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società e diritto, ordinamento giuridico, disposizione e norme--> definizione
Tipologia: Dispense
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Art. 1 della Costituzione “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il potere della sovranità appartiene al popolo, non è un potere che può essere ceduto. La costituzione afferma che il potere è del popolo ma al tempo stesso l’esercizio di questa sovranità è stabilito dalla costituzione stessa. La forma principale stabilita dalla costituzione come esercizio della sovranità è che le decisioni non sono assunte dal popolo ma spettano agli organi rappresentativi (parlamento).
Dal punto di vista generale, quando si parla di un sistema rappresentativo significa che c’è un’elezione di alcuni soggetti che compongono il parlamento. In realtà, la rappresentanza politica e l’elezione dei parlamentari, come la conosciamo oggi, non è sempre stata così, vi è stata un’evoluzione nel tempo che si accompagna con il passaggio dallo stato liberale a quello liberaldemocratico (la rappresentanza politica aveva una visione diversa e anche l’elezione). Stato liberale
solito hanno questa pena tutti quei reati che vengono compiuti nei confronti dello Stato (in ambito mafioso per esempio);
Il voto segreto nasce ed è utile per essere segreto nei confronti dello Stato. Lo Stato non deve conoscere chi vota e cosa per evitare ripercussioni negative (nel caso di governi particolarmente violenti). Lo stato non deve accedere ai risultati elettorali. È difficile arrivare a un sistema di votazione online o elettronico perché c’è il rischio di perdere il controllo di questo procedimento (hacker). Delle quattro caratteristiche del voto, quella meno garantita è l’eguaglianza, in quanto non sempre i voti valgono allo stesso modo come dovrebbero. Il voto come diritto e come dovere Art. 4 d.p.r. 361/1957 (testo unico elezione Camera)
c’è una competizione tra singoli candidati nello specifico territorio che creano una competizione elettorale diversa da tutti gli altri collegi elettorali.
La prima colonna rappresenta il numero di seggi e la seconda è la percentuale di voti. Per esempio il partito conservatore ottiene poco più del 35% di voti e i seggi ottenuti in parlamento sono poco più della metà. È per questo che si predilige la maggioranza all’interno del parlamento, perché tendenzialmente è un sistema elettorale che premia di più rispetto ai voti ottenuti da una forza politica. Accade perché in certi collegi si può vincere con un voto di scarto, perciò avere forze politiche che hanno poca differenza in termini di percentuale di voti assoluti ma che hanno grandi differenze in termini di seggi. Tra le prime due forze politiche vi è un divario del 5% di voti ottenuti e del 15% di seggi. Questo vantaggia la prima forza politica e può favorire una maggiora stabilità. Quando si parla di stabilità di una forma di governo parlamentare, si dice che il primo presupposto è avere un sistema come descritto sopra. Il sistema deve essere accompagnato da pochi partiti politici forti, se ce ne fossero tanti sarebbe difficile che uno di questi ottenga la maggioranza. Quindi sembra un sistema che sovra-rappresenta, ma in realtà può anche sotto-rappresentare. Un caso di sottorappresentazione è il caso di “UK Indipendence Party” che in queste elezioni prende il 12% di voti e ottiene solo un seggio su 600. Evidentemente è un partito che prende un po’ di voti in tutti i collegi ma in nessuno di essi ottiene la maggioranza. In quest’ottica sembrerebbe un sistema che non rispetti del tutto l’eguaglianza, perché si ha un certo numero di voti che non ha un suo rispecchiamento nel numero di seggi, si può concludere che il principio dell’eguaglianza del voto non sia rispettato. Viceversa, si ritiene che sia un sistema elettorale del tutto legittimo e che garantisca al principio di eguaglianza del voto perché è un sistema considerato ragionevole nel momento in cui ha competizioni politiche diverse che eleggono soggetti diversi in parti diversi del territorio. È un sistema che rispetta il principio di eguaglianza nel momento in cui si garantisce agli elettori di ogni singolo collegio elettorale di votare nello stesso modo. Ci sono sistemi molto simili, in cui una forza politica ottiene il 35% e poi ha il 50% dei seggi, ma non è detto che questi siano legittimi. La sovraesposizione, che è naturale e casuale, è dovuta al meccanismo elettorale in sé che prevede di valutare le singole competizioni elettorali e non il risultato complessivo ottenuto dalle forze politiche. Questo è un sistema elettorale maggioritario, sistema semplice e che dispone di tante competizioni quante sono i posti in parlamento, chi vince prende il posto.
Se si ipotizza che i seggi siano 5, ne toccano quattro alla lista viola e uno alla lista Rossa. Questo sistema garantisce una sovra-rappresentazione delle forze politiche maggiori, rispetto a quelle minori. Sostanzialmente si prendono tutti i voti e si dividono per ogni forza politica. Al maggior numero che risulta si attribuisce un seggio. Qual è il sistema proporzionale ragionevole? In realtà vanno bene tutti, saranno i legislatori insisteranno su certi modelli piuttosto che altri, in base a ciò che si presume ottenere dal sistema elettorale. Se si punta ad una stabilità, una maggioranza del sistema elettorale, utilizzare la formula del divisore è più ragionevole.
Da questa tabella si capisce la mancanza del principio egualitario di questo sistema: con il 29,55% dei voti la coalizione di centro sinistra (Italia Bene Comune) ottiene 340 seggi (35% dei 630 deputatati). La coalizione di centro destra con il 29,18% dei voti ottiene 124 seggi. Avendo lo stesso numero di voti si hanno seggi diversi, questo produce una disuguaglianza del voto perché si ha il 29% dei cittadini che valgono 340 seggi e il 29% che vale 124. Un sistema di questo genere è stato inventato per soddisfare un’idea di fondo di stabilità, in quanto si ritiene che il nostro ordinamento sia molto instabile. Per avere un sistema stabili servono delle forze politiche stabili piuttosto che un sistema elettorale che garantisca stabilità. Come sono cambiate le leggi elettorali