o alcune, sono distribuite tra la persona giuridica stato e altre persone giuridiche. Le entità interne presenti all’interno dei confini nazionali sono enti politici che sono governate da organi rappresentative e che possono esprimere un indirizzo politico diverso da quello centrale. Differenza tra Stati federali e regionali Non esiste in realtà un tratto evidente che possa separare le due forme. Normalmente, cambia il processo storico di formazione dei due tipi di stato, poiché gli Stati federali (usa) nascono per aggregazione di Stati prima indipendenti creando una nuova realtà statuale, mentre é facile che quelli regionali ( Italia) nascano perché uno stato unitario decide di darsi un ordinamento regionale. È normale che in tutti gli Stati composti, federali o regionali , ci siano problemi come quello di trovare dei criteri per individuare dove e quando intervengono gli organi dello stato e quelli invece degli enti interni. Ogni stato composto affronta il criterio di riparto. es. in Italia le regioni dipongono di autonomia legislativa (leggi regionali). C’è però un criterio che dice in che ambiti e materie possano intervenire Stato o Regione. Cambia la tecnica. Negli Stati federali si individuano esplicitamente tutte le materie che sono riservate allo stato, mentre tutto il resto dipende dagli Stati membri. Negli Stati regionali si fa il contrario: si elencano le materie di competenza regionale in maniera specializzata ( es urbanistica ) mentre tutto il resto spetta allo stato. Negli Stati federali, gli Stati membri dispongono di un livello di autonomia maggiore, come ad esempio per il diritto penale ( che invece in Italia é materia statale), o l’ordine pubblico, che é distribuita fra stato centrale e membri. Riflesso che l’ordinamento federale ha sul governo: gli Stati federali hanno tendenzialmente un organo legislativo bicamerale, poiché una viene eletta dal corpo elettorale ( intera nazione), mentre l’altra rappresenta gli Stati membri
In Italia il bicameralismo é perfetto : camera e senato rappresentano la stessa cosa, le due camere sono su piano di assoluta parità. Il bicameralismo federale é di tipo imperfetto : le due camere non sono nella stessa posizione, con riferimento all’attività legislativa. Una é privilegiata rispetto all’altra. La camera rappresentativa degli Stati membri viene coinvolta nel processo legislativo solo quando si tratta di leggi impattano sugli Stati membri ( interessi specifici) Ovunque ci sia un criterio di riparto delle competenze, é necessario che vi sia un giudice che ne garantisce il rispetto. Forme di stato e di governo Le forme di Stato possono essere di due modi:
normalmente di evolve e assume diverse forme. Si considera che l’Italia, a differenza di altri, nasce tardi. Forma di stato liberale : con la prima costruzione del regno d’Italia del 1848 che poi é divenuta la costituzione italiana, la prima forma di stato considerata é stata quella liberale. Stato assoluto La forma precedente é quella di stato assoluto , che si afferma dal 1500 in poi. Spesso c’è un legame tra forma di stato e governo, come qui, lo stato assoluto presenta come forma di governo la monarchia assoluta. Caratteristiche:
creando una burocrazia che riesce a funzionare su un certo territorio. Le prime burocrazie statali sono quella militare e quella fiscale. Lo stato assoluto quindi si caratterizza per una centralizzazione del potere e condensa le tre forme di potere. Lo stato assoluto é di per se interventista, che ritiene di dover intervenire per regolare e gestire aspetti di vita economica e sociale. es. tema delle opere pubbliche, interventi dello stato che risalgono ai tempi dello stato assoluto. ( sanità, istruzione.. ) Stato liberale Lo stato liberale viene definito stato borghese, mono classe, stato minimo o astensionista, garantista, termini che descrivono alcune caratteristiche
all’aristocrazia. Si affaccia quindi una componente sociale prima tendenzialmente esclusa dall’ambito politico e che poi conquista piano piano il potere.
nel senso di far notare solo alcune persone. Nello stato liberale vigeva il suffragio ristretto, votavano solo coloro che avevano determinate risorse misurate tramite la tassazione. Il parlamenti finisce quindi per essere rappresentativo di un solo campo sociale.
imprenditori che poi le investono. Lo stato liberale non é interventista, ma é uno stato che deve
Forme di governo Monarchia assoluta : concentrazioni funzioni pubbliche al re Monarchia costituzionale : primo caso in cui si applica la divisione dei poteri, parlamento e monarca si fronteggiano. La monarchia costituzionale evolve in monarchia parlamentare. Questo si traduce in una serie di diversi aspetti: si afferma come organo autonomo il governo, il potere esecutivo é ripartito tra re e governo. Il tratto costitutivo del parlamentarismo é l’affermazione di una particolare relazione che intercorre tra parlamento e governo, detta relazione fiduciaria, ovvero il governo sia per entrare in carica che per rimanervi deve disporre di un voto favorevole da parte del parlamento. Questo all’inizio (fiducia iniziale), ma le camere poi possono revocare il loro appoggio politico al governo, provocandone le divisioni. C’è una relazione permanente tra governo e parlamento, se questa viene meno, c’è la crisi del governo. Si parla di parlamentarismo dualista , basato sul principio della doppia fiducia: nella prima fase il governo deve avere l’appoggio del re e del parlamento. In quello monista succede che la relazione fiduciaria intercorre solo tra parlamento e governo, mentre il re o capo dello stato, viene progressivamente estromesso dalla funzione di indirizzo politico. Attualmente, il capo dello stato non impatta più sull’indirizzo politico. Progressivamente il re o capo, si distacca dalle funzioni e assume un ruolo di garanzia. Quando si passa da monarchia costituzionale a parlamentare, il re sa di non poter nominare persone di esclusivi sul gradimento, perché si avrebbe la bocciatura del governo in parlamento ( non si avrebbe la fiducia ). Il re deve consultarsi con le forze parlamentari. Forma parlamentare - parlamentarismo La forma parlamentare é la più diffusa, può essere repubblicana o monarchica. Il monarca, a differenza dei presidenti della repubblica, non ha carattere rappresentativo, perciò le monarchie hanno poteri limitati rispetto quelli attribuiti ai presidenti a capo dello stato. Il ruolo del presidente della repubblica é enormemente più incisivo. Forma di governo presidenziale ( usa ) Il presidenzialismo assomiglia ad una monarchia costituzionale nel senso che la funzione di indirizzo politico é distribuita tra capo dello stato e dal congresso (organo legislativo), bicamerale in uno stato federale con forma di governo presidenziale. La caratteristica più evidente é che non solo il congresso viene eletto dal corpo elettorale, però anche il capo dello stato viene eletto dal popolo. Il legislativo ed esecutivo sono entrambi eletti dal popolo. Il congresso americano non può sfiduciare il presidente. Mentre il capo dello stato può in Italia sciogliere certe condizioni, questo non vale per il presidente, che non può incidere sulla vita del governo. I due organi devono dunque cooperare. Questo sistema implica che il presidente e la maggioranza parlamentare siano dello stesso orientamento politico (es, democratico) ogni 4 anni si rinnova il presidente, la camera dei deputati e un quarto del senato.
Ci sono però le elezioni di metà mandato, viene votato per eleggere la nuova camera e una parte del senato. Con le elezioni di metà mandato può cambiare la maggioranza in una o entrambe le camere. Quando si verifica questo, bisogna necessariamente trovare dei compromessi Negli Stati Uniti il presidente condensa il potere esecutivo, ma esistono comunque segretari di stato. Non esiste organo costituzionale che sia detto governo, ci sono organi che il presidente nomina a cui lui delega delle competenze. I segretari di stato sono una delle cariche pubbliche per cui il senato deve dare parere favorevole. Da rivedere La costituzione americana prevede la divisione dei poteri sia orizzontale che verticale Forma di governo Semipresidenziale ( Francia ) Soluzione intermedia tra i due precedenti. Dal presidenzialismo mutua l’elezione diretta del presidente, eletto dal corpo elettorale, che esprime anche il parlamento. Il legislativo e il vertice dell’esecutivo sono eletti dal corpo elettorale. La parte elettorale del sistema sta nell’esistenza del governo. Esiste un consiglio dei ministri…. Il presidente può comporre il governo, però per farlo stare in piedi esso deve ottenere la fiducia della camera. L’esecutivo é bicefalo, ha due teste, presidente della repubblica e governo. Parlando della Francia, la testa più pesante é del presidente perché é eletto dal popolo e perché la costituzione francese intesta al capo dello stato una serie molto consistente di poteri. Così non é in altri semi presidenzialismi, come quello austriaco, dove la testa che pesa di più nell’esecutivo é quella del presidente del consiglio ( governo ) Forma dittatoriale Da rivedere: fonti interne, esterne ecc Fonti di governo primarie Decreti-legge Decreti legislativi Fonti di governo secondarie Regolamento ? Tutti gli Stati che hanno una costituzione, che nasce con gli Stati liberali, sono definibili come Stati costituzionali. Costituzione: é un testo base, ogni costituzione é pensata per contenere le regole fondamentali di quell’ordinamento. Se é flessibile, il rispetto delle regole é affidato essenzialmente alla politica, perché il parlamento può disporre diversamente da quanto essa dice. Rigida invece si impone sul parlamento. Perché vi sia garanzia del rispetto delle regole costituzionali bisogna che la costituzione oltre che essere rigida, sia garantita, ovvero che vi sia un sistema di giustizia costituzionale che elimini le leggi che vanno contro la costituzione. La giustizia costituzione si afferma per la prima volta negli Stati Uniti. Il controllo di costituzionalità é di ogni giudice, diversamente da quanto vale per noi, dove esiste una giustizia costituzionale ma la competenza a decidere spetta solo ed esclusivamente alla corte costituzionale.